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gen 012016
 

IL FIUME RACCONTA/Il popolo barbaro giunse nell’Italia meridionale caratterizzando notevolmente gli usi e i costumi delle popolazioni locali
I Longobardi nell’antica Lucania con Latinianon e Laos

Un appannaggio del nostro tempo: I telefonisti

Il Giornale di Lagonegro e l’Eco insieme per crescere

Decennale dell’Avis a Castelluccio

L’INTERVISTA/L’imprenditore Francesco Piro evidenzia il buon lavoro del sindaco Mitidieri ma mette in guardia il Pd: sull’ospedale unico andrà a sbattere
“Non sarò spettatore alle prossime elezioni comunali”

L’ESPERTO RISPONDE/L’avvocato Antonella Latronico si confronta con i lettori del giornale. Per inviare domande: studiolatronico@tiscali.it
Il difensore assegnato d’ufficio deve essere pagato dal cliente?

Straordinario successo del calcio a 5 di Episcopia

E’ Silvano Marchese il personaggio dell’anno di Lauria

25 cittadini stranieri potranno essere accolti a Lauria. E’ partito il bando

Il gospel americano del quartetto Anointed conquista Lauria

IL PUNTO/Il notissimo opinionista Pino Carlomagno, educatore e grande guru di Fb, risponde ad una serie di domande sulla politica cittadina
“Il centro urbano di Lauria è abbandonato a se stesso”

Nasce Lauriattiva, un’associazione al servizio della comunità’

L’EVENTO/La seconda edizione della rassegna ha dimostrato la validità di un progetto che negli anni può certamente calamitare l’attenzione nazionale
Si afferma a Lauria “Notestrofe” la bella intuizione di Romualdo

Con la “buona scuola” l’Italia si auto-sanziona

Un piccolo mondo, i preparativi per il matrimonio lauriota

L’EVENTO/Circa duecento anni fa, al tempo del Lentini, a Lauria vi fu una tremenda carestia. Il Beato dava ai poveri il pane tolto dal forno prima ancora che fosse cotto. Al rimprovero della sorella Antonia che gli ricordava che il pane doveva ancora cuocere egli rispondeva: “I poveri hanno fame e bisogna fare in fretta”
Aperta a Lauria la porta santa del Beato Domenico Lentini


Il Natale dei bambini della scuola di Via Caduti di Lauria , vere stelle nel firmamento celeste

Lavori autostradali, buone notizie dopo la vertenza Comune di Lauria-Anas

Servizi Pubblici Digitali, decolla il progetto Csl. Il Sindaco Mitidieri: “Maggiori risparmi e più semplificazione”

L’INIZIATIVA/Il presepe che è andato in scena nel borgo antico del Rione Cafaro di Lauria, detto quartiere “lentiniano”, è giunto così alla terza edizione
Il Presepe vivente a Lauria richiama l’anno giubilare

L’INIZIATIVA/Nasce ufficialmente il Comitato che intende promuovere la figura del grande aviatore amico di Gabriele D’Annunzio e figlio del lauriota Nicola Miraglia
Una stele onoraria in ricordo dell’aviatore Giuseppe Miraglia

Un albero di Natale sobrio ed essenziale nelle piazze di Lauria

Un messaggio nel presepe: “vinci l’indifferenza semina la pace”. L’ originale rappresentazione, allestita da professori ed alunni, è stata esposta nei locali della Scuola Media C. Gennari di Maratea. Un contributo in direzione della fratellanza tra i popoli

Aperta la Porta Santa della Basilica di San Biagio a Maratea

IL RACCONTO/Mario Iudici racconta l’evoluzione dello sport più amato. L’entusiasmo ha fatto superare ai calciatori locali ogni tipo di difficoltà
Il calcio a Lagonegro, una passione che viene da lontano

LATRONICO/Potrebbe spostarsi il baricentro del Partito Democratico con la presa di distanza di Egidio Celano dal gruppo di Fausto De Maria
Politica in fermento, la vicenda Celano agita il Capodanno

La gelateria “Nives” del Lago Sirino premiata a Salerno

L’arrivo di Babbo Natale è stato curato dalla Lega Navale e dall’associazione Fly Maratea

L’INIZIATIVA/Riproposto dall’associazione dei Ritunnari il presepe vivente nel centro storico; inaugurato anche il percorso artistico “Seguendo le stelle”
Il centro storico rotondese esaltato dalla Natività

Un successo i mercatini organizzati dalla Proloco di Rotonda

L’Associazione TerrAccogliente ha esaltato il Natale

L’INTERVISTA/Il Maestro Silvano Marchese si racconta. Dall’infanzia difficile a Rende, ai sogni sul pentagramma vissuti con intensità e creatività
Dal Guinnes al ‘voltapagina’ fino all’Inno di Lauria

L’EVENTO/Sono andati recentemente in pensione i dottori Francesco Agrippino di Tortora, Francesco Nicodemo di Praia a Mare e Pasquale Urbano di Aieta
Festa grande per tre medici dell’Alto Tirreno Cosentino

Ospedale di Praia, serve il miracolo di Natale?

L’INIZIATIVA/Per l’occasione ristampato il volume di Salvatore Pezzella “Il Rinascimento a tavola tra splendori e Sapori” con le ricette del cuoco Antonio Camuria
Lagonegro, Premio Letterario “Carlo e Antonio Tortorella”

L’INIZIATIVA /I professori Crisostomo Dodero e Rita Galietta hanno tenuto a battesimo l’Università dell’Età Libera con una mirabile lezione sul Primo Conflitto Mondiale
Ricordati i 56 soldati francavillesi morti al fronte nel ‘15- ‘18

Francavilla: violenza sulle donne, presto una strada per “non dimenticare”

La sezione dell’Avis a Francavilla in Sinni sarà presto una realtà

L’INIZIATIVA/La delegazione legata all’Accademia del peperoncino di Diamante si incontra a Trecchina per allargare la base degli iscritti e progettare il 2016
“Verde Pollino” si ispira al peperoncino per valorizzare il territorio

“La Terra di mezzo” esalta il Natale a Trecchina

“Flashdance”: School on stage. Trasferta napoletana nell’ottica di ampliare l’Offerta Formativa per gli alunni dei Licei Linguistico e Musicale di Praia a Mare

Convegno biodiversità Lagonegrese: il punto e gli ulteriori sviluppi nell’area

IL PUNTO/Maggioranza e Minoranza si confrontano alla fine di un anno difficile caratterizzato da un clima molto accesso
Nicodemo: “Facciamo pagare meno tasse”. Altieri: “Stento a vedere miglioramenti”

L’INTERVISTA/Francesca De Biase ha discusso all’Università della Basilicata una tesi su “Latronico città del benessere”. La giovane laureata non esclude un suo impegno in politica
“I russi sono una grande opportunità per Latronico”

L’INIZIATIVA/L’Unione Sportiva Castelluccio riceve la Benemerenza Sportiva per attività continuativa ultracinquantennale. Soddisfatto il dott. Egidio Sproviero
Riconoscimento sportivo nazionale per Castelluccio

A Trecchina don Guido Barbella realizza un presepe speciale

IL PUNTO/L’impegno del prof. Salvatore Falabella è stato ancora una volta coronato dal successo. L’evento ha generato grande attenzione ed ammirazione
X edizione festival degli zampognari a Lagonegro

Maratea, successo per il saggio musicale diretto dalla prof. Anna Rubino. Ottime le esecuzioni musicali dei ragazzi e successo di pubblico nei locali della scuola media C. Gennari di Maratea

L’INIZIATIVA/Quarta edizione di un evento voluto dal parroco di Agromonte di Latronico don Maurizio Giannella. “L’obiettivo è offrire una speranza alle nuove generazioni”
“Una voce per la vita” mette al centro i giovani

Memorial “Mario Chiappetta” a Maratea


L’EVENTO/Il circolo “L’Agorà” ha organizzato la nona edizione della ricostruzione storica natalizia curata in ogni dettaglio. Oltre cento i figuranti
Migliaia di persone al presepe vivente di Castelluccio Inferiore

Latronico, Celano: “Il consenso verso il governo di Fausto De Maria è in forte calo”

IL PUNTO/Affollata assemblea pubblica convocata per coordinare un impegno teso alla realizzazione della nuova struttura sanitaria territoriale
Ospedale di Lagonegro, scongiurare il contenzioso

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Ecco i sei animali più intelligenti

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La posta di Cetto

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mar 202015
 

L’IMU sui terreni agricoli è diventata legge. Alla Camera è stato approvato il testo già votato al Senato senza alcuna modifica ulteriore, per cui, per gli agricoltori parte questa ennesima patrimoniale. Perché si tratta di una patrimoniale bella e buona, maggiormente rivolta ai ceti medio e bassi, e applicata, al pari di tutte le leggi attuative in atto da 20 anni, per compensare la struttura clientelare del “sistema partito” del Paese. Cosa che Renzi & C. non intendono chiaramente smantellare perché finirebbe il loro consenso elettorale.

L’Imu sui terreni, infatti, non tiene conto dei redditi eventualmente prodotti né consente di dedurre gli investimenti necessari in agricoltura, ma punta solo alle superfici agricole di proprietà, anche di quelle con le quali il cittadino coltiva per sé un po’ di orto e di frutta, diventati ora onerosi da produrre. Lo Stato padrone e ladrone non dà tregua nella sua fame di tasse dirette e indirette.

D’ora innanzi, converrà andare a comprare ortaggi e frutta e vendersi, anzi, svendersi le proprietà, cosa che forse è anche nelle intenzioni secondarie del legislatore dell’IMU sui terreni: da qualche anno c’è un latifondo di ritorno alimentato da leggi sempre più restrittive e da un mercato sempre più in mano alla grande distribuzione, rossa o bianca che sia. A prezzi stracciati e con leggi e tassazioni che sfiancano le volontà degli agricoltori, si alimentano gli appetiti di banche, di finanziarie e di prestanomi di politici, i quali, con le grandi estensioni di terreno, pensano a loro volta di alimentare i loro patrimoni immobiliari. Per capitalizzare finanziamenti europei mica per produrre frutta e verdura, che oramai arrivano dalle estensioni agricole del Terzo Mondo, di proprietà di grandi imprese spesso italiane, avvantaggiate dai costi di manodopera bassissimi e dalla libertà di pesticidi delle zone fuori area euro.

Il paradosso italiano, tra l’altro, è duplice: le rendite catastali in agricoltura non sono state aggiornate e questo determinerà un’altra anomalia. Chi possiede un agrumeto, che oggi non rende nulla perché chi determina i mercati importa dal Sudafrica o dal Marocco e lascia deperire i nostri agrumi, pagherà una Imu elevata. Chi invece produce pesche e albicocche, che in qualche maniera hanno un loro mercato nazionale e danno ancora un po’ di reddito, pagherà un’imposta inferiore a quella dei proprietari degli agrumeti, gabbati due volte. L’esborso finale sarà, comunque, elevato per tutti e per una liquidità che attualmente nessuna azienda agricola di piccola e media dimensione possiede.

La legge è passata col voto del Pd e di Ncd, ma ha beneficiato del silenzio degli altri partiti, Forza Italia in testa, e delle categorie sindacali di settore. La tecnica è sempre la stessa: la legge viene prima fatta approvare al Parlamento, nel silenzio delle finte opposizioni e dei media, e poi, a legge approvata, si scatena il valzer delle contestazioni con una gara a chi si indigna, fintamente, di più. Le leggi vanno contestate mentre le si discutono al Senato e alla Camera, come fa il M5S, che invece, dai giornali e dalle televisioni di regime, viene fatto passare come facinoroso e folcloristico esempio di caciara. Guardandosi bene, però, dall’informare la gente dei motivi per cui il M5S contesta. In questo modo passano oramai tutte le leggi truffa nei confronti dei cittadini, con le forze politiche che a posteriori delle approvazioni, cercano di rifarsi una verginità ideologica per non perdere consensi elettorali.

È proprio il caso di dire che chi vota il Pd e Fi o altri partiti di questa marmellata ideologica e affaristica, si dà la zappa sui piedi.

Vito Petrocelli e Mirella Liuzzi Parlamentari M5S

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feb 272015
 

“Il popolo lucano ha grande dignità e fierezza, a differenza di chi lo sfrutta e pensa solo alle sue grandi risorse e ricchezze. Le parole apparse sul quotidiano ‘Il Foglio’ sono inaccettabili, soprattutto perché mostrano disprezzo verso chi invece dovrebbe ringraziare per tutto quello che subisce nell’estrazione del petrolio: inquinamento ambientale, paura per la salute e non certo ricchezza”.
È duro il commento dell’Ugl Basilicata, che condanna la definizione dei lucani visti come caproni e morti di fame. “Con quelle parole – viene sottolineato dal sindacato – sono stati offesi i lucani che subiscono da anni le estrazioni petrolifere, i pastori che grazie ai loro sacrifici portano sulle tavole di tutto il mondo il nome della Basilicata e dei suoi prodotti tipici, ma soprattutto quelle comunità che dal petrolio non hanno ricavato ricchezza, bensì solo paure e disagi, al contrario dei lauti stipendi che ricevono i grandi manager delle compagnie petrolifere. L’Ugl non solo si aspetta delle scuse immediate da chi ha pronunciato quelle parole e da Eni, ma pretende anche che il presidente della Giunta Regionale della Basilicata Marcello Pittella, faccia di tutto per ridare al popolo lucano la giusta dignità e lo ricompensi dalle offese subite. L’arroganza dei signori del petrolio non ha limiti – conclude la nota della segreteria Ugl Basilicata – e forse si dovrebbe iniziare a rivedere tutto il programma delle estrazioni, se questa è la nostra ricompensa”.

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feb 192015
 

Libera Basilicata chiede che le Istituzioni preposte diano risposte sollecite e puntuali alle richieste espresse dal segretario dei radicali lucani, Maurizio Bolognetti, in sciopero della fame dall’11 febbraio scorso.

Le questioni relative all’inquinamento dell’ambiente e allo smaltimento dei rifiuti, in particolare quelli legati alle estrazioni petrolifere, preoccupano sempre di più i cittadini lucani che, in quasi vent’anni di trivellazioni, hanno assistito ad una pressoché totale assenza di significativi monitoraggi ambientali e sulla salute e di controllo sui processi estrattivi e sul ciclo dei rifiuti ad essi collegato. Di fronte a questa ventennale latitanza, che ha allargato la distanza e minato la credibilità delle Istituzioni nei confronti dei cittadini lucani, sarebbe necessario, non solo garantire in tempo reale risposte precise e significative alle istanze che provengono dalla società civile, ma avviare processi di trasparenza che permettano di poter fruire in tempo reale di tutti gli atti amministrativi.

Nel tempo della società dell’informazione, è quanto meno increscioso dover ricorrere ad estreme forme di lotta, quali uno sciopero della fame, per ottenere semplici risposte che dovrebbero essere dovute per legge.

Libera Basilicata auspica una rapida soluzione della questione e ribadisce che rimarrà vigile e attenta riguardo a qualsiasi forma di illegalità.

La referente regionale
Anna Maria Palermo

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feb 112015
 

“A partire dalle ore 23.55 del 11 febbraio inizierò uno sciopero della fame ad oltranza per chiedere ad Arpab di rispettare il diritto non mio, ma di tutti i cittadini lucani a poter conoscere i dati sui rifiuti speciali e pericolosi prodotti dalle compagnie petrolifere operanti in Basilicata.
Chiedo ad Arpab e ai vertici della Giunta regionale di onorare la legge e il diritto alla conoscenza.
Si ripristini il corretto funzionamento del “Catasto rifiuti” e si garantisca a chiunque ne faccia richiesta la possibilità di accedere ad informazioni che non possono essere trattate come documenti top secret.
Mi auguro di riuscire a trasferire, attraverso il mio Satyagraha, la necessaria consapevolezza che occorre ripristinare il rispetto di leggi e convenzioni calpestate e vilipese”.
Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

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ott 202014
 

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito radicale.
“Esprimiamo tutto il nostro sostegno agli obiettivi dell’iniziativa nonviolenta intrapresa da Maurizio Bolognetti, Consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, in sciopero della fame da cinque giorni. La nostra associazione si batte per il diritto alla salute e, come soggetto costituente il Partito radicale, per il diritto alla verità e alla conoscenza di dati e fatti che sono di interesse generale. Come ha sottolineato Bolognetti, da troppo tempo la Basilicata non rispetta alcuni articoli del Codice dell’Ambiente e di certo non rispetta quell’art. 251 che prevede l’istituzione dell’Anagrafe dei siti da bonificare. Si tratta di una regione che è stata condannata per la violazione di direttive Comunitarie in materia di tutela ambientale ed è al tempo stesso oggetto degli appetiti delle multinazionali del petrolio. In queste condizioni di illegalità diffusa e di oggettive urgenze per difendere la qualità della vita dei cittadini lucani, chiediamo a Marcello Pittella di rispondere urgentemente a Bolognetti impegnandosi a realizzare e pubblicare in tempi certi e rapidi l’anagrafe pubblica dei siti da bonificare”.

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giu 212014
 

L’attore materano Walter Nicoletti (già Direttore di Voce Spettacolo) sarà impegnato sul set della nuova fiction targata Rai dal titolo “Pietro Mennea-La freccia del Sud” che si sta girando interamente in Puglia.

Campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980 e detentore del primato mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19″72 che resta attuale primato europeo post mortem, Pietro Mennea è conosciuto anche con il soprannome la “Freccia del Sud” ed è l’unico duecentista della storia che si sia qualificato per quattro finali olimpiche consecutive. E’ stato insignito dell’ordine olimpico e membro della Hall of Fame della FIDAL.

Le scene che interessano Walter Nicoletti sono quelle in cui egli riveste il ruolo di velocista della Nazionale di Atletica Leggera che si prepara ad affrontare le Olimpiadi, insieme al protagonista Pietro Mennea.

La miniserie RAI è stata scritta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, per la regia di Ricky Tognazzi. Nel cast figurano gli attori Michele Riondino, Luca Barbareschi, Lunetta Savino, Alice Bellagamba, Nicole Grimaudo, Gianmarco Tognazzi e Nicola Rignanese.

Altro meritato successo per il giovane attore materano, il quale continua con determinazione la sua carriera artistica nel mondo della settima arte.

Si tratta della mia prima esperienza per una produzione Rai – commenta Nicoletti – e il fatto di poter lavorare ed apprendere l’arte della recitazione dal Maestro Ricky Tognazzi rappresenta un ulteriore passo in avanti per il mio percorso artistico. Sul set si respira aria di estrema serenità. Tutti grandi professionisti. Dopo mi attende il teatro. Sono impegnato per le prove del nuovo spettacolo estivo ed inoltre auspico che le produzioni internazionali arrivino presto sul territorio lucano al fine di poter finalmente dare spazio anche ai giovani talenti della Basilicata e a tutti gli operatori del settore. E’ tempo che la Basilicata parli al mondo delle sue meraviglie e dei suoi artisti.

20

mag 132014
 

Ad occhio dovrebbero essere una ventina tra consiglieri, ex assessori e cittadini. Hanno preso un impegno solenne: si incateneranno al portone d’ingresso del Municipio di Lauria, alcuni faranno anche sciopero della fame. E’ proprio così, se il 20 maggio prossimo non partiranno alcuni rattoppi lungo la strada della Rosa, la protesta preannunciata il 12 maggio scorso nella sala del consiglio comunale potrebbe essere attuata. I negozi di ferramenta sarebbero già stati allertati…

set 062013
 

Noi che abbiamo fame e sete di giustizia, noi che abbiamo fame e sete di legalità, vogliamo una volta di più dar corpo alla nonviolenza, al dialogo nonviolento. Lo facciamo ricordando un passaggio delle Beatitudini che recita: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”. Il nostro è, per dirla con Marco Pannella, “un atto d’amore verso le Istituzioni”, affinché ascoltino la voce di chi non ha voce, le morti silenziate, la strage di legalità che inevitabilmente si traduce in strage di popoli. Satyagraha per chiedere al nostro Stato di rispettare la sua propria legalità, la legge, il Diritto, i Diritti Umani. Quei diritti umani negati e la cui negazione è scolpita in trent’anni di condanne comminateci dalla Corte di Giustizia Europea per la violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali. Siamo, sul piano tecnico-giuridico, uno Stato criminale, uno Stato canaglia. Uno Stato i cui tribunali sono luoghi dove sbiadisce, si smaterializza, scompare l’obbligo alla ragionevole durata dei processi. Siamo uno Stato canaglia, che ha trasformato le proprie carceri in luoghi di tortura per l’intera comunità penitenziaria; luoghi in cui la detenzione si traduce in trattamenti inumani e degradanti. Sono milioni le famiglie italiane che soffrono per il malfunzionamento della macchina giudiziaria, migliaia le vite spezzate da meccanismi infernali, dai tempi biblici della giustizia. Un disastro che tra l’altro si riverbera sulla nostra economia, se solo pensiamo all’enorme arretrato che grava sulla nostra giustizia civile. Chiediamo, e lo facciamo con forza, che questo sfascio venga interrotto e siamo convinti che l’unica via percorribile viva e prenda corpo in un costituzionale provvedimento di amnistia, che per le ragioni che ho sinteticamente illustrato è di “Amnistia per la Repubblica”.
Le Beatitudini certo, ma anche quel passo del Vangelo di Matteo nel quale è scritto: “Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello”. Il cammello dello Stato di diritto, il cammello della legalità costituzionale.
Diamo corpo al nostro Satyagraha e con Marco Pannella sosteniamo il digiuno proposto da Papa Francesco per la Siria. In sciopero della fame quindi contro la violenza e la violenza di Stato. In sciopero della fame, aggiungo, per chiedere che il nostro Stato interrompa la flagranza di reato in atto contro i Diritti Umani e la Costituzione.
C’è da sperare che davvero sia colmato il gap tra la potenza, la forza, l’amore che prende corpo attraverso le parole pronunciate da chi ha a cuore il Diritto alla Vita e la Vita del Diritto e il silenzio di chi troppo spesso si comporta da fariseo e sepolcro imbiancato, non onorando ruolo, doveri e funzioni.
Noi ci siamo e sabato continueremo a dar corpo anche alla nostra iniziativa referendaria per Nuovi Diritti Umani e la Giustizia Giusta. Personalmente sarò nel primo pomeriggio a Scanzano con Mario Altieri e Laura Scardillo e dalle 18.00 con Cosimo Latronico e gli amici del Pdl a Matera.
Ci siamo e continuiamo a ripetere: DIRITTO, GIUSTZIA, AMNISTIA, LIBERTA’, DEMOCRAZIA.

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani

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gen 072013
 

Come è noto proveremo nelle prossime ore a garantire la presenza di LISTE AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ. Saranno, come ha spiegato Marco Pannella, “liste di scopo, di unità democratica riformatrice, fra quanti in Italia, e non solo, lottano dando priorità assoluta all’obiettivo dell’uscita immediata, dopo decenni, del nostro paese dalla sua flagranza criminale contro i Diritti Umani e contro lo Stato di Diritto”.

Pannella, che dalla Mezzanotte di giovedì ha ripreso il suo Satyagraha, ha indirizzato una lettera aperta al Presidente Mario Monti, ai membri del Governo e ai Presidenti Fini e Casini. Una lettera nella quale il leader radicale spiega che noi altri, i promotori delle liste di scopo, “chiediamo, esigiamo – qui ed ora – alle elezioni, così come in ogni momento della nostra vita politica e in quella personale, che l’Italia, questa Italia, esca dalla assoluta flagranza criminale nella quale da decenni e decenni insiste, persevera nei confronti delle giurisdizioni europee, internazionali e – in primissimo luogo – della Costituzione italiana”.

Una lunga missiva, quella redatta da Pannella, nella quale si sottolinea che il nostro Stato  è deplorato “non solo e non tanto” per le sue terrorizzanti carceri, “quanto per il massacro dell’Amministrazione della Giustizia (che è ormai denegata giustizia)”.

Noi – ricorda Pannella al Presidente del Consiglio – ci “presentiamo” alle elezioni partitocratiche, antidemocratiche, con una “lista di scopo” che ha quale priorità assoluta quella “di interrompere la flagranza tecnicamente criminale della Repubblica italiana contro la Giurisdizione (costituzionalizzata) europea (della CEDU e non solo), fondata e sviluppata su quella dell’ONU e del suo Sistema”.

Ed è questo l’obiettivo della lista di scopo “Amnistia Giustizia Liberta”: ottenere l’uscita dalla flagranza storica criminale e criminogena del nostro Paese”. Guadagnare “la sola riforma strutturale dello Stato, della giustizia, concepita tanto quanto censurata, vietata, ignorata dal popolo e dalla democrazia italiani”: l’Amnistia, Amnistia per una Repubblica criminale.

Pannella riferendosi alla imminente tornata elettorale, se possibile ancora più antidemocratica delle precedenti, spiega che come Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. E preannuncia una richiesta di ospitalità innanzitutto rivolta alla lista Monti.

Una lettera che allego a questa mio testo e che spero possa essere oggetto di riflessione e discussione. Una lettera di politica alta e altra per un Paese davvero nuovo e possibile. Una lettera di straordinaria forza e contenuti.

 

Con Marco Pannella ripeto:

“Caro Presidente, come già in passato, nella imperante situazione antidemocratica italiana (lo siamo, già, in assoluta chiarezza per le prossime “elezioni”) noi Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. Abbiamo invece promosso una “Lista di scopo”, per tutti quelli che lo condividono. Per questa Lista chiediamo “ospitalità” alle tre coalizioni principali – per non dire consociate per concorrere (e insieme spartirsi) al bottino istituzionale – che potrebbe anche – in teoria, almeno! – fare rientrare in legalità e democrazia il nostro Paese”.

 

E sempre con Pannella ricordo che “ufficialmente la Conferenza Episcopale Italiana si è pronunciata per lo scopo dell’amnistia. Le liste “Amnistia Giustizia Libertà” includono, come candidati o espliciti sostegni, molti esponenti cattolici e anche noti e significativi candidati ecclesiastici. Fra essi ci onoriamo di menzionarle il Segretario generale della CEI, vescovo Mariano Crociata, il suo portavoce ufficiale e l’arcivescovo Agostino Superbo, già vicepresidente della CEI per cinque anni, ora Presidente della Conferenza Episcopale della Basilicata”.

 

Amnistia Giustizia Libertà

Amnistia Giustizia e Libertà

 

Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani(in sciopero della fame con Rita Bernardini a sostegno del Satyagraha di Marco Pannella)

Ecco il testo della lettera di marco Pannella.

Al Presidente del Consiglio Mario Monti

           

e, ai membri del Governo:

Ministro degli Affari Esteri

Giuliomaria Terzi di Sant’Agata

Ministro dell’Interno

Anna Maria Cancellieri

Giustizia della Giustizia

Paola Severino Di Benedetto

Ministro della Difesa

Giampaolo Di Paola

Ministro dell’Economia e Finanze

Vittorio Grilli

Ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti

Corrado Passera

Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Mario Catania

Ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare

Corrado Clini

Ministro del Lavoro e Politiche sociali con delega alle Pari opportunità 

Elsa Fornero

Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Francesco Profumo

Ministro per i Beni e Attività Culturali

Lorenzo Ornaghi

Ministro della Salute

Renato Balduzzi

Ministro per gli Affari europei

Enzo Moavero Milanesi

Ministro per gli Affari regionali, turismo e sport 

Piero Gnudi

Ministro per la coesione territoriale

Fabrizio Barca

Ministro per i Rapporti con il Parlamento

Piero Giarda

Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione 

Andrea Riccardi

Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione

Filippo Patroni Griffi

 

e p. c.

al Presidente della Camera Gianfranco Fini

al Presidente PierFerdinando Casini

URGENTE

                                                              Via fax e e-mail

 

Caro Presidente,

ti avevo di già comunicato l’ipotesi – che come ti preciserò accoglievo con interesse positivo – di un mio, nostro scegliere la tua coalizione – e la scelta conseguente – per le imminenti elezioni.

Mi avevi risposto che avresti riflettuto e fatto sapere la tua risposta – l’ho avuta quando hai annunciato “urbi et orbi” quali fossero i tuoi alleati, i tuoi coalizzati.

Temo che tu non sia stato aiutato a valutare pienamente le nostre, mie storie – non solo italiane – e il conseguente valore di quella ipotesi.

 

Tu hai qualificato con un binomio – Europa e laicismo – la tua agenda. Dovresti almeno riflettere sugli “agenti” delle “agende”.

 

Sul nostro federalismo militante (al quale Altiero Spinelli – poco prima di lasciarci – pubblicamente e solennemente dichiarò che senza il nostro apporto, che tu ben conosci, in particolare quello di Emma Bonino, sogno e opera comuni rischiavano di esser tragicamente perdenti, persi) non puoi – credo – avere dubbi.

 

Noi li abbiamo avuti – invece – quando di recente tu pubblicamente dichiarasti che “Stati Uniti d’Europa non ci saranno mai e nessuno ne avrebbe sentito la necessità”. Siamo certi che in quella occasione la tua affermazione non esprimeva la sostanza delle tue convinzioni, ma – tranne noi – nessuno te ne chiese conto, per chiarire l’equivoco. Anzi, gli spinelliani (?!) del Parlamento europeo, Verhofstadt e Cohn-Bendit, ti applaudirono salutandoti come «un vero federalista al Consiglio europeo»!

 

Ancora: noi chiediamo, esigiamo – qui ed ora – alle elezioni, così come in ogni momento della nostra vita politica e in quella personale, che l’Italia, questa Italia, esca dalla assoluta flagranza criminale nella quale da decenni e decenni insiste, persevera nei confronti delle giurisdizioni europee, internazionali e – in primissimo luogo – della Costituzione italiana.

 

Non solamente, bada bene, caro Presidente, per i veri e propri aggregati consistenti, terrorizzanti, di shoah italiana, che ormai riguardano centinaia di migliaia di famiglie, di lavoratori, di volontari, di detenuti e detenute (di oltre 31 nazionalità).

 

No, caro Presidente, siamo deplorati – incessantemente e a ritmo sempre più incalzante – non solo e non tanto per queste terrorizzanti carceri, quanto per il massacro (senza precedenti, fascisti, nazisti, comunisti) dell’Amministrazione della Giustizia (che è ormaidenegata giustizia) contro lo Stato di Diritto e i Diritti Umani (ripeto: i Diritti Umani) dei residenti nel nostro territorio – infamandolo nella sua Storia! – con i suoi 10 milioni di procedimenti, penali e… “civili”.

 

A questo proposito spiega ai tuoi che a questa cifra vanno aggiunti ben più di 2 milioni di prescrizioni che negli ultimi 3 lustri sono state qui decretate.

 

Caro Presidente,

nelle tue Agende, su tutto questo non v’è traccia, Consapevolezza, solo buona coscienza a buon mercato, con una responsabilità profondamente, follemente, criminalmente… anti-europea, anti-italiana, anti-civiltà umana (consentimi – te ne prego – la letteralità meditata e pertinente di queste qualifiche).

Presidente, te ne scongiuro, personalmente e per i tuoi cari, per le tue convinzioni spirituali, religiose, civili… Civiche!!!

 

Avevamo immediatamente salutato il tuo avvento, la tua nomina, come un “felice incidente” occorso, imposto dalle “cose”, al Regime partitocratico, antidemocratico, tecnicamente criminale rispetto alla propria Costituzione e alle proprie Leggi italiane, distruttivo – dopo il fallimento ideologico “antifascismo”, egemonizzato dai comunisti e dintorni, perfino della realtà ambientale, idrogeologica del territorio italiano

Abbiamo compreso e sottolineato come, per giudicare, valutare la vostra opera, occorreva, anche semplicemente per onestà intellettuale, valutare la catastrofica continuità, eredità della partitocrazia “antifascista” con quella fascista, quella del ventennio, con la sua infame ideologia e le conseguenti infamie giuridiche e giurisdizionali, il rispetto della sua propria legalità fu assicurata, per eccesso, come naturale per uno Stato gentilianamente“etico” e non più crocianamente “liberale”, laico, civile.

 

Ma nel sessantennio di questa partitocrazia “antifascista”, una rapida metamorfosi del male gli ha permesso di distruggere lo stesso Diritto, sicché ben poche sono le leggi e norme (fra decine di migliaia) formalmente “vigenti” ma sostanzialmente violate, abolite, negate, bestemmiate. Così come lo sono i tanti magistrati onesti, capaci e lavoratori, anche se tutti – perché “statali” – super pagati e super costosi, più dei malfamati “politici” partitocratici, “antifascisti”!

 

Abbiamo anche tenuto conto, pubblicamente, sottolineandolo, non solamente del disastro – che bene o male – hai, avete scongiurato, e dell’immediato assedio del Parlamento dei “nominati”, spesso molto migliori della loro fama, anche se governati dai… loro nominatori di Regime.

 

Ancor più: abbiamo (da Radio Radicale, da dove sennò?) denunciato l’attentato gravissimo alla Costituzione di un dominus partitocratico, per l’opera del quale la vostra libertà e responsabilità costituzionale, così come il decoro del Parlamento che lo stesso, per 7 anni!!!, ha ferito, vilipeso, negandogli platealmente, in ogni modo, la funzione di suo massimo e unico interlocutore costituzionale, trattando in suo luogo con i “suoi” partiti, e rivolgendosi “direttamente” al “popolo”, come un paleo-dittatore qualsiasi di ieri, e – ora! – di oggi.

 

Quando non gli sei più servito, tu per primo hai potuto constatare il frettoloso “ben servito” che ti ha dedicato!!!

 

Dunque, dicevo, “Europa e laicismo”. Veniamo al “laicismo”. Dai tempi lontani dei movimenti universitari noi abbiamo – senza eccezioni, in un sessantennio! – perseguito “l’unione laica delle forze” contro la miseria della “unione delle forze laiche” da allora. Così, già da allora!, lottammo uniti con le forze genuinamente e ufficialmente “cattoliche”, europee in sintonia con quella “sinistra liberale” (quella del PLI) che si assunse la drammatica responsabilità di far cadere il – pur per tanti versi “nostro” – Presidente Ferruccio Parri, per sostituirlo con Alcide De Gasperi (per il quale, finché venne liquidato dai suoi, fu dogma politico l’alleanza con “i laici-liberali” PLI, PRI, PSDI, e l’AILC di Silone, Orwell, Hannah Arendt, Nicola Chiaromonte, libera di “Tempo presente”, il federalismo di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, la scelta NATO (la NATO di Ike Eisenhower e Ridgway) dei Salvemini e dei Don Sturzo.

 

Veniamo, caro Presidente, alla conclusione di questo sfogo Radicale, di questo tentativo di farti riconoscere o semplicemente conoscere, il contesto nel quale inserisci il tuo testo. Sei l’Agente della tua… “agenda”, probabilmente inconsapevole e/o malamente consigliato, per punti di vista “italiani” e non per visione… di religiosità laica, liberal-democratica, euro-mediterranea e di quella anglosassone, liberal-cristiano-fabiana o cattolico-liberale, latino-austriaca, renana e danubiana e degli Islam magrebini, o persiani e omaniani, indonesiani, liberal-democratici, del mondo.

 

Diciamo, anche, da Kant al grande, naturale federalismo cristiano-illuministico dei De Gasperi, degli Schuman, degli Adenauer, degli Otto d’Asburgo – non censuriamolo! – dei sovrani baltici, quelli del Benelux…

 

Conclusione italiana:

Noi ci “presentiamo” alle elezioni partitocratiche, antidemocratiche, con una “lista di scopo”. Priorità – per noi – assoluta, Presidente Monti: quella di interrompere la flagranza tecnicamente criminale della Repubblica italiana contro la Giurisdizione (costituzionalizzata) europea (della CEDU e non solo), fondata e sviluppata su quella dell’ONU e del suo Sistema.

 

Anche chi sarà nominato dalla partitocrazia a nuovo nostro supremo magistrato condividerà con te la tremenda responsabilità nostra, italiana ed europea.

 

Comunque noi chiediamo:

l’uscita dalla flagranza storica criminale e criminogena del nostro Paese. Tutto qua! La sola riforma strutturaledello Stato, della giustizia, concepita tanto quanto censurata, vietata, ignorata dal popolo e dalla democrazia italiani, è manifestamente, materialmente, quella dell’Amnistia. Riducendo in tal modo a 2 milioni i 5 milioni di procedimenti penali, la “non ragionevole durata” dei processi italiani.

(È questa l’imputazione principale, costante, della CEDU, del Consiglio d’Europa: “offesa contro lo Stato di Diritto e i Diritti Umani” del Popolo (sovrano! :-))) italiano, e di quegli altri che risiedono sul “suo” territorio).

 

Caro Presidente,

come già in passato, nella imperante situazione antidemocratica italiana (lo siamo, già, in assoluta chiarezza per le prossime “elezioni”) noi Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. Abbiamo invece promosso una “Lista di scopo”, per tutti quelli che lo condividono. Per questa Lista chiediamo “ospitalità” alle tre coalizioni principali – per non dire consociate per concorrere (e insieme spartirsi) al bottino istituzionale – che potrebbe anche – in teoria, almeno! – fare rientrare in legalità e democrazia il nostro Paese.

 

Se nessuno di voi accettasse di ospitare questo nostro modo di essere “per l’Europa e il laicismo” noi continueremo ad adire a ciascuna e tutte le giurisdizioni sovranazionali, documentando la flagrante violazione dell’Italia dell’art. 7 del Trattato sull’Unione europea in combinato disposto con l’art. 2, con le conseguenze previste di sospensione dei diritti propri degli Stati membri. E continueremo a proporre e disporre di radicamenti popolari, rivoluzionariamente nonviolenti.

 

Ma chi rappresentiamo, chi siamo, in sintesi, signor Presidente?!

 

S’informi – ed è forse opportuno che lei lo faccia anche con altri dai suoi “abituali” consiglieri – sulla richiesta,sullo scopo dell’Amnistia. Siamo unità di Credenti in altro – insomma – che nel “potere”, quello delle ragion di Stato, di e dei “Cesare” d’oggi.

 

Si informi, malgrado antiche costanti, e in particolare di reiterate, recentissime disposizioni dell’Autorità Garante delle Comunicazioni: che ci è stato e resta impedito di informare in qualsiasi modo i cittadini italianofoni delle ragioni, dello scopo “Amnistia Giustizia Libertà”, scopo che dal Natale 2005 è stato quello proprio di massime autorità apicali, ancora a Pasqua 2006, a luglio 2011 al Senato e per ultimo il 25 aprile scorso.

 

Signor Presidente,

ritengo non superfluo, forse necessario, aggiungerle in proposito – se non ne fosse già stato informato – che ufficialmente la Conferenza Episcopale Italiana si è pronunciata per lo scopo dell’amnistia. Le liste “Amnistia Giustizia Libertà” includono, come candidati o espliciti sostegni, molti esponenti cattolici e anche noti e significativi candidati ecclesiastici. Fra essi ci onoriamo di menzionarle il Segretario generale della CEI, vescovo Mariano Crociata, il suo portavoce ufficiale e l’arcivescovo Agostino Superbo, già vicepresidente della CEI per cinque anni, ora Presidente della Conferenza Episcopale della Basilicata.

 

Inoltre il Senato della Repubblica si è autoconvocato nel settembre 2011 – per la seconda o terza volta dalla sua costituzione – su questo stesso scopo, mentre alla Camera dei Deputati fu superato il numero richiesto dalla Costituzione, con lo stesso scopo. Ma non fu presentato, poiché la Camera avrebbe dovuto riunirsi, per Costituzione, subito dopo il Senato, ma il Presidente Fini ritenne che la auto-convocazione del Senato presentasse anomalie, e la Camera – per questo motivo – pur autoconvocata – non fu riunita.

Inoltre massimi esponenti del volontariato penitenziario cattolico, numerosi cappellani penitenziari… per tacere del Direttore del settimanale “Tempi”, Luigi Amicone.

 

La informo inoltre che oltre 130 cattedratici costituzionalisti e proceduralisti penali avevano ormai da un semestre sottoscritto un pubblico appello al Presidente della Repubblica, stilato dal Professor Puggiotto, perché facesse messaggi alle Camere sugli scopi summenzionati. Ma il Parlamento – unico suo interlocutore costituzionale – è stato consapevolmente, ostinatamente ignorato. Ma lei, caro Presidente, ha inferto finalmente una pedagogica umiliazione a tutto il vertice del pre-potere “democratico”, al quale pure rivolgeremmo anche la nostra richiesta di democratica ospitalità (com’anche eventualmente al centro-destra), nel caso di un suo rifiuto.

 

Per ora, comunque, l’ipotesi di una unità, di un’associazione di Regime, per poter persistere nella flagranza criminale contro la CEDU e l’Unione europea, contro Stato di Diritto, contro Diritti Umani di tutti i cittadini italiani, e dei comunque residenti in Italia, non può essere purtroppo di certo esclusa.

Io spero che lei voglia – e, ora!, finalmente possa – offrire l’ospitalità riparatoria, democratica che le chiediamo, e così anche potendo noi sostenerla, e farla sostenere.

 

 

Signor Presidente,

le chiedo di perdonarmi l’invio di queste lunghe pagine, scritte nottetempo mentre sto per passare dalla fame alla sete. Non sono certo né il Zola del caso Dreyfus, né il Bernanos de “I Grandi Cimiteri sotto la luna”, né Léon Bloy di “Le Salut par les Juifs”, né Hannah Arendt, della banalità e della metamorfosi del male, non l’Ignazio Silone di “Fontamara”, e men che mai, purtroppo, un altro abruzzese, Benedetto Croce, che invitava nel 1947 l’Internazionale Liberale, riunita a Cambridge nell’immediato dopoguerra, ad aprire i suoi lavori intonando il “Veni Creator Spiritus”…

Tento doverosamente, da nonviolento, non di “mostrare i muscoli” ma di trasmettere l’energia (o “spirito”?) perché lei abbia meglio la forza necessaria – pur nel Regime che ci opprime e incinichisce tutti – di afferrare – come potere, come potente – la sua propria legalità, la sua propria storia, che ben conosciamo, noi Radicalmente Credenti in altro, che non sia la violenza attuale di Cesare, e delle sue nuove catacombe, ma scegliendo consapevolmente la forza dei “Pietro”, inermi e pur con-vincenti, da lui crocifisso – poco più in là della sua storica sede – testa all’ingiù.

Auguri, interessati, necessari. «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,perché saranno saziati». Ci crediamo, ne siamo Credenti, con il sensus civium dei popoli italiani, sensus fidelium dei loro “fedeli”.

Auguri!

 

Marco Pannella

 

P. S.:

1) Abbiamo tutti molto apprezzato le tue “liturgiche” evocazioni di donne e bambini. Quanto alla prima, vorrei segnalarti che da molti sondaggi – clandestinizzati! – Emma risulta la prima persona, non solamente prima donna, nella stima e negli auspici degli italiani. Per quanto riguarda i bambini, a parte evocazioni degli slogan del ventennio italiano e… “sovietici” di creare in tal modo giovani fascisti e giovani rivoluzionasti comunisti, ti segnalo una “mozione”, un documento del Partito Radicale stilato da Aldo Loris Rossi, nel quale si sottolinea che nel mondo attuale vi sono stati tre recentissimi decenni nei quali la specie umana è aumentata di un miliardo di persone, tante quanto a detta specie erano occorsi più di mille anni per raggiungere il suo primo miliardo di componenti.

2)  Ancora una osservazione sulla tua annunciata proposta di ridurre il numero dei parlamentari. Forse non hai tanto abbastanza presente il fatto che, in tal modo, si colpisce la base storica stessa delle democrazie anglosassoni che esigono un rapporto territoriale e popolare limitato e preciso fra territori ed elettori ed eletti. Hai fatto il conto dei parlamentari del Regno Unito fra eletti a Westminster e membri eletti ed ereditari della Camera dei Lords (come le riforme proposte dal nostro carissimo e liberale Lord David Steel)?

3) Ti accludo le frasi conclusive del grande intervento di Benedetto Croce nel dibattito sulla nuova carta costituzionale della Repubblica italiana. Viva, se consenti, Don Benedetto della laica religione della libertà, liberale necessario al futuro umano e non solo italianofono.

 

“La partitomania, che ingenuamente si esprime nella formula che fu già del fascismo ed è ora la tromba (ahi quanto diversa!) che il tassesco Rinaldo «udia dall’Oriente», nella formula verbalmente assurda del «partito unico», vorrebbe invertire questa scala di valori e porre lo strumento di sopra allo spirito umano che deve adoprarlo e collocare ciò che è ultimo al posto di ciò che è primo. Contro cotesta distorsione della vera gerarchia bisogna stare in guardia e ad essa opporsi in modo assoluto e radicale. Ciascuno di noi si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non prepararsi, col suo voto poco meditato, un pungente e vergognoso rimorso. Io vorrei chiudere questo mio discorso, con licenza degli amici democristiani dei quali non intendo usurpare le parti, raccogliendo tutti quanti qui siamo a intonare le parole dell’inno sublime:

 

«Veni, creator spiritus,

Mentes tuorum visita;

Accende lumen sensibus;

Infunde amorem cordibus!».

 

Soprattutto a questi: ai cuori. (Vivissimi applausi — Moltissime congratulazioni).

Assemblea Costituente, 11 marzo 1947

 

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