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dic 192015
 

Il Consiglio Provinciale di Potenza ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario il Capogruppo del Pd, Angelo Summa, con il quale si esprime il pieno sostegno all’iniziativa assunta dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali della Lucart di Avigliano.
Manifestando contrarietà ad ogni ipotesi di riduzione dell’attività produttiva, si impegna il Presidente della Provincia di Potenza a intraprendere ogni eventuale azione ritenuta utile a scongiurare il ridimensionamento produttivo ed occupazionale dello stabilimento attivandosi presso il Presidente della Regione Basilicata ed il Consiglio regionale al fine di assumere tutte le iniziative tese a favorire una soluzione positiva della vertenza in corso.

In apertura di seduta, in discussione due interrogazioni della Consigliera Provinciale del Pd, Angela Latorraca relative al mancato avvìo dei lavori finanziati dal P.O. Val d’Agri sulla ex SS 103 Centro abitato Moliterno/Area Pip e per l’adeguamento della Strada Comunale VISCIGLIETA in territorio di Sarconi.

“Opere stradali – ha precisato la Consigliera Latorraca – riprogrammate dal 2012, su iniziativa dell’interrogante, già finanziate dal PO Val d’Agri e ancora ferme alla fase della progettazione preliminare.
Non è più rinviabile – ha proseguito Latorraca – l’assunzione di una iniziativa condivisa da parte di Regione e Provincia per ammodernare due arterie stradali indispensabili, da troppo tempo incagliate nelle pastoie del Patto di stabilità regionale e nella estrema difficoltà istituzionale finanziaria della Provincia. Cittadini ed amministratori locali non riescono a comprenderne le ragioni”.

In una lunga e dettagliata relazione, il Presidente Valluzzi ha spiegato le cause dei ritardi accumulati e le proposte per la risoluzione dei problemi.

“Mancano disponibilità reali di spesa per soli 220.000 euro per avviare l’attività di indagine geologica e la progettazione esecutiva degli interventi da anticipare su un finanziamento complessivo di 5.280 Meuro destinato alla realizzazione delle due opere.
Nel 2015 – prosegue il Presidente Valluzzi – di concerto con la Regione siamo stati in grado di garantire la capacità di spesa necessaria alla prosecuzione ed al completamento dei lavori sulla strada di collegamento Montemurro- SS 589-Variante SP 11 dell’Alto Agri e sulla strada di bonifica Fiumarella di Armento.
Nel 2016 dovremo, con lo stesso metodo, aprire un varco nella difficile gestione del patto di stabilità regionale per riavviare la progettazione degli interventi e appaltare entro il prossimo anno le due opere stradali.
Non ci sono – ha concluso Valluzzi – alternative alla condivisione mirata degli obiettivi”.

Il Consiglio Provinciale ha poi approvato, infine, all’unanimità la proposta di nomina dei tre revisori dei conti per il triennio 2015/2018 estratti a sorte, dalla Prefettura di Potenza, dall’elenco generale dei revisiori istituito presso il Ministero dell’Interno.
Ricopriranno l’incarico: Alberto Paolino (Presidente), Fernando Ricci e Patrizia Logiurato.

(Luigi Scaglione – Ufficio Stampa e Comunicazione)

Provincia-di-Potenza

nov 022015
 

La Regione Basilicata conferma il suo impegno a favore delle PMI lucane, ponendo in essere interventi volti a favorire l’accesso al credito da parte delle stesse.

Infatti con la D.G.R. n. 1326 del 14.10.2015, pubblicata sul B.U.R. n. 44 del 23.10.2015, è stata prorogata al 31.12.2016 l’operatività del fondo di Garanzia rivolto alle PMI lucane per investimenti in capitale fisso e capitale circolante a valere sulle risorse finanziarie PO FESR Basilicata 2007-2013, ed inoltre è stato approvato l’Avviso Pubblico per il lancio di un nuovo prodotto di ingegneria finanziaria, denominato Tranched Cover, finalizzato a facilitare l’accesso al credito delle PMI lucane.

La prospettiva di proroga al 31.12.2016 del Fondo di Garanzia è stata accompagnata da una serie di iniziative promosse dalla Regione Basilicata insieme al suo braccio finanziario operativo, Sviluppo Basilicata, soggetto gestore del Fondo, con l’obiettivo di dare nuovo impulso al Fondo. Si segnala al riguardo il recente convenzionamento da parte della BCC di Laurenzana e Nova Siri e quelli in corso di definizione con la BCC di MontePruno di Roscigno e di Laurino e BCC di Santeramo in Colle, oltre ad un’azione di stimolo e sollecitazione per un maggior utilizzo del Fondo nei confronti delle banche convenzionate che ad oggi ammontano a 15.

Riguardo la Tranched Cover si sottolinea che si tratta di uno strumento di ingegneria finanziaria che alle PMI garantisce un migliore accesso al credito e condizioni migliorative rispetto al mercato mentre alle banche garantisce contemporaneamente un vantaggio in termini di abbattimento dell’assorbimento patrimoniale.

In questa maniera, con il nuovo strumento di Tranched Cover, le Banche saranno portate a concedere più credito alle PMI grazie alla riduzione del rischio.

La dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Regione per lo strumento è pari a 5 Milioni di euro che consentirà di creare portafogli di finanziamenti fino ad un massimo di 30 Milioni di euro. Le banche che parteciperanno al bando si impegneranno a realizzare portafogli di finanziamenti da erogare a PMI che operano in Basilicata entro il 31.12.2016.

L’Avviso Pubblico per la selezione degli operatori economici abilitati allo svolgimento dell’attività creditizia per la realizzazione di portafogli di finanziamenti da erogare a piccole e medie imprese operanti in Basilicata, approvato con la sopracitata D.G.R. 1326/2015, è rivolto agli operatori economici abilitati (banche italiane e banche comunitarie) che potranno candidarsi per la realizzazione di portafogli di finanziamenti entro le ore 13.00 del 23.11.2015.

L’Assessore alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata, Raffaele Liberali ha così commentato: “Si tratta di un altro strumento messo in campo dalla Regione per facilitare l’accesso al credito delle PMI. Sono diverse le misure messe in campo per consentire al tessuto produttivo regionale di sentire meno gli effetti del credit crunch che ha colpito soprattutto le piccole e medie imprese in questi ultimi anni. Oltre al Tranched Cover da 5 Milioni di euro, ci sono i 27 Milioni di euro di finanziamento ai due Fondi di garanzia attivi e altri 6,85 Milioni di euro di finanziamenti per integrazione Fondi Rischi dei Confidi. Infine, per aiutare le piccolissime imprese, la Regione ha finanziato con 12 Milioni di euro il Fondo per il Microcredito e infine 7 Milioni euro sono stati impegnati per il Fondo Rotativo Regionale” per un totale di quasi 58 Milioni di euro.

Ha commentato Giampiero Maruggi, Amministratore Unico di Sviluppo Basilicata: “L’impegno della Regione Basilicata per cercare di migliorare le condizioni di accesso al credito da parte delle PMI lucane è forte e concreto. Il lancio della TRANCHED COVER, strumento finanziario innovativo ed efficace, ne è l’ulteriore riprova. Sviluppo Basilicata, che intende rafforzare ulteriormente il proprio ruolo al fianco delle imprese, assicurerà il proprio impegno per il più ampio utilizzo di questo nuovo prodotto di ingegneria finanziaria, confidando in una ampia e convinta adesione da parte delle banche”.
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nov 022015
 

Avviso Rivitalizzazione centri storici, chiusa procedura a sportello
La Giunta regionale ha incrementato la dotazione finanziaria dell’iniziativa di ulteriori 618 mila euro, attestandola a complessivi 1,3 milioni di euro
E’ chiusa, a far data dal 14 ottobre 2015, la procedura a sportello dell’Avviso pubblico della Regione Basilicata del Progetto strategico per la rivitalizzazione dei centri storici.

Lo ha stabilito la Giunta regionale che ha anche incrementato la dotazione finanziaria dell’iniziativa di ulteriori 618 mila euro, attestandola a complessivi 1,3 milioni di euro. Considerato l’elevato numero di proposte progettuali candidate, la Giunta regionale ha ritenuto opportuno di chiudere la procedura a sportello anche al fine di non alimentare altre aspettative di finanziamento da parte di Enti locali che eventualmente intendessero avanzare ulteriori candidature. La Giunta regionale ha inoltre stabilito che l’attuale disponibilità finanziaria di 1,3 milioni di euro potrà essere incrementata in relazione ad eventuali ulteriori disponibilità e che resta valido il parco progetti costituito a seguito delle candidature avanzate. L’Avviso pubblico predisposto dall’Ufficio Gestione Regimi di aiuto, Infrastrutture sportive, culturali ed ambientali ha lo scopo di sostenere interventi volti ad accrescere il decoro delle piazze e dei percorsi cittadini dei piccoli centri storici lucani che, per la loro collocazione, rappresentano una forte attrazione turistica. L’obiettivo è innescare un processo di recupero degli antichi spazi abitativi al fine di stimolarne la fruizione. Gli interventi infrastrutturali finanziabili riguardano: il ripristino di percorsi storici, gradinate, logge e fregi; il ripristino di Piani di colore e facciate, l’arredo urbano, le alberate storiche, i punti di osservazione e di godimento del paesaggio; la manutenzione di spazi verdi.

regione

giu 022015
 

Il 1° giugno si è svolto a Lagonegro il Consiglio Comunale. Sette i punti iscritti all’Ordine del Giorno. Le tematiche affrontate hanno avuto sullo sfondo la difficile situazione finanziaria dell’ente che a giugno avrà una svolta delicatissima. Ma ecco i punti:
1) Designazione componenti Unione dei Comuni del Lagonegrese;
2) Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale art. 243 bis e ter del D. Leg. n.267/2000- Art 3 D.L. n.174 del 10/10/2012 convertito dalla legge n. 213 del 7/12/2012. Adesione.
3) Rimodulazione fondi assegnati con delibera Cipe n.37 del 22/03/2006 e D.M. 13333 del 30/12/2008 e ripartiti con delibera del Consiglio Comunale n,43 del 30/10/2006 e n.40 del 24/07/2009;
4) Progetto istituzione di una zona a fiscalità differenziata sui prodotti energetici in Basilicata. Adesione;
5) Approvazione programma delle collaborazioni esterne anno 2015;
6) Piano di alienazioni e valorizzazione degli immobili comunali;
7) Richiesta acquisto suolo comunale antistante abitazione Via San Vincenzo sig. Gala Salvatore, foglio 59 particellla n.428 sub 2.

mag 122015
 

Basta dissimulazioni del Governo sulla disastrosa e insostenibile condizione finanziaria e istituzionale delle Province.
Non è il Sindacato a procurare infondato allarme sulla situazione degli stipendi del personale provinciale per i prossimi mesi, ma sarà la condizione di dissesto sui Bilanci di decine di Enti,indotta dalla Legge di Stabilità 2015, che provvederà a smentire le imbarazzanti rassicurazioni.
Lo dichiara Nicola VALLUZZI Presidente UPI Basilicata e Sindaco di Castelmezzano.
E’ incredibile la pervicace costanza con la quale si nega la realtà di strade e scuole senza alcuna possibilità di manutenzione, ormai abbandonate al loro destino, non è in discussione la sopravvivenza istituzionale di un Ente che può essere sostituito o cancellato ma il decoro e la sicurezza di servizi essenziali per la vita quotidiana di cittadini e imprese.

Provincia-di-Potenza

apr 232015
 

Il 25 aprile 2015 a Lagonegro, a cura dell’associazione culturale “A Castagna Ra Critica”, partirà ufficialmente la raccolta fondi per restaurare il Catasto Onciario di Lagonegro, istituito nel lontano XVIII secolo da Carlo III.
Adottando lo slogan ‘NON È UN RIFIUTO, È ARTE’, l’associazione ha pensato bene di pianificare una raccolta di lattine di alluminio, coinvolgendo tutti i proprietari dei bar e ristoranti dei paesi limitrofi, e devolvere così il ricavato di questo materiale per il restauro del prezioso documento storico.

Ma scopriamo qualcosa in più su questo importante cimelio.

Il Catasto onciario, precursore degli odierni catasti, rappresenta l’attuazione pratica delle norme dettate da re Carlo di Borbone nella prima metà del XVIII secolo per un riordino fiscale del regno delle Due Sicilie.

Nonostante fosse un catasto descrittivo, poiché non prevedeva la mappatura dei luoghi, fu uno strumento utile ad eliminare i privilegi goduti dalle classi più abbienti che facevano gravare i tributi fiscali sempre sulle classi più umili e di fatto rappresenta uno dei più brillanti esempi del tempo di ingegneria finanziaria e di ripartizione proporzionale del peso fiscale.

Nella seconda metà del XVI secolo la Basilicata conobbe un periodo di relativa tranquillità e in quest’epoca si sviluppò un rigoglioso mercato dell’arte legato alla committenza delle grandi famiglie baronali e religiosa.

Nella vita sociale e politica della regione si ebbe l’emergere di una nuova classe intermedia, per lo più appartenente a importanti famiglie locali, ed impegnata a rappresentarei baroni, i vescovi e gli abati nell’attività di amministrazione e gestione dei feudi. Contemporaneamente al formarsi di questo nuovo corpo sociale si avviò un processo di autonomia delle comunità cittadine: attraverso una procedura complessa, i cittadini potevano riscattare la propria città pagando al potere regio la somma altrimenti versata dal barone: in questo modo le terre passavano al Regio Demanio e, senza l’intermediazione del barone, divenivano di possesso comune e quindi “universali” (motivo per cui queste comunità cittadine vennero all’epoca definite “Università”). Tali emancipazioni furono tuttavia poco frequenti in Basilicata: le città regie furono pochissime e non sempre il riscatto riusciva duraturo, poiché era molto costoso e comportava un notevole sacrificio economico da parte dei cittadini: fra queste, oltre a Saponara, che lo era già dal secolo precedente, ed a Matera che già si era riscattata più volte per liberarsi dal dominio feudale, ci furono Lagonegro, Maratea, San Mauro e Rivello.

La situazione non migliorava invece per le campagne e le zone interne i cui prodotti, quando riuscivano a superare la soglia del consumo personale, erano nei mercati sottoposti ad una forte stagnazione dei prezzi. A questo si aggiungeva un sistema fiscale basato essenzialmente sulle imposte indirette sui generi di consumo, quindi la farina, il vino, il formaggio, la carne continuavano ad essere fortemente tassati; per evitare conflittualità con i gruppi dirigenti mancava l’imposta diretta sui beni e i patrimoni, che venne introdotta solo nel 1742 con il catasto onciario istituito da Carlo di Borbone..

Nel 1749 Carlo III fece coniare una nuova moneta denominata oncia napoletana, del valore di sei ducati, che, tuttavia, ebbe scarsa diffusione, in quanto si continuarono ad usare il ducato ed i suoi sottomultipli: il carlino, che era la decima parte di un ducato, la grana, che era la centesima parte, ed il cavallo, che era la millesima parte.

1 ONCIA Napoletana = 6 Ducati

1 DUCATO = 10 CARLINI

1DUCATO = 100 GRANE

1 DUCATO = 1000 CAVALLI

c’è da distinguere che :

Oncia per reddito imponibile equivaleva a 3 Carlini

Oncia per redditi animali equivaleva a 6 Carlini.

in questo libro del 1753 si rileva che :

i capo fuochi venivano tassati per ( il loro lavoro ) Industria pari a 12 once

così tutti i componenti del nucleo famigliare se maschi da 18 anni in su = 12 once

e da 14 a 18 anni per metà tassa d’industria pari a 6 once.

non pagavano tasse sull’industria ( di fatto sul lavoro ) i maschi ” DECREPITI ” oltre i 75 anni

Le imposte previste dall’onciario erano di tre tipi:

il testatico, che gravava sui capifamiglia, ad eccezione di coloro che avevano compiuto i sessant’anni, ed era uguale per tutti (in genere ammontava ad un ducato per fuoco);( quì 12 once )

l’imposta sui redditi da lavoro – sull’industria – che gravava sui soli maschi a partire dall’età di quattordici anni (dai quattordici ai diciott’anni si pagava la metà), che era calcolata in base al reddito presuntivo previsto per i vari mestieri e non in base al reddito reale;

l’imposta sui beni, che gravava sugli immobili (case, terreni, mulini, frantoi, ecc.) sul bestiame e sui capitali dati in prestito ad interesse.

I proprietari sono divisi per categorie: i cittadini, le vedove e le vergini in capillis (vale a dire le nubili che non avevano preso i voti religiosi), i forastieri abitanti, i forastieri non abitanti bonatenenti (coloro che possedevano beni nel comune senza risiedervi), gli ecclesiastici secolari tanto cittadini che forestieri, le chiese e i luoghi pii, sia locali che forestieri.

Nell’ambito di ogni categoria i contribuenti sono elencati in ordine alfabetico per nome e non per cognome.
Il catasto fornisce dettagliate informazioni sui beni dei contribuenti: delle abitazioni è descritta la tipologia, l’ubicazione, spesso anche la grandezza (“casa palaziata”, “comprensorio di case di vani … soprani e sottani”); dei terreni sono indicati i confini, l’estensione e la natura delle colture; vi è quindi la descrizione degli eventuali capi di bestiame.

All’elenco dei beni segue quello dei pesi, costituiti, in genere, dal pagamento di censi e canoni agli enti ecclesiastici e al feudatario e da interessi su capitali presi in prestito. Il catasto fornisce altresì dettagliate informazioni sui nuclei familiari, indicando, per ciascuno di essi, il numero dei componenti, la loro età, l’attività svolta ed il rapporto di parentela con il capofamiglia.

Dal testatico e dall’imposta sul lavoro erano, esonerati coloro che vivevano more nobilium, cioè di rendita, o che esercitavano professioni liberali.

Il catasto si conclude con la collettiva delle once, vale a dire con l’elenco dei contribuenti, divisi per categoria, e delle rispettive rendite.

Il peso insostenibile delle imposte creava nella base del popolo un malcontento diffuso e cominciavano a verificarsi le prime manifestazioni di quel movimento antifeudale che pochi decenni più avanti avrebbe animato, con la “rivolta di Masaniello”, tutto il Mezzogiorno.

Carla Bottiglieri

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feb 272015
 

Si è svolto il 26 febbraio 2015, dalle ore 17.30, il Consiglio Comunale a Lagonegro. La questione dei debito del Comune ha calamitato l’attenzione delle forze politiche rappresentate. Maggioranza e Minoranza si sono confrontati in maniera accesa. Alla fine, un pò a sorpresa, si è convenuto su un documento unitario che prevede la formulazione di un piano Piano di Riequilibrio che possa essere accettato dalla Corte dei Conti. La strada intrapresa per evitare è stretta, su questo documento si giocherà il futuro di Lagonegro e della sua classe dirigente. Se dovesse essere bocciato nuovamente dalla Corte dei Conti, il dissesto sarà inevitabile…in pratica: tasse al massimo per i cittadini, nessuna assunzione, nessun investimento, commissario prefettizio al posto del sindaco.

Ecco l’Ordine del Giorno:

Comunicazione del Sindaco circa la delibera n.4/2015 Corte dei Conti Basilicata – Diniego Piano di Riequilibrio.

1) Adesione patto dei Sindaci per energia sostenibile.
2) Protocollo d’intesa attuativo dell’art.9 della Legegre Regionale 31/2008 – Interventi di sostegno alla domanda di pubblcia energia.
3)Rinnovo delibera mercato domenicale anno 2014.
Integrazione
4) Delibera n.4/2015 Corte dei Conti di Basilicata – Diniego piano di Riequilibrio Pluriennale – provvedimenti.

Prima parte

Seconda parte

feb 162015
 

“Una giornata importante, per il Consiglio Provinciale di Potenza”, ha dichiarato il Presidente Nicola Valluzzi, che ha approvato all’unanimità il nuovo Statuto dell’Ente ed “adottato una serie di provvedimenti e di azioni volte a scongiurare il sempre più concreto rischio di dissesto finanziario della Provincia indotto dallo Stato tramite i tagli degli anni scorsi e dal prelievo forzoso sulle proprie entrate previsto dalla Legge di Stabilità che determinerebbe una ulteriore riduzione di 16 Meuro.”.
Ora, lo Statuto approvato dal Consiglio, passa all’esame dell’Assemblea dei Sindaci che lo adotterà “con i voti che rappresentano almeno un terzo dei Comuni compresi nella Provincia e la maggioranza della popolazione residente”.
Lo Statuto, diviso in 8 Titoli e composto da 54 articoli è stato sottoposto al voto dell’assemblea consiliare dopo varie riunioni della speciale Commissione che ne ha redatto il testo e riconosce alla Provincia il ruolo e delle funzioni di Ente di area vasta sovracomunale.
Il testo statutario contiene forti richiami alla promozione della cultura, della identità locale e delle iniziative tese a favorire i gruppi sociali svantaggiati, a garantire la parità dei sessi, a contrastare il fenomeno dello spopolamento “assumendo come obiettivo qualificante della propria azione – si legge all’articolo 3 – l’esposizione dei territori della provincia a livelli uniformi di equilibrio economico e sociale, operando in loro favore con un criterio a discriminante positiva”.
Affermate le funzioni esclusive del Presidente e del Consiglio Provinciale, con l’articolo 25 invece si istituisce l’Assemblea dei Sindaci che “esplica i suoi pareri propositivi mediante l’iniziativa sulle proposte di deliberazione di cui allo Statuto, nonché con la possibilità di inviare al Presidente della Provincia ed al Consiglio proprie proposte o risoluzioni”.
Un’assemblea dei Sindaci che di fatto sancisce l’essenza del nuovo Ente caratterizzato da una prerogativa di coordinamento e di collaborazione con i Comuni. A loro sarà rivolta l’azione di condivisione attraverso una serie di incontri territoriali unitamente ad un confronto che si definirà nelle prossime settimane.
Successivamente, il Consiglio ha proceduto alla ridefinizione del modello di gestione transitoria delle funzioni non fondamentali della Provincia, con l’adozione, sempre all’unanimità, di una delibera con la quale in sostanza si prende atto della impossibilità di garantire per dette competenze le attività ordinarie senza una sicura copertura finanziaria di Stato e Regioni.
E’ seguita poi, l’approvazione del Regolamento per la pubblicità e la trasparenza dello stato patrimoniale dei titolari delle cariche pubbliche elettive e del Governo della Provincia di Potenza.
Nel prosieguo dei lavori il Consiglio Provinciale ha poi approvato la proposta di modifica statutaria dell’Apofil le cui funzioni cesseranno ufficialmente il 31 dicembre 2015 con la messa in liquidazione dell’agenzia in virtù del venir meno della competenza in materia di formazione.
A tal proposito, il Consiglio di Amministrazione potrà essere sostituito con la figura dell’amministratore unico a cui attribuire eventualmente anche le funzioni di liquidatore dell’Agenzia. Un’azione che segue la decisione assunta già tempo addietro dalla Provincia che aveva ridotto il Consiglio a 3 componenti.
Approvato inoltre il regolamento per la disciplina delle sponsorizzazioni delle attività in favore della Provincia in grado di prevedere un sostegno economico, da parte di imprese, associazioni e Fondazioni, alle azioni messe in campo dall’Ente.
Definito l’inserimento nel piano dei beni immobili di proprietà provinciale suscettibili di alienazione e o valorizzazione del Palazzo del Governo di Piazza Mario Pagano, attuale sede della Provincia occupato in gran parte dagli uffici prefettizi e della Caserma dei Carabinieri di Lagonegro .
Approvata infine la deprovincializzazione della SP 11 bis diramazione per Viggiano.
Al dibattito sui diversi argomenti, hanno partecipato i consiglieri Cicala, Vita, Summa, Macchia, Mastromartino e Ramunno ed il vice Presidente Calabrese.

Provincia-di-Potenza

gen 232015
 

Focus sul nuovo assetto della fiscalità locale. Mariani: “felice che si guardi anche alle aree interne”.
Si è chiuso con alto gradimento generale, il seminario sul nuovo assetto della fiscalità locale rivolto ad amministratori e tecnici comunali e tenutosi nella mattinata di giovedì nella sala consiliare della città gerardina. Organizzato dall’Anci Puglia in collaborazione con Ifel, Anci nazionale ed Anci Basilicata, il seminario aveva come obiettivo quello di trasmettere un approfondimento sui temi di finanza locale: dall’Imu alla Tarsi passando per la Tari. Questa importante giornata formativa, ha visto tra i protagonisti il Professor Mario Aulenta, docente all’Università di Bari che non ha nascosto la sua soddisfazione al termine dei lavori. “Sono lieto di aver tenuto questo seminario a Muro Lucano che è un posto bellissimo e che non conoscevo. Abbiamo tentato di discutere dei motivi di finanza pubblica che hanno creato difficoltà per gli enti in fase di disimpegno della spesa. Contabilità finanziaria, patto di stabilità e le nuove norme sull’armonizzazione contabile – puntualizza Aulenta – sono stati punti di discussione importante. La spending review calata dall’alto non serve a nulla, ogni ente territoriale deve poter allocare al meglio la propria spesa dispiegando pienamente la capacità che rinviene dalle entrate tribunarie”. Al seminario hanno partecipato anche sindaci e amministratori del Marmo Melandro, tra cui Bella e Castelgrande. Ovviamente buona rappresentanza di amministratori e tecnici di Muro tra cui il sindaco Mariani, entusiasta di questa “prima volta” dell’Anci nel suo comune: “ siamo tutti soddisfatti sia per i contenuti che ci sono stati illustrati in maniera egregia e sia perché per la prima volta l’Anci guarda alle aree interne. La nostra amministrazione ha da tempo avviato un’opera di sensibilizzazione sull’importanza della cultura del territorio ed iniziano ad arrivare i primi frutti. Rivolgo un invito – esorta Mariani – ai protagonisti della vita politica, sindacale ed associativa affinchè siano più presenti così da poter dar vita ad una cooperazione utile ad un ampio e concreto sviluppo del territorio”.

Alcuni sindaci e il professor Aulenta
Alcuni sindaci e il professor Aulenta