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Dic 082016
 

In occasione della festività dell’Immacolata 2016 è stata inaugurata a Lagonegro con il coordinamento del diacono don Francesco Gentile, la mensa della Caritas nei locali messi a disposizione dal Vescovo Orofino. Questa iniziativa ha l’obiettivo di ‘contagiare’ tutte le parrocchie della Diocesi di Tursi-Lagonegro.

Mag 212016
 

Don Francesco Sirufo è nato a  Castelluccio Inferiore nel 1961, in una contrada montana sul torrente Peschiera. Il padre, Antonio emigrò quando lui era ancora piccolo, la madre Luigina da sola portò avanti la famiglia. Ha conseguito la sua formazione vocazionale e gli studi classici nei seminari di Cassano ,Cosenza e Potenza, la formazione spirituale,sacerdotale, filosofica e teologica nel seminario dei Gesuiti a Posillipo, Napoli . Ha completato gli studi conseguendo la licenza e il dottorato in Diritto Canonico presso la pontificia Università Lateranense in Roma. Ordinato sacerdote ,nel 1985,a Castelluccio Inferiore, dopo un anno di collaborazione, va ad Agromonte e poi a Roma e Maratea. Nel 1986 viene nominato vicario nella parrocchia di “S. Nicola di Bari” a Lauria, nel 1989 parroco a Senise nella parrocchia di “S.Francesco d’Assisi” e nel 1994 di nuovo a Lauria. Nel Frattempo viene nominato professore di religione nei licei classici di Senise e Lauria, professore di Diritto Canonico all’Istituto di Scienze religiose di Chiaromonte e all’Istituto Teologico del seminario Maggiore di Potenza,nonché vicario giudiziale presso il Tribunale diocesano e negli uffici  di Curia a Tursi e in Diocesi ,membro del Consiglio Presbiteriale e del Collegio dei Consultori. E’ stato presidente del Comitato interparrocchiale “Beato Domenico Lentini” di  Lauria e assistente diocesano dell’Azione Cattolica. Attualmente è stato nominato dai vescovi  lucani Prefetto degli studi Teologici pressso il Seminario Maggiore di Potenza.Il 3 Agosto 2010 Don Francesco Sirufo festeggia i suoi 25 anni di sacerdozio nella comunità di Viggianello, nella chiesa di S. Caterina d’Alessandria.Don Francesco arriva a Viggianello ad Ottobre 2008 insieme a Don Mario Radesca che viene chiamato nella parrocchia della Beata Vergine del Carmelo di Pedali. A mezzogiorno del 20 Maggio 2016 le campane di Viggianello centro storico si sono sciolte a festa,la notizia che circolava da tempo è diventata reale. Monsignor  Francesco Sirufo,della parrocchia S.Caterina d’Alessandria di  Viggianello è stato nominato arcivescovo di Acerenza. Lo incontro nel centro interparrocchiale dopo la messa, nella antichissima cappella dell’Assunta,e dopo le tante manifestazioni di affetto ricevute.

 

Oggi il cuore è diviso fra tristezza e gioia. La tristezza di non poter più godere della quotidianità della Sua presenza e la gioia della Sua nomina ad arcivescovo della Diocesi più antica ,quella di Acerenza. Antica e misteriosa Ed è proprio il mistero che mi ha conquistata in questi anni. Il mistero che si palesa al cospetto della Vergine dell’Alto che Lei ritrova nella chiesa madre di Viggianello,il mistero della Sua vita spirituale  ed umana “ impressionato ”, da questo lembo di terra della Lucania, tra il Sinni  ,il Noce e il Mercure.Un piccolo ,grande mondo che ha scrutato e interrogato.

 

“Il sentimento è ambivalente anche per me,ovviamente. Da un lato la gioia dell’obbedienza al Sommo Pontefice ,Sua Santità Papa Francesco ,che mi chiama per bocca della Chiesa tutta, ad una nuova missione, la missione episcopale nella sede di Acerenza. Naturalmente ,sono in grande trepidazione per un fatto del genere,mai avrei immaginato una cosa per me. La mia vita sacerdotale è già tanto, tutto.Immeritato già essere sacerdote. Dio mi ha voluto sacerdote,prima. E’ già commovente.Nello stesso tempo anch’io provo una certa mestizia ,una certa sofferenza nel distacco dalla mia Diocesi di Tursi-Lagonegro e anche dalla parrocchia di Viggianello,come anche dall’ambiente in cui sono cresciuto ed ho operato a livello sacerdotale. Naturalmente, quando uno ha dedicato la propria vita alla vocazione sacerdotale ,si sa che è a disposizione  della Chiesa; ho fatto le mie resistenze ,come tutti sanno,forse anche un pò lagnose dal punto di vista dei superiori immediati e anche superiori di Roma, ho fatto del mio meglio per evitarmi questo nuovo incarico, ma quando ho capito che il Signore mi chiamava ,mi chiama anche a questo, non ho opposto più nessuna resistenza. Voglio e vorrò sempre bene al mio ambiente nativo,alle parrocchie che ho servito in questi anni,specialmente a questo ambiente della Valle del Mercure,in particolare a Viggianello ,come anche  a Castelluccio che è il mio paese natìo. Non è la prima volta nella mia vita che ho questo sentimento, lasciare e partire per una nuova missione che Dio mi affida. Ho vissuto questi momenti di prova ,di dispiacere;Lasciare volti noti,esperienze fatte,progetti ancora da realizzare…però, devo dire che il lasciare, seppur nella mestizia, è stato subito colmato da una nuova esperienza nella Chiesa che mi ha dato sempre soddisfazione, gioia ,coraggio. Una ricchezza ho lasciato in questa mia vita ,però un’altra grande ricchezza ho sempre trovato”.

 

Queste nostre montagne allle quali Lei è particolarmente legato,che ha sempre ascoltato e interpellato ,Lei ha detto che è il “paradigma con cui ho guadato il mondo intero,con la sua nobiltà e la sua bassezza,con l’esaltazione e il suo dramma ,e ho cercato di carpire il segreto di queste montagne e di queste genti”.Lo ha scoperto questo segreto?

 

“Amo  esprimermi in maniera sibillina. Ho vissuto l’infanzia nell’ambiente rurale di questi cari monti,naturalmente da ragazzo ho voluto capire anche il mondo più grande ,che sapevo oltre l’orizzonte a partire da quelle esperienze  che facevo con la gente ,con la mia famiglia,con le persone che incontravo sia da ragazzo che da adolescente ,anche in riferimento religioso della nostra gente,le sofferenze ,i sacrifici,le piccole gioie ,l’incedere delle stagioni che è molto bello da noi tra questi monti,perchè ogni stagione ha il suo ritmo,il suo clima,il suo colore. E allora ho fatto uno sforzo,ho immaginato questo ambiente come un laboratorio per capire anche quello che poteva succedere oltre,e ho scoperto che le dinamiche che ho vissuto nei primi anni della mia vita ,sociali ,umane ,religiose e interiori, a livello macroscopico si ritrovano sempre .Questo è quello che ho capito nella mia vita .In genere dico, che il mio primo seminario(sono entrato in seminario a tredici anni e mezzo dopo le scuole medie come si chiamavano all’epoca )  dalla nascita fino all’entrata nel seminario ecclesiastico, l’ho fatto nel mio ambiente,osservando studiando, pregando,ascoltando,meditando,scrutando, e questo mi è stato utile per capire me stesso e gli altri. Sembra una cosa strana che da un microcosmo si possa cercare di comprendere il macrocosmo ,però a me è capitato così ,e questo paradigma,come lo chiamo io,mi è servito e mi serve tutt’ora” .

 

Qual’è stato il momento,se esiste un momento preciso in cui Ha sentito quella forza che La chiamava alla Sua missione ?

 

“Sono figlio di una famiglia molto semplice ,di contadini,di emigranti,nell’agro rurale di Castelluccio Inferiore, già verso Agromonte . Nel mio ambiente di famiglia ho respirato un senso religioso anche semplice, ma indubbio,quindi mi sono ritrovato ad essere un ragazzo abbastanza religioso ,ovviamente non pensavo affatto ad una vita sacerdotale ,ho sempre detto però che dopo la celebrazione della Prima Comunione e la Cresima,  ( verso i dodici anni) ho sentito con certezza la chiamata a diventare sacerdote. Una chiamata e una vocazione che stupiva anche me,tant’è vero che ne ho parlato anche tardi con i miei genitori e i sacerdoti a cui facevo riferimento. Anch’io povero ragazzo ,ero abbastanza perplesso…non ci pensavo affatto,poi ad un tratto mi giunge quella voce interiore,il desiderio che è una vocazione ,poi piano piano la convinzione è diventata sempre più forte ,ho convinto gli adulti ,la mia famiglia e ho iniziato questo lungo cammino che mi ha portato al sacerdozio ,e a tutta l”esperienza fatta. Ne sono grato al Signore. Già da ragazzo ho visto questa vocazione come una grazia di Dio ,una vicinanza di Gesù Cristo..a me povero ragazzo che sapeva ben poco del mondo. A vedere oggi tutte le esperienze che ho fatto ,guardando all’indietro dico…ma guarda un po..chi se lo immaginava”!

 

 

Quando Lei è arrivato a Viggianello,ricordo che Le chiesi telefonicamente un’intervista. Disse che mi aspettava in canonica. C’era vento,ero in ritardo..sembrava un ‘intervista di routine ,però appena La vidi il mio istinto mi indirizzò verso un nuovo modo di guardare e di chiedere. Cercai risposte nuove,più profonde ,alla ricerca dell’animo umano ,quell’animo umano che sempre ho cercato di indagare e mi sembrava che Lei potesse,piano piano svelarlo,non solo per l’innata curiosità ma anche e soprattutto per la comunità di Viggianello. L’animo umano…cos’è.?Com’è che un attimo prima sembra felice della proposta della Chiesa e un attimo dopo non lo è più? Forse è proprio vero che la strada dell’inferno è lastricata di buoni propositi..

 

 

I”o sono abbastanza abituato all’introversione ,anche se poi mi piace tanto l’estroversione,stare con gli altri .L’esperienza giovanile , l’esperienza poi del seminario,dell’educazione ricevuta all’interno della Chiesa ,anche gli studi umanistici e classici mi hanno ,ancora di più,portato a questo sguardo interiore su me stesso. Questa esperienza mi dà la possibilità di scrutare,interpretare anche l’animo degli altri. Per chi guarda se stesso,è ben allenato ad incontrare spiritualmente gli altri o l’altro ,e anche l’altro con la A maiuscola ,cioè Dio,perchè come ha detto lapidariamente S. Agostino : “Dio abita nell’uomo interiore”. Lì incontriamo anche il Signore ,incontriamo Dio . E incontrando l’animo degli altri ,incontriamo anche quello che Dio vuole dire agli altri .L’animo umano resta,certamente, la realtà più misteriosa e più bella dell’Universo. Dio lo ha creato in vista dell’animo umano,cioè la nostra persona ,e Dio ama la nostra persona,la nostra interiorità,,la nostra coscienza,il nostro animo…lì ci vuole incontrare. Ecco perchè è affascinante questo pellegrinaggio ,(siamo anche nell’anno del Giubileo)non solo all’esterno per camminare per le vie del mondo ,ma camminiamo per le vie del mondo per incontrare noi stessi. E’ la ragione ultima  della nostra vita …Lui che ci ha creati….Io penso che nella mia vita sacerdotale mi sia sforzato di fare questo su me stesso incontrando gli altri,penso anche di poterlo continuare umilmente ,anche nella missione episcopale ,che la Chiesa mi affida tra pochi mesi, nella carissima Arcidiocesi di Acerenza ,di cui conosco parecchio e conosco tanti bravi sacerdoti”.

 

“Sei arrivato troppo tardi ma, si può fare. Sei arrivato troppo presto ma,si può iniziare”. Questa Sua frase ,resta per me nella sua complicata valenza una frase sempre da decifrare.

 

“Questa frase mi venne in mente contemplando la statua della Madonna dell’Alto ,nella chiesa parrocchiale di S. Caterina di Viggianello,che conoscevo e veneravo da ragazzo al Santuario del monte Alto. Ebbi poi il piacere di ritrovarla in chiesa e mi fermai a meditare . Una frase pensata in colloquio spirituale al cospetto della Madonna dell’Alto e a Gesù Bambino. Mi è venuta in mente,l’ho tenuta sempre nel cuore perchè ,forse, rappresenta la nostra vita. Tutta la nostra vita pare così….arrivare tardi,però si può fare qualcosa senza scoraggiarsi,oppure arrivare troppo presto da qualche parte ,in qualche situazione, ma è sempre utile darsi da fare”.

 

Lei è stato,è ancora parroco di Viggianello. La nostra è una comunità complicata, e quindi anche in una comunità che sembra in ginocchio quella frase…..arrivare in ritardo…arrivare troppo presto….sa di buono.

 

“ Forse è stato il leit-motiv che mi ha guidato per prendere in mano…non tutto,poichè non abbiamo potuto fare tutto, insieme. Ci vuole tempo,però quello che abbiamo fatto, forse è ispirato anche a questo motto. Io penso questo: i problemi sociali, culturali,umani, religiosi delle nostre comunità sono tanti . E’ un’analisi molto lunga da fare,però penso che stando accanto ,amando le nostre comunità,le nostre genti ,il nostro popolo,soffrendo inseme nelle varie vicende ,condividendo anche i momenti di gioia, di soddisfazione ,i traguardi raggiunti e quelli non raggiunti…amandoci .Amando.Naturalmente con un motivo alto ,che per me è quello della fede,del Vangelo,dell’adesione a Cristo ,e spinti da queste motivazioni profondissime di fede,spinti anche dalla comune umanità, è allora ,ecco, solo questo amore, questa vicinanza ,questa comprensione,questa condivisione fa molto per le nostre comunità,al di là dei grandi traguardi sociali-politici-economici che si riescono più o meno a raggiungere”.

 

La Sua è una visione Cristocentrica ,Lei lo ha sempre detto.Il Vangelo, è diventato la sua mentalità. Con il Vangelo(ha detto) “Giudico me stesso, anche nelle mie fragilità e difficoltà, do aiuto e consiglio agli altri, leggo gli avvenimenti del mondo”. Aver portato questa visione nella comunità di Viggianello se vogliamo semplificare potrebbe voler dire :Bisogna ancora continuare a portare la croce….

 

“Chi  mi vuol seguire rinneghi se stesso ,prenda la sua croce e mi segua,dice Gesù. Cristo è il centro della mia vita ,l’ho sempre detto,è stata sempre una mia convinzione ,un fascino. La figura di Cristo ,vero uomo e vero Dio,amico dell’umanità ,nostro Salvatore . Questo mi è piacuto perchè la Chiesa cattolica da secoli e secoli,nonostante varie vicende  anche difficili e negative, da più di duemila anni porta questo santo nome,portiamo la persona di Cristo. Per me quello è il centro. Devo dire, però, che mi rammarico sempre,mi spiace sempre di non essere all’altezza”.

 

L’amore profuso in questi anni per le chiese,per le cappelle del  borgo misterioso di Viggianello,come Lei lo definisce ,punto chiave di ogni  comunità . Quanto è importante avere un  riferimento così antico e forte?Perchè, come Lei scrive “ Onora tuo padre e tua madre”:Una comunità senza storia ,senza la coscienza della propria storia ,è una comunità senza volto, sfigurata,senza fisionomia ,senza futuro, non è una comunità”.

 

“Nella mia spiritualità ,va sempre di pari passo la costruzione dell’animo degli uomini,dei cristiani,del servizio religioso evangelico sacramentale , della parola di Dio. Tutto questo va di pari passo con la ricostruzione anche della struttura,come meglio si può fare con l’aiuto della gente,con l’aiuto anche delle istituzioni civili, diocesane,perchè ho sempre capito nel popolo nostro del Sud che, una chiesa, una cappella crollata diventa esempio di un crollo morale, sociale e religioso nell’animo.La ricostruzione ,invece, al contrario o l’abbellimento o il restauro di un edificio sacro ricco di storia e di arte ,già sacrificio dei nostri antenati ,diventa come un segno ,una resurrezione anche per lo spirito e per l’impegno e l’adesione religiosa”.

 

Lei ha festeggiato il suo 25°anno di sacerdozio ,qui a Viggianello ,dedicato alla Madonna . Com’è stato il Suo stare in mezzo a questa  comunità?

 

“Quello fu un momento edificante e commosso per me .Quel traguardo dei 25 anni di sacerdozio,che io avrei desiderato un po più modesto, fu invece per la comunità un momento di adesione, di commozione,un momento di confronto e di approfondimento della missione del sacerdote. A parte tutti i sacrifici ,lodevoli e senz’altro graditi alla popolazione ,per l’organizzazione della festa esterna,ma poi tutta la preparazione spirituale sulla missione del sacerdote e anche tutto ciò che organizzammo è stato  un momento centrale dell’esperienza fatta qui in Viggianello. Anche quella occasione fu un’opportunità per la comunità, di guardare alla Chiesa ,al sacerdote ,e anche all’esperienza cristiana sotto un’altra veste, senz’altro migliore”.

 

L’ultima domanda va ai Suoi ragazzi che ,in questi anni, si sono avvicinati alla Chiesa,hanno formato una famiglia in cui condividono i loro momenti di crescita. Oggi ,la notizia della Sua nomina,seppur lieta, li fa sentire più soli….

 

 

“In otto anni, troppo breve il tempo,si ha la possibilità di prendere in cura (in parrocchia con le famiglie)i ragazzi di scuola elementare e medie ,come dico ancora io,e di portarli alla maturità,fare un cammino difficile ,impegnativo che ha a che fare con quell’età dell’ultima infanzia,la prima adolescenza e poi l’adolescenza inoltrata ,più matura. La mia esperienza è questa …siamo stati insieme come una famiglia,non ci deve spaventare se arriva il momento del disorientamento, che poi è un momento di discernimento sia per i sacerdoti sia per le famiglie sia per i giovani stessi,i  quali si affacciano pure alla vita universitaria,oltre l’orizzonte,alla vita sentimentale più ampia con gli amici. Certamente, incontrarsi anche in questi momenti è educativo ,sia per loro che per gli adulti. Dobbiamo anche accettare i tempi in cui ci seguono di più e i tempi in cui non ci seguono,sperando che quello che abbiamo seminato possa diventare una buona radice poi, per il futuro prossimo o per il futuro più lontano,per rivedere,rientrare,riordinare ,un po’ ricordare quello che hanno ricevuto anche a livello di fede, e poi ritornare ancora più maturi”.

Maddalena Palazzo

maddluv@libero.it

viggianello Don_Francesco_Sirufo[1]

 

 

 

 

Dic 272015
 

Il 26 dicembre 2015 si è svolto a Lagonegro un riuscito e partecipato raduno di zampognari provenienti dalla Basilicata e dalla Campania. La manifestazione è stata organizzata dal prof. Salvatore Falabella in collaborazione con la Proloco Kaleidos, l’Amministrazione Comunale e la Cittadella del Sapere. Gli zampognari sono stati accolti nella chiesa concattedrale da don Mario Tempone parroco della città.

Dic 092015
 

La manifestazione dedicata a Pino Mango l’8 dicembre 2015 è stata a dir poco straordinaria. Migliaia di persone hanno voluto ricordare a Lagonegro il grande artista a ed il grande uomo. Profonde sono state le parole del parroco don Mario Tempone così come del sindaco Domenico Mitidieri e dei tanti fan intervenuti all’evento da tutta Italia. Presenti anche i sindaci di Latronico e Nemoli Fausto De Maria e Mimmo Carlomagno.


L’omelia di don Mario Tempone


Gli interventi del sindaco di Lagonegro e dei fan


La fiaccolata con le interviste finali tra le quali quella all’assessore al Comune di Lagonegro D’Agrosa


L’intervista ad Armando Mango


Il corteo al funerale di Mango registrato un anno fa dalle nostre telecamere e mai trasmesso fino a questo momento

Mag 142015
 

Le nostre radici sono legate ad immagini come queste che appaiono quasi d’altri tempi. Il mese di maggio è dedicato alla Madonna. In molti paesi, le donne del vicinato amavano riunirsi per recitare insieme il rosario. A Lauria, questo avviene ancora oggi in particolare in via Cairoli grazie all’impegno della signora Giacomina che mette a disposizione il suo bel giardino. In questo luogo ha vissuto anche l’indimenticabile don Mario Riccio al quale si deve uno slancio decisivo per l’affermazione del culto del Beato Domenico Lentini.

Ott 252014
 

Il 24 ottobre 2014 è stato inaugurato a Lagonegro l’Ufficio Postale ristrutturato. Come evidenziato dal direttore della Filiale di Potenza di Poste Italiane Francesco De Marco, la sede è moderna ed offrirà ai cittadini, in modo semplice, i servizi più efficaci. Soddisfatto anche il sindaco Mitiidieri che con i sacerdoti don Mario Tempone e don Mario rRadesca hanno partecipato all’inaugurazione. Il direttore dell’ufficio Nicola Cozzi ha ricevuto i complimenti della cittadianzna che attendeva questa nuova realizzazione.


La cerimonia di inaugurazione in presa diretta


Le interviste

Mar 022014
 

Il 1° marzo 2014 Lagonegro ha vissuto un momento molto intenso. E’ stato festeggiato il trentennale della elevazione della Chiesa di San Nicola a Concattedrale della Diocesi di Tursi-Lagonegro. Dopo la cerimonia religiosa presieduta dal vescovo Francesco Nolè e dal parroco don Mario Tempone è stato inaugurato nella chiesa l’originalissimo capolavoro “Il presepe pasquale”. Infine è stato tagliato il nastro della biblioteca e dell’archivio parrochiale di San Nicola che contiene volumi antichissimi e rari, a partire dal ‘400. L’evento a cui hanno partecipato le massime autorità cittadine capitanate dal sindaco Domenico Mitidieri e dal presidente del Tribunale Matteo Claudio Zarrella, è stato impreziosito dalle perfomance artistiche dal coro parrocchiale che ha ragiunto livelli davvero ragguardevoli.


La cerimonia religiosa


L’inaugurazione del presepe pasquale


L’inaugurazione della biblioteca e dell’archivio parrocchiale di San Nicola


Le interviste

Ago 112013
 

Si sono appena spenti i riflettori sulla prima dell’evento – organizzato dall’Associazione A Castagna Ra Critica all’inizio di luglio – e già il pubblico, a gran voce, ne richiede la replica.
Due giorni-11 e 12 Agosto-di Arte e Mistero, visitando il Borgo delle trentatré chiese. Per l’occasione saranno riaperte le botteghe artigiane dell’antico borgo e sarà possibile degustare prodotti locali negli stands enogastronomici. Particolarmente suggestiva “la cena con i fantasmi”, con intrattenimento musicale dei Fratelli Paduano.
La compagnia Attiva-Mente metterà in scena ancora una volta l’opera teatrale scritta da Milena Falabella e rielaborata in versi dal regista Gianluigi Pagliaro, ispirata ad un’antica leggenda.
L’Associazione A castagna Ra Critica, guidata dal presidente Lorenzo Vannata, ha come fine primario il recupero del patrimonio storico ed artistico della città di Lagonegro, con la possibilità di rendere fruibile l’itinerario turistico-religioso, da tempo approntato, anche da parte di soggetti diversamente abili, così come è avvenuto nella prima, con la partecipazione di componenti dell’ Associazione Disabili Gragnano: L’opera, in tale occasione, è stata tradotta in lingua LIS da Andrea Propato.
Interesse per l’iniziativa è stata dimostrata da istituzioni e privati, che hanno concesso patrocinio e contributi per il restauro in primis per il prezioso sarcofago del 700 della Chiesa della Candelora.
Particolarmente importante è stato il supporto del parroco don Mario Tempone, che ha consentito l’apertura delle Chiese previste nel percorso.
Partner e collaboratori dell’iniziativa: Comune di Lagonegro, Regione Basilicata Fondo europeo di sviluppo regionale, Azienda Vinicola Gioia Al Negro, Parco Nazionale Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, Fesr Basilicata 2007 2013, Agenzia di Sviluppo La Cittadella del Sapere, APT Basilicata, Ristorante La Stradella, Pizzeria Marea, Ristorante Drive Food, Pasticceria Paradiso, Società di autotrasporti S.L.A., Associazione di Promozione sociale Attiva-Mente, Erminio Truncellito, Cristian Paduano, Pierangelo Camodeca, I Fratelli Paduano e l’intera cittadinanza del borgo antico.
Info e comunicazioni
Lucia Santoro

Manifesto Completo

Lug 272013
 


Don Mario Tempone, vi è tanta curiosità intorno al matrimonio del primo cittadino di Lagonegro…

Epurando l’evento dal gossip di prammatica (vip si e vip no, prete si parroco no, invito si invito no, chiesa si chiesa no), si può senz’altro dire che la comunità attende l’evento con trepidazione, e volentieri si stringe al proprio Sindaco per esprimergli felicitazioni e voti augurali per le sue nozze. Per il primo cittadino sarà l’occasione propizia per accogliere tutto il calore di una comunità che senza retorica, superandosi come sempre sa fare, mostrerà distintamente il sentito e cordiale affetto e rispetto verso una persona (stimata anche elettoralmente con oltre il 65% del consenso) che comunque, non dimentichiamo, è al servizio della comunità e da questa comunità è stato scelto a presiederne il governo civile. Ancor più si stima nel Sindaco la sua scelta della politica come vocazione nella promozione democratica, culturale e sociale del paese e gli si riconoscono credenziali di competenza, passione e dedizione.

Non solo Lagonegro, anche il Lagonegrese sarà rappresentato dai molti sindaci tra gli invitati e partecipanti. C’è anche una nota politica in questa insolita compagine civile e istituzionale intorno a delle nozze.
Principalmente voglio pensare che il Sindaco abbia fatto la scelta sacramentale del matrimonio perché ancora di più può e potrà convincersi aforisticamente che non c’è strada, cammino infinito sulla terra al di fuori delle sponsali relazioni umane, o, più specificamente, perché è consapevole, guardandosi anche nella sua veste politica, che non ci può essere futuro lontano dall’amore. Immagino che la scelta del matrimonio lo potrà maggiormente aiutare a qualificare il suo impegno in politica, perché le ragioni di fede nella scelta sacramentale del matrimonio gli potranno offrire più vigore, sapienza del cuore e fiuto per saper scegliere ciò che fa bene alla vita e ciò che regala pace e forza ad una comunità.

Allora, da quanto detto ci sono tutte credenziali per favorire una scalata regionale del Sindaco Mitidieri…

Direi: è più che opportuna, al fine di evitare il rischio di marginalizzazione della parte sud della Basilicata, non solo la sua candidatura, perché oggi tra i politici è il più accreditato, ma ci si auspica anche che sinergicamente si faccia convergere tutte le esigenze e gli interessi del territorio sud-est della Basilicata verso una figura politica che si è fatta strada e ha saputo egregiamente tenere banco su scelte strategiche per il nostro territorio: tribunale e ospedale in primis, facendo ben sperare in economia, lavoro e futuro anche i giovani del territorio, arginando così l’esodo di molti giovani. Penso, e lo dico modestamente, che non, eventualmente, prendere almeno un seggio in regione da parte di un nostro rappresentante significherebbe perdere quella miliare rappresentatività territoriale ben difesa, affermata e riconosciuta in quest’anni a partire dal nostro Sindaco Mitidieiri, il quale egregiamente ha reso la nostra zona prevalente protagonista di risultati per l’intero circondario, così come in passato il consigliere provinciale Vito Di Lascio. Proprio per questo la compagine politica dovrà individuare appunto e fare cerchio intorno ad un politico che eventualemente potrà essere proprio il sindaco Mitidieri, che appunto ha dimostrato un’indole abnegativa molto più inclusiva del suo comune rispondendo alle ansie di un territorio come quello del Lagonegrese che nella sua vocazione politica ha preferito orgogliosamente onerarsi e onorarsi di essere artefice di promozione e non destinatario di una politica di sussistenza, perché il nostro territorio ha molto da dare in idee, progetti, patrimoni e capitale umano ad una Regione Basilicata che deve farsi più creditrice che debitrice di attenzione nazionale.
È la prima volta che ciò accade?
L’evento non è inedito, perché nel lontano 1985 un altro Sindaco, Pietro Guida, durante il suo mandato convolò a nozze con la signora Silvia Camaldo. Anche quel giorno la comunità riservò un grande tributo al suo Sindaco con una mega-festa cittadina.

don mario tempone