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ago 142015
 

Il 13 agosto 2015 Episcopia è stata il teatro naturale della rievocazione del matrimonio dei nobili Della Porta con i Carafa. La serata, molto ben riuscita, ha visto l’esibizione degli sbandieratori e del corteo storico. Ospiti d’onore i discendenti delle blasonate famiglie che in passato governarono il centro sinnico.

Le interviste ai nobili Demetrio Baffa Trasci Amalfitani di Crucoli e don Giovanni Caracciolo di Napoli

Lungo le strade di Episcopia

L’esibizione in piazza Arcieri

Lo spettacolo in piazza San Nicola

lug 052015
 

In occasione del terzo anniversario della dipartita terrena di mons. Vincenzo Cozzi, il 2 luglio 2015, è stata celebrata una messa nella chiesa di San Michele a Trecchina dove, ricordiamo, don Vincenzo svolgeva le funzioni di viceparroco. Oltre a don Guido Barbella ha concelebrato il diacono don Giovanni Cozzi e don Marcello Cozzi che ha ricordato con parole preziose l’amato zio.

Alcune parti della cerimonia, compresa l’omelia

mag 072014
 

Sarà ordinato diacono permanente giovedì 8 maggio alle ore 18.00 da S. E. Mons. Francesco Nolè il dottor Massimo Pace nella Cattedrale “Maria SS. Annunziata” di Tursi. Trasfusionista presso l’ospedale civile di Policoro (MT), classe 1967, Massimo Pace è sposato dal 2001 con Lidia Lanzione ed è padre di quattro ragazzi.
Partecipe dell’esperienza ecclesiale della Fraternità di Emmaus, Pace, nativo di Napoli, ha vissuto la formazione teologica presso l’Istituto di Scienze Religiose di Matera ed è stato accompagnato da don Saverio Zorzi, rettore del Santuario di Anglona (Tursi) e responsabile della formazione permanente dei diaconi.
Un’occasione straordinaria perché la Diocesi di Tursi-Lagonegro mediti sulla dimensione del “servizio” che è propria di tutti i battezzati ma che rimane ontologica per tutti i ministri ordinati.
In questo momento in particolare, in cui risuona sovente l’invito di Papa Francesco a curare le periferie esistenziali la Comunità ecclesiale è chiamata a riscoprire la categoria teologica del “povero” quale ripresentazione del Cristo che attende solidarietà e domanda tenerezza.
Monsignor Nolè, mentre loda il Signore per la circostanza, raccoglie ed esprime la gioia della Diocesi che continua ad essere benedetta dal Signore con tanti suoi doni: “L’Ordinazione diaconale di Pace permette alla Comunità Cristiana tutta di riscoprirsi chiamata a servire ogni uomo, a porgere la gioia del Vangelo e della fede cristiana, ad essere attenta e solidale verso ogni persona. Massimo offrirà il suo ministero in particolare nella realtà ospedaliera in cui offre il suo lavoro”.

A proposito del Diaconato il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Per l’ordinazione al diaconato soltanto il Vescovo impone le mani, significando così che il diacono è legato in modo speciale al Vescovo nei compiti della sua «diaconia». I diaconi partecipano in una maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo. Il sacramento dell’Ordine imprime in loro un sigillo (carattere) che nulla può cancellare e che li configura a Cristo, il quale si è fatto «diacono», cioè servo di tutti. Compete ai diaconi, tra l’altro, assistere il Vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto dell’Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il Matrimonio, proclamare il Vangelo e predicare, presiedere ai funerali e dedicarsi ai vari servizi della carità. Il diaconato permanente costituisce un importante arricchimento per la missione della Chiesa. In realtà, è conveniente e utile che gli uomini che nella Chiesa adempiono un ministero veramente diaconale, sia nella vita liturgica e pastorale, sia nelle opere sociali e caritative siano fortificati per mezzo dell’imposizione delle mani, trasmessa dal tempo degli Apostoli, e siano più strettamente uniti all’altare, per poter esplicare più fruttuosamente il loro ministero con l’aiuto della grazia sacramentale del diaconato” (1569-1571).

don Giovanni Lo Pinto

diacv

diaocno

apr 212014
 

18 aprile 2014, Via Crucis vivente di Filiano, scena della prima caduta: Gesù – interpretato magnificamente da Vito Verrastro – stanco, sfinito, tutto coperto di piaghe, non può sotto il peso della croce più reggersi in piedi, e crolla a terra. Una donna del numeroso pubblico presente all’evento, profondamente colpita dalla veridicità dell’intensa rappresentazione, con lo slancio del cuore si stacca dal pubblico e tenta di soccorrere Gesù.
“In questo episodio realmente accaduto durante la rappresentazione della Via Crucis vivente di Filiano sta il significato ‘intimo’ della nostra Passione del Cristo”, dichiara lo storico regista della manifestazione, Vito Sabia.
“La Via Crucis vivente di Filiano – continua Sabia – rappresenta un esercizio di pietà che vive in due direzioni, la prima che muove dal credente e manifesta i suoi sentimenti, l’altra che va verso il credente con chiari intenti pedagogici e di orientamento esistenziale”.
La Via Crucis vivente di Filiano, giunta quest’anno alla trentesima edizione, si può annoverare con pieno merito tra le più suggestive e commoventi rappresentazioni della Via Crucis con personaggi viventi della Basilicata.
E’ una delle poche Sacre Rappresentazioni lucane che si sviluppa in due giorni: il giovedì santo sera si sono svolti i momenti di rievocazione dell’ultima cena, in una Piazzetta Pertini trasformata in una piccola Gerusalemme, l’agonia e cattura di Gesù nell’orto degli ulivi, nel suggestivo scenario di Villa Mancini, per terminare in Piazza SS. Rosario con Gesù tradito da Giuda (Leonardo Guglielmi), Gesù giudicato nel Sinedrio da Caifa (Nicola Martinelli) e dai Sommi Sacerdoti (Paolo Colangelo, Marco Colucci e Salvatore Martinelli) e Gesù rinnegato da Pietro (Giovanni Romaniello).
Nel tardo pomeriggio del venerdì santo, le fasi salienti sono state il Processo davanti a Pilato (Andrea Santarsiero), sempre in Piazza SS. Rosario, seguito dalla condanna del Cristo che, vacillante sotto il peso della pesante croce, percorre le vie del paese. Lungo il percorso, avente come scenario le strade ed i vicoli della cittadina, si sono susseguiti l’incontro con Simone di Cirène (Vito Santarsiero), la Veronica (Francesca Pace), le Pie Donne, la Samaritana (Fabiana Bochicchio) e quello ancor più commovente con la Madonna (Silvana Pace), oltre alle tre cadute di un Cristo che, sempre più affaticato, procede verso il Calvario.
Una delle novità della trentesima edizione è stato l’inserimento di un nuovo personaggio, Barabba (Carmelo Martinelli).
I personaggi e tutto il popolo si sono riuniti in un lungo e suggestivo corteo che ha accompagnato il Cristo nel suo doloroso cammino verso la croce, fino al “golgota”, allestito in uno dei luoghi più affascinanti del paese, la collinetta che sovrasta Villa Mancini, per l’occasione illuminata da fiaccole che hanno reso il tutto più suggestivo ed emozionante.
Alla buona riuscita della manifestazione hanno concorso – oltre alla bravura degli interpreti (un centinaio di attori non professionisti reclutati tra la popolazione filianese), tra cui si sono distinti Vito Verrastro che ha interpretato il ruolo di Gesù con una drammaticità ed una forza espressiva tali da rasentare l’estasi mistica e Silvana Pace nel ruolo di Maria, rivestito anch’esso con un’intensità ed un pathos coinvolgente, specialmente nell’attimo dell’incontro con Gesù sulla via del Calvario quando, dal loro volto, sono sgorgate vere lacrime di commozione – anche la fedele riproduzione delle scenografie curate con dovizia di particolari da Donato Summa, Vincenzo Santarsiero e Giovanni Romaniello, i costumi realizzati ex novo ed in maniera gratuita da alcune sarte di Filiano sotto la guida delle ragazze del Gruppo Catechismo, la struggente colonna sonora scelta per sottolineare la tragicità degli accadimenti: musiche toccanti e effetti sonori spettacolari, tanto che gli spettatori non potendo restare indifferenti, con le lacrime agli occhi ed un peso nel cuore hanno seguito la sofferenza del Cristo fino all’ultimo respiro.
Il Presidente della Pro Loco di Filiano, Vito Filippi, dichiara soddisfatto: “La Via Crucis vivente, una manifestazione tra le più antiche tradizioni filianesi, diventa sempre più bella e soprattutto si conferma una tradizione che rende davvero interessante la nostra comunità anche da un punto di vista culturale”.
In seguito al grande successo, il presidente Filippi, il vicepresidente Vito Santoro, il segretario Marco Colucci e il tesoriere Luciano Colucci, ci tengono a ringraziare tutti i figuranti, i quali grazie alla loro disponibilità e bravura hanno reso la scena il più verosimile possibile; gli organizzatori e collaboratori per l’alto impegno profuso; tutta la cittadinanza per la sentita partecipazione e il contributo offerto; il parroco Don Mariano e il viceparroco Don Giovanni per la loro preziosa guida; la Polizia municipale, la Protezione civile di Filiano e il Gruppo C.R.I.-Filiano per aver vigilato sulla sicurezza e il tranquillo svolgimento della manifestazione; EuroCast e C.R. Service per il supporto logistico ed audio. Inoltre, esprimono la loro gratitudine al Comune di Filiano e all’A.P.T. Basilicata che hanno permesso il ripetersi della tradizione con la 30esima edizione della Via Crucis vivente di Filiano.
Per celebrare il raggiungimento della trentesima edizione della Sacra Rappresentazione, la Pro Loco di Filiano ha dato alle stampe un volume fotografico “1984-2014 • FILIANO • 30 ANNI DI VIA CRUCIS” che è possibile ritirare presso la sede della Pro Loco Filiano oppure richiedere tramite mail: info@prolocofiliano.it.

Il Presidente
Vito Filippi

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lug 072013
 

Doppia ordinazione sacerdotale a Senise il 6 luglio 2013. Nonostante una iniziale incertezza atmosferica, tutto è andato nel migliore dei modi per un cerimonia dalle emozioni forti che ha toccato la sensibilità delle migliaie di persone accorse nel meraviglioso piazzale antico adiacente alla chiesa di San Francesco.

La cerimonia religiosa

Le interviste

Momenti dell’evento in presa diretta

lug 052013
 

Settanta anni fa don Egidio Guerriero, di venerata memoria, diventava sacerdote. E i preti che lo hanno conosciuto con la celebrazione di giovedì 4 luglio, lo hanno ricordato, benedicendo il Signore per la sua vita santa.
Innamorato dei giovani e della loro felicità, fu uomo tutto di Dio. A Senise i più grandi lo ricordano con ammirazione e riconoscenza. I più giovani conoscono il racconto della santità della sua vita. A più di vent’anni dalla sua “nascita al cielo” il suo ricordo rimane vivo. Sono tante le vocazioni che proprio da Senise sono germogliate: Sacerdoti e religiose che riconoscono in don Egidio e nell’esperienza della vita comune dei sacerdoti, nella cittadina sinnica, due riferimenti fondamentali.

Una settimana di cammino spirituale anche a Senise ha preparato la Comunità a vivere degnamente un evento di grazia che si rinnova nella Diocesi di Tursi-Lagonegro. Le celebrazioni con i sacerdoti che hanno preceduto l’attuale parroco, don Pino Marino, nella guida della Comunità; l’adorazione eucaristica animata dai giovani giovedì sera; il musical “E fissatolo lo amò”, scritto da Luigi Tuzio, prossimo diacono, e diretto da don Tiziano e Rosetta Polito…

Michelangelo e Giovanni diventeranno preti domani 6 luglio, ordinati da monsignor Francesco Nolè, nei pressi della Chiesa di San Francesco d’Assisi a Senise, con la celebrazione che inizierà alle ore 18.30.

Don Michelangelo Crocco è nato il 19 febbraio 1979. Dopo il diploma di ragioneria a Senise, va a Viterbo per gli studi, dove si laurea in “Conservazione dei beni artistici e biblioteconomia”. Qualche esperienza lavorativa nel Centro Italia poi, dopo il periodo di discernimento, è al Seminario di Viterbo e dal 2009 ha continuato la formazione a Potenza. Ha svolto il ministero diaconale a Chiaromonte, collaborando nelle attività della Parrocchia, impegnato anche nella Mensa della carità.

Don Giovanni Messuti è nato il 12 febbraio 1987. Ha frequentato il Liceo scientifico-linguistico a Sant’Arcangelo. Dopo la Maturità ha vissuto l’iter formativo presso il Seminario di Basilicata. Ha vissuto l’anno diaconale a Roccanova, coadiuvando il nuovo parroco don Domenico Martino che è succeduto quest’anno a don Enio De Mare, con il quale aveva già collaborato altri due anni, oltre ad averlo avuto in Parrocchia negli anni dell’adolescenza.

Domenica 7 luglio alle ore 9.30, nella Chiesa Madre don Giovanni presiederà la Prima Messa; don Michelangelo alle ore 11.30 nella Chiesa di San Francesco.
don Giovanni Lo Pinto

Crocco e Messuti

giu 282013
 

La prima delle sei ordinazioni sacerdotali del 2013, per la Diocesi di Tursi-Lagonegro, è finalmente arrivata.
Nella Comunità parrocchiale di origine, “Maria SS. delle Grazie” in Nemoli (PZ), domani sabato 29 giugno 2013, solennità dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, alle ore 18.00, don Antonio Zaccara viene ordinato presbitero.
Nato il 6 maggio 1987, dopo la maturità presso l’Istituto per geometri di Lagonegro, ha vissuto l’iter formativo presso il Seminario Maggiore di Basilicata (Potenza) e lì ha frequentato l’Istituto Teologico, affiliato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (Napoli).
Ordinato diacono il 14 settembre 2012, ha svolto il suo servizio diaconale a Tursi, impegnato particolarmente nella catechesi, tra i giovani e nella cura delle Liturgie della Cattedrale. Di particolare rilevanza il suo servizio anche nella Mensa domenicale della Carità, di cui si è reso protagonista durante l’anno pastorale.
L’ordinazione giunge a conclusione di una settimana di animazione vocazione che la Comunità di Nemoli ha vissuto con Padre Rosario Esposito, redentorista di Materdomini, e alcuni sacerdoti della Diocesi, tra cui don Battista Di Santo, parroco della Cattedrale di Tursi, che si sono alternati nella predicazione.
Alla gratitudine a Dio del Vescovo, Monsignor Francesco Nolè, espressa nei giorni scorsi*, si aggiunge quella dell’Ordinando: “Senza mio merito il Signore mi ha chiamato a servirlo nella sua Vigna. Accolgo con riconoscenza la grazia dell’Ordine sacro e affido il mio ministero a Maria, Madre della divina Grazia, protettrice della mia Comunità di Origine. Sono consapevole che il sacerdote debba essere annunciatore della Verità e dispensatore della grazia di Dio”.
Domenica 30 giugno alle ore 11.00, nella Chiesa Madre di Nemoli, la Prima Messa solenne presideuta dal novello presbitero.

don Giovanni Lo Pinto

don Antonio Zaccara

mar 072013
 

Si è svolto a Latronico il 7 marzo scorso un incontro  promosso dal Ponte di Viktoriya Petrova  sui legami tra la Basilicata e la Russia. Analoghe iniziative sono state organizzate a Matera e Maratea. Affascinanti ed assai dotte sono state le relazioni sul santo Egidio patrono di Latronico  (messe a punto dal parroco don Giovanni Costanza e dallo storico locale Egidio Giordano)  che è uno dei punti di contatto più interessanti  e da valorizzare tra la tradizione religiosa  di  oriente e di occidente. La cultura bizantina (evidenziata magistralmente dal prof. Michail Talalay (dell’Accademia  Russia delle Scienze)  è infatti  il terreno d’incontro culturale tra le realtà che prendono parte ad una forma di gemellaggio culturale e turistica dalle grandi prospettive. All’incontro è stato presente  tra gli altri il Sindaco latronichese Fausto De Maria ed il Presidente della Provincia Piero Lacorazza.

 

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

 

gen 252013
 

Il 25 gennaio 1992 lasciava questa terra il parroco don Gaetano Giordano di Lauria. Lasciò un’impronta indelebile nella parrocchia San Giacomo. Intere generazioni di giovani sono state legate ad un sacerdote con un forte carisma e grandi capacità organizzative. Morì dopo pochi giorni la conclusione della Visita pastorale voluta da Mons. Rocco Talucci. In quelle giornate di intenso lavoro dette il meglio di sè pur nella precarietà fisica. Quella visita del vescovo fu il suo ultimo atto.

Don Gaetano Giordano è nato a Lauria (Potenza), Diocesi di Policastro Bussentino il 28 settembre 1927 da Egidio e Margherita Mancini, fu battezzato dall’ arciprete don Giovanni Battista Rossi, nella Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari.
Fatte le Scuole Elementari e Medie a Lauria, entrò nel Seminario Vescovile di Policastro nell’ ottobre 1941 per terminarvi il Ginnasio lnferiore sotto la direzione del vescovo Federico Pezzullo e di altri validi educatori come Mons. Luigi Tancredi, don Francesco Alessio, don Angelo Del Duca, don Filippo Cusatis e don Antonio Spagnuolo. Passò al Pontificio Seminario regionale Pio XI di Salerno, dove compì il Liceo, la Filosofia e la Teologia dall’ ottobre 143 al giugno 1950.
Ricevette la Prima Tonsura nel 1946, gli ordini Minori nel 1947 e 1948, il suddiaconto nel 1949, il Diaconato nel 950 e il Presbiterato a Lauria Superiore il 2 luglio 1950, per le mani di Mons. Federico Pezzullo.
Ebbe vari incarichi, tra i quali la cura parrocchiale di Santa Maria del Carmine in Acquavena frazione di Roccagloriosa [Salerno) il 19 giugno 1951, dopo aver superato il concorso con risultato soddisfacente. Presone il possesso l’ 11 agosto, fu assistente della vicina parrocchia di San Nicola di Bari in Bosco di San Giovanni a Piro per qualche mese. Indi, per il suo zelo apostolico, fu premiato colla cura pastorale di due comunità estese nel Lagonegrese: San Egidio Abate in Latronico dall’8 aprile 1954 e San Giacomo Maggiore Apostolo dal 10 gennaio 1964.
Fu assistente di tutte le associazioni parrochiali, tra cui l’Azione Cattolica ed
il Catechismo. Dallo luglio 1972 fu Vicario Foraneo di Lagonegro e dintorni fino al 1976; indi, sotto il presulato di Mons. Vincenzo Franco, nella nuova diocesi di Tursi-Lagonegro, fu Presidente dell’Ufficio Catechistico Diocesano. Dotato di belle qualità umane e spirituali, diede tutto se stesso con grande zelo per l’opera della evangelizzazione. Morì a Lauria il 25 gennaio 1992.

L’intervista a don Gaetano Giordano curata da Vincenzo Policastro

Prima parte funerali don Gaetano (Le immagini sono del futuro frate Vincenzo Lattuga)

Prima parte funerali don Gaetano (Le immagini sono del futuro frate Vincenzo Lattuga)

Un pezzo di storia recente di Lauria.L’indimenticabile Gelsomina Scaldaferri intervista il vescovo Talucci e don Gaetano Giordano proprio durante la Visita pastorale