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Ago 192018
 

L’assenza di un medico di base a Castelluccio Superiore sta agitando da diverse settimane la popolazione preoccupata nel non poter vedere riconosciuto il diritto alla salute. La distanza chilometrica dagli altri studi medici di famiglia impedisce ai residenti, e soprattutto agli anziani, di poter usufruire dei farmaci e delle cure necessarie. Nei prossimi giorni si prevedono gesti eclatanti nell’intento di richiamare l’attenzione generale su un problema grave e sentito. In difficoltà anche la Farmacia presente in paese che non può dare farmaci senza prescrizione medica.Le immagini si riferiscono ad un’assemblea spontanea svoltasi nella sala consiliare il 18 agosto 2018.

Nov 142016
 

Il diritto alla salute si garantisce meglio rafforzando la medicina sul territorio. Sostegno al progetto di riforma sanitaria
La maggioranza fa quadrato a sostegno del governo regionale, in generale, e del presidente Marcello Pittella, in particolare.

La Basilicata è l’unica regione del Sud, come viene ormai riconosciuto da più parti, che può contare su un sistema sanitario equilibrato, con i conti in ordine e in grado di non gravare pesantemente sulle tasche dei cittadini. E tuttavia, a causa delle scelte di politica sanitaria nazionale ed a seguito della necessità di dare risposte efficaci ed efficienti a un bisogno di salute sempre più complesso, il riordino del sistema sanitario regionale non è più rinviabile.

E’ quanto è emerso nel corso di una riunione della maggioranza consiliare svoltasi questa mattina a Potenza e presieduta dal governatore , Marcello Pittella.

Nel corso del vertice sono stati ancora una volta ribaditi alcuni principi fondamentali che guidano il progetto di riforma del sistema sanitario regionale proposto dall’esecutivo. Innanzitutto è stato confermato che non verrà chiuso alcun ospedale lucano al fine di salvaguardare il diritto alla salute di tutti e non ci si muove da una equa copertura territoriale derivante dalla permanenza delle 4 aziende sanitarie.

Ma il diritto alla salute di tutti si difende anche e soprattutto attraverso il rafforzamento della medicina territoriale e dando un nuovo protagonismo ai distretti ospedalieri che dovranno avere nuove e specifiche funzioni in relazione ai reali bisogni delle comunità e rafforzando il sistema dell’emergenza urgenza

Per questa ragione e per individuare con maggiore precisione questi bisogni, a partire da dicembre la maggioranza parteciperà a consigli comunali aperti nei comuni interessati dai presidi ospedalieri. Si tratta di avviare quindi un’altra e definitiva fase di confronto con i cittadini per costruire una riforma capace di mantenere il sistema sanitario lucano efficiente, con i conti in ordine, e con una qualità dell’assistenza ancora migliore di quella attuale.

Nel frattempo si continueranno ad approfondire nel merito tutte le istanze territoriali di cui legittimamente le comunità si sono fatte portatrici per arrivare, nei limiti del possibile a trovare la massima convergenza in tempi rapidi.

potenza6

Lug 062016
 

Di seguito pubblichiamo una dichiarazione di Vincenzo Zito sindaco di Montescaglioso: “Può la nostra amata Regione tanto bella, tanto legata al turismo, che tanto ha da offrire sia a livello naturalistico che paesaggistico, che si fregia dell’importante riconoscimento di Capitale Europea della Cultura concesso alla città di Matera, che esporta prodotti enogastronomici in tutto il mondo ecc ecc… convivere con le trivellazioni, le estrazioni petrolifere e quant’altro di gravemente pericoloso per la salute dei nostri concittadini?
E’ arrivato il momento di intraprendere importanti battaglie di civiltà per ridare voce ai cittadini, per difendere l’importante diritto alla salute ed alla vita e garantire ai nostri figli un futuro migliore.
Oltre venti anni fa, immaginavamo le estrazioni petrolifere come una sorta di riscatto sociale ed economico della nostra terra.
Immaginavamo di diventare la nuova Lombardia del sud, di dare un seguito all’imminente crisi industriale della Valbasento; a distanza di oltre vent’anni riconosciamo quanto tutto quello fosse solo un miraggio.
Ad oggi la Regione Basilicata registra uno dei più alti tassi di disoccupazione e di neoplasie, il tutto contrapposto ad uno dei più bassi indici di natalità.
Il mio primo atto da Sindaco di Montescaglioso è stato l’adozione, tramite deliberazione di giunta, del principio di precauzione: è giusto che a scrivere il futuro delle nostre comunità siano le comunità stesse.
Oggi accanto all’amico Rocco Leone ed a Domenico Tataranno, rispettivamente sindaci di Policoro e Bernalda, accetto la sfida per fare tutto il possibile per impedire la costruzione del pirogassaficatore in territorio di Metaponto.
Una vicenda, questa, particolarmente controversa. In data 12 marzo 2015, da capogruppo di minoranza, chiedevo al sindaco ed al Presidente del Consiglio della città di Montescaglioso la convocazione di un consiglio comunale straordinario inerente la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti con valorizzazione energetica in prossimità del nostro territorio e, precisamente, in località Pantanello del comune di Metaponto-Bernalda.
Il consiglio comunale straordinario convocato in data 26 marzo 2015 si concludeva con la votazione unanime di un atto di indirizzo nel quale si imponeva la costituzione in giudizio presso il TAR di Basilicata ed il ricorso al Presidente della Repubblica, contro l’approvazione del provvedimento di autorizzazione.
Come da un nostro comunicato stampa successivo si ribadiva che la capacità totale dell’impianto prevedeva l’ingresso ed il trattamento di 32.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Dai dati ufficiali dell’ISPRA nel 2013 la provincia di Matera aveva prodotto un totale di rifiuti da raccolta differenziata pari a 16.465 tonnellate.
Il tutto ci poneva delle importanti domande:
– se per l’intero territorio provinciale di Matera si producono ton. 16.465 di raccolta differenziata, perché l’impianto avrebbe una capacità di ton. 32.000, cioè quasi il doppio?
– Se per l’intero territorio provinciale di Matera, la frazione organica prodotta è pari 4.725 tonnellate, perché l’impianto avrebbe una capacità di 10.000 tonnellate, oltre il doppio?
Ebbene, basta leggere quanto riportato a pag. 4 del Verbale del Comitato Tecnico Regionale per l’Ambiente, allegato alla delibera regionale di autorizzazione che, ad un certo punto, nel parlare dell’ubicazione dell’impianto riporta testualmente: “L’impianto sarà realizzato nelle vicinanze del centro di raccolta dei rifiuti differenziati urbani, in un’area baricentrica rispetto alla Puglia e alla Calabria e facilmente raggiungibile anche dalla Campania; tutte regioni che manifestano esigenze di conferimento dei propri rifiuti differenziati…”
Il tutto lasciava interdetti…
Ma veniamo ai giorni nostri per esprimere la più sincera solidarietà mia e della comunità che rappresento al Sindaco di Bernalda Domenico Tataranno, affinché continui la sua battaglia, forte del nostro appoggio e di tutti quei Sindaci liberi che lo sosterranno.
Quel sostegno che non mancherà dai suoi stessi concittadini e dai consiglieri comunali convocati giovedì 7 luglio alle ore 18,30 per bocciare questo progetto.
Noi ci saremo, consapevoli che tanti altri seguiranno il nostro esempio”.

Montescaglioso

Mag 122015
 

No alla manovra bancomat sulla sanità italiana e lucana voluta dal governo di Matteo Renzi, suggerita dalla Troika europea, con l’avallo del ministro Beatrice Lorenzis (Ncd) e del presidente della Conferenza Stato-Regioni, Sergio Chiamparino (Pd).

I portavoce lucani del Movimento 5 Stelle, la deputata Mirella Liuzzi e il senatore Vito Petrocelli, inviano un appello al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, affinché non firmi l’intesa col governo sui tagli alla sanità.

«Le chiediamo – scrivono i due parlamentari – di non apporre la sua firma alla prossima intesa Stato-Regioni, che determinerà un nuovo, ulteriore, taglio al Fondo Sanitario Nazionale».

Nelle intenzioni di Liuzzi e Petrocelli e di tutti gli altri parlamentari del M5S, che replicheranno l’appello ai governatori delle rispettive regioni di provenienza, è di evitare che, per disciplina di partito e per connivenze clientelari, i governatori accettino il piano di tagli di 2,3 miliardi di euro previsti dal governo “abusivo” di Matteo Renzi.

Dopo esternalizzazioni varie, chiusure di reparti e di ospedali interi, aumenti di ticket e tempi di attesa lunghissimi, arriva ora, scrivono i due portavoce del M5S, questo non sostenibile «nuovo, feroce, attacco nei confronti della nostra sanità frutto di una gestione economicistica del Paese e del suo welfare, imposta all’Italia direttamente dalla Troika. Una gestione che nulla di buono ha portato ai Paesi che si sono piegati ai diktat dell’Europa. Per fare il bene dei nostri cittadini e dell’Italia l’unica strada percorribile è quella di opporsi a queste politiche».

Nella lettera si ricorda che «La sanità rappresenta quasi il 14% della spesa pubblica totale del nostro Paese (110 miliardi su 800), ma contribuisce ai tagli previsti nel Def in misura del 35% (2,6 miliardi su 7,5). Il Def prevede una riduzione della spesa pubblica dello 0,9% (7,5 miliardi su 800) ma, in proporzione, quella del SSN viene tagliata quasi del triplo: il 2,4% (2,6 miliardi su 110)». Sono cifre che dimostrano a quale rischio incostituzionale, oltre che di diritti negati ai ceti più deboli, ci porterebbe questo ulteriore taglio alla sanità.

Per evitare che Pittella aderisca per disciplina di partito alla manovra, condizionato com’è dal peso della sua sanità (1 miliardo e 100 milioni di euro l’anno), dalle sue difficoltà di bilancio e dal dimezzato gettito delle royalties del petrolio, Liuzzi e Petrocelli hanno ricordato al nostro governatore l’art 32 della Costituzione italiana che tutela il diritto alla salute e lo hanno invitato, insieme ai presidenti di tutte le regioni d’Italia, ad avere loro stessi iniziative di risanamento e di ripristino di diritti, spostando la scure dei tagli dalla sanità ai costi:

dei consigli regionali (più di 1 miliardo l’anno);

delle auto blu e grigie che dall’ultimo censimento della Formez risulta essere di 17.299 a carico delle sole asl, su un totale di 53.422 (circa 300 milioni);

delle 7.726 partecipate locali, 3 mila delle quali hanno solo 6 dipendenti, mentre il numero dei componenti i Consigli di amministrazione è sempre molto più numeroso (circa 3 miliardi l’anno il possibile risparmio).

Liuzzi e Petrocelli a seguito di questa iniziativa, hanno poi dichiarato che «è tempo di smantellare gli eccessivi costi della gestione clientelare dei partiti, che assorbe circa la metà dell’economia nazionale e regionale, togliendola al corretto funzionamento dello Stato/Paese, cui la politica vera e sana dovrebbe condurci».
movimento5stelle

Mar 072015
 

L’ “Associazione dei Comuni Dimenticati” si è appena costituita ed è già al lavoro. Una delegazione di sindaci guidata da Sergio Pirozzi sindaco di Amatrice e presidente dell’Associazione è stata ricevuta mercoledì scorso al Ministero della salute dal segretario Dr. Alessio Nardini e dal capogabinetto del Ministro on. Sabrina De Camillis.

Ad affiancare il sindaco di Amatrice c’era Alberto Bambini sindaco di Acquapendente, per la Toscana Marco Buselli, primo cittadino di Volterra, Ciccio La Rosa sindaco di Niscemi, Antonio Giannotti vice sindaco di Praia a Mare, Francesco Trimboli in rappresentanza del sindaco del Comune di Tortora, Mario Ferrari sindaco di Portoferraio, Francesco Sinatra sindaco di Leonforte, Pierpaolo Sau sindaco di Tonara, e Anna Bulgaresi Sindaco di Marciana.

Pirozzi ha presentato l’Associazione e ringraziato ed apprezzato la celerità con la quale i sindaci hanno avuto l’incontro. All’ordine del giorno i servizi ospedalieri delle zone cosiddette disagiate, quelle aree periferiche, rurali, montane e delle piccole isole che fanno i conti giorno dopo giorno con lo spopolamento ed il taglio di servizi.

La cronaca recente ha portato alla ribalta i temi per i quali questi sindaci hanno deciso di unirsi e che il Ministro Lorenzin ha espresso con grande determinazione nelle sue ultime dichiarazioni: l’accesso alle cure deve essere equo ed universalistico e non può dipendere dal luogo di nascita. Le reti dell’urgenza devono funzionare ed essere una priorità. La sanità non può essere gestista in maniera ragionieristica perché evidentemente parliamo della vita e della salute delle persone.

La Sanità negli ultimi anni ha visto crescere in maniera smisurata il ruolo del Ministero dell’Economia che ha richiesto sacrifici sempre crescenti, ormai insostenibili dal sistema. Le Regioni hanno gestito ognuno a suo modo la diminuzione di risorse, ma il risultato è pressoché lo stesso in tutta Italia: accentramento dei servizi, impoverimento dei territori periferici, forti tagli sui territori marginali.

I sindaci dell’Associazione dei Comuni Dimenticati pensano ci sia la necessità di analizzare i territori ed in base ad attente valutazioni su distanze, rete viaria, orografia e condizioni climatiche garantire a ciascun cittadino, ovunque risieda, una catena dell’emergenza-urgenza efficiente e veloce ed il rispetto dell’ora d’oro nell’intervento d’emergenza.

Per questo hanno chiesto ai collaboratori del Ministro di riconsiderare il punto 9.2.2 del Decreto Balduzzi “Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate” e sostituire con un “obbligo” e non con una “possibilità” in balia della spending review, la presenza di presidi ospedalieri dotati di pronto soccorso nelle zone classificate come disagiate: la rete dell’urgenza ed il pronto soccorso devono essere alla portata di tutti.

Questa è la prima battaglia dell’associazione. Il diritto alla salute non è una torta dalla quale si possono sottrarre fette a seconda delle disponibilità economiche. Il diritto alla salute è uno ed indivisibile ed i sindaci sono certi di essere stati in grado di portare all’attenzione del Ministero le preoccupazioni dei loro territori. Si terrà, infatti, a breve un nuovo incontro con l’ufficio legale del Ministero per approfondire le questioni poste sul tavolo.

Intanto il 21 marzo a Niscemi i sindaci dei Comuni Dimenticati si riuniranno per il terzo meeting dell’associazione in cui faranno il punto sulle iniziative da intraprendere insieme per allargare la rete di sindaci pronti a rivendicare il diritto di vivere nell’Italia che i nostri governanti, per miope veduta, vorrebbero che fosse “minore”.

italiamappata

Ott 202014
 

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito radicale.
“Esprimiamo tutto il nostro sostegno agli obiettivi dell’iniziativa nonviolenta intrapresa da Maurizio Bolognetti, Consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, in sciopero della fame da cinque giorni. La nostra associazione si batte per il diritto alla salute e, come soggetto costituente il Partito radicale, per il diritto alla verità e alla conoscenza di dati e fatti che sono di interesse generale. Come ha sottolineato Bolognetti, da troppo tempo la Basilicata non rispetta alcuni articoli del Codice dell’Ambiente e di certo non rispetta quell’art. 251 che prevede l’istituzione dell’Anagrafe dei siti da bonificare. Si tratta di una regione che è stata condannata per la violazione di direttive Comunitarie in materia di tutela ambientale ed è al tempo stesso oggetto degli appetiti delle multinazionali del petrolio. In queste condizioni di illegalità diffusa e di oggettive urgenze per difendere la qualità della vita dei cittadini lucani, chiediamo a Marcello Pittella di rispondere urgentemente a Bolognetti impegnandosi a realizzare e pubblicare in tempi certi e rapidi l’anagrafe pubblica dei siti da bonificare”.

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Mar 102014
 

All’Assessore regionale all’Ambiente e Territorio, Aldo Berlinguer, che ha incontrato una delegazione del Comitato “Diritto alla Salute” sulle questioni legate all’inceneritore Fenice-Edf di Melfi, rivolgo l’invito di leggere la Relazione conclusiva della Commissione d’Inchiesta su Fenice, disponibile sul sito internet del Consiglio regionale, ed oggetto di un’approfondita discussione nelle sedute consiliari del 26 e 27 marzo 2013.
È quanto afferma in una nota inviata alla stampa Vito Di Lascio – Dirigente regionale di Forza Italia.

Sono state riconosciute le responsabilità ricadenti principalmente in capo ad Arpab e Regione circa la trattazione dei dati del monitoraggio dell’impianto Fenice; gli enti preposti al controllo (Regione, Arpab e Provincia di Potenza) hanno operato con poca trasparenza e in maniera non sempre corretta; la Giunta regionale non ha regolarmente e diligentemente espletato i compiti di vigilanza posti a suo carico. Tali argomentazioni conclusive (contenute nella relazione) hanno indotto il Consiglio regionale ad approvare una mozione (primo firmatario l’allora capogruppo del Partito Democratico, Luca Braia) – Delibera consiliare n. 427/2013 – che ha impegnato la Giunta regionale ad operare in una precisa direzione.
Nel chiedere all’Assessore di approfondire il testo della mozione, faccio osservare che, a distanza di un anno dalla sua approvazione, la Regione non ha fatto nulla!
Sulle questioni ambientali – afferma l’esponente di Forza Italia – occorre un reale e incisivo “cambio di passo”: mai più compiacenze verso il sistema delle imprese, riscrittura delle regole e dei rapporti tra politica e burocrazia, maggiore trasparenza nelle procedure ed efficienza nel sistema dei controlli.
Il tempo delle “chiacchiere” o degli annunci è finito.
L’Assessore – conclude la nota – lavori per dare risposte concrete a questa e alle altre emergenze ambientali che feriscono la dignità dei lucani e minacciano il mantenimento delle ottimali condizioni ambientali e la tutela della salute dei cittadini della Basilicata.

Vito-Di-lascio

Feb 112014
 

Ecco il testo del documento nel quale i sindaci di Rotonda e di Viggianello manifestano sconcerto per la manifestazione in corso organizzata dai camionisti e dai produttori di legname. I primi cittadini evidenziano i gravissimi disagi delle valli del Lagonegrese.

COMUNE DI VIGGIANELLO
COMUNE DI ROTONDA

11.02.14
AL PREFETTO DELLA PROVINCIA DI POTENZA
AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE SEZIONE POLIZIA STRADALE DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE STAZIONE CARABINIERI DI LAURIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVUINCIA DI POTENZA
p. c. AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI ROMA
“ “ AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI CATANZARO
AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA BASILICATA
AL PRESIDENTE DELL’ENTE PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
AL MINISTRO DELL’ AMBIENTE
p. c. AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
“ “ AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
“ “ AL MINISTRO DELLA SALUTE
“ “ AL MINISTRO DELL’ AGRICOLTURA
“ “ AGLI ORGANI DI STAMPA.

da ieri assistiamo impotenti ad una occupazione della Valle del Mercure di stampo militare, sapientemente organizzata ed annunciata da tempo,finanche dagli organi di stampa.
Un gruppo di autotrasportatori,assolutamente estranei al territorio,provenienti da località calabresi distanti centinaia di km. ( come reso manifesto già dalle pubblicità aziendali riportate sui mezzi) protesta perché pretende di continuare a conferire biomasse alla Centrale del Mercure, un mega impianto insostenibile sotto qualsiasi profilo,ambientale e socio economico,radicalmente incompatibile con la vocazione del territorio ( è bene ricordare a qualcuno che siamo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino!) il cui progetto è stato portato avanti nonostante le gravi violazioni di legge dai nostri Comuni denunciate da anni e che,dopo che già con sentenza 4.400/12 il Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto rilasciata dalla Regione Calabria ,hanno condotto nuovamente (insuperate le criticità che minano l’iniziativa di grossolana speculazione) ad un pronunciamento dapprima del TAR Catanzaro, che con sentenza n. 1.180/13 ha annullato anche la nuova autorizzazione,e poi ancora del Consiglio di Stato che con ordinanza resa all’udienza del 21.01.14 ha revocato la sospensiva concessa inaudita altera parte in tal modo ripristinando la piena efficacia esecutiva della sentenza di primo grado.
Quel che sconcerta,tuttavia,sono le modalità e le finalità della protesta,atteso che,da un lato,essa non si svolge pacificamente (come tutte quelle organizzate negli anni dalla gente del Mercure) bensì con la consumazione di ipotesi di reato (è tale bloccare l’accesso autostradale di Galdo,sia in entrata che in uscita,nonché la stessa s.p. n. 4 nel tratto da Galdo a Lauria, come accade per l’appunto da ieri e senza che si intraveda alcuna desistenza) ,con toni minacciosi e voluta esibizione di forza (è stato dichiarato dagli organizzatori della protesta,che sono poi i datori di lavoro dei manifestanti, che non intendono lasciare il territorio fin tanto che non sarà stato risolto il loro problema).

Tutto questo è inaccettabile e nel denunciare formalmente i reati ancora in corso chiediamo ai responsabili delle forze dell’ordine di identificare gli autori e segnalarli alla Procura della Repubblica e,soprattutto,di intervenire immediatamente, rimuovendo il blocco stradale,ad evitare che vengano aggravate le conseguenze di un reato che,oltretutto,determina gravi disagi per gli utenti stradali dell’area,in specie i molti pendolari.
Del pari è inaccettabile che,con tali metodi,che a nostro avviso costituiscono precisa opzione di un’abile regia occulta, si vogliano esercitare indebite pressioni sulla Magistratura, a pochi giorni dall’udienza fissata per la discussione del merito ( 08.04.14) ottenendo facile sponda istituzionale dal Presidente della Regione Basilicata e dal Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino che, nel mentre per mesi non hanno inteso ricevere noi Sindaci, rappresentanti istituzionali,hanno immediatamente accolto già ieri gli imprenditori calabresi.
Peraltro,la stampa ha recentemente dato notizia di una indagine della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro che delinea scenari inquietanti sui soggetti che in Calabria stanno dietro al grande affare delle energie rinnovabili ed,in specie,delle biomasse,paventandosi il concreto rischio di consegnare un territorio integro ed indenne da certi fenomeni alla criminalità organizzata.
La realtà è che l’impianto dell’Enel è obsoleto,non impiega la migliore tecnologia, non tiene conto della mancanza di idonee infrastrutture ( su tutte quella viaria),non crea occupazione ed,anzi,arreca gravi danni al settore dell’agricoltura e del turismo, non genera alcun indotto (la migliore riprova è la provenienza dei manifestanti),e,soprattutto,è fortemente inquinante esponendo a gravi rischi la salute dei residenti.
Al riguardo,anzi,si chiede di conoscere in forza di quali elementi il GSE abbia potuto riconoscere all’ENEL i cd. certificati verdi il cui obbligato presupposto è la riduzione del livello di inquinamento laddove,nel caso che occupa, a fronte di una centrale dismessa ed inattiva da anni,dunque,con livello di inquinamento zero,si è determinata,nel periodo di effettivo esercizio, una condizione di gravissimo accumulo di sostanze tossiche.
Inoltre,poiché per lunghi periodi,vuoi per ragioni tecniche che per provvedimenti dell’ Autorità Giudiziaria,la centrale è rimasta inattiva,si chiede di conoscere se,nell’erogazione delle suddette agevolazioni,di tali forzati fermi si sia tenuto conto.
Del pari,se sia conforme a legge che,nel vano tentativo di sterilizzare la protesta delle collettività locali, si indicano tavoli di concertazione che prevedano misure di compensazione costituite da elargizione di somme di danaro,peraltro neppure vincolate,nella loro destinazione,a ridurre gli effetti negativi dell’impianto, a favore di enti lontani dal Mercure ma vicini ad Enel.
Aspetti tutti già segnalati anche alla Procura della Repubblica di Roma per ogni più opportuna valutazione.
Certo è che subiamo una vera e propria violenza che avvertiamo nelle carni e nell’anima ed alla quale continueremo a ribellarci con tutte le nostre forze,facendo appello all’onestà intellettuale ed all’integrità morale di tutte le persone per bene contro la protervia di una aggressione al nostro territorio che si vuole utilizzare per interessi di parte.
Per tale ragione,da oggi i nostri Comuni, in segno di protesta contro l’ennesimo,gravissimo strappo alla legalità,al diritto alla salute,all’integrità ambientale ,al rispetto della volontà popolare, chiuderanno sospendendo ogni attività, ad esclusione dei servizi essenziali,per volontà degli organi rappresentativi cui il personale tutto,spontaneamente,intende aderire.
Si chiede audizione urgente al signor Prefetto per la consegna simbolica delle chiavi dei Municipi e si anticipa che le collettività sono in stato di agitazione preparandosi ad organizzare manifestazioni di protesta eclatanti ( a quanto pare l’unico sistema per farsi ascoltare) ed,innanzitutto,un corteo sino a Galdo per celebrare la morte del nostro territorio.
Attendiamo ,con inguaribile fiducia,che qualcuno voglia darci ascolto e tutela.

IL SINDACO DI VIGGIANELLO IL SINDACO DI ROTONDA
PROF. VINCENZO CORRARO DR. GIOVANNI PANDOLFI

manifestanti

Gen 292014
 

L’anno 2013 si è concluso con l’ennesimo atto a danno della struttura sanitaria di Praia a Mare.
“Spente le luci“ sul nuovo mammografo, acquistato con fondi privati e donato al CAPT di Praia, si è proceduto a smontare il radiografo.

Il 30 dicembre u.s. nel periodo di “ferie natalizie”, perché è prassi al Capt praiese sospendere le prenotazioni per il reparto di radiologia ad agosto e nel periodo natalizio, è stato smontato un radiografo per essere trasferito altrove.
Ormai è divenuta una normalità non solo sospendere le prenotazioni in quei periodi ma addirittura sospendere o eliminare alcuni servizi a Praia per spostarli o ampliarli in altri luoghi.

Eppure la Carta dei Servizi predisposta dalla ASP di Cosenza afferma che il primo ed imprescindibile principio della strategia e dei comportamenti aziendali sarebbe quello di promuovere la salute, quindi, migliorare la qualità della vita della popolazione che vive nel territorio dell’azienda.

Nell’Alto Tirreno non esiste assistenza sanitaria, non vengono garantiti i livelli essenziali di assistenza.
Le ambulanze sono vetuste ed insufficienti, gli esami radiografici e mammografici a ritmo di lumaca e non garantiti tutti i giorni.
Vengono adottati continui, affastellati e confusi provvedimenti avulsi dalla realtà territoriale e per dirla in termini semplici “senza capo ne coda”.
Ma esiste un dirigente degno di questo nome? Possibile che ognuno fa ciò che prima gli viene in mente?
Provvedimenti che, invece di rendere pienamente efficiente la struttura sanitaria, almeno quale centro di assistenza primaria territoriale, in attesa della messa a punto di un pronto soccorso con un’adeguata rete di emergenza-urgenza, continuano a depauperare l’ esistente.

L’anno scorso il Direttore Generale della Asp cosentina, Gianfranco Scarpelli aveva assicurato l’invio della risonanza magnetica e del mammografo, l’arrivo di alcune figure professionali altamente specializzate e l’acquisto di nuove ambulanze, con l’intento di ottimizzare i servizi esistenti in modo da far diventare il Capt di Praia una struttura qualificata con servizi specialistici, di qualità ed appropriati.
Ad oggi invece i servizi più che ottimizzati sono stati eliminati.
L’Alto Tirreno è discriminato rispetto ad altre zone della provincia cosentina ma soprattutto viene continuamente ingannato.

Ingannato dalle “favole” diffuse da chi mostra interesse al territorio solo in tempi pre-elettorali.
Ingannato a causa di assurdi giochi di potere tra sindaci e dirigenti sanitari.

Rappresentare le popolazioni significa avere a cuore i loro interessi, soprattutto tutelare le fasce più deboli.
Tuttavia nella conferenza dei sindaci del 17 gennaio scorso in cui si doveva discutere anche della sanità dell’Alto Tirreno è mancato il numero legale.
E’ censurabile il comportamento degli assenti ma lo è altrettanto quello dei presenti che fingono di non conoscere le ragioni di quell’assenza.
Tutte le amministrazioni locali devono adoperarsi per l’intero distretto.
Tutti i sindaci devono mettere da parte gli interessi di campanile, impegnarsi per una lotta comune, per ottenere il rispetto del diritto alla salute per i propri cittadini.
La divisione non giova a nessuno infatti ha causato il totale abbandono dell’intero territorio.

Associazione Sanità è Vita
Il Presidente
Alessandra Cozza

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Mar 192013
 

La Pro Loco di Tortora, da sempre impegnata nella valorizzazione delle tradizioni locali, ha organizzato per domani la frustulitata (falò) di San Giuseppe. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Tortora, avrà inizio alle ore 15,30 in Piazza Stella Maris a Tortora.Durante il pomeriggio ci sarà animazione e intrattenimento per i ragazzi.

I volontari della Pro Loco di Tortora hanno inoltre aderito alla campagna “Fai scorrere la vita” promossa da Humana, il cui ricavato servirà a realizzare un progetto in Mozambico.

 

L’obiettivo dell’iniziativa è di permettere a circa5.000 persone,di gestire le proprie risorse idriche e avere accesso ad acqua purificata, sia ad uso domestico che agricolo.

 

Sarà presente anche lo stand dell’Associazione Sanità è Vita Onlus, sempre in prima linea per il diritto alla salute in Calabria.

 

Alle ore 17,30 si terrà la Messa Solenne con la benedizione ai papà presenti.

 

La tradizione vuole che in questo periodo enormi cumuli di legna vengono prodotti dalle potature dei vigneti. Una volta queste fascine venivano lasciate dai contadini nelle loro terre in attesa di essere trasportate nei luoghi dove si realizzavano i falò.

 

La Pro Loco di Tortora, per il secondo anno consecutivo, ha voluto ridare al paese questa tradizione da tempo dimenticata. In collaborazione con la Parrocchia di S. Stefano e del parroco don Antonio Pappalardo ci sarà alle ore 19,00 la frustulitata e la benedizione del fuoco.

 

Durante il pomeriggio verranno premiati, per fascia di età, il “Giuseppe” più giovane e il più anziano.

 

Dopo il falò avrà inizio il torneo di calcio balilla fra papà e ragazzi della parrocchia.

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