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ott 022015
 

In Basilicata oltre 6 cittadini su 100 hanno il diabete, secondo ISTAT 2014 – Il 4 ottobre si celebra la 31^ edizione della giornata nazionale FAND (Associazione italiana diabetici) per il diabete – A ROTONDA ( Potenza ) l’Associazione Tre Valli del Lagonegrese di concerto con il Coordinamento Regionale Fand Basilicata organizza la campagna di sensibilizzazione su una malattia che in Italia coinvolge mediamente 1 famiglia su 6

Potenza 1 ottobre 2015 – Sono oltre 3.200.000 le persone con diabete nel nostro Paese, il 5,4% della popolazione. Il diabete è una malattia in forte crescita che riguarda circa 1 famiglia italiana su 6. In Basilicata, secondo i dati ISTAT 2014, sono più di 35.000 le persone con diabete . Solo in provincia di Potenza si stimano in non meno di 25,000, senza contare tutti coloro che hanno la malattia ma ancora non lo sanno. Per far conoscere il diabete e sensibilizzare la popolazione e le istituzioni su quella che è ormai considerata una vera e propria “epidemia”, le Associazioni Lucane, aderenti a FAND (Associazione italiana diabetici), organizzano il 4 ottobre p.v., in occasione della 31^ giornata nazionale FAND per il diabete, iniziative informative ed educative sulla malattia.

Dalle 9,00 alle 13,00 presso la Sala Cinema Selene in Rotonda ( Pz ) si terrà una iniziativa di formazione ed informazione alla popolazione di quel centro della zona del Mercure finalizzato alla prevenzione e cura del diabete ; sarà , inoltre , possibile ricevere informazioni sul diabete e verificare il proprio livello di rischio della malattia.
Una iniziativa , fortemente voluta dai cittadini di quell’area, come evidenzia il Presidente dell’Associazione Tre Valli del Lagonegrese Silvano Papaleo, proprio in quanto estremamente periferica rispetto alle strutture sanitarie regionali e , perciò stesso , tale da indurre le Istituzioni preposte a riflettere meglio circa l’assistenza in modo da realizzarla sempre più sul territorio, laddove il cittadino risiede, senza assoggettarlo a spostamenti onerosi e faticosi.
Dal canto suo il Coordinatore Regionale Fand di Basilicata Antonio Papaleo, chiamato a concludere i lavori della iniziativa, sicuramente insisterà perchè si implemeti senza ulteriori ritardi il Piano Nazionale Diabete, specie in quanto la Regione Basilicata è stata la prima regione in Italia ad averlo prontamente recepito,in uno con l’avvio concreto della Legge Regionale 9/2010 inerente la realizzazione della Rete Territoriale Diabetologica.

“L’idea della Giornata del diabete fu del nostro fondatore Roberto Lombardi, che nel 1985 si proponeva di far parlare di diabete nelle piazze, per far conoscere una malattia poco nota e sensibilizzare le istituzioni. Dopo più 30 anni lo scopo dell’iniziativa non è cambiato. In questo trentennio, FAND è stata protagonista: ha promosso la promulgazione della legge 115 del 1987 che tutela le persone con diabete, al fianco delle società scientifiche e delle altre componenti del mondo del diabete ha contribuito al riconoscimento

dell’esenzione dal ticket per gli esami e i presidi per il diabete, ha partecipato attivamente al percorso che ha dato vita, nel 2013, al Piano nazionale per la malattia diabetica, che delinea strumenti e iniziative volti a favorire prevenzione, assistenza e cura della malattia – dice ancora Archero. Ciononostante dobbiamo notare purtroppo, da un paio d’anni a questa parte, una pericolosa inversione di tendenza da parte di alcuni amministratori che, in ossequio alla cosiddetta spending rewiew, pensano di ‘far cassa’ sulla testa di milioni di cittadini con diabete, adottando misure, come sollecitare a utilizzare un tipo di farmaco rispetto a un altro o imporre a tutte le persone con diabete un singolo dispositivo per l’automisurazione della glicemia. In altri casi, cercano di ridimensionare o ridurre la strutture diabetologiche regionali e di bloccare il turn over del personale sanitario. Non si rendono conto che forse riusciranno a risolvere un problema di cassa nell’immediato, ma lasceranno ai cittadini una pesante eredità, in termini di peggioramento della salute per i cittadini con diabete e aumento esponenziale dei costi per la comunità nell’immediato futuro per far fronte alle complicanze della malattia, causa di aumento di ricoveri e accessi al pronto soccorso”, conclude Archero.
La Segreteria ALAD-Fand Basilicata
( Antonio Papaleo )

Per informazioni:
www.gdm1.org
e mail : alad@ospedalesancarlo.it

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lug 052015
 

Sì è svolto in Roma , presso il Museo dell’Ara Pacis 8 Lungotevere in Auigusta ) , nei gg. 2 e 3 Luglio c.a., l’8° Edizione dell’ Italian Barometer Diabetes Forum , grazie al contributo incondizionato della Novo Nordisk, a cui ha partecipato per la Basilicata Antonio Papaleo – Presidente ALAD ( Associazione Lucana Assistenza Diabetici ).
Il tema trattato nella edizione di quest’anno è stata l’Obesità nel paziente Diabetico Tipo 2 e le conseguenti implicazioni, sia sul versante della prevenzione che delle cure per le patologie indotte.
Una importante vetrina che , come per le passate edizioni, ha visto confrontarsi i diversi attori del Sistema Sanitario, sia nazionale che europeo, allo scopo di promuovere una riflessione sulla patologia e discutere temi e soluzioni concrete per rispondere ai bisogni di un numero crescente di pazienti, particolarmente affetti da diabete, tanto che oggi si parla sempre più diffusamente di Diabesity ( Diabete e Obesità ).
L’iniziativa è stata svolta sotto l’egida dell’IBDO Foundation e l’Università di Tor Vergata ;l’IBDO -Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation nasce come modello di moderno Think Tank sul diabete nella certezza che questa patologia oggi debba essere affrontata attraverso un confronto continuo sulle tematiche cliniche, sociali, economiche e politico-sanitarie.
Una sorta di Osservatorio che ha visto la Basilicata attenta e disponibile a periferizzarlo, andando a replicarlo a livello regionale, quant’anche , dopo una prima fase di attività, è stato ( speriamo solo momentaneamente ) bloccato , nonostante i grandi numeri con cui si connota il Diabete nella nostra regione che viaggiano nell’ordine di un 8% della popolazione complessiva.
Intanto,c’è da sottolineare, come la popolazione lucana ha indici di obesi e di persone in sovrappeso sicuramente preoccupanti, specie fra i ragazzi e gli adolescenti, con grave pregiudizio per la salvaguardia della loro salute; obesità, è stato sottolineato nel corso del Forum di Roma , che rappresenta la causa di tantissime malattie ( si calcola che il doppio della malattie di cui soffrono i cittadini sono dovuti a questa loro condizione fisica ); che rappresenta la terza causa di morte in assoluto e che implica venti anni di disabilità. Da qui, l’urgenza di ripensare agli stili di vita, partendo dalla scuola; ad una ripresa diffusa della cultura alimentare, recuperando la Dieta Mediterranea;a ripensare in modo più attento all’urbanizzazione delle città.Ovviamente il tutto passa da concetti chiave, quali : una buona informazione, una buona dose di consapevolezza ed una più diffusa condivisione circa il sapersi autogestire e il volersi veramente bene.

papaleo

giu 232015
 

Nella sala Inguscio della Regione Basilicata è stato presentato il Manuale pratico dedicato ai diabetici tipo 1 per praticare attività fisica in sicurezza. La presentazione del manuale è stata voluta dall’ASP in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche della Persona della Regione Basilicata, realizzato dall’Gruppo di lavoro dell’ASP per le Endocrinopatie dell’età evolutiva con la U.O. di Medicina dello Sport ASP, la Rete Interaziendale di Pediatria della Basilicata e l’Associazione Lucana Diabetici. Durante la presentazione ci sono stati due momenti pratici quella dell’esperienza del diabetico tutor nelle giornate di terapia educazionale e il momento interattivo con i ragazzi e i genitori tenuto dal gruppo di lavoro dell’ASP.
Il diabete giovanile, che colpisce i giovani e i bambini fin dai primissimi anni di vita, non deve impedire ai piccoli pazienti e ai ragazzi che ne sono affetti di praticare uno sport; l’attività fisica, al contrario, ha un valore terapeutico perché tra i tanti benefici che apporta, è stato dimostrato che aiuta a regolare i valori della glicemia e il compenso metabolico. Per fortuna i diabetici che praticano attività sportive sono sempre più numerosi e in qualche caso raggiungono elevati risultati con performance che nulla hanno da invidiare ai loro coetanei non diabetici. Accanto alle motivazioni di ordine fisico vi è anche una motivazione psicologica che induce i giovani insulino-dipendenti ad impegnarsi nello sport; esso, infatti, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, riduce i livelli di ansia e di depressione, accresce la fiducia in sé stessi e la sensazione di poter gestire la malattia. Tuttavia non è assolutamente semplice gestire la terapia durante la pratica sportiva, poichè nel corso di essa possono verificarsi episodi di ipo o iperglicemia anche gravi,
tali da configurare delle vere emergenze cliniche; tali evenienze dipendono da una serie numerosa di fattori che il paziente (e i suoi genitori se si tratta di un bimbo) deve conoscere e saper gestire: il tipo di attività sportiva praticata (aerobica, anaerobica o mista), il livello di intensità dell’attività stessa (leggera, moderata o molto intensa), l’eventuale componente agonistica, il livello glicemico pre esercizio fisico, l’eventuale presenza di corpi chetonici nelle urine, la quantità di insulina iniettata, la supplementazione di carboidrati durante l’attività, la necessità di idratazione prima, durante e dopo l’attività sportiva. Pertanto un diabetico che voglia fare attività sportiva, agonistica o amatoriale, programmata o occasionale, deve conoscere molto bene che tipo di risposta glicemica ci si può aspettare dal tipo di attività sportiva scelta e dall’intensità con cui la si praticherà, quali controlli e quali misure terapeutiche o preventive mettere in atto prima, durante, al termine e anche a distanza di una o più ore dal termine dell’attività; deve conoscere gli sport sconsigliati e per quelli consigliati, deve saper riconoscere le situazioni in cui è prudente astenersi dall’attività fisica, disporre di tutto il materiale (e saperlo usare) che può essere utile per evitare l’insorgenza delle possibili complicanze metaboliche. E’ evidente che la corretta attuazione di queste misure richiede l’erogazione ai pazienti e ai loro familiari di percorsi formativi particolarmente avanzati nell’ottica di consentire anche ai pazienti più piccoli di integrarsi con i coetanei a scuola o nel tempo libero in occasione dei giochi o della pratica sportiva; l’alternativa consisterebbe nella esclusione sociale e nella perdita anche dei benefici clinici che derivano dalla pratica sportiva ovvero dall’esposizione al rischio di eventi ipo o iperglicemici che possono addirittura metterne in pericolo la vita qualora lo sport venisse praticato senza le conoscenze necessarie. Ogni ragazzo diabetico seguito dal nostro gruppo di lavoro è sottoposto ad un percorso educazionale finalizzato alla corretta gestione della terapia in rapporto all’attività fisica onde evitare che questo momento possa trasformarsi in una emergenza metabolica; tuttavia abbiamo ritenuto necessario elaborare anche una sorta di vademecum in grado di ricordare al paziente in ogni momento tutte le necessità per praticare in sicurezza la propria attività sportiva programmata o occasionale, agonistica o no. Il manuale è scaricabile dal sito dell’ASP www.aspbasilicata.it

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feb 192015
 

Nei giorni scorsi Antonio Papaleo, Presidente della ALAD–Fand di Basilicata ha incontrato, nell’ordine, il Presidente della Giunta Regionale Marcello Pittella, l’Assessore Regionale alla Salute Flavia Franconi e il Direttore Generale del Dipartimento alla Salute Donato Pafundi; alle succitate Autorità è stato rappresentato lo scenario della condizione diabetologica in Basilicata, ricco di Strumenti e di Legislazione, ma tuttora carente in termini di risposte mirate e soprattutto indirizzate a frenare la crescente epidemia che vede la regione al primo posto di persone con diabete, stante l’elevata percentuale, circa l’8%, del totale della popolazione residente.
Fenomeno diabetico che ha da sempre interpellato le Autorità Istituzionali e Sanitarie e che vede l’Associazione Diabetici di Basilicata attiva, oltre che continuo pungolo, vuoi per prevenire l’espandersi della malattia, presente nelle diverse fasce di età; vuoi per una più mirata ed efficace assistenza e cura della malattia stessa, al fine di rendere il soggetto che ne risultasse affetto sempre più consapevole dei rischi costantemente in agguato, quali sono appunto le terrificanti complicanze. Da qui l’urgenza, rappresentata dall’Associazione, di procedere senza ulteriori indugi ad implementare il Piano Nazionale Diabete, recepito dalla Regione da oltre un anno, oltre che applicare la Legge Regionale 9/2010, assolutamente inattiva a partire dalla funzionalità della speciale Commissione Regionale Diabete.
Si è convenuto di procedere, già dai prossimi giorni, a ricomporre la Commissione per renderla operativa, anche per riprendere il confronto fra tutte le Componenti più direttamente interessate, oltre che per riflettere circa la razionalizzazione della spesa farmaceutica sottesa all’uso dei presidi sanitari e degli stessi farmaci, in modo da evitare inutili e dispendiosi sprechi, in uno con l’avvio della importante fase della Educazione Terapeutica, ottenibile se si riuscirà a realizzare la Rete Diabetologica Territoriale, attraverso un migliore rapporto Ospedale-Territorio e con l’insediamento dei cosiddetti Team dedicati.
L’occasione, infine, è stata utile per riflettere circa l’altro fenomeno in crescendo rappresentato dalla obesità, vero e principale veicolo per approdare alla malattia diabetica; da qui l’importanza di campagne di prevenzione mirate, a partire dal Sistema Scolastico, ma anche riprendendo gli obiettivi che erano stati individuati attraverso l’istituzione dell’Osservatorio Regionale sul Diabete (primo a livello regionale), raccordandolo possibilmente a quanto potrà essere pensato e avviato dal recente insediamento della Fondazione per la Ricerca nel socio-sanitario.

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nov 202014
 

All’insegna del tema “ Sana Alimentazione e Diabete”, si è svolta la seconda parte della Giornata Mondiale del Diabete, impegnando l’intero pomeriggio del 15 Novembre 2014 , presso la Sala Pasolini di Lagopesole, Rappresentanti delle Istituzioni, Medici e Responsabili dell’Associazione ALAD-Fand, culminata con la premiazione delle prime tre ricette classificatesi nel concorso indetto per l’occasione “ Invia la Tua Ricetta “, con la regia del Coordinatore della Giornata Mondiale per la Basificata Gianfranco Palese.
La premiazione è stata anticipata da un fitto e proficuo dibattito, introdotto dai saluti del Sindaco di Avigliano Vito Summa e con la relazione introduttiva del Presidente dell’ALAD-Fand Antonio Papaleo, a cui hanno fatto seguito le dotte relazioni del Diabetologo dell’ASP Giuseppe Citro, del Segretario Regionale FIMG Antonio Santangelo, del Segretario Regionale SIMG Antonio Coviello, del Pediatra di Libera Scelta Giuseppe Iannuzzi e della Dietista dell’ASP Vita Salvatore.
A tutti ha replicato l’Assessore Regionale alla Salute Flavia Franconi che ha insistito sulla necessità di attivare percorsi informativi ed educativi al fine di prevenire l’insorgenza del diabete, semmai con iniziative del tipo Pubblicità Progresso, oppure del tipo Guadagnare Salute; inoltre, si è impegnata a rilanciare l’attività della Speciale Commissione Regionale sul Diabete, anche per avviare l’implementazione della Legge Regionale 9/2010 al fine di realizzare la Rete Diabetologica, attraverso cui riuscire di più e meglio a rendere praticabile il Piano Nazionale Diabete, al fine di incentivare la cosiddetta Educazione Terapeutica, in uno con una più efficace Integrazione fra Medici Specialisti e Medici di Medicina Generale, sempre nella logica di razionalizzare il sistema assistenziale, in funzione dell’abbattimento della spesa sanitaria, ottenibile con una mirata appropriatezza nella cura, capace di limitare le pericolose ed onerose complicanze.
L’evento si è concluso con la consegna delle targhe ai vincitori nelle persone di:
Primo premio: Lisi Leonardo, con la ricetta “Ceci, scarole e funghi”.
Secondo premio: Cicchetti Gerardo, con la ricetta “Melanzane rosse e cavatelli”.
Terzo premio: Margiotta Ivan, con la ricetta “Spinaci marinati in crosta”.
Si procederà, inoltre, a raccogliere le stesse ricette in un fascicolo apposito che, stampato in più copie, verrà divulgato a breve.

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nov 102014
 

A cura della Fand e dell’Associazione Nazionale Italiana Diabetici “Tre Valli”, il 9 novembre 2014, presso la sala consiliare di Lagonegro si è svolta uan conferenza sul diabete. La partecipazione è stata molto numerosa. Alla conferenza organizzata dai presidente Silvano e Tonino Papaleo, hanno partecipato
i dottori Domenico Sangineti, Enzo Caruso, Gabriele Elefante, Rinaldo Lauletta; a rappresentare l’Asp vi erano i dottori Massimo De Fino e Giuseppe Cugno. Il dibattito si è arricchito della presenza del Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo e dell’Europarlamentare Gianni Pittella.

Prima parte

Seconda parte

set 042014
 

“La gestione della terapia in corso di attività fisica” è il tema del corso teorico pratico per ragazzi con diabete giovanile che si terrà il 6 settembre 2014 dalle ore 8,30 presso il Centro Icaro in Località Pantano di Pignola (PZ). Il corso organizzato dal Gruppo di Lavoro ASP per le patologie endocrinometaboliche dell’età evolutiva, il cui Responsabile scientifico è il dott. Giuseppe Citro, con il contributo organizzativo dell’Associazione ALAD-FAND (PZ), dedica ogni anno una giornata ai bambini o adolescenti affetti da diabete mellito seguiti presso l’ASP, e ai loro genitori, per approfondire tematiche specifiche relative alla terapia della loro patologia. Presso il Centro di Diabetologia della ASP al Poliambulatorio Madre Teresa vengono seguiti circa 50 bambini/ragazzi in età evolutiva per i quali il percorso diagnostico terapeutico assistenziale prevede anche dei momenti educativi che riguardano la corretta gestione della terapia in corso di attività fisica; questo ha fatto si che un piccolo paziente (Giammarco Isoldi) in terapia insulinica con microinfusore partecipasse ad una selezione nazionale di un Torneo di calcio Europeo per giovani diabetici (Medtronic Diabetes Junior Cup). Infatti il tema di quest’anno sarà rappresentato dalla gestione della terapia in rapporto all’esigenze dell’attività fisica, programmata o non programmata. Pertanto nella giornata di terapia educazionale di gruppo di quest’anno, si terrà un vero e proprio corso di formazione per implementare la corretta pratica sportiva. I partecipanti saranno circa 40 pazienti (di età compresa tra 4 e 18 anni) e, per i più piccoli, anche i loro genitori, suddivisi in piccoli gruppi affidati ad un diabetico tutor esperto. Dopo una parte teorica tenuta nella mattinata dai medici della ASP dr. Armando Zampino, Rosa Sinisi, Maria Natale e Rossella Primola dovranno nel pomeriggio mettere in pratica quanto appreso impegnandosi in una serie di attività fisiche da loro stessi scelti in precedenza e che vanno dal calcetto, al nuoto, alla pallavolo, al ballo di gruppo, al pattinaggio dimostrando la capacità di gestire la terapia farmacologica e l’alimentazione in rapporto all’attività sportiva scelta evitando l’insorgenza di crisi ipo o iperglicemiche. I piccoli pazienti saranno supportati dal punto di vista dietistico dalle dietiste ASP Vita Salvatore e Maria Teresa Locoro e dal punto di vista infermieristico dagli IP Rocco Grano e Maria Giaculli. Durante la mattinata interverranno il Direttore Generale dell’ASP dott. Mario Marra, il Direttore Sanitario dott. Giuseppe Cugno, il Presidente ALAD-FAND, dott. Antonio Papaleo, il Direttore RiPed Basilicata dott. Michele Salata, l’Assessore regionale alle Politiche della Persona Prof.ssa Flavia Franconi, il Presidente della Giunta regionale dott. Marcello Pittella. Il programma è scaricabile dal sito dell’ASP www.aspbasilicata.it.

Diabete e Sport
del Dott. Giuseppe Citro*
I diabetici che praticano attività sportive sono sempre più numerosi, raggiungendo in qualche caso elevati risultati con performance che nulla hanno da invidiare ai loro coetanei non diabetici.
Accanto alle motivazioni di ordine fisico vi è anche una motivazione psicologica che induce i giovani insulino-dipendenti ad impegnarsi nello sport; esso, infatti, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, riduce i livelli di ansia e di depressione, accresce la fiducia in sé stessi e la sensazione di poter gestire la malattia. Tuttavia non è assolutamente semplice gestire la terapia durante la pratica sportiva, poichè nel corso di essa possono verificarsi episodi di ipo o iperglicemia anche gravi, tali da configurare delle vere emergenze cliniche; tali evenienze dipendono da una serie numerosa di fattori che il paziente (e i suoi genitori se si tratta di un bimbo) devono conoscere e saper gestire: il tipo di attività sportiva praticata (aerobica, anaerobica o mista), il livello di intensità dell’attività stessa (leggera, moderata o molto intensa), l’eventuale componente agonistica, il livello glicemico pre esercizio fisico, l’eventuale presenza di corpi chetonici nelle urine, la quantità di insulina iniettata, la supplementazione di carboidrati durante l’attività, la necessità di idratazione prima, durante e dopo l’attività sportiva. Pertanto un diabetico che voglia fare attività sportiva, agonistica o amatoriale, programmata o occasionale, deve conoscere molto bene che tipo di risposta glicemica ci si può aspettare dal tipo di attività sportiva scelta e dall’intensità con cui la si praticherà, quali controlli e quali misure terapeutiche o preventive mettere in atto prima, durante, al termine e anche a distanza di 1 o più ore dal termine dell’attività; deve conoscere gli sport sconsigliati e per quelli consigliati, deve saper riconoscere le situazioni in cui è prudente astenersi dall’attività fisica, disporre di tutto il materiale (e saperlo usare) che può essere utile per evitare l’insorgenza delle possibili complicanze metaboliche. E’ evidente che la corretta attuazione di queste misure richiede l’erogazione ai pazienti e ai loro familiari di percorsi formativi particolarmente avanzati nell’ottica di consentire anche ai pazienti più piccoli di integrarsi con i coetanei a scuola o nel tempo libero in occasione dei giochi o della pratica sportiva; l’alternativa consisterebbe nella esclusione sociale e nella perdita anche dei benefici clinici che derivano dalla pratica sportiva ovvero dall’esposizione al rischio di eventi ipo o iperglicemici che possono addirittura metterne in pericolo la vita qualora lo sport venisse praticato senza le conoscenze necessarie
*Direttore U.O. Endocrinologia e Diabetologia Poliambulatorio ASP Madre Teresa di Calcutta, responsabile scientifico Gruppo di lavoro ASP per le patologie endocrinometaboliche dell’età evolutiva.

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ago 112014
 

Nell’area incantata di Piano Malerba inserita nel bosco di Canicella di Lauria, il 9 agosto 2014 si è svolta la quinta edizione della passeggiata della salute organizzata dall’Avis locale capitanata da Antonio Battafarano. Alla fine dell’iniziativa, prima del pranzo conviviale, è stata celebrata una messa dal viceparroco don Paolo Torino e si è svolta una conferenza sul diabete alla presenza di ilustri ospiti.

giu 042014
 

Sempre più spesso nelle società occidentali si tende ad associare l’idea di bellezza a quella di magrezza alimentando così stereotipi e mode sbagliate che conquistano giovani e giovanissimi. Ecco allora che il cibo diventa un’autentica ossessione e il rapporto conflittuale con esso l’anticamera di disturbi e disordini alimentari. E’ stato proprio questo l’argomento del quale si è discusso durante il convegno “La salute nell’età evolutiva: dalla prevenzione delle malattie metaboliche alla diagnosi precoce dei disturbi del comportamento alimentare” (Service del Distretto Lions 108YA) ospitato nell’aula magna dell’Istituto “G. Gasparrini” di Melfi. Dopo i saluti degli organizzatori, Filomena D’Amelio e Rosa Masi, presidenti rispettivamente delle sezioni cittadine della Fidapa e del Lions Club, e del dirigente scolastico dell’IIS “Gasparrini”, Michele Masciale, sono stati i ragazzi a prendere la parola sorprendendo per l’incisività e la meticolosità con cui hanno approfondito una tematica che li coinvolge in prima persona. Riproponendo il format del famoso tg “Medicina 33”, hanno ripercorso le fasi più salienti dell’evoluzione dell’alimentazione: dalla preistoria all’epoca preindustriale, dal boom degli anni ‘60 con l’introduzione dei prodotti industriali sino all’affermazione dei nuovi modelli alimentari, per poi focalizzare l’attenzione sulla società contemporanea caratterizzata da eccessi alimentari e dall’incremento di alcune malattie come diabete, tumori e ipercolesterolemia. L’aspetto più strettamente psicologo e sociale è stato invece approfondito con il contributo della psicologa Giusy Cappa che, dopo aver fornito stime significative su quella che ormai rappresenta una vera e propria piaga sociale, si è soffermata su alcuni dei principali disturbi alimentari. “Tra le patologie più conosciute – ha commentato la dottoressa Cappa – ci sono l’anoressia e la bulimia, entrambe caratterizzate dal rapporto ossessivo con il cibo con conseguenze devastanti sulla salute e nei rapporti interpersonali”. “Ma – ha aggiunto la dottoressa – il fenomeno che preoccupa maggiormente è la dilagante diffusione della drunkorexia, ossia una via di mezzo tra anoressia e l’ubriachezza. Nel nostro Paese se ne stimano 300.000 casi all’anno nella fascia d’età tra i 14 e i 17 anni”.
Strettamente correlato ad un errato stile di vita il diabete e il primato, tutt’altro che invidiabile, della nostra Regione dove si stima la maggiore percentuale di persone affette da questa malattia, silente ma dalle conseguenze nefaste. “Il diabete – ha spiegato l’endocrinologo Armando Zampino – è caratterizzato da un’iperglicemia, ovvero da un eccesso di glucosio nel sangue e tra sintomi più evidenti c’è la poliuria, ovvero la necessità di urinare continuamente e di conseguenza il bisogno di bere molto”. In futuro si prospetta una vera e propria epidemia che non risparmierà la nostra Italia, e allora come prevenirla? “L’adolescenza – ha risposto il dott. Zampino – è un periodo critico in cui si stabilisce il potenziale di obesità di un individuo, per cui è importante incoraggiare i nostri ragazzi a nutrirsi in maniera corretta e a praticare un’adeguata attività fisica”. Dal tavolo dei lavori si è poi passati ai piaceri della tavola. Nel Cortile delle Magnolie infatti, sono state degustate squisite pietanze preparate dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero, dai primi alla frutta, tutte ad equilibrato valore nutrizionale. Un trionfo della dieta mediterranea e una delizia per il palato, senza troppi sensi di colpa.

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