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ott 202015
 

A Viggiano il ciclocross è tornato a far parlare di sé con il Trofeo dei Tre Mari disputato nella cittadina della Val d’Agri: un altro buon test per i migliori esponenti del cross del Sud Italia in vista del primo vero appuntamento di inizio stagione con l’avvio del Giro d’Italia Ciclocross a Fiuggi domenica 25 ottobre.

La gara lucana si è svolta su un circuito prevalentemente su prato e 300 metri di asfalto per una lunghezza totale di circa 2500 metri, in località Case Rosse presso l’Hotel Kiris, che è diventato la sede naturale di tante manifestazioni fuoristrada ed anche quelle a carattere giovanile under 12 per il Team Bykers Viggiano che ha curato in toto l’organizzazione generale della seconda prova del Trofeo dei Tre Mari.

Apertura con i G6 promozionali con Ettore Loconsolo (Ludobike Racing Team) che ha primeggiato tra i maschi lasciando a notevole distanza Fabio Di Stefano (Andria Bike Asd) e Thomas Di Tullio (Mtb Casarano) mentre tra le donne tutto facile per Ilaria Scarpa (Scuola di Ciclismo Tugliese-Salentino) che si è messa alle spalle Adelaide Preziosa (Polisportiva Dilettantistica Gaetano Cavallaro), Melissa Negro (Scuola di Ciclismo Tugliese-Salentino) e Maria Luisa Moretti (Polisportiva Dilettantistica Gaetano Cavallaro).

In una battaglia tutta lucana, il successo nella gara esordienti maschile è andato a Mattia Maria Varalla (Team Bykers Viggiano) su Piergianni Cautela (Loco Bikers) e Paolo Ferramosca (Team Bykers Viggiano) mentre al femminile sul podio sono salite Rossella Vitale (Movicoast Sport e Turismo) e Chiara Mazziotta (Team Bykers Viggiano).

Tra gli allievi la vittoria ha arriso a Danilo Morzillo (GSC Moiano) davanti a Felice Curiale (Movicoast Sport e Turismo) e ad Alessandro Verre (Loco Bikers) mentre tra le donne i primi due posti sono stati occupati nell’ordine dalle allieve Alessia Scarpa (Scuola di Ciclismo Tugliese-Salentino) e Antonietta Fortunato (Loco Bikers).

Assolo nella gara juniores per Roberto Loconsolo (Scuola di Ciclismo Franco Ballerini Bari), alle sue spalle grande bagarre per conquistare la seconda, terza, quarta e quinta posizione con Donatello Viola (Oppido Castrocielo Latinense), Raffaele Lavieri (Loco Bikers), Vincenzo De Rosa (Team Bykers Viggiano) e Giuseppe Mastrototaro (Polisportiva Dilettantistica Gaetano Cavallaro) in quest’ordine sotto il traguardo.

A ridosso degli juniores, partiti per prima nella batteria di 40 minuti, si sono classificati i migliori rappresentanti della fascia amatoriale 2: in evidenza tra gli over 45 Francesco Masullo (Movicoast Sport e Turismo – 1°master 4), più indietro Pasquale Marino (Heraclea Bike-Marino Bici – 1°master 5) e Bruno Riccio (AS Civitas – 1°master over).

Gara femminile open e master nel segno di Sabrina Manco (Scuola di Ciclismo Tugliese-Salentino – 1°master donna) che si è lasciata dietro Alessandra Mastrototaro (Polisportiva Dilettantistica Gaetano Cavallaro – 1°donna open), Eleonora Cristina Valluzzi (Loco Bikers), Ilenia Matilde Fulgido (Asd 010 Bike – 1°donna juniores), Francesca Ferrante (Polisportiva Dilettantistica Gaetano Cavallaro) e Cristina Scarasciullo (Polisportiva Dilettantistica Gaetano Cavallaro).

Bel confronto diretto nella gara open maschile tra Francesco Acquaviva ed Antonio Lavieri con il portacolori della Scuola di Ciclismo Tugliese Salentino che è riuscito a spuntarla per 9 secondi sull’atleta della Loco Bikers mentre Michele Salza (Team Co.Bo Pavoni) ha difeso con esiguo margine il terzo posto fino all’ultimo pur guardandosi da Leonardo Santeramo (Polisportiva Dilettantistica Gaetano Cavallaro) in quarta posizione.

Subito dopo gli open, partiti per prima come da regolamento, sono giunti i migliori rappresentanti della fascia amatoriale 1 (19-44 anni) con Donato Dragone (GSC Baser Dilettantistico) in gran spolvero anche nella sua categoria master 3, mentre Pietro Cardinale (Pedale Arianese), Davide Catalano (Unione Ciclistica Foggia) e Antonio Russo (Mtb Casarano) sono stati rispettivamente leader delle categorie master 1, master 2 ed élite sport.

Alla presenza di Michele Lavieri (presidente della commissione nazionale FCI ciclocross), Carmine Acquasanta (presidente della Federciclismo Basilicata), Giuseppe Nardiello (vice presidente della Federciclismo Basilicata), Giuseppe Lombardi (presidente comitato provinciale FCI Matera), Fabio Nigro e Francesco De Rosa (componenti settore fuoristrada FCI Basilicata), Pietro Amelia (responsabile settore fuoristrada FCI Campania), Vincenzo Sileo e Sabino Piccolo (coordinatori e promotori del Trofeo dei Tre Mari), il successo del Trofeo Ciclocross Città di Viggiano è stato tutto merito della bravura del comitato organizzatore in loco del Team Bykers Viggiano, forte del lavoro sinergico e congiunto tra i comitati regionali di Campania, Basilicata, Puglia e Calabria per la promozione del progetto Trofeo dei tre Mari nonché avvalorato dalle tantissime presenze in ambito giovanile ed agonistico.

Classifiche complete a cura di Francesco Guarini http://www.gscracingtime.it/classifiche.html?id=111967#/assoluta/1

Video della gara di Viggiano a cura di Giulio Carbone https://www.youtube.com/watch?v=4k4toxphe9E

www.federciclismobasilicata.it

Viggiano Cross 2015 Roberto Loconsolo

mag 142014
 

Non staccano il biglietto per la finalissima di Parigi i sei ragazzi potentini ma i loro risultati, alle finali dei Giochi Matematici svoltesi nella prestigiosa sede universitaria Bocconi di Milano, sono molto soddisfacenti.
Andrea Curiale, Arianna Matone, Giuseppe Galgano, Irene Albini, Martina Serandrei (del plesso Bonaventura) e Biagio Genzano (del plesso Torraca) hanno portato in alto il nome della città di Potenza distinguendosi tra gli oltre duemila partecipanti. Basti pensare che Irene e Giuseppe, provenienti dall’istituto Bonaventura, hanno risolto rispettivamente otto e sette quesiti sui dieci proposti.
I Campionati Internazionali dei Giochi Matematici rappresentano oramai un appuntamento fisso per tutti i giovani italiani ed europei che si vogliono sfidare non solo in mere gare matematiche. Predisposizione alla logica ed alla fantasia, voglia di giocare e quell’intuizione che fa capire che un problema apparentemente molto complicato è in realtà più semplice di quello che si poteva prevedere sono gli ingredienti giusti con cui affrontare questa sfida.

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feb 232014
 

Che cos’è l’uomo? Chi siamo noi oggi? Sono queste le domande fondamentali degli spettacoli teatrali di Lucilla Giagnoni e in particolare di ‘’Ecce homo’’ andato in scena Venerdì 21 Febbraio al Cineteatro Adrisani di Montescaglioso.

L’invito è arrivato anche a noi, studenti del Liceo Classico Giustino Fortunato di Pisticci che, anche se in pochi, abbiamo partecipato ascoltando con cuore la rappresentazione.

Ascoltare: verbo sconosciuto a noi, specie umana completamente nuova ancora tutta da esplorare. Sì, perché oggi per noi ascoltare diventa difficile, pochi sono gli argomenti che destano la nostra attenzione. Oggi come oggi siamo immersi, o meglio naufragati in tutti quegli aggeggi tecnologici di cui non possiamo proprio farne a meno (si pensi al telefono cellulare che ormai ha preso il posto del nostro braccio destro). Abbiamo la capacità di trascorrere un’intera giornata incollati ad essi controllando ossessivamente social network e messaggi che sono diventati la nostra agorà virtuale. Come aveva già intuito il filosofo Theodor Adorno, l’uomo si è fatto manipolare dal gigantesco apparato dei mezzi tecnologici diventando passivo, annullandosi come persona, riducendosi ad una massa uniforme, ad un essere generico privo di coscienza individuale, di iniziativa morale autonoma e manipolato a piacere. Ecco cosa siamo diventati: schiavi di un mondo in cui la tecnologia regna sovrana, esseri, o meglio automi tutti uguali senza identità e personalità. Ma ritorniamo alla domanda iniziale: Che cos’è l’uomo? Noi, studenti del classico, dovremmo saperlo bene. La parola uomo deriva dal latino homo, legato a sua volta alla parola humus che vuol dire terra fertile. Noi ragazzi, proprio come la terra fertile dobbiamo essere innaffiati con cura e amore, educati con le giuste parole. Solo così possiamo fondare il nostro futuro, la nostra storia, quella unica, quella firmata con il nostro nome. E chi meglio di un insegnante può educare ad usare la parola non come arma contundente bensì come strumento che ci faccia crescere insieme e ci faccia trovare quella felicità e quella libertà che ormai sembrano solo un miraggio? Felicità infatti, non è solo stare bene, non è solo sazietà ma è crescita, è espansione, è qualità, è quell’intensità di vita, quella pienezza che si compie quando compiamo il nostro cammino di uomini. Essere felici e miti, questa è la strada per l’uomo. Strada di certo non facile in una società, come dice il filosofo Umberto Galimberti, in cui l’identità di ciascuno è data dal proprio ruolo, dal proprio biglietto da visita in cui è scritta la funzione di ognuno. Le fabbriche, gli uffici, gli ospedali e soprattutto le scuole, non hanno in vista le persone con le loro identità, inclinazioni, vocazioni e aspirazioni ma solo le funzioni previste dalla razionalità tecnica. E chi non svolge con efficienza le funzioni previste viene dimesso o ricollocato, subendo così un’esclusione sociale. Partendo dall’Esodo, passando per l’albero della vita della Genesi, attraversando il Paleolitico e l’uomo erectus, fino ad arrivare all’uomo oeconomicus, Lucilla Giagnoni è riuscita a raccontante con un filo educativo e laico tutta la storia, o meglio l’evoluzione della specie umana attirando finalmente la nostra attenzione facendosi ascoltare come pochi putroppo sanno fare. Quello che ho imparato dalle sue preziose parole è che a noi, giovani uomini, non resta far altro che chiedere a chi ha più esperienza di noi, di prenderci per mano e di indicarci la strada verso la saggezza e la libertà. Nel frattempo, in attesa di una giusta guida, di un giusto maestro, non fermiamoci, non perdiamo tempo. Corriamo, esploriamo nuovi mondi, nuove terre, nuove città, nuove idee senza dimenticarci la nostra casa, la nostra terra che pure è molto importante. Scaliamo, arrampichiamoci, e poi tuffiamoci anche se l’acqua è fredda. Tocchiamo, prendiamo, spacchiamo e curiamo, curiamo, si se possiamo curiamo, leniamo le ferite di questo mondo. Siamo profondi, siamo decisi, delicati, ruggiamo, fremiamo di piacere, incantiamo, mordiamo, baciamo, ridiamo, gridiamo, urliamo, parliamo, sì PARLIAMO, raccontiamo anche noi delle storie, la nostra storia! Non abbiamo paura e soprattutto siamo felici. La felicità è sì un istante, ma sarà nostra solo se saremo all’altezza di ogni istante.

Roberta Laviola

Montescaglioso

lug 172013
 

Mai ritorno in Parrocchia da un pellegrinaggio è stato più amaro per don Franco Alagia che ha trovato un comitato per la festa di San Giacomo in rotta di collisione con alcune decisoni della curia vescovile e con tutta una serie di illazioni sul proprio conto.
Don Franco è apparso molto ferito dalle voci legate all’uso delle offerte che, secondo qualcuno, sarebbero utilizzate “per comprare appartameni ai parenti”. Don Franco ha difeso la propria onorabilità, ma soprattutto quella della Chiesa, della curia e del vescovo tirati anch’essi in ballo in occasione dei festeggiamenti civili mancati in onore di San Giacomo. Don Franco con chiarezza ha evidenziato di sapere i nomi e i cognomi di chi diffama, persone “che si vengono a battere il petto vicino all’altare, si fanno la comunione e parlano con estasi di san Giacomo”.
Parole durissime che sconvogolono una comunità abituata alla dolcezza di un sacerdote che andrebbe preservato da simili dicerie. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo del vescovo per una chiarificazione.
Dopo il discorso a braccio di ieri di don Franco, anche la festa di san Giacomo passa in secondo piano. Si è rotto qualcosa nella parrocchia. E’ davvero molto grave quanto accaduto. Il 24 luglio o il 25 a sera non sarebbe sbagliato una veglia notturna riparatrice e riconciliatrice perchè davvero è stato superato ogni limite. Don Franco merita rispetto, in alcuni casi il lasciar fare dettatto dalla bontà d’animo ha generato eccessive libertà. Tutti i parrocchiani, soprattutto quelli più esposti dovrebbero fare un passo indietro, proprio per il bene della chiesa e di don Franco.
I parroci da sempre sono chiacchierati, la loro delicata missione li sovraespone tutti i giorni ad ogni genere di chiacchiericcio. Ma a Lauria, dal “fisiologico” si sta passando con disinvoltura al “patologico”. Don Franco è un bene prezioso per Lauria: pensiamo alla sua cultura, alla sua mitezza, al suo impegno in favore del beato Lentini. Non sarà facile voltare pagina dopo quanto accaduto. Il suo discorso riporta alla mente altri passaggi poco onorevoli della parrocchia, uno per tutti: i famigerati lampadari della chiesa di San Giacomo; poco più che del ferro vecchio ma che vennero usati come un vero e proprio randello nei confronti di don Gaetano Giordano accusato di esserseli venduti.

donfrancoalagia

lug 162013
 

La “non” festa civile di San Giacomo sta infiammando Lauria. Dopo un incontro tra i comitati festa e una rappresentanza della curia e della parrocchia, si sono susseguiti una serie incredibile di equivoci e di sospetti che hanno portato ad una situazione paradossale. Da una festa civile che doveva essere più sobria,in linea con il momento economico difficile, siamo passati alla desertificazione di una tradizione secolare nel cuore dei laurioti.
Don Franco Alagia è furioso (il caso ha voluto che fosse assente in questi ultimi giorni per via di un importante pellegrinaggio internazionale) soprattutto per le tante illazioni che hanno accompagnato questi momenti di vigilia della festa più importate dell’anno per il rione inferiore di Lauria.
Il comitato, da 20 anni impegnato nella festa civile, ritiene di essere stato frenato nell’allestimento della ricorrenza che è anche un momento laico. La chiesa invece evidenzia che al comitato si chiedeva solamente una maggiore parsimonia nell’utilizzare i fondi dei parrocchiani oltre al rispetto di alcune regole tecniche e burocratiche che mettevano al riparo la festa da ogni illazione. E’ trapelata, nel corso della famigerata riunione, la volontà e la necessità di istituire un conto corrente unico dove far confluire le offerte dei parrocchiani; è emersa anche nella discussione il “no” ai fuochi d’artificio e a cantanti troppi costosi. Ovviamente questi “niet” hanno fatto inviperire una parte delle camice rosse che ovviamente ora aspettano al varco altre feste a Lauria e nella Diocesi. Sotto i riflettori saranno i fuochi che a questo punto dovranno essere aboliti in ogni dove diocesano….in pratica: se la regola vale per San Giacomo, deve valere per tutti, da Maratea a Policoro.
Si racconta, in occaisone dell’incontro tra la chiesa e i comitati molto teso, forse con qualche parola e soprattutto qualche atteggiamento sbagliato.
La vicenda è assai ingarbugliata ed ha un inizio temporale preciso: fine luglio 2012. Alcune scelte ed alcune iniziative crearono malcontenti e contrasti, tanti altri invece apprezzarono.
Ora però si dovrebbe cercare di raccogliere i cocci di una discussione aspra e ripartire da un concetto fondamentale: l’iniziativa ha certamente una valenza civile ma è totalmente legata alla devozione del santo. Dunque, questo sentimento dovrebbe spingere tutti ad una reciproca comprensione. Ancora ci sono i tempi per superare il difficile momento.
Al momento però la situazione è che vi sarà solo la banda musicale oltre i riti religiosi. Per il 24 e per il 25 non sono previsti festeggiamenti civili. Insomma, dalle 21 in poi vi sarà il nulla.

Ultimo aggiornamento 17 luglio ore 07.20

processione san giacomo

feb 232013
 

Raul e Monica sono una coppia di cubani giunti in questi giorni a Lauria in occasione della festa del Lentini. Monica ha avuto la possibilità di visitare i luighi natii della nonna che partì agli inizi del ’900 proprio da Lauria per l’America. I due giovani lavorano presso la curia della capitale cubana a stretto contatto con il cardinale  Jaime Ortega, arcivescovo dell’Avana.

ott 022012
 

“La Chiesa Madre ha un nuovo Parroco: lo ha nominato in data odierna il Vescovo della diocesi di Tursi Lagonegro, mons. Francesco Nolè nella persona di Don Antonio Mauri, finora Amministratore della stessa e Parroco di S. Francesco di Assisi in Policoro – Lido”.

E’ quanto fa sapere l’ufficio comunicazioni della parrocchia.

Nato a Valsinni (Mt) il 18-05-52, ha compiuto gli studi elementari nel paese natio, la media e il ginnasio nel Seminario di Potenza, il liceo classico in quello di Salerno e gli studi teologici presso la Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale di Napoli, gestita dai padri Gesuiti. Viene ordinato diacono da sua Eccellenza mons. Vincenzo Franco, l’11 aprile 1976 e sacerdote il 2 ottobre dello stesso anno. Ha svolto il suo Ministero sacerdotale nel Seminario di Potenza, come Padre Spirituale, nella parrocchia San Giacomo di Lauria, nel Centro Diocesi a Tursi in qualità di Prevosto della parrocchia Santa Maria Maggiore, Segretario del Vescovo e Cancelliere della Curia. Nel 1981, diventa Canonico teologo della cattedrale. Ha svolto e continua a svolgere importanti servizi presso la Curia di Tursi (cerimoniere del vescovo, direttore dell’ufficio liturgico, direttore dell’ufficio catechistico, Segretario dell’Istituto di Scienze Religiose, più volte membro del consiglio pastorale e presbiterale, attualmente è direttore dell’Ufficio Tecnico Diocesano). Nel 1991 istituisce insieme al Vescovo sua Ecc. Mons. Rocco Talucci, la Parrocchia San Francesco d’Assisi in Policoro Lido, di cui diventa il primo parroco fino al 30 settembre 2012. L’11 settembre 2011, diventa Amministratore Parrocchiale di Santa Maria del Ponte in Policoro.

“Ringraziamo don Antonio per aver accettato l’invito del Vescovo serenamente, contento di porsi alla guida di questa comunità in cammino – ha detto ai parrocchiani -. Il nostro ringraziamento va al Vescovo Nolè che ha concesso alla nostra chiesa il dono di un nuovo parroco. Una parrocchia senza guida avanza con difficoltà e rischia di perdersi tra le insidie che costantemente ne minacciano il cammino. Di riflesso il nostro pensiero di ringraziamento va alla parrocchia di provenienza di Don Antonio, alla Comunità di San Francesco, che salutiamo amichevolmente e con cui lo stesso nuovo parroco, don Nicola Modarelli, ha già auspicato una piena comunione pastorale e spirituale. ”Il 21 ottobre p.v. alle ore 19,00, il Vescovo, mons. Nolè, unitariamente al Cancelliere vescovile, mons. Giuseppe Cozzi, insedierà ufficialmente il nuovo Parroco nella celebrazione Eucaristica dando lettura della Bolla di nomina”.

set 202012
 

Ecco quanto ha dichiarato don Antonio Mauri parroco di Policoro sulle polemiche intorno alla figura di don Carlo Ferrarotti :“Mi meraviglio e sono amareggiato per quello che leggo su un blog locale dove vengono scritte cose inesatte e false: il Vescovo, Mons. Francesco Nolè, interpellato per essere presente al saluto di don Carlo Ferrarotti, in occasione del suo pensionamento da Parroco per sopraggiunti limiti di età, organizzato da un cittadino e dal Comune di Policoro, non ha dato la disponibilità sulla prima data, per impegni precedentemente assunti, e ha invitato a cambiare data con l’auspicio di poter essere presente. Purtroppo impegni improrogabili, fuori diocesi, non glielo hanno permesso. Ha incaricato il sottoscritto a rappresentarlo nella qualità di Amministratore Parrocchiale, che ha i medesimi diritti e doveri del parroco. Si precisa, inoltre, che il Vescovo lo aveva già ringraziato e salutato in una precedente celebrazione eucaristica.
A don Carlo, la Curia aveva proposto di andare a Maratea (PZ) in una struttura dove sarebbe stato riverito, custodito ed anche retribuito ma, ha rifiutato. Ulteriori proposte venivano anche rifiutate da don Carlo circa un’ospitalità fatta dal sottoscritto e dai Padri discepoli del ‘don Minozzi’, invitandolo ad alloggiare insieme a loro o nella canonica di S. Francesco al mare, oppure nel centro Giovanile. Ho mostrato particolare sensibilità dando al caro confratello la responsabilità della cappella al Castello. Ufficialmente, dal 1 ottobre p.v. la Chiesa Madre avrà un parroco sempre nella mia persona e, solo Dio sa quanto mi è costato lasciare la comunità di S. Francesco.
Padre Luis Fernandez non viene allontanato ma promosso, se pur con nostro immenso rammarico, alla comunità di Castronuovo che vanta la nascita di S. Andrea, prete teatino come lui: con l’andata via dei Padri Teatini da S. Brancato di Sant’Arcangelo (PZ), è necessaria la sua presenza in quella comunità.
Sempre disposti al dialogo nella verità, alcune volte scomoda quando la si dice dall’altare, il compito di un parroco è quello di prescindere da cose non religiose ed essere presente ad ogni avvenimento di carattere spirituale nel territorio della sua parrocchia. Ritengo che la devozione a Maria non deve essere esteriore, ma interiore e comunitaria con gesti forti, invitando sempre i devoti del Rosario a partecipare alla Messa domenicale perché bisogna arrivare “a Gesù, attraverso Maria” e non a Maria soltanto. Assicuro la mia personale preghiera ed il ricordo nella Santa Messa per tutti i fedeli della parrocchia ed in modo particolare per i lontani, gli anziani, gli ammalati e i poveri. Con queste precisazioni spero, e da parte mia è così, di chiudere definitivamente ogni polemica e pensare solo al bene comune e spirituale della comunità della Chiesa Madre e di tutta Policoro in comunione con tutti i sacerdoti della città.