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mar 202015
 

L’IMU sui terreni agricoli è diventata legge. Alla Camera è stato approvato il testo già votato al Senato senza alcuna modifica ulteriore, per cui, per gli agricoltori parte questa ennesima patrimoniale. Perché si tratta di una patrimoniale bella e buona, maggiormente rivolta ai ceti medio e bassi, e applicata, al pari di tutte le leggi attuative in atto da 20 anni, per compensare la struttura clientelare del “sistema partito” del Paese. Cosa che Renzi & C. non intendono chiaramente smantellare perché finirebbe il loro consenso elettorale.

L’Imu sui terreni, infatti, non tiene conto dei redditi eventualmente prodotti né consente di dedurre gli investimenti necessari in agricoltura, ma punta solo alle superfici agricole di proprietà, anche di quelle con le quali il cittadino coltiva per sé un po’ di orto e di frutta, diventati ora onerosi da produrre. Lo Stato padrone e ladrone non dà tregua nella sua fame di tasse dirette e indirette.

D’ora innanzi, converrà andare a comprare ortaggi e frutta e vendersi, anzi, svendersi le proprietà, cosa che forse è anche nelle intenzioni secondarie del legislatore dell’IMU sui terreni: da qualche anno c’è un latifondo di ritorno alimentato da leggi sempre più restrittive e da un mercato sempre più in mano alla grande distribuzione, rossa o bianca che sia. A prezzi stracciati e con leggi e tassazioni che sfiancano le volontà degli agricoltori, si alimentano gli appetiti di banche, di finanziarie e di prestanomi di politici, i quali, con le grandi estensioni di terreno, pensano a loro volta di alimentare i loro patrimoni immobiliari. Per capitalizzare finanziamenti europei mica per produrre frutta e verdura, che oramai arrivano dalle estensioni agricole del Terzo Mondo, di proprietà di grandi imprese spesso italiane, avvantaggiate dai costi di manodopera bassissimi e dalla libertà di pesticidi delle zone fuori area euro.

Il paradosso italiano, tra l’altro, è duplice: le rendite catastali in agricoltura non sono state aggiornate e questo determinerà un’altra anomalia. Chi possiede un agrumeto, che oggi non rende nulla perché chi determina i mercati importa dal Sudafrica o dal Marocco e lascia deperire i nostri agrumi, pagherà una Imu elevata. Chi invece produce pesche e albicocche, che in qualche maniera hanno un loro mercato nazionale e danno ancora un po’ di reddito, pagherà un’imposta inferiore a quella dei proprietari degli agrumeti, gabbati due volte. L’esborso finale sarà, comunque, elevato per tutti e per una liquidità che attualmente nessuna azienda agricola di piccola e media dimensione possiede.

La legge è passata col voto del Pd e di Ncd, ma ha beneficiato del silenzio degli altri partiti, Forza Italia in testa, e delle categorie sindacali di settore. La tecnica è sempre la stessa: la legge viene prima fatta approvare al Parlamento, nel silenzio delle finte opposizioni e dei media, e poi, a legge approvata, si scatena il valzer delle contestazioni con una gara a chi si indigna, fintamente, di più. Le leggi vanno contestate mentre le si discutono al Senato e alla Camera, come fa il M5S, che invece, dai giornali e dalle televisioni di regime, viene fatto passare come facinoroso e folcloristico esempio di caciara. Guardandosi bene, però, dall’informare la gente dei motivi per cui il M5S contesta. In questo modo passano oramai tutte le leggi truffa nei confronti dei cittadini, con le forze politiche che a posteriori delle approvazioni, cercano di rifarsi una verginità ideologica per non perdere consensi elettorali.

È proprio il caso di dire che chi vota il Pd e Fi o altri partiti di questa marmellata ideologica e affaristica, si dà la zappa sui piedi.

Vito Petrocelli e Mirella Liuzzi Parlamentari M5S

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feb 142015
 

“Una legge attesa da tempo e che pone il nostro Paese al passo coi tempi, modificando un criterio di selezione decisamente anacronistico e discriminatorio per i tanti giovani che sognano di potersi arruolare nelle Forze Armate o in altri corpi”. Commenta con queste parole Aldo Patriciello, parlamentare europeo di Forza Italia, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge che abolisce i limiti di altezza nei concorsi pubblici per l’accesso alle forze armate, alle forze di polizia ed al corpo nazionale dei vigili del fuoco. I limiti resistevano nella legislazione italiana oramai da diversi decenni e prevedevano un minimo di altezza di 165 centimetri per l’uomo e 161 per le donne. Le nuove norme in tema di arruolamento prevedono, invece, parametri connessi alla massa corporea e quindi all’equilibrio tra l’altezza e il peso. “Da tantissimo tempo – spiega Patriciello – ricevo lettere di ragazze e ragazzi che hanno dovuto rinunciare al sogno di poter indossare la divisa per uno o due centimetri. Sono soddisfatto, quindi, di aver contribuito ad eliminare questa ingiustizia e di aver sostenuto con tenacia l’iniziativa dei colleghi parlamentari di Camera e Senato: l’unanimità con cui è stata approvata la legge testimonia, del resto, la bontà dell’iniziativa portata avanti in questi mesi. Il nuovo sistema di arruolamento – prosegue l’eurodeputato forzista – non solo rappresenta una possibilità in più per i tanti giovani in questo periodo di grave crisi occupazionale ma adegua, inoltre, l’Italia ai parametri adottati dai paesi occidentali come Francia, Germania e Stati Uniti. L’abolizione del limite di altezza non influirà negativamente sull’efficienza delle nostre Forze Armate ma permetterà soltanto a tante persone che vogliono servire il Paese di poterlo fare. Ora mi auguro, però – conclude Patriciello – che tutti i Ministeri coinvolti si adoperino per far sì che il regolamento venga adottato in tempi brevissimi: sarebbe assurdo, infatti, bandire nuovi concorsi con norme di arruolamento oramai desuete”.

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nov 282014
 

Domani e domenica anche in Basilicata Forza Italia torna in piazza in occasione del “No tax day” con gazebo a Potenza, Matera, Melfi, Marconia e Pisticci. Saranno presenti i responsabili provinciali del partito, oltre ai consiglieri regionali, provinciali e comunali. “La politica economica del governo Renzi, così come quella dei due governi Monti e Letta, – ha commentato il coordinatore regionale del partito, l’on. Cosimo Latronico – sta tartassato soprattutto la classe media italiana. In particolare il gettito della tassazione sugli immobili e’ passato da 11 md del 2011 con il governo Berlusconi ai 30 miliardi di oggi. Per gli italiani si tratta di una patrimoniale vera e propria che ha impoverito le famiglie che di conseguenza hanno meno risorse per i consumi e che ha finito per impoverire il valore del patrimonio di almeno un 30 per cento. Una perdita di valore di circa 2 mila miliardi. Alla tassazione sulla casa si aggiunge quella sul risparmio il cui gettito e’ cresciuto di ben 7 miliardi sempre con i governi Monti, Letta e Renzi. Tassare per circa 30 miliardi case e risparmio significa colpire la famiglia realizzando una politica recessiva e culturalmente esecrabile. Senza famiglia ed impresa con una politica fiscale asfissiante sarà assai difficile aiutare la ripresa. Per questo scenderemo in piazza per presentare anche ai lucani le nostre proposte”.

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nov 092014
 

“E’ giusto mettere in cima alle preoccupazioni la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività di sviluppo delle risorse della nostra regione. Forza Italia in Parlamento ha lavorato per costruire un’evoluzione normativa che consentisse la valorizzazione delle risorse minerarie nel quadro di una tutela ambientale e dello sviluppo dei territori interessati alla formazione del bilancio energetico della nazione”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (FI), a proposito delle manifestazioni organizzate in Basilicata per protestare contro il decreto “Sblocca Italia”. “ Per questo abbiamo concorso a scrivere il contenuto dell’art.36 bis che conferma il principio che una quota (fissata nel 30%) delle risorse fiscali prodotte dalle prossime produzioni minerarie ( nello scarto tra gli 80 mila barili attuali ed i 150 mila autorizzati con le concessioni Eni e Total) sia destinata ad alimentare un fondo permanente per lo sviluppo della tutela ambientale, delle infrastrutture e delle attività produttive. Il salto che ora bisogna compiere e’ quello di dotarsi di strumenti adeguati per gestire in modo efficace e lungimirante le risorse finanziarie di cui la Regione potrà già disporre per finanziare un progetto poliennale di sviluppo con azioni, opere, interventi e relative coperture finanziare. In questo senso bisogna interrompere il corto circuito che ha dominato la spesa delle risorse rivenienti dal petrolio in questi anni che hanno sostanzialmente sostituito la riduzione ed i tagli della spesa corrente. Ugualmente senza esitazione la Regione Basilicata deve rivendicare, sul piano istituzionale e politico, le sue prerogative al pari di altre Regioni sollevando un conflitto di competenze con lo Stato restando, a costituzione vigente, la materia energetica una competenza concorrente. Al governo Renzi abbiamo contestato un orientamento centralista che fa morire nella culla il federalismo cooperativo e solidale che abbiamo coltivato in questi anni. La risposta alla crisi del regionalismo non e’ il centralismo, ma un nuovo regionalismo responsabile e collaborativo con gli interessi della nazione e dell’intera Europa”.

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nov 012014
 

D’intesa con il coordinatore provinciale Nicola Pagliuca ed i dirigenti regionali sono stati nominati responsabili territoriali di Forza Italia, Antonio Pasquariello, per il comune di Marsico Nuovo (Pz) e Marco Mauro per il comune di Acerenza (Pz). “Nei prossimi giorni provvederò a designare i responsabili di Forza Italia in ogni comune della regione – ha spiegato il coordinatore regionale, l’on. Cosimo Latronico – anche per promuovere una vasta campagna di adesione al movimento di Forza Italia. A seguito di queste adesioni che ci auguriamo possano coinvolgere tanti lucani per realizzare uno spazio di reale partecipazione per rafforzare l’assetto democratico della nostra regione, celebreremo assemblee per scegliere i responsabili del movimento. Forza Italia si propone ai lucani per costituire un movimento di libertà della persone e della società come presupposto di ogni cambiamento. La Basilicata, come l’Italia, ha un bisogno vitale di ricostituire movimenti di partecipazione democratica sollecitando le persone ad assumersi tale responsabilità per contrastare i segnalai di una autocrazia che rischia di spegnere il pluralismo nel nostro Paese”.

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set 062014
 

Lagonegro è da sempre città di sport e di sportivi. Nel 2014 abbiamo raggiunto e consolidato risultati di rilievo: dalla promozione della Polisportiva Rinascita Volley nel Campionato nazionale maschile di pallavolo B1 al permanere nel Campionato di calcio di Eccellenza lucana della ASD Soccer, dal trionfo di Lucia Mitidieri al campionato italiano di atletica leggera sulla distanza dei 1.500 metri alle entusiasmanti vittorie nelle competizioni ciclistiche di Denise Falabella, dai buoni risultati di Nicolò Cosentino nei campionati di tennis regionali under 8 fino alle affermazioni promettenti ottenute da tutti gli atleti e le atlete di Lagonegro nelle varie discipline sportive (calcio a 5 femminile, calcio a 5 maschile, altre pratiche agonistico-sportive).
Di questi e di altri obiettivi sportivi conseguiti, Forza Italia di Lagonegro ne va fiera e si complimenta con i protagonisti e con le associazioni sportive locali, i quali costituiscono un grande patrimonio per la nostra comunità.
Nonostante ciò, la maggioranza di centrosinistra ha trascurato le strutture e gli impianti sportivi di Lagonegro che, ad oggi, risultano in stato di degrado e di abbandono.
Il Palasport necessita di consistenti interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria; il campetto di calcetto a Rione Rossi è incustodito, la qual cosa consente ai fruitori occasionali di andarci a giocare senza permesso e senza pagare (in assenza di minimi ed essenziali requisiti di sicurezza); lo stadio comunale “G. Rossi” (pista di atletica, manto erboso, tribuna, spogliatoi, ecc…), una volta fiore all’occhiello di Lagonegro, ha bisogno di considerevoli interventi di ristrutturazione, miglioramento e manutenzione. Per di più, al campo sportivo si accede senza controlli né regole e le attività sportive (di singoli e associati) si svolgono in assenza dei basilari requisiti di sicurezza.
Sul fronte degli IMPIANTI SPORTIVI in particolare, CHIEDIAMO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI COLMARE I MACROSCOPICI RITARDI NELLE POLITICHE DI INVESTIMENTO E MANTENIMENTO DELLE STRUTTURE COMUNALI, guardando anche ad esperienze nuove di collaborazione con il mondo delle associazioni e delle imprese e cercando di ottimizzare la gestione degli impianti in modo da salvaguardare l’uso corretto delle strutture e il potenziamento delle funzioni di custodia oltre che promuovere un sistema che assicuri strutture idonee, funzionali ed efficienti.

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set 042014
 

“In una interrogazione che sarà sottoscritta dai colleghi del gruppo di Forza Italia della Commissione Sanità della Camera chiederò al Ministro della  Salute di accertare con tempestività e profondità tutti gli eventuali profili di responsabilità che dovessero sussistere attorno al clamoroso caso registratosi nell’ospedale ‘San Carlo’ di Potenza. Lo meritano la famiglia della vittima, i numerosi pazienti che si affidano per le loro cure al ‘San Carlo’, i tantissimi operatori medici e paramedico che con abnegazione si dedicano ad assistere i tanti pazienti nel più grande ospedale regionale”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (FI). “ L’episodio va chiarito in tutta la sua portata, e rincresce che non lo sia stato in questi mesi, almeno dall’apertura dell’indagine  giudiziaria  sul caso esploso in questi giorni,  per rassicurare i lucani sugli standards di sicurezza e di appropriatezza esistenti  ed anche per preservare quel livello di reputazione sicuramente esistente che va tutelato insieme ad un rigoroso accertamento di eventuali responsabilità o omissioni nei sistemi di controllo e di verifica delle attività ospedaliere.  Mai come in questi casi occorre il coraggio di far emergere la verità e l’onesta’  di non strumentalizzare una vicenda tristissima che va chiarita con tempestività e rigore”.

san carlo

giu 162014
 

La “rivoluzione pittelliana”, solo annunciata, ci ha consegnato, in questi primi mesi di Legislatura, solo decisioni amministrative insoddisfacenti e sterili, quali la nomina di assessori esterni avulsi dal contesto politico regionale (ma “pesanti” per le casse della Regione), una manovra finanziaria con più tasse e con provvedimenti iniqui e incoerenti, fino ad arrivare al finanziamento dell’Estate lucana (…del PD), in omaggio, probabilmente, alla strepitosa vittoria del “fratello maggiore”, rieletto per la 4volta all’Europarlamento.
È quanto affermano, in una nota, Nicola Riviello e Vito Di Lascio, dirigenti regionali di Forza Italia Basilicata.
Con D.G.R. n. 613 del 26 maggio 2014 si assegnano 600mila euro in favore delle iniziative che riguardano la valorizzazione e la fruizione a fini turistici delle risorse immateriali, culturali, enogastronomiche e ambientali della Basilicata, mediante i Presidenti delle Aree Programma (tutti del PD) avvalendosi di una procedura pseudo-valutativa….!
Con D.G.R. n. 614 sempre del 26 maggio 2014, invece – fanno notare gli esponenti forzisti – la Giunta finanzia “direttamente” iniziative e manifestazioni che riguardano i medesimi “tematismi” assegnando ben 1,9 milioni di euro…!!! Scorrendo l’elenco dei Comuni o delle Associazioni destinatarie dei finanziamenti, si può facilmente comprendere come queste somme saranno erogate al fine di irrobustire i “fortini elettorali”. Il fatto sconvolgente, però, è che non è prevista alcuna procedura ad evidenza pubblica per proporre domanda di contributo: altro che rivoluzione, altro che trasparenza dell’azione amministrativa!
Il PD, sempre votatissimo ad ogni elezione, utilizza sistematicamente strumenti amministrativi e denari pubblici in modo disinvolto e assolutamente improduttivo di risultati sostenibili e duraturi (vi risulta un incremento dei flussi turistici in Basilicata o l’aumento dei posti di lavoro nel settore???).
Auspichiamo per il futuro – concludono Riviello e Di Lascio – comportamenti amministrativi e politici coerenti, trasparenti e aderenti alle norme.

Vito-Di-lascio

apr 212014
 

Inaugurato il Club di Forza Italia a San Costantino Albanese, promosso da Lazzaro Veneziano e da Maria Armentano alla presenza del consigliere regionale capo gruppo di Forza Italia, Michele Napoli, di Vito Di Lascio, Nicola Riviello, Enrico Spera e dell’on.Cosimo Latronico, coordinatore regionale del partito. “Anche questa iniziativa conferma la nostra volontà – ha continuato Latronico – di radicare nel territorio regionale la presenza di luoghi di partecipazione e di responsabilità civica per contribuire alla crescita della Basilicata. Ovunque vogliamo stimolare il protagonismo delle persone per costruire una rete di responsabilità e di proposizione da cui può derivare un autentico dinamismo sociale e politico a servizio delle comunità. San Costantino albanese e’ l’emblema di tante piccole comunità in cui è articolato l’assetto demografico della nostra regione e proprio dalla difesa e dalla promozione dei piccoli centri si può declinare una nuova idea di sviluppo per l’intera regione e per il paese che punti sulla qualità della vita e sulle ricchezze ambientali e culturali del territorio”.

fi

mar 102014
 

All’Assessore regionale all’Ambiente e Territorio, Aldo Berlinguer, che ha incontrato una delegazione del Comitato “Diritto alla Salute” sulle questioni legate all’inceneritore Fenice-Edf di Melfi, rivolgo l’invito di leggere la Relazione conclusiva della Commissione d’Inchiesta su Fenice, disponibile sul sito internet del Consiglio regionale, ed oggetto di un’approfondita discussione nelle sedute consiliari del 26 e 27 marzo 2013.
È quanto afferma in una nota inviata alla stampa Vito Di Lascio – Dirigente regionale di Forza Italia.

Sono state riconosciute le responsabilità ricadenti principalmente in capo ad Arpab e Regione circa la trattazione dei dati del monitoraggio dell’impianto Fenice; gli enti preposti al controllo (Regione, Arpab e Provincia di Potenza) hanno operato con poca trasparenza e in maniera non sempre corretta; la Giunta regionale non ha regolarmente e diligentemente espletato i compiti di vigilanza posti a suo carico. Tali argomentazioni conclusive (contenute nella relazione) hanno indotto il Consiglio regionale ad approvare una mozione (primo firmatario l’allora capogruppo del Partito Democratico, Luca Braia) – Delibera consiliare n. 427/2013 – che ha impegnato la Giunta regionale ad operare in una precisa direzione.
Nel chiedere all’Assessore di approfondire il testo della mozione, faccio osservare che, a distanza di un anno dalla sua approvazione, la Regione non ha fatto nulla!
Sulle questioni ambientali – afferma l’esponente di Forza Italia – occorre un reale e incisivo “cambio di passo”: mai più compiacenze verso il sistema delle imprese, riscrittura delle regole e dei rapporti tra politica e burocrazia, maggiore trasparenza nelle procedure ed efficienza nel sistema dei controlli.
Il tempo delle “chiacchiere” o degli annunci è finito.
L’Assessore – conclude la nota – lavori per dare risposte concrete a questa e alle altre emergenze ambientali che feriscono la dignità dei lucani e minacciano il mantenimento delle ottimali condizioni ambientali e la tutela della salute dei cittadini della Basilicata.

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