Flash Feed Scroll Reader
nov 022015
 

Si è inaugurata il 28 ottobre scorso, presso la Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, una grande mostra dedicata alle opere di Roberto Almagno, uno degli artisti italiani più originali del panorama nazionale. L’evento di eccezionale importanza, introdotto da Giuseppe Appella, ha portato, nel cuore della grande mela, un pezzo della nostra terra, la Lucania, luogo di ispirazione e di ricerca, ormai da diversi anni, per numerosi artisti.
La residenza che il Maestro Almagno, lo scorso luglio, per una settimana, con le sue tre assistenti e tanti volontari, ha tenuto nei boschi di Castronuovo Sant’Andrea, un piccolo paese della Lucania antica arroccato sulle montagne del Parco Nazionale del Pollino, dopo aver prodotto la mostra londinese nella Rosenberg Gallery, ha chiarito definitivamente la genesi di un lavoro che dalla natura parte e alla natura ritorna, nonostante i molteplici passaggi ai quali viene sottoposto il legno, matrice unica e irrinunciabile delle sue opere. Il bosco di Magrizzi, località amena di Sella del Titolo, situata nel territorio castronovese, ha sin da subito acceso la fantasia dell’artista. Le forme naturali dagli alberi, la loro disposizione sul suolo, le striature delle pietre, il gioco di luci creato dal movimento delle foglie e le linee tracciate dalle liane nello spazio, hanno suggerito ad Almagno, di volta in volta, sculture di Melotti, Calder, Chillida e molti altri, non escluse le sue, trasformando la ricerca del materiale utile al suo lavoro in un frenetico ripasso della storia dell’arte contemporanea.
Nate a livello del suolo, le liane si inerpicano sui tronchi degli alberi, spesso per oltre dieci metri, e con grovigli inestricabili, nella corsa verso la luce, si ingrossano entrando in competizione con gli stessi alberi. Mimano, in sostanza, la tensione dell’artista intento a vedere e a sentire le cose della terra premendovi il proprio corpo e conservandone le tracce. La forma naturale, in studio, viene del tutto cancellata, non a caso attraverso lo stesso processo di scorticamento e di abrasione che la liana esercita sulle altre piante. Il ciclo di rigenerazione dell’artefatto prelevato dal bosco, portato a farsi sistema plastico autonomo, ricomincia nell’istante in cui i vari elementi delle diverse composizioni assumono, per terra o sulle pareti, con libera inventiva, una nuova e insperata qualità estetica, e fissano nettamente i rapporti tra volumi e spazio. Come le liane, diventano corpo inglobando gli spazi vuoti dai quali sono circondati.
Sulla scia di Roberto Almagno, quest’anno, per tutto il mese di ottobre, anche il giovane scultore Giuseppe Capitano si è rifugiato nei boschi del Parco Nazionale del Pollino per cercare ispirazione. La sua ricerca, condotta nel territorio di Terranova del Pollino, ha ispirato numerosi disegni dei panorami del luogo, realizzati con i carboni prodotti dalla combustione di diverse tipologie di legnetti offerti dal bosco come il salice, la quercia e il pino. Le pietre, raccolte durante le interminabili giornate trascorse nel silenzio della natura interrotto soltanto dal fruscio del vento tra gli alberi, ripulite del loro strato superficiale, diventeranno piccole sculture che anche Capitano, come Almagno, collocherà al centro della prossima mostra presso La Nuova Pesa di Roma.
L’artista della canapa ha scoperto, durante questa sua esperienza lucana, nuovi materiali ugualmente congeniali al suo mondo espressivo e ritornerà, nei prossimi mesi, a Castrounuovo Sant’Andrea per nuove ricerche artistiche.
Come si vede, non è soltanto il mondo del cinema ad essere attratto dai paesi lucani ma anche quello dell’arte, da sempre attento ai luoghi incontaminati.

NOTIZIE BIOGRAFICHE
Roberto Almagno è nato ad Aquino nel 1954. A Roma, è allievo prima di Giuseppe Mazzullo, poi, all’Accademia di Belle Arti, di Pericle Fazzini, che avrà un peso determinante nel percorso della sua ricerca artistica e nello sviluppo del suo lavoro. Nel 1975 partecipa alla “X Quadriennale di Roma” e nel 1976, a Livorno, tiene la sua prima mostra personale. Nel 1994 partecipa al “46° Premio Michetti” vincendo il premio con la scultura Malena. Da questo momento, tiene numerose e significative mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Bruxelles, 2003; Colonia, 2006; Shangai e Pechino, 2007; Sarajevo, Sofia, Budapest, Sibiu, Bucarest, Varsavia, Santiago del Cile, 2007-2008). Nell’aprile 2009 espone l’opera Memoria al 798 di Pechino. Nel 2010 partecipa all’EXPO di Shangai nell’ambito dell’Esposizione Universale 2010. Nel 2011 prende parte, tra l’altro, alla Fiera Internazionale di Arte Contemporanea di Bologna ed espone l’opera Memoria presso la Galleria Rosenfeld di Londra nell’ambito della mostra “Memory. Contemporary International sculpture”. Nel 2012 tiene le mostre “Roberto Almagno. The perfection of form” presso la Galleria Rosenfeld di Londra e la doppia mostra personale “La luce oscura della materia. Roberto Almagno / Sandro Sanna” al Museo Carlo Bilotti di Roma. Nel 2014, con le liane di Castronuovo Sant’Andrea, è al centro della mostra “Wood”, nella Galleria Rosenfeld di Londra.

Nato a Campobasso nel 1974, Giuseppe Capitano vive e lavora a Roma. Si laurea in Ingegneria elettronica ma una serie di eventi lo portano a vivere la passione per l’arte, inventando, in un percorso solitario, un proprio linguaggio che lo ha reso uno dei più significativi artisti contemporanei italiani. Espone per la prima volta con una sua personale nel 2004, a cura di Fabio Sargentini, nella Galleria l’Attico, fulcro dell’arte contemporanea a Roma. In seguito è al Mart, il Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto nel 2008, con la personale dal titolo ”Giuseppe Capitano. Qualcosa di giallo”. Alle numerose mostre personali e collettive, si aggiunge, nel 2012, la sua partecipazione al “Periplo della scultura italiana contemporanea 3″ nelle Chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci a Matera.

mig

ott 272015
 

La conferenza si è svolta a Grottole, sabato 8 agosto 2015, alle 19:30 nel chiostro della suggestiva Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore che ha stentato a contenere la gente accorsa. Oltre 250 persone hanno gremito il cinquecentesco spazio all’aperto che un tempo era Convento Domenicano. Sold out! Posti a sedere esauriti e alcuni hanno comunque seguito l’incontro in piedi. Presenza di pubblico eterogenea, dai bambini di scuola primaria, adolescenti come Maria Vezzuso (le tarantelle del suo organetto sono destinate a diffondersi nell’intero Mezzogiorno) e Samuele De Giacomo (la sua fisarmonica da ben sette anni si esibisce in diversi paesi lucani), adulti di cui alcuni emigrati al nord ma di ritorno per le vacanze nella terra di origine, e anziani.
Ad aprire i lavori è stato l’editore Timoteo Papapietro che per la Edizioni Magister ha spiegato il progetto di ricerca storica che ha visto la luce dopo diversi anni di meticoloso e attento lavoro. Un libro scritto da Paolo Frescura e impreziosito ulteriormente con illustrazioni del compianto Luigi Guerricchio e degli artisti Nisio Lopergolo e Franco Artese.
Il sindaco di Grottole e presidente della Provincia, Francesco De Giacomo, ha spiegato le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione a inserire questo evento nel cartello dell’estate grottolese dicendosi onorato del contributo storico che l’autore ha lasciato alla comunità per conoscere le proprie origini e servire da stimolo nel recupero delle attività artigianali smarritosi nel tempo. Ha inoltre inscritto questa ricerca in una traccia che la Regione Basilicata ha recentemente tracciato con la ferma volontà di recuperare quanto di buono vi era nell’artigianato ormai estintosi.
Particolarmente incoraggiante è stato il saluto di Francesco Carbone, “sindaco dei ragazzi” che ha voluto dare il benvenuto all’autore e al saggio.
L’intervento centrale di presentazione del libro è stato realizzato dal già Dirigente Scolastico Giacomo Amati che con chiarezza ha analizzato il saggio, fresco di stampa, pubblicato dalla materana Edizioni Magister atto a testimoniare i mestieri esistenti nel tessuto sociale di Grottole ma paritetici a tutto la provincia. In primis si mette in risalto il ruolo svolto dall’artigianato che ha rappresentato il simbolo della rinascita, non solo economica, ma anche sociale e culturale. Infatti l’artigianato era l’alternativa al faticolso lavoro bracciantile che si svolgeva nei campi; alternativa anche al lavoro della pastorizia che portava alla rinuncia della vita sociale nella comunità in cui si viveva; alternativa, per molti, all’emigrazione all’estero delineandosi sempre di più il pilastro del lavoro. Il secondo pregio del libro è assegnare all’artigiano una triplice dimensione: uomo “faber”, persona “sapiens” e di soggetto “creativo”. Ovvero, di colui che vuole essere protagonista della sua vita e artefice del suo destino. Ne esce che l’artigiano ha manualità e pensiero, ha scienza e arte, è un lavoratore formidabile, completo. Il terzo elemento distintive dell’opera va ricercato nella concezione di vita, nella visione dell’esistenza che indica al lettore: una delle ragioni d’essere della vita risiede nel lavoro, nella capacità di migliorarsi, nell’abilità di scoprire cose nuove, nel non arrendersi di fronte alle difficoltà, nel credere in se stesso e nel sapersi relazionare all’altro. I 64 mestieri sono descritti con un piacevole ritmo incalzante che stimola nel lettore la capacità d’attenzione e gli suscita un forte coinvolgimento emotivo. Leggere questo libro è un po’ come vedere delle belle foto: ti emozioni perché, per certi aspetti, è come rivedere una parte della nostra vita. Trattasi di un inno al lavoro: celebra la meraviglia del lavoro creativo. Giacomo Amati ha concluso il proprio intervento rendendo omaggio a Paolo Frescura per aver reso immortali questi 64 mestieri con un libro bello, prezioso e coinvolgente: tra i libri più belli che siano stati scritti in cui il lettore trova anche qualcosa di sé.
Nisio Lopergolo, noto scultore formatosi nella culla italiana delle arti “Accademia delle belle arti di Firenze”, nonchè stimato docente di arte nelle scuole materane e titolare di un laboratorio di ceramiche sito nel Sasso Barisano visitato da migliaia di turisti culturali di tutto il mondo, si è detto onorato di aver illustrato graficamente con un acquerello e diverse matite, il libro oggetto di presentazione. Il tentativo è stato quello di utilizzare anche le immagini per far rivivere e far conoscere alle nuove generazioni mestieri che sono ormai lontani, in un mondo completamente tecnologico. L’autore è riuscito a raccontare con linguaggio poetico, con brillanti prose che fanno vivere al lettore emozioni attraverso un affascinante viaggio nel tempo. Nel mondo sono milioni i lavoratori cancellati dal processo produttivo a causa dell’innovazione tecnologica, questo libro ci permette di non dimenticare e di riappropriarci della nostra identità. Il lavoro tradizionale era come una preghiera, un atto religioso; il lavoro più duro, più ripugnante comportava sempre “entusiasmo”. Oggi siamo privati di quel ruolo sacro, il lavoratore è ridotto a svolgere un ruolo meccanico in un mondo laicizzato, che deve bastare a se stesso. Ha concluso ricordando una frase di Lev Tolstoj “Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo”.
Il poeta Giacinto Ruzzi ha esortato i convenuti a leggere qualsiasi scritto dello scrittore Paolo Frescura perché sono linfa e refrigerio per una crescita culturale.
Le conclusioni affidate all’autore Paolo Frescura hanno voluto essere un ringraziamento per la testimonianza d’affetto alla numerosissima platea convenuta. Ringraziamenti all’indirizzo dei due artisti, Francesco Artese e Nisio Lopergolo, i cui lavori sono stati esposti sulla parete sinistra del chiostro per consentire al pubblico di apprezzarli direttamente. Riconoscimenti anche all’ins. Mario Ruzzi che ha affidato alla penna di Frescura i suoi personali ricordi legati all’esperienza d’insegnamento nella scuola di campagna, in contrada Matina soprana e al dott. Antonio Guerricchio per aver consentito di inserire in questa pubblicazione le opere di suo zio, il maestro Ginetto Guerricchio, e la foto dello speziale, suo bisavolo. Il libro è nato grazie al contributo di pensiero di Giacinto Ruzzi e di tanti concittadini avanti negli anni che sono stati la fonte su alcuni mestieri e hanno dissolto alcuni dubbi su quelli che l’autore aveva visto con i suoi, ma offuscati dal tempo.
Queste le parole Paolo Frescura:
<>.

paolo

set 052015
 

Una visita sui campi del peperoncino piccante calabrese, oggi, da parte del capogruppo della Commissione agricoltura della Camera, nicodemo Oliverio, del deputato e imprenditore piemontese, Giovanni Falcone, anche lui della Commissione agricoltura, e di franco Laratta, già parlamentare e amembro del CdA Ismea, l’Ente economico del Governo che finanzia i progetti in agricoltura.
I campi sono quelli dell’azienda Serra di San Marco Argentano (CS), proprio nel pieno della stagione della raccolta, sotto un sole cocente che illumina la distesa coltivata a peperoncini.
“La coltivazione di peperoncini offre una grande opportunità di investimenti e di lavoro per la Calabria, anche perché è ancora eccessiva la quantità di prodotto importato dall’estero, anche di scarsa qualità e di poca affidabilità”, hanno detto Oliverio, Laratta e Falcone.

La Calabria è sempre più simbolo del peperoncino rosso, ma la produzione è ancora insufficiente.
In Italia, il 70% del peperoncino è di importazione. In Calabria il 90%!
E da qui che appare evidente che in questo settore ci sono grandi margini di sviluppo e occupazione.
L’impegno delle istituzioni è quello di promuovere e sostenere la filiera del peperoncino, con la nascita di nuove imprese del settore. Anche e soprattutto con il sostegno della Regione Calabria, attenta a investire in questo settore antico ma emergente.

peperoncino

ago 312015
 

In occasione della visita a Lauria di una delegazione dell’Associazione Lauria a Montevideo, il Mov-Lucania, insieme al Comune e alla Pro Loco, organizzano, per mercoledì 2 settembre, “Figli d’Italia, fratelli per sempre”, la I Giornata del Migrante lauriota e lucano. Appuntamento in Piazza San Giacomo, dalle ore 17 fino alle 23.30.

Ricco il programma dell’evento: confronti, dibattiti, ricordi, musica, arte e poesia. Con grandi ospiti e tanto intrattenimento: per riflettere, ma soprattutto per divertirsi.

Quali sono i vantaggi di un dialogo con i nostri conterranei all’estero, ai fini di una crescita delle nostre comunità? Che opportunità concrete ci sono per coloro che vogliono instaurare un rapporto di scambio con altre realtà all’estero? Quali sono gli strumenti normativi, finanziari e istituzionali per fare ciò? Di questo, e di molto altro ancora, si parlerà con alcune delle figure istituzionali più importanti in questo settore: il diplomatico di origine lauriota, ambasciatore Eugenio D’Auria, e il presidente della Commissione per i Lucani all’estero del Consiglio regionale di Basilicata Nicola Benedetto, dopo i saluti del sindaco di ‎Lauria Gaetano Mitidieri e un intervento di Paolo Galante, in qualità di vicepresidente del Consiglio regionale lucano (partner dell’iniziativa).

La manifestazione riceverà un contributo al percorso che il Comune sta facendo a proposito di lucani all’estero anche dall’onorevole lauriota Gianni Pittella, presidente del gruppo S&D nel Parlamento europeo, e dalla senatrice uruguayana della Coalizione Frente Amplio Mónica Xavier Yelpo, di origini lauriote.

La manifestazione proseguirà con la parte più sentimentale dell’evento, che si svilupperà attraverso ricordi, testimonianze, storie di emigrazione, tenuti insieme dai romanzi di Nicola Viceconti. Scrittore di origini lauriote, Viceconti torna a ‎Lauria per presentare la seconda edizione della sua opera “Cumparsita”: una storia appassionante, che si snoda tra la Lucania e l’Argentina e che è fatta di nostalgia, di rimpianti, di identità perdute e memoria ritrovata.

Ospiti di questa seconda parte, tra gli altri, Luigi Scaglione, coordinatore del Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice”, e Carmine Cassino, coordinatore della rivista storica Basiliskos, e infine Elbia Pansardi, presidente dell’Associazione Lauria a Montevideo.

Momento clou dell’iniziativa, uno spettacolo musicale-teatrale sulle sensuali melodie del tango, con la cantante romana (ma di origini lucane) Isabel Panè e i ballerini della scuola di ballo All In Dance.

All’interno dell’evento, previsto uno stand gastronomico a cura dell’ALCA (Associazione commercianti e artigiani di Lauria) e una mostra pittorica del maestro Salvador Gaudenti.

locandina 2 settembre

giu 212015
 

Sono ormai noti da qualche giorno i vincitori del prestigioso Premio Internazionale Isabella Morra, giunto ormai alla V edizione e che vede coinvolte per questo evento culturale la città di Valsinni in Basilicata e la città di Monza.
Il Premio letterario Isabella Morra, il mio mal superbo 2015, anche quest’anno ha avuto il privilegio di avere come Presidente Onorario il poeta Guido Oldani, una delle voci più significative della poesia contemporanea che ha presieduto la giuria composta da Antonetta Carrabs, Amedeo Anelli, Iride Enza Funari, Ettore Radice, Alessandra Arcadu, Giulia Occorsio, Paolo Pezzaglia, Giuseppe Masera, Tiziana Soressi, Simona De Simone.
Hanno partecipato al Premio molti testi, alcuni anche dall’estero – ha dichiarato Maria Alberta Mezzadri, Presidente di giuria Premio Morra – per la giuria la lettura delle poesie è stata intensa e la scelta difficile. In particolare, una sezione del premio è stata dedicata agli adolescenti che hanno composto testi di grande raffinatezza e spessore.
Tra le poesie che hanno partecipato a questa edizione vi sono stati alcuni temi dominanti: il tormento dell’essere donna e poeta, lo scavo interiore, il ricordo del passato, ma anche la riflessione sul presente, spesso inquietante.
Le poesie premiate sono state le seguenti:
Poesia inedita:
1. Vicoli di Marina Minet (Teresa Anna Biccai)
2. Le stagioni delle zucche di Valerio Cascini
3. Dissolvenze di Andrea Tavernati
Poesia inedita – sezione giovani:
1. Il corvo all’usignolo di Ilaria Soren
2. Il momento di Sara Bellelli
3. Signum belli di Eleonora Norcini
Menzione della critica:
• Anna di tutte le Russie di Piero Marelli
Premio poesia edita:
• Antonella Antinucci, Burqa di vetro, Edizioni Tracce
Menzioni della giuria:
• Heram di Francesco di Ruggiero
• Lager di Filippo Passeo
• Europa di Livia Rocco
• Quando di Fabiano Braccini
La cerimonia di premiazione si terrà il 28 giugno alle ore 11 presso il Teatrino di Corte della Reggia di Monza.

valsinni-castello

mar 192015
 

Dino Vincenzo Patroni sculture e medaglista, originario di Salerno ma lucano d’adozione, è impegnato in questo periodo nella medaglia celebrativa per i 50 anni della posa della statua del Cristo Redentore a Maratea.
Dino Vincenzo Patroni è nato a Salerno nel 1947. Figlio d’arte, proviene da una famiglia di scultori campani, specialisti in statue ed in monumenti in marmo e in bronzo presenti in Italia e all’estero (un suo bisononno ha insegnato Arte a Chicago, negli Usa, agli inizi del ’900). Fin da giovanissimo si è trasferito a Maratea dove vive con la sua famiglia. Ha insegnato nelle Accademie d’Arte di cinque regioni d’Italia. E’ uno sculture medaglista tra i più apprezzati in circolazione.
Nei giorni scorsi ha partecipato ad un incontro con i responsabili di Palazzo Marangoni per mettere a punto una serie di iniziative per il prossimo futuro, a partire dalla presentazione della Medaglia del Cristo di Maratea anche a Lauria. Nell’occasione ha donato alla istituenda biblioteca Brancati una preziosa monografia.

dino patroni

mar 192015
 

Dino Vincenzo Patroni è nato a Salerno nel 1947. Figlio d’arte, proviene da una famiglia di scultori campani, specialisti in statue ed in monumenti in marmo e in bronzo presenti in Italia e all’estero (un suo bisononno ha insegnato Arte a Chicago, negli Usa, agli inizi del ’900). Fin da giovanissimo si è trasferito a Maratea dove vive con la sua famiglia. Ha insegnato nelle Accademie d’Arte di cinque regioni d’Italia. E’ uno sculture medaglista tra i più apprezzati in circolazione.

feb 112015
 

“L’andamento turistico dell’anno appena trascorso, benchè fortemente segnato dalla gravità della crisi economica nazionale e da un’estate climaticamente penalizzata nel mese di luglio e settembre, registra dati estremamente positivi. L’indicatore principale di attrattività, costituito dagli “arrivi turistici”, dal 2013 al 2014, indica un rilevante incremento pari a +8,7%. Il flusso turistico in entrata segnala dunque un balzo in avanti, da 532mila a 579mila. In sostanza, se prendiamo a riferimento la popolazione residente in Basilicata, secondo l’ultimo dato Istat disponibile che segnala in poco più di 578mila gli abitanti al 31 dicembre 2013, possiamo ormai dire che, per la prima volta, ad ogni residente corrisponde un viaggiatore. Va ricordato che il turismo, secondo L’ISTAT, è definito come l’insieme delle attività e dei servizi riguardanti le persone che si spostano di fuori del loro “ambiente abituale” per trascorrere un periodo di tempo a fini ricreativi o per lavoro. Se si considera che nel 2007 (anno in cui si è avviata la riforma del sistema turistico) gli arrivi in Basilicata ammontavano a 448.546 l’incremento che si registra in 7 anni è pari al +29%, in termini assoluti circa 130mila arrivi in più. Altrettanto positivi sono i numeri relativi alle presenze e dunque al numero dei pernottamenti che si attestano a 2milioni e centomila. Si tratta del miglior risultato nella breve storia del turismo lucano con un incremento del 7,7% rispetto al 2013. A questi dati andrebbero aggiunti quelli non censiti, le vacanze nelle seconde case o presso case in affitto, stimate in almeno il doppio delle presenze che si registrano nelle strutture ricettive. Presenze che alimentano una variegata tipologia di spesa turistica e che ricadono beneficamente su molteplici attività economiche apportando un contributo crescente al PIL regionale. Un altro segnale estremamente positivo è costituito dalla crescita della componente estera, in sei anni più che raddoppiata. Nel 2014 siamo stati visitati da 81mila stranieri, con un incremento rispetto all’anno precedente del 15%, che hanno generato oltre 215mila pernottamenti. Ad attrarre il turismo estero è principalmente Matera, mentre il 40% di questi flussi si distribuisce in prevalenza tra il Vulture, la Val d’Agri e Maratea. Gli ospiti stranieri, che costituiscono il 14% del turismo lucano, provengono principalmente da Francia, Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Per quanto riguarda gli italiani che scelgono la Basilicata per le loro vacanze, accanto ai pugliesi ed ai campani, peraltro in crescita, si segnala un significativo incremento di laziali e lombardi; dati che confortano le strategie promozionali di questi anni. I risultati del 2014 sono ancor più apprezzabili se si considera che siamo in un periodo in cui in Basilicata, come nel resto d’Italia, si riscontra una riduzione dei periodi di vacanza e del numero dei pernottamenti. La permanenza media è di 3,63 mentre il tasso medio di occupazione netto passa dal 26,9% al 28,6%. La crescita del turismo riguarda tutto il territorio lucano, nessuno escluso, sia in termini di arrivi che di presenze. Torna finalmente a crescere tutta la provincia di Potenza (+ 10, 2% di arrivi) e non solo quella di Matera (+7,7%). Punta di diamante del turismo regionale, capitale europea della cultura 2019, è Matera che registra anche nel 2014 una rilevante crescita (+16,4% di arrivi; +18,5% di presenze), in numeri assoluti si tratta di 153mila turisti per 244mila pernottamenti. Ma è la Basilicata tutta ad essere più attrattiva. Questo rilevante sviluppo della mobilità verso la Basilicata, del suo appeal turistico, è evidentemente frutto di un insieme di fattori: la forza trainante di immagine generata da “Matera 2019”, i cui effetti maggiori si percepiranno nei prossimi anni; l’attenzione riservata dai grandi media per le produzioni cinematografiche nazionali ed internazionali che si vanno realizzando in Basilicata, con ricadute immediate sulla filiera di ospitalità e con la capacità, nel tempo, di dar vita a cineturismo; il numero crescente di strutture ricettive passate da 749 ad 808 nell’arco di in anno, il consolidamento dell’industria balneare, che sviluppa il 63% delle presenze turistiche regionali, e lo sviluppo di diverse attività di svago e sportive, a partire dalla qualificata presenza dei centri velici; l’ampliarsi di un turismo rurale e delle aree interne. Sempre più tangibili sono inoltre le ricadute di una strategia pluriennale di attrazione di tour operators e di azioni volte a favorire l’incontro tra domanda ed offerta attraverso fiere e workshop, missioni di contatto e campagne promozionali nei diversi ambiti dal turismo (balneare, naturalistico, culturale, religioso, eno-gastronomico, evenemenziale). Una strategia condotta in parallelo sul web, come attesta, peraltro, l’ottimo piazzamento della pagina facebook della Basilicata turistica, la reputazione acquisita con il portale turistico www.basilicataturistica.com e le tante iniziative di sperimentazione e di innovazione in ambito digitale. Inoltre occorre considerare la buona reputazione di cui godono i nostri operatori per la qualità e la varietà dell’offerta ricettiva ed il significativo contributo al movimento clienti, nelle strutture ricettive, derivanti dalla mobilità d’affari a partire dal caso Fiat. Nuovi fattori di attrattività, dal Volo dell’Angelo a quello dell’Aquila, ai grandi spettacoli dal vivo e ai format innovativi realizzati in questi anni, a partire dal Parco della Grancia, hanno catturato l’interesse dei media e portato turismo in aree prima non interessate al fenomeno. Il turismo lucano, alimentato da una visione di lungo periodo e da un Piano che ha dimostrato la sua solidità e capacità prospettica, oltre che da significativi investimenti pubblici e privati, si avvale del concorso di molteplici attori (dai diversi dipartimenti regionali alla Lucana Film Commission al Comitato promotore Matera 2019, dagli Enti Parco ai G.A.L., dai Parchi letterari alle tante amministrazioni locali particolarmente attive in ambito turistico, alle Pro-loco, in tanti casi unici avamposti, alle miriade di associazioni che alimentano la progettualità lucana, alle reti di impresa) e di 30mila fans che sul web insieme con l’APT promuovono la regione. Questa fiducia di cui gode il comparto merita particolari attenzioni. Molto infatti resta ancora da fare e rilevanti sono le sfide da raccogliere, prima tra tutte quella di corrispondere alle attese suscitate con Matera capitale della cultura europea 2019. Questo evento, in qualche modo epocale per le sorti del turismo lucano, che cattura attenzioni straordinarie del mercato turistico per la Basilicata tutta, sollecita istituzioni ed operatori ad un rinnovato impegno sotto il profilo della qualità, dell’efficienza, della mobilità, dell’accoglienza entro il 2019. In un anno così difficile per la regione, dal punto di vista economico e sociale, e in un tempo così problematico, il turismo dimostra di essere effettivamente in grado di generare alcune opportunità di crescita e sviluppo. Oltre che costituire un fattore di straordinaria reputazione per l’immagine regionale esso offre modo di coltivare motivi di speranza mobilitando, insieme all’industria creativa, energie, intelligenze e volontà verso settori dell’economia che si stanno rivelando particolarmente resistenti alla crisi”.

Gianpiero Perri
Direttore Generale APT Basilicata

matera

set 152014
 

I Vescovi Lucani invitano ad accendere una LUCE per la ripresa e la occupazione, con Lux Mundi: la Fiaccolata più grande del mondo con Papa Francesco per Vivere una Vita che Vale.
Sono ormai sotto gli occhi di tutti le pesanti ripercussioni di una crisi economica che colpisce, in particolar modo, le fasce più deboli e i giovani. La situazione richiede uno sforzo da parte di tutti per risollevare le sorti di una società che, nonostante le difficoltà, manifesta sempre più una richiesta di valori veri, sui quali investire per creare occasioni di sviluppo e crescita. Domenica 21 settembre i Lucani hanno una grande occasione per stringersi insieme e accendere una LUCE di speranza per dare una risposta simbolica e illuminare la via per la ripresa e la occupazione con “LUX MUNDI: la Fiaccolata più grande del mondo dedicata a Papa Francesco” che si svolgerà in contemporanea in tutti i Comuni della Basilicata, ad Assisi, e nelle città sedi dei Lucani all’estero.

L’iniziativa, tra le tante adesioni, ha avuto anche quella di Cgil, Cisl e Uil, in quanto l’evento LUX MUNDI promuove un nuovo modello socio-economico per lo sviluppo regionale, in sintonia con il Piano del Lavoro proposto dai sindacati, che -improntato sui principi eticosostenibili del Programma VVV: Vivi una Vita che Vale- prevede azioni potenzialmente finanziabili, a forte inclusione sociale, che puntano sulla centralità della Vita per farne il volano della ripresa economica. Inoltre, il nuovo Modello di crescita indirizza un’attenzione particolare a tutti i giovani Lucani, una cui delegazione è stata accolta benevolmente con la ‘Missione d’Amore per un Mondo Migliore’, il 21 maggio scorso in piazza San Pietro, da Papa Francesco che ha rivolto l’invito a proseguire con coraggio mettendo la centralità di Dio nella vita.

LUX MUNDI è una delle iniziative promosse nell’ambito del Programma Umanitario della Regione Basilicata VVV: Vivere una Vita che Vale, ideato da Tomangelo Cappelli, che, ispirato agli Orientamenti Pastorali della Conferenza Episcopale Italiana per il decennio 2010-2020 “Educare alla vita buona del Vangelo”, si fonda sul principio universale dell’Amore, del rispetto della Vita e della dignità della Persona e che, attraverso, il patrimonio spirituale e culturale diffonde stili di vita più sani e armoniosi, in grado di riattivare un mercato del lavoro e dare una risposta concreta alle aspettative dei giovani e della società intera.

Una Fiaccolata dell’Umiltà e della Fratellanza che vuole rendere tutti protagonisti, anche accendendo una semplice candela sull’uscio di casa o davanti la propria finestra e che vedrà anche la partecipazione diretta del Sacro Convento d’Assisi con la presenza in Basilicata del Custode Generale fr. Mauro Gambetti e della Cappella Musicale della Patriarcale Basilica di San Francesco in Assisi, diretta da Padre Giuseppe Magrino. Tutto questo a testimonianza del legame sempre più forte con San Francesco sotto la cui ala protettiva, garanzia di sostegno e portatore di buoni auspici, è stato posto il programma umanitario VVV, con l’intenzione di promuoverlo diffusamente attraverso azioni di sensibilizzazione culturale nel territorio per creare nuove opportunità di crescita etica e sociale con stili di vita più equilibrati e finalizzati al Bene Comune. Ecco perché invitiamo tutti i Lucani, il prossimo 21 settembre a stringersi insieme ed accendere una LUCE per la ripresa e la occupazione con Lux Mundi.

Mons. Francesco Nolè
Vescovo di Tursi-Lagonegro
Delegato Conferenza Episcopale Basilicata

Fiaccolata2014-front