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Ago 212018
 

“Percorrere la Basilicata è diventato sempre più difficile. Le vie di comunicazione sono oramai un sogno con strade e ponti abbandonati dall’incuria, dell’incapacità gestionale e dalla corruzione del sistema politico regionale. Non passa giorno senza registrare incidenti. L’elenco degli episodi è infinito”.
E’ quanto denuncia il segretario dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “non esiste un paese lucano che non abbia un disagio stradale. Non è più possibile e tollerabile che si debbano sostenere queste incresciose situazioni, ci batteremo a viso aperto, come da sempre facciamo, perché il perdurare stato di irregolarità stradale penalizza i lavoratori e tutti i cittadini che giornalmente percorrono le nostre strade. Se vogliamo favorire la produttività, la competitività dei territori e dei distretti economici lucani è essenziale intervenire sulle infrastrutture, anche in un momento di grave difficoltà finanziaria come l’attuale. Basta percorrere interamente la ‘Basentana’ per averne un’idea. I lavori per la superstrada S.S. 407 Basentana, che parte dallo svincolo autostradale di Sicignano degli Alburni e si congiunge a Metaponto, allo svincolo della SS 106 Jonica, iniziarono negli anni ’60 con i fondi della Cassa del Mezzogiorno ed ha contato su un programma decennale d’investimenti per oltre 1200 miliardi di lire. Andare verso nord via Basentana, a un certo punto dopo Potenza bisogna munirsi di metri tascabili: strettoie millimetriche che a malapena transita una semplice autovettura altrimenti, mezzi più ingombranti devono affrontare una deviazione da Basilicata ‘coast to coast’. Dagli archivi delle Camere del Parlamento Italiano risultano diversi interventi sulla questione, a partire dagli anni ’60 con buona pace di tanti fondi pubblici senza criterio. Ma riflette in pieno i limiti nella gestione pubblica della viabilità dove nei casi specifici i soldi c’erano che, oltre ad essere stati spesi male, gravano sulla tasca di tutti. L’Ugl ricorda che dal 1958 in ogni occasione elettorale si parla sempre di strade che dovrebbero trasformare la nostra regione in una California, grazie alla rapidità e alla modernità dei traffici. Ma le parole restano solo parole, e fatti non se ne vedono. Noi non possiamo accettare il criterio che proprio a questa regione abbandonata, viene sempre messa in seconda linea quando si tratta di fare programmi stradali e interventi industriali. Siamo stufi di proclami propagandistici. La strade sono divenute ormai un ‘colabrodo’: insicurezza e pericolosità sul viadotto ‘Molino’ al km 4, cantieri sul viadotto ‘Calciano 2’ crollato a seguito dell’alluvione 2011, con il cedimento improvviso di uno dei piloni, dopo la tragedia di Genova, è indispensabile fare il punto dei programmi di lavori di manutenzione straordinaria decisi dall’Anas sulla SS407 e le altre strade statali che attraversano la nostra regione con la presenza di numerosi viadotti: lì è tutto come prima, con mezzi pesanti che attraversano una striscia d’asfalto larga 4 metri, anomalie di percorrenza su tutta la ‘407’ e la ‘E847’. Nei tratti che percorrono la regione Basilicata nonostante, le decine di milioni di euro dei fondi Fesr investiti negli ultimi anni, le strade s’immelmano e cedono dopo pochi anni dalla realizzazione ed oramai da anni l’Ugl denuncia la situazione di degrado e di pericolo. Perché non si vuole indagare sulle responsabilità dei tecnici e degli amministratori che dovevano e devono controllare, manutenere, aggiustare? Perché non si applica nessun peso di responsabilità nel vedere se esisterebbero risparmi dal sapore ‘tangentizio’ sulla qualità dei materiali utilizzati nei lavori pubblici? L’Ugl e i cittadini lucani attendono delle risposte” – continua Giordano. “Per non parlarne delle strade provinciali che ad ogni evento atmosferico diventano mulattiere: e nessuno fa niente, è incredibile! Sono sufficienti poche ore di intervento ‘manuale’, anche di poche persone, per rimuovere il terriccio e rendendo più sicura l’arteria. Cosa sta succedendo, cosa stanno facendo i politici lucani per salvarci dall’isolamento? Basta percorrere la ‘Cavonica’ per averne un’altra idea. Il suo costo si aggira intono ai 19 milioni di euro, trent’anni per costruirla, tra progettazione e realizzazione. Risultato? Tratti stradali con le canalette della già completamente intasate di fango e ad ogni pioggia la melma sulla strada aumenta fino a creare una condizione pericolosissima di percorribilità. E i parlamentari lucani che fanno? Dobbiamo aspettare che ci scappi il morto per avere risposte? Sullo sfondo, in sintesi, emerge scarsa attenzione e negligenza da parte degli enti pubblici preposti. Le coscienze si svegliano solo quando qualche malcapitato ci lascia la vita o crollano ponti come è avvenuto a Genova. Con buona pace di tanti fondi pubblici spesi senza criterio. Ma riflette in pieno i limiti nella gestione pubblica della viabilità dove nei casi specifici i soldi c’erano. Ed erano pure tanti. Come sono stati impiegati? Se una strada mostra vistosi difetti, a maggior ragione se dopo appena pochi mesi dall’apertura, qualcuno se ne dovrebbe assumere la responsabilità? Oltre al chiaro rischio per gli automobilisti – conclude Giordano -, per l’Ugl è utile rimarcarlo, c’è una questione erariale. Da affidare al controllo della Corte dei Conti. Si tratta di soldi che, oltre ad essere stati spesi male, gravano sulla tasca di tutti: nel frattempo l’Italia piange”.

Apr 302017
 

“Colpiscono alcune scelte contenute nell’ultima legge di stabilità e della connessa legge di bilancio, varata dalla maggioranza del Consiglio regionale di Basilicata. A fronte di una contrazione di risorse per 100 milioni di euro, per mancati trasferimenti e per la riduzione delle royalties legate alla minore produzione petrolifera, che dovrebbero obbligare ad una qualificazione della spesa fissando obiettivi di maggiore selettività, si continuano a praticare interventi di sostegno ai Comuni senza peraltro fissare criteri e parametri obiettivi per scongiurare scelte discrezionali e discriminatorie. Mi riferisco alle decisione anche quest’anno di attribuire risorse finanziarie ad alcuni Comuni della regione, per circa 10 milioni di euro, per fronteggiare situazioni di dissesto finanziario”. E’ quanto dichiara l’on. Cosimo Latronico (Direzione Italia). “Pongo al dibattito pubblico una riflessione di merito e di metodo. In un periodo di crisi di finanza pubblica, che si riflette negativamente sui servizi essenziali delle persone, la Regione Basilicata decide di continuare ad erogare contributi rincorrendo le crisi degli enti locali ( da alcuni anni sta accadendo ). Non si considera che esistono strumenti e risorse nazionali per il riequilibrio della finanza locale adottati da diversi Comuni della regione e non si ritiene obbligatorio subordinare tali interventi ad una disciplina fissata per via legislativa che definisca parametri di intervento legati a piani di risanamento che tengano conto delle norme vigenti nel settore della finanza pubblica. In assenza di un quadro regolatorio accade che alcuni Comuni e quindi i loro cittadini fronteggiano da soli i rigori della finanza pubblica, attivando scelte di razionalizzazione e di qualificazione dei bilanci comunali, ed altri possono contare in modo discrezionale su risorse pubbliche per risanare i propri bilanci. Nei fatti si concretizza una discriminazione tra cittadini delle stessa regione – continua il parlamentare – e magari tra comuni magari discriminando quelli di orientamento politico non omogeneo al centro sinistra. Mi spiace il silenzio assordante dei sindaci lucani e della stessa Anci che ci dovrebbero tenere alla loro autonomia ed alla trasparenza nella allocazione di risorse pubbliche, e nella relazione virtuosa e trasparente tra Regione ed enti locali. Verificheremo se esistono i profili di legittimità negli atti compiuti dalla Regione Basilicata in materia di finanza locale che a prima vista sembrano violare i criteri della obiettività e della trasparenza, anche per impedire che le risorse pubbliche del bilancio regionale possano essere lo strumento per un inaccettabile baratto politico. Peraltro di recente la Corte dei Conti – conclude Latronico -ha censurato una legge della Regione Puglia che assegnava contributi ad alcuni Comuni significando che la Regione non possa erogare risorse per riequilibrare i bilanci delle amministrazioni comunali”.

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Lug 132015
 

Nonostante la condanna della Corte dei Conti per danno erariale comminata al dirigente del 118 Basilicata Soccorso, Libero Mileti, nonostante il nostro appello affinchè il Direttore Generale dell’ASP, Giovanni Battista Bochicchio, si attivasse per rimuovere il primo dalla direzione di un dipartimento così importante, tutto tace o quasi tutto.

Chi non tace è il MoVimento 5 Stelle che stante l’assordante silenzio del Direttore dell’ASP estende l’invito al Governatore della Regione a dire la sua sull’incresciosa questione, sperando che lo stesso non sia troppo occupato dai preparativi della manifestazione indetta a Policoro contro le trivelle

A un medico come lui dovrebbe stare a cuore ogni questione, qualunque essa sia, anche se inerente il più piccolo comparto della sanità.

E il 118 non è di certo qualcosa di piccolo, tutt’altro. Il 118 consiste in un complesso sistema di rete regionale dell’emergenza urgenza i cui operatori garantiscono il primo intervento sanitario: in pratica salvano vite.

Caro Presidente, si sentirebbe tranquillo se questo delicato quanto importantissimo servizio di integrazione funzionale tra il sistema di allarme sanitario, di soccorso sul territorio e di ospedali, fatto di elicotteri, autoambulanze, macchinari, strutture etc etc. dal valore complessivo di milioni e milioni di euro, fosse gestito da un medico che nulla ha a che fare con le emergenze, condannato dalla Magistratura Contabile, con un contratto che presenta forti dubbi di legittimità (oggetto di diverse nostre interrogazioni M5S) periodicamente al centro di continui scandali mediatici, il cui contratto presenta forti dubbi di legittimità? Secondo noi no.

Per questo, non rimanga anche lei in tale assordante silenzio, glielo chiede un suo concittadino che rappresenta migliaia di altri concittadini, le ricordo che lei è il Presidente di tutti.

Se dovessero di nuovo accadere episodi gravi come quello culminato con una sentenza di condanna della Corte dei Conti per danno erariale, di chi sarà la responsabilità politica per non essere intervenuto al momento opportuno ?

Ai posteri l’ardua sentenza.

leggeri

Mag 262015
 

Nella Casa Cantoniera (ex Anas) di Via Amendola nel Comune di Rionero in Vulture, potrà sorgere presto una casa-famiglia per ospitare i pazienti e loro familiari che, si recano all’Istituto di Ricovero e Cura a carattere Scientifico per i malati oncologici-Crob.

Il Consiglio Provinciale ha infatti approvato all’unanimità la proposta del Presidente Nicola Valluzzi, di cedere in comodato d’uso al Municipio di Rionero in Vulture (per 5 anni rinnovabili), una parte della casa cantoniera, raccogliendo, in tal modo una richiesta del Comune per aiutare in forma di partenariato sociale l’Azione della “Associazione Italiana Rionero Onlus (AIRO)” che si adopera per sostenere pazienti in cura preso il CROB e i loro familiari.

La richiesta di utilizzare una parte dell’ edificio provinciale per realizzare una casa-famiglia, – ha dichiarato il Presidente della Provincia – consente all’Ente, di rendere disponibile per la Comunità un bene non completamente utilizzato ed a rischio deperimento. Ogni investimento che sarà sostenuto per l’adeguamento funzionale del fabbricato alla scadenza del comodato resterà acquisito al bene senza alcun esborso da parte della Provincia.

A sostegno dell’iniziativa sono intervenuti i consiglieri Piarulli, Ramunno e Cicala in rappresentanza di tutti i gruppi consiliari.

Nel corso del Consiglio è stato approvato a maggioranza, contrario Ramunno (Cdx), il rendiconto di gestione 2014 il cui risultato ha pienamente conseguito le previsioni fissate dal Piano di riequilibrio finanziario approvato dalla sessione regionale della Corte dei Conti per la Basilicata con deliberazione 5/2014. Al dibattito sono intervenuti i consiglieri Ramunno, Summa, Cicala e Vita.

Infine è stata nominata, per la prima volta, solo fra i dipendenti dell’Ente la nuova Commissione per l’abilitazione all’esercizio venatorio, che durerà per l’intera consiliatura non percepirà alcun compenso aggiuntivo.

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Mag 262015
 

Ecco quanto ha dichiarato il capogruppo di “Per Lauria” Mariano Labanca: “Dopo l’approvazione in Consiglio comunale dello Statuto della costituenda Unione dei comuni del lagonegrese, osannata e pubblicizzata sulle testate locali in pompa magna da alcuni componenti della maggioranza lauriota, trascorsi poco meno di 20 giorni il tripudio sembra essere finito. Che spettacolo deludente!
Andiamo con ordine. Dall’analisi della relazione della Corte dei Conti, presentata alla Commissione affari costituzionali del Senato della Repubblica in data 16 gennaio 2014, si evince con chiarezza l’obiettivo preminente sia delle Città metropolitane che delle unioni e fusioni di Comuni, ossia, il riordino del territorio mirato alla semplificazione dell’intermediazione pubblica in applicazione dei principi di sussidiarietà, efficacia, efficienza e razionalizzazione con – auspicabili – effetti di riduzione della spesa pubblica.
Nel mio breve intervento in consiglio, rifacendomi anche all’esperienza delle Aree Programma e agli scarsi risultati prodotti, ho dichiarato di voler rinviare l’augurio di buon lavoro ai neo-eletti consiglieri comunali, chiamati a rappresentare Lauria nel Consiglio dell’unione dei comuni, a quando sarò sicuro che con questo nuovo strumento si possano davvero cogliere tutti quelli aspetti positivi tanto pubblicizzati e perseguiti dalle leggi.
Se dobbiamo tener conto dei prodromi, non mi sembra che sul versante di Lauria il percorso sia cominciato nel modo migliore dato che il consigliere comunale del PD Nicola Carlomagno ha abbandonato l’aula prima delle votazioni, in totale disaccordo con i consiglieri “prescelti” per tale compito, facendo così emergere la bramosia per occupare, a tutti i costi, postazioni e poltrone pubbliche. Appare goffo, peraltro, il tentativo della maggioranza di minimizzare l’ambiguità della posizione di Nicola Carlomagno, dominus “dell’Ufficio Sistema Informativo Territoriale -SIT- comunale, incardinato nell’organizzazione comunale (di Lauria), con l’obiettivo di implementare un servizio/strumento di supporto agli uffici comunali, nell’elaborazione del Regolamento Urbanistico e nell’erogazione di servizi digitali pubblici, in termini di semplificazione amministrativa e trasparenza, e che si caratterizza come Centro Servizi Locale -CSL-” che, ciò premesso, potrebbe trovarsi in condizione di palese inopportunità o di eventuale incompatibilità. Pur non volendo scimmiottare il segretario locale di un’altra forza politica che in occasione dell’avviso di garanzia notificato al Sindaco e al Vicesindaco del tempo per un presunto abuso d’ufficio tuonò subito contro costoro chiedendone le dimissioni,entrambi furono assolti per quel procedimento,(poiché appartengo al mondo dei moderati e sono garantista) però non posso esimermi dal riflettere sull’opportunità che il Sindaco di Lauria, da poco raggiunto da un decreto di rinvio a giudizio per fatti penali di rilevante importanza, faccia un passo indietro rispetto alla ventilata possibilità che sia il primo Presidente della nascente Unione così da consentire al nuovo Ente di nascere davvero sotto una stella nuova”.

MARIANO

Mag 262015
 

“Approvato il rendiconto della Gestione per l’esercizio finanziario 2014 e conseguiti gli obiettivi fissati dal Piano di rientro approvato dalla Corte dei Conti a Febbraio 2014, nonostante un prelievo forzoso di oltre 6 milioni di Euro imposto dallo Stato sulle Entrate proprie dell’Ente”.

Lo dichiara il Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi all’indomani della seduta consiliare.

“Un Piano di Riequilibrio pluriennale rispettato solo grazie al trasferimento finanziario compensativo della Regione Basilicata per un importo più o meno corrispondente al prelievo forzoso imposto dal Governo.

Potrebbe essere – prosegue Valluzzi – l’ultimo atto di Bilancio rispettoso dei principi di equilibrio e degli impegni assunti, prima di un inevitabile dissesto finanziario indotto dall’ulteriore prelievo di circa 11 milioni di Euro determinato per l’anno 2015 dalla Legge di Stabilità, oltre che dai ritardi e dalle contraddizioni emerse nel trasferimento delle funzioni non fondamentali, ancora tutte a carico delle Province.

La Sezione Autonomie della Corte dei Conti – continua il Presidente – in una puntuale ed impietosa relazione approvata lo scorso 30 Aprile ed inviata a tutto il Parlamento e per conoscenza al Governo, ha dimostrato l’insostenibilità dei tagli e dei prelievi finanziari imposti dallo Stato sulle Entrate delle Province nonché “ il graduale e pressoché diffuso deterioramento della finanza Provinciale, tale da incidere negativamente sulla tenuta degli equilibri anche futuri, di bilancio”.

Insostenibilità che, in concreto, si traduce nella incapacità per gli Enti di assolvere ai loro compiti fondamentali, innanzitutto la gestione delle scuole e delle strade e per alcuni il pagamento degli stipendi al personale.

Basta finzioni riformatrici e dissimulazioni comunicative, i cittadini continuano a pagare le stesse tasse alle Province ma i proventi vengono prelevati in larga parte dallo Stato per altro impiego, non è in discussione il mantenimento in vita di una Istituzione, le Province possono essere cancellate e superate immediatamente purché il Governo e le Regioni decidano in maniera chiara e coerente chi fa cosa e con quali soldi.

Il tempo inesorabilmente scorre – conclude Valluzzi – la candela si sta consumando e le incertezze per dipendenti e servizi essenziali stanno per tramutarsi in un disastro che, benché annunciato, può essere ancora evitato”.

potenza6

Apr 302015
 

Il 29 aprile 2015 si è svolta a Lauria una seduta di Consiglio Comunale. Di particolare significato l’approvazione dello statuto dell’Unione dei comuni del lagonegrese e il Rendiconto di gestione 2014. Nel finale della seduta il consigliere comunale Giacomo Reale ha ufficializzato la sua uscita dalla maggioranza aprendo un dibattito a tratti molto aspro. Ma ecco l’ordine del giorno:

1) Proposta di mozione contro il rischio di soppressione del Corpo Forestale dello Stato come forza di polizia specializzata nella tutela dell’ambiente, del territorio, del patrimonio agro-alimentare e della biodiversita’ da parte del gruppo Psi del comune di Lauria.
2) Svolgimento interrogazione (proponente capogruppo consiliare Labanca Mariano – “Per Lauria”): “movimento franoso che ha interessato l’asse viario Seta-Laurla, in località Gaglione”.
3) Svolgimento interrogazione (proponente capogruppo consiliare Labanca Mariano – “Per Lauria”): “Trasmissione delle deliberazioni del consiglio comunale n. 23 del 28.4.2014 e n. 90 del 1.12.2014 alla sezione regionale della Corte dei Conti per la Basilicata”.
4) Esame ed approvazione Rendiconto della gestione dell ‘esercizio finanziario 2014″.
5) Approvazione schema atto costitutivo e statuto Unione lucana del lagonegrese (Noce – Mercure – Sinni).
6) esame ed approvazione piano di razionalizzazione delle societa’ e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute dal comune di Lauria.


Prima parte


Seconda parte


Terza parte

Feb 272015
 

Si è svolto il 26 febbraio 2015, dalle ore 17.30, il Consiglio Comunale a Lagonegro. La questione dei debito del Comune ha calamitato l’attenzione delle forze politiche rappresentate. Maggioranza e Minoranza si sono confrontati in maniera accesa. Alla fine, un pò a sorpresa, si è convenuto su un documento unitario che prevede la formulazione di un piano Piano di Riequilibrio che possa essere accettato dalla Corte dei Conti. La strada intrapresa per evitare è stretta, su questo documento si giocherà il futuro di Lagonegro e della sua classe dirigente. Se dovesse essere bocciato nuovamente dalla Corte dei Conti, il dissesto sarà inevitabile…in pratica: tasse al massimo per i cittadini, nessuna assunzione, nessun investimento, commissario prefettizio al posto del sindaco.

Ecco l’Ordine del Giorno:

Comunicazione del Sindaco circa la delibera n.4/2015 Corte dei Conti Basilicata – Diniego Piano di Riequilibrio.

1) Adesione patto dei Sindaci per energia sostenibile.
2) Protocollo d’intesa attuativo dell’art.9 della Legegre Regionale 31/2008 – Interventi di sostegno alla domanda di pubblcia energia.
3)Rinnovo delibera mercato domenicale anno 2014.
Integrazione
4) Delibera n.4/2015 Corte dei Conti di Basilicata – Diniego piano di Riequilibrio Pluriennale – provvedimenti.


Prima parte


Seconda parte

Nov 012014
 

Ecco quanto dichiara Gianni Rosa di Fratelli d’Italia sulla questione del debito di Potenza. “Qualche giorno fa la relazione dei Revisori dei Conti, ieri la pubblica udienza della Corte dei Conti. La ‘sentenza politica’ è una sola: il centrosinistra, che governato la Città di Potenza negli ultimi venti anni, ha dissestato le casse comunali disponendo dei soldi pubblici come se fossero i propri.

Questo è il quadro che emerge dalle conclusioni dei due organi terzi che hanno valutato i conti comunali. Dalle loro elaborazioni si comprende come è potuto accadere che i bilanci fossero chiusi sempre in pareggio.

Il Pd ha dilapidato milioni di euro pubblici, ovvero dei cittadini Potentini e Lucani, visti i continui ‘aiutini regionali’, per creare filiere clientelari. Un esempio per tutti, il Comune ‘assumeva clientes del Pd’ a suo piacimento attraverso le sue società in house. Definire questo modo di operare una ‘gestione allegra’ è eufemistico. ‘Totale dispregio del denaro pubblico e dell’etica’ è il modo più appropriato per qualificare le passate amministrazioni del centrosinistra.

I vani tentativi degli esponenti del Pd cittadino di negare la situazione di disavanzo in cui esso stesso, con la passata gestione, ha trascinato la Città capoluogo sono imbarazzanti. Continuare ad affermare che ci sia una volontà politica della nuova amministrazione di voler dichiarare il dissesto umilia l’intelligenza dei Potentini e dei Lucani.

Non hanno compreso gli esponenti del Pd che, così facendo, hanno manifestato la chiara intenzione di voler, ancora una volta, nascondere la verità, probabilmente per continuare a vivere alle spalle dei Potentini. In fin dei conti chi ha da guadagnarci se si dice che “è tutto a posto” quando non lo è? Il Pd. L’unico che ci ha guadagnato in questi anni di mala politica. Dov’era allora, quando si dilapidavano le risorse di Potenza, il bene della Comunità? Opportunistico e null’altro. Questo è stato il Pd per la Città capoluogo.

Non si tratta di gridare ‘dagli all’untore’. Si tratta di condannare l’intero sistema politico del centrosinistra, clientelare e di malaffare, che ha solo preteso e preso. Si tratta di denunciare e di far prendere consapevolezza ai Cittadini della realtà delle cose. Si tratta di dire ai Cittadini potentini ed ai Lucani tutti: questa è stata la gestione del Pd che a noi non è mai appartenuta e che noi condanniamo”.

gianni rosa

Giu 042014
 

Dal 2011 ad oggi, le Province sono state oggetto di un massiccio piano di tagli lineari che ha inciso profondamente sulla stabilità dei loro bilanci e sulla gestione delle funzioni e di importanti servizi pubblici attestati alla loro competenza. Oggi, come se non bastasse, le Province stanno per subire un’ulteriore riduzione delle entrate, con effetti letali sulla capacità di sopravvivenza istituzionale.
Di fronte a questa eventualità non si può restare silenti.
È necessaria, e non più rinviabile, ogni iniziativa utile a scongiurare i disastrosi effetti che potrebbe avere sul bilancio della nostra Provincia la conversione del Decreto Legge 66/2014, nella parte in cui prevede un ulteriore contributo alla riduzione della spesa pubblica a carico delle Province, attraverso “risparmi” del 10% da effettuarsi sulle spese correnti riferite ai cosiddetti consumi intermedi.
Per la Provincia di Potenza, la media delle spese correnti riferite ai codici Siope (Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici) degli ultimi tre anni è pari a 60 Meuro ed il contributo del 10% previsto dal Decreto assommerebbe quindi a 6 Meuro. Una riduzione di risorse che, aggiunta ai reiterati ed iniqui tagli già operati nel triennio 2011-2013, in applicazione dei decreti legge 78/2010, 201/2011 “Salva Italia”, 95/2012 “Spending review”, 151/2013, che hanno determinato una contrazione dei trasferimenti statali per oltre 61 milioni di euro, rappresenterebbe il definitivo collasso per la gestione di strade e scuole, innanzitutto, con inimmaginabili ripercussioni negative sull’intero territorio provinciale.
Il Decreto, per di più, inserisce nella base di calcolo delle spese da “tagliare” anche costi incomprimibili, quali quelli riguardanti servizi pubblici assicurati con risorse statali e regionali, come ad esempio il trasporto pubblico locale, e i servizi che, come la formazione professionale o la forestazione, da qui a poco, passeranno ad altra gestione, per effetto delle modifiche funzionali introdotte dalla riforma Delrio.
Oltre il danno, dunque, la beffa, considerato che la mancata esclusione di tutte le spese derivanti da deleghe regionali (che per la Provincia di Potenza sono ben 45 Meuro sui 60 Meuro di spese correnti) fa aumentare a dismisura l’entità del taglio subito da un ente che non può più, in alcun modo, compartecipare alla riduzione della spesa pubblica.
Tutto questo assume un carattere ancora più allarmante se si considera che la Provincia di Potenza, insieme ad altre 4 province italiane, per far fronte agli imponenti tagli del triennio precedente, ha approvato nel 2013 un piano di riequilibrio finanziario, non replicabile, ai sensi degli artt. 243bis e successivi del Decreto legislativo 267/2000, validato dalla Corte dei Conti e dal Ministero degli Interni. In tale quadro il contributo previsto dal DL 66/2014 provocherebbe un inevitabile tracollo del bilancio provinciale, conducendo l’Ente al dissesto.
Per scongiurare tale pericolo, purtroppo sempre più concreto, e i conseguenti, gravissimi, contraccolpi sulla gestione delle principali funzioni (scuole, strade e trasporto pubblico) attestate alla competenza della Provincia, chiedo agli esponenti del Governo e ai parlamentari lucani l’immediata apertura di una interlocuzione con i Ministeri dell’Economia e degli Affari regionali, utile ad evitare il dissesto dell’ente che, già con grossissima difficoltà, sta provando a traghettare verso una nuova e complessa prospettiva istituzionale la vicenda del personale dipendente e le aspettative riguardanti servizi essenziali per la vita quotidiana di cittadini e imprese.

potenza6