BASILICATA Flash Feed Scroll Reader
CALABRIA Flash Feed Scroll Reader
CAMPANIA Flash Feed Scroll Reader
Mar 282018
 

“Le estrazioni petrolifere comportano rischi sanitari per la popolazione e gli studi epidemiologici esistenti indicano che l’incidenza di alcune malattie tumorali possono aumentare tra i cittadini che vivono nelle aree interessate dall’esplorazione e dallo sfruttamento di petrolio e gas”.

E’ questo, in sintesi, quanto affermano la Commissione europea e il suo comitato scientifico sui rischi sanitari e ambientali (Scheer) nel testo di presentazione che annuncia l’avvio di una consultazione pubblica per fare luce sull’impatto delle estrazioni petrolifere nelle aree della Ue in cui ci sono impianti di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi.

Per completare il parere, che per ora è preliminare, è stata aperta un’inchiesta pubblica rivolta all’esterno che mira a coinvolgere scienziati, studiosi, esperti, associazioni, comitati di cittadini e chiunque fosse interessato.

Tutti questi soggetti sono invitati a presentare osservazioni scritte sul parere preliminare entro il 6 maggio 2018 al fine di raccogliere commenti specifici, suggerimenti, spiegazioni o contributi scientifici, nonché qualsiasi altra informazione che possono consentire ai comitati scientifici di concentrarsi su questioni che devono essere ulteriormente esaminate.

La Commissione nota che sebbene più di 1300 sostanze chimiche diverse – alcune delle quali sono cancerogene conosciute – possano essere rilasciate nell’ambiente a seguito di operazioni petrolifere e di gas, fino ad oggi vi è stata una valutazione scientifica molto limitata dei possibili effetti sulla salute dei cittadini della Ue. Per questo motivo, è stato chiesto al comitato scientifico Scheer di valutare i rischi attraverso l’individuazione di riscontri, feedback e collaborazioni con tutta la comunità scientifica.

In particolare, il comitato scientifico Scheer ha raccomandato che l’inchiesta si sviluppi su quattro linee guida: un inventario centralizzato e armonizzato di tutti i siti di esplorazione e sfruttamento del petrolio e del gas presenti nei paesi della Ue; studi analitici che identificano, quantificano e caratterizzano le miscele dell’esposizione e i loro livelli nelle vicinanze di questi siti; studi mirati di biomonitoraggio su popolazioni potenzialmente a rischio; studi epidemiologici su larga scala con valutazione dell’esposizione accurata.

“Dopo anni di battaglie, sollecitazioni, interrogazioni, interventi in aula e in commissione ambiente e salute – ha commentato Pedicini – finalmente anche la Commissione Ue ha compreso che occorre indagare e fare piena luce sui rischi sanitari che corrono i cittadini lucani residenti nelle aree interessate dalle estrazioni petrolifere.

La fase che si è aperta è importantissima e consente a tutti coloro che si occupano di queste questioni di far sentire la propria voce e il proprio parere. Ora si potrà fare ulteriore chiarezza sulla situazione in Val d’Agri dove, com’è noto, già sono stati realizzati importanti studi epidemiologici che hanno dimostrato come i problemi per la salute pubblica sono gravissimi.

Con questa scelta della Commissione Ue – ha concluso Pedicini – viene evidenziato che era ed è giusto e necessario il lavoro di denuncia svolto da anni dal M5S, dai comitati di cittadini e dalle associazioni ambientaliste della Basilicata”.

Lug 062016
 

Di seguito pubblichiamo una dichiarazione di Vincenzo Zito sindaco di Montescaglioso: “Può la nostra amata Regione tanto bella, tanto legata al turismo, che tanto ha da offrire sia a livello naturalistico che paesaggistico, che si fregia dell’importante riconoscimento di Capitale Europea della Cultura concesso alla città di Matera, che esporta prodotti enogastronomici in tutto il mondo ecc ecc… convivere con le trivellazioni, le estrazioni petrolifere e quant’altro di gravemente pericoloso per la salute dei nostri concittadini?
E’ arrivato il momento di intraprendere importanti battaglie di civiltà per ridare voce ai cittadini, per difendere l’importante diritto alla salute ed alla vita e garantire ai nostri figli un futuro migliore.
Oltre venti anni fa, immaginavamo le estrazioni petrolifere come una sorta di riscatto sociale ed economico della nostra terra.
Immaginavamo di diventare la nuova Lombardia del sud, di dare un seguito all’imminente crisi industriale della Valbasento; a distanza di oltre vent’anni riconosciamo quanto tutto quello fosse solo un miraggio.
Ad oggi la Regione Basilicata registra uno dei più alti tassi di disoccupazione e di neoplasie, il tutto contrapposto ad uno dei più bassi indici di natalità.
Il mio primo atto da Sindaco di Montescaglioso è stato l’adozione, tramite deliberazione di giunta, del principio di precauzione: è giusto che a scrivere il futuro delle nostre comunità siano le comunità stesse.
Oggi accanto all’amico Rocco Leone ed a Domenico Tataranno, rispettivamente sindaci di Policoro e Bernalda, accetto la sfida per fare tutto il possibile per impedire la costruzione del pirogassaficatore in territorio di Metaponto.
Una vicenda, questa, particolarmente controversa. In data 12 marzo 2015, da capogruppo di minoranza, chiedevo al sindaco ed al Presidente del Consiglio della città di Montescaglioso la convocazione di un consiglio comunale straordinario inerente la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti con valorizzazione energetica in prossimità del nostro territorio e, precisamente, in località Pantanello del comune di Metaponto-Bernalda.
Il consiglio comunale straordinario convocato in data 26 marzo 2015 si concludeva con la votazione unanime di un atto di indirizzo nel quale si imponeva la costituzione in giudizio presso il TAR di Basilicata ed il ricorso al Presidente della Repubblica, contro l’approvazione del provvedimento di autorizzazione.
Come da un nostro comunicato stampa successivo si ribadiva che la capacità totale dell’impianto prevedeva l’ingresso ed il trattamento di 32.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Dai dati ufficiali dell’ISPRA nel 2013 la provincia di Matera aveva prodotto un totale di rifiuti da raccolta differenziata pari a 16.465 tonnellate.
Il tutto ci poneva delle importanti domande:
– se per l’intero territorio provinciale di Matera si producono ton. 16.465 di raccolta differenziata, perché l’impianto avrebbe una capacità di ton. 32.000, cioè quasi il doppio?
– Se per l’intero territorio provinciale di Matera, la frazione organica prodotta è pari 4.725 tonnellate, perché l’impianto avrebbe una capacità di 10.000 tonnellate, oltre il doppio?
Ebbene, basta leggere quanto riportato a pag. 4 del Verbale del Comitato Tecnico Regionale per l’Ambiente, allegato alla delibera regionale di autorizzazione che, ad un certo punto, nel parlare dell’ubicazione dell’impianto riporta testualmente: “L’impianto sarà realizzato nelle vicinanze del centro di raccolta dei rifiuti differenziati urbani, in un’area baricentrica rispetto alla Puglia e alla Calabria e facilmente raggiungibile anche dalla Campania; tutte regioni che manifestano esigenze di conferimento dei propri rifiuti differenziati…”
Il tutto lasciava interdetti…
Ma veniamo ai giorni nostri per esprimere la più sincera solidarietà mia e della comunità che rappresento al Sindaco di Bernalda Domenico Tataranno, affinché continui la sua battaglia, forte del nostro appoggio e di tutti quei Sindaci liberi che lo sosterranno.
Quel sostegno che non mancherà dai suoi stessi concittadini e dai consiglieri comunali convocati giovedì 7 luglio alle ore 18,30 per bocciare questo progetto.
Noi ci saremo, consapevoli che tanti altri seguiranno il nostro esempio”.

Montescaglioso

Apr 072016
 

Rispetto all’inchiesta Trivellopoli lucana, ci sono tanti aspetti scandalosi e inaccettabili sul piano affaristico, clientelare e politico lobbistico, ma l’aspetto più importante sul quale non si può transigere e occorre fare subito luce, è quello che riguarda la salute dei cittadini esposti all’inquinamento provocati dalle estrazioni petrolifere. Evitando le strumentalizzazioni, vanno esaminati con precisione i dati relativi al drammatico incremento dei tumori e di altre malattie che, in particolare negli ultimi anni, stanno colpendo la salute dei lucani.

Da anni, in qualità di fisico medico che lavorava al Crob, il principale ospedale oncologico della Basilicata, ho fatto denunce rispetto ai danni provocati dall’inquinamento provocato dagli impianti petroliferi e dallo smaltimento dei rifiuti. Appena eletto portavoce eurodeputato del M5s ho fatto interrogazioni parlamentari, comunicati e iniziative pubbliche e, un anno fa, sono riuscito a far sì che la Commissione europea aprisse un’indagine sulle emergenze lucane. Ora, finalmente, grazie alla magistratura, ci sarà la possibilità di capire fino in fondo come stanno le cose.

Ad oggi ci sono tre aspetti da tenere presente. 1- La procura Antimafia di Potenza, ha chiesto ai carabinieri del Noe di acquisire le cartelle cliniche di migliaia di pazienti lucani colpiti da patologie tumorali. E’ una scelta che, probabilmente, mira ad accertare qual è la reale situazione a prescindere dei dati ufficiali e ufficiosi già disponibili.

2- Il Registro dei tumori della Basilicata, istituito presso l’Istituto oncologico Crob e aggiornato fino al 2012, certifica che l’incidenza delle patologie tumorali sarebbero in linea con i dati nazionali e non sarebbero in aumento tra i lucani.

3- L’associazione “Medici per l’ambiente” e alcuni dati Istat presentano, invece, informazioni allarmanti rispetto alla salute dei lucani che risiedono nelle aree dove si effettuano le trivellazioni di idrocarburi. I dati diffusi dicono che tra il 2011 e il 2014 il tasso di mortalità in Basilicata è cresciuto del 2%, nello stesso periodo a Corleto Perticara (meno di 3mila abitanti e a due passi da Tempa Rossa e dal Centro Eni di Viggiano) è aumentato del 23%. Secondo l’Istat, fra il 2006 e il 2013 il tasso di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio è salito del 14% a livello nazionale e del 29% in Basilicata. E nel 2014, sempre in provincia di Potenza il tasso di mortalità per patologie respiratorie è più alto (8,63 per 10mila abitanti) rispetto al regionale (7,9), a sua volta maggiore rispetto al nazionale (6,9). Nella provincia di Potenza il tasso di ospedalizzazione per tumore maligno nei maschi tra 0 a 14 anni è cresciuto del 48% fra il 2011 e il 2014.

Considerata la confusa e allarmante situazione, continuerò a vigilare e mi impegnerò su tutti i fronti con il M5s, per far sì che la magistratura faccia piena luce e che l’inchiesta giudiziaria vada fino in fondo.

Fanno rabbia le finte rassicurazioni dell’Eni e il pianto del coccodrillo del presidente della Regione Basilicata Pittella che, per anni, prima da assessore alle Attività produttive e adesso come governatore, non ha mai fatto nulla per intervenire sulle emergenze ambientali e sanitarie lucane.

E’ grave e inaccettabile l’assenza totale dell’eurodeputato Gianni Pittella che, dopo venti anni di permanenza a Bruxelles, non si è mai occupato della Basilicata. Altrettanto grave, il ruolo ambiguo del sottosegretario alla Sanità De Filippo, amico dell’ex sindaco di Corleto Perticara più volte intercettato dalla magistratura. De Filippo, in più occasioni, ha avuto la faccia tosta di sostenere che l’aumento dei tumori in Basilicata dipende dagli stili di vita e dal fatto che i lucani mangiano troppi salumi.

PIERNICOLA PEDICINI
Capo delegazione del M5s al Parlamento europeo

movimento5stelle

Lug 132015
 

Basta con le sfilate di cravatte al sole il giorno 15 luglio a Policoro. Ci sono grosse responsabilità del presidente del Governo Renzi e della Regione Basilicata, di Pittella e dei suoi predecessori in tutta questa storia delle estrazioni petrolifere e di colonizzazione delle società petrolifere prima in terra lucana e ora in tutto il golfo di Taranto. Il compito degli uomini e delle donne che ricoprono ruoli istituzionali non è quello di fare sfilate, ma atti concreti se vogliono veramente salvare il mare e gli ultimi pezzi di territorio rimasti. Perchè sono anni che noi siamo stati costretti a combattere oltre che contro i petrolieri e il governo, anche contro quei politici che sfileranno mercoledì per spronarli a non emanare leggi che ci stavano condannando e a compiere azioni di contrasto contro le intenzioni trivellatrici in terra come in mare. Sono anni che le associazioni ambientaliste manifestano lungo la costa jonica a questo scopo, troppo spesso ignorati e osteggiati da quegli stessi personaggi. Non è sfuggito ai più attenti che la questione reclamizzata per la manifestazione del 15 luglio è solo quella delle trivelle in mare e che l’intenzione politica di taluni personaggi è solo propagandistica. Nel primo caso è una mistificazione dire che si tratta di due problemi distinti e separati, quasi a voler far credere che siano due emergenze diverse e non il risultato di un’unica Strategia Energetica Nazionale, di un’unica missione Sblocca Trivelle, di un’unica idea regionale di appoggio alle soluzioni dei petrolieri, di un’unica rete di potere politico che ha costretto e costringe ancora sindaci senza spina dorsale a non avere il coraggio di dire un NO reale e a non opporsi veramente alla crivellazione del nostro territorio. Nel secondo caso è obbrobriosa la loro spudoratezza e la loro predisposizione all’inganno della povera gente di Basilicata: siamo arrivati al punto che i rappresentanti delle istituzioni nelle stanze del potere legiferano in un modo e poi addirittura organizzano manifestazioni contro le loro stesse decisioni, solo per abbindolare gli elettori. Il problema delle trivellazioni in terra e in mare non è disgiunto e noi non possiamo più permetterci il lusso di dare fiducia a occhi chiusi questa gente: una recente istanza di ricerca di idrocarbui, la d 74 alla foce del Crati in Calabria, tenta infatti anche di superare questa contrapposizione trivellando i fondali, ma piazzando la piattaforma sulla terra ferma, esponendo così insieme il mare e la terra ad un impatto, un inquinamento e a dei rischi ancora maggiori. Peccato che queste cose, Leone, Pittella e gli altri non le stiano spiegando ai cittadini. E allora se la politica, quella che ha sempre governato in Basilicata, non le spiega, è bene dare diritto di intervento il 15 Luglio, ai cittadini. Perchè da che mondo è mondo e da che democrazia è democrazia sono i cittadini a dover manifestare e chiedere conto agli amministratori locali e regionali, non politicanti che vorrebbero cantarla e suonarsela da soli, legiferando e manifestano contro le leggi che loro stessi hanno votato e voluto, contro le emergenze che loro stessi hanno creato. Il loro dovere è un altro e allora inizino a fare il loro dovere che di spettacoli ne abbiamo già abbastanza in giro. Affinchè non risulti troppo evidente che taluni politici stanno facendo di tutto per chiudere la bocca alla protesta civile per poterla gestire in tranquillità e a favore di chissà quali scopi, i cittadini il 15 Luglio la parola deve essere data ai cittadini che devono avere la possibilità di guardare negli occhi i loro rappresentanti istituzionali. Questi devo rispondere e legiferare non comiziare!
RETE ASSOCIAZIONI SIBARITIDE E POLLINO PER L’AUTOTUTELA MEDITERRANEO NO TRIV NOTRIV MONTESCAGLIOSO LIBERIAMO LA BASILICATA NOTRIV MAGNA GRECIA NOTRIV POTENZA KARAKTERIA FORUM PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLA LEGALITA’ STEFANO GIOIA INDIGNATI LUCANI MO’ BASTA ARCA LUCANA PER LA LEGALITA’ NOTRIV CALABRIA NOTRIV JONIO NO TRIV SAN FELE/ISDE POTENZA NOTRIV NAZIONALE SEZIONE BASILICATA ARCHEOART COMITATO PER SENISE RIFIUTO

Policoro

Mar 092015
 

Ormai non si contano più le “anomalie” del centro oli di Viggiano. L’ultima, stando a notizie di stampa, sarebbe avvenuta sabato attorno alle 17. Nella foto che sta facendo il giro della rete si
nota chiaramente un’intensa colonna di fumo nero proveniente dall’area del centro_nessuna
conferma da parte dell’amministrazione di Viggiano, da Eni e dalla regione, nonostante vi sia
stato un incontro che ha visto la partecipazione di ARPAB.
Solo una settimana fa, l’assessore Berlinguer (detto Aldino), rispondendo ad una interrogazione
di Gianni Leggieri relativa alla fiammata dello scorso 18 Gennaio, esaltava quanto fatto dai
vertici regionali in materia di fiammate. L’avvocato (di Eni?) Berlinguer, ci teneva a
tranquilizzare ancora una volta i Lucani: dopo anni di estrazioni selvagge l’Eni finalmente ha
avviato un piano di ammodernamento dell’impianto di approvvigionamento energetico. Si tratta
di alcuni interventi fatti in collaborazione con Enel che, oltre ad aumentare i megawatt a
disposizione del Centro Oli, predisponevano l’impianto all’attivazione della quinta linea utile
raggiungere l’obiettivo dei 104mila barili al giorno (forse questo il vero scopo dello stop
temporaneo_del_centro?).
Come verrà giustificata questa “anomalia” dal nostro Aldino da Siena? Forse dirà che il tutto è dovuto alla ripresa attività dell’impianto? Magari chiamerà in causa le avverse condizioni metereologiche che hanno interessato parte del territorio lucano.
I fatti parlano chiaro: o questi interventi di implementazione energetica non sono mai avvenuti
oppure l’infrastruttura per il trasporto dell’energia lucana non _ all’altezza per la gestione del
carico di lavoro del centro oli. Lo stesso Vito Santarsiero ha evidenziato stizzito le carenze della
rete elettrica lucana, stigmatizzando i prolungati blackout dei giorni scorsi dovuti ad una
normalissima nevicata, disagi che hanno riportato migliaia di cittadini indietro nel tempo, senza
luce e riscaldamento, abbandonati e senza alcuna assistenza.
L’esperimento petrolifero lucano continua in barba a tutto e tutti ed sempre più evidente la volontà di voler fare della Basilicata un deserto, l’ambiente ideale per questo tipo di attività. Assessore Berlinguer, Presidente Pittella, dimostrateci il contrario: è giunta l’ora di affrontare
duramente questa continua mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini di questa regione, già troppo vessati nel corso degli anni.
Presadiretta ha acceso un grande faro sulla Basilicata petrolifera, provocandovi non pochi mal di
pancia, ma il vero mal di pancia è quello dei cittadini lucani stufi di vedere offesa la loro dignità.
Tanto per riprendere le parole di Berlinguer, il M5S ha tenuto, tiene e terrà sempre la barra ferma in materia di estrazioni petrolifere, a differenza di tutti quei politici lucani che da oltre 40 anni non hanno fatto che alzare quella barra, facendo da zerbini a tutti coloro che questa terra l’hanno avvelenata.
C’è gente impaurita, non vogliamo che si verifichino episodi simili a quello avvenuto in provincia
di Teramo dove, nei giorni scorsi,è avvenuta l’esplosione di un gasdotto.
Vi riproponiamo la domanda a cui non avete risposto in consiglio: avrà qualche minimo di
concretezza quanto_minacciato con la diffida che avete inoltrato a ENI?
Si abbia il coraggio di prendere decisioni drastiche altrimenti le forme di protesta si faranno sempre più clamorose ed eclatanti.

GIANNI PERRINO
GIANNILEGGIERI
GRUPPO CONSILIARE M5S BASILICATA

fumata_viggiano_foto_Gresia
Foto: Gresia

Feb 272015
 

“Il popolo lucano ha grande dignità e fierezza, a differenza di chi lo sfrutta e pensa solo alle sue grandi risorse e ricchezze. Le parole apparse sul quotidiano ‘Il Foglio’ sono inaccettabili, soprattutto perché mostrano disprezzo verso chi invece dovrebbe ringraziare per tutto quello che subisce nell’estrazione del petrolio: inquinamento ambientale, paura per la salute e non certo ricchezza”.
È duro il commento dell’Ugl Basilicata, che condanna la definizione dei lucani visti come caproni e morti di fame. “Con quelle parole – viene sottolineato dal sindacato – sono stati offesi i lucani che subiscono da anni le estrazioni petrolifere, i pastori che grazie ai loro sacrifici portano sulle tavole di tutto il mondo il nome della Basilicata e dei suoi prodotti tipici, ma soprattutto quelle comunità che dal petrolio non hanno ricavato ricchezza, bensì solo paure e disagi, al contrario dei lauti stipendi che ricevono i grandi manager delle compagnie petrolifere. L’Ugl non solo si aspetta delle scuse immediate da chi ha pronunciato quelle parole e da Eni, ma pretende anche che il presidente della Giunta Regionale della Basilicata Marcello Pittella, faccia di tutto per ridare al popolo lucano la giusta dignità e lo ricompensi dalle offese subite. L’arroganza dei signori del petrolio non ha limiti – conclude la nota della segreteria Ugl Basilicata – e forse si dovrebbe iniziare a rivedere tutto il programma delle estrazioni, se questa è la nostra ricompensa”.

ugl

Feb 192015
 

Libera Basilicata chiede che le Istituzioni preposte diano risposte sollecite e puntuali alle richieste espresse dal segretario dei radicali lucani, Maurizio Bolognetti, in sciopero della fame dall’11 febbraio scorso.

Le questioni relative all’inquinamento dell’ambiente e allo smaltimento dei rifiuti, in particolare quelli legati alle estrazioni petrolifere, preoccupano sempre di più i cittadini lucani che, in quasi vent’anni di trivellazioni, hanno assistito ad una pressoché totale assenza di significativi monitoraggi ambientali e sulla salute e di controllo sui processi estrattivi e sul ciclo dei rifiuti ad essi collegato. Di fronte a questa ventennale latitanza, che ha allargato la distanza e minato la credibilità delle Istituzioni nei confronti dei cittadini lucani, sarebbe necessario, non solo garantire in tempo reale risposte precise e significative alle istanze che provengono dalla società civile, ma avviare processi di trasparenza che permettano di poter fruire in tempo reale di tutti gli atti amministrativi.

Nel tempo della società dell’informazione, è quanto meno increscioso dover ricorrere ad estreme forme di lotta, quali uno sciopero della fame, per ottenere semplici risposte che dovrebbero essere dovute per legge.

Libera Basilicata auspica una rapida soluzione della questione e ribadisce che rimarrà vigile e attenta riguardo a qualsiasi forma di illegalità.

La referente regionale
Anna Maria Palermo

Logo-LIBERA

Gen 232015
 

Ecco quanto ha dichiarato il sindaco di Pisticci in merito alla trasmisssione “Alle falde del Kilimamgiaro”. “Il Presidente della Giunta regionale, in maniera inusuale, scrive alla trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro” chiamandomi personalmente in causa in modo, a dir poco altrettanto inusuale, per esternare una serie di doglianze in quanto, a suo dire, la trasmissione avrebbe dato un’immagine distorta della realtà lucana anche “… sulla scorta di valutazioni espresse da un sindaco notoriamente attestato su posizioni politiche diverse da quelle del governo lucano … “ (Sic!).
Presidente, non sono ostile al governo della regione e tanto meno a Lei e sono la stessa persona che ha ripetutamente incontrata in occasione delle elezioni primarie del centro sinistra lucano che l’hanno designata candidato alla presidenza della regione. Sa bene che io insieme alla mia amministrazione, sono stato un suo sostenitore, sostegno confermato in occasione della competizione elettorale, come dimostrano articoli di stampa dell’epoca e che ha sicuramente contribuito alla Sua elezione a Presidente della Regione Basilicata che, se permette, è anche la mia regione.
Appare inusuale anche l’attacco alla giornalista della citata trasmissione che non ha fatto altro che ribadire concetti già noti: che si continua ad inquinare un’area classificata come SIN per la cui bonifica sono stati stanziati circa 20 milioni di euro; che mai sono stati effettuati dei controlli radiometrici, almeno fino a quando noi ne abbiamo fatto specifica richiesta, eppure all’ARPAB era stato comunicato dalla Prefettura di Potenza l’utilizzo di alcune sostanze radioattive nei processi estrattivi come dimostra la nota della Prefettura di Potenza del giorno 11 febbraio 2014; che la Basilicata, pur essendo un territorio ricchissimo di bellezze e risorse è al penultimo posto per reddito procapite (come certifica l’ISTAT).
Questo ho cercato di dire anche se molte delle dichiarazioni sono state tagliate.
Presidente noi siamo convinti che la Basilicata abbia grandi potenzialità e le nostre sono proposte e suggerimenti tesi a migliorare le condizioni del popolo lucano. Personalmente mi sento offeso, come lucano, non da chi solleva o sottolinea delle criticità note e pone dei quesiti, ma da chi in una trasmissione televisiva vuol far passare l’idea fittizia di una Basilicata paragonabile alla Svizzera riducendo i problemi delle aziende agricole che intersecano con la filiera delle estrazioni a “problemucci di un imprenditore” o l’incidenza delle malattie tumorali a dissertazioni su date e numeri scambiando lucciole per lanterne. Questo, ha fatto tale Velardi, mandato da chissà chi e in assenza di qualsiasi forma di contraddittorio. Ecco presidente, in quella occasione mi sono sentito offeso perché i lucani sono stati trattati come un popolo colonizzato che deve essere riconoscente ai benefattori che danno la possibilità di costruire un bel campo sportivo o una piscina, le compagnie petrolifere insomma quasi un esercito di filantropi: ma dove? Quanti sono i comuni che hanno diritto a un ristoro? E perché mai l’antimafia avanza ipotesi di traffico illecito dei reflui del COVA di Viggiano? Perché molti nostri giovani vanno altrove alla ricerca di lavoro? Sono ostile a questa concezione? Si! Con tutta la mia forza.
La giornalista Stefania Battistini, alla quale esprimo la mia solidarietà, nello stesso servizio ha messo in risalto le tante bellezze della Basilicata ed ha evidenziato cose che, per altro, da tempo dicono molti lucani e non solo: Matera diventa Capitale Europea della cultura grazie alla bellezza dei Sassi, un tempo vergogna nazionale e adesso patrimonio dell’UNESCO; ritengo che la giornalista abbia voluto sottolineare la capacità di noi lucani di trasformare in positività quello che un tempo erano solo negatività. Dire poi, nello stesso servizio, che Matera non è servita dalla ferrovia e che la condizione viaria non eccelle, non è eresia. Dove lo scandalo, quindi, nel denunciare la cosa? O, invece, nell’inerzia di chi pur investendo ingenti somme di denaro pubblico non porta a termine le opere avviate?
Presidente io come tutti i lucani sono orgoglioso delle meraviglie della nostra regione e della designazione di Matera capitale europea nel 2019, ma farei notevole fatica a dire che i tanti turisti che verranno troveranno l’Eldorado. Quei turisti che arriveranno, probabilmente all’aeroporto di Pontecagnano (Campania) e non a quello di Pisticci (Basilicata), giungeranno nella città dei Sassi attraversando la Basentana, arteria realizzata dal Governo Colombo circa 40 anni fa, la cui manutenzione è state sempre deficitaria tant’è che il viadotto presso Tricarico crollato, solo adesso viene ripristinato. Matera 2019 non può essere il tappeto sotto cui nascondere la polvere anche perché non vedere i problemi significa non volerli risolvere ed è per questa ragione che ringrazio tutti i giornalisti che evidenziano le criticità in quanto la consapevolezza della sua esistenza aiuta a trovare la giusta soluzione.
Se quanto detto è motivo di risentimento, se ne faccia una ragione, perché le questioni legate all’ambiente le ho poste prima della Sua Presidenza e sempre le porrò. Qualora ve ne fosse bisogno aggiungo non sarò mai accondiscendete nei confronti di chi, forte di un potere politico o economico, non sia rispettoso del territorio. Detto questo mi piace ricordare che la mia disponibilità e collaborazione per il raggiungimento di obiettivi utili allo sviluppo del mio territorio non verrà mai meno.
Per tornare alle risorse derivanti dalle estrazioni petrolifere, ho sempre sostenuto l’idea di limitare al massimo il loro impatto negativo attraverso le migliori tecnologie disponibili e di mettere a disposizione di tutti i comuni lucani le royalties e non solo. Soltanto così andremmo ad abbattere la bolletta energetica per le famiglie e le imprese e favorire gli insediamenti produttivi. Nel frattempo sarebbe utile anche un prezzo dei carburanti alla pompa se non inferiore al resto della nazione almeno pari creando delle zone franche; si potrebbe limitare la tassa sulla casa, investire sul turismo puntando sui nostri tesori che rimarranno anche dopo l’esaurimento dei giacimenti di carburanti fossili e valorizzare i nostri meravigliosi centri storici attraverso opere di consolidamento e recupero.
Anche questo merita il suo impegno e quando ci chiamerà saremo al suo fianco in maniera convinta. Ma mai saremo meno che rigorosi nel tutelate l’ambiente, la salute e il lavoro contro ogni forma di malcelata occupazione e sfruttamento del territorio”.

pisticci3

Gen 082015
 

Presso la sede dell’associazione culturale Officine Meccaniche di Lauria si è svolta il 7 gennaio 2015 una conferenza molto partecipata sulle tematiche delle estrazioni petrolifere (erano presenti anche comitati giunti dal valdiano). Molto interessanti sono state le relazioni degli esperti Terenzio Bove, Albina Colella, Giuseppe Di Bello, Giambattista Mele, Piernicola Pedicini (in video). Al centro dell’incontro anche le nuove richieste di perforazioni nel lagonegrese e nel valdiano.


Prima parte


Seconda parte


Terza parte