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gen 292016
 

Nel corso della trasmissione “Il dono”, condotta da Marco Liorni e Paola Perego con la regia di Franco Bianca su Raiuno, si è parlato del maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Agatino Di Matteo, lucano, vittima del dovere, insignito della Medaglia di Bronzo dell’Arma.
Il dono, in onda in prima serata. è dedicato alle emozioni e racconta le singolari storie di persone che, per vari motivi, non hanno potuto avere l’occasione di dire “grazie” a qualcuno o di chiedere “scusa” nel momento in cui era più importante farlo.

AGATINO DI MATTEO
è nato a Taranto, figlio di genitori nativi di Pisticci e Bernalda, si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri a soli diciannove anni e, dopo il corso allievi a Roma, frequenta il primo corso da sottoufficiali a Velletri prima, e a Firenze in seguito. Dopo il matrimonio, avvenuto nel 1974 con la signora Franca Lorati, è trasferito a Grissì (Pa) con la qualifica di Comandante di Stazione. Dopo vari spostamenti verso altre destinazioni, arriva il trasferimento a Francavilla Fontana (BR) con il compito di Vice-Comandante del Nucleo Radiomobile. Nel frattempo ha potuto godere della gioia della nascita della sua unica figlia, Valeria.
La notte del 4.giugno 1981, durante il turno di servizio notturno, in servizio di perlustrazione sulla strada provinciale Cellino San Marco-San Donaci-Mesagne-Oria (BR) insieme al collega Rosafio Luigi, al quadrivio notavano una Fiat 128 bianca scortata da un camion. Poiché nella zona in precedenza era stata segnalata la presenza di individui malavitosi appartenenti alla “Sacra Corona Unita”, i militari si allertarono per effettuare un controllo. All’improvviso i malviventi aprirono il fuoco contro i carabinieri con pistole e fucili a canne mozze, ferendo il maresciallo al gomito sinistro e al collo, a pochi centimetri dalla vena giugulare.
Nonostante le gravi ferite riportate il Maresciallo Di Matteo , riusciva con l’ arma in dotazione, a rispondere al fuoco e a mettere in fuga i malviventi che si dileguarono nelle campagne circostanti abbandonando i mezzi, che poi risultarono rubati giorni prima a Copertino di Lecce. Per le ferite riportate e per la copiosa perdita di sangue, Di Matteo perdeva i sensi e veniva soccorso dal collega Rosafio Luigi – anch’esso colpito al gomito – che riusciva a caricare il compagno in macchina e lo trasportava in ospedale a Francavilla Fontana, con la vettura di servizio crivellata da colpi d’arma da fuoco e con una gomma forata.
Di Matteo dopo le prime cure venne trasferito presso il centro traumatologico–ortopedico Careggi di Firenze dove venne sottoposto a vari interventi di chirurgia maxillo facciale, oltre al gomito sinistro, rimanendo ricoverato per oltre sei mesi nella struttura sanitaria toscana.
Nel 1983, a soli 36 anni, veniva posto in congedo assoluto dalla Cmo di Bari per invalidità conseguente al conflitto a fuoco.
Nel 2006, dopo 25 anni dall’accaduto, il Maresciallo Agatino Di Matteo è stato dichiarato vittima del dovere, con decreto del Capo della Polizia e del Ministero dell’ Interno.
Nell’arco della sua carriera lavorativa, Agatino di Matteo ha partecipato di persona a tante attività di Polizia giudiziaria, investigativa e preventiva. Nel 1980 per aver partecipato attivamente ai soccorsi dei terremotati in Basilicata, gli venne conferita medaglia e diploma di benemerenza per il lavoro svolto.

Il 5 giugno 2015, a Potenza, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato insignito di Medaglia di Bronzo al Valore dell’Arma dei Carabinieri dal Comandante della Legione Carabinieri Basilicata, Generale Vincenzo Procacci, e dal prefetto, dott. Antonio D’Acunto.

DI MATTEO E LA FIGLIA VALERIA
Di Matteo con la figlia Valeria

LIORNI E DI MATTEO (2)
Di Matteo con Liorni

ott 092015
 

Il 6 ed il 7 ottobre 2015 una delegazione si è recata ad Assisi per valorizzare il rapporto tra il Cardinale Brancati ed il Sacro Convento di Assisi. Il frate lauriota non solo si recò nella città di Francesco più volte in quanto segretario del generale dell’Ordine dei Minori conventuali, ma con il passare del tempo ne divenne anche protettore. A tal riguardo è significativa una lettera del 1681, “scoperta” proprio in occasione della visita, due anni prima della sua morte, nella quale rassicurava i frati di Assisi su alcuni dissidi promettendo un forte intervento presso il Vaticano. La delegazione ha vissuto due giornate all’insegna della straordinaria accoglienza ricevuta e da una emozione incomparabile: aver potuto osservare da vicino il volume contenente l’originale del “Cantico delle creature” posta nella biblioteca dei frati di Assisi. Nel corso della visita i frati hanno anche esaltato il rapporto speciale tra il cardinale lucano e San Giuseppe da Copertino.
La delegazione lucana, ricevuta con tutti gli onori nel Municipio di Assisi, è stata composta dal sindaco Gaetano Mitidieri, dall’assessore Giuseppe Iannarella e dal direttore di Palazzo Marangoni Vincenzo Cosentino. Nell’occasione è stato benedetto da Padre Mauro un ulivo di Assisi donato da una famiglia di Lauria che sarà piantumato nel cortile di Palazzo Marangoni dall’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano Mons. Francesco Nolè. Le immagini proposte sono in presa diretta.

Il saluto del Sindaco di Assisi Antonio Longhi

La cerimonia di benedizione con il Custode del Sacro Convento Padre Mauro Gambetti

Nella bibioteca del Sacro Convento di Assisi

Visita al Municipio di Assisi

Il meglio della visita

mar 142015
 

In Umbria saranno presenti il parroco don Franco Alagia, il sindaco Gaetano Mitidieri e il vescovo diocesano Francesco Nolè

E’ nella fase operativa un grande progetto targato Associazione Magna Grecia pronta a “lanciare” per dicembre le attività di Palazzo Marangoni.
Per il 17 e 18 aprile è previsto un viaggio dal grande significato ad Assisi. Grazie alla collaborazione della parrocchia guidata da don Franco Alagia si visiterà il Sacro convento che per tre anni ha ospitato il cardinale Brancati. Ripercorrere i luoghi del francescano lauriota è tra gli obiettivi dell’associazione culturale che è andata anche oltre. Infatti un momento assai significativo dell’iniziativa sarà la benedizione di un ulivo che verrà poi dimorato a Lauria, proprio nel cortile del palazzo Marangoni. Questa scelta, dall’alto valore simbolico, ha entusiasmato anche il Vescovo di Tursi-Lagonegro Mons. Francesco Nolè ed il sindaco di Lauria Gaetano Mitidieri che parteciperanno alla “spedizione” nella bella terra umbra.
I lettori più attenti ricorderanno che un primo momento di pianificazione del viaggio è avvenuto nei mesi scorsi quando il prestigioso coro di Assisi giunse a Lagonegro. In quella occasione, padre Mauro Gambetti custode del Sacro Convento, apprese dell’attenzione che Lauria riservava per il cardinale Brancati e si dichiarò disponibile ad accogliere una rappresentanza di cittadini ad Assisi. La presenza del vescovo permetterà di vivere l’esperienza davvero in maniera particolare.
L’iniziativa, come detto, si inserisce nel più generale programma di iniziative che l’istituzione del palazzo culturale genererà. Ricordiamo a luglio la presenza dell’ambasciatore del Brasile per inaugurare all’interno dello stabile un’ala dedicata al grande inventore Nicola Santo.
Sempre in quel periodo da Copertino giungerà un altro elemento simbolico (una pietra bianca salentina) che completerà l’allestimento del cortile del palazzo. Anche in questo caso, l’associazione Magna Grecia intende valorizzare il rapporto speciale tra il frate lauriota ed il santo del Salento.
Sull’asse Assisi-Copertino si svilupperanno i primi viaggi culturali promossi dal sodalizio culturale che, partendo dal percorso umano del cardinale Brancati, vorrà sviluppare proficui gemellaggi con realtà attente alla cultura e alla promozione umana e sociale.
Per chi volesse partecipare al viaggio può contattare la parrocchia San Giacomo con il suo parroco, o direttamente l’associazione Magna Grecia di Lauria.

Pagine da assisi

Un invito per gli amici di Lauria. Il 17 ed il 18 aprile prossimi si organizza una bella iniziativa, assai particolare. Il 17 mattina si partirà da Lauria con destinazione Assisi. Al viaggio parteciperanno oltre al parroco don Franco Alagia, anche il vescovo di Tursi-Lagonegro Francesco Nolè ed il sindaco di Lauria Gaetano Mitidieri. Il motivo della visita al Sacro Convento di Assisi è legato al rapporto con la cittadina umbra del Cardinale Lorenzo Brancati di Lauria. Per rendere “visibile” questo rapporto abbiamo pensato di piantare nel cortile di Palazzo Marangoni (che verrà inaugurato nei prossimi mesi), un ulivo di Assisi che sarà benedetto proprio nella mattinata del 18 aprile nella terra di San Francesco. In questi giorni avremo la certezza della presenza alla cerimonia anche del sindaco di Assisi.
Sarà dunque una straordinaria occasione per valorizzare un personaggio illustre di Lauria ed al tempo stesso di lanciare un grande messaggio di pace e di fraternità. Chi volesse partecipare può contattare la parrocchia o l’associazione Magna Grecia.

padre mauro
Padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi attenderà il 18 aprile il gruppo dei laurioti. In questa foto con il fumetto dedicato al Cardinale Brancati

giu 242013
 

Si è svolto il 22 giugno all’interno di “Vivilauria 2013″ il Premio Cardinale Brancati. Alla presenza del Vescovo Mons. Francesco Nolè sono state raccontate e valorizzate storie e personaggi del territorio. Significativa è stata la partecipazione di una numerosa delegazione di Copertino guidata dall’assessore Tommaso Leo.

Prima parte

Seconda parte

giu 212012
 

Il 16 e 17 giugno scorso è stato ricordato a Copertino il 350° anniversario del transito terreno di San Giuseppe.  Significative sono state le iniziative. In particolare, il 16, è stata intitolata una piazza al Cardinale Lorenzo Brancati da Lauria, amico fraterno del Santo, dopo la cerimonia ufficiale nel bellissimo Municipio di Copertino. Circa 100 laurioti si sono recati nella città salentina per assisstere all’evento e per cementare un gemellaggio sempre più stringente tra le due comunità. Importante, a tal riguardo, l’accoglienza riservata  dagli alunni della scuola “Giovanni Falcone” ai piccoli colleghi di Lauria della “Cardinal Brancati”. Impeccabile l’organizzazione generale delle manifestazioni, straordinaria la generosità dei copertinesi nei confronti della delegazione dei laurioti capitanati dal Sindaco Mitidieri, dal parroco di San Giacomo  don Franco Alagia e dal dirigente scolastico Enzo Alagia. Di seguito le imagini in presa diretta dell’evento.

 

Prima parte – la partenza

 

Seconda parte – le interviste ad Enzo Alagia e Franca Iannuzzi

 

Terza parte -  l’arrivo a Lecce

 

Quarta parte – l’arrivo a Copertino

 

Quinta parte – le interviste a Ornella Castellano e Renato Mazzotta

 

Sesta parte – la manifestazione nella scuola “Giovanni Falcone”

 

Settima parte – l’incontro ufficiale in Municipio

 

Ottava parte – l’intitolazione della piazza

 

Nona parte – le interviste a Padre Ermes Torres e a don Franco Alagia

 

Decima parte – la Santa Messa officiata dal Cardinale Re e da padre Giuseppe Rolli

 

Undicesima parte – il finale della celebrazione con il Coro polifonico Perfetta Letizia

apr 172012
 

E’ stata davvero una giornata speciale per Lauria quella vissuta per ricordare l’importanza ricorrenza dei quattro secoli della nascita del frate Lorenzo Brancati (1612-2012). Nel corso del 14 aprile 2012  si sono susseguiti una serie di momenti molti intensi sia da un punto di vista religioso che culturale. Significativa la presenza degli amici di San Giuseppe da Copertino a sottolineare il grande rapporto tra le due figure del ‘600.

L’incontro degli amici di San Giuseppe da Copertino con il Sindaco di Lauria Mitidieri

Le foto nella Sala Cardinal Brancati

La pioggia ha messo a dura prova gli amici di Copertino

L’intervista al dottor Antonio Leo

L’incontro all’Hotel Isola di Lauria del Cardinale Giovanni Battista Re con gli amici di San Giuseppe da Copertino

La cerimonia nella Scuola Elementare Cardinale Brancati

In attesa della cerimonia ufficiale

La cerimonia civile prima parte

La cerimonia civile seconda parte

Santa Messa prima parte

Santa Messa seconda parte

Santa Messa terza parte

Relazione Padre Domenico Paoletti

La bellissima visita alla  tomba del Beato Lentini da parte del Cardinale Re, di Mons. Nolè e di padre Paoletti

Le interviste al Cardinale Giovanni Battista Re e al Rettore del Seraphicum Padre  Domenico Paoletti

feb 282012
 

In queste ore si sta lavorando per l’uscita del nuovo numero del giornale. Questa volta (ma poi dico sempre così) è particolarmente faticoso trovare spazio per tutto. L’evento di Copertino ha messo a dura prova l’impaginazione. Il mio intervento ad esempio è stato ristretto i mille modi.
Vorrei salvarlo su queste pagine di diario…a futura memoria.

Buonasera a tutti. Grazie per questo privilegio straordinario. Grazie per avermi permesso di offrire in questo luogo splendido e significativo questa semplice testimonianza. Permettetemi di evidenziare l’importanza di questa serata prima di raccontare brevemente quanto bolle in pentola in Basilicata sul Brancati e su quanto giá è stato fatto in suo nome. Oggi, simbolicamente, si rincontrano in terra, due amici. Due grandissimi amici. Due frati che si sono stimati per davvero. Io credo che in loro albergasse una speciale energia che li rendeva unici e li legava in modo indissolubile. Erano due persone sanguigne, due persone che avevano conosciuto le difficoltá della vita. Avevano conosciuto la malattia fin dalla tenera età. Due persone vere che addirittura, e sarebbe stato davvero straordinario poterli vedere, hanno litigato di brutto quando il lauriota trattava probabilmente giá da santo il copertinese che si schermiva.

Ho detto persone vere.

Forse questa è la chiave e la scintilla che ha mosso il mio impegno da laico appassionato di storia e profondamente colpito dalla figura del cardinale Brancati.
Avvertivo che questo personaggio illustre veniva spesso percepito quasi come un’entità astratta, raffinatissimo teologo ma maledettamente distante …insomma, un bel quadro, in una bella cornice… con una dotta dicitura latina…ben in alto sulle pareti.
Man mano che studiavo il personaggio Brancati grazie alla biografia di padre Sparacio riproposta da Mons. Antonio Cantisani, arcivescovo emerito di Catanzaro e primo culture del cardinale, emergeva la vitalitá di una persona vissuta quattro secoli fa, ma ancora viva nei suoi insegnamenti , attuale nel suo percorso di vita.
Credo che ognuno possa ritrovarsi nel suo cammino umano . La sua esistenza è una metafora perfetta della vita, fatta di tante prove, di cadute e risalite. Al nostro Cardinale poi, fatemelo dire, gli è successo davvero di tutto. Altro che santino appeso al muro !

Difficoltà di salute fin da piccolo; l’onta della bocciatura da parte del vescovo del tempo che non lo inserì come chierico; i dubbi terribili se lasciare la sua città e i suoi familiari; i ritardi dell’accoglimento pieno nell’ordine francescano prescelto. Per non parlare del sequestro da parte dei briganti nella provincia di Matera, l’arrivo a Roma tra mille difficoltà, i tanti elogi ma anche le tante gelosie e le invidie che lo portarono a doversi allontanare addirittura da Roma!
Ed ancora, i tanti Papi che ammirati del talento del frate lucano lo vollero come prezioso ed insostituibile collaboratore prospettandogli in più occasioni la berretta cardinalizia, che invece, per ironia della sorte, la ricevette dal Papa che conosceva meno e con il quale aveva poca dimestichezza. Per non parlare, verso la fine della sua esistenza della grave rapina che subì in casa, durante un conclave, ad opera del proprio segretario particolare del quale aveva il massimo della fiducia.
Approfondire e soprattutto raccontare queste cose permette di acquisire una visuale diversa di un personaggio che ha vissuto ansie e gioie dell’esistenza.
Insomma: abbiamo provato metaforicamente a far scivolare dalla parete il quadro del Brancati offrendo chiavi di lettura attuali e moderne.

Questo è stato lo sforzo di questi anni vissuto in simbiosi con il carissimo don Franco Alagia, parroco di San Giacomo, sempre disponibile ed aperto.
E’ stato ricordato lo straordinario pellegrinaggio a Roma da parte di 300 laurioti accompagnati dal Vescovo e dal presidente della giunta regionale De Filippo. Così come è stato citato il bel monumento in travertino, realizzato dall’artista Paolo Amoroso voluto dall’amministrazione comunale del tempo
nella quale mi onoro di aver fatto parte.
Ricordo con piacere la conoscenza con il prof. Galignano e con la dottoressa Sandrina Schito assessore alla Cultura che partecipò a Lauria alla inaugurazione del busto del cardinale. Furono i primi contatti con la realtà di Copertino. Ricordo le prime telefonate con il Municipio che in quel periodo, nel 2006, stava subendo dei lavori con i centralini che avevano continuamente problemi tecnici.
Quel pomeriggio del 7 dicembre del 2006 ha rappresentato davvero una ripartenza nella riscoperta della figura del cardinale Brancati.

Un altro momento di svolta è stato l’incontro con il vescovo diocesano Mons. Nolè avvenuto nel bellissimo contesto del porto di Maratea. Giá in passato con il giornale avevamo sperimentato una collaborazione con il vescovo Talucci, predecessore di Nolè, attuale arcivescovo di Brindisi. All’ epoca partecipammo alla stesura di un volume riguardante il Beato sacerdote Domenico Lentini, un’altra figura straordinaria di santità che Lauria vanta.
L’incontro mattutino al porto di Maratea avvenuto nel 2005 insieme alla dottoressa Marianna Trotta giornalista dell’Eco fu un momento davvero importante. In quell’occasione svelammo al pastore diocesano la volontà di scrivere un libro un po’ particolare che potesse colpire ed entusiasmare. Non un tomo elevatissimo, ma quasi un istant book. Ci colpiva il contesto nel quale il Brancati aveva operato , la Roma barocca del ‘600 in cui i vizi non mancavano MA allo stesso tempo emergeva la forza di questo frate della provincia napoletana che rischiò di diventare Papa. Il volume, con molte imperfezioni, ha cercato di umanizzare e contestualizzare la figura del Brancati. Rispetto alle ottime ed alte pubblicazioni sul frate lauriota di Mons. Cantisani, il volume paga certamente il prezzo di questo desiderio di voler dimostrare la complessità della vita del Brancati fatta non solo di studio di preghiera e di meditazione , ben 20 mila furono le messe che il cardinale celebrò, ma anche di un’esistenza fatta d’azione e di scelte coraggiose.
“Chi più di lui” questo è stato il titolo del libro. La vera e propria esclamazione la recuperammo dagli anziani del paese che ricordavano che i loro nonni parlavano di un cardinale di Lauria che stava per diventare Papa se non fosse stato osteggiato dal re di Spagna.
L’operazione editoriale andò bene e promosse una rinnovata conoscenza della figura del frate. Tra l’altro, l’attuale non disponibilità di copie è la dimostrazione che il libro fu apprezzato e che forse occorrerà una nuova edizione, certamente riveduta e corretta anche alla luce di nuovi riscontri storici.
Permettetemi a questo punto di evidenziare un’altra piacevole scoperta che riguarda il frate Vescovo Nolè e forse tutti i frati conventuali minori. Si avverte in loro uno straordinario legame con il proprio ordine, si nota un rapporto quasi viscerale, mi verrebbe dire un tifo contagioso. Anche Brancati e San Giuseppe erano così. Proprio Brancati, ancora solo frate, litigò di brutto con un alto porporato che aveva messo in discussione le qualità dell’ordine.
Di Mons. Nolè ricordo il suo ardore quando si parlava di san Giuseppe e del Brancati, ardore che ho sperimentato anche qualche giorno fa, in occasione di una riunione operativa sulla prossima visita del cardinale Re a Lauria il 14 aprile in occasione del quarto centenario della nascita del cardinale.
L’approfondimento sul Brancati ha permesso di incrociare realtà straordinarie. Copertino innanzi tutto, leggere ed indagare su questa straordinaria amicizia che spinse il cardinale a lasciare gran parte de suoi averi per veder riconosciuta la santità del suo confratello, è un gesto davvero meraviglioso. Che rammarico per quella biografia scritta dal cardinale su San Giuseppe smarrita!
In parallelo a tante nuove scoperte, abbiamo avvertito un “soffio lieve” che seguiva il nostro lavoro. Ad esempio un’amicizia con una studentessa universitaria di Bologna portò a colmare una lacuna che avvertivamo e riguardava il volto autentico del cardinale. Basta infatti navigare un po’ su internet per rendersi conto che nel periodo del 500 e del 600 i visi dei porporati e di alcuni papi vengono raffigurati quasi allo stesso modo.
Con ogni probabilità molte tele sono andate smarrite nel corso del tempo, ed oggi ci troviamo con datate raffigurazioni quasi identiche tra loro: barba, pizzetto, sguardo ispirato… Poi un giorno una telefonata shock: era Antonella in stile Federica Sciarelli di Chi l’ha visto …”guarda che all’università, nella sala della quadreria c’è una tela di un cardinale, credo sia il tuo amico, quello di cui mi parli sempre facendomi una testa così !” Non potete immaginare l’ emozione che abbiamo provato nell’ aprire la busta giunta a Lauria nella quale la gentilissima Antonella Arena aveva riposto la foto.
Dicevo tanti episodi, alcuni davvero simpatici come quello legato alla città campana di Agerola. Nel ricercare spunti e notizie, i motori di ricerca google e virgilio si imbattevano continuamente con la lavanderia Esposito in via cardinale Brancati ad Agerola, o con la macelleria Spagnuolo in via cardinale Brancati …sempre Agerola. Il fiuto mi diceva che in quella città vi era qualcosa di interessante…mai avrei immaginato di scoprire un colossale equivoco storico e di addolorare delle pie donne ferventi estimatrici del cardinale Brancati. In effetti per più secoli Agerola pensava che il Brancati fosse stato un proprio figlio . Pensate com’era radicata la credenza: vi è in una bella chiesa agerolese un quadro dedicato al cardinale. Questo ci permette anche di dire come è insidiosa la ricerca storica e quanti errori si possono fare.
Grazie, o a causa di questi contatti, ho notato in questi ultimi anni, che molti siti di quel territorio hanno corretto l’informazione errata probabilmente indotta dalla frequentazioni del cardinale con influenti personaggi napoletani.
Ma se ad Agerola, la strada dedicata al cardinale, è frutto di un errore in buona fede, mi chiedo: tra Lauria e Copertino errori storici non ve ne sono e non ve ne possono essere! Ed allora perché non proporre alle nostre rispettive civiche amministrazioni di dedicare a Lauria una strada a san Giuseppe da Copertino e a Copertino una strada al cardinale Brancati.
Sarebbe un gesto straordinario, un gesto che esalterebbe l’amicizia tra due frati che sono entrati nella storia.

Nel corso di questi ultimi anni è stato organizzato a Lauria un evento culturale dedicato al Brancati in settembre che si intende riproporre .
A tal proposito sarebbe bello studiare delle iniziative in comune, immaginare un gemellaggio, un qualcosa che possa unire sempre più Copertino a Lauria.

Sono convinto che rispetto a questa iniziativa ci sarà qualcuno che farà il tifo per noi.
Dicevo poc’anzi di un “vento positivo” che spira sulle iniziative legate al cardinale.
Un’altra grande realizzazione ha trovato lo stimolo giusto grazie al Brancati.
Grazie alla disponibilità del parroco di Lauria e grazie alla generosità della famiglia Carluccio di Pisticci abbiamo ristrutturato un bel locale parrocchiale che è diventato in pochi mesi un punto di riferimento importante per la cultura a Lauria e nella valle del Noce. Questa sala ubicata nel quartiere natìo del cardinale è stata intitolata proprio al Brancati. Con un pizzico dì orgoglio possiamo evidenziare che da due anni Lauria gode di un cartellone teatrale di prim’ordine con compagnie teatrali provenienti da tutt’Italia grazie proprio a questo spazio ottimamente attrezzato.

Ecco dunque che quel quadro bellissimo appeso alla parete continua a generare frutti anche nel nostro tempo.

Infine, c è ancora dell’altro, la visita del Cardinale Re il 14 aprile prossimo e c’ è in fase avanzata una nuova iniziativa che stiamo portando avanti come giornale sempre con la preziosa supervisione del vescovo e del parroco.

Ci siamo detti: i libri sono importanti e servono, ma forse occorre sforzarsi di incrociare linguaggi diversi che possano essere più accattivanti. Ecco dunque l’idea di un fumetto sul Brancati che potrà diventerà successivamente un cartone animato. Il Cardinale è diventato per noi Gianfrancesco (il nome che aveva da ragazzo) e poi gieffe; siamo convinti potrà essere letto dai ragazzi ma anche dai grandi così come da quanti a fatica non superano l’introduzione nel rapportarsi ad un libro. L’idea è stata rafforzata dal felice incontro con Franca Iannuzzi ottima disegnatrice ed autrice del quadro che stasera è stato donato a Copertino.
Appena pronto il libro illustrato(settembre in occasione dell’evento citato) ovviamente ve ne faremo recapitare delle copie. Troverete delle bellissime pagine in cui viene descritto il rapporto viscerale tra i due frati. Vi sono davvero momenti commoventi, pieni di tanta vitalità.
Permettetemi infine di ringraziare gli organizzatori che stasera hanno fatto un miracolo: Antonio ed Alessandra, padre Giuseppe, persone davvero straordinarie! Hanno fatto nuovamente incontrare, dopo quasi quattro secoli, due amici diversi ma uniti nel guardare lo stesso orizzonte.
Questa sera idealmente raccogliamo la fiaccola dell’amicizia tra Giuseppe e Gianfrancesco, adoperiamoci insieme a farla ardere nell’interesse dei nostri ideali e delle comunità che rappresentiamo.
23 febbraio 2012