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set 022015
 

“La Basilicata, l’Italia tutta, è ormai noto che convive con le difficoltà del momento e una comunità giovane e dinamica come quella di Policoro, necessità di politiche di sviluppo ed espansive in grado di dare segnali forti e incoraggianti.”

E’ quanto dichiarano il primo cittadino di Policoro, Rocco Leone e l’Assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, commentando il Bilancio Previsionale 2015 approvato dal Consiglio comunale.

“Segnali importanti – continua Leone – si scorgono nell’ultimo bilancio approvato lo scorso 14 agosto, come si evince dalla precisa e attenta relazione dell’Assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, nel documento vi è un tentativo forte della politica locale di dare dei segnali a coloro che vogliono crescere, emergere ed investire nella nostra Città, che oggi possiede innumerevoli potenzialità, vedi il turismo, vedi l’agricoltura e vedi quella manodopera intellettuale che ha deciso di rimanere qui.”

“Il Bilancio di un Comune rappresenta il veicolo per pianificare lo sviluppo della Città e lo stesso, spesso, è in grado di attrarre investitori e investimenti, per queste ragioni oltre ad interventi in opere pubbliche del valore di 14 milioni di euro, tra le diverse misure adottate è prevista l’IMU al minimo per cinque anni per chi acquista immobili di nuova costruzione; per la tutela dei settori produttivi è prevista l’aliquota base per chi è proprietario di immobile e nello stesso svolge la propria attività; per gli imprenditori agricoli è prevista l’IMU sui terreni tra le più basse della Basilicata.

Tutte azioni volte ad attrarre giovani coppie e imprenditori e spingerli ad investire nell’imminente futuro, qui a Policoro.”

“Ma il fiore all’occhiello di questo bilancio – spiega Leone – è la riduzione della tassa sui Rifiuti solidi urbani, questo da ragione al forte sforzo che l’Amministrazione ha intrapreso creando un progetto sui rifiuti su misura per Policoro che si sta dimostrando virtuoso e in controtendenza con quello che accade nel resto della Regione.

Infatti nonostante i costi di discarica siano schizzati alle stelle, grazie al nostro nuovo progetto, Policoro è l’unico Comune della Basilicata e dei pochi del Sud Italia, a ridurre l’imposta sui rifiuti.
Vantaggio che in termini di percentuale si aggira a circa il 15% in città per le utenze domestiche e il 37% nella campagne che non conferiscono l’umido, mentre per le attività commerciali sono previste diverse riduzioni generali con punte anche del 47%.
Questo a dimostrazione del fatto che chi differenza bene può trarre solo dei vantaggi che vanno da quelli ambientali a quelli economici.”

“Altro pilastro salvaguardato è quello sociale dove non è stato effettuato nessun taglio rispetto al precedente anno e dove tra le altre cose sono stati destinate circa 200 mila euro per l’assistenza specialistica nelle scuole, questo facendo un grande sforzo perché non bisogna dimenticare che un Comune come quello di Policoro, nel 2011 percepiva trasferimenti da parte dello Stato di circa tre milioni di euro mentre oggi è il Comune a trasferire allo Stato un milione di euro.”
“Per questo, ben amministrare con questi numeri diventa un impresa eroica, ma nonostante tutto il Comune riesce a tutelare le fasce più deboli come anziani, disabili e giovani coppie, infatti per essi vi è la possibilità di avere delle agevolazioni sulla Tasi per la prima casa ed è stato previsto un fondo di 30 mila euro da destinare alla Tari per i soggetti meno abbienti.
Non dimentichiamo che il Comune nell’ambito sociale è riuscito a finanziare progetti come “Disabilmentemare” che ha riscontrato successi a livello nazionale per quanto riguarda la valenza sociale dell’iniziativa e allo stesso tempo ha creato opportunità lavorative e per gli operatori del settore e per gli operatori turistici.”

“I bilanci dei Comuni – conclude Leone – sono ridotti all’osso ecco perché pretendiamo che nella programmazione regionale, che rimane uno dei pochi Enti a disporre di ingenti risorse, ci sia chiarezza sull’idea di sviluppo e programmazione e che la stessa venga condivisa sui territori e venga realizzata con criterio facendo attenzione a come vengono destinati i fondi affinché essi possano creare sviluppo e coesione sociale e non clientelismo politico.”

Rocco Leone

ago 172015
 

Il giorno 8 agosto 2015 si è svolto il “ 3° Concorso Artistico Nazionale Engel von Bergeiche”, dedicato allo scrittore e poeta Angelo Calderone, originario di Ruvo del Monte, in Lucania. Per l’occasione, sono convenuti nel piccolo paese bradanico: poeti, scrittori, pittori e fotografi finalisti da ogni parta d’Italia.
Alla presenza di un nutrito pubblico, accorso anche da altri paesi, la piazza Ungheria (dove l’artista scomparso, morto nel 2011, ha abitato per alcuni anni) è stata magnifico scenario per assistere ad uno spettacolo di alta valenza socio-culturale, innovativo ed originale, grazie alla fantasia creativa della presidentessa, fondatrice dell’eponimo concorso, Rossella Calderone (in arte Roscal), figlia del poeta- scrittore Engel von Bergeiche, “deus ex machina” dell’intero evento culturale, che, infrangendo il classico cliché, ha affidato gli intermezzi musicali ai virtuosismi del noto canta-fisarmonicista Dirindindì, (pseudonimo onomatopeico di Nicola Suozzi), famoso ”Dorforiginal” nella Svizzera tedesca, negli anni “70 – “80. La caratterizzazione tramite maschere dei personaggi raccontati, hanno fatto il resto. Una trovata azzeccata, a giudicare dal consenso del qualificato pubblico e dal lusinghiero giudizio della critica, unanime nel definire lo spettacolo : “evento dell’anno”.
La premiazione dei poeti, ha visto sul “podio” la giovanissima Aurora Di Napoli, di Salerno, che ha ricevuto il premio Junior per la sua poesia chiamata “Tra le nuvole”. Il premio del Presidente (una innovazione) è stato assegnato a Marina Lolli, di Roma, per la poesia “Maschere”. Il 3° premio è stato appannaggio di Concetta Seila Mammoccio, di Giulianova (Te), per la lirica “Mercenari di solitudine”. Il 2° posto ha visto sul podio Vincenzo Ciao (in arte, Vincent de La Vega), di Eboli (Sa) per la poesia “Torbidi pensieri”. Il premio speciale della Giuria è arrivato ad Imperia, alla poetessa Danila Marchi, per il componimento “Non credere”. E sul gradino più alto è salita la bravissima Michela Tombi, di Pesaro, che ha conquistato il 1° posto con la poesia “Sogni infranti” perché, come dice la motivazione: <>.
Per la narrativa, invece, i risultati sono stati i seguenti: 3° premio a Marina Lolli, di Roma, per il racconto “Tracce di irrealtà”; 2° premio a Margherita Ferraris, di Forlì, per il racconto “Tonino Toccafondi”; 1° posto a Gianandrea Paderni, di Catania, per il racconto “Verità”, con la motivazione:<< Lo scrittore ha saputo rappresentare il senso di sdoppiamento della personalità umana nell'era di internet, dove la realtà è, spesso, apparente e la verità effettuale è trasformata in verità virtuale fondata su infingimenti ed ambiguità. Infatti, quando il gestore del chiosco chiede al cliente: “Che cosa Le porto?”, la subitanea risposta è: “Vorrei la verità, no, non si preoccupi, non chiedevo la verità con la “V” maiuscola, quella della fede o la spiegazione dei misteri dell'esistenza. No, quella non so se riuscirò a capirla, un giorno, no, parlavo della verità delle cose terrene, quella delle cose in cui ci imbattiamo nella vita di tutti i giorni.” E last but not least è giunto il turno della pittura e della fotografia. In queste due sezioni, meno affollate delle altre, hanno vinto il 1° premio, rispettivamente, Maria Mare, di Ruvo del Monte, con la tela ad olio intitolata “Gli occhi dell'anima” e Marina Lolli (romana, partecipante a tutte le sezioni) con lo scatto fotografico chiamato “Tra le nuvole”. Poi, il 9 agosto, nell'aula consiliare del Comune, si è tenuto un incontro con Gastone Cappelloni, il poeta marchigiano vincitore della I edizione del “Concorso, 2013” che, dopo i ringraziamenti di rito e le congratulazioni, ha sottolineato l'importanza, la valenza culturale e il prestigio conquistati da questo Premio a carattere nazionale <>
La consegna di un ricordo alla Pro Loco e al vicesindaco del Comune di Ruvo del Monte, per il patrocinio, hanno chiuso il doppio evento culturale. A margine della manifestazione abbiamo chiesto un commento alla raggiante Michela Tombi, vincitrice outsider della sezione poesia, che ha affermato d’impeto: <> Appuntamento al 2016!
Prof. Domenico Calderone

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lug 202015
 

Dalla riprogrammazione del Po Fesr 2007-2013 1,6 milioni di euro per il miglioramento dei servizi scolastici e socio assistenziali a favore di progetti nell’ambito dei Piani di Offerta integrata di servizi

Migliorare e ottimizzare i progetti conclusi o aventi uno stato di avanzamento del 60 per cento, già finanziati con risorse del Po Fesr Basilicata 2007-2013 nell’ambito dei Piani di Offerta integrata di servizi (POIS). E’ questa la finalità dell’Avviso Pubblico approvato dalla Giunta regionale per l’attivazione di una procedura negoziata per la presentazione e la selezione di progetti nell’ambito delle sette aree Pois (Alto Basento-Basso Bradano, Lagonegrese Pollino, Marmo Platano Melandro, Val d’Agri, Metapontino Collina Materana, Vulture Alto Bradano e Bradanica Medio Basento). Un milione e seicentomila euro i fondi messi a disposizione dal Po Fesr 2007-2013 a valere sull’Asse VI “Inclusione sociale” nell’ambito dell’obiettivo specifico VI.1 “Potenziamento e qualificazione della rete regionale dei servizi volti alla promozione dell’inclusione sociale”. Il consolidamento delle operazioni infrastrutturali dei Pois, che dovranno concludersi entro e non oltre il prossimo 31 dicembre, è stato possibile grazie alla riprogrammazione delle risorse finanziarie del Programma Operativo Fesr Basilicata 2007-2013. A beneficiare dell’Avviso saranno gli enti locali che avevano già sottoscritto una partnership istituzionale con la Regione Basilicata. I progetti candidabili dovranno nello specifico: ottimizzare le strutture finalizzate a prestazioni di servizi sanitari e socio sanitari in favore di specifiche fasce deboli di popolazione; estendere e rafforzare la rete dei servizi attraverso la realizzazione di infrastrutture per l’infanzia e/o sociali assicurando la funzionalità di strutture quali centri di accoglienza, asili nido, case famiglie, centri per anziani e strutture protette; potenziare e qualificare l’offerta di servizi per la comunità attraverso la realizzazione di ‘centri sociali ad uso plurimo’ per lo svolgimento di attività culturali (come spazi attrezzati per attività bibliotecarie, cinematografiche, teatrali ed espositive), sportive e per il tempo libero con priorità nelle aree montane e rurali; oltre a incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico favorendo l’allungamento dei tempi di apertura delle scuole attraverso il miglioramento strutturale e funzionale dei plessi esistenti, il potenziamento dell’efficienza energetica e la sicurezza ambientale, sostenendo l’introduzione di nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Le istanze e i relativi allegati dovranno essere presentati entro le ore 14.00 di lunedì 3 agosto all’Ufficio Autorità di gestione dei Programmi Operativi Fesr Basilicata. L’Avviso pubblico, già notificato ai capofila dei Pois e ai potenziali beneficiari, è consultabile sui siti www.porbasilicata.it e su www.basilicatanet.it, oltre al link http://www.pofesr.basilicata.it//12819

regione

mag 122015
 

No alla manovra bancomat sulla sanità italiana e lucana voluta dal governo di Matteo Renzi, suggerita dalla Troika europea, con l’avallo del ministro Beatrice Lorenzis (Ncd) e del presidente della Conferenza Stato-Regioni, Sergio Chiamparino (Pd).

I portavoce lucani del Movimento 5 Stelle, la deputata Mirella Liuzzi e il senatore Vito Petrocelli, inviano un appello al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, affinché non firmi l’intesa col governo sui tagli alla sanità.

«Le chiediamo – scrivono i due parlamentari – di non apporre la sua firma alla prossima intesa Stato-Regioni, che determinerà un nuovo, ulteriore, taglio al Fondo Sanitario Nazionale».

Nelle intenzioni di Liuzzi e Petrocelli e di tutti gli altri parlamentari del M5S, che replicheranno l’appello ai governatori delle rispettive regioni di provenienza, è di evitare che, per disciplina di partito e per connivenze clientelari, i governatori accettino il piano di tagli di 2,3 miliardi di euro previsti dal governo “abusivo” di Matteo Renzi.

Dopo esternalizzazioni varie, chiusure di reparti e di ospedali interi, aumenti di ticket e tempi di attesa lunghissimi, arriva ora, scrivono i due portavoce del M5S, questo non sostenibile «nuovo, feroce, attacco nei confronti della nostra sanità frutto di una gestione economicistica del Paese e del suo welfare, imposta all’Italia direttamente dalla Troika. Una gestione che nulla di buono ha portato ai Paesi che si sono piegati ai diktat dell’Europa. Per fare il bene dei nostri cittadini e dell’Italia l’unica strada percorribile è quella di opporsi a queste politiche».

Nella lettera si ricorda che «La sanità rappresenta quasi il 14% della spesa pubblica totale del nostro Paese (110 miliardi su 800), ma contribuisce ai tagli previsti nel Def in misura del 35% (2,6 miliardi su 7,5). Il Def prevede una riduzione della spesa pubblica dello 0,9% (7,5 miliardi su 800) ma, in proporzione, quella del SSN viene tagliata quasi del triplo: il 2,4% (2,6 miliardi su 110)». Sono cifre che dimostrano a quale rischio incostituzionale, oltre che di diritti negati ai ceti più deboli, ci porterebbe questo ulteriore taglio alla sanità.

Per evitare che Pittella aderisca per disciplina di partito alla manovra, condizionato com’è dal peso della sua sanità (1 miliardo e 100 milioni di euro l’anno), dalle sue difficoltà di bilancio e dal dimezzato gettito delle royalties del petrolio, Liuzzi e Petrocelli hanno ricordato al nostro governatore l’art 32 della Costituzione italiana che tutela il diritto alla salute e lo hanno invitato, insieme ai presidenti di tutte le regioni d’Italia, ad avere loro stessi iniziative di risanamento e di ripristino di diritti, spostando la scure dei tagli dalla sanità ai costi:

dei consigli regionali (più di 1 miliardo l’anno);

delle auto blu e grigie che dall’ultimo censimento della Formez risulta essere di 17.299 a carico delle sole asl, su un totale di 53.422 (circa 300 milioni);

delle 7.726 partecipate locali, 3 mila delle quali hanno solo 6 dipendenti, mentre il numero dei componenti i Consigli di amministrazione è sempre molto più numeroso (circa 3 miliardi l’anno il possibile risparmio).

Liuzzi e Petrocelli a seguito di questa iniziativa, hanno poi dichiarato che «è tempo di smantellare gli eccessivi costi della gestione clientelare dei partiti, che assorbe circa la metà dell’economia nazionale e regionale, togliendola al corretto funzionamento dello Stato/Paese, cui la politica vera e sana dovrebbe condurci».
movimento5stelle

mar 282015
 

Al San Carlo ritornano i volontari della Fondazione “Rosangela D’Ambrosio” onlus.
Colori, sorrisi, abbracci e tanta dolcezza, quella delle uova al cioccolato portate in dono ai piccoli pazienti del Centro Pediatrico Bambino Gesù Basilicata per la Santa Pasqua. Insieme alla testimonianza della grande attenzione alla persona rivolta ai bambini in cura presso l’A.O.R. San Carlo. Un gesto d’amore e di generosità compiuto dai volontari della Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus che in settimana hanno fatto visita ai piccoli del Centro Pediatrico Bambino Gesù del San Carlo. Un pomeriggio speciale promosso dalla fondazione (sorta in Basilicata oggi attiva in tutto il mondo) che in vista della Santa Pasqua, ha voluto donare un momento di gioia ai bambini in cura al San Carlo. “Abbiamo a cuore questo reparto della nostra regione, seppure la fondazione opera in tutta Italia, abbiamo deciso di portare il nostro sostegno anche alla Basilicata, ci veniamo sempre con grande piacere – hanno dichiarato i volontari- per offrire il nostro sostegno e la nostra vicinanza a questi piccoli come avrebbe fatto Rosangela. Il nostro obiettivo è quello di aiutare i bambini in difficoltà. Operiamo nella trasparenza, aiutando le pediatrie di alcuni ospedali italiani. Al Centro Pediatrico Bambino Gesù Basilicata abbiamo trovato un alto tasso di umanità, si respira un’aria d’amore, una forte attenzione per la persona”. Un gesto grande, quello dell’altro giorno, come grande era il cuore della giovane Rosangela D’ambrosio, scomparsa il 29 agosto del 2009 a soli 23 anni. Per ricordare il suo sorriso, la sua vitalità, la sua forza, il suo coraggio, il suo talento, la sua sensibilità umana, per onorare la sua memoria, è nata il 12 luglio 2010 la “Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus”. Rosangela era una giovane donna con un cuore e un progetto di vita votati al sostegno dei più deboli in particolar modo dei bambini. La Fondazione ha lo scopo di portare avanti la forza d’amore di Rosangela, ricordando e facendo conoscere al mondo la sua vitalità, attraverso i propri mezzi finanziari, con la realizzazione di interventi in favore di bambini che vivono in condizioni umane e sociali disagiate e hanno bisogno di essere aiutati per sopravvivere, curati, sostenuti nell’alimentazione, nella formazione e nella malattia. Tra i progetti portati avanti dalla Fondazione vi è la realizzazione di un orfanatrofio che ospita 100 bambini a Megalai in India, oltre ad una scuola a Mozabuka in Zambia. In Italia la fondazione ha permesso la creazione di un’area di degenza di Terapia post Intensiva per i bambini dell’ospedale Buzzi di Milano al quale hanno di recente donato un ecografo e un polisonnografo oltre al sostegno materiale offerto per la realizzazione di posti letto presso il presidio di Casalnoceto e presso il Centro Paolo VI. Nella mattinata di domenica 29 i volontari della fondazione saranno a Potenza in piazza Aldo Moro, per la vendita delle uova pasquali.

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feb 052015
 

Venerdì 6 febbraio alle ore 18 , presso il Monastero di San Francesco di Paola di Vibonati , si svolgerà la presentazione del libro di Andrea Costantino “Ludopatia, La debolezza della Volontà “ .
All’evento, introdotto dal Consigliere Comunale Giovanni Scognamiglio e moderato da Gianfrancesco Caputo , parteciperanno gli Avvocati Riccardo Pizzino e Franco Maldonato, il Consigliere Regionale Luigi Cobellis, che è stato il principale promotore della istituzione dell’Osservatorio Regionale sulla Ludopatia , e il Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Mons. Antonio De Luca che lo scorso anno ha firmato un protocollo d’intesa con l’Associazione “il Dado” per contrastare per contrastare la dipendenza sul gioco d’azzardo. Sarà presente l’Autore.
Il libro di Costantino, funzionario statale, è una testimonianza diretta, vissuta sulla propria pelle; c’è la compulsione, il viaggiare tra le nuvole senza toccare terra, lo sprofondare e il riemergere. Il racconto accattivante, preciso, dettagliato, delle sue giocate, che lo portano ad annullarsi, riporta le esperienze vissute nelle comunità terapeutiche in Romagna e in Toscana, l’emanazione della sentenza, la dura espiazione nel carcere di Sala Consilina, il trasferimento ad Eboli, dove si sente diversamente libero e partecipa alla rappresentazione teatrale su Carlo Pisacane; il soggiorno nella comunità terapeutica di Tortora, in Calabria. Un libro che può essere utile per i giovani, essendo il gioco d’azzardo un grave problema che sta investendo molti minorenni ed anche padri di famiglia, che magari iniziano con le scommesse sportive o con il poker on-line per diventarne gradualmente dipendenti.

la forza della volontà

dic 302014
 

<>.
Questo è quanto emerge da un’indagine della Coldiretti, predisposta sulla base di dati della Ixè Sondaggi, presentata al Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio.
Sempre secondo l’indagine, l’allentamento della tensione morale nei confronti della malavita provocato dalla crisi <>.
I sondaggi sono sempre opinabili ma indicano una linea di tendenza assolutamente non lontana dalla verità. Nel caso specifico, il dato univoco è l’abbassamento della guardia sul tema della legalità e, specularmente, sul rapporto con le mafie e la criminalità organizzata e sull’accettazione di comportamenti apertamente illegali.
Abbiamo parlato di abbassamento della guardia sul tema della legalità!? Proprio su questo tema sono allarmanti le rilevazioni annuali sulla “percezione mafiosa” condotte dal Centro “Pio La Torre” nelle scuole: dei 1126 studenti intervistati in 94 scuole nei primi mesi del 2014, solo l’11,73% ritiene che lo Stato sia più forte della mafia, mentre per il 53,32% la criminalità è più forte e la restante parte (34,95%) non ha un’opinione precisa; inoltre solo il 23,55% ritiene che sia effettivamente possibile sconfiggere la mafia.
Ciò impone al variegato arcipelago dell’antimafia un’analisi non rituale per capire che cosa “non funziona” e che cosa occorre modificare. Come sostiene Nando dalla Chiesa abbiamo bisogno di interrogarci su alcuni punti essenziali:
Primo. La retorica celebrativa e acritica non giova all’antimafia e, anzi, ne allontana i più sensibili e i più determinati. Se in manifestazioni o celebrazioni stanno sullo stesso palco politici o rappresentanti istituzionali corrotti (o amici di corrotti) ed esponenti dello schieramento antimafia, è quest’ultimo ad essere ferito e a perdere di credibilità e capacità attrattiva. E quando poi nello stesso movimento antimafia compaiono personaggi compromessi (o che si scoprono tali strada facendo) è l’idea stessa di contrasto delle mafie, in mancanza di una immediata ed esplicita presa di distanza, ad essere gravemente indebolita. Non sono le affermazioni di principio ma i comportamenti ad essere determinanti. Del resto è raro sentire l’elogio della corruzione o della illegalità, ma ciò non basta a ostacolarne il prosperare …
Secondo. Le mafie non sono figlie della povertà e dell’arretratezza e hanno, al contrario, una straordinaria capacità di adattamento alle diverse situazioni sociali. E tuttavia è indubbio che povertà, diseguaglianza, marginalità sono serbatoi alla loro espansione. La forza delle mafie – che le distingue da altre forme di criminalità tout court – è il consenso sociale di cui godono, che può essere eroso solo con modelli e pratiche di reale giustizia sociale. Non c’è bisogno di estremismi politici o verbali. Basta ricordare le parole del generale Carlo Alberto dalla Chiesa in una nota intervista a Giorgio Bocca, alla vigilia del suo assassinio: <>.
Terzo. Se è vero quanto precede, l’antimafia o è antimafia sociale e dei diritti o non è (e non serve trincerarsi dietro questa o quella, pur importante, vittoria sul piano militare). Superfluo dire che questa impostazione vale anche quando comporta scelte divisive, come oggi si usa dire, e magari scontri che minano unanimità di comodo.
Ai docenti che leggono questa riflessione o agli studenti suggerisco: <>.
Gerardo Melchionda
Referente Presidio di Libera-Lagonegrese
(Narcomafie)

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dic 032014
 

“Chiediamo al Parlamento e al Governo, e in particolare ai parlamentari e ai membri dell’Esecutivo lucani, di porre da subito rimedio a questo decreto sbagliato i cui criteri di scelta sono fortemente iniqui e immotivati, attraverso l’apertura di una discussione di merito sui criteri e sui parametri adottati, che rischiano di creare un ulteriore disagio alle popolazioni rurali, costringendole tra l’altro in brevissimo tempo a pagare l’IMU sui terreni agricoli, fino ad oggi esentati”.
Il Comune di Lauria non sta a guardare sulla questione dell’Imu agricola, e in particolare sul decreto del governo in via di perfezionamento, che esclude i Comuni che hanno la sede municipale in una località al di sotto dei 600m s.l.m dall’esenzione del pagamento dell’imposta.
Il Consiglio comunale all’unanimità approva infatti, nell’ultima seduta, un documento politico da inviare all’Anci nazionale e regionale in cui si esprime “netta perplessità verso il provvedimento, in quanto non è colpendo le categorie più deboli di territori già in difficoltà che risaniamo il paese e diamo spinta propulsiva allo sviluppo”.
Da qui l’appello del Comune valnocino ai rappresentanti istituzionali: “Nelle maglie di questo decreto – spiega l’assessore al Bilancio Fabrizio Boccia – ricadrebbe anche il Comune di Lauria che per paradosso ha circa l’80% del suo territorio al di sopra dei 600 metri. Si tratta – aggiunge il vicesindaco – di un provvedimento grave perché obbliga i Comuni a fare, ancora una volta, i “gabellieri” per conto dello Stato sulla base di calcoli che riteniamo sbagliati e sovradimensionati. Inoltre, mentre il taglio ai nostri danni è già avvenuto, l’introito per ora resta indefinito nella sostanza e nei tempi . E poi questo decreto esce in forte ritardo e soprattutto nel giorno in cui si dovrebbe fare l’assestamento dei bilanci rendendo impossibile una corretta gestione. Senza dimenticare – conclude Boccia – la confusione prevedibile per i proprietari di terreni che si troveranno a dover pagare a pochi giorni dalla scadenza del 16 dicembre. Mi auguro che nelle prossime ore esca quantomeno una circolare ministeriale che proroghi il versamento a un opportuno lasso di tempo, in modo tale da dare ai Comuni la possibilità di avvisare i contribuenti degli avvenuti cambiamenti”.

municipio

ott 222014
 

La mensa scolastica costerà di meno alle famiglie più deboli e a quelle con più figli.
E’ questo uno dei risultati più importanti raggiunti con il Piano comunale per il diritto allo studio relativo all’anno scolastico 2014/2015 (modificato con delibera numero 83 del 20 ottobre 2014), approvato e reso immediatamente operativo nell’ultima seduta del Consiglio comunale.

Due gli elementi di novità contenuti nel provvedimento, che quest’anno per la prima volta tiene conto anche della situazione economica del nucleo familiare (attraverso attestazione Isee). Nel Piano si prevede una rimodulazione, rispetto a quanto stabilito lo scorso settembre, delle fasce di compartecipazione delle famiglie al costo del servizio mensa, tale da agevolare le famiglie con reddito basso (in particolare, nella fascia tra i 6mila e i 18mila euro). Inoltre, viene adottato un sistema di forti riduzioni per le famiglie con reddito Isee inferiore a 18mila euro che hanno molti bambini a scuola: è previsto il 15 per cento in meno a pasto per i nuclei con tre bambini che mangiano a mensa. Mentre le famiglie con quattro o più bambini godranno di uno sconto pari al 30 per cento.

Tuttavia, le tariffe, fa sapere l’assessore alla Pubblica Istruzione Lucia Carlomagno, “potranno subire nel corso di quest’anno scolastico ulteriori ritocchi in positivo, considerato che abbiamo stilato le tabelle sul 60 per cento di attestazioni Isee pervenute ai nostri uffici”. Ad ogni modo, l’assessore non nasconde la soddisfazione per l’ok dell’Assemblea comunale alla delibera: “Vogliamo garantire una maggiore equità sociale e vogliamo andare incontro alle famiglie con più difficoltà – spiega l’assessore Carlomagno – per questo la condizione economico-sociale dei cittadini è fattore centrale delle scelte contenute nel provvedimento”. Ma il lavoro non finisce qui. “Stiamo lavorando – conclude l’assessore Carlomagno – per rispondere positivamente alle sollecitazioni di tanti genitori per prorogare la mensa fino al termine delle attività didattiche (e non il 30 maggio come oggi stabilito) e siamo impegnati a verificare se è possibile, per il prossimo anno scolastico, far partire la mensa scolastica già da settembre”.

municipio

ott 132014
 

Mons. Vincenzo Iacovino parroco della chiesa di San Nicola in Lauria ha organizzato un evento in occasione del XVII anniversario della beatificazione del Lentini.
Infatti, il 12 ottobre alle ore 19.00, nella Chiesa di San Nicola a Lauria, in occasione dell’anniversario della proclamazione a Beato del sacerdote Domenico Lentini, avvenuta in Piazza San Pietro a Roma il 12 ottobre 1997, è andato in scena lo spettacolo “Ave Maria” scritto da Ulderico Pesce e interpretato dallo stesso Pesce e da Lara Chiellino Il lavoro racconta la vita del Beato Domenico Lentini attraverso la sorella Antonia, che l’accudì per tutta la vita, il fratello Nicola e Antonietta Acunzo, la giovane che ha ricevuto l’ultimo miracolo dal prete di Lauria certificato dalla Chiesa. Ulderico Pesce nel raccontare lo spettacolo dice:

“Occuparsi oggi di temi religiosi è molto importante. L’uomo ha bisogno di recuperare fragilità. Per molti anni ci siamo illusi mostrandoci forti. Oggi la fragilità può insegnarti a vivere. Don Domenico Lentini era un grande esempio di fragilità. Paveva trasformato la sua casa in una scuola per bambini poveri e guardando i suoi scolari piangeva. Un uomo che dava tutto ai poveri, amava i deboli, gli sfruttati. Il suo amore per gli ultimi dovrebbe contagiarci. I suoi miracoli sono stati certificati mentre era ancora in vita. Appena morto il suo corpo rimase caldo per una settimana. Una bambina di Papasidero paralitica che venne a toccarlo guarì. Molte persone ricevettero grazie. Compresa la signora Anna Voria che è guarita da un tumore che l’aveva fatta entrare in un coma profondo per finire con la storia dell’operaio miracolato qualche anno fa. Oggi parlare di miracoli, credendoci per giunta, significa abdicare all’intelligenza, al metodo scientifico, alle conquiste umane. Per me e i miei compagni parlare di Dio, del Lentini, dei miracoli, e del recupero della fede, significa aprire una porta interiore importante, una porta verso il mistero, verso la pietà, verso la bontà, verso la natura, il paesaggio, gli alberi e i fiumi. Una porta che l’uomo da secoli ha chiuso e che dobbiamo necessariamente riaprire. Questo spettacolo vuole essere un umile tentativo di spiare attraverso quella porta.”

UN FILO DI TRAMA

Don Domenico era penitente, predicatore, sacerdote esemplare. Nacque in una famiglia umile di Lauria nel 1770. Il padre Macario, contadino, conciava il pellame, faceva un po’ di tutto per mantenere i cinque figli, Domenica, Rosa, Nicola, Antonia e Domenico. La madre Rosalia Vitarella morì lasciando i figli piccoli e il marito, quest’ultimo non dormiva la notte col pensiero di pagare la piccola casa dove abitavano.

Molto presto Domenico cominciò a dare segni della sua Vocazione. Diventò sacerdote, svolse il suo ministero pregando, predicando, facendo penitenza, camminando a piedi per giornate intere, insegnando ai poveri, dando tutto agli altri. Erano tempi duri, i suoi fratelli si lagnavano della sua generosità, don Domenico dava tutto a tutti lasciando vuota la “dispensa” della propria famiglia.

Nello spettacolo “Ave Maria”, la storia di Domenico, i suoi studi, le sue prediche, le opere, i miracoli sono raccontati dai suoi fratelli che diventano gradualmente testimoni di una vita vissuta in modo straordinario, fino al 1828, quando don Domenico lasciò questa terra lasciando in eredità la fama della sua Santità.

La rappresentazione

le inerviste: Lara Chiellino, Ulderico Pesce