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Mag 082018
 

FlixBus continua a investire su Potenza: a due anni dall’arrivo in città e in vista dell’estate, l’operatore degli autobus verdi avvia nuove corse in partenza dal capoluogo lucano, collegando tre nuove destinazioni nazionali con l’obiettivo di potenziare la propria offerta sul territorio e agevolare sempre più gli spostamenti dei Potentini verso le altre regioni italiane.

Dal 24 maggio saranno innanzitutto attive due corse giornaliere verso l’aeroporto di Capodichino: i Potentini che quest’estate decolleranno dallo scalo napoletano potranno così sfruttare il servizio di FlixBus per arrivare al terminal senza ricorrere all’auto, sia di mattina che di pomeriggio e senza alcun cambio. Chi preferisce trascorrere l’estate in Italia potrà invece sfruttare le nuove corse per Gallipoli e raggiungere con facilità le spiagge dorate del Salento. La terza novità è rappresentata infine dai collegamenti con Pompei, ideali per chi vuole trascorrere un weekend esplorando il famoso sito archeologico che ogni anno attira turisti da tutto il mondo.

Contemporaneamente all’istituzione dei collegamenti con le nuove città, FlixBus aumenterà anche la frequenza delle corse per Roma e Napoli, che saranno così raggiungibili fino a quattro volte al giorno, e continuerà a operare collegamenti verso rinomati centri italiani come Milano, Bologna e Firenze.

Tutte le corse, in partenza dal terminal di Viale del Basento, sono prenotabili online, via app e in agenzia, e sono operate in collaborazione con una rete di aziende partner dall’esperienza pluriennale che svolgono il servizio operativo mettendo a disposizione mezzi e autisti, mentre FlixBus si occupa di pianificazione, marketing, comunicazione e pricing. A bordo, Wi-Fi, prese elettriche e toilette.

Apr 072018
 

“Verde urbano e bonus verde, verso città più verdi: nuovi strumenti ed opportunità” sarà il tema del Workshop in programma a Policoro – nella sala consiliare alle 17:00 del prossimo 9 Aprile – e organizzato da AgriFood Design, società tra professionisti (STP)che fornisce servizi di progettazione, consulenza e pianificazione per l’ambiente, l’agricoltura e il paesaggio.
Nicola Vallinoto, dottore agronomo AgriFood Design stp, aprirà e modererà i lavori, i saluti saranno affidati al sindaco della Città di Policoro, Enrico Mascia. Seguiranno gli interventi di Cosimo Coretti, dottore agronomo AgriFood Design, che affronterà il tema relativo a “La nuova forma societaria con la riforma delle professioni: Società tra Professionisti”.

A parlare dell’evoluzione normativa, quindi “dalla Legge 10|2013 al Bonus Verde” sarà invece Giuseppe La Rocca, dottore forestale AgriFood Design.

Il dirigente della Provincia di Matera e Parco Murgia Materana, Enrico De Capua, dottore forestale, svilupperà il focus dal titolo “L’importanza di un approccio ecosistemico per la gestione del verde urbano e periurbano”.
Infine, Fabio Salbitano, dottore forestale, Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali – GESAAF – Università di Firenze, nel suo intervento si concentrerà su
“I boschi della porta accanto: alberi e boschi in città come strategia per il benessere sociale”.

Ad offrire il patrocinio all’evento il Comune di Policoro, la Provincia di Matera, e il Parco della Murgia Materana.

Gen 292018
 

Sabato 3 febbraio andrà in scena a Firenze lo spettacolo teatrale “Cogli l’attimo che fugge. Orazio, il poeta lucano alla corte di Augusto”. Un evento, l’ultimo, che suggella il successo della presenza lucana a Firenze iniziata l’8 dicembre scorso e che terminerà il 23 marzo prossimo.

Artefice di questa lunga “tournée” di promozione del patrimonio storico ed artistico della Basilicata nella città toscana, l’APT Basilicata.

Dopo l’allestimento del presepe monumentale realizzato dal maestro Franco Artese, e la mostra Maternità divine dedicata ad alcune statue lignee lucane che dal medioevo al Settecento hanno raffigurato la Madonna, l’APT ha voluto regalare un’altra perla del patrimonio culturale lucano: la figura di Quinto Orazio Flacco. Poeta lucano, nato nella colonia romana di Venusia nel 65 a.C, ambasciatore da sempre della vita colta nella sua immediatezza e tradotto in tutto il mondo, Orazio sarà dunque protagonista di un concertato a due, in cui a vestire i panni, e la voce, di Quinto Orazio Flacco, sarà Alessio Boni, uno degli attori più noti e più bravi del panorama artistico italiano. Un testo, frutto di un lavoro di traduzione e adattamento della giornalista e autrice Margherita Gina Romaniello, che restituirà con linguaggio moderno, agevole seppur rispettoso dei testi originali, gli insegnamenti, le riflessioni e le caricature che lo stesso Orazio lasciò nei versi delle sue oltre 160 opere fra Odi, Epodi, Satire ed Epistole.

Lo spettacolo, che si avvarrà anche della musica di Oscar Bonelli, e dei suoi strumenti raccolti in ogni parte del mondo, regalerà a Firenze, l’esempio di una genialità tutta lucana, antica duemila anni eppure fresca e moderna.

Il poeta lucano, che suggeriva alla giovane Leuconoe di non credere nel futuro e di cogliere l’attimo, racconterà se stesso e la società del suo tempo, gli intrighi, le passioni, le debolezze di allora che sono ancora le stesse oggi.

«L’excursus che compirò nella lettura del testo “Cogli l’attimo che fugge” mi porterà nel quotidiano, nella teatralità e nello stesso tempo nell’infinitesimale del poeta Orazio- dice Alessio Boni. E così, io uomo di oggi, mi perdo nel tempo di Orazio. Ringrazio l’APT che mi ha chiamato per compiere questa esperienza che sarà ben oltre l’interpretazione di un testo».

Lo spettacolo inizierà alle 18.30 e sarà ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

«Siamo all’evento conclusivo di un’esperienza particolarmente efficace di promozione della Basilicata a Firenze – è il bilancio del direttore generale APT, Mariano Schiavone -. Un contesto caratterizzato da una storia e da una cultura autorevoli e quindi una sfida importante per APT che, alla fine di questi mesi di attività, proprio dal pubblico fiorentino ha ricevuto l’apprezzamento per la qualità dell’offerta proposta. Le file alla Basilica di santo Spirito per il presepe di Artese, la suggestione e qualità artistica della mostra Maternità divine a Santa Croce, il coinvolgimento dell’evento Luceania con Davide Rondoni e Ambrogio Sparagna, hanno fatto registrare un successo di presenze che fa ben sperare non solo per il prossimo ultimo evento ma per l’intera immagine del brand Basilicata e della sua ampia offerta culturale che, come è giusto che sia, va ad arricchire la forza comunicativa di Matera e motivare il viaggiatore a scoprire anche il resto del nostro territorio»..

info su www.basilicataturistica.it

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Nov 292017
 

Un presepe ed una mostra raccontano l’arte, la cultura, la fede e le tradizioni di un popolo e della sua terra.
Due importanti manifestazioni artistiche di impronta lucana, organizzate e fortemente volute dall’Azienda di Promozione Turistica della Basilicata, si svolgeranno nei prossimi giorni a Firenze, città Unesco in ideale gemellaggio con Matera Capitale della Cultura Europea 2019: il presepe lucano del maestro Franco Artese e la manifestazione artistica “Maternità divine. Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento”.
Franco, Francesco Artese, è nato in Basilicata, dove vive e lavora. Nella sua carriera ha avuto importanti riconoscimenti allestendo presepi monumentali, in collaborazione con APT Basilicata, nelle più importanti città europee, negli Stati Uniti, a Betlemme con l’UNESCO, in Piazza San Pietro a Roma in occasione del Natale 2012, omaggio a S.S. Benedetto XVI. Lo stesso Presepe è stato poi esposto nella diocesi di Goyana in Brasile mentre un’altra sua opera ha fatto da cornice ad importanti eventi tenutisi a Turku, in Finlandia, nel 2013, a New York nel 2015. Un artista di fama mondiale che anche quest’anno ha realizzato un piccolo grande capolavoro nella Basilica fiorentina di Santo Spirito dal tema “L’Infinito diventa uno di noi”.

Il presepe, che verrà presentato alla stampa insieme alla manifestazione artistica sulle sculture in legno “Maternità divine. Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento” giovedì 7 dicembre alle ore 10:30, sarà inaugurato ufficialmente al pubblico alla presenza del Cardinale Betori e delle autorità locali, lo stesso giorno al pomeriggio, alle ore 17.00, e sarà visitabile fino al 4 febbraio 2018.

I presepi monumentali della Basilicata sono una tradizione natalizia itinerante prossima a festeggiare i dieci anni di vita. Si tratta di opere capaci di raccontare, insieme al mistero della Nascita, la storia, la cultura e il paesaggio di una Terra ricca di naturale spiritualità, millenario crocevia di popoli e tradizioni, che oggi si offre ai visitatori per sorprenderli in un viaggio senza tempo fra chiese rupestri, abbazie, santuari, cattedrali, borghi, in cui rivive la storia dell’umanità intera. Un paesaggio caratterizzato da vicoli e scale, grotte e palazzotti signorili, archi e ballatoi, orti e terrazze, da cui sbucano, improvvisi, i caratteristici comignoli o i campanili delle chiese ipogee impreziosite da affreschi simboleggianti un’arte che lega l’uomo a Dio. Le case scavate nel tufo e incastrate tra loro, evocazione di un sapere artigiano tramandato di padre in figlio, appaiono come merletti che l’Uomo e Madre Natura si sono divertiti a tessere. Sulla scena del presepe si compone un insieme di quadri, con oltre 110 personaggi, che rappresentano diversi momenti della vita quotidiana, in un ambiente semplice e laborioso, che attinge a immagini tratte da riti e tradizioni della civiltà rurale lucana, ancora vive, tra cui: la rappresentazione del Maggio di Accettura, attraverso un gruppo di buoi che, aiutato dagli uomini, traina il tronco di un grande albero; una processione simbolo della forte devozione popolare per la Vergine Maria con fedeli che portano sulle loro teste i “cinti”, composizioni di ceri costruite come fossero architetture, ex voto in cui si compendiano speranze ed attese ma anche attestati di gratitudine per grazie ricevute; il culto della Madonna della Bruna, tra storia e leggenda. Spiega Padre Giuseppe Pagano O.S.A., priore del Convento agostiniano di Santo Spirito: “Questa è la nostra speranza: che nel periodo natalizio chi entra a Santo Spirito possa comprendere di più, attraverso questo presepe, la grandezza di Dio attraverso la sua piccolezza e anche la grandezza dell’uomo grazie proprio al dono dell’Incarnazione”.
Dal 16 dicembre al 24 marzo 2018 nel Complesso monumentale espositivo dell’Opera di Santa Croce si svolge la manifestazione artistica: “Maternità divine. Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento”. Il progetto è promosso e sostenuto dall’APT Regione Basilicata. Partner del progetto è la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, il Comune di Firenze-Ufficio UNESCO e l’Opera di Santa Croce di Firenze.
Francesco Canestrini, direttore Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della Basilicata ha poi affidato la cura scientifica della mostra ad Elisa Acanfora, professoressa associata di Storia dell’Arte Moderna dell’Università della Basilicata, che spiega: “Si tratta di una mostra che intende portare e far conoscere fuori regione alcuni capolavori di scultura lignea della Basilicata, mai usciti sinora fuori dai confini regionali. Le sculture, di grandi dimensioni e di grande pregio, spaziano dal Medioevo al Settecento e vertono sul tema della Natività, rappresentato da varie Madonne con il Bambino e da un gruppo con la Sacra Famiglia, cui viene affiancato un busto di San Giuseppe con il Bambino, un soggetto che spesso si accompagna a quello della ‘maternità divina’. È, dunque, la prima rassegna a presentare con ampiezza cronologica, se pur con una scelta mirata, il vasto e prezioso patrimonio lucano nel campo della statuaria lignea”. Saranno esposte una selezione di opere, un quindicina circa, che sono state restaurate da poco dalla Soprintendenza della Basilicata, come maggiormente rappresentative del grande patrimonio di scultura lignea policroma che si conserva nella regione lucana. “Si tratta di opere uscite da ateliers locali ma anche frutto dei più importanti scultori meridionali che furono attivi in varie zone del Regno di Napoli” sottolinea la professoressa Acanfora “Queste opere di provenienti dal territorio offrono così la duplice possibilità di apprezzare alcuni importanti artisti lucani e insieme i maggiori scultori dell’Italia meridionale, come Giovanni da Nola, che furono operosi anche per la Basilicata”. Due eventi importanti che mettono in luce le eccellenze della Basilicata come sottolineano in una nota congiunta Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata e Mariano Schiavone, Direttore APT Basilicata: “La Basilicata intera rivive nel Presepe di Francesco Artese, nei volti e nei gesti delle donne, degli uomini e dei bambini che animano la scena che precede la grotta della Natività. Un momento di vita senza tempo, che sospende lo sguardo e il cuore tra realtà e immaginazione. Non v’è dubbio che la storia divulgata con tale forza narrativa ed evocativa rappresenti il cardine del turismo culturale, viatico formidabile di conoscenza al quale la Basilicata si affida con convinzione da tempo, stringendo accordi di collaborazione con città e regioni, iniziative rafforzate in vista del 2019, anno in cui sarà Matera la Capitale europea della Cultura chiamata a rappresentare l’Italia intera. In questo contesto si inscrive la presenza della Basilicata a Firenze con il presepe monumentale dei Sassi di Matera e la mostra di sculture lignee “Maternità Divine”, iniziative ospitate nella meravigliosa cornice che solo questa Città sa offrire agli occhi del mondo, nel solco del comune interesse per la valorizzazione della storia e della cultura del nostro Paese”.

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Ott 122017
 

Sabato 21 ottobre alle ore 18,00, presso il Museo della Ceramica in Moliterno, (uno dei sei poli della realtà
museale Aiello -MAM-), si terrà il Convegno su Guido Gambone, personalità di primo livello della
ceramica italiana.
Nasce a Montella in provincia di Avellino nel 1909, giovanissimo si trasferì a Vietri dove iniziò il suo
approccio con la ceramica, lavorando presso la manifattura di Ciccio Avallone, prima come apprendista,
poi come pittore e quindi capo pittore e completando la sua formazione presso la M.A.C.S. (Manifattura
artistica ceramica salernitana) e poi nella I.C.S. (Industria ceramica salernitana), entrambe di proprietà di
Max Melamerson, imprenditore tedesco. Era il periodo in cui Vietri era diventata punto di riferimento
per i ceramisti tedeschi che portarono una ventata di rinnovamento nel linguaggio ceramico , pur nel
rispetto delle tecniche, dei colori e delle tradizioni locali.
Gambone ne rimase a_ascinato e fu particolarmente in_uenzato dalla cifra stilistica di R. Dolder e di
Irene Kowaliska che lasciarono un forte segno nella sua formazione. Per lui la ceramica divenne spazio,
luminosità mediterranea, super_ci bianche dove poter imprimere un segno, fatto di ricerca, di umori e di
amore.
Il suo riconosciuto talento lo porterà a Firenze presso la manifattura Cantagalli con la quale Malemerson
aveva stretto un rapporto di collaborazione.
Gambone qui realizza una produzione in stile vietrese, ma fortemente in_uenzato dal novecentismo di
Giò Ponti. Fa un ulteriore salto stilistico che lo porta a dare alla sua produzione una connotazione
_nalmente “moderna”. Prende le distanze dalla vuota e svilente ripetitività.
Nel 1939 ritornerà a Vietri dove nell’immediato dopoguerra fonderà insieme a suo fratello Remigio e
all’amico di sempre, Andrea D’Arienzo, la manifattura ceramica “Faenzarella” con il marchio dell’asinello e
iniziò una produzione di manufatti semplici privi di decori e destinati a usi comuni.
Nel 1950 Gambone si trasferirà de_nitivamente a Firenze dove fonderà la “Tirrena”.
Numerosi i suoi successi negli anni Cinquanta e Sessanta.
Il Convegno sarà moderato da Matilde Romito, già Dirigente del Settore Musei e Biblioteche della
provincia di Salerno. Interverranno Giorgio Napolitano, storico della ceramica meridionale e la storica
dell’arte Gilda Cefariello Grosso.
Il presidente
Gianfranco Aiello

Convegno Gambone - Invito

Ago 292017
 

Rassegna di musica, cinema, teatro, enogastronomia, laboratori e incontri. Firenze 9-16 Settembre 2017
(Piazza Bartali, Galleria delle Carrozze, Teatro della Compagnia, Fiorino sull’Arno)

Entrata ufficialmente per il secondo anno consecutivo nel palinsesto dell’Estate Fiorentina, “La Settimana Lucana” rinnova il suo appuntamento per rafforzare il gemellaggio tra due terre in cammino verso l’Europa.
Metafora di un lungo viaggio culturale, la kermesse mette di fronte Firenze e la Basilicata tra incontri, dibattiti, conferenze, musica, cinema, teatro e arte (tutti a ingresso gratuito) seguendo il filo conduttore dell’Italia che cambia e
dell’Europa che cresce.
Due culture a confronto tra tradizione e innovazione: la Basilicata di ieri e quella di oggi, da terra di emigranti a modello d’integrazione dei nuovi flussi migratori. Dall’altro Firenze, già capitale d’Italia e poi prima città italiana
capitale europea della cultura nel 1986. Due realtà in viaggio verso una nuova dimensione unite dal
senso di appartenenza alle proprie origini attraverso modelli di sviluppo a passo coi tempi.
Un evento internazionale che lega una regione dall’animo tradizionale, ma dallo spirito Europeo, la
Basilicata, con Firenze finestra sul mondo, prospettando a questa terra e alla sua gente un volto
nuovo slegato dagli stereotipi del folklore, mantenendo intatta la propria autenticità.
Un confronto tra musica, teatro, arte ed enogastronomia ma anche su temi culturali d’ attualità
quali la viabilità delle regioni, il fenomeno dell’emigrazione, quello dell’immigrazione i problemi
ambientali e i progressi del settore turistico.
Promossa ed organizzata dall’Associazione culturale lucana Firenze che dal 1971 opera ed agisce sul
territorio toscano, con l’intento di mantenere vivo il legame con la terra d’origine, la “Settimana
Lucana” è un evento realizzato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio della Regione
Basilicata, Comune di Firenze e Città Metropolitana.

ASSOCIAZIONE CULTURALE LUCANA FIRENZE

Presenta

SETTIMANA LUCANA, II°EDIZIONE

Firenze incontra la Basilicata, un confronto per crescere insieme

(Rassegna di musica, cinema, teatro, enogastronomia, laboratori e incontri)

Firenze 9-16 Settembre 2017

(Piazza Bartali, Galleria delle Carrozze, Teatro della Compagnia, Fiorino sull’Arno)

Entrata ufficialmente per il secondo anno consecutivo nel palinsesto dell’Estate Fiorentina, “La Settimana Lucana” rinnova il suo appuntamento per rafforzare il gemellaggio tra due terre in cammino verso l’Europa. Metafora di un lungo viaggio culturale, la kermesse mette di fronte Firenze e la Basilicata tra incontri, dibattiti, conferenze, musica, cinema, teatro e arte (tutti a ingresso gratuito) seguendo il filo conduttore dell’Italia che cambia e dell’Europa che cresce.

Due culture a confronto tra tradizione e innovazione: la Basilicata di ieri e quella di oggi, da terra di emigranti a modello d’integrazione dei nuovi flussi migratori. Dall’altro Firenze, già capitale d’Italia e poi prima città italiana capitale europea della cultura nel 1986. Due realtà in viaggio verso una nuova dimensione unite dal senso di appartenenza alle proprie origini attraverso modelli di sviluppo a passo coi tempi.

Un evento internazionale che lega una regione dall’animo tradizionale, ma dallo spirito Europeo, la Basilicata, con Firenze finestra sul mondo, prospettando a questa terra e alla sua gente un volto nuovo slegato dagli stereotipi del folklore, mantenendo intatta la propria autenticità.

Un confronto tra musica, teatro, arte ed enogastronomia ma anche su temi culturali d’ attualità quali la viabilità delle regioni, il fenomeno dell’emigrazione, quello dell’immigrazione i problemi ambientali e i progressi del settore turistico.

Promossa ed organizzata dall’Associazione culturale lucana Firenze che dal 1971 opera ed agisce sul territorio toscano, con l’intento di mantenere vivo il legame con la terra d’origine, la “Settimana Lucana” è un evento realizzato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio della Regione Basilicata, Comune di Firenze e Città Metropolitana.

Flyer 2017

Apr 222017
 

Su iniziativa del sen. Giovanni Barozzino Conferenza stampa di presentazione del documentario

“Giallo ocra – Il mistero del fossile di Matera”

Mercoledì 26 aprile 2017 – ore 12.00

Sala Caduti di Nassirya

Palazzo Madama – Piazza Madama, 11

Programma

Giovanni Barozzino saluti

Il lavoro dello scienziato – La tutela del ricercatore quale figura strategica per lo sviluppo del Paese.
Intervengono

– Giovanni Barozzino Senatore Componente Commissione Lavoro, previdenza sociale e Commissione inchiesta sugli infortuni sul lavoro
– Prof. Lorenzo Rook Ordinario di Paleontologia e Paleoecologia Università degli Studi di Firenze. Presidente Società Paleontologica Italiana.

Proiezione del Documentario “Giallo Ocra – Il mistero del fossile di Matera”

Il vecchio e la balena. Storie di uomini e scienza: uno storytelling efficace per la divulgazione della conoscenza scientifica.
Intervengono

– Dr. Ing. Renato Sartini autore e Regista di “Giallo Ocra”. Giornalista scientifico, Divulgatore. Esperto in Comunicazione della Conoscenza Scientifica e Tecnologia. Blogger su www.renatosartini.it
– Dr. Giovanni Bianucci Professore Associato di Paleontologia e Paleoecologia, Università di Pisa.

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Mar 182017
 

Il 18 marzo 2017 è stata inaugurata a Latronico la nuova sala consiliare. All’iniziativa hanno partecipato tra gli altri l’assessore regionale Nicola Benedetto ed il consigliere comunale di Firenze Nicola Armentano. La sala che sarà multiuso è stata intitolata a Sandro Pertini. L’Amministrazione comunale ha espresso soddisfazione per l’obiettivo raggiunto.

Ago 252016
 

L’8 luglio 2016 Marianna Cantisani di Lauria ha conseguito la laurea in Scuola di Scultura con voto 110 e lode presso l’Accademia di Belle Arti – Firenze -. La tesi ha avuto come titolo “Guardando attraverso i sensi – dai materiali all’interazione -”.
Siamo orgogliosi di te perche’ con tenacia e determinazione hai affrontato il tuo percorso di laurea!!!
Auguri alla nostra neo dottoressa!
I genitori, il fratello, gli zii, i cugini, i nonni e tutti gli amici…..

auguri  MARIANNA CANTISANI