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gen 292016
 

La Centrale del Mercure è tornata a funzionare e ad immettere energia elettrica nella rete nazionale. La centrale Enel del Mercure ha effettuato, il 13 gennaio, il terzo parallelo della sua storia: dopo il 2005 e il dicembre del 2012 è stata collegata alla rete nazionale di alta tensione. “Dopo tante tribolazione siamo oggi veramente felici di aver iniziato la produzione – hanno detto i suoi tecnici – e speriamo di continuare a lavorare”. L’impianto, situato nel Comune di Laino Borgo (CS), è stato costruito su autorizzazione del 1962 dalla Società Meridionale Elettrica (SME), originariamente alimentata con la lignite proveniente dalle cave del territorio e poi convertita a olio combustibile. Per ragioni tecnico-economiche ha cessato di funzionare nel 1997; tuttavia Enel, incontrando la richiesta degli amministratori locali, ha progettato la riconversione dell’impianto. “La centrale del Mercure, oltre che essere dotata dei migliori e avanzati strumenti di produzione, dispone di un capillare sistema di controllo e di monitoraggio ambientale di qualità tale da fare della Valle del Mercure il territorio più attrezzato d’Italia e non solo”, ha detto Matteo Fallucca, responsabile UB Sud di Generation Italia. “I dati rilevati dal sistema sono inviati agli Organismi regionali di controllo e sono disponibili e visibili a tutti i cittadini, i quali possono averne cognizione dai monitor installati all’esterno della centrale e nel palazzo del Comune di Laino Borgo”.Recentemente, grazie ad un importante investimento di Enel, la centrale è stata trasformata in un moderno impianto da circa 35 MW di potenza, alimentato con biomassa vegetale. Dopo l’entrata in esercizio, nel 2012, la centrale del Mercure ha registrato l’opposizione di alcuni gruppi di ambientalisti ed enti territoriali che, con ricorso al giudice amministrativo, nel 2013 hanno ottenuto la sospensione dell’esercizio dell’impianto per vizi esclusivamente attinenti il procedimento di rilascio delle autorizzazioni. Nel dicembre 2015, dopo l’intervento della presidenza del Consiglio dei Ministri che ha risolto il dissenso dell’Ente Parco del Pollino, la Regione Calabria ha emanato il decreto che autorizza l’esercizio dell’impianto.«Abbiamo realizzato un impianto di alta tecnologia che rispetta ampiamente le normative più stringenti in fatto di macro inquinamenti», ha affermato Pietro Quaglietta, responsabile di manutenzione della Centrale del Mercure.
La salvaguardia dell’ambiente è stata rafforzata ulteriormente grazie agli impegni contenuti nell’accordo sottoscritto presso il MISE da Regione Calabria, Regione Basilicata, Ente Parco, comuni limitrofi e segreterie Regionali di CGIL, CISL e UIL, ed Enel. L’accordo sottoscritto al MISE prevede l’istituzione di un Osservatorio ambientale con la partecipazione delle istituzioni locali e delle Organizzazioni sindacali che opereranno in coerenza con la già costituita Commissione Tecnico Scientifica (della quale fanno parte le istituzioni sanitarie ed ambientali locali e nazionali). L’accordo prevede anche il coinvolgimento delle imprese della Valle de Mercure nell’affidamento di appalti per forniture di beni e servizi in misura non inferiore al 50% dei volumi di attività.
Esiste inoltre l’impegno a stipulare, presso la Prefettura di competenza, un Protocollo di Legalità che garantisca un efficace controllo su coloro che eventualmente si proporranno come fornitori della Centrale. Il Ministero dello Sviluppo Economico si è impegnato ad affiancare direttamente o tramite il Ministero competente il rispetto dell’impegno.

castelluccio3Centrale del Mercure.

ago 052015
 

Martedi 11 agosto 2015 a partire dalle ore 9.00 si terrà in Maratea, in località La Secca di Castrocucco, la manifestazione “Chi cerca …crea”.
CHI CERCA CREA è una festa di Arte e Ambiente ed è anche un premio d’arte. Comprende pittura, scultura, fotografia, scrittura. Le opere vengono realizzate “in loco” con oggetti che ogni partecipante troverà nel parco e lungo il mare della Secca. La manifestazione, ideata dall’artista Carla Viparelli, quest’anno si avvale del contributo del Comune di Maratea e del patrocinio di ANEA Azienda Napoletana Energia e Ambiente, in collaborazione con la Proloco Maratea La Perla e La Secca Solarium/Parco Naturale.
“CHI CERCA”: la prima parte della mattinata è dedicata alla ricerca di oggetti (sassi, conchiglie, cocci, legnetti, etc.) sulla scogliera. Una maniera di mettersi in rapporto con l’ambiente circostante e di esercitare l’attenzione verso tutti quei particolari che fanno parte della nostra esperienza quotidiana di visione e fruizione e che di solito vengono trascurati e/o diversamente valutati. Recupero, riciclo e ricontestualizzazione oltre a esercitare la creatività costituiscono un’educazione al rispetto ambientale. Il patrocinio di ANEA sottolinea proprio questo aspetto della manifestazione.
“CREA”: ai partecipanti vengono forniti tutti i materiali per poter realizzare le proprie opere (tele, tavolette, colori, spago, colla, chiodi, carta, penne, matite), e un computer per scaricare files fotografici.
Le finalità di questa kermesse vanno dall’educazione alla sensibilità ambientale all’esercizio di libera creatività senza distinzione tra artisti e non artisti, giovani e meno giovani, bambini e adulti, alla valorizzazione di un’area di rara bellezza naturalistica quale solo la costa di Maratea può offrire.
I PREMI: in palio ci sono numerosi premi divisi per categorie e sezioni. La sezione “Bambin (6-12 anni) non prevede gara, ma tutti i piccoli partecipanti vengono premiati. Per la Sezione Ragazzi (13-18) e Adulti sono invece previsti premi per i primi tre classificati, oltre alle Menzioni speciali della giuria. Ci sono due premi in danaro: il primo premio Adulti (500 euro) e il premio fotografia (100 euro).
PREMIAZIONE: alle 21.30 al Sambacco in piazza del Gesù a Fiumicello di Maratea.

maratea

lug 172015
 

Alla manifestazione farsa organizzata mercoledì 15 da Pittella a Policoro, con la partecipazione degli altri due governatori PD Emiliano e Oliverio, ci sono state associazioni e sindacati che hanno sfilato con le proprie bandiere nel corteo, evidentemente avallando così il tentativo di ripulire l’immagine di Pittella sbiancandola dal nero petrolio che finora ha caratterizzato l’agire del gladiatore lucano. C’erano, poi, cittadini e associazioni che hanno duramente contestato, per tutto il tempo della manifestazione e del corteo, l’ipocrisia di un governatore che avrebbe voluto far credere di essere contrario alle trivellazioni ed alle compagnie petrolifere. Ancora una volta clamorosamente smentito a distanza di pochissime ore dalle dichiarazioni del Ministro Guidi che ha confermato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la decisione di autorizzare le esplorazioni per la ricerca di idrocarburi nel mar Ionio e nell’Adriatico.

Dalla risposta del ministro è emerso chiaramente che la battaglia sulle trivellazioni non può essere delegata alla burocrazia partitica ed essere ridotta esclusivamente alle guerre di corrente insite nel PD; che chi ha parlato strumentalmente in questi giorni di unità e di confronto istituzionale o non ha ben presente l’entità del problema trivellazioni oppure è interessato più a battaglie politiche che alla difesa del territorio. Se qualcuno pensa ancora che quello stesso Governo Renzi che ha messo a repentaglio la sua maggioranza per riforme strutturali ancora più importanti (riforma costituzionale, Jobs Act, legge elettorale, riforma sulla scuola) si fermi di fronte ad un confronto con Pittella, Oliverio ed Emiliano sulle trivellazioni in mare, deve cominciare ad aprire gli occhi sulla realtà.

Questo è stato l’intento della nostra contestazione di mercoledì.

Qualcuno ha parlato di manifestazione fallimentare con scarsa partecipazione popolare. Ma forse è proprio ciò che Pittella voleva ottenere ieri. Una sfilata in solitaria, senza contraddittorio, per riuscire a far passare il messaggio che lui è contro le trivelle e dalla parte del popolo. Altrimenti perché organizzare una manifestazione nella mattinata di una giornata lavorativa? Il giochetto, però, è stato smascherato da un manipolo di cittadini attivi ed associazioni che non si sono lasciati abbindolare. Come in altre occasioni, a fronte di contestazioni rumorose ma assolutamente pacifiche, è emersa tutta la violenza e l’arroganza del governatore, che, senza alcuna idea né concreta proposta da contrapporre alle contestazioni, non ha trovato di meglio che minacciare furiosamente di “mettere in ginocchio” le associazioni e i movimenti dissenzienti.

A conferma dell’intento esclusivamente propagandistico dell’iniziativa, non è stato concesso nessuno spazio di contraddittorio ai cittadini ed alle associazioni, nonostante fosse stato richiesto ufficialmente. Il re, ormai, è nudo…e non è un bello spettacolo!

Ed in un crescendo “felliniano” e surreale, forse a causa del solleone e confondendo palesemente, e forse volontariamente, chi fossero gli invasori e chi i “partigiani”, un Emiliano stonatissimo e sudaticcio ha deciso di intonare “Bella Ciao”, screditando tra l’altro la presenza del sindaco Leone e dei suoi sostenitori di destra che hanno sfilato ordinati e allineati con le loro bandiere nel corteo pittelliano. E’ ovvio che la scelta di contestare da semplici cittadini, senza mostrare alcun simbolo e bandiera, per esprimere la distanza dalla manifestazione-farsa, non deve assolutamente diventare l’occasione, per questi politici senza contenuti, di associarci alle bandiere fasciste e a quei gruppi di estrema destra che con noi non hanno nulla a che vedere. A differenza di ciò che Pittella, Emiliano & C. hanno voluto far credere dal palco apostrofando indistintamente la platea dei presenti al grido di “fascisti”!

E’ bene che Pittella e i suoi seguaci si rassegnino al fatto che questi teatrini non bastano più per confondere il popolo lucano. Martedì 21, nelle sedi istituzionali opportune, e non sul bagnasciuga ionico, Pittella dica chiaramente al Consiglio ed ai lucani quali sono le sue strategie sul destino di trivelle che sta facendo sulla Basilicata e sui lucani, almeno in sede istituzionale non si nasconda dietro vuoti proclami, sia chiaro e parli di atti istituzionali consequenziali e coerenti con l’obiettivo dell’uscita dall’era dalle fonti fossili di energia. Inizino a fare i seri questi politicanti che hanno a che fare con gente dignitosa e menti pensanti, non con le loro truppe cammellate. Inizino a dare segnali forti, sia nazionali che internazionali, richiamando, redarguendo o punendo quanti, chiamati a rappresentare il “popolo”, legiferano a favore delle multinazionali contro gli interessi delle popolazioni locali (vedi TTIPP e “questione airgun” nei reati ambientali).

Trasformiamo il sud in riferimento internazionale per le fonti energetiche virtuose e diffuse a disposizione dei singoli cittadini, come annunciato e mai realizzato, tradendo il popolo, già nel 2003!

Questo devono perseguire anche tutte le altre figure istituzionali presenti a Policoro!

Solo così potrebbe riaprirsi un dialogo ed arrivare a manifestazioni realmente congiunte ed unitarie, come ai tempi di “Scanzano Jonico”!

 

“I contestatori fischianti del 15 luglio”

triv

giu 212015
 

Spiegare. Divulgare. Confrontarsi. Dibattere. Divertirsi. Imparare.  Sono questi i verbi che orientano Legambiente Lauria nell’organizzazione e realizzazione della terza edizione del BlueFest, dedicata ai temi dell’Energia rinnovabile e dell’Innovazione.

Il nome del Festival è strettamente legato alla definizione di “Blue Economy”, un modello di business a livello globale dedicato alla creazione di un ecosistema sostenibile, basato sulla trasformazione in merce redditizia di sostanze altrimenti sprecate.A differenza della Green Economy, che prevede una riduzione delle emissioni di CO2 entro un limite accettabile, la Blue Economy punta ad eliminare del tutto tali emissioni.

L’obiettivo del BlueFest è quello di rendere consapevoli i cittadini, illustrando i piccoli gesti quotidiani che possono migliorare la qualità della loro vita e la salute del nostro pianeta.

Ecco il programma che caratterizzerà le due giornate.

<<<< Venerdì 26 Giugno #ENERGIA >>>>

Ore 10.30 – Apertura BlueFest
Convenzione dei Servizi Pubblici Digitali Comunali
Interverranno:
Gaetano Mitidieri, Sindaco di Lauria
Domenico Cipolla, Sindaco di Maratea – Pres. CSL
Nicola A. Carlomagno, Consigliere Delegato CSL
Marco De Biasi, Presidente Legambiente Basilicata
Ignazio Petrone, Presidente SEL Spa

Ore 15.30 – Seminario tecnico con CFP – Ordine Ing. PZ
“Buone pratiche nell’ambito dell’energia sostenibile”
Ing. M. Morrone
“Il legno come materiale da costruzione sostenibile”
Ing. M. Simonetti
“Interventi di risparmio energetico in Basilicata”
Ing. M. Scuderi

Ore 17.30 – Presentazione aziende e start up

Ore 18.30 – Convenzione adozione “Parco Laura Conti”
Interverranno:
Enrico Maria Di Giorgio, Presidente Legambiente Lauria
Donato Zaccagnino, Assessore all’Ambiente del Comune
di Lauria

Ore 19.00 – Workshop “Energia bene comune”
“Accesso all’energia, innovazione energetica e piattaforme
di sviluppo intelligente per i territori.”
Interverranno:
Stefano Ciafani, Vice Presidente Nazionale Legambiente
Matteo Giannì, Unità Studi e Statistiche Gestore Servizi
Energetici
Marco De Biasi, Presidente Legambiente Basilicata
Aldo Berlinguer, Assessore Ambiente e Infrastrutture
Regione Basilicata

Ore 21.00 – Torneo di calcetto – BLUEFEST CUP

<<<< Sabato 27 Giugno #INNOVAZIONE>>>>

Ore 10.00 – Blue CoderDojo
A cura di Francesco Piero Paolicelli, Digital Champion
Matera

Ore 12.00 -Laboratori didattici per ragazzi
A cura del MOV Lauria

Ore 15.30 – Seminario di Web Marketing
A cura di Nicola Lanziani, Web Master

Ore 17.00 – “Droni per l’Ambiente e per la Pace”
A cura di Pasquale Russo, Direttore Generale Link
Campus University

Ore 17.30 – Prototipazione con stampanti 3D
A cura di Pasquale Montemurro, Syskrack Lab.

Ore 18.00 – Workshop – “Innovazione: chiave del futuro”
“Applicazione dell’innovazione tecnologica e digitale per la
crescita di un territorio. Prospettive, progetti e opportunità.”
Interverranno:
Francesco Piero Paolicelli, Open Data Manager Comune di
Matera
Andrea Trevisi, Direttore di Basilicata Innovazione
Ernesto Belisario, Avvocato e Vice Presidente
Ass. Digital Champions
Raffaele Ricciuti, Amministratore Unico Sviluppo Basilicata
Marcello Pittella, Presidente Regione Basilicata

Ore 20.00 – Estrazione premi lotteria

Ore 20.30 – Intrattenimento

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INFO

www.bluefest.it

legambientelauria@gmail.com

Facebook: /BlueFest

Twitter: #bluefest

0973/ 628742

 

blue

mar 282015
 

Il 22 marzo è stata la giornata mondiale dell’acqua, ma le istituzioni continuano a dormire.
L’iniziativa istituita dall’Onu evidenzia che l’acqua è generatrice di vita e risorsa preziosa, un bene da tutelare e da gestire responsabilmente.
La giornata 2015 è dedicata al binomio acqua e sviluppo sostenibile e questo perché senza acqua non c’è vita e quindi non ci può essere nessun modello di sviluppo.

Come sottolineato dal Comitato Italiano si rilancia l’urgenza di garantire, in primis, il diritto umano all’acqua per tutti, associato ad un maggior impegno per la salvaguardia delle risorse idriche come patrimonio dell’umanità..

Ci auguriamo che per Tortora questa ricorrenza diventi appuntamento fisso ed importante considerato che una gestione responsabile della stessa ci riguarda molto da vicino.

Il nostro territorio è ricco di sorgenti, se ne contano oltre una dozzina, le cui acque non vengono raccolte ne utilizzate, nemmeno ad uso irriguo.

A breve si provvederà ad un progetto per un eventuale imbottigliamento e per utilizzare al meglio una risorsa del territorio anche a fini occupazionali.

Ma una grave incongruenza è che la maggior parte dei tortoresi fa uso e consumo di acqua ricavata da pozzi con l’ausilio di pompe di sollevamento, mentre l’acqua delle sorgenti di Cardio, San Nicola, Melazzo ed altre si sprecano.

In cinque anni il Comune di Tortora ha speso circa un milione di euro per manutenzione ed energia elettrica necessaria al funzionamento di dette pompe.

Tali risorse potevano essere utilizzate per la costruzione di una rete idrica e fornire acqua potabile all’intera popolazione. si verifica quindi un doppio ed assurdo spreco, di acqua e di risorse finanziarie.

Tutto ciò per molti significa comprare acqua minerale o far uso di acqua quasi sempre clorata con tutte le conseguenza a danno della salute che tale disinfettante comporta per un uso continuativo dello stesso.

Già da tempo abbiamo evidenziato l’opportunità di realizzare un progetto per razionalizzare e tutelare l’acqua bene comune ma fino ad ora le Istituzioni hanno solo dormito e purtroppo lo fanno da tanti e troppi anni, avessero iniziato 5 o 10 anni fa, oggi quasi tutti i cittadini di Tortora potrebbero bere acqua di sorgente.
Raffaele Papa
Consigliere Comunale

papa

mar 092015
 

Ormai non si contano più le “anomalie” del centro oli di Viggiano. L’ultima, stando a notizie di stampa, sarebbe avvenuta sabato attorno alle 17. Nella foto che sta facendo il giro della rete si
nota chiaramente un’intensa colonna di fumo nero proveniente dall’area del centro_nessuna
conferma da parte dell’amministrazione di Viggiano, da Eni e dalla regione, nonostante vi sia
stato un incontro che ha visto la partecipazione di ARPAB.
Solo una settimana fa, l’assessore Berlinguer (detto Aldino), rispondendo ad una interrogazione
di Gianni Leggieri relativa alla fiammata dello scorso 18 Gennaio, esaltava quanto fatto dai
vertici regionali in materia di fiammate. L’avvocato (di Eni?) Berlinguer, ci teneva a
tranquilizzare ancora una volta i Lucani: dopo anni di estrazioni selvagge l’Eni finalmente ha
avviato un piano di ammodernamento dell’impianto di approvvigionamento energetico. Si tratta
di alcuni interventi fatti in collaborazione con Enel che, oltre ad aumentare i megawatt a
disposizione del Centro Oli, predisponevano l’impianto all’attivazione della quinta linea utile
raggiungere l’obiettivo dei 104mila barili al giorno (forse questo il vero scopo dello stop
temporaneo_del_centro?).
Come verrà giustificata questa “anomalia” dal nostro Aldino da Siena? Forse dirà che il tutto è dovuto alla ripresa attività dell’impianto? Magari chiamerà in causa le avverse condizioni metereologiche che hanno interessato parte del territorio lucano.
I fatti parlano chiaro: o questi interventi di implementazione energetica non sono mai avvenuti
oppure l’infrastruttura per il trasporto dell’energia lucana non _ all’altezza per la gestione del
carico di lavoro del centro oli. Lo stesso Vito Santarsiero ha evidenziato stizzito le carenze della
rete elettrica lucana, stigmatizzando i prolungati blackout dei giorni scorsi dovuti ad una
normalissima nevicata, disagi che hanno riportato migliaia di cittadini indietro nel tempo, senza
luce e riscaldamento, abbandonati e senza alcuna assistenza.
L’esperimento petrolifero lucano continua in barba a tutto e tutti ed sempre più evidente la volontà di voler fare della Basilicata un deserto, l’ambiente ideale per questo tipo di attività. Assessore Berlinguer, Presidente Pittella, dimostrateci il contrario: è giunta l’ora di affrontare
duramente questa continua mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini di questa regione, già troppo vessati nel corso degli anni.
Presadiretta ha acceso un grande faro sulla Basilicata petrolifera, provocandovi non pochi mal di
pancia, ma il vero mal di pancia è quello dei cittadini lucani stufi di vedere offesa la loro dignità.
Tanto per riprendere le parole di Berlinguer, il M5S ha tenuto, tiene e terrà sempre la barra ferma in materia di estrazioni petrolifere, a differenza di tutti quei politici lucani che da oltre 40 anni non hanno fatto che alzare quella barra, facendo da zerbini a tutti coloro che questa terra l’hanno avvelenata.
C’è gente impaurita, non vogliamo che si verifichino episodi simili a quello avvenuto in provincia
di Teramo dove, nei giorni scorsi,è avvenuta l’esplosione di un gasdotto.
Vi riproponiamo la domanda a cui non avete risposto in consiglio: avrà qualche minimo di
concretezza quanto_minacciato con la diffida che avete inoltrato a ENI?
Si abbia il coraggio di prendere decisioni drastiche altrimenti le forme di protesta si faranno sempre più clamorose ed eclatanti.

GIANNI PERRINO
GIANNILEGGIERI
GRUPPO CONSILIARE M5S BASILICATA

fumata_viggiano_foto_Gresia
Foto: Gresia

mar 072015
 

Impegno straordinario dei tecnici Enel in Basilicata per fronteggiare i danni sulla rete elettrica causati dalla forte ondata di maltempo che ha colpito il territorio negli ultimi due giorni.

Dalle prime ore del mattino di ieri 6 marzo la provincia di Potenza è stata duramente colpita da forti venti e nevicate che hanno causato la caduta di piante, alberi ad alto fusto e rami sulle linee elettriche. In particolare, la formazioni di manicotti di ghiaccio ha provocato la rottura dei conduttori in diversi punti delle linee aeree gestite da Enel.

Enel, dai primi momenti dell’emergenza legata al maltempo ha schierato una task force composta da più di 120 tra tecnici, operai e risorse di ditte esterne, che hanno lavorato incessantemente per riparare i danni.

I lavori sono proseguiti per tutta la notte e già questa mattina era stato rialimentato circa il novanta per cento dei clienti che a causa del maltempo erano rimasti senza energia elettrica. Nel pomeriggio di oggi i tecnici Enel proseguono le attività per cercare di ripristinare la totalità delle utenze. Permangono alcuni guasti che interessano principalmente zone rurali della Basilicata in quanto in molti casi gli interventi sono ostacolati da problemi di viabilità dovuti al persistere delle precipitazioni e dalla caduta di piante sulle strade. Enel è in costante contatto con le Prefetture, con le Istituzioni locali e con le strutture di Protezione Civile provinciali e regionale. Gli interventi di Enel sul territorio proseguiranno fino al definitivo ripristino del servizio elettrico, operando nel rispetto delle procedure di sicurezza che questi delicati interventi richiedono”.

Ufficio stampa Enel Puglia e Basilicata

mappa_basilicata

feb 272015
 

Si è svolto il 26 febbraio 2015, dalle ore 17.30, il Consiglio Comunale a Lagonegro. La questione dei debito del Comune ha calamitato l’attenzione delle forze politiche rappresentate. Maggioranza e Minoranza si sono confrontati in maniera accesa. Alla fine, un pò a sorpresa, si è convenuto su un documento unitario che prevede la formulazione di un piano Piano di Riequilibrio che possa essere accettato dalla Corte dei Conti. La strada intrapresa per evitare è stretta, su questo documento si giocherà il futuro di Lagonegro e della sua classe dirigente. Se dovesse essere bocciato nuovamente dalla Corte dei Conti, il dissesto sarà inevitabile…in pratica: tasse al massimo per i cittadini, nessuna assunzione, nessun investimento, commissario prefettizio al posto del sindaco.

Ecco l’Ordine del Giorno:

Comunicazione del Sindaco circa la delibera n.4/2015 Corte dei Conti Basilicata – Diniego Piano di Riequilibrio.

1) Adesione patto dei Sindaci per energia sostenibile.
2) Protocollo d’intesa attuativo dell’art.9 della Legegre Regionale 31/2008 – Interventi di sostegno alla domanda di pubblcia energia.
3)Rinnovo delibera mercato domenicale anno 2014.
Integrazione
4) Delibera n.4/2015 Corte dei Conti di Basilicata – Diniego piano di Riequilibrio Pluriennale – provvedimenti.

Prima parte

Seconda parte

gen 232015
 

Ecco quanto ha dichiarato l’onorevole di Cinque Stelle Mirella Liuzzi sulla trasmissione “Alla falde del Kilimangiaro”. “Apprendo dalla carta stampata che con una lettera inviata alla trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro”, il Presidente Pittella si indigna e fa la morale al direttore del programma, reo di aver mandato in onda un servizio-inchiesta che ha messo in luce le condizioni dell’inquinamento che il petrolio ha causato e causa tutt’ora in Basilicata.
Il Presidente Marcello Pittella, rinviato a giudizio con l’accusa di peculato e amico dei petrolieri così come i suoi predecessori, accusa quindi la trasmissione RAI di aver “violato le più elementari regole deontologiche del giornalismo”. Nella lettera, il governatore tenta di convincere che il raddoppio delle trivellazioni non interesserà la Basilicata; purtroppo le cose non stanno proprio così. A sostegno di ciò, basta leggere la documentazione rilasciata da WWF, Legambiente, Greenpeace, Aspo Italia e tanti altri, presente agli atti del Parlamento e, se non dovesse bastare, potrebbe essere utile leggere anche la relazione allo Sblocca Italia presentata dallo stesso Governo Renzi.
L’articolo 36 (pericoloso tanto quanto l’articolo 38) viene così spiegato dal Governo: “L’articolo, intervenendo sull’estensione dal patto di stabilità relativamente alle spese sostenute per fini specifici dalle Regioni che corrispondono agli importi incrementali delle royalties, è teso di fatto a favorire lo sviluppo delle risorse energetiche nazionali sbloccando gli investimenti privati in programma da anni nel settore. Scopo dell’intervento normativo è quello di accelerare il processo decisionale di autorizzazione allo svolgimento delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi, di competenza concorrente, in base al titolo V della seconda parte della Costituzione, tra Stato e regioni”. Dunque, favorire il processo di autorizzazione, vuole dire favorire la presenza di nuovi pozzi e quindi, di aumentare il numero dei barili inesorabilmente.
Riguardo proprio ai barili estratti, non è ammissibile citare un ordine del giorno presentato alla Camera: di ordini del giorno sono pieni i cassetti del Parlamento sui più improbabili argomenti, ovviamente mai rispettati. A titolo di esempio, il Governo nella legge di stabilità dopo aver bocciato un mio emendamento con lo stesso contenuto, ha accolto un ordine del giorno a mia prima firma in cui si chiede l’adeguamento delle tariffe italiane dei canoni di concessione per le compagnie petrolifere al resto d’Europa (generalmente tutte più alte rispetto all’Italia). Ma sappiamo bene che tale accoglimento non verrà trasformato in realtà.

In questa legislatura in vigilanza RAI, mi è capitato diverse volte di presentare interrogazioni concernenti proprio il trattamento di temi ambientali e petrolio da parte del servizio pubblico. Tra gli atti presentati, ne vorrei citare alcuni su programmi tv particolarmente compiacenti: “Petrolio”, dal titolo già di per se opinabile, è stato oggetto di due interrogazioni a mia prima firma. Il programma ha recentemente mandato in onda un servizio intitolato “Un mare di energia: l’Adriatico” dipingendo le trivellazioni belle e salutari per l’uomo e per la natura, senza alcun tipo di contraddittorio. Ho presentato un’interrogazione sul programma “Linea Blu” che, in un servizio sulla città di Sciacca ed il suo mare, ha censurato un’intervista registrata e mai andata in onda del Comitato “Stoppa la Piattaforma” e sostituita da un’altra intervista di un geologo pro-trivellazioni. Mi sarebbe piaciuto vedere la stessa indignazione del Presidente della Regione anche in quelle e in tante altre occasioni oppure nella più recente inchiesta della Procura Antimafia potentina riguardo lo smaltimento dei rifiuti petroliferi, dato che “la classe dirigente regionale ha fatto della tutela e della salvaguardia dell’ambiente e della salvaguardia della salute umana, la priorità nella propria missione di Governo”.

Ho accolto la trasmissione “Alle Falde del Kilimangiaro” almeno come una rappresentazione diversa della realtà ambientale della Basilicata e più legata alla verità, perlomeno dal mio punto di vista.
Mi sarebbe piaciuto avere un Presidente che con intelligenza ed onestà, ragionasse sul fatto che ad oggi le riserve accertate di gas e petrolio presenti nel sottosuolo Italiano ammontano in totale a circa 130 Mtep e che il raddoppio della produzione di idrocarburi in Italia significherebbe arrivare a fornire 24 Mtep/anno (gas + petrolio). Dunque, una produzione raddoppiata sarebbe possibile per soli 5 anni. Un Presidente attento ai temi ambientali dovrebbe ragionare anche sui numeri e chiedersi per il bene dei suoi conterranei, cosa e come lasciare la Regione ai prossimi amministratori e alle future generazioni.
Invece ciò che abbiamo è un Presidente rinviato a giudizio per peculato che continua inesorabilmente a seguire la linea dei suoi predecessori e che invece di interrogarsi sulle copiose manifestazioni contro il petrolio, non trovi meglio da fare che inviare una nota stampa ad una trasmissione televisiva.

Eppure al di là di tutto, mi sarebbe bastato un Presidente della Basilicata coraggioso che, come in altre Regioni, impugnasse il decreto Sblocca Italia”.

L’On. Mirella Liuzzi del Movimento 5 Stelle a Lauria

gen 112015
 

Si è chiusa con successo, dopo un lungo tour di 15 tappe in 19 giorni partito lo scorso 18 dicembre da Ruoti e terminato a Tito il 5 gennaio, la rassegna promossa dal Gal Marmo Melandro “InCanti di Natale. Tradizioni e contaminazioni”, che ha messo in rete i comuni dell’area attraverso un originale connubio tra le tradizioni locali legate al Natale e quelle musicali di matrice afroamericana racchiuse nella musica gospel. Un evento che ha animato le comunità rurali durante le festività natalizie, grazie anche alla proficua collaborazione delle amministrazioni e delle associazioni locali, toccando affascinanti location situate nel territorio e proponendo concerti con gruppi internazionali e corali locali, uniti a degustazioni di dolci tradizionali.
Il presidente del Gal Michele Miglionico, nel riscontrare l’ottima riuscita dell’iniziativa, ha dichiarato: «Siamo partiti dal Marmo con il primo appuntamento a Ruoti e abbiamo chiuso nel Melandro, nella valle dominata dalla torre di Satriano. Stando ai numeri e alla partecipazione, che ha visto le chiese sempre piene di gente, possiamo tranquillamente affermare che ci troviamo di fronte ad un nuovo grande successo del Gal Marmo Melandro e dell’intero territorio con i suoi 15 campanili. Le belle location dei borghi caratteristici e delle loro chiese, la delizia dei dolci tipici del Natale e i talenti del posto esibitisi insieme ad artisti internazionali interpreti della musica gospel, hanno riscaldato le gelide serate delle feste. E proprio nel giorno della sua chiusura, il 5 gennaio, in un momento triste per la musica italiana, il progetto ha trovato la sua massima “verità”, e la contaminazione da noi fortemente voluta ha trovato come per magia quel mitico incontro tra le voci nere e quelle bianche, facendo inevitabilmente andare il pensiero a Pino Daniele, quel “nero a metà” da sempre esploratore e contaminatore musicale».
Il programma della manifestazione è stato coordinato dall’Associazione Culturale “Il Circo dell’Arte” e dalla direzione artistica di Pasquale Cappiello, che ha espresso piena soddisfazione per il risultato ottenuto: «Abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che unendo le forze e le risorse si possono ottenere risultanti importanti. La partnership tra il Basilicata Gospel Festival e il Gal Marmo Melandro ha dato vita ad un evento unico per la Basilicata, che ha permesso di valorizzare il territorio e allo stesso tempo di far approdare artisti internazionali di elevata caratura negli splendidi scenari dei nostri borghi, regalando l’energia e la spiritualità che solo la musica gospel sa trasmettere al pubblico lucano, dimostratosi attento e ricettivo. L’auspicio è che si possa proseguire sulla stessa strada con sempre nuove iniziative e progetti dal forte valore culturale e dal grande impatto emotivo».

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