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lug 132015
 

Basta con le sfilate di cravatte al sole il giorno 15 luglio a Policoro. Ci sono grosse responsabilità del presidente del Governo Renzi e della Regione Basilicata, di Pittella e dei suoi predecessori in tutta questa storia delle estrazioni petrolifere e di colonizzazione delle società petrolifere prima in terra lucana e ora in tutto il golfo di Taranto. Il compito degli uomini e delle donne che ricoprono ruoli istituzionali non è quello di fare sfilate, ma atti concreti se vogliono veramente salvare il mare e gli ultimi pezzi di territorio rimasti. Perchè sono anni che noi siamo stati costretti a combattere oltre che contro i petrolieri e il governo, anche contro quei politici che sfileranno mercoledì per spronarli a non emanare leggi che ci stavano condannando e a compiere azioni di contrasto contro le intenzioni trivellatrici in terra come in mare. Sono anni che le associazioni ambientaliste manifestano lungo la costa jonica a questo scopo, troppo spesso ignorati e osteggiati da quegli stessi personaggi. Non è sfuggito ai più attenti che la questione reclamizzata per la manifestazione del 15 luglio è solo quella delle trivelle in mare e che l’intenzione politica di taluni personaggi è solo propagandistica. Nel primo caso è una mistificazione dire che si tratta di due problemi distinti e separati, quasi a voler far credere che siano due emergenze diverse e non il risultato di un’unica Strategia Energetica Nazionale, di un’unica missione Sblocca Trivelle, di un’unica idea regionale di appoggio alle soluzioni dei petrolieri, di un’unica rete di potere politico che ha costretto e costringe ancora sindaci senza spina dorsale a non avere il coraggio di dire un NO reale e a non opporsi veramente alla crivellazione del nostro territorio. Nel secondo caso è obbrobriosa la loro spudoratezza e la loro predisposizione all’inganno della povera gente di Basilicata: siamo arrivati al punto che i rappresentanti delle istituzioni nelle stanze del potere legiferano in un modo e poi addirittura organizzano manifestazioni contro le loro stesse decisioni, solo per abbindolare gli elettori. Il problema delle trivellazioni in terra e in mare non è disgiunto e noi non possiamo più permetterci il lusso di dare fiducia a occhi chiusi questa gente: una recente istanza di ricerca di idrocarbui, la d 74 alla foce del Crati in Calabria, tenta infatti anche di superare questa contrapposizione trivellando i fondali, ma piazzando la piattaforma sulla terra ferma, esponendo così insieme il mare e la terra ad un impatto, un inquinamento e a dei rischi ancora maggiori. Peccato che queste cose, Leone, Pittella e gli altri non le stiano spiegando ai cittadini. E allora se la politica, quella che ha sempre governato in Basilicata, non le spiega, è bene dare diritto di intervento il 15 Luglio, ai cittadini. Perchè da che mondo è mondo e da che democrazia è democrazia sono i cittadini a dover manifestare e chiedere conto agli amministratori locali e regionali, non politicanti che vorrebbero cantarla e suonarsela da soli, legiferando e manifestano contro le leggi che loro stessi hanno votato e voluto, contro le emergenze che loro stessi hanno creato. Il loro dovere è un altro e allora inizino a fare il loro dovere che di spettacoli ne abbiamo già abbastanza in giro. Affinchè non risulti troppo evidente che taluni politici stanno facendo di tutto per chiudere la bocca alla protesta civile per poterla gestire in tranquillità e a favore di chissà quali scopi, i cittadini il 15 Luglio la parola deve essere data ai cittadini che devono avere la possibilità di guardare negli occhi i loro rappresentanti istituzionali. Questi devo rispondere e legiferare non comiziare!
RETE ASSOCIAZIONI SIBARITIDE E POLLINO PER L’AUTOTUTELA MEDITERRANEO NO TRIV NOTRIV MONTESCAGLIOSO LIBERIAMO LA BASILICATA NOTRIV MAGNA GRECIA NOTRIV POTENZA KARAKTERIA FORUM PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLA LEGALITA’ STEFANO GIOIA INDIGNATI LUCANI MO’ BASTA ARCA LUCANA PER LA LEGALITA’ NOTRIV CALABRIA NOTRIV JONIO NO TRIV SAN FELE/ISDE POTENZA NOTRIV NAZIONALE SEZIONE BASILICATA ARCHEOART COMITATO PER SENISE RIFIUTO

Policoro

mar 092015
 

Ormai non si contano più le “anomalie” del centro oli di Viggiano. L’ultima, stando a notizie di stampa, sarebbe avvenuta sabato attorno alle 17. Nella foto che sta facendo il giro della rete si
nota chiaramente un’intensa colonna di fumo nero proveniente dall’area del centro_nessuna
conferma da parte dell’amministrazione di Viggiano, da Eni e dalla regione, nonostante vi sia
stato un incontro che ha visto la partecipazione di ARPAB.
Solo una settimana fa, l’assessore Berlinguer (detto Aldino), rispondendo ad una interrogazione
di Gianni Leggieri relativa alla fiammata dello scorso 18 Gennaio, esaltava quanto fatto dai
vertici regionali in materia di fiammate. L’avvocato (di Eni?) Berlinguer, ci teneva a
tranquilizzare ancora una volta i Lucani: dopo anni di estrazioni selvagge l’Eni finalmente ha
avviato un piano di ammodernamento dell’impianto di approvvigionamento energetico. Si tratta
di alcuni interventi fatti in collaborazione con Enel che, oltre ad aumentare i megawatt a
disposizione del Centro Oli, predisponevano l’impianto all’attivazione della quinta linea utile
raggiungere l’obiettivo dei 104mila barili al giorno (forse questo il vero scopo dello stop
temporaneo_del_centro?).
Come verrà giustificata questa “anomalia” dal nostro Aldino da Siena? Forse dirà che il tutto è dovuto alla ripresa attività dell’impianto? Magari chiamerà in causa le avverse condizioni metereologiche che hanno interessato parte del territorio lucano.
I fatti parlano chiaro: o questi interventi di implementazione energetica non sono mai avvenuti
oppure l’infrastruttura per il trasporto dell’energia lucana non _ all’altezza per la gestione del
carico di lavoro del centro oli. Lo stesso Vito Santarsiero ha evidenziato stizzito le carenze della
rete elettrica lucana, stigmatizzando i prolungati blackout dei giorni scorsi dovuti ad una
normalissima nevicata, disagi che hanno riportato migliaia di cittadini indietro nel tempo, senza
luce e riscaldamento, abbandonati e senza alcuna assistenza.
L’esperimento petrolifero lucano continua in barba a tutto e tutti ed sempre più evidente la volontà di voler fare della Basilicata un deserto, l’ambiente ideale per questo tipo di attività. Assessore Berlinguer, Presidente Pittella, dimostrateci il contrario: è giunta l’ora di affrontare
duramente questa continua mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini di questa regione, già troppo vessati nel corso degli anni.
Presadiretta ha acceso un grande faro sulla Basilicata petrolifera, provocandovi non pochi mal di
pancia, ma il vero mal di pancia è quello dei cittadini lucani stufi di vedere offesa la loro dignità.
Tanto per riprendere le parole di Berlinguer, il M5S ha tenuto, tiene e terrà sempre la barra ferma in materia di estrazioni petrolifere, a differenza di tutti quei politici lucani che da oltre 40 anni non hanno fatto che alzare quella barra, facendo da zerbini a tutti coloro che questa terra l’hanno avvelenata.
C’è gente impaurita, non vogliamo che si verifichino episodi simili a quello avvenuto in provincia
di Teramo dove, nei giorni scorsi,è avvenuta l’esplosione di un gasdotto.
Vi riproponiamo la domanda a cui non avete risposto in consiglio: avrà qualche minimo di
concretezza quanto_minacciato con la diffida che avete inoltrato a ENI?
Si abbia il coraggio di prendere decisioni drastiche altrimenti le forme di protesta si faranno sempre più clamorose ed eclatanti.

GIANNI PERRINO
GIANNILEGGIERI
GRUPPO CONSILIARE M5S BASILICATA

fumata_viggiano_foto_Gresia
Foto: Gresia

feb 272015
 

“Il popolo lucano ha grande dignità e fierezza, a differenza di chi lo sfrutta e pensa solo alle sue grandi risorse e ricchezze. Le parole apparse sul quotidiano ‘Il Foglio’ sono inaccettabili, soprattutto perché mostrano disprezzo verso chi invece dovrebbe ringraziare per tutto quello che subisce nell’estrazione del petrolio: inquinamento ambientale, paura per la salute e non certo ricchezza”.
È duro il commento dell’Ugl Basilicata, che condanna la definizione dei lucani visti come caproni e morti di fame. “Con quelle parole – viene sottolineato dal sindacato – sono stati offesi i lucani che subiscono da anni le estrazioni petrolifere, i pastori che grazie ai loro sacrifici portano sulle tavole di tutto il mondo il nome della Basilicata e dei suoi prodotti tipici, ma soprattutto quelle comunità che dal petrolio non hanno ricavato ricchezza, bensì solo paure e disagi, al contrario dei lauti stipendi che ricevono i grandi manager delle compagnie petrolifere. L’Ugl non solo si aspetta delle scuse immediate da chi ha pronunciato quelle parole e da Eni, ma pretende anche che il presidente della Giunta Regionale della Basilicata Marcello Pittella, faccia di tutto per ridare al popolo lucano la giusta dignità e lo ricompensi dalle offese subite. L’arroganza dei signori del petrolio non ha limiti – conclude la nota della segreteria Ugl Basilicata – e forse si dovrebbe iniziare a rivedere tutto il programma delle estrazioni, se questa è la nostra ricompensa”.

ugl

feb 192015
 

Libera Basilicata chiede che le Istituzioni preposte diano risposte sollecite e puntuali alle richieste espresse dal segretario dei radicali lucani, Maurizio Bolognetti, in sciopero della fame dall’11 febbraio scorso.

Le questioni relative all’inquinamento dell’ambiente e allo smaltimento dei rifiuti, in particolare quelli legati alle estrazioni petrolifere, preoccupano sempre di più i cittadini lucani che, in quasi vent’anni di trivellazioni, hanno assistito ad una pressoché totale assenza di significativi monitoraggi ambientali e sulla salute e di controllo sui processi estrattivi e sul ciclo dei rifiuti ad essi collegato. Di fronte a questa ventennale latitanza, che ha allargato la distanza e minato la credibilità delle Istituzioni nei confronti dei cittadini lucani, sarebbe necessario, non solo garantire in tempo reale risposte precise e significative alle istanze che provengono dalla società civile, ma avviare processi di trasparenza che permettano di poter fruire in tempo reale di tutti gli atti amministrativi.

Nel tempo della società dell’informazione, è quanto meno increscioso dover ricorrere ad estreme forme di lotta, quali uno sciopero della fame, per ottenere semplici risposte che dovrebbero essere dovute per legge.

Libera Basilicata auspica una rapida soluzione della questione e ribadisce che rimarrà vigile e attenta riguardo a qualsiasi forma di illegalità.

La referente regionale
Anna Maria Palermo

Logo-LIBERA

gen 232015
 

Ecco quanto ha dichiarato il sindaco di Pisticci in merito alla trasmisssione “Alle falde del Kilimamgiaro”. “Il Presidente della Giunta regionale, in maniera inusuale, scrive alla trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro” chiamandomi personalmente in causa in modo, a dir poco altrettanto inusuale, per esternare una serie di doglianze in quanto, a suo dire, la trasmissione avrebbe dato un’immagine distorta della realtà lucana anche “… sulla scorta di valutazioni espresse da un sindaco notoriamente attestato su posizioni politiche diverse da quelle del governo lucano … “ (Sic!).
Presidente, non sono ostile al governo della regione e tanto meno a Lei e sono la stessa persona che ha ripetutamente incontrata in occasione delle elezioni primarie del centro sinistra lucano che l’hanno designata candidato alla presidenza della regione. Sa bene che io insieme alla mia amministrazione, sono stato un suo sostenitore, sostegno confermato in occasione della competizione elettorale, come dimostrano articoli di stampa dell’epoca e che ha sicuramente contribuito alla Sua elezione a Presidente della Regione Basilicata che, se permette, è anche la mia regione.
Appare inusuale anche l’attacco alla giornalista della citata trasmissione che non ha fatto altro che ribadire concetti già noti: che si continua ad inquinare un’area classificata come SIN per la cui bonifica sono stati stanziati circa 20 milioni di euro; che mai sono stati effettuati dei controlli radiometrici, almeno fino a quando noi ne abbiamo fatto specifica richiesta, eppure all’ARPAB era stato comunicato dalla Prefettura di Potenza l’utilizzo di alcune sostanze radioattive nei processi estrattivi come dimostra la nota della Prefettura di Potenza del giorno 11 febbraio 2014; che la Basilicata, pur essendo un territorio ricchissimo di bellezze e risorse è al penultimo posto per reddito procapite (come certifica l’ISTAT).
Questo ho cercato di dire anche se molte delle dichiarazioni sono state tagliate.
Presidente noi siamo convinti che la Basilicata abbia grandi potenzialità e le nostre sono proposte e suggerimenti tesi a migliorare le condizioni del popolo lucano. Personalmente mi sento offeso, come lucano, non da chi solleva o sottolinea delle criticità note e pone dei quesiti, ma da chi in una trasmissione televisiva vuol far passare l’idea fittizia di una Basilicata paragonabile alla Svizzera riducendo i problemi delle aziende agricole che intersecano con la filiera delle estrazioni a “problemucci di un imprenditore” o l’incidenza delle malattie tumorali a dissertazioni su date e numeri scambiando lucciole per lanterne. Questo, ha fatto tale Velardi, mandato da chissà chi e in assenza di qualsiasi forma di contraddittorio. Ecco presidente, in quella occasione mi sono sentito offeso perché i lucani sono stati trattati come un popolo colonizzato che deve essere riconoscente ai benefattori che danno la possibilità di costruire un bel campo sportivo o una piscina, le compagnie petrolifere insomma quasi un esercito di filantropi: ma dove? Quanti sono i comuni che hanno diritto a un ristoro? E perché mai l’antimafia avanza ipotesi di traffico illecito dei reflui del COVA di Viggiano? Perché molti nostri giovani vanno altrove alla ricerca di lavoro? Sono ostile a questa concezione? Si! Con tutta la mia forza.
La giornalista Stefania Battistini, alla quale esprimo la mia solidarietà, nello stesso servizio ha messo in risalto le tante bellezze della Basilicata ed ha evidenziato cose che, per altro, da tempo dicono molti lucani e non solo: Matera diventa Capitale Europea della cultura grazie alla bellezza dei Sassi, un tempo vergogna nazionale e adesso patrimonio dell’UNESCO; ritengo che la giornalista abbia voluto sottolineare la capacità di noi lucani di trasformare in positività quello che un tempo erano solo negatività. Dire poi, nello stesso servizio, che Matera non è servita dalla ferrovia e che la condizione viaria non eccelle, non è eresia. Dove lo scandalo, quindi, nel denunciare la cosa? O, invece, nell’inerzia di chi pur investendo ingenti somme di denaro pubblico non porta a termine le opere avviate?
Presidente io come tutti i lucani sono orgoglioso delle meraviglie della nostra regione e della designazione di Matera capitale europea nel 2019, ma farei notevole fatica a dire che i tanti turisti che verranno troveranno l’Eldorado. Quei turisti che arriveranno, probabilmente all’aeroporto di Pontecagnano (Campania) e non a quello di Pisticci (Basilicata), giungeranno nella città dei Sassi attraversando la Basentana, arteria realizzata dal Governo Colombo circa 40 anni fa, la cui manutenzione è state sempre deficitaria tant’è che il viadotto presso Tricarico crollato, solo adesso viene ripristinato. Matera 2019 non può essere il tappeto sotto cui nascondere la polvere anche perché non vedere i problemi significa non volerli risolvere ed è per questa ragione che ringrazio tutti i giornalisti che evidenziano le criticità in quanto la consapevolezza della sua esistenza aiuta a trovare la giusta soluzione.
Se quanto detto è motivo di risentimento, se ne faccia una ragione, perché le questioni legate all’ambiente le ho poste prima della Sua Presidenza e sempre le porrò. Qualora ve ne fosse bisogno aggiungo non sarò mai accondiscendete nei confronti di chi, forte di un potere politico o economico, non sia rispettoso del territorio. Detto questo mi piace ricordare che la mia disponibilità e collaborazione per il raggiungimento di obiettivi utili allo sviluppo del mio territorio non verrà mai meno.
Per tornare alle risorse derivanti dalle estrazioni petrolifere, ho sempre sostenuto l’idea di limitare al massimo il loro impatto negativo attraverso le migliori tecnologie disponibili e di mettere a disposizione di tutti i comuni lucani le royalties e non solo. Soltanto così andremmo ad abbattere la bolletta energetica per le famiglie e le imprese e favorire gli insediamenti produttivi. Nel frattempo sarebbe utile anche un prezzo dei carburanti alla pompa se non inferiore al resto della nazione almeno pari creando delle zone franche; si potrebbe limitare la tassa sulla casa, investire sul turismo puntando sui nostri tesori che rimarranno anche dopo l’esaurimento dei giacimenti di carburanti fossili e valorizzare i nostri meravigliosi centri storici attraverso opere di consolidamento e recupero.
Anche questo merita il suo impegno e quando ci chiamerà saremo al suo fianco in maniera convinta. Ma mai saremo meno che rigorosi nel tutelate l’ambiente, la salute e il lavoro contro ogni forma di malcelata occupazione e sfruttamento del territorio”.

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gen 082015
 

Presso la sede dell’associazione culturale Officine Meccaniche di Lauria si è svolta il 7 gennaio 2015 una conferenza molto partecipata sulle tematiche delle estrazioni petrolifere (erano presenti anche comitati giunti dal valdiano). Molto interessanti sono state le relazioni degli esperti Terenzio Bove, Albina Colella, Giuseppe Di Bello, Giambattista Mele, Piernicola Pedicini (in video). Al centro dell’incontro anche le nuove richieste di perforazioni nel lagonegrese e nel valdiano.

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

gen 062015
 

Il Costituente Comitato Lauria Ambiente Salute organizza, in giorno 7 Gennaio 2015 (dalle ore 18.00 alle ore 21, PRESSO ASSOCIAZIONE OFFICINE MECCANICHE, via Caduti VII Settembre 1943, n.31, Lauria –PZ), l’incontro informativo “L’ALTRA FACCIA DEL PETROLIO”.

Dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico (DIREZIONE GENERALE PER LE RISORSE MINERARIE ENERGETICHE) risulta che la società Apennine Energy ha difatti presentato (nel 28.02.2013) l’istanza di ricerca in terraferma denominata “TARDIANO”. Tale istanza interessa una superficie di ben 212,76 Kmq e riguarda i comuni di Grumento Nova, Lagonegro, Moliterno, Sarconi, Tramutola, Castelsaraceno, Spinoso e Lauria per la regione Basilicata, e i comuni di Casalbuono e Montesano sulla Marcellana per la regione Campania.

Al momento l’istanza di permesso è in fase istruttoria Pre-Cirm (ultimo dato visibile sul suddetto sito web risale al 4 Aprile 2014: “RICHIESTA DOCUMENTAZIONE” per Interlocutoria da Reg. Basilicata a Soc.).

Ad oggi solo il Comune di Casalbuono, il Comune di Montesano sulla Marcellana e l’Associazione No Triv hanno inviato parere contrario a tale istanza.

Dal 28 Febbraio 2013 non è stata fatta alcuna comunicazione ai cittadini. Quindi è attraverso questo incontro che noi ci auguriamo di dare una INFORMAZIONE CORRETTA a tutta la comunità del Lagonegrese, che merita di sapere quali siano le conseguenze e i rischi dovuti all’attività estrattiva.

Sono stati invitati tutti i sindaci dell’area del Lagonegrese (Lagonegro, Lauria, Maratea, Latronico, Rivello, Trecchina, Castelsaraceno, Nemoli), i sindaci di Casalbuono e Montesano sulla Marcellana e le principali testate giornalistiche della Basilicata.

A questo proposito, interverranno professionisti che hanno già divulgato questo genere di informazioni in precedenti e simili manifestazioni:

TERENZIO BOVE – Agronomo e Dott. Sulla ricerca di produttività delle piante coltivate

“Impatto delle estrazioni petrolifere sull’Agricoltura”;

ALBINA COLELLA – Professore Ordinario di Geologia presso l’Università degli Studi della Basilicata

“Impatto ambientale del petrolio in Basilicata e responsabilità”;

GIUSEPPE DI BELLO – Funzionario Commissione Bicamerale Ecomafie

“Quando le Istituzioni sono complici”;

MELE GIAMBATTISTA – Medico ISDE Basilicata

“Estrazioni petrolifere ed impatto sulla salute”;

PIERNICOLA PEDICINI (in video) – Ricercatore Esperto in Fisica medica presso il Dipartimento di Radioterapia e Medicina nucleare dell’Ospedale Oncologico Regionale di Rionero In Vulture

“Impatto economico-sanitario delle estrazioni petrolifere”.

Costituente Comitato Lauria Ambiente Salute

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set 102014
 

“Il Premier non pensi ai voti, tanti o pochi, che potrebbe perdere in Basilicata ma tratti con rispetto quei tanti suoi connazionali che da anni subiscono solo i disagi di una pesante attività industriale che notoriamente è un’attività a forte intensità di capitali ed a basso impatto occupazionale”.
E’ commento di Legambiente Basilicata sulle ultime dichiarazioni del Presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi in tema di estrazioni petrolifere in Basilicata. L’associazione continua a rimanere contraria a nuove ipotesi di estrazioni di idrocarburi anche di fronte a promesse mirabolanti su aumenti delle royalties e nuovi miracoli economici per la Basilicata perchè il nostro no al petrolio non è solo una fissa, come sostiene il presidente Renzi, ma la condizione necessaria per avviare anche nel nostro Paese una rivoluzione energetica, garantendo uno sviluppo futuro, anche sul piano economico, sicuramente molto più sostenibile e duraturo. Renzi faccia partire una grande operazione verità e ci spieghi come mai di fronte a questa nostra “grande fortuna” petrolifera/economica i dati macro e microeconomici, in tutta la regione ed in particolare in Val d’Agri, e tutti gli indicatori demografici ci restituiscono una fotografia di una Basilicata che non ha tratto alcun benefico economico e sociale dall’avventura petrolifera.
È notizia di oggi che il bollettino dell’organizzazione meteorologica mondiale (Agenzia dell’Onu) fornisce gli ultimi dati sull’emergenza climatica misurando una concentrazione di C02 di quasi 400 parti per milione, a dimostrazione che la crisi climatica subisce una brusca accelerazione, cui l’Europa e dunque anche l’Italia dovrà porre rimedio in tempi brevi, intensificando l’utilizzo delle energie rinnovabili e migliorando sensibilmente l’efficienza energetica.
In Italia però, in maniera assurda ed anacronistica, si risponde con il tentativo di incrementare le estrazioni di idrocarburi per rispondere solo agli interessi delle lobby petrolifere.
Il Premier Renzi continua invece ad insistere e a fare immaginare un futuro radioso e petrolifero per la Basilicata, calpestando la costituzione, ed anticipando in maniera fraudolenta gli effetti della modifica del titolo V° della Costituzione, utilizzando lo Sblocca Italia come cavallo di Troia.
Continuare a rilanciare l’estrazione di idrocarburi è solo il risultato di una strategia insensata che non garantisce nessun futuro energetico per il nostro Paese.
Investire oggi in efficienza energetica e fonti rinnovabili porterebbe nei prossimi anni i nuovi occupati a 250 mila unità, molto ma molto di più, dei nuovi addetti diretti ed indiretti dell’industria petrolifera italiana.
Altro che petrolio, se veramente vuole rompere con il passato e giocare un ruolo strategico nel dibattito energetico internazionale, deve portare ben altri dati e ben altri progetti nel dibattito pubblico.
Sui tavoli europei se vuole fare colpo parli di rinnovabili ed efficienza energetica e non si affanni a spiegare che in Italia riusciremo con una operazione magica a produrre in più lo 0,5 % del petrolio consumato nella UE in un anno.

legambiente

set 042014
 

Il 4 settembre 2014 il Sindaco Dr Vito Di Trani, l’Assessore Regionale all’Ambiente Dr Aldo Berlinguer e l’Assessore all’Ambiente del Comune Dr Pasquale Grieco sono attesi dal Ministro all’Ambiente Dr Gian Luca Galletti presso la sede del Ministero di Via Colombo a Roma.

L’incontro chiesto dal Sindaco verterà sulle problematiche relative allo smaltimento delle acque di lavorazione, provenienti dalle estrazioni petrolifere della Val d’Agri, presso gli impianti di depurazione di Tecnoparco Valbasento che causa non pochi disagi e preoccupazioni alla popolazione di Pisticci.

Questa è la ragione per cui il Sindaco non sarà presente oggi alla cerimonia funebre dell’On. Nicola Cataldo ed ha affidato al Consigliere Comunale Avv. Antonio D’Angella il discorso di commemorazione della figura del protagonista indiscusso della politica pisticcese.

“Quando io militavo nella Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani – afferma il Dr Di Trani – i miei esempi e maestri erano il Sindaco Nicola Cataldo, Amedeo Cataldo e Domenico Giannace; Da loro ho appreso la determinazione nelle battaglie politiche e loro mi hanno insegnato a difendere i più deboli”.

Il Dr. Di Trani ribadisce l’importanza dell’incontro presso il ministerro e si dice amareggiato di non poter partecipare alle esequie dell’Onorevole Nicola Cataldo.

“Il modo migliore per ricordare Nicola – aggiunge – è quello di proseguire la battaglia in direzione della tutela dell’ambiente e della salute umana, questo è lo scopo del mio viaggio a Roma e, d’altra parte, sono convinto che Pisticci abbia la necessità di tornare ad essere al centro del dibattito politico regionale e nazionale. Nicola era ben consapevole di questo e il suo impegno assieme agli altri grandi dirigenti comunisti era indirizzato alla costante ricerca dell’unità basata sulle esigenze collettive. Questo cerchiamo di fare e forti del suo esempio seguiamo la via da lui indicata pur consapevoli delle difficoltà nel raggiungere le vette della sua azione politica di grande dirigente e uomo delle istituzioni”.

 

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