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Apr 282018
 

Tra i principi della Dottrina sociale della Chiesa quello della solidarietà è sicuramente il più noto, il più invocato e il più citato perché quello di cui si avverte maggiore urgenza e necessità in tempi di crisi ma anche, probabilmente, il più soggetto a fraintendimento, soprattutto in ambito politico. Troppo spesso, specie nel Mezzogiorno, ha significato assistenzialismo, rapporto di subordinazione da parte dei presunti beneficiari che non riescono a uscire da uno stato di bisogno anche per l’interesse di chi “provvede”. Per questo la Chiesa coniuga da sempre la solidarietà con la sussidiarietà che vuol dire assunzione di responsabilità.
Relatore autorevole sarà il Cardinale Francesco Montenegro, testimone della “Chiesa del grembiule”, tra i maggiori protagonisti del rinnovamento ecclesiale voluto da Papa Francesco.
Quella di domani è l’ultima delle lezioni di dottrina sociale che si inseriscono nel percorso di “Scuola di Cristianesimo”, proposto da mons. Vincenzo Orofino, vescovo di Tursi-Lagonegro, con la lettera pastorale triennale “Al fine di edificare il Corpo di Cristo”.
La Scuola ha inteso rispolverare concetti fondamentali che non possono passare nel dimenticatoio a favore di una religiosità tradizionale spesso coniugata in chiave di “vago sentimento di compassione”. La Dottrina sociale della Chiesa impegna invece la Comunità sul terreno concreto della vita quotidiana come traduzione pratica nel territorio del Vangelo. E infatti la solidarietà consiste proprio nel trasformare le strutture sociali, spesso ingiuste, che la Chiesa chiama esplicitamente “strutture di peccato”, in strumenti volti al bene comune.
All’incontro di Francavilla i lavori saranno introdotti dal giornalista Edmondo Soave e conclusi dal vescovo Orofino.

Feb 262018
 

A conclusione dei festeggiamenti dedicati al Beato Domenico Lentini, il parroco della Chiesa di San Nicola mons. Vincenzo Iacovino ha pensato di coinvolgere, nella serata del 25 febbraio 2018, il prestigioso gruppo bandistico “Pisani” di Francavilla in Sinni.Il folto pubblico ha gradito il repertorio della banda ideata e portata avanti dai fratelli Pisani. A dirigere i musicisti è stato chiamato il Maestro Michele Munno di Miglionico.


Il concerto


Le interviste: Cupparo, Pasquale Pisani, Michele Munno, Silvano Marchese

Feb 262018
 

Grande soddisfazione per il Maestro Silvano Marchese che ha ascoltato il suo Inno dedicato a Lauria grazie alla mirabile esecuzione della prestigiosa Orchestra “Pisani” di Francavilla in Sinni. Ricordiamo che i testi dell’Inno sono stati scritti dalla professoressa Maria De Simone e dal dottor Domenico Pittella.


L’Inno “Lauria”


L’intervista al Maestro Silvano Marchese

Gen 262018
 

Nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne che, in Basilicata, subito dopo la “Montagna Materana” sarà attuata nel “Mercure Alto Sinni Val Sarmento”, si terrà un incontro sul tema dell’associazionismo. Il focus tematico, rivolto ai sindaci dell’Area, si terrà oggi alle ore 11 nella sala consiliare del Comune di Francavilla in Sinni. Parteciperanno sia il Comitato Nazionale delle Aree Interne che il supporto tecnico incaricato.

La Strategia Nazionale per le Aree Interne rientra tra le azioni strategiche del nuovo ciclo di programmazione 2014/2020 che assegna un ruolo centrale allo sviluppo locale e alle politiche territoriali, con particolare attenzione verso le aree che si caratterizzano per un più elevato e differenziato grado di marginalità e svantaggio.

francavilla marittima

Nov 242017
 

“Non amiamo a parole ma coi fatti”: uno slogan o forse un monito? Un sogno o una preghiera?
Ci sono luoghi dove non amare a parole ma coi fatti è solo la semplice realtà, quella ordinaria.
È così nella Caritas parrocchiale di Chiaromonte dove le mele, donate alla parrocchia, diventano torte da vendere per l’autofinanziamento, dove gli immigrati che arrivano “nudi” e “forestieri” vengono vestiti e ospitati, dove gli anziani creano gli addobbi per l’albero della solidarietà. È così a Lagonegro dove l’Episcopio è diventato “mensa dei poveri” e magazzino di viveri, la dispensa di chi ha fame e ancora a Colobraro, dove educare alla carità è uno stile di vita quotidiano, dove si cucina anche nei pentoloni da campo perché ci sia abbastanza cibo per tutti, dove le scuse di chi inventerebbe di tutto pur di non stare solo non sono “capricci” o a Sant’Arcangelo dove il povero che grida viene ascoltato e saziato, dove l’oratorio è anche scuola di danza gratuita, laboratorio dove usare le mani per costruire una relazione senza chiedere nulla in cambio, senza se, senza però e senza forse. Questi sono solo alcuni dei fatti raccontati al Convegno delle Caritas Parrocchiali che si è tenuto a Tursi domenica 12 novembre e che ha aperto la settimana di riflessione in preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per domenica 19 novembre.
Nel Messaggio per la Giornata il Papa aveva espresso un desiderio: le comunità cristiane si impegnino a creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto.
La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro ha accolto l’invito, si è lasciata invitare alla mensa dei poveri, alla festa di Dio dal 12 al 19 novembre, in un percorso di condivisione e riflessione.
Il Vescovo monsignor Vincenzo Orofino, don Giuseppe Gazzaneo, direttore della Caritas e vicario episcopale per la carità, l’equipe Caritas diocesana, il Laboratorio Caritas diocesano, le Caritas parrocchiali: uomini e donne di buona volontà, animati da un senso di responsabilità comune, dalla consapevolezza che i poveri “non sono un problema ma una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”, hanno accolto l’invito del Papa e si sono messi in cammino. Hanno intrapreso un viaggio attraversando la Diocesi, macinando chilometri e, partiti da Tursi domenica 12, martedì 14 novembre si sono incontrati a Policoro per ascoltare la voce incrinata dall’emozione di Ivan Sagnet. Ivan che, arrivato in Italia dal Camerun con un sogno e catapultato nell’incubo del caporalato a Nardò, nella Puglia della raccolta dei pomodori, non ha dimenticato che la dignità della persona è sacra e si è ribellato, inneggiando allo sciopero, facendo arrivare il suo grido alla Magistratura che ha arrestato 16 caporali e li ha condannati per riduzione in schiavitù. L’incubo, che Ivan ha vissuto, è tornato ad essere un sogno, è diventato legge contro il caporalato, un’associazione dall’emblematico nome “NO CAP” che diventerà presto una rete di supermercati dove si venderanno prodotti raccolti da mani che nessuno ha sfruttato. Alla voce tremante di Ivan ha fatto eco quella indignata di Gianni Fabbris di Altragricoltura a difesa della nostra terra, dei contadini, dei lavoratori in lotta contro la speculazione che crea crisi economica e inequità sociale.
Mercoledì 15 novembre il viaggio è proseguito verso Lagonegro per ascoltare i fatti della vita di Andrea Costantino che, dopo aver giocato d’azzardo ha capito che il gioco più bello è puntare sulla vita, per imparare da Angela Canzoniere, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa “Il pozzo di Sicar” di Tricarico, che il gioco può diventare un carcere e tramutarsi in malattia, ma anche che chi vive un dramma del genere può essere curato, facendosi carico della sua persona al di là dei dati e delle false probabilità. Piera Vitelli, della Comunità Exodus di Tursi, ha raccontato dei suoi ragazzi, quelli che hanno cercato i paradisi artificiali, che si sono persi per le strade senza meta della droga e dell’alcool, e ha rivolto il suo accorato appello ai 60 ragazzi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, che hanno partecipato al Concorso indetto dalla Caritas e dal Miur sulla Ludopatia con i loro disegni e le loro speranze, invitandoli a farsi testimoni e protagonisti nella lotta alle forme di dipendenza. Mons. Orofino ha consegnato una targa a una delle allieve del Pitagora, segno di ringraziamento per l’impegno e per cristallizzare il senso profondo di una battaglia che si può vincere.
La riflessione è passata per Francavilla in Sinni: giovedì 16 novembre si è tenuto un incontro in cui poter conoscere modi diversi di “essere abili”. Nicoletta Messuti ha presentato i ragazzi con disabilità di Casa Angelica con sede a Lauria, quelli del “Dopo di Noi”, le persone a cui la legge 112 del 22.06.2016 vorrebbe garantire il benessere, l’autonomia e la piena inclusione sociale, persone che hanno bisogno di Nicoletta e degli altri operatori come quelli di Casa Angelica per sentirsi a casa e in famiglia anche quando non ne hanno più una.
“La diversa abilità presuppone un diverso modo di essere, essere autistico presuppone un altro modo di sentire per cui un abbraccio può essere solo un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori”: le parole di Franco Addolorato, dette con la forza dell’esperienza, con l’autorità della conoscenza e dell’impegno, col sentimento di un padre che ha spesso bisogno delle sagge parole del figlio, Vincenzo, che con voce impostata ha ricordato al suo papà e a tutti i presenti che “solo chi sogna può volare”.
Riflettendo sui fatti e sui gesti siamo arrivati a San Brancato di Sant’Arcangelo per parlare di “immigrazione”. E da qui il cuore e la mente hanno spaziato a tutto tondo. Caterina Boca, avvocato e consulente del Coordinamento Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, coi dati nazionali ed europei sull’immigrazione, lei che da anni vive a Roma ma viene da Vena, paesino calabrese a cultura arbereshe che negli anni ‘90, quando gli albanesi sbarcarono in massa sulle coste pugliesi ha visto suo padre partire alla volta di Bari per andare ad accogliere i “compaesani” e portarli a Vena e dar loro un tetto e un sostegno… che sente ancora suo padre lamentarsi perché gli hanno messo fuori uso una lavatrice. A Caterina ha fatto eco don Giuseppe Gazzaneo che ha ricordato che “siamo uomini e non lavatrici… non abbiamo bisogno di separarci per colore!”. I presenti all’incontro di venerdì 17 novembre hanno ancora negli occhi il piccolo Hiab, figlio di una coppia di immigrati, ospite del Cas di Rotondella, che di fronte alla croce pettorale di Mons. Orofino ha mostrato, sollevando il suo maglioncino blu, la piccola croce di legno che aveva al collo e, in un gesto innocente, ha scritto un trattato sull’uguaglianza e la fratellanza in Cristo! Nessuno dimenticherà le parole dei due ragazzi immigrati che hanno voluto raccontarci i “fatti loro”, che a Senise e a San Brancato si sentono a casa, come se fossero nati qui, che pensano che l’immigrazione sia un movimento di persone alla ricerca di se stesse e non solo la ricerca affannosa e disperata di un posto dove stare. E nessuno scorderà le parole del sociologo Rocco Di Santo, che dopo aver dato i suoi numeri, ha guardato il piccolo Hiab ricordandoci che lui è il futuro.
Ma perché vi sia un futuro sereno è necessario che vi sia lavoro per tutti. Avevamo, dunque, l’obbligo di riflettere sulla crisi economica e sulla mancanza di occupazione. E lo abbiamo fatto a Senise, al Centro Parrocchiale, con gli imprenditori Franco Cupparo e Rocco Messuti e le loro storie: Cupparo che da ragazzo faceva l’acquaiolo in un cantiere a Ginosa e oggi da lavoro a cento persone, Messuti che, insieme a suo fratello Egidio, per amore del suo paese, è rimasto a Senise lanciandosi in un’avventura che oggi gli consente di dare lavoro a 60 occupati. Lo abbiamo fatto con Maria Grazia Tammone, psicologa e psicoterapeuta della Caritas di Tricarico, della Cooperativa “Il pozzo di Sicar”, nata dall’esperienza dei progetti in Caritas e in seno alla Chiesa che si occupa di nuove e vecchie dipendenze, di sostegno alle famiglie con grave disagio economico, e che offre lavoro a 16 persone. E ancora con Franco Marcone e la sua esperienza nel mondo sindacale, dalla parte dei lavoratori con uno sguardo attento e le mani protese ad offrire supporto e spesso conforto.
Su tutte la voce del Vescovo che ha ricordano come “ognuno di noi, quando viene al mondo, è accolto in una relazione, in una relazione d’amore. Le relazioni sono fatti, non sono solo parole o sentimenti! La carità è un fare, è un’azione! Le relazioni non sono funzionali a un qualche cosa ma sono qualificanti. La vita delle persone si determina dalle relazioni, le relazioni danno qualità alle persone. Le persone, davvero degne di questo nome, amano relazionarsi con gli altri. Ma qualcosa si è guastato nel cuore dell’uomo e invece di globalizzare la solidarietà stiamo globalizzando l’indifferenza e il rifiuto. Se rimaniamo fedeli alla nostra natura saremo naturalmente portati ad aprirci agli altri e più ci apriremo agli altri più saremo realizzati. Non c’è bisogno di essere eroi per stare accanto a chi porta con sé una povertà… basta essere normali”.
Domenica 19 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, la Caritas Diocesana con il Vescovo e il Direttore è arrivata a Lauria dove, realizzando il desiderio del Papa, ha diviso il pane coi poveri e coi poveri ha celebrato l’Eucarestia, ai piedi del Beato Lentini a cui quest’anno guardiamo in maniera particolare nel ricordo del 20mo anniversario della beatificazione.
E a tavola c’erano Enzo che tifa Juve, Domenica col suo sguardo timido e la sua collana di perle, Maria e il suo voler essere abbracciata, Gigino coi suoi occhi sorridenti… e tra loro la Caritas Parrocchiale, la Croce Rossa, i volontari, gli operatori delle caritas parrocchiali della diocesi, uomini e donne di buona volontà che tengono fisso lo sguardo su quanti gridano aiuto e chiedono solidarietà.
Una settimana ricca di fatti, di gesti di premura e cordialità, che lascia il segno nella vita di tanti: ci sta a cuore il benessere della nostra gente, la promozione della persona, la bontà dell’operato ordinario della Chiesa e delle istituzioni presenti nel territorio. Perché parlare di povertà non è questione di astrazione ma di attenzione concreta a uomini e donne che vivono problematiche di cui Caritas vuole farsi carico in vista di percorsi educativi strutturati e abituali.
In un mondo che ci suggerisce di imitare ciò che il marketing decide per noi, vogliamo farci imitatori della vita di Cristo, portarlo nelle nostre esistenze e far sì che pervada le nostre responsabilità sociali a garanzia della giustizia delle nostre decisioni e dei nostri gesti.

Maria Lucia Cristiano
Equipe Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

tavoloTursi

Feb 072017
 

Domenica 5 febbraio 2017 a Francavilla in Sinni, presso il Cineteatro Columbia, si è svolta la Giornata della Vita e della Pace. E’ intervenuto don Pasquale Trani di Ischia, significative sono state le testimonianze del Centro Aiuto alla Vita di Policoro e dei coniugi Raffaella Mattera e Antonio Di Leva di Ischia. Il Vescovo mons. Orofino ha concluso i lavori. Apprezzati i brani musicali del coro della Cattederale di Tursi.


La conferenza


Le interviste

Ott 302016
 

Votata all’unanimità dall’intero consiglio, la sindaca di Chiaromonte, Valentina Viola è la prima presidente dell’unione dei Comuni lucani montani del Sinni-Serapotamo.
La nomina è avvenuta ieri sera, 28 ottobre, durante la prima seduta tenutasi a Francavilla in Sinni nella sala consiliare “Alberto Viceconte”.
“ Sono contenta ed emozionata di ricoprire questo ruolo accordatomi col consenso di tutti – ha commentato subito dopo l’elezione- il mio ringraziamento va ovviamente ai sindaci ed ai consiglieri dell’unione per la fiducia accordatami.
In un momento di ristrettezze economiche, in cui è necessario che gli enti locali dialoghino tra di loro in termini di progettualità, ma soprattutto di efficientamento dei servizi e dei costi, si colloca l’unione dei Comuni- ha spiegato il primo cittadino- testimoniando che gli enti locali comunali, al fine di offrire servizi, nonostante i continui tagli, devono unirsi per incidere sempre meno a discapito dei bisogni delle collettività che gestiscono. Attualmente, la centrale unica di committenza e la commissione paesaggistica che hanno Chiaromonte come comune capofila, sono già stati associati. Adesso dobbiamo soltanto lavorare- ha concluso Valentina Viola- perché dovremo dar vita a questo nuovo organismo e pertanto, sarà necessario il raccordo e la collaborazione di tutti”.
L’atto costitutivo dell’unione, che comprende i Comuni di Chiaromonte, Fardella, Teana, Francavilla in Sinni, Castronuovo Sant’Andrea, Calvera e Carbone. è stato sottoscritto a Francavilla in Sinni il 3 agosto scorso. Nel mese di settembre invece, nei rispettivi consigli comunali, sono stati nominati i rappresentanti del consiglio.
A Chiaromonte, sono stati scelti Giovanni Lista e Ugo Breglia.

viola

Ago 212016
 

Continuano le iniziative della Forgia del Sinni che anche quest’anno ha voluto valorizzare i nuovi laureati francavillesi. Il 19 agosto 2016 in piazza Mainieri si è svolto l’evento nel quale alla buona musica si sono uniti spunti e contenuti utili per ulteriori approfondimenti sul futuro di Francavilla e dell’area.

Giu 202016
 

Francavilla in Sinni è per davvero la città della musica. Il 19 giugno 2016 si è svolta la seconda serata del Francavilla Festival, rassegna canora che ha calamitato l’attenzione di artisti provenienti da tutta la Basilicata. Il centro sinnico è sempre più un luogo di incontro e di confronto tra le varie realtà delle valli lucane.
La sezione ‘big’ del festival ha visto primeggiare Davide Cascini di Sant’Arcangelo. La prima serata (18 giugno), dedicata alle ‘giovani promesse’, è stata vinta invece da Daniela Pangaro di Francavilla. L’evento finale è stato introdotto dalla presidente dell’associazione organizzatrice “La Forgia del Sinni” Tania Pisani presentata da Maria Oliveto e da Pino Saggiomo.


La seconda serata con i big


L’intervista al vincitore Davide Cascini