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gen 222016
 

Grazie all’associazione Libera e alla Biblioteca rivellese è stato ricordato il 20 gennaio 2016 nella sala consiliare, Nicola Chiarelli il collaboratore di giustizia trovato morto in un luogo segreto proprio un anno fa. L’incontro, molto intenso ed a tratti drammatico, ha visto le testimonanianze di quanti lo hanno conosciuto. Ha preso la parola anche la madre di Nicola ed il fratello Luciano.

nic

giu 262015
 

Si è tenuta a Potenza, presso la sala dell’arco del Comune, alla presenza dei Consiglieri Comunali Mario Guarente, Antonio Vigilante, dell’assessore comunale Annalisa Percoco, del Sindaco Dario De Luca e del Consiglire Regionale Aurelio Pace, la conferenza stampa di “Una Potenza di Festival – rassegna della canzone partenopea”, organizzata da “Radio Potenza Centrale…è una potenza di radio”, manifestazione inserita nel cartello degli eventi del “maggio potentino”, con il patrocinio del comune di Potenza e della Regione Basilicata, che si terrà il giorno 27 Giugno 2015 alle 20,30 presso il Centro Sociale di Malvaccaro a Potenza con ingresso gratuito. Grazie a “Lo Spuntino” sarà anche allestito un punto ristoro. La manifestazione avrà anche uno spazio dedicato alla beneficenza, con una raccolta fondi destinata alle iniziative dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Potenza Equitazione” per gli “amici cavalli”. Essa avrà una portata interregionale. Parteciperanno circa 25 artisti neomelodici partenopei, provenienti dalle regioni del sud di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, oltre che dalla Basilicata stessa. Alla manifestazione prenderanno parte, come ospiti, anche alcuni “big” del genere musicale. Il tutto sarà organizzato da Radio Potenza Centrale, storica emittente potentina operante nel settore dal 1976 e che conta circa 325.000 ascoltatori settimanali in tutto il meridione d’ Italia, la quale seguirà l’ evento in diretta, come anche avverrà sul web. Il festival è organizzato con la formula della rassegna musicale. Presenti alla presentazione anche gli organizzatori Antonio Postiglione, direttore artistico di Radio Potenza Centrale, Giuseppe Postiglione, direttore editoriale e Gianni Penna, responsabile della Girolandia Spettacoli e presentatore della serata.
Antonio Postiglione a proposito ha dichiarato: “sono molto orgoglioso per essere riuscito a portare a Poteza il meglio degli artisti neomelodici napoletani, genere molto diffuso nel territorio di copertura della nostra emittente radiofonica, leader di ascolti e assoluta protagonista del settore”. Il Consigliere Pace dal canto suo ha affermato: “non poteva essere che la radio al centro del Sud, Radio Potenza Centrale, a portare ancora una volta il Sud al centro. Sostengo con forza l’evento anche per la portata identitaria che esso ha. Bisogna che il Mezzogiorno ritorni centrale nelle politiche nazionali. E rivalutarne le tradizioni identitarie, come i suoi costumi musicali, è una occasione formidabile e da non perdere per innalzare il livello di visibilità dei nostri territori”. A Pace fa sponda l’assessore Percoco “non appena ho appreso dell’idea ho deciso subito di sostenerla. Porteremo in città centinaia di persone da tutte le regioni limitrofe. Mi complimento per il lavoro dell’emittente, la quale, con vero spirito di partecipazione, ha voluto organizzare l’importante evento addirittura con la formula dell’ingresso gratuito. Essa bene si incastra con le iniziative del “maggio potentino”. Il consigliere Guarente ha puntualizzato: “un evento importante per la nostra comunità. Una rassegna del genere musicale mancava in città. Siamo contenti di poterla sostenere. Con questa e con le altre iniziative che abbiamo sostenuto il “maggio potentino” è stato di assoluto rilievo”. Chiude il Sindaco De Luca “ringrazio Radio Potenza Centrale, sempre di più riferimento per l’intrattenimento e l’informazione del nostro territorio. Eventi di questa portata sono utili a portare un messaggi positivo alla nostra città che vive un momento di forte difficoltà. Sono orgoglioso di accogliere tanti artisti che arriveranno dalle regioni limitrofe portando con se i tanti fan che li seguono: una occasione per far conoscere in positivo la nostra città. Poi con la musica partenopea avremo anche il modo di sdrammatizzare sulla nostra vicenda comunale con un bel: “scurdammoce o passatot”.
Ufficio Stampa
“Una Potenza di festival”

conferenza stampa

mag 182015
 

“Sul territorio regionale, si sta verificando una sorta di paradosso che, se non fosse drammatico, potrebbe diventare materia di studio per addetti ai lavori. Infatti, con una qualche sistematicità, accadono vicende tristi e drammatiche, legate alle cosiddette ‘morti bianche’ e/o incidenti sul lavoro, a fronte del lavoro che manca, che diminuisce e che induce l’ingrossamento delle fila dei disoccupati e degli inoccupati.
Ogni volta poi, a ‘tumulazione avvenuta’, come verrebbe da dire, parte la liturgia delle solite lamentazioni, per ricordare quanto non viene fatto in materia di sicurezza sui posti di lavoro e degli impegni istituzionali sempre presi e mai mantenuti; a tal proposito, anche a me viene in mente un Coordinamento regionale circa le azioni che si sarebbero dovute intraprendere per la tutela e la sicurezza sui posti di lavoro, allertato presso l’allora Dipartimento all’Assetto del Territorio, sorto a valle del Decreto 81, successivo alla più famosa Legge 626 , attivo per qualche mese e dopo abbandonato all’ombra e di cui non si e’ saputo quale fine gli abbiano fatto fare, con il silenzio assordante delle diverse Componenti, quasi tutte provenienti dai Segmenti Organizzati del Sociale, Sindacato compreso”.

Antonio Papaleo
Console Regionale dei Maestri del Lavoro di Basilicata

papaleo

mar 282015
 

Sabato 28 marzo 2015, vigilia delle Palme, a Castelluccio Inferiore si è svolta la Giornata dei Giovani 2015 alla presenza del Vescovo di Tursi-Lagonegro mons. Francesco Nolè. Notevole è stata l’affluenza registrata e la qualità dei contenuti offerti. Precisa l’organizzazione da parte dei giovani sacerdoti della diocesi.

Prima parte

Seconda parte

Terza parte in via di caricamento

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ 2015
«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio»
(Mt 5,8)

Cari giovani,
continuiamo il nostro
pellegrinaggio spirituale verso Cracovia,
dove nel luglio 2016 si terrà la prossima
edizione internazionale della Giornata
Mondiale della Gioventù. Come guida del
nostro cammino abbiamo scelto le
Beatitudini evangeliche. L’anno scorso
abbiamo riflettuto sulla Beatitudine dei
poveri in spirito, inserita nel contesto più
ampio del “discorso della montagna”.
Abbiamo scoperto insieme il significato
rivoluzionario delle Beatitudini e il forte
richiamo di Gesù a lanciarci con coraggio
nell’avventura della ricerca della felicità.
Quest’anno rifletteremo sulla sesta
Beatitudine: «Beati i puri di cuore, perché
vedranno Dio» (Mt 5,8).
1. Il desiderio della felicità
La parola beati, ossia felici, compare
nove volte in questa che è la prima grande
predica di Gesù (cfr Mt 5,1-12). È come
un ritornello che ci ricorda la chiamata del
Signore a percorrere insieme a Lui una
strada che, nonostante tutte le sfide, è la
via della vera felicità.
Sì, cari giovani, la ricerca della felicità
è comune a tutte le persone di tutti i tempi
e di tutte le età. Dio ha deposto nel cuore
di ogni uomo e di ogni donna un desiderio
irreprimibile di felicità, di pienezza. Non
avvertite che i vostri cuori sono inquieti e
in continua ricerca di un bene che possa
saziare la loro sete d’infinito?
I primi capitoli del Libro della Genesi
ci presentano la splendida beatitudine alla
quale siamo chiamati e che consiste in
comunione perfetta con Dio, con gli altri,
con la natura, con noi stessi. Il libero
accesso a Dio, alla sua intimità e visione
era presente nel progetto di Dio per
l’umanità dalle sue origini e faceva sì che
la luce divina per measse di verità e
trasparenza tutte le relazioni umane. In
questo stato di purezza originale non
esistevano “maschere”, sotterfugi, motivi
per nascondersi gli uni agli altri. Tutto era
limpido e chiaro.
Quando l’uomo e la donna cedono alla
tentazione e rompono la relazione di
fiduciosa comunione con Dio, il peccato
entra nella storia umana (cfr Gen 3). Le
conseguenze si fanno subito notare anche
nelle loro relazioni con sé stessi, l’uno con
l’altro, con la natura. E sono drammatiche!
La purezza delle origini è come inquinata.
Da quel momento in poi l’accesso diretto
alla presenza di Dio non è più possibile.
Subentra la tendenza a nascondersi,
l’uomo e la donna devono coprire la
propria nudità. Privi della luce che
proviene dalla visione del Signore,
guardano la realtà che li circonda in modo
distorto, miope. La “bussola” interiore che
li guidava nella ricerca della felicità perde
il suo punto di riferimento e i richiami del
potere, del possesso e della brama del
piacere a tutti i costi li portano nel baratro
della tristezza e dell’angoscia.
Nei Salmi troviamo il grido che
l’umanità rivolge a Dio dal profondo
dell’anima: «Chi ci farà vedere il bene, se
da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo
volto?» (Sal 4,7). Il Padre, nella sua infinita
bontà, risponde a questa supplica
inviando il suo Figlio. In Gesù, Dio assume
un volto umano. Con la sua incarnazione,
vita, morte e risurrezione Egli ci redime
dal peccato e ci apre orizzonti nuovi, finora
impensabili.
E così, in Cristo, cari giovani, si trova il
pieno compimento dei vostri sogni di
bontà e felicità. Lui solo può soddisfare
2
3
vostre attese tante volte deluse dalle false
promesse mondane. Come disse san
Giovanni Paolo II: «è Lui la bellezza che
tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con
quella sete di radicalità che non vi
permette di adattarvi al compromesso; è
Lui che vi spinge a deporre le maschere
che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge
nel cuore le decisioni più vere che altri
vorrebbero soffocare. E’ Gesù che suscita
in voi il desiderio di fare della vostra vita
qualcosa di grande» (Veglia di preghiera
a Tor Vergata, 19 agosto 2000:
Insegnamenti XXIII/2, [2000], 212).
2. Beati i puri di cuore…
Adesso cerchiamo di approfondire
come questa beatitudine passi attraverso
la purezza del cuore. Prima di tutto
dobbiamo capire il significato biblico della
parola cuore. Per la cultura ebraica il cuore
è il centro dei sentimenti, dei pensieri e
delle intenzioni della persona umana. Se
la Bibbia ci insegna che Dio non vede le
apparenze, ma il cuore (cfr 1 Sam 16,7),
possiamo dire anche che è a partire dal
nostro cuore che possiamo vedere Dio.
Questo perché il cuore riassume l’essere
umano nella sua totalità e unità di corpo
e anima, nella sua capacità di amare ed
essere amato.
Per quanto riguarda invece la
definizione di “puro”, la parola greca
utilizzata dall’evangelista Matteo è
katharos e significa fondamentalmente
pulito, limpido, libero da sostanze
contaminanti. Nel Vangelo vediamo Gesù
scardinare una certa concezione della
purezza rituale legata all’esteriorità, che
vietava ogni contatto con cose e persone
(tra cui i lebbrosi e gli stranieri), considerati
impuri. Ai farisei che, come tanti giudei di
quel tempo, non mangiavano senza aver
fatto le abluzioni e osservavano numerose
tradizioni legate al lavaggio di oggetti,
Gesù dice in modo categorico: «Non c’è
nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui,
possa renderlo impuro. Ma sono le cose
che escono dall’uomo a renderlo impuro.
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli
uomini, escono i propositi di male:
impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità,
malvagità, inganno, dissolutezza, invidia,
calunnia, superbia, stoltezza» (Mc 7,15.21-
22).
In che consiste dunque la felicità che
scaturisce da un cuore puro? A partire
dall’elenco dei mali che rendono l’uomo
impuro, enumerati da Gesù, vediamo che
la questione tocca soprattutto il campo
delle nostre relazioni. Ognuno di noi deve
imparare a discer nere ciò che può
“inquinare” il suo cuore, formarsi una
coscienza retta e sensibile, capace di
«discernere la volontà di Dio, ciò che è
buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2).
Se è necessaria una sana attenzione per
la custodia del creato, per la purezza
dell’aria, dell’acqua e del cibo, tanto più
dobbiamo custodire la purezza di ciò che
abbiamo di più prezioso: i nostri cuori e le
nostre relazioni. Questa “ecologia umana”
ci aiuterà a respirare l’aria pura che
proviene dalle cose belle, dall’amore vero,
dalla santità.
Una volta vi ho posto la domanda:
Dov’è il vostro tesoro? Su quale tesoro
riposa il vostro cuore? (cfr Intervista con
alcuni giovani del Belgio, 31 marzo 2014).
Sì, i nostri cuori possono attaccarsi a veri
o falsi tesori, possono trovare un riposo
autentico oppure addor mentarsi,
diventando pigri e intorpiditi. Il bene più
prezioso che possiamo avere nella vita è
la nostra relazione con Dio. Ne siete
convinti? Siete consapevoli del valore
inestimabile che avete agli occhi di Dio?
Sapete di essere amati e accolti da Lui in
modo incondizionato, così come siete?
Quando questa percezione viene meno,
l’essere umano diventa un enigma
incomprensibile, perché proprio il sapere
di essere amati da Dio
incondizionatamente dà senso alla nostra
vita. Ricordate il colloquio di Gesù con il
giovane ricco (cfr Mc 10,17-22)?
L’evangelista Marco nota che il Signore
fissò lo sguardo su di lui e lo amò (cfr v.
21), invitandolo poi a seguirlo per trovare
il vero tesoro. Vi auguro, cari giovani, che
questo sguardo di Cristo, pieno di amore,
vi accompagni per tutta la vostra vita.
Il periodo della giovinezza è quello in
cui sboccia la grande ricchezza affettiva
presente nei vostri cuori, il desiderio
profondo di un amore vero, bello e grande.
Quanta forza c’è in questa capacità di
amare ed essere amati! Non permettete
che questo valore prezioso sia falsato,
distrutto o deturpato. Questo succede
quando nelle nostre relazioni subentra la
strumentalizzazione del prossimo per i
propri fini egoistici, talvolta come puro
oggetto di piacere. Il cuore rimane ferito
e triste in seguito a queste esperienze
negative. Vi prego: non abbiate paura di
un amore vero, quello che ci insegna Gesù
e che san Paolo delinea così: «La carità è
magnanima, benevola è la carità; non è
invidiosa, non si vanta, non si gonfia
d’orgoglio, non manca di rispetto, non
cerca il proprio interesse, non si adira, non
tiene conto del male ricevuto, non gode
dell’ingiustizia ma si rallegra della verità.
Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto
sopporta. La carità non avrà mai fine» (1
Cor 13, 4-8).
Nell’invitarvi a riscoprire la bellezza
della vocazione umana all’amore, vi
esorto anche a ribellarvi contro la diffusa
tendenza a banalizzare l’amore,
soprattutto quando si cerca di ridurlo
solamente all’aspetto sessuale,
svincolandolo così dalle sue essenziali
caratteristiche di bellezza, comunione,
fedeltà e responsabilità. Cari giovani,
«nella cultura del provvisorio, del relativo,
molti predicano che l’impor tante è
“godere” il momento, che non vale la
pena di impegnarsi per tutta la vita, di fare
scelte definitive, “per sempre”, perché non
si sa cosa riserva il domani. Io, invece, vi
chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo
di andare controcorrente; sì, in questo vi
chiedo di ribellarvi a questa cultura del
provvisorio, che, in fondo, crede che voi
non siate in grado di assumer vi
responsabilità, crede che voi non siate
capaci di amare veramente. Io ho fiducia
in voi giovani e prego per voi. Abbiate il
coraggio di andare controcorrente. E
abbiate il coraggio anche di essere felici»
(Incontro con i volontari alla GMG di Rio,
28 luglio 2013).
Voi giovani siete dei bravi esploratori!
Se vi lanciate alla scoperta del ricco
insegnamento della Chiesa in questo
campo, scoprirete che il cristianesimo non
consiste in una serie di divieti che
soffocano i nostri desideri di felicità, ma
in un progetto di vita capace di affascinare
i nostri cuori!
3. … perché vedranno Dio
Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna
risuona continuamente l’invito del
Signore: «Cercate il mio volto!» (Sal 27,8).
Allo stesso tempo ci dobbiamo sempre
confrontare con la nostra povera
condizione di peccatori. E’ quanto
leggiamo per esempio nel Libro dei Salmi:
«Chi potrà salire il monte del Signore? Chi
potrà stare nel suo luogo santo? Chi ha
mani innocenti e cuore puro» (Sal 24,3-
4). Ma non dobbiamo avere paura né
scoraggiarci: nella Bibbia e nella storia di
ognuno di noi vediamo che è sempre Dio
che fa il primo passo. E’ Lui che ci purifica
affinché possiamo essere ammessi alla sua
presenza.
Il profeta Isaia, quando ricevette la
chiamata del Signore a parlare nel suo
nome, si spaventò e disse: «Ohimè! Io
sono perduto, perché un uomo dalle
labbra impure io sono» (Is 6,5). Eppure il
Signore lo purificò, inviandogli un angelo
che toccò la sua bocca e gli disse: «E’
scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è
espiato» (v. 7). Nel Nuovo Testamento,
quando sul lago di Gennèsaret Gesù
chiamò i suoi primi discepoli e compì il
prodigio della pesca miracolosa, Simon
Pietro cadde ai suoi piedi dicendo:
«Signore, allontanati da me, perché sono
un peccatore» (Lc 5,8). La risposta non si
fece aspettare: «Non temere; d’ora in poi
sarai pescatore di uomini» (v. 10). E
quando uno dei discepoli di Gesù gli
chiese: «Signore, mostraci il Padre e ci
basta», il Maestro rispose: «Chi ha visto
me, ha visto il Padre» (Gv 14,8-9).
L’invito del Signore a incontrarlo è
rivolto perciò ad ognuno di voi, in qualsiasi
luogo e situazione si trovi. Basta «prendere
la decisione di lasciarsi incontrare da Lui,
di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non
c’è motivo per cui qualcuno possa pensare
che questo invito non è per lui» (Esort.
ap. Evangelii gaudium, 3). Siamo tutti
peccatori, bisognosi di essere purificati dal
Signore. Ma basta fare un piccolo passo
verso Gesù per scoprire che Lui ci aspetta
sempre con le braccia aperte, in particolare
nel Sacramento della Riconciliazione,
occasione privilegiata di incontro con la
misericordia divina che purifica e ricrea i nostri
cuori.
Sì, cari giovani, il Signore vuole
incontrarci, lasciarsi “vedere” da noi. “E
come?” – mi potrete domandare. Anche
santa Teresa d’Avila, nata in Spagna
proprio 500 anni fa, già da piccola diceva
ai suoi genitori: «Voglio vedere Dio». Poi
ha scoperto la via della preghiera come
«un intimo rapporto di amicizia con Colui
dal quale ci sentiamo amati» (Libro della
vita, 8, 5). Per questo vi domando: voi
pregate? Sapete che potete parlare con
Gesù, con il Padre, con lo Spirito Santo,
come si parla con un amico? E non un
amico qualsiasi, ma il vostro migliore e
più fidato amico! Provate a farlo, con
semplicità. Scoprirete quello che un
contadino di Ars diceva al santo Curato
del suo paese: quando sono in preghiera
davanti al Tabernacolo, «io lo guardo e
lui mi guarda» (Catechismo della Chiesa
Cattolica, 2715).
Ancora una volta vi invito a incontrare
il Signore leggendo frequentemente la
Sacra Scrittura. Se non avete ancora
l’abitudine, iniziate dai Vangeli. Leggete
ogni giorno un brano. Lasciate che la
Parola di Dio parli ai vostri cuori, illumini
i vostri passi (cfr Sal 119,105). Scoprirete
che si può “vedere” Dio anche nel volto
dei fratelli, specialmente quelli più
dimenticati: i poveri, gli affamati, gli
assetati, gli stranieri, gli ammalati, i
carcerati (cfr Mt 25,31-46). Ne avete mai
fatto esperienza? Cari giovani, per entrare
nella logica del Regno di Dio bisogna
riconoscersi poveri con i poveri. Un cuore
puro è necessariamente anche un cuore
spogliato, che sa abbassarsi e condividere
la propria vita con i più bisognosi.
L’incontro con Dio nella preghiera,
attraverso la lettura della Bibbia e nella
vita fraterna vi aiuterà a conoscere meglio
il Signore e voi stessi. Come accadde ai
discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35), la
voce di Gesù farà ardere i vostri cuori e si
apriranno i vostri occhi per riconoscere la
sua presenza nella vostra storia,
scoprendo così il progetto d’amore che
Lui ha per la vostra vita.
Alcuni di voi sentono o sentiranno la
chiamata del Signore al matrimonio, a
formare una famiglia. Molti oggi pensano
che questa vocazione sia “fuori moda”,
ma non è vero! Proprio per questo motivo,
l’intera Comunità ecclesiale sta vivendo
un periodo speciale di riflessione sulla
vocazione e la missione della famiglia nella
Chiesa e nel mondo contemporaneo.
Inoltre, vi invito a considerare la chiamata
alla vita consacrata o al sacerdozio. Quanto
è bello vedere giovani che abbracciano la
vocazione di donarsi pienamente a Cristo
e al servizio della sua Chiesa! Interrogatevi
con animo puro e non abbiate paura di
quello che Dio vi chiede! A partire dal
vostro “sì” alla chiamata del Signore
diventerete nuovi semi di speranza nella
Chiesa e nella società. Non dimenticate:
la volontà di Dio è la nostra felicità!
4. In cammino verso Cracovia
«Beati i puri di cuore, perché vedranno
Dio» (Mt 5,8). Cari giovani, come vedete,
questa Beatitudine tocca molto da vicino
la vostra esistenza ed è una garanzia della
vostra felicità. Perciò vi ripeto ancora una
volta: abbiate il coraggio di essere felici!
La Giornata Mondiale della Gioventù
di quest’anno conduce all’ultima tappa del
cammino di preparazione verso il prossimo
grande appuntamento mondiale dei
giovani a Cracovia, nel 2016. Proprio
trent’anni fa san Giovanni Paolo II istituì
nella Chiesa le Giornate Mondiali della
Gioventù. Questo pellegrinaggio giovanile
attraverso i continenti sotto la guida del
Successore di Pietro è stata veramente
un’iniziativa provvidenziale e profetica.
Ringraziamo insieme il Signore per i
preziosi frutti che essa ha portato nella vita
di tanti giovani in tutto il pianeta! Quante
scoperte importanti, soprattutto quella di
Cristo Via, Verità e Vita, e della Chiesa
come una grande e accogliente famiglia!
Quanti cambiamenti di vita, quante scelte
vocazionali sono scaturiti da questi raduni!
Il santo Pontefice, Patrono delle GMG,
interceda per il nostro pellegrinaggio verso
la sua Cracovia. E lo sguardo materno
della Beata Vergine Maria, la piena di
grazia, tutta bella e tutta pura, ci
accompagni in questo cammino.

Papa Francesco

Dal Vaticano, 31 gennaio 2015
Memoria di san Giovanni Bosco

ott 302014
 

“Serenità non è una parola magica ma un modo di lavorare. Sono stata all’ospedale di Matera e ho visto il buon clima che si viveva. E quindi sono convinta che anche qui Rocco Maglietta può farcela”. E’ un messaggio rassicurante quello con cui l’assessore regionale alla Salute Flavia Franconi ha voluto aprire il suo intervento al consiglio di direzione allargato ai primari e ai dirigenti amministrativi, convocato dal commissario del San Carlo per una riflessione collegiale sulla difficile fase che l’ospedale vive per la drammatica vicenda giudiziaria che ha investito la Cardiochirurgia”.
“Abbiamo combattuto a maggio – ha ricordato l’assessore – una dura battaglia a Roma per difendere il nostro Dea di II livello e quindi non abbiamo nessuna intenzione di mollare adesso. So bene quanto l’impatto, soprattutto mediatico, della vicenda sia stato devastante, ma non possiamo permetterci di farci affossare l’hub del sistema sanitario. E quindi permettetemi di citare Obama: nei momenti di crisi bisogna rinascere”.
“Abbiamo fatto investimenti importanti – ha concluso l’assessore Franconi – e continueremo a farli: a Tinchi, a Melfi, a Pescopagano. Così puntiamo a risparmi rilevanti: con un magazzino farmaceutico unico, con la stazione unica appaltante che anticipa con i costi standard le nuove linee del Patto della Salute”.
Anche il messaggio finale è stato al tempo stesso di stimolo e di incoraggiamento “Il sistema sanitario regionale funziona. E quindi dovete continuare a lavorare insieme, sanitari e amministrativi, con serenità, con spirito di condivisione, sicuri del fatto che noi siamo al vostro fianco per riportare il San Carlo al ruolo e al rango che deve ricoprire”.
La riunione, affollata e intensamente partecipata, è stata anche l’occasione per il direttore generale Rocco Maglietta di presentare ai quadri dirigenti dell’ospedale e dell’azienda i suoi nuovi collaboratori. Il direttore sanitario Giovan Battista Bochicchio ha ricordato di aver cominciato il suo percorso professionale al San Carlo, trent’anni fa, con la dottoressa Sacco e ha sottolineato come la decisione di riportare immediatamente la direzione sanitaria nella sua sede storica sia un segnale preciso. Il direttore amministrativo Maddalena Berardi, nel ricordare la sua esperienza di “emigrata di ritorno” ha richiamato l’importanza del San Carlo per

l’intera comunità regionale. Alla luce della sua esperienza di direttore del personale dell’Asp ha poi ricordato le difficoltà di gestione che in una struttura che lavora e produce 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno, determinano talune legittime norme di garanzia e tutela dei lavoratori (dalle restrizioni fisiche alla 104).
Il direttore generale, dopo una breve relazione introduttiva, fondata su due parole chiave (tranquillità e condivisione) ha preferito puntualmente interloquire con i numerosi direttori intervenuti, lanciando alcuni precisi messaggi:
i processi di riorganizzazione sospesi (radiologia, gruppo operatorio) saranno portati a termine dopo una fase di confronto e di dibattito finora mancata;
alcune delle difficoltà accumulate nel corso degli anni per il blocco delle assunzioni sono in via di superamento grazie alla disponibilità assicurata dalla Regione soprattutto per la rete di emergenza;
la nuova direzione si impegnerà nei prossimi giorni in un’intensa fase di ascolto e di dialogo in tutti i reparti perché ritiene la ricostruzione di un clima aziendale sereno non solo una priorità strategica ma anche uno specifico valore aggiunto per la qualità del servizio.

ass2 franconi

la platea

ott 082014
 

Intorno alle 14.30 di oggi 7 ottobre 2014, un bambino speciale di nome Francesco  si è sentito male nel refettorio scolastico di Episcopia. Sono arrivati subito i soccorsi da parte dei medici di Episcopia.  Successivamente è giunto anche l’elicottero del 118 da Potenza.  Purtroppo nonostante vari tentativi, non vi è stato nulla da fare. Ora i parenti sono tutti a Potenza e la città è profondamente scossa.Non vi è una causa certa del decesso. Sono in corso degli accertamenti. Il sindaco, il dirigente scolastico e i carabinieri stanno ricostruendo gli ultimi momenti di Francesco.  In quei minuti terribili tutti i bambini presenti  nella sala mensa sono stati fatti allontanare. Il sindaco ha espresso  il cordoglio di tutta la comunità episcopiota verso una famiglia straordinaria  e dai grandi valori. (Nella sezione Eco live web tv si può seguire l’intervista al sindaco Costanzo)

episcopia1

ott 072014
 

Si è svolto a Senise il Coordinamento locale del Circolo del Nuovo Centro Destra, alla presenza del Coordinatore Provinciale Antonio Amatucci. Dopo un’ampia relazione del Coordinatore cittadino Francesco Addolorato e una articolata discussione sul tema della reindustrializzazione del sito produttivo inattivo ex ME.COM. srl, è stato approvato, ad unanimità, il seguente documento:
Sono trascorsi ormai quasi cinque mesi dalla firma dell’accordo per la reindustrializzazione del sito produttivo inattivo Ex ME.COM. srl, ma l’iniziativa ha, invece, reso manifesta la volontà della Regione Basilicata di realizzare nel territorio di Senise un opificio di rifiuti, scelta sulla quale il Nuovo Centro Destra di Senise ha già espresso la propria netta contrarietà.
Tale posizione è dettata essenzialmente da considerazioni legate alle vocazioni del territorio ed alle politiche di sviluppo dell’area, e si è rafforzata ancora di più in seguito ai laceranti conflitti sociali che sono emersi in questi mesi tra la popolazione senisese, lacerazioni dalle quali non sono avulse le stesse formazioni politiche.
È necessario, secondo il N.C.D , tornare allo spirito e alla logica che hanno ispirato l’accordo base per la reindustrializzazione dell’Azienda ex ME.COM, siglato nel gennaio 2013, dal quale si evinceva la necessità di recuperare a un sano meccanismo produttivo l’impresa inattiva già individuata ed in crisi e di salvaguardarne ed implementarne i livelli occupazionali.
Tale prospettiva non può,tuttavia, essere disgiunta dalla necessità di riconvertire la produzione, nel rispetto della compatibilità col territorio e con la sua vocazione, che non è certo rappresentata dalla creazione di una filiera di rifiuti e tanto meno dalla produzione di CSS.
L’NCD di Senise non nasconde di nutrire serie preoccupazioni in merito alla scelta di favorire la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti e di produzione di CSS della portata di quello presentato dalla Nep Italy, considerando il valore strategico che un tale impianto avrebbe nella gestione regionale dei rifiuti, con la conseguenza di fare del territorio del Senisese un’area strutturalmente destinata a tale filiera. Tra l’altro, al momento, si agisce in regime di deregulation, essendo ancora in vigore il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato nel lontano 2002, di volta in volta derogato con provvedimenti legislativi estemporanei.
La strada da percorrere è, ad avviso del N.C.D, di tutt’altra natura. La Regione Basilicata è ancora in tempo per rimodulare il bando per favorire l’insediamento di un processo produttivo compatibile con la vocazione del territorio, che è principalmente quella turistica e agricola, con un tessuto produttivo legato essenzialmente alle piccole e medie imprese, come dimostrano le scelte della stessa Regione Basilicata con il Programma Speciale Senisese, caratterizzatio dalla sostenibilità ambientale dei sistemi produttivi. Questo anche alla luce del fatto che Senise è comune del Parco Nazionale del Pollino e sede dell’invaso di Monte Cotugno, la cui importanza strategica sul piano dell’approvvigionamento idrico e della valorizzazione turistica, sono ben noti, come dimostra il cospicuo investimento sul macroattrattore in fase di realizzazione sul lago.
La stessa ipotizzata delocalizzazione in contrada Santa Lucia, scartando l’area industriale, dimostra la conclamata incompatibilità dell’impianto dei rifiuti con un’area a cospicua presenza antropica e a forte presenza di attività commerciali e industriali di ridotte dimensioni, come quella di contrada Pianizzi.
Il problema dei rifiuti, del quale si comprende la drammatica criticità, non può essere affrontato con scelte illogiche, ma risolto con una programmazione oculata e rispettosa delle vocazioni territoriali e dei programmi di sviluppo già in essere, per cui l’aggiornamento del Piano Regionale del Rifiuti si rende ormai urgente ed improcrastinabile.
Per questi motivi l’NCD di Senise propone di riconsiderare la scelta operata dalla Regione, riportando l’iniziativa nei canoni corretti, abbandonando la logica che l’ha ispirata, indipendentemente,in questa sede, dalle valutazioni strettamente tecnico-scientifiche e giuridiche, che pur potrebbero essere svolte a sostegno della tesi della irrazionalità dell’iniziativa. Il partito, pertanto, invita la Regione Basilicata a porre in essere azioni volte a recuperare l’azienda inattiva piuttosto che a sostituirla. E’ possibile, infatti, destinare correttamente i fondi pubblici disponibili, favorendo la riconversione produttiva dell’impresa inattiva e recuperando all’attività lavorativa i lavoratori in mobilità, senza stravolgere la vocazione del territorio ed operare in contrasto con iniziative già programmate ed in corso di realizzazione nell’area.

senise

ago 312014
 

Ecco quanto ha dichiarato l’europarlamentare pentastellato Piernicola Pedicini circa i provvedimenti contenuti nello Sblocca Italia. “Le carriere degli esponenti del Pd lucano che coprono ruoli nazionali ed internazionali sono la contropartita per il decreto Sblocca Italia che devasterà la regionecon il raddoppio dei pozzi petroliferi, i rifiuti e lo spopolamento.E’ inutile girare intorno, coloro che hanno svenduto e stanno svendendo la Basilicata al governo Renzi, alle multinazionali del petrolio e alle lobby dei rifiuti hanno un nome e cognome. Sono tutti esponenti del Pd lucano che, come contropartita, stanno ottenendo posizioni di potere e di carriera che sono sotto gli occhi di tutti. L’intera operazione sta avvenendo sulla pelle dell’intera Basilicata e di tutti i lucani.

Non siamo noi a dirlo, per spirito polemico e catastrofistico, parlano i dati: tutti gli indicatori ufficiali testimoniano che la Basilicata sta sprofondando verso livelli economici, sociali e di povertà pari ai paesi del Terzo mondo. Ma non è finita, la questione più drammatica è che in tutto questo le estrazioni petrolifere e lo smaltimento scorretto dei rifiuti stanno producendo danni terrificanti sul piano ambientale e sulla tutela della salute pubblica. Anche in questo caso i dati evidenziano che nella nostra regione stanno aumentando fortemente le patologie tumorali dovute principalmente all’inquinamento delle falde acquifere e dell’atmosfera.

Davanti a questo drammatico scenario è arrivato il decreto Sblocca Italia di Renzi che vuole raddoppiare le estrazioni di petrolio in Basilicata scavalcando la Regione e acquisendo tutti i poteri decisionali nelle mani del governo nazionale.

E’ inaccettabile che il governatore Pittella faccia il pianto del coccodrillo e faccia finta di minacciare Renzi. E’ inammissibile continuare a sopportare l’ambiguità e il doppio gioco del presidente della Regione e del Pd lucano. Il presidente del Consiglio è del loro stesso partito. Marcello Pittella si rivolgesse a Bubbico e De Filippo, a suo fratello Gianni, a Roberto Speranza, sono tutti personaggi di primissimo piano nazionale che se vogliono tutelare la Basilicata hanno la forza e la possibilità per farlo. Se non lo fanno, o sono d’accordo con Roma, o sono ricattabili perché hanno condiviso dei ricchi patti di interesse per ottenere gli incarichi nazionali e internazionali che coprono e gli fa comodo stare zitti e far finta di niente.

Noi del M5S riteniamo che mai come ora i lucani devono aprire gli occhi e devono interrogarsi su come sia possibile che alle scorse elezioni europee abbiano dato 102mila voti (42% dei votanti) a Matteo Renzi e al Pd. Come si può essere così masochisti. Perché accade tutto questo?

Anche i bambini capiscono che il Pd di Bubbico e De Filippo e tutti i vecchi partiti lucani hanno svenduto la Basilicata e la vogliono far morire. L’agricoltura non esiste più, il turismo ha dei livelli bassissimi, l’acqua è a rischio, gli abitanti diminuiscono, non c’è un progetto di sviluppo strategico e una visione lungimirante del futuro. Tutto ruota intorno al petrolio, ai rifiuti e all’energia.

In segrete stanze è stato deciso cosa dovrà diventare la Basilicata: una terra destinata a scomparire dove vivranno prevalentemente anziani e i territori saranno devastati da pozzi petroliferi, impianti di smaltimento di rifiuti, centrali elettriche più o meno sicure.

Il M5S alle scorse elezioni regionali ha presentato un programma molto preciso in cui indica cosa andrebbe fatto per dare una prospettiva alla Basilicata senza petrolio e senza rifiuti pericolosi, oltre a questo il M5S ha anche precise proposte nazionali per far allontanare l’Italia dall’uso delle fonti fossili e rispettare i vincoli dell’Unione europea al 2020 e al 2030 sulla riduzione dell’emissioni, sul risparmio energetico e sulla produzione delle energie rinnovabili per rilanciare la creazione di lavoro e occupazione. Invitiamo i cittadini a visitare i nostri siti (www.basilicata5stelle.it – www.beppegrillo.it/movimento/programma/) per leggere le nostre proposte e capire che le alternative ci sono, basta volerlo.

Il Pd, Renzi e i suoi compagni di merenda locali non vogliono farlo perché hanno altri scopi e interessi e usano i cittadini solo come sudditi e portatori di voti, il M5S, invece, è fatto di cittadini che non vogliono accettare tutto questo e si batteranno in tutti modi e in tutte le sedi per modificare l’attuale situazione”.

movimento5stelle