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Apr 152018
 

Nella seduta dell’11 aprile, il Consiglio Comunale di Senise, ha approvato il Bilancio di Previsione relativo all’annualità 2018. La formulazione delle previsioni è stata effettuata, per ciò che concerne la spesa, tenendo conto della programmazione politica, del trend storico delle spese sostenute in passato, delle spese obbligatorie, di quelle consolidate e di quelle già assunte in esercizi precedenti. Analogamente, per le entrate, l’osservazione delle risultanze degli esercizi precedenti è stata alla base delle previsioni tenendo conto delle possibili variazioni e di quelle causate con la manovra di bilancio. Forte attenzione è stata data ai servizi Scolastici, ridefinendo gli stessi sulla base di 4 fasce ISEE per il Servizio di mensa Scolastica, con un Costo annuo a carico del Comune di € 50.000,00 e di tre fasce Isee per il Trasporto, con sconti del 20% per
il secondo e terzo bambino sulla tariffa applicata, per entrambi i servizi.
Mensa Scolastica:
Da 0 a 2.000 ISEE, il costo a carico delle famiglie è di € 30,00 mensili;
Da 2001 a 5000 ISEE il costo a carico delle famiglie è di € 40,00 mensili;
Da 5001 a 8000 ISEE il costo a carico delle famiglie è di € 50,00, mensili;
Oltre 8000 ISEE il costo a carico delle famiglie è di € 60,00, mensili;
Trasporto Scolastico:
Da 0 a 5000 € 10,00 costo mensile;
Da 5001 a 8000 € 15,00 costo mensile;
Oltre 8000 € 20,00 costo mensile;
L’accesso ai servizi scolastici, dopo dieci anni, ritorna ad essere garantito tenendo presente le condizioni Reddituali dei nuclei familiari. Per l’anno scolastico 2018/2019, sarà inoltre programmata una “Borsa di studio” con fondi di coesione che agevolerà ulteriormente le famiglie più bisognose, Nell’ambito del nuovo documento di programmazione finanziaria non sono previsti interventi finanziati con ricorso all’indebitamento. L’adeguamento sismico dell’edificio Scolastico “Plesso Centrale” sarà effettuato con finanziamento del MIUR per un valore di € 1.500.00,00. La sicurezza degli edifici scolastici è prioritaria
rispetto ad altri interventi. Con investimento pari ad € 450.000,00, finanziata con fondi comunali (applicazione di avanzo di amministrazione) e con richiesta spazi finanziari al MEF al fine del pareggio di bilancio, sarà realizzata una Piscina Scoperta sul Lago Monte Cotugno (Centro Sportivo).
Prevista anche l’esternalizzazione del Servizio di gestione del Cimitero nell’ottica di miglioramento del servizio. Prevista anche la riqualificazione e messa in funzione del Museo dell’Acqua, realizzato nel 2008.
Nessuna variazione è stata effettuata per imposte e tributi.


Per la foto del Sindaco di Senise Rossella Spagnuolo grazie a Ignazio Vignola

Mar 302018
 

Nell’ambito delle azioni per lo sviluppo locale e la coesione territoriale e sociale, il Programma Speciale Senisese era stato concepito come una strategia innovativa finalizzata alla promozione dello sviluppo socio-economico del comprensorio senisese, puntando sulla realizzazione di progetti di valorizzazione delle risorse turistiche, storico-ambientali, culturali e sportive. Il Programma ha disposto di una dotazione finanziaria pari a 35 milioni di euro provenienti dalla fruizione interregionale della risorsa idrica, le cosiddette royalty dell’acqua per intenderci. In particolar modo il Programma è stato caratterizzato dalla progettazione di quattro grandi attrattori ricadenti rispettivamente nei comuni beneficiari del progetto, nello specifico: Senise con l’anfiteatro a ridosso di Monte Cotugno dedicato allo sbarco dei Greci in Occidente; Viggianello con un attrattore dedicato al ciclo dell’acqua; a Terranova del Pollino un percorso tra gli alberi; a San Costantino Albanese il Volo dell’Aquila. I primi attrattori ad essere stati realizzati sono quelli di San Costantino e Senise, solo quest’ultimo è costato ben 4 milioni di euro circa. I lavori per la realizzazione dell’Arena Sinni sono iniziati nel 2014 e nel 2016 è stato messo in scena il primo spettacolo.

Questa del 2018 sarà la terza stagione teatrale e, Senise come San Costantino, non si è neppure accorta dello sbarco dei Greci o del volo dell’aquila. Per le comunità locali, gli attrattori non hanno determinato nessuna ricaduta occupazionale, tantomeno si sono rivelati volano per l’economia dell’intera area del senisese. Le opere non sono state neppure in grado di essere determinanti nell’aumentare l’attrattività del territorio da un punto di vista turistico. Un’occasione di crescita persa per il territorio e milioni di euro gestiti inadeguatamente e non indirizzati a una reale valorizzazione dell’area, soprattutto se si tiene conto che il progetto ha interessato i Comuni ricadenti all’interno del Parco Nazionale del Pollino, ampiamente conosciuti per le bellezze naturalistiche e un ricchissimo patrimonio culturale ed enogastronomico; non da meno Senise con il lago di Monte Cotugno e il peperone IGP, suo oro rosso. A far ripartire l’economia del senisese arenata da anni sarebbe bastato molto meno se il progetto fosse stato frutto di un oculato discernimento sui fondi pubblici e un confronto diretto con le comunità dell’area. Ni giorni scorsi il presidente Pittella insieme al comitato di coordinamento e monitoraggio del Programma speciale Senisese, composto dai rappresentanti degli enti locali dell’area ha deliberato la realizzazione degli attrattori nei comuni di Viggianello, per un valore di circa 1,9 Milioni di euro, e Terranova del Pollino, per un valore di circa 1,4 Milioni di euro. È inaccettabile, a nostro avviso, che in seguito all’ esperienza dei due attrattori già realizzati, la politica regionale continui verso tale indirizzo di sviluppo che ad oggi si è rivelato vano e inconcludente. Uno sperpero, questo, ingiustificato di fondi pubblici, mirato a favorire i pochi amici degli amici e mai le comunità.

Gianni Leggieri – Portavoce M5S Basilicata
Giuseppe Arleo, Giovanna Di Sanzo – Portavoce M5S Senise

Feb 162018
 

METTIAMOCI IN GIOCO è l’Appello rivolto agli elettori e ai candidati in vista delle votazioni politiche del 4 marzo dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Tursi-Lagonegro, espressione del laicato associato che intende ispirare la propria azione ai principi della Costituzione e del Vangelo.
La Consulta guarda con preoccupazione al clima in cui arriviamo alle votazioni politiche per l’elezione dei parlamentari.
Un clima dominato fra i cittadini, soprattutto fra i giovani, da disaffezione crescente alla cosa pubblica e da dilagante tentazione di astenersi. Sarebbe molto pericoloso per la democrazia, perché verrebbe messa in discussione la sovranità del popolo, sancita dalla Costituzione, da parte dello stesso popolo. Quale futuro si prospetterebbe?
Un clima dominato nella campagna elettorale da toni sempre più alti e aggressivi per veicolare promesse di discutibile fattibilità, soprattutto sul piano della necessaria copertura finanziaria.
Senza programmi chiari e realistici fra i quali poter scegliere, quale speranza che dalle urne esca un responso che garantisca stabilità e governabilità? Quale futuro si prospetterebbe?
La Consulta dei Laici, pertanto, avverte il dovere di rivolgersi
– ai cittadini elettori, per richiamare il diritto-dovere di partecipare al voto, che tanto è costato e che non deve in modo alcuno essere svilito o calpestato, e il diritto-dovere di vigilare poi sull’operato degli eletti, richiamandoli a coerenza con programmi e promesse;
– ai candidati per richiamare il diritto-dovere di creare le condizioni affinché i cittadini tutti possano appassionarsi nuovamente alla politica e il diritto-dovere di formulare programmi chiari, credibili e fattibili, sui quali sia possibile agli elettori esercitare discernimento.
Lo fa attraverso un manifesto-appello in quattro punti che tracciano un itinerario ragionato:
perché andare a votare, come maturare un voto consapevole, quale profilo ha la politica che vogliamo rivolta al bene comune, perché il dopo voto conta ancora più del voto.
A chiunque abbia a cuore il futuro di regione e dell’intero Paese lancia la proposta di costituire insieme un contesto permanente per aiutarci reciprocamente a maturare scelte responsabili e ad esercitare opportuna vigilanza.

vescovo

Gen 172018
 

Investimenti, salute e sostenibilità, ambiente e cibo: sono questi gli asset principali su cui si sono attuate le azioni messe in campo per lo sviluppo rurale regionale nell’anno appena trascorso dal Dipartimento Politiche Agricole e Forestali, calando nella specificità della realtà del comparto agricolo, i tre ambiti di intervento interdipartimentali (investimenti, sanità e ambiente) rappresentati dal Presidente Pittella nella conferenza di inizio anno.
Il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali Regionale rende noto il bilancio delle attività svolte nel 2017 e avvia la programmazione 2018.
Nell’ambito degli investimenti, principalmente attraverso i fondi FEASR e FEAMP, nei 12 mesi del 2017 vanno inquadrate le azioni destinate a giovani e imprese, ricerca e innovazione, miglioramento aziendale, filiere agroalimentari per i comparti cerealicolo, ortofrutticolo, zootecnia da carne e da latte, vitivinicolo, olivicolo e minori ed inoltre la importante quota di risorse destinate ai GAL (LEADER) ed al FLAG (FEAMP).
Salute e sostenibilità sono state declinate attraverso i bandi destinati all’agricoltura integrata, al biologico, alla biodiversità, alla semina su sodo e mediante le risorse destinate al miglioramento genetico in zootecnia e alla prevenzione della Blue Tongue. Con una attenzione all’ambiente ed al cibo esplicitata anche con azioni rivolte alla promozione e valorizzazione dei prodotti di qualità, bandi per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti dell’agroalimentare lucano e maggiori controlli per la nascente filiera della carne di cinghiale, per trasformare una criticità in opportunità permettendo di abbattere i costi al cacciatore ed accrescere la sicurezza per il consumatore.

FONDI EUROPEI
Ammontano a 112 milioni di euro le risorse messe a bando e programmate nel solo 2017 a valere sul Psr Basilicata 2014-2020, pari al 60,1% della dotazione finanziaria complessiva (€ 671.376.859) e con una spesa al 10,1% che, se non fosse stato per le criticità dell’organismo pagatore AGEA, sarebbe potuta essere ancora più alta. Ad oggi, sono 27 i bandi e 3 gli avvisi per manifestazione di interesse emessi, a cui si aggiunge il bando Leader con una dotazione finanziaria di 34 milioni di euro e 2 GAL su 5 già operativi. Complessivamente per le misure a investimenti, a compensazione ed a sostegno di nuove imprese) sono state presentate 27.194 domande, di cui 12.209 sono risultate ammissibili e, ad oggi, 10.834 sono state finanziate.

Lo sviluppo rurale regionale si è esplicitato su alcune specifiche linee di azione. Relativamente a giovani e imprese, 24,9 milioni di euro sono stati destinati al primo insediamento dei giovani in agricoltura, con ben 374 nuove imprese under 40 attraverso cui, per Svimez, la Basilicata è risultata essere la regione che ha apportato il maggiore contributo nell’imprenditorialità giovanile agricola tra le regioni del sud.
La misura 16.1 del Psr relativa a ricerca e innovazione vede una dotazione finanziaria di 2,8 milioni di euro, con 11 progetti da finanziare per complessivamente oltre 200 partner coinvolti, la cui graduatoria è di imminente pubblicazione. E’ pari a 75 milioni di euro complessivi l’ammontare di risorse per il miglioramento aziendale e le filiere (misure 16.0, 4.1, 4.2), di cui 43,1 milioni per le filiere agroalimentari e 32 milioni per l’ammodernamento, la trasformazione e la commercializzazione.
Ampia l’attenzione alle produzioni di qualità ed alla sostenibilità ambientale con 87 milioni di euro stanziati su 5 anni per l’agricoltura biologica e 2281 pratiche già finanziate, ulteriori 1,5 milioni di euro sono per la biodiversità con 11 progetti di ricerca ammessi, altri 20 milioni di euro in 5 anni per la pratica agronomica della semina su sodo e 10 milioni sempre in 5 anni per l’agricoltura integrata. La misura per la promozione e la valorizzazione dei prodotti di qualità destina 3,6 milioni di euro ai 18 progetti ammessi che coinvolgono 10 consorzi e raggruppamenti con oltre 300 aziende lucane, anche biologiche.
Al fine di ridurre lo spopolamento delle aree interne e fornire servizi aòòe popolazioni rurali, ammontano a 20 milioni di euro le risorse destinate ai comuni per la viabilità rurale e a 12,5 milioni quelle relative ai servizi, a cui vanno aggiunti 12 milioni di euro per la forestazione sostenibile.
Dal Fondo Europeo Affari Marittimi e Pesca 2014-2020 che ha una dotazione finanziaria complessiva di 5.644.506 Euro, sono stati destinati 1 milione di euro per la costituzione del primo FLAG lucano e 650 mila euro per il Bando Misura 1.43 “Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca”. Di prossima emanazione il bando per l’acquacoltura.

SALUTE, SOSTENIBILITA’, AMBIENTE E CIBO
Il 2017 è stato un anno importante per la valorizzazione dei prodotti di qualità lucani: è stata presentata al MIPAAF domanda di riconoscimento per l’IGP dell’Olio Extravergine di oliva lucano, è stato fatto un avanzamento importante per l’IGP della Lucania di Picerno in attesa di pubblicazione dalla Comunità Europea, è stata ottenuto il riconoscimento dell’IGP per la lenticchia di Altamura che ha ben 9 comuni lucani in areale (Montemilone, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Irsina, Tricarico, Matera, Banzi, Forenza e Tolve). Infine, si è lavorato per l’IGP del miele lucano, avviandone la valorizzazione attraverso la predisposizione del dossier IGP, oltre che attraverso un bando che prevede 50mila euro di contributi per apicoltori.
Forestazione, agriturismi e fattorie didattiche, risarcimento danni da calamità delle annualità precedenti e della nevicata del gennaio 2017, servizi per la zootecnia, fitosanitario, emergenza cinghiali e fauna selvatica e alcune leggi regionali prossime alla chiusura dell’iter, sono tra i principali temi chiave affrontati dagli uffici.
E’ stato garantito il completamento delle giornate per tutte le platee di addetti forestali, sia della forestazione ordinaria (Legge 42) che dei progetti speciali Vie Blu, Greenriver, Ivam. Sono stati aggiornati gli elenchi delle fattorie didattiche e degli operatori agrituristici, sono state emanate le linee guida di classificazione degli agriturismi per l’uso del marchio regionale ed è pronto il DDL che normerà Agriturismi, Fattorie Didattiche e Agricoltura sociale nell’ambito della multifunzionalità dell’agricoltura.
Relativamente ai danni da calamità, sono stati liquidati quelli relativi alla nevicata del 2012, esaurendo quanto dovuto per gli anni precedenti il 2013. Sono state istruite le richieste relative ai tre eventi alluvionali del 2013 per i quali si prevede il pagamento nel 2018 di oltre 2,4 milioni di euro. In fase istruttoria l’alluvione del 2016 di cui saranno presto approvate le graduatorie per 446mila euro e la gelata del gennaio 2017 2017 per la quale sono destinate un totale di 7,5 milioni di euro da risorse Mipaaf e da bando PSR di prossima uscita. A tali risorse, si aggiungono quelle per i danni causati dal cinipide del castagno per i quali è concluso il decreto di liquidazione pari a 191mila euro.
Per i servizi destinati alla zootecnia, affidati all’Associazione Regionale Allevatori, ammontano a 4 milioni di euro le risorse per l’assistenza tecnica con 2377 aziende coinvolte. Destinati 50mila euro per la prevenzione delle epizoozie (Blue Tongue negli ovini), 800mila euro per la tenuta dei libri genealogici e 150mila euro per il miglioramento genetico e la selezione dei capi.
IL DDL che norma gli usi civici è di prossima approvazione da parte del Consiglio regionale, mentre sono in via di definizione finale sia il DDL per la castanicoltura che quello relativo alla tartuficoltura.
In ambito fitosanitario, riguardo l’export dell’ortofrutta lucana, sono stati aperti i canali commerciali verso due importanti nazioni: per gli agrumi verso il Canada e per agrumi e kiwi verso la Cina.
Sul tema delle azioni volte al contenimento cinghiali, oltre 791mila euro sono stati liquidati per i danni da fauna selvatica, è stata firmata la convezione con l’Istituto Zooprofilattico Speciale di Puglia e Basilicata per abbattere i costi dei controlli sanitari sui cinghiali abbattuti ai cacciatori, è stata firmata la convenzione con Enci per la formazione regionale dei conduttori, per la quale sono pervenute oltre 500 domande e già ne sono stati abilitati 57. Inoltre è stata attivata la filiera del cinghiale.
Relativamente alla promozione dell’agroalimentare sono state effettuate alcune importanti scelte strategiche con la partecipazione in forma collettiva del sistema Basilicata ad eventi e fiere nazionali ed internazionali, anche in collaborazione con FIC/URCL e AIS per le degustazioni, quali il Vinitaly di Verona e Basilicata Food&Wine tenutosi a Matera per il comparto vino, il Sana di Bologna e Biolife di Bolzano per il biologico, Fruitlogistica a Berlino e Macfrut di Rimini – dove la Basilicata è stata regione partner 2017 quale regione prima produttrice di fragole – per l’ortofrutta, ed ancora TTG Incontri a Rimini, Fiera del tartufo Bianco di Alba, Gustus a Napoli e EXPO di Astana con una inedita mostra fotografica in 3D della Basilicata Rurale.

PROGRAMMAZIONE 2018
La programmazione 2018 di medio periodo del PSR Basilicata proseguirà con azioni che si svilupperanno sugli asset dello sviluppo, della salute e sostenibilità e della relazione cibo e ambiente attraverso azioni relative alle infrastrutture, all’aggregazione di produttori e della cooperazione, alla multifunzionalità ed all’ambiente.
Nei prossimi mesi saranno emanati i bandi per investimenti per il ripristino dei terreni agricoli e del potenziale produttivo danneggiati da calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici a cui saranno destinati 6,5 milioni di euro e investimenti per 8 milioni di euro in infrastrutture necessarie all’accesso ai terreni agricoli e forestali, nello specifico gli acquedotti rurali. Saranno attivate le misure per la costituzione di associazioni e organizzazioni di produttori nei settori agricolo e forestale con una dotazione finanziaria di 2,8 milioni di euro; per la cooperazione interregionale e transnazionale LEADER altri 1,9 milioni.
Programmati 9 milioni di euro per il sostegno alla costituzione e sviluppo di agriturismi e fattorie multifunzionali; ulteriori 12 milioni di euro per studi/investimenti relativi alla manutenzione, al restauro e alla riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei villaggi, del paesaggio rurale e dei siti ad alto valore naturalistico; ed ancora 7,2 milioni per la Misura 1 relativa alla formazione in agricoltura. Infine, con attenzione particolare all’ambiente, saranno attivate anche le misure per l’indennità Natura 2000, salvaguardia prati da sfalcio e turnazione e riduzione del carico di bestiame; per il miglioramento dell’efficienza ecologica e dell’assorbimento di CO2 degli ecosistemi forestali; per la stesura dei piani di gestione forestale o di strumenti equivalenti da parte dei comuni (2,8 milioni di euro) e ulteriori 1,6 milioni per il sostegno agli agricoltori ai sistemi di qualità certificati.

potenza6

Ott 272017
 

Il Governo regionale ha approvato una delibera con la quale si sostiene il progetto “Sistema IncHUBaTori di impresa: Incubatore Creativo e Incubatore Verde” nell’ambito del Patto per lo sviluppo della Basilicata
Sviluppare in Basilicata un sistema di incubazione di iniziative imprenditoriali innovative e promuovere una nuova generazione di imprenditori, di start-up, di nuove imprese ad alto potenziale di crescita e innovazione sono alcuni dei principali obiettivi del progetto denominato “Sistema IncHUBaTori di impresa: Incubatore Creativo e Incubatore Verde” approvato dalla Giunta regionale.

L’iniziativa, finanziata per 2,5 Meuro, rientra nel “Patto per lo Sviluppo della Regione Basilicata”, sottoscritto lo scorso anno tra il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Presidente della Regione Basilicata ed è attestata alla Linea di intervento 19 dedicata al “Sostegno all’insediamento, innovazione e rafforzamento d’impresa” – Incentivi ad imprese start-up e spin-off e potenziamento di acceleratori ed Incubatori di Impresa”.

Con la medesima deliberazione è stato individuato quale soggetto attuatore del progetto Sviluppo Basilicata SpA, società in house della Regione Basilicata.

“Con questa iniziativa – afferma l’assessore regionale alle Attività produttive, Roberto Cifarelli – intendiamo aggiungere un altro fondamentale strumento nella sempre più ricca cassetta degli attrezzi che mettiamo a disposizione del tessuto produttivo lucano e in particolare delle nuove generazioni che vogliono mettersi in gioco concretizzando le loro idee imprenditoriali. Vogliamo favorire la diffusione e il rafforzamento della cultura di impresa e dell’innovazione per contrastare la disoccupazione, e alimentare la nascita di nuove imprese innovative ad alto contenuto di saperi anche supportando il trasferimento diretto di conoscenza tra sistema della ricerca e sistema delle imprese”.

L’obiettivo è anche quello di creare un sistema regionale di collaborazione permanente ricerca-impresa per stimolare processi innovativi attraverso l’interazione delle imprese con l’università e i centri di ricerca, la fruibilità del patrimonio di conoscenza presente nelle strutture di ricerca attraverso strumenti finanziari appositi, il rafforzamento della domanda di servizi qualificati da parte delle imprese e il potenziamento del sistema di incubazione, già presente in Basilicata.

“Il tutto – aggiunge Cifarelli – nella consapevolezza che il processo di rilancio economico, produttivo e occupazionale del territorio richiede strumenti adeguati che impegnino le istituzioni a tutti i livelli in un quadro programmatico condiviso”.

Un focus particolare nella sua programmazione finanziaria il progetto lo dedica al programma Matera 2019.

“Il progetto – continua l’assessore – è stato sviluppato in coerenza con gli obiettivi strategici e a seguito dell’inizio di una collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata e l’Ufficio di Trasferimento Tecnologico (RTI costituito da PriceWaterhouseCoopers, Noovle, I3P S.c.p.a. e Quicktop srl, aggiudicatario del “Servizio di consulenza strategica e gestionale in materia di trasferimento tecnologico”), finalizzata alla costituzione di una partnership capace di sviluppare un’azione sinergica (ancora più consistente ed efficace rispetto al passato) nell’ottica di creazione di un ambiente favorevole all’imprenditorialità e di costruzione di un sistema di supporto all’innovazione e allo sviluppo del sistema imprenditoriale regionale.

Miriamo – conclude Cifarelli – a implementare un nuovo modello di operatività dell’incubatore di Matera oggetto di intervento, e a rafforzare, attraverso l’Incubatore che si andrà a insediare nei locali dell’UNIBAS di Potenza, una proficua collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata e con il RTI per contribuire in maniera più consistente alla creazione di un ambiente favorevole all’imprenditorialità e alla costruzione di un sistema di supporto all’innovazione e allo sviluppo del sistema imprenditoriale regionale”.

regione

Ott 182017
 

Si è svolto il 17 ottobre 2017 un nuovo Consiglio Comunale incentrato su alcune questioni importanti. In particolare è stato affrontato sia il tema delle società nelle quali vi è una partecipazione finanziaria del Comune di Lagonegro che la messa a punto del bando per la Raccolta dei rifiuti che avverrà in in forma associata con i comuni di Rivello e Nemoli.


La registrazione integrale


L’intervista alla Vicesindaco e Assessore all’Ambiente Maria Di Lascio

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Giu 202017
 

Nella sala dell’Arco illustrati i nuovi fondi per chi opera sul territorio cittadino. Per Pittella “Siamo sulla strada giusta”.
“Concertazione, quale approccio assolutamente vincente, oltre che doveroso. L’Europa ci dà delle opportunità e spetta a noi sfruttarle al meglio, a partire dalla capacità di diffonderle e farle conoscere”. Lo ha detto il Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, a chiusura dell’incontro che si è svolto questo pomeriggio nella sala dell’Arco del Palazzo comunale del Capoluogo: un incontro che è servito a presentare le novità che intervengono a potenziare i tre bandi del pacchetto “CreOpportunità” della Regione Basilicata, quote di finanziamento aggiuntive, criteri di valutazione, spese ammissibili, scadenze per la presentazione delle istanze.

Complessivi 2 milioni e mezzo di euro in favore delle piccole e medie imprese operanti sul territorio del Capoluogo – a valere sulle risorse destinate alla Città di Potenza, nell’ambito dell’Investimento Territoriale Integrato (ITI) del Po Fesr 2014-2020 – rendono ancora più incisivi i tre bandi che compongono il pacchetto “CreOpportunità” della Regione: 1.630.000 euro per ‘Start And Go’, destinato alle micro e piccole imprese non ancora costituite o costituite da non più di 12 mesi; 750.000 euro per il ‘Go And Grow’, rivolto alle micro, piccole e medie imprese costituite da più di 12 mesi e da non più di 60 mesi; 120.000 euro per ‘Liberi Professionisti Start And Grow’, destinato ai liberi professionisti con partita IVA da non più di 60 mesi o aspiranti professionisti. Una dotazione finanziaria che va ad aggiungersi agli ulteriori 5 milioni di euro, a valere sulle risorse ancora disponibili del Po Fesr 2014-2020 della Regione. Presentati questo pomeriggio, tutti i dettagli relativi all’importante strumento messo in campo e, di fatto, potenziato a fronte delle numerose domande fino ad oggi pervenute. Ad inizio del mese di giugno, infatti, due delibere della Giunta regionale hanno definito la dotazione aggiuntiva di complessivi 7 milioni e mezzo di euro (5 milioni di euro della Regione e 2 milioni e mezzo di euro del Comune di Potenza) e allungato al 30 giugno 2017 la seconda finestra temporale utile a presentare le nuove domande.

Presenti numerosi rappresentanti di categoria del mondo imprenditoriale cittadino dei tanti settori interessati dai bandi, da quelli più innovativi al sociale. Dopo i saluti del vice sindaco, Sergio Potenza, in rappresentanza del Sindaco di Potenza, Dario De Luca, impossibilitato per motivi istituzionali ad essere partecipare all’incorno, sono seguiti gli interventi dell’assessore alla Programmazione del Comune di Potenza, Donatella Cutro, di Antonio Bernardo per l’Autorità di Gestione Fesr Basilicata, del dirigente generale del Dipartimento Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata, Giandomenico Marchese, e del funzionario dello stesso Dipartimento regionale, Giuseppina Lo Vecchio. Nel trarre le conclusioni, il Presidente della Giunta, Marcello Pittella, ha tenuto a sottolineare che: “C’è un fermento inedito e inusuale per la nostra regione: ed è straordinariamente importante. Ciò significa che siamo sulla strada giusta, che il solco tracciato è quello quanto mai opportuno. Ora dobbiamo insistere in questa direzione, anche con l’assegnazione – ha concluso Pittella – di ulteriori risorse, qualora le richieste che perverranno lo dovessero richiedere”.

Nell’evidenziare, inoltre, come il pacchetto “CreOpportunità” sia nato proprio per accrescere la competitività del tessuto imprenditoriale lucano facilitando lo sfruttamento economico di nuove idee e promuovendo la creazione di nuove aziende, anche attraverso incubatori di impresa, il presidente Pittella ha tenuto a rimarcare, come “anche in questa occasione, così come già felicemente sperimento con la grande opportunità del capodanno di Rai Uno, sia stata determinate la sinergia che si è creata tra governo regionale e governo comunale del capoluogo.. Questa – ha detto Pittella – è un’utilissima metodologia che viene sostenuta dalla buona politica. Con questi tre bandi ci sono risorse significative in favore delle attività imprenditoriali che si rivolgono anche ai liberi professionisti e al mondo delle start up. Si tratta di risorse recuperate proprio nella dimensione della stretta sinergia tra Regione Basilicata e Comune di Potenza e all’interno di un programma specifico, dedicato alla Città capoluogo come previsto dai fondi europei. Ora bisogna passare alla fase della comunicazione e della divulgazione. Certamente – ha concluso – gli attori fondamentali di questo importante processo, sono loro: i nostri giovani imprenditori”.

potenza6

Mag 152017
 

Con il provvedimento garantita la prosecuzione delle attività socialmente utili per il 2017.
Garantita anche per il 2017 la prosecuzione delle attività dei lavoratori socialmente utili impegnati negli enti pubblici (Comuni, Aree programma, ecc…). La Giunta regionale, riunitasi sotto la presidenza di Marcello Pittella, ha infatti approvato, il provvedimento in cui si stabiliscono le misure di incentivazione. La copertura finanziaria per il prosieguo delle attività è di 1 milione e 390 mila euro.

Agli enti che consentiranno la prosecuzione delle attività socialmente utili dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017 di soggetti destinatari di piani di stabilizzazione a proprio carico sarà corrisposto un contributo mensile per ciascun lavoratore uguale al 75 per cento dell’importo definito dalla circolare INPS n. 36/2017 pari ad euro 580,14. Lo stesso contributo è destinato ai Comuni che impiegheranno soggetti che, pur avendo perso lo status di lavoratori a carico del Fondo a causa dell’interruzione delle attività, sono stati successivamente recuperati in virtù della legge regionale n. 2 del 19 gennaio 2005. In questo ultimo caso, il contributo sarà riconosciuto per il periodo successivo alla scadenza della mobilità o di disoccupazione speciale.

E’ del 90 per cento, inoltre, il contributo per quei Comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti. Stessa percentuale è corrisposta ai Comuni con popolazione superiore ai 3000 abitanti che, nel periodo di riferimento del provvedimento, attestano lo stato di dissesto finanziario o che presentano una condizione di squilibrio di bilancio, certificato con l’ultimo rendiconto della gestione, superiore a un milione di euro.

Agli Enti utilizzatori dei lavoratori socialmente utili trasferiti dalle Comunità Montane è riconosciuto un contributo pari al 100% dell’importo complessivo per il pagamento dell’assegno da corrispondere agli stessi.

potenza6

Mag 052017
 

Con la presente per sottolineare la validità delle battaglie che l’A.N.P.C.I., Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia, porta avanti da anni nel denunciare le ingiustizie che si perpetrano a danno dei comuni e dei piccoli comuni in particolare.
A livello nazionale sappiamo bene come i grandi comuni come Torino, Roma, Catania, ecc… hanno grande difficoltà economica e lo stato è intervenuto più volte con finanziamenti particolari considerati straordinari.
A livello regionale più volte abbiamo assistito all’intervento della Regione particolarmente a favore del comune di Potenza ( ultimamente 30 milioni ) e di altri comuni a rischio fallimento, però quasi esclusivamente grandi. Nello stesso periodo il fondo di coesione, riservato ai comuni sotto i duemilacinquecento abitanti, è stato ridotto perché 3 milioni, della posta a disposizione, sono serviti a sostenere le spese del personale delle ex Comunità Montane. Oggi il fondo di coesione ammonta a 2 milioni di euro per 73 comuni, quindi si ha un importo medio per comune che non arriva a 30.000 euro, mentre l’importo stanziato dalla Regione, nell’ultima finanziaria, per alcuni comuni in difficoltà economiche è di circa 10 milioni. Cifre non paragonabili.
I piccoli comuni sono i più virtuosi e nella maggior parte dei casi hanno il bilancio in ordine. Con molta difficoltà garantiscono i servizi essenziali con spese per missioni, rappresentanza, carburanti, indennità, ecc.. spesso ridotte a zero, ormai da anni.
Nonostante queste situazioni si vogliono cancellare i piccoli comuni con continui tentativi che mirano all’accorpamento mediante unioni o peggio ancora con fusioni forzate (è delle ultime settimane un ennesimo disegno di legge presentato da un gruppo di parlamentari del PD, nel mentre la legge sui piccoli comuni, approvata per l’ennesima volta alla Camera, giace tra i corridoi del Senato) motivando il tutto che c’è bisogno di efficienza, efficacia ed economicità.
Come specchietto per le allodole promettono finanziamenti straordinari e priorità alle unioni e alle fusioni commettendo ancora ingiustizie nei confronti di quei comuni che, nonostante gli assurdi tagli lineari che hanno disposto tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni, riescano a gestire la cosa pubblica senza vessare i propri cittadini garantendo comunque i servizi essenziali.
E’ giusto che i comuni vengano aiutati, sia dal governo nazionale che dalle regioni, ma il tutto deve avvenire con la massima giustizia, trasparenza e con regole certe che mirassero a premiare soprattutto i comuni più virtuosi.
L’Anpci, nonostante gli attacchi trasversali e con le proprie forze, continua la battaglia affinché vengano applicati e rispettati questi principi e non si stancherà mai di difendere i piccoli comuni denunziando in ogni occasioni le ingiustizie che si commettono o che si programmano.

– ing. Antonio Filardi –
Referente regionale ANPCI

tonino filardi

Mar 022017
 

Le misure mirano a promuovere prevalentemente assunzioni a tempo indeterminato anche part-time
La Giunta regionale di Basilicata ha approvato le misure per lo svuotamento dei bacini dei lavoratori socialmente utili “autofinanziati” e a carico del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione (FSOF).

Il bacino storico dei lavoratori Lsu “autofinanziati” al primo gennaio 2017 ammonta a 225 unità, quello degli Lsu a carico del Fondo per l’occupazione e la formazione a 101 unità.

Le risorse per l’attuazione della prima misura sono pari a 776 mila euro, dotazione finanziaria che potrà essere incrementata con provvedimento della Giunta di ulteriori risorse che si dovessero rendere disponibili a valere sul bilancio regionale. Quelle per l’attuazione della seconda misura sono pari a 1,3 milioni di euro e comprendono un contributo ministeriale di 343 mila euro. La Regione Basilicata, ha incontrato l’Anci per illustrare le misure di incentivazione per la stabilizzazione dei lavoratori e si terranno incontri territoriali per sensibilizzare i Comuni interessati ad avviare percorsi per la stabilizzazione dei lavoratori Lsu. Le misure previste mirano a promuovere prevalentemente assunzioni a tempo indeterminato anche part-time, da effettuarsi nell’arco di un biennio a partire dal corrente anno. Le misure di incentivazione avranno validità biennale.

Ai soggetti che assumono con contratto a tempo indeterminato pieno o a tempo indeterminato part-time, nei limiti della capienza finanziaria disponibile, è riconosciuto un contributo una tantum di quaranta mila euro per ogni lavoratore di età inferiore a 50 anni e di trenta mila euro per ogni lavoratore di età superiore a 50 anni. Agli Lsu che si costituiscono in cooperative, in società o che intraprendono un lavoro autonomo, è riconosciuto un contributo una tantum di venti mila euro a persona. E’ inoltre concesso un ulteriore contributo una tantum pari al 70% sulle spese sostenute per l’acquisto, la costituzione, la ristrutturazione della sede dell’impresa, l’acquisto di macchinari e attrezzature nella misura massima di dieci mila euro. Ai lavoratori Lsu che volontariamente dichiarano di voler fuoriuscire dalla Platea regionale è riconosciuto un contributo a fondo perduto di trenta mila euro per i lavoratori di età inferiore a 50 anni e di venti mila euro per i lavoratori di età superiore a 50 anni. Per attivare le misure saranno predisposti specifici Avvisi che saranno pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata e sul portale internet www.regione.basilicata.it

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