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Nov 242017
 

Con la circolare n. 172 del 22.11.2017, l’Istituto ha fornito le prime istruzioni amministrative relative al Reddito di Inclusione.
La nuova misura di contrasto alla povertà, introdotta dal decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017, potrà essere richiesta dal 1° dicembre 2017 e verrà erogata a partire dal 1° gennaio 2018.
Il Reddito di Inclusione ha la finalità di fornire, ai nuclei familiari in situazione di difficoltà socio – economica, un beneficio economico ( erogato per il tramite di una carta prepagata emessa da Poste Italiane S.p.A.) e una presa in carico di tipo socio assistenziale, da parte dei servizi sociali comunali.
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente in formato cartaceo presso i comuni, eventualmente associati in ambiti, i quali provvederanno a trasmetterla all’Istituto attraverso i canali web (sito internet www.inps.it e upload) e di cooperazione applicativa.
Il nucleo richiedente dovrà soddisfare specifici requisiti di residenza e anagrafici, economici, di composizione del nucleo familiare e di compatibilità, specificamente dettagliati nella circolare e nel modello di domanda.
Il beneficio economico, riconosciuto dall’Istituto, sarà erogato per un massimo di 18 mesi, dai quali saranno sottratte le eventuali mensilità di SIA percepite. Coloro che alla data del 1° dicembre 2017 stanno ancora percependo il SIA potranno presentare immediatamente domanda di ReI o decidere di presentarla al termine della percezione del SIA, senza che dalla scelta derivi alcun pregiudizio di carattere economico.

L’ammontare dell’importo è correlato al numero dei componenti il nucleo familiare, e tiene conto di eventuali trattamenti assistenziale e redditi in capo al nucleo stesso. In ogni caso, l’importo complessivo annuo non può superare quello dell’assegno sociale.
Si ricorda che, al fine della valida presentazione della domanda, occorre essere in possesso di una attestazione ISEE in corso di validità. Il nucleo beneficiario deve essere in possesso di una attestazione ISEE valida per tutta la durata del beneficio.
Dopo il provvedimento di accoglimento della domanda da parte dell’Istituto, il comune territorialmente competente provvede a contattare il nucleo familiare, ai fini della predisposizione e sottoscrizione del progetto personalizzato, il cui rispetto è condizione per la percezione del beneficio economico.

inps

Set 202016
 

“Perché Braia non rendiconta? Braia ha rendicontato nei tempi e nei modi previsti ed è tutto sul sito, da maggio 2015, data del mio insediamento, esattamente al suo posto.”
“Esclusivamente per evitare che si alimentino inutili strumentalizzazioni fondate su inesattezze che non aiutano la politica a recuperare credibilità, ho appena verificato personalmente – comunica l’assessore alle Politiche agricole e forestali Luca Braia – navigando sul sito web della Regione Basilicata la presunta inadempienza riguardante la mancata pubblicazione dei dati che mi riguardano, in quanto soggetto tenuto a pubblicare gli stessi, a seguito dell’interrogazione del Consigliere Leggieri e del comunicato stampa diffuso nel pomeriggio, che ringrazio per aver sottoposto all’attenzione del Presidente Pittella e mio il tema importante del rispetto del Decreto Legislativo 33/2013 relativo alla trasparenza dei siti web delle pubbliche amministrazioni e, nello specifico del portale istituzionale regionale.

Seguendo il percorso sul sito, che lo stesso consigliere afferma di aver consultato, partendo dalla sezione “Amministrazione Trasparente”, cliccando su “Organi di indirizzo politico-amministrativo” e, in corrispondenza del mio profilo di assessore regolarmente presente, sul link “Obblighi di pubblicazione ex art. 14 comma 1 del D.Lgs. n° 33/2013” si aprono le pagine relative alla X Legislatura dal titolo “Organi di indirizzo politico-amministrativo”.

Ovviamente, non sono elencato nella annualità 2014, avendo ricevuto mandato di assessore alle Politiche agricole e forestali solo nel maggio del 2015.

Per l’anno 2015, infatti, tutti i documenti citati dal Consigliere Leggieri come mancanti, – conclude l’assessore Luca Braia – sono esattamente presenti e consultabili da tutti i cittadini seguendo tale percorso, forse non immediato, ma sicuramente non nascosto né ai motori di ricerca né ai navigatori della rete, nel rispetto del decreto Trasparenza a cui si fa riferimento.”

luca braia

Set 132016
 

Il Programma Trapianto di cellule staminali emopoietiche dell’U.O.C. di Ematologia dell’Istituto di ricerca lucano ha ottenuto la certificazione nazionale.
Rionero in Vulture 13/09/2016 – Un nuovo traguardo quello raggiunto dall’Irccs Crob. Il Programma di Trapianto Autologo di cellule staminali emopoietiche dell’Unità operativa Complessa di Ematologia ha ottenuto la certificazione da parte del Centro Nazionale Trapianti/Centro Nazionale Sangue in conformità al decreto legislativo 191 del 2007 e 16 del 2010. A darne comunicazione è lo stesso team di valutazione che nei mesi scorsi ha esaminato il Programma Trapianti dell’Istituto di ricerca lucano. Il centro dell’Irccs Crob è certificato per le attività di: valutazione e selezione del donatore (autologo), raccolta, processazione, conservazione e distribuzione delle cellule staminali emopoietiche da sangue periferico. Le fasi di processazione e conservazione sono svolte in collaborazione con il SIT dell’Ospedale S. Carlo di Potenza.

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche autologo rappresenta, da anni, una terapia di elezione per il trattamento di numerose malattie ematologiche e non, come leucemie, linfomi, mielomi, malattie congenite del metabolismo, immunodeficienze, patologie autoimmuni e alcuni tumori solidi. Si tratta di una terapia salvavita consolidata e di grande successo, le cui indicazioni terapeutiche si sono notevolmente ampliate nel corso degli anni. Le cellule utilizzate nel trapianto sono le staminali emopoietiche progenitrici di tutte le linee cellulari del sangue, il che significa che sono in grado di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Le staminali vanno incontro a un processo di maturazione e differenziamento che dà luogo a cellule sempre più specializzate. Le cellule staminali emopoietiche si trovano principalmente nel midollo osseo, nel sangue periferico e in quello cordonale. Il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche consiste inizialmente nel loro prelievo dal midollo osseo o dal sangue periferico (in questo caso attraverso specifiche procedure di stimolazione e raccolta). Segue, dopo un intenso trattamento chemioterapico mirato a distruggere le cellule maligne, la reinfusione delle cellule staminali raccolte nello stesso paziente, che è quindi al contempo donatore e ricevente, con lo scopo di ripopolare il midollo osseo.

La complessità dell’attività trapiantologica, definita e regolata all’interno di un programma terapeutico molto articolato, prevede l’azione coordinata di più strutture e figure professionali che collaborano a stretto contatto e viene svolta all’interno di strutture, come l’Irccs Crob, certificate dalle autorità competenti. Tutto il Programma Trapianti, costituito da un’unità Clinica, da un’unità di Processazione e da una di Raccolta, deve rispondere a determinati requisiti tecnico-organizzativi e di qualità, al fine di garantire la massima sicurezza al paziente.

Ad oggi sono stati eseguiti presso l’Ematologia dell’Irccs Crob di Rionero in Vulture 209 trapianti di cellule staminali emopoietiche.

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Nov 272015
 

Il 26 novembre 2015 si è riunito il Cosiglio Comunale di Lauria. Ecco l’Ordine del giorno:
1)Ratifica deliberazione Giunta Comunale n.104 del 12.10.2015 avente ad oggetto “Variazione al Bilancio di previsione esercizio finanziario 2015/2017;
2)Ratifica deliberazione Giunta Comunale n.112 del 26.10.2015 avente ad oggetto: Approvazione autonomo piani finanziari: “Realizzazione nuovo impianto di depurazione percolato alla località Carpineto; “Realizzazione loculi cimiteriali del rione Inferiore”. Variazione al Piano Triennale 2015/2017 ed elenco annuale 2015. Variazione al Bilancio 2015/2017;
3) Assestamento generale del bilancio di previsone 2015/2017 ai sensi dell’ar. 175, c.8 del Decreto legislativo 18.8.2000 n. 267.

Set 142015
 

Al piano della Regione si aggiunge la mobilitazione delle parrocchie e la disponibilità delle famiglie pronte ad ospitare. Ora occorre sbloccare il decreto legislativo che innova e velocizza il riconoscimento delle protezioni internazionali.

“Nell’incontro svoltosi a Sant’Arcangelo, in clima di fraternità ed emozione, il Nobel Betty Williams e l’attrice Sharon Stone hanno salutato i rifugiati, ospitati dalla Città della pace, dicendo ‘vi vogliamo, vi amiamo tutti, nessuno riuscirà a invertire la linea dell’accoglienza e dell’integrazione’. Si tratta di parole significative e importanti – commenta Pietro Simonetti (organo di coordinamento politiche migranti della Regione Basilicata) – che sostengono il piano voluto dal presidente della Giunta regionale che si aggiunge alla mobilitazione delle 262 parrocchie della chiesa lucana. I circa 1600 profughi migranti presenti in Basilicata e quelli che arriveranno stanno ricevendo sostegno anche da parte di tantissime famiglie lucane pronte ad ospitare. Dopo la imminente firma della intesa e del protocollo per il lavoro utile e la formazione, occorre sbloccare in sede parlamentare il decreto legislativo che innova e velocizza il riconoscimento delle protezioni internazionali, uno degli strumenti per dare risposte ai migranti in attesa da tempo dei documenti necessari per il loro nuovo percorso di vita”.

foto archivio emergenza migranti 2

Set 302014
 

Si è svolto il consiglio comunale a Lauria il 29 settembre 2014 alle ore 17.30. Ecco l’ordine del giorno:

1)APPROVAZIONE VERBALE DEGLI INTERVENTI RELATIVI ALLE PROPOSTE ISCRITTE AI PUNTI 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 DELL’O.D.G. DELLA SEDUTA CONSILIARE DEL 28 LUGLIO 2014.

2)INTEGRAZIONE ALLA DELIBERAZIONE CONSILIARE N. 52 DEL 9.6.2014 RELATIVA A: “ATTRIBUZIONE AL COMUNE DI LAURIA A TITOLO NON ONEROSO DEI BENI DI PROPRIETA’ STATALE AI SENSI DELL’ART. 56 BIS DEL D.L. 21.6.2013 N. 69 E SUCCESSIVE APPROVAZIONI.

3)ART. 193 DEL DECRETO LEGISLATIVO 18.8.2000, N. 267. RICOGNIZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI ED ESAME DELLE CONDIZIONE PER IL PERMANERE DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO PER L’ANNO FINANZIARIO 2014. PROVVEDIMENTI.

Giu 042014
 

Dal 2011 ad oggi, le Province sono state oggetto di un massiccio piano di tagli lineari che ha inciso profondamente sulla stabilità dei loro bilanci e sulla gestione delle funzioni e di importanti servizi pubblici attestati alla loro competenza. Oggi, come se non bastasse, le Province stanno per subire un’ulteriore riduzione delle entrate, con effetti letali sulla capacità di sopravvivenza istituzionale.
Di fronte a questa eventualità non si può restare silenti.
È necessaria, e non più rinviabile, ogni iniziativa utile a scongiurare i disastrosi effetti che potrebbe avere sul bilancio della nostra Provincia la conversione del Decreto Legge 66/2014, nella parte in cui prevede un ulteriore contributo alla riduzione della spesa pubblica a carico delle Province, attraverso “risparmi” del 10% da effettuarsi sulle spese correnti riferite ai cosiddetti consumi intermedi.
Per la Provincia di Potenza, la media delle spese correnti riferite ai codici Siope (Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici) degli ultimi tre anni è pari a 60 Meuro ed il contributo del 10% previsto dal Decreto assommerebbe quindi a 6 Meuro. Una riduzione di risorse che, aggiunta ai reiterati ed iniqui tagli già operati nel triennio 2011-2013, in applicazione dei decreti legge 78/2010, 201/2011 “Salva Italia”, 95/2012 “Spending review”, 151/2013, che hanno determinato una contrazione dei trasferimenti statali per oltre 61 milioni di euro, rappresenterebbe il definitivo collasso per la gestione di strade e scuole, innanzitutto, con inimmaginabili ripercussioni negative sull’intero territorio provinciale.
Il Decreto, per di più, inserisce nella base di calcolo delle spese da “tagliare” anche costi incomprimibili, quali quelli riguardanti servizi pubblici assicurati con risorse statali e regionali, come ad esempio il trasporto pubblico locale, e i servizi che, come la formazione professionale o la forestazione, da qui a poco, passeranno ad altra gestione, per effetto delle modifiche funzionali introdotte dalla riforma Delrio.
Oltre il danno, dunque, la beffa, considerato che la mancata esclusione di tutte le spese derivanti da deleghe regionali (che per la Provincia di Potenza sono ben 45 Meuro sui 60 Meuro di spese correnti) fa aumentare a dismisura l’entità del taglio subito da un ente che non può più, in alcun modo, compartecipare alla riduzione della spesa pubblica.
Tutto questo assume un carattere ancora più allarmante se si considera che la Provincia di Potenza, insieme ad altre 4 province italiane, per far fronte agli imponenti tagli del triennio precedente, ha approvato nel 2013 un piano di riequilibrio finanziario, non replicabile, ai sensi degli artt. 243bis e successivi del Decreto legislativo 267/2000, validato dalla Corte dei Conti e dal Ministero degli Interni. In tale quadro il contributo previsto dal DL 66/2014 provocherebbe un inevitabile tracollo del bilancio provinciale, conducendo l’Ente al dissesto.
Per scongiurare tale pericolo, purtroppo sempre più concreto, e i conseguenti, gravissimi, contraccolpi sulla gestione delle principali funzioni (scuole, strade e trasporto pubblico) attestate alla competenza della Provincia, chiedo agli esponenti del Governo e ai parlamentari lucani l’immediata apertura di una interlocuzione con i Ministeri dell’Economia e degli Affari regionali, utile ad evitare il dissesto dell’ente che, già con grossissima difficoltà, sta provando a traghettare verso una nuova e complessa prospettiva istituzionale la vicenda del personale dipendente e le aspettative riguardanti servizi essenziali per la vita quotidiana di cittadini e imprese.

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Mar 142014
 

Ecco quanto ha dichiarato in una nota il sindaco di Chiaromonte Tonino Vozzi: “Il Decreto Legislativo n. 14, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 48, sono state approvate le linee operative per la riorganizzazione della geografia giudiziaria italiana.
Nell’ambito di tale riorganizzazione sono stati “salvati” i presidi giudiziari dei Giudici di Pace operanti in quei comuni che avevano presentato istanza di mantenimento, nei modi e nei tempi previsti.
Grazie alle procedure amministrative avviate da questa Amministrazione Comunale anche il Giudice di Pace di Chiaromonte continuerà ad essere operativo.

Siamo convinti che una pur giusta e doverosa razionalizzazione della spesa pubblica, non può essere condotta con il solo parametro dei “numeri” ossia poca popolazione=nessun servizio, senza tenere in considerazione le condizioni geografiche, economiche e sociali di un’area.

Per questo motivo questo comune, che da anni mette a disposizione gratuitamente i locali e si fa carico delle spese ordinarie (luce, gas, telefono) e straordinarie (manutenzione e altro) necessarie per il funzionamento dell’Ufficio, adesso con uno sforzo ulteriore, metterà a disposizione anche le risorse umane necessarie.

Si tratta di un impegno che questo Ente ha sostenuto e continuerà a sostenere da solo, benché l’Ufficio serva 17 comuni di quest’area, nella consapevolezza che la riduzione dei servizi significa sempre disagio per i cittadini e un impoverimento del territorio.

La scelta del Comune di Chiaromonte di mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace è un segnale di vicinanza alle popolazioni di questa area che hanno già pagato e continuano a pagare il prezzo di un depauperamento di servizi essenziali e di un conseguente calo della qualità della vita.

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Feb 132014
 

È arrivato l’ok della Corte del Conti al piano di riequilibrio finanziario della Provincia di Potenza.
Con nota dello scorso 6 febbraio la sezione regionale della Corte dei Conti ha infatti trasmesso la deliberazione n. 5/2014 relativa all’approvazione del piano provinciale di riequilibrio finanziario pluriennale. Il piano è stato attivato dalla Provincia di Potenza ai sensi degli artt. 243bis e successivi del decreto legislativo 267/2000 – Testo unico degli enti locali, a causa degli imponenti ed iniqui tagli subiti dall’Ente negli ultimi anni.
Tagli, pari al doppio della media nazionale, che hanno colpito la Provincia di Potenza in modo sproporzionato, collocandola tra le province più penalizzate d’Italia.
Adottando la procedura di riequilibrio pluriennale, prevista per gli enti per i quali sussistano squilibri strutturali di bilancio, la Provincia di Potenza non ha avuto alcuna remora nel sottoporre i propri conti al giudizio della magistratura contabile, al fine di arginare il rischio di default e mettere in sicurezza l’Ente e i suoi dipendenti.

Provincia-di-Potenza