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Domenica 31 gennaio 2016, alle ore 11.00 presso la sede del GAL La Cittadella del Sapere, a Latronico, si concluderà la seconda edizione del Premio ArtePollino. La giornata sarà dedicata alla presentazione del catalogo e alla premiazione del vincitore dell’edizione 2015. All’iniziativa, patrocinata dal programma di promozione e diffusione dell’arte “Sensi Contemporanei” e sostenuta dall’APT di Basilicata, dall’Ente Parco Nazionale del Pollino, dalla Fondazione Banco di Napoli e dalla BCC Cilento e Lucania Sud, hanno aderito le accademie di Bari, Catanzaro, L’Aquila, Napoli, Reggio Calabria, Roma che, durante il mese di agosto 2015, hanno preso parte a un soggiorno studio nel Parco Nazionale del Pollino con un gruppo di tre allievi selezionati per ogni accademia e accompagnati da un docente tutor. Lo scopo dello stage formativo era quello far conoscere il territorio del Parco Nazionale del Pollino, gli artisti e le opere del progetto “ArtePollino Un Altro Sud”, di far entrare gli allievi in relazione con i luoghi del parco ponendo particolare attenzione al tema dei suoli, scelto dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per il 2015 e sul quale ciascuno allievo è stato chiamato a riflettere. Al soggiorno è seguita la fase di elaborazione dei contenuti e delle suggestioni, che si sono tradotte in tavole progettuali visionate e valutate da una giuria di esperti formata da Anna Pironti, Catterina Seia, Claudia Losi, Luca Conte, Luigi Ratclif, Marta Ragozzino, Paola Zanini, Rino Cardone, Stefania Crobe. Dei diciassette progetti realizzati, uno solo verrà premiato domenica e uno solo riceverà la menzione speciale di “migliore tavola” dal punto di vista grafico e comunicativo. Il lavoro vincitore sarà poi realizzato e andrà ad arricchire il patrimonio artistico del Parco. Mancherà, purtroppo, quest’anno il vincitore per la sezione didattica alla quale si è iscritta una sola studentessa che ha partecipato fuori concorso. Per l’associazione ArtePollino il Premio si conferma un’ottima esperienza formativa e culturale; è un’opportunità di confronto e di scambio sia per l’associazione che per il territorio, che ha la possibilità di ospitare due volte all’anno allievi e docenti di varie accademie italiane. Tutti i lavori mostrano una grande sensibilità e una forte vicinanza al tema dei suoli, denotano una certa maturità artistica che è stata molto apprezzata dai membri della giuria e che è di buon auspicio per i giovani allievi che aspirano ad essere futuri artisti. Il lavoro vincitore sarà realizzato nella prossima primavera, quando sarà bandita anche la terza edizione del Premio. L’augurio è che l’esperienza possa consolidarsi negli anni e arricchirsi di contenuti sempre nuovi e stimolanti.

arte-pollino

gen 292016
 

Anche quest’anno l’Istituto Professionale Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale “G. Fortunato” sede di Lagopesole ha organizzato un periodo di incontri con gli alunni delle Scuole Secondarie di I grado e le rispettive famiglie, al fine di far conoscere il nostro Istituto e soprattutto la filosofia educativa e formativa che ci contraddistingue.

Per l’occasione, saranno in funzione tutti i laboratori didattici allo scopo di illustrarvi ciò che si fa nella nostra scuola per formare figure professionali altamente qualificate capaci di interagire in modo duttile e con molteplici competenze, così come il mercato globale richiede.

L’obiettivo della nostra scuola è quello di veicolare ai propri interlocutori, presenti e futuri, l’idea di una formazione moderna, che guardi al futuro mediante la “Green School”.

Per noi ogni singolo alunno/a è un bene prezioso, unico e insostituibile.

Durante gli Open Days cercheremo, inoltre, di offrire le risposte più adeguate a ciascuno dei Vostri figli, affinchè insieme si possa costruire il loro futuro.

Vi invitiamo a visitarci

Le date e gli orari dei nostri “Open Days” sono i seguenti:

Domenica 31 GENNAIO ore 10:00 – 13:00 e 16:00 – 19:00

Domenica 14 FEBBRAIO ore 10:00 – 13:00 e 16:00 – 19:00

Domenica 21 FEBBRAIO ore 9:00 – 13:00

SI RINGRAZIA ANTICIPATAMENTE PER LA GENTILE DIFFUSIONE

Per info :

F.S. Orientamento Rapporti con il Territorio

Prof.ssa Anna Satriano Cell. 349/2421345

Responsabile di Sede

Prof. Sergio Cuseo Cell. 3287835763

IPSAS GIUSTINO FORTUNATO -LAGOPESOLE

gen 292016
 

La Centrale del Mercure è tornata a funzionare e ad immettere energia elettrica nella rete nazionale. La centrale Enel del Mercure ha effettuato, il 13 gennaio, il terzo parallelo della sua storia: dopo il 2005 e il dicembre del 2012 è stata collegata alla rete nazionale di alta tensione. “Dopo tante tribolazione siamo oggi veramente felici di aver iniziato la produzione – hanno detto i suoi tecnici – e speriamo di continuare a lavorare”. L’impianto, situato nel Comune di Laino Borgo (CS), è stato costruito su autorizzazione del 1962 dalla Società Meridionale Elettrica (SME), originariamente alimentata con la lignite proveniente dalle cave del territorio e poi convertita a olio combustibile. Per ragioni tecnico-economiche ha cessato di funzionare nel 1997; tuttavia Enel, incontrando la richiesta degli amministratori locali, ha progettato la riconversione dell’impianto. “La centrale del Mercure, oltre che essere dotata dei migliori e avanzati strumenti di produzione, dispone di un capillare sistema di controllo e di monitoraggio ambientale di qualità tale da fare della Valle del Mercure il territorio più attrezzato d’Italia e non solo”, ha detto Matteo Fallucca, responsabile UB Sud di Generation Italia. “I dati rilevati dal sistema sono inviati agli Organismi regionali di controllo e sono disponibili e visibili a tutti i cittadini, i quali possono averne cognizione dai monitor installati all’esterno della centrale e nel palazzo del Comune di Laino Borgo”.Recentemente, grazie ad un importante investimento di Enel, la centrale è stata trasformata in un moderno impianto da circa 35 MW di potenza, alimentato con biomassa vegetale. Dopo l’entrata in esercizio, nel 2012, la centrale del Mercure ha registrato l’opposizione di alcuni gruppi di ambientalisti ed enti territoriali che, con ricorso al giudice amministrativo, nel 2013 hanno ottenuto la sospensione dell’esercizio dell’impianto per vizi esclusivamente attinenti il procedimento di rilascio delle autorizzazioni. Nel dicembre 2015, dopo l’intervento della presidenza del Consiglio dei Ministri che ha risolto il dissenso dell’Ente Parco del Pollino, la Regione Calabria ha emanato il decreto che autorizza l’esercizio dell’impianto.«Abbiamo realizzato un impianto di alta tecnologia che rispetta ampiamente le normative più stringenti in fatto di macro inquinamenti», ha affermato Pietro Quaglietta, responsabile di manutenzione della Centrale del Mercure.
La salvaguardia dell’ambiente è stata rafforzata ulteriormente grazie agli impegni contenuti nell’accordo sottoscritto presso il MISE da Regione Calabria, Regione Basilicata, Ente Parco, comuni limitrofi e segreterie Regionali di CGIL, CISL e UIL, ed Enel. L’accordo sottoscritto al MISE prevede l’istituzione di un Osservatorio ambientale con la partecipazione delle istituzioni locali e delle Organizzazioni sindacali che opereranno in coerenza con la già costituita Commissione Tecnico Scientifica (della quale fanno parte le istituzioni sanitarie ed ambientali locali e nazionali). L’accordo prevede anche il coinvolgimento delle imprese della Valle de Mercure nell’affidamento di appalti per forniture di beni e servizi in misura non inferiore al 50% dei volumi di attività.
Esiste inoltre l’impegno a stipulare, presso la Prefettura di competenza, un Protocollo di Legalità che garantisca un efficace controllo su coloro che eventualmente si proporranno come fornitori della Centrale. Il Ministero dello Sviluppo Economico si è impegnato ad affiancare direttamente o tramite il Ministero competente il rispetto dell’impegno.

castelluccio3Centrale del Mercure.

gen 232016
 

Il 22 gennaio 2016 si è svolto un incontro nella sala consiliare di Lagonegro organizzato della Commissione Regionale Pari Opportunità e dall’Università della Basilicata. Qualificati sono stati i relatori che sono intervenuti così come interessanti sono stati gli approfondimenti sviluppati nella seconda parte dell’evento.

La prima parte dell’evento

pari

gen 132016
 

L’Istituto “G. Gasparrini” di Melfi continua a scommettere sull’innovazione tecnologica e lo fa inaugurando un progetto didattico senza precedenti nell’Italia meridionale: l’impiego dei “Droni” a scuola nelle esercitazioni di rilevazione ambientale, al fine di far acquisire agli studenti le competenze scientifiche e tecnologiche da utilizzare nel loro futuro lavoro, a partire dalla creazione dei Modelli Digitali del Terreno (DTM).
È noto che il Drone è un aeromobile a pilotaggio remoto – gestito cioè da un navigatore a terra tramite computer – utilizzato di solito con scopi militari, ma sempre più impiegato anche in ambito civile nel monitoraggio avanzato del territorio.
È da circa due anni che lavoriamo a questo progetto. Ora siamo pronti a partire. Il Settore Tecnologico dell’Istituto “G. Gasparrini” di Melfi ha creduto nel valore formativo di questa sperimentazione e, grazie all’ausilio di ingegneri e docenti esperti, abbiamo pensato di ampliare la nostra offerta formativa mettendo mano a un progetto che stimolasse gli studenti nell’analisi funzionale di questa tecnologia avanzata per lo studio sistematico del territorio.
Annunciamo, dunque, con fierezza l’originalità del progetto, che arricchisce il profilo educativo e culturale dei nostri studenti.
È un’iniziativa senza precedenti. Non è da tutti, infatti, poter impiegare pratiche e strumenti di fotogrammetria aerea con la tecnologia avanzata delle macchine droni. Alcune zone del territorio locale saranno ‘mappate’ grazie a una tecnica sofisticata di rilevazione che negli USA ed in alcuni Paesi UE è già adottata con successo da qualche anno. Era ora che lo si facesse anche qui! E da oggi al Gasparrini i giovani potranno farlo.
I nostri studenti diverranno esperti di “Remote Sensing”, ossia del rilevamento diagnostico-investigativo delle caratteristiche superficiali del suolo; ciò consentirà loro di ricavare informazioni qualitative e quantitative sull’ambiente sia urbano che rurale, utili anche per il controllo dei beni archeologici ed architettonici come di quelli naturali. Possiamo dire con orgoglio di essere all’avanguardia nell’innovazione delle prassi didattiche e nella qualificazione in chiave tecnologica del curriculum delle scuole secondarie superiori.
L’Istituto “G. Gasparrini” ha sempre tentato vie diverse per interagire col territorio, con tutte le sue componenti strutturali e dinamiche. E l’apertura al territorio s’estrinseca, questa volta, nella ricerca di modalità sperimentali d’insegnamento, puntando ad attività da svolgersi sul campo, per consentire ai nostri studenti di acquisire competenze tecniche in materia di rilevazione topografica e monitoraggio ambientale col supporto dei droni. Ci affidiamo ad esperti del settore, i quali sapranno fornire tutti gli elementi di contenuto e di metodo utili a qualificare questo importante indirizzo di studi. Il cammino verso il futuro è tracciato. Non si torna indietro.
L’Istituto presenterà il Progetto nel corso del
Convegno in programma per il 22 gennaio 2016 ore 16:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Melfi.

In vista del Convegno è indetta una Conferenza Stampa che si terrà venerdì 15 Gennaio 2016 alle ore 10:00
presso la sede dell’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Gasparrini”
Via Leonardo Da vinci snc – 85025 Melfi (PZ)

Nella Conferenza Stampa, il Dirigente Scolastico e l’équipe tecnica del progetto incontreranno i giornalisti per dettagliare le modalità ed i termini di svolgimento del Convegno, anticipando in parte le linee di sviluppo funzionali all’ampliamento dell’offerta formativa e le prospettive di impiego delle tecnologie per l’inserimento dei prossimi studenti diplomati nel mondo del lavoro.

foto scuola

gen 132016
 

Gli episodi di domenica scorsa, allo stadio Viviani di Potenza, riportano per l’ennesima volta il calcio tra le colonne della cronaca piuttosto che dello sport.
Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie da tempo e su tutto il territorio nazionale guarda con attenzione al mondo dello sport, consapevole che come altri mondi è ricco di valori ma anche di malaffare e mafia. Il calcio è troppo spesso frequentato da personaggi che pur indossando casacche diverse, sono accumunati da un unico principio: sentirsi padroni del “pallone”, usarlo per i propri interessi, economici, politici o di immagine. Tanti gli esempi di dirigenti, presidenti, manager, allenatori, calciatori, tifosi che sfruttano il gioco del calcio per motivi più o meno loschi, senza disdegnare rapporti con la criminalità organizzata.

Chi ha aggredito la squadra del Potenza domenica sera?

Se sono stati i “tifosi”, ci si chiede perché si è arrivati ad usare una tale violenza di gruppo colpendo a sorpresa e dopo aver pianificato l’azione. La cronaca ci racconta di circa trenta persone che aspettano, all’ingresso dello stadio Viviani, il pullman della squadra del Potenza di ritorno dalla sconfitta nella trasferta di Manfredonia. Appena si aprono le porte del pullman entrano e cominciano a malmenare i giocatori e gli altri ospiti, senza risparmiare neanche il portiere di riserva di soli 16 anni, alla sua prima uscita con la squadra maggiore. In una dichiarazione rilasciata dall’allenatore del Potenza Salvatore Marra alla Gazzetta del Mezzogiorno, riportata tra virgolette, lo stesso Marra parla chiaramente di spranghe, bastoni e tira pugni e di persone che hanno urlato di tutto: che i giocatori dovevano sudarsi la maglia e che se avessero perso la prossima gara con il Picerno sarebbero stati guai seri per tutti (peggio di un pestaggio ci sono le lesioni permanenti o l’omicidio).

Se sono stati delinquenti organizzati prevenienti dall’esterno o elementi locali con il supporto di persone estranee alla città, ci si chiede quale possa essere il motivo dell’agguato. In questo caso le ipotesi potrebbero essere di carattere extracalcistico, legate ad interessi economici, al mondo delle scommesse o a ricatti verso la società sportiva Potenza Calcio.

Comunque sia, la descrizione della scena del reato e il fatto di aver picchiato selvaggiamente e indiscriminatamente, ci induce a collocare l’azione nell’alveo della punizione di stampo squadrista o dell’avvertimento di stampo mafioso, in ogni caso grave e intollerabile.

Noi speriamo che le indagini vadano fino in fondo sia rispetto ai colpevoli sia rispetto alle ragioni che stanno dietro a questo grave episodio di violenza.

La città di Potenza dovrà interrogarsi e trovare la capacità e la forza di fermare coloro che vogliono farla da padroni, che siano violenti, corrotti, mafiosi, di provenienza locale o “esterna”.

Per ridare dignità allo sport, e al calcio in particolare, non bisogna chiudere gli occhi e tacere. Chi sa qualcosa parli, chi ha subito una violenza ingiusta denunci. In una piccola città come Potenza ci si conosce, i giocatori aggrediti hanno visto, se hanno riconosciuto qualcuno o hanno qualcosa da dichiarare, per il bene della città e dei tanti cittadini che amano lo sport e vogliono legalità, non abbiano paura e riferiscano ciò che hanno visto e quant’altro possa servire alle forze dell’ordine per le indagini. Chi sa parli.

Libera non dimentica che il calcio a Potenza ha vissuto momenti poco dignitosi, era il 3 marzo 2011 quando su LaGazzettadelloSport.it, a firma degli inviati Francesco Ceniti e Maurizio Galdi, potevamo leggere: “… una squadra di calcio utilizzata per raggiungere gli scopi attraverso partite vendute e comprate con ogni mezzo, comprese minacce e aggressioni. Tutto questo è stato il Sistema Potenza: due anni di scorribande (dal 2007 al 2009), dove i valori del gioco più amato al mondo sono stati cancellati, calpestati e violentati…”.

Proprio per questo non può non preoccuparci quello che continua a ruotare attorno al mondo del calcio: troppo denaro, riciclaggio di denaro sporco, scommesse legali e non, corruzione, violenza e non raramente mafia.

Per aiutare le forze dell’ordine e la magistratura a fare piena luce sull’accaduto, non sottovalutiamo l’episodio, considerandolo semplicemente un’azione di esuberanza giovanile, guardiamoci attorno a trecentosessanta gradi con attenzione e costruiamo ovunque presidi di legalità.

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L’avvocato Vincenzo Viceconte ha presentato nella sala consiliare della città di Francavilla in Sinni il doppio volume “Frammenti di memoria”. La serata è stata impreziosita oltre che dalla presenza di un folto pubblico anche dalla partecipazione di insigni uomini di cultura che hanno approfondito la storia per immagini del ’900 francavillese. I volumi contengono anche un diario di guerra e di un testo legato alla emigrazione. Il lavoro di Vincenzo Viceconte che ha tratto forza dalle fotografie di Vincenzo Di Nubila, non si rivolge solo a Francavilla ma all’intero Mezzogiorno.

La conferenza

L’intervista all’avvocato Vincenzo Viceconte

locandina avv  viceconte presentazione libro

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Il 3 gennaio 2016 nel Centro Creativo Siris di Episcopia si è svolta una serata dedicata alla storia recente della città. Grazie all’archivio fotografico di Adolfo Sofia è stato ripercorso quasi un secolo di vita quotidiana e di straordinaria umanità. Il pubblico numeroso ha apprezzato la bella iniziativa messa a punto dal signor Sofia che ha creato anche delle pagine molto visitate su Facebook legate al ’900 episcopiota.