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Mag 052018
 

Lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro, per causa della crisi economica e sociale, ora rischiano di perdere la casa non potendo più far fronte al pagamento delle rate del mutuo.

Lavoratori con contratti di finanziamenti compatibili con le esigenze familiari, ora per evenienze sopravvenute, un divorzio, una malattia, la ristrutturazione del condominio, etc., si trovano in una situazione di sovraindebitamento, per aver chiesto prima una cessione del quinto dello stipendio e, poi, non facendo fronte al pagamento delle rate, per aver sollecitato e ottenuto più volte la rinegoziazione dei prestiti con aggravio di costi e interessi.

Quelli che si rivolgono, in cerca di aiuto, al nostro Centro di ascolto – afferma Angelo Festa, Presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura “Famiglia e Sussidiarietà”, sono consumatori e piccoli imprenditori e provengono oltre che da Matera e dai Comuni limitrofi anche dalla Provincia di Potenza e dai Comuni di Ginosa, Gravina e Laterza.

Emergono casi disperati: situazioni di sovraindebitamento che intrappolano molte famiglie in meccanismi dai quali non riescono a uscirne con gli strumenti ordinari, dalle entrate accresciute, delle spese ridotte e perfino delle proprietà cedute.
Ciò comporta, chiaramente, il rischio di cadere nell’u¬sura.

L’usura – è stata definita da Papa Francesco, nell’incontro con le Fondazioni Antiusura del 3 febbraio 2018 – come “un peccato grave che uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di corruzione e ostacola il bene comune. Essa indebolisce anche le fondamenta sociali ed economiche di un Paese. Infatti, con tanti poveri, tante famiglie indebitate, tante vittime di gravi reati e tante persone corrotte nessun Paese può programmare una seria ripresa economica né tantomeno sentirsi al sicuro”.

Il nostro impegno – continua Angelo Festa – è quello di dare un supporto psicologico e legale a chi è sovraindebitato attraverso l’applicazione delle procedure previste dalla Legge 3 del 2012 denominata ora “antisuicidi” ora “salva famiglie”, proprio per l’ampiezza della materia che tratta, e del fatto che è destinata in primis a quelle.

Ma oggi, a distanza di sei anni dall’approvazione di questa Legge occorre fare un bilancio della stessa, perchè sicuramente esprime buoni intenti, ma sicuramente va rivista e modificata: prevede attraverso i Tribunali una procedura troppo complessa, farraginosa, lunga e costosa a differenza di quanto accade in Francia dove c’è una procedura amministrativa snella ed efficace, così che in quella nazione nel 2016 vi sono state oltre 500 mila esdebitazioni a fronte d’un centinaio di casi omologati in Italia.
Vi sono poi le diverse e contrastanti decisioni prese nei vari Tribunali.
Per esempio, riguardo alla durata del piano del consumatore, qualche giurisprudenza afferma che non può essere superiore a cinque anni, ma ciò è veramente illogico perché se un debitore ha un debito di duecentomila euro e con la Legge 3/2012 può sostenere la riduzione del cinquanta per cento, tuttavia non riuscirà mai a pagare nell’arco di cinque anni i centomila euro.

Altri Tribunali, per esempio quello di Campobasso, hanno previsto la possibilità di pagare, compatibilmente con le esigenze familiari, tale debito di centomila euro dilazionato in duecentoquarantasette rate.

La qual cosa dimostra che con la Legge 3/2012 è possibile ottenere una dilazione di pagamento fino a venticinque anni. Non c’è normativa che imponga che il piano del consumatore debba avere una breve durata. Vale il principio del contemperamento degli interessi dei creditori con le effettive possibilità economiche dei debitori. Quindi dove si riesca a dimostrare che l’alternativa di liquidazione non è migliorativa per i creditori in vista del soddisfacimento del proprio credito in tempi brevi, il piano può essere omologato con una durata fino a trent’anni.

Conclude Angelo Festa: continuiamo a mettere in rete le nostre competenze e professionalità perché siamo consci della gravità del problema, causata da una crisi economica che non dà tregua e per salvaguardare le fondamenta sociali ed economiche della nostra popolazione, col far conoscere meglio la Legge e assistere chi ne ha bisogno.

Per informazione e consulenza scrivere a: basilicatafamiglie@gmail.com o telefonare al numero 3664487510.

Feb 142018
 

Si terrà sabato 17 febbraio, dalle ore 18:30 presso la sede Ce.C.A.M di Marconia in Piazza Elettra la presentazione del libro “Bisogno di valori” – (Archivia – Associazione Culturale Inloco), 1^ edizione 2017, una raccolta di poesie del Prof. Antonio Romano. Il libro si apre con una curatissima “Riflessione” dello stesso autore, seguita dalla dalla
presentazione di Sua Eminenza Arcivescovo di Matera e Irsina Antonio Giuseppe
Caiazza e dalla magistrale prefazione, del Prof. Antonio Rondinelli. Una raccolta di 51
poesie, suddivisa in quattro sezioni dai titoli : E ritorno bambino; Incanti di natura; Occhi
sul mondo; Sentimenti, tutte precedute da altrettanto superlative “Grafiche” più la stessa
copertina, dell’affermato pittore di Tursi (MT), Maestro Luigi Caldararo. L’autore, di
Montalbano Jonico (MT), cui si preferisce definire “educatore”, laureato in Pedagogia, già
insegnante nelle scuole elementari, prima, poi docente nelle scuole superiori, ha già
pubblicato altre opere: Scrittori per ragazzi di Basilicata; Gocce di valori – Poesie per
l’infanzia; Piccoli autori crescono; Viaggio nel tempo. Ogni strada una storia; La scuola
creativa; Il dialetto di Montalbano Jonico – Vocabolario, autori e opere; Il sogno dell’Italia
unita. Le interviste impossibili; Montalbano nel pallone. Il calcio racconta; e Dal
Sud.Letteratura per l’infanzia e immaginario meridionale (coautore con Daniele Giancane).
Prima della sua ultima raccolta di poesie, aveva scritto nel lontano 2000, all’epoca
insegnante delle scuole elementari – Gocce di valori. Per l’autore la “poesia” intesa
quale strumento educativo, più immediato, più incisivo, che agevola la crescita sana in
dimensione morale e culturale, più penetrante e accattivante della prosa, “una maestra di
vita” proprio come la storia e la pedagogia i suoi “binari della scrittura”. E, se Gocce di
valori, era a misura d’infanzia, mirava a indicare il bene, un mondo idilliaco, a valorizzare
le piccole grandi cose della vita, sviluppandosi quasi per vie eteree, i versi di Bisogni di
valori si calano anche nel quotidiano, percorrono strade polverose della realtà variamente
inquinata e si sporcano, indicando il male che investe la società di quest’inizio del terzo
millennio, e lo sferzano per far riflettere e ricacciarlo indietro alla luce di un ritorno di quei
valori che possano costruire la strada di un nuovo umanesimo. La poesia in questo caso
“promossa e veicolata dai mass media”, può contribuire a riportare l’uomo sulla retta via,
da tempo smarrita; il suo linguaggio dolce ma penetrante arriva al cuore, può far riflettere,
e rinsavire menti deboli e mal orientate, può preparare un futuro degno di essere vissuto.
Solo la cultura e il dialogo possono salvare l’uomo dei nostri tempi. La presentazione sarà
coordinata dal Presidente del Ce.C.A.M Giovanni Di Lena, e dopo i saluti della Dr.ssa
Maria Grazia Ricchiuti (Vice Sindaco e Assessore alla cultura Comune Pisticci),
seguiranno gli interventi del Prof. Dino D’Angella subito dopo interverrà l’autore con le
conclusioni.
LINO DE MARSICO

svromano

Mag 152017
 

Ecco quanto ha dichiarato l’eurodeputato del M5Stelle Piernicola Pedicini: “Se fosse vero che il governatore Pittella avrebbe intenzione di ridurre, o starebbe riducendo, le attività dell’ospedale oncologico Crob di Rionero per trasferire alcuni servizi in altri ospedali lucani, sarebbe un errore molto grave che colpirebbe un’importante e fondamentale presidio della sanità lucana.

Si tratterebbe di un inaccettabile spreco di risorse economiche e di una scelta sbagliata e inspiegabile che danneggerebbe migliaia di lucani che utilizzano la struttura ospedaliera.

E’ noto a tutti che le attività specialistiche di un polo di eccellenza e di ricerca come il Crob, per essere salvaguardate e al passo con l’evoluzione medica e scientifica, vanno fortificate e implementate anno per anno e non ridotte o depauperate.

L’eventuale ipotesi di ridimensionamento del Crob sarebbe inammissibile se consideriamo gli ingenti investimenti economici che hanno portato il Crob a dotarsi di attrezzature costosissime, come il nuovo acceleratore per radioterapia (quasi 5 milioni di euro), la risonanza 3 Tesla, la Iort per radioterapia intraoperatoria, la brachiterapia super accessoriata, e dopo aver speso tantissimi soldi per formare il personale specializzato e per attivare i laboratori di ricerca.

Il Crob nel corso degli anni è diventato un polo d’eccellenza per tutti i lucani e anche per i cittadini di altre regioni. Ha acquisito un ruolo nel settore oncologico meridionale e nazionale e qualsiasi disegno che porti la struttura a subire un indebolimento della sua funzione, delle sue attività e dei suoi programmi di sviluppo va evitato e scongiurato.

In particolare quando si parla di sanità, non può accadere che per mere beghe campanilistiche, di potere o di gestione delle carriere personali, si facciano scelte che vadano a depotenziare un progetto di rilievo nazionale o a nuocere gli interessi del bene comune e di un’intera collettività”.

movimento5stelle

Ott 152016
 

E’ ormai alle porte l’esordio casalingo della Basi Grafiche Geosat. L’impianto potentino del PalaBasento aprirà i battenti a partire dalle ore 17:00 per la seconda giornata del campionato, che vedrà opporsi gli uomini di Falabella e l’Emma Villas Siena.
“Non vediamo l’ora di riabbracciare i nostri tifosi – sottolinea il coach biancorosso – siamo sicuri che anche qui a Potenza ci seguiranno in massa e pensiamo che anche il capoluogo risponderà alla grande”.
Conscio di giocare contro una delle squadre più quotate del girone il tecnico lagonegrese ha impostato il lavoro settimanale dei suoi partendo dalle indicazioni ricavate dal match d’esordio di Castellana.
“Ci siamo preparati cercando di migliorare le cose che non sono andate bene nella prima gara, sarà fondamentale per noi essere molto più incisivi in battuta per cercare di impensierire quella che si presenta come una vera e propria corazzata. Abbiamo cercato di individuare gli eventuali punti deboli di Siena – spiega ancora Falabella – anche se sono ben pochi per una squadra con diversi atleti di esperienza internazionale che ha il suo marchio di fabbrica nella velocità di gioco”.
Il riferimento è sicuramente a Noda Blanco, nazionale spagnolo appena rientrato dopo le ottime prestazioni fornite nelle qualificazioni ai campionati europei. Occhio fra gli altri al palleggiatore Fabroni, che in terra lucana metterà a segno la sua 400ma presenza in serie A2.
“Dal canto nostro – conclude il tecnico lagonegrese – siamo in buone condizioni e a parte Kvalen, non ancora al 100% ma che domenica potrebbe anche giocare qualche spezzone di gara, il resto del gruppo sta bene ed ha mostrato di avere la carica giusta per un impegno così importante”.
Per la Basi Grafiche Geosat la settimana è stata come sempre caratterizzata da doppie sedute in palestra e al PalaSimone, con gli ultimi due allenamenti disputati poi da Parisi e compagni sotto i riflettori del PalaBasento per prendere maggior confidenza con il terreno di gioco.
Scalda i motori anche Domenico Maiorana, che quest’anno si è affacciato al campionato per la prima volta nelle vesti di libero.
“Per me non è stato un esordio, ma visto il ruolo in cui sto giocando è come se lo fosse. Speriamo di ben figurare – spiega l’alfiere biancorosso – e anche se Siena è fra le più accreditate per il salto di categoria le proveremo tutte per farle lo sgambetto. Possiamo crescere, abbiamo ancora ampi margini di miglioramento e credo che partita dopo partita saremo sempre più in grado di dire la nostra”.
Paola Vaiano

volley

Giu 212016
 

Un Corpo che è sempre stato vantato da tutti e dallo stesso premier Matteo Renzi come “ una grande conquista e una semplificazione”. Tante alte personalità hanno dichiarato di essere contrari all’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato ai Carabinieri. Una su tutte, il Capo della Polizia, Franco Gabrielli che, nei giorni scorsi ha dichiarato : “ credo che l’accorpamento del Corpo forestale non sia stata una scelta felice. La rispetto, ma credo che la forza del nostro sistema sia nella diversità che fa sintesi, non nelle acritiche, ragionieristiche operazioni di fusione e che, la diversità delle giubbe non sia un ostacolo. Quando ero giovane anch’io pensavo che fosse economicamente più redditizio fare semplificazioni. Ragionieristicamente è perfetto, ma si perde di vista che dietro che dietro ogni organizzazione, ogni storia, ci sono dei vissuti e dei saperi. Per questo, ha proseguito Gabrielli, l’efficienza non si traduce attraverso una mera semplificazione, bensi attraverso una intelligente sintesi. Nel nostro Paese la pluralità delle forze di polizia non è un elemento di inciampo, una sottrazione di risorse o un appesantimento del sistema, ma semplicemente una risorsa”.
Certo le parole del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, non solo sono completamente condivisibili, ma rappresentano bene i concetti che il Corpo Forestale dello Stato ha portato avanti da tempo per impedire questa scellerata operazione di militarizzazione del Corpo Forestale dello Stato.
La legge 121/1981 va difesa e tutelata perché ancora attuale. Tale legge aveva sancito gli equilibri imprescindibili per l’assetto democratico del nostro Paese, tra le forze di Polizia ad ordinamento civile e militare, che la riforma andrebbe irrimediabilmente a intaccare, creando dei precedenti pericolosi.
Il Corpo Forestale dello Stato è una istituzione essenziale per il nostro Paese e la difesa dei nostri boschi e della natura, nato il 15.10.1822 come “Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi”, in quasi 200 anni di storia ha contribuito alla tutela del patrimonio boschivo, alla preservazione delle aree naturali, all’intervento in caso di incendio, alla vigilanza delle aree protette, al controllo del commercio di specie animali e vegetali protette, al contrasto alle ecomafie, al sostegno alle popolazioni in caso di calamità naturali, alla lotta al bracconaggio e al maltrattamento degli animali, alle attività di Polizia agro-ambientale per fermare chi vuole avvelenare l’agricoltura e i suoi prodotti e la natura, e tanto altro.
La perdita di questo patrimonio voluta dal ministro Marianna Madia è una pessima scelta. Senza una forza “specialistica”, in un momento di crisi ambientale molto forte,( dissesto idrogeologico, alluvioni, ecomafie di ogni tipo), priverebbe l’Italia dell’unica forza di difesa dell’ambiente che, al contrario andrebbe rinforzata con uomini e mezzi idonei.
Non è concepibile, a mio avviso, per qualche milione di euro forse risparmiati, disperdere una ricchezza come il Corpo Forestale dello Stato.
L’attività di difesa dell’ambiente, già debole, ne uscirà indebolito e impoverirà tantissimo, in un momento in cui vi è, al contrario, vi è tanta necessità di rinforzarla.

Mario Di Dio – coportavoce Verdi Basilicata

Corpo-Forestale-dello-Stato

Giu 042016
 

Dopo una lunga, seria e difficoltosa riflessione personale e politica,il Sindaco di Episcopia e gia’ Consigliere provinciale di Potenza Dr. Biagio Costanzo, il capogruppo consiliare e gia’ Sindaco del Comune di Chiaromonte, Sen. Antonio Vozzi, e Mauro di Lonardo gia’ assessore al Comune di Rionero,tutti membri dell’esecutivo regionale del Partito socialista, si autosospendono dal Partito e dalle cariche interne rivestite ,con decorrenza immediata. Questo il tenore della breve nota stampa, diramata dai tre amministratori, in data odierna. I motivi di questa sofferta ma ponderata decisione, affermano congiuntamente, sono da rinvenirsi in un partito regionale,inizialmente seconda forza elettorale regionale del centro sinistra lucano nelle recenti amministrative, oramai irrimediabilmente a trazione “ melfese”, accentrato , cosi’ come e’ stato sin dall’indomani della tornata elettorale, come cariche regionali , istituzionali e di partito, in una sorta di cerchio di uomini piu’ aderenti al sistema di regia, tra Melfi, Avigliano, Rionero e collina materana e con una sorta di dependance storica, in quel di Lauria . Innegabile ed ingiusto politicamente ed eticamente, lo scarso peso rappresentativo e programmatico dato ai contributi ,pur massicci ,offerti alla compagine dalle altre aree della Regione e le risposte ,sinora nulle ad ogni livello ,date alle popolazioni amministrate, sia dal partito nazionale che da quello regionale, soprattutto riguardo ad un ‘area sinnica-senisese e del vulture , che, giova ricordarlo ai deboli di memoria,ha tributato ,da sola, coi tre candidati alle regionali Costanzo, DiLonardo e Vozzi , seppur scarsamente supportati dal partito, ben oltre il 30 per cento del totale intero dei voti ottenuti dai socialisti a livello regionale, addirittura sommando i voti in entrambe le province lucane, praticamente un socialista su tre , in Basilicata,ha votato loro: a fronte di questa spinta socialista nell’area sinnica e rionerese, rileviamo , come soli esempi di disinteresse, neppure una parola spesa, a livello di partito o istituzionale regionale, contro le politiche di progressivo ridimensionamento del nosocomio di Chiaromonte, pur di non dare il benche’ minimo cenno di dissenso nei confronti delle politiche regionali in materia di sanita’, oppure il silenzio sulla inopinata esclusione di Episcopia, si spera ancora sanabile, dal c.d progetto di salvaguardia delle aree interne, essendo il comune sinnico totalmente intercluso dagli altri, invece, inseriti nel progetto, oppure il sottrarsi “strategico” ad un serio confronto sulla istituzione del Parco del Vulture, per il quale i Comuni sono stati chiamati a decidere repidamente ed in tutta fretta, mentre, ad oggi, nulla si e’ visto sulla definitiva istituzione, cosi’ come sulla necessita’ di fare rete nella gestione dei RSU del Vulture-melfese, dove ognuno viaggia per conto suo, alla faccia di politiche socialiste di mera facciata e professate solamente a chiacchiere, come vicine ai bisogni reali della gente e dei territori.A fronte di tutto cio’, si e’ avuto il progressivo, triennale, accentramento di ogni livello decisionale possibile, e delle relative azioni politiche principali, nel c.d TRIANGOLO “magico” di cui sopra, in attesa di completare, a breve, l’opera, con qualche contentino di fine legislatura ,magari ben concordato coi vertici regionali in una ottica di realpolitik imperante, ma scarsamente condiviso con la base del partito,se non tramite rumors di corridoio in viale Verrastro,offensivo verso coloro i quali si sono spesi , e, grandemente, per il risultato storico di cui ante, consentendo ad altri ,inseriti in ben altri percorsi elettorali VIRTUOSI , magari per un pugno di voti presi in piu’, di gestire, elitariamente, un intero partito assieme ai loro amici storici.Ebbene, diciamo con chiarezza, che ancora esiste gente libera in Basilicata, che crede in una politica di centro sinistra, e vuole rimanere su queste posizioni, ma lo vuole fare in posizione ERETTA, non supina, ed anche critica, quando necessario, anche a costo di sembrare scomoda e questo il socialismo lucano e nazionale attuale, non lo fa oramai da tempo.
Mortificare i circa 6000 lucani che hanno voluto suffragare gli esponenti zonali scriventi e l’intera area sud e nord della Basilicata, vessate da mille problemi di sopravvivenza economica e bisognose di ben altri supporti politici,sinora assenti ad ogni livello, non e’ la soluzione al problema : ed essendo gli autori del presente comunicato stampa, notoriamente, persone appassionate al territorio ed alla politica, ma , fortunatamente ,autonome dai giochetti degli incarichi e sottoincarichi, vivendo di altro e non di POLTRONA come tanti altri in Basilicata, a tutto questo stato di cose,dopo mille inutili sollecitazioni nelle sedi competenti a cambiar rotta, hanno deciso di dire semplicemente : basta!
Si lascia ad altri lungimiranti testimoni, magari piu’ bravi politicamente e dotati di ancora maggior seguito elettorale, un partito da tempo alla deriva,che vive alla giornata, riunendosi, virtualmente, su watsapp e twitter, come la moda impone, e cio’ sempre piu’ sporadicamente ,ed al quale si accompagna la evanescenza, per usare un eufemismo, del livello nazionale, pur presente in alcune occasioni in area ,purtroppo solo fisicamente, ai piu’ alti livelli, ma con risultati concreti ed impatto pari a zero per le popolazioni locali ed i loro amministratori socialisti ,cio’, soprattutto , in riferimento alle genti del sud della Basilicata, ridotte a semplici portatrici di voti ad una compagine politica,che ben puo’ definirsi, oramai, come Partito socialista del melfese e della valle del Noce, piu enclave materana.
Si deve tristemente constatare il venir meno, tra i mugugni di tutte le compagne ed i compagni ad ogni livello, almeno fino ad oggi, di una benche’ minima forma di politica genuinamente socialista che dovrebbe essere fatta di azioni ed interventi e leggi a favore delle parti piu’ deboli, degli anziani, dei giovani senza lavoro, della aree disagiate, essendo oramai diventato il PS regionale e nazionale, organico e succube, delle politiche neoliberiste in atto, persino in materia ambientale, in modo acritico e distaccato dalla realta’ della gente comune.
Si chiude, rammentando sommessamente, che la defezione politica degli scriventi da un progetto che di fatto e’ venuto meno il giorno dopo le elezioni regionali ultime, a BOTTINO ELETTORALE conquistato, porta, anzi e’ meglio dire sottrae nell’immediato, col venire meno del sostegno di socialisti e di tanti elettori indipendenti ,che hanno suffragato Costanzo, DiLonardo e Vozzi , in decine e decine di paesi della Basilicata , alcune migliaia di compagne e compagni da loro rappresentati avendo gli scriventi concordato la loro azione di protesta prima di ufficializzarla sulla stampa sui territori e non certamente , solo su watsapp o twitter,e quindi ,una riduzione elettoralmente molto pesante del range complessivo del partito,ridimensionato ad oggi , a rigor di matematica, ne’ piu’, ne’ meno ,che al livello di altri movimenti minori della coalizione di centro sinistra,quali Centro democratico o Realta’ Italia o Italia dei valori, oppure, visti i recenti eventi di allargamento di maggioranza,ai livelli di Area popolare e Nuovo centro destra. Auguri a tutti per il prosieguo.
Biagio Costanzo
Sindaco di Episcopia
gia’ consigliere provinciale di Potenza
Antonio Vozzi
Capogruppo consiliare Comune di Chiaromonte
Gia’ Senatore della Repubblica
Mauro Di Lonardo
Gia’ assessore comunale di Rionero.

biagio costanzo

Set 022015
 

“La Basilicata, l’Italia tutta, è ormai noto che convive con le difficoltà del momento e una comunità giovane e dinamica come quella di Policoro, necessità di politiche di sviluppo ed espansive in grado di dare segnali forti e incoraggianti.”

E’ quanto dichiarano il primo cittadino di Policoro, Rocco Leone e l’Assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, commentando il Bilancio Previsionale 2015 approvato dal Consiglio comunale.

“Segnali importanti – continua Leone – si scorgono nell’ultimo bilancio approvato lo scorso 14 agosto, come si evince dalla precisa e attenta relazione dell’Assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, nel documento vi è un tentativo forte della politica locale di dare dei segnali a coloro che vogliono crescere, emergere ed investire nella nostra Città, che oggi possiede innumerevoli potenzialità, vedi il turismo, vedi l’agricoltura e vedi quella manodopera intellettuale che ha deciso di rimanere qui.”

“Il Bilancio di un Comune rappresenta il veicolo per pianificare lo sviluppo della Città e lo stesso, spesso, è in grado di attrarre investitori e investimenti, per queste ragioni oltre ad interventi in opere pubbliche del valore di 14 milioni di euro, tra le diverse misure adottate è prevista l’IMU al minimo per cinque anni per chi acquista immobili di nuova costruzione; per la tutela dei settori produttivi è prevista l’aliquota base per chi è proprietario di immobile e nello stesso svolge la propria attività; per gli imprenditori agricoli è prevista l’IMU sui terreni tra le più basse della Basilicata.

Tutte azioni volte ad attrarre giovani coppie e imprenditori e spingerli ad investire nell’imminente futuro, qui a Policoro.”

“Ma il fiore all’occhiello di questo bilancio – spiega Leone – è la riduzione della tassa sui Rifiuti solidi urbani, questo da ragione al forte sforzo che l’Amministrazione ha intrapreso creando un progetto sui rifiuti su misura per Policoro che si sta dimostrando virtuoso e in controtendenza con quello che accade nel resto della Regione.

Infatti nonostante i costi di discarica siano schizzati alle stelle, grazie al nostro nuovo progetto, Policoro è l’unico Comune della Basilicata e dei pochi del Sud Italia, a ridurre l’imposta sui rifiuti.
Vantaggio che in termini di percentuale si aggira a circa il 15% in città per le utenze domestiche e il 37% nella campagne che non conferiscono l’umido, mentre per le attività commerciali sono previste diverse riduzioni generali con punte anche del 47%.
Questo a dimostrazione del fatto che chi differenza bene può trarre solo dei vantaggi che vanno da quelli ambientali a quelli economici.”

“Altro pilastro salvaguardato è quello sociale dove non è stato effettuato nessun taglio rispetto al precedente anno e dove tra le altre cose sono stati destinate circa 200 mila euro per l’assistenza specialistica nelle scuole, questo facendo un grande sforzo perché non bisogna dimenticare che un Comune come quello di Policoro, nel 2011 percepiva trasferimenti da parte dello Stato di circa tre milioni di euro mentre oggi è il Comune a trasferire allo Stato un milione di euro.”
“Per questo, ben amministrare con questi numeri diventa un impresa eroica, ma nonostante tutto il Comune riesce a tutelare le fasce più deboli come anziani, disabili e giovani coppie, infatti per essi vi è la possibilità di avere delle agevolazioni sulla Tasi per la prima casa ed è stato previsto un fondo di 30 mila euro da destinare alla Tari per i soggetti meno abbienti.
Non dimentichiamo che il Comune nell’ambito sociale è riuscito a finanziare progetti come “Disabilmentemare” che ha riscontrato successi a livello nazionale per quanto riguarda la valenza sociale dell’iniziativa e allo stesso tempo ha creato opportunità lavorative e per gli operatori del settore e per gli operatori turistici.”

“I bilanci dei Comuni – conclude Leone – sono ridotti all’osso ecco perché pretendiamo che nella programmazione regionale, che rimane uno dei pochi Enti a disporre di ingenti risorse, ci sia chiarezza sull’idea di sviluppo e programmazione e che la stessa venga condivisa sui territori e venga realizzata con criterio facendo attenzione a come vengono destinati i fondi affinché essi possano creare sviluppo e coesione sociale e non clientelismo politico.”

Rocco Leone

Ago 172015
 

Il giorno 8 agosto 2015 si è svolto il “ 3° Concorso Artistico Nazionale Engel von Bergeiche”, dedicato allo scrittore e poeta Angelo Calderone, originario di Ruvo del Monte, in Lucania. Per l’occasione, sono convenuti nel piccolo paese bradanico: poeti, scrittori, pittori e fotografi finalisti da ogni parta d’Italia.
Alla presenza di un nutrito pubblico, accorso anche da altri paesi, la piazza Ungheria (dove l’artista scomparso, morto nel 2011, ha abitato per alcuni anni) è stata magnifico scenario per assistere ad uno spettacolo di alta valenza socio-culturale, innovativo ed originale, grazie alla fantasia creativa della presidentessa, fondatrice dell’eponimo concorso, Rossella Calderone (in arte Roscal), figlia del poeta- scrittore Engel von Bergeiche, “deus ex machina” dell’intero evento culturale, che, infrangendo il classico cliché, ha affidato gli intermezzi musicali ai virtuosismi del noto canta-fisarmonicista Dirindindì, (pseudonimo onomatopeico di Nicola Suozzi), famoso ”Dorforiginal” nella Svizzera tedesca, negli anni “70 – “80. La caratterizzazione tramite maschere dei personaggi raccontati, hanno fatto il resto. Una trovata azzeccata, a giudicare dal consenso del qualificato pubblico e dal lusinghiero giudizio della critica, unanime nel definire lo spettacolo : “evento dell’anno”.
La premiazione dei poeti, ha visto sul “podio” la giovanissima Aurora Di Napoli, di Salerno, che ha ricevuto il premio Junior per la sua poesia chiamata “Tra le nuvole”. Il premio del Presidente (una innovazione) è stato assegnato a Marina Lolli, di Roma, per la poesia “Maschere”. Il 3° premio è stato appannaggio di Concetta Seila Mammoccio, di Giulianova (Te), per la lirica “Mercenari di solitudine”. Il 2° posto ha visto sul podio Vincenzo Ciao (in arte, Vincent de La Vega), di Eboli (Sa) per la poesia “Torbidi pensieri”. Il premio speciale della Giuria è arrivato ad Imperia, alla poetessa Danila Marchi, per il componimento “Non credere”. E sul gradino più alto è salita la bravissima Michela Tombi, di Pesaro, che ha conquistato il 1° posto con la poesia “Sogni infranti” perché, come dice la motivazione: <>.
Per la narrativa, invece, i risultati sono stati i seguenti: 3° premio a Marina Lolli, di Roma, per il racconto “Tracce di irrealtà”; 2° premio a Margherita Ferraris, di Forlì, per il racconto “Tonino Toccafondi”; 1° posto a Gianandrea Paderni, di Catania, per il racconto “Verità”, con la motivazione:<< Lo scrittore ha saputo rappresentare il senso di sdoppiamento della personalità umana nell'era di internet, dove la realtà è, spesso, apparente e la verità effettuale è trasformata in verità virtuale fondata su infingimenti ed ambiguità. Infatti, quando il gestore del chiosco chiede al cliente: “Che cosa Le porto?”, la subitanea risposta è: “Vorrei la verità, no, non si preoccupi, non chiedevo la verità con la “V” maiuscola, quella della fede o la spiegazione dei misteri dell'esistenza. No, quella non so se riuscirò a capirla, un giorno, no, parlavo della verità delle cose terrene, quella delle cose in cui ci imbattiamo nella vita di tutti i giorni.” E last but not least è giunto il turno della pittura e della fotografia. In queste due sezioni, meno affollate delle altre, hanno vinto il 1° premio, rispettivamente, Maria Mare, di Ruvo del Monte, con la tela ad olio intitolata “Gli occhi dell'anima” e Marina Lolli (romana, partecipante a tutte le sezioni) con lo scatto fotografico chiamato “Tra le nuvole”. Poi, il 9 agosto, nell'aula consiliare del Comune, si è tenuto un incontro con Gastone Cappelloni, il poeta marchigiano vincitore della I edizione del “Concorso, 2013” che, dopo i ringraziamenti di rito e le congratulazioni, ha sottolineato l'importanza, la valenza culturale e il prestigio conquistati da questo Premio a carattere nazionale <>
La consegna di un ricordo alla Pro Loco e al vicesindaco del Comune di Ruvo del Monte, per il patrocinio, hanno chiuso il doppio evento culturale. A margine della manifestazione abbiamo chiesto un commento alla raggiante Michela Tombi, vincitrice outsider della sezione poesia, che ha affermato d’impeto: <> Appuntamento al 2016!
Prof. Domenico Calderone

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Lug 202015
 

Dalla riprogrammazione del Po Fesr 2007-2013 1,6 milioni di euro per il miglioramento dei servizi scolastici e socio assistenziali a favore di progetti nell’ambito dei Piani di Offerta integrata di servizi

Migliorare e ottimizzare i progetti conclusi o aventi uno stato di avanzamento del 60 per cento, già finanziati con risorse del Po Fesr Basilicata 2007-2013 nell’ambito dei Piani di Offerta integrata di servizi (POIS). E’ questa la finalità dell’Avviso Pubblico approvato dalla Giunta regionale per l’attivazione di una procedura negoziata per la presentazione e la selezione di progetti nell’ambito delle sette aree Pois (Alto Basento-Basso Bradano, Lagonegrese Pollino, Marmo Platano Melandro, Val d’Agri, Metapontino Collina Materana, Vulture Alto Bradano e Bradanica Medio Basento). Un milione e seicentomila euro i fondi messi a disposizione dal Po Fesr 2007-2013 a valere sull’Asse VI “Inclusione sociale” nell’ambito dell’obiettivo specifico VI.1 “Potenziamento e qualificazione della rete regionale dei servizi volti alla promozione dell’inclusione sociale”. Il consolidamento delle operazioni infrastrutturali dei Pois, che dovranno concludersi entro e non oltre il prossimo 31 dicembre, è stato possibile grazie alla riprogrammazione delle risorse finanziarie del Programma Operativo Fesr Basilicata 2007-2013. A beneficiare dell’Avviso saranno gli enti locali che avevano già sottoscritto una partnership istituzionale con la Regione Basilicata. I progetti candidabili dovranno nello specifico: ottimizzare le strutture finalizzate a prestazioni di servizi sanitari e socio sanitari in favore di specifiche fasce deboli di popolazione; estendere e rafforzare la rete dei servizi attraverso la realizzazione di infrastrutture per l’infanzia e/o sociali assicurando la funzionalità di strutture quali centri di accoglienza, asili nido, case famiglie, centri per anziani e strutture protette; potenziare e qualificare l’offerta di servizi per la comunità attraverso la realizzazione di ‘centri sociali ad uso plurimo’ per lo svolgimento di attività culturali (come spazi attrezzati per attività bibliotecarie, cinematografiche, teatrali ed espositive), sportive e per il tempo libero con priorità nelle aree montane e rurali; oltre a incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico favorendo l’allungamento dei tempi di apertura delle scuole attraverso il miglioramento strutturale e funzionale dei plessi esistenti, il potenziamento dell’efficienza energetica e la sicurezza ambientale, sostenendo l’introduzione di nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Le istanze e i relativi allegati dovranno essere presentati entro le ore 14.00 di lunedì 3 agosto all’Ufficio Autorità di gestione dei Programmi Operativi Fesr Basilicata. L’Avviso pubblico, già notificato ai capofila dei Pois e ai potenziali beneficiari, è consultabile sui siti www.porbasilicata.it e su www.basilicatanet.it, oltre al link http://www.pofesr.basilicata.it//12819

regione

Mag 122015
 

No alla manovra bancomat sulla sanità italiana e lucana voluta dal governo di Matteo Renzi, suggerita dalla Troika europea, con l’avallo del ministro Beatrice Lorenzis (Ncd) e del presidente della Conferenza Stato-Regioni, Sergio Chiamparino (Pd).

I portavoce lucani del Movimento 5 Stelle, la deputata Mirella Liuzzi e il senatore Vito Petrocelli, inviano un appello al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, affinché non firmi l’intesa col governo sui tagli alla sanità.

«Le chiediamo – scrivono i due parlamentari – di non apporre la sua firma alla prossima intesa Stato-Regioni, che determinerà un nuovo, ulteriore, taglio al Fondo Sanitario Nazionale».

Nelle intenzioni di Liuzzi e Petrocelli e di tutti gli altri parlamentari del M5S, che replicheranno l’appello ai governatori delle rispettive regioni di provenienza, è di evitare che, per disciplina di partito e per connivenze clientelari, i governatori accettino il piano di tagli di 2,3 miliardi di euro previsti dal governo “abusivo” di Matteo Renzi.

Dopo esternalizzazioni varie, chiusure di reparti e di ospedali interi, aumenti di ticket e tempi di attesa lunghissimi, arriva ora, scrivono i due portavoce del M5S, questo non sostenibile «nuovo, feroce, attacco nei confronti della nostra sanità frutto di una gestione economicistica del Paese e del suo welfare, imposta all’Italia direttamente dalla Troika. Una gestione che nulla di buono ha portato ai Paesi che si sono piegati ai diktat dell’Europa. Per fare il bene dei nostri cittadini e dell’Italia l’unica strada percorribile è quella di opporsi a queste politiche».

Nella lettera si ricorda che «La sanità rappresenta quasi il 14% della spesa pubblica totale del nostro Paese (110 miliardi su 800), ma contribuisce ai tagli previsti nel Def in misura del 35% (2,6 miliardi su 7,5). Il Def prevede una riduzione della spesa pubblica dello 0,9% (7,5 miliardi su 800) ma, in proporzione, quella del SSN viene tagliata quasi del triplo: il 2,4% (2,6 miliardi su 110)». Sono cifre che dimostrano a quale rischio incostituzionale, oltre che di diritti negati ai ceti più deboli, ci porterebbe questo ulteriore taglio alla sanità.

Per evitare che Pittella aderisca per disciplina di partito alla manovra, condizionato com’è dal peso della sua sanità (1 miliardo e 100 milioni di euro l’anno), dalle sue difficoltà di bilancio e dal dimezzato gettito delle royalties del petrolio, Liuzzi e Petrocelli hanno ricordato al nostro governatore l’art 32 della Costituzione italiana che tutela il diritto alla salute e lo hanno invitato, insieme ai presidenti di tutte le regioni d’Italia, ad avere loro stessi iniziative di risanamento e di ripristino di diritti, spostando la scure dei tagli dalla sanità ai costi:

dei consigli regionali (più di 1 miliardo l’anno);

delle auto blu e grigie che dall’ultimo censimento della Formez risulta essere di 17.299 a carico delle sole asl, su un totale di 53.422 (circa 300 milioni);

delle 7.726 partecipate locali, 3 mila delle quali hanno solo 6 dipendenti, mentre il numero dei componenti i Consigli di amministrazione è sempre molto più numeroso (circa 3 miliardi l’anno il possibile risparmio).

Liuzzi e Petrocelli a seguito di questa iniziativa, hanno poi dichiarato che «è tempo di smantellare gli eccessivi costi della gestione clientelare dei partiti, che assorbe circa la metà dell’economia nazionale e regionale, togliendola al corretto funzionamento dello Stato/Paese, cui la politica vera e sana dovrebbe condurci».
movimento5stelle