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Apr 112018
 

Il Movimento 5 Stelle di Senise restituisce al mittente l’invito ad indagare sulla situazione alloggi della contrada Rotalupo, evidenziando che non spetta alla minoranza tale compito, ma agli uffici preposti del Comune. Ecco quanto si dichiara: “Non sappiamo a cosa il sindaco Rossella Spagnuolo si stia riferendo, ma se ha accuse o nomi da fare, li faccia nelle sedi opportune, altrimenti la smetta di inquinare e intimidire il corretto clima di interlocuzione istituzionale con ipotetici rancori personali che vanno oltre la politica, perché questo non è il modo di procedere del M5S. Inoltre, non vogliamo farci contaminare e coinvolgere dalle bassezze e dalle rozze e polemiche argomentazioni che caratterizzano le esternazioni del sindaco.
Abbiamo sempre fatto proposte e ci siamo opposti a quanto non pertinente oppure contrario ai nostri principi e al nostro programma e se alle problematiche che di volta in volta ci sono state sottoposte dalla maggioranza abbiamo detto no, lo abbiamo fatto motivando la nostra contrarietà.
Ad esempio si ricordano la vicenda delle trivellazioni petrolifere e le osservazioni fatte sulla errata procedura adottata per il cambio del segretario comunale, piuttosto che la vicenda del concorso per il comandante dei vigili.
Ancora, abbiamo votato anche a favore, per l’istituzione del consiglio comunale dei ragazzi (presente nel nostro programma, ma non in quello depositato dalla maggioranza in sede di registrazione della lista nel maggio 2017 oltre che nel giugno 2017 dopo la proclamazione della vittoria elettorale), e siamo stati propositivi per la mozione per l’adesione al Patto dei Sindaci, votata all’unanimità dal consiglio comunale.
Altro aspetto molto interessante è legato ad una affermazione fatta sui social dalla sindaca: intende promuovere una “mozione di sfiducia”. Questa, per come è definita dalla normativa vigente, viene rivolta alla maggioranza o ad un assessore e non anche ai consiglieri di minoranza, dopo nove mesi di amministrazione è molto grave che non conosca queste differenze e quindi le rispondiamo che può tranquillamente presentare le dimissioni piuttosto che far perdere tempo al consiglio comunale.
Infine, a nostro avviso non è concepibile che chi riveste cariche istituzionali utilizzi, sui social network e su una testata “giornalistica” locale online, frasi che non sono chiare e insinuano dubbi su alcuni membri del nostro MoVimento, senza poi dare ulteriori informazioni per individuare chi o cosa sia stato fatto. In merito alla tempistica, ossia a ridosso di una pubblica e democratica manifestazione da noi organizzata, cosa si deve pensare? È una sorta di monito anche quello?
Se così fosse, ha sbagliato indirizzo!”

Feb 232018
 

Il Comitato pro- nuovo ospedale chiede più impegno da parte del governo cittadino. Proposto un incontro con il Commissario del San Carlo Maglietta. Scintille a distanza tra Domenico e Pasquale Mitidieri. Gli operatori sanitari
chiamati a scendere in piazza: “Quando si difendeva il tribunale, gli avvocati erano in prima fila!”

Il Comitato civico pro-nuovo Ospedale di Lagonegro ha organizzato il 21 febbraio 2018 un importante incontro nella sala consiliare del Municipio. Sono stati invitati i vertici dei sindacati lucani (Lombardi, Gambardella e Summa) oltre al consigliere regionale Romaniello.
“Ospiti” ma anche “padroni di casa” gli amministratori comunali con in testa il vicesindaco Giuseppe Sabella.
Si può certamente dire che l’incontro è stato molto forte nei toni. Rigettate le accuse di aver organizzato un’iniziativa a ridosso delle votazioni, dopo l’introduzione di Giuseppe Di Novi, ha preso la parola il presidente del Comitato l’ingegnere Pierino Mango. L’esperto rappresentate ha fatto brevemente la storia della rivendicazione sanitaria che ha radici antiche; Mango ha poi criticato frontalmente la classe politica che non si è fatta carico dei tanti problemi delle comunità, in particolare quelli dell’area sud della Basilicata. Lo spopolamento continuo è frutto della mancanza di servizi e di opportunità…. “Non si può affidare il sistema sanitario agli elicotteri!”.
L’ingegnere Mango ha raccontato un episodio davvero grave riguardante un bambino con insufficienza respiratoria ricoverato a Lagonegro. In un primo momento, dopo una serie di cure, era stato dimesso dalla struttura. Il suo intervento ha fatto aprire gli occhi ai medici che, vedendosi arrivare anche i carabinieri, hanno deciso di mantenere in osservazione il ragazzo che, secondo Mango, poteva anche morire se non riceva cure continue nella struttura… “la sanità non può essere gestita in questo modo!”
Nel corso della conferenza, da più parti è stato lanciato un appello affinchè anche i medici e gli addetti ai lavori della struttura sanitaria di Lagonegro scendano in campo. Il vicesindaco Sabella si è spinto a dire che per quanto riguarda la vertenza del Tribunale, gli avvocati fecero il diavolo a quattro. Oggi si avverte un silenzio assordante dagli operatori. Gli organizzatori del confronto sul punto hanno sparato a pallettoni affermando che ormai la regola è che non bisogna disturbare il conducente (l’allusione non tanto velata è indirizzata al presidente Pittella). Per l’ingegnere Mango anche l’Amministrazione Comunale deve uscire dal guado e deve con forza chiamare a responsabilità tutti i protagonisti di una vicenda che è ormai trentennale.
Sulla tempistica è intervenuto Carmine Lombardi della Uil evidenziando che non è possibile che in Basilicata occorrano 30 anni per realizzare qualcosa.
Le lungaggini fanno parte di un sistema che induce alla rassegnazione. Il sindacalista ha fatto l’esempio della Tito-Brienza: in quel caso i cittadini sono sfiduciati e le comunità non partecipano più nemmeno alle manifestazioni. Il concetto “ma ancora credete alle favole?” è grave e va assolutamente combattuto.
Altra questione sollevata è stata la posizione dell’ospedale di Villa d’Agri che riceverebbe un finanziamanto di 200 milioni per il suo potenziamento. Questa scelta regionale, se diventerà realtà, per il Comitato è uno schiaffo alle ispirazioni di Lagonegro, il sistema è diventato ormai schizofrenico….ci sono o non ci sono i soldi?
Il sindacalista Enrico Gambardella in rappresentanza della Cisl ha affermato che è sbagliato fare una guerra tra le varie realtà. La concorrenza non serve; le strutture lucane devono essere in ‘competizione’ con gli altri ospedali delle altre regioni.
Un tema che ha arroventato la discussione ha riguardato l’ ‘annessione’ dell’Ospedale di Lagonegro a quello del San Carlo. Pur comprendendo le difficoltà di una norma superata con un riposizionamento delle strutture, l’Asp è una certezza perchè garantisce un controllo sulle prestazioni. Senza controllo finirà che gli ospedali fagociteranno tutte le risorse economiche a danno della Medicina sul territorio. Su questo passaggio chiave si è soffermato il consigliere regionale Romaniello che aupica una fase in cui si facciano scelte….”il governo regionale sembra solo impegnato a spostare in aventi le scadenze senza intervenire”.
Molto interessante è stato anche il dibattito. La professoressa Flora ha posto l’accento sulle liste d’attesa che sono ormai la piaga anche dell’Ospedale di Lagonegro: una visita urgente non può essere effettuata dopo 1 anno! Così come il rapporto con il San Carlo è rimasto solo sulla carta, non vi è stato arricchimento professionale, gli specialisti sono rimasti ben fermi a Potenza. Sul punto Angelo Summa della Cgil si è detto preoccupato di un San Carlo in caduta libera che non è più polo d’eccellenza.
Tornando all’Ospedale di Lagonegro, questi è stato paragonato ad una stalla, ai limiti della decenza.
Ha rincarato la dose Domenico Mitidieri, già sindaco della città che ha attaccato duramente il primo cittadino in carica Pasquale Mitidieri. Per Domenico, Pasquale non può continuare ad essere un non sindaco. Nel rispetto umano, la situazione va chiarita e risolta. Sabella non è legittimato dal popolo…. “Si è buoni per andare ai comizi e poi però non si partecipa ad incontri cosi importanti come quelli sulla sanità! Pasquale deve chiarire!”.
Il clima si è fatto incandescente perché Domenico ha spaziato sugli altri temi di Lagonegro evidenziando che in paese non vi è più un cantiere, l’Amministrazione Comunale è assente a partire dal Laudemio dove le certezze sono solo le promesse.
Il vicesindaco Sabella ha cercato di parare i colpi evidenziando che è l’unità l’arma vincente per avere la costruzione del nuovo ospedale. Sabella ha anche difeso l’operato della giunta e l’impegno quotidiano. Il Comitato ha evidenziato, alla fine dell’incontro, che chiederà un tavolo urgente con il Commissario del San Carlo Maglietta per capire il futuro dell’Ospedale di Lagonegro. Aver azzerato tutto, ritornare ad avviare le procedure per la costruzione del nuovo ospedale e per la ristrutturazioen del vecchio, genera due opposti sentimenti: da un lato uno scoramento, dal’altro una ferma volontà a lottare. Pierino Mango sul punto è stato chiaro: “Io sono certo che riusciremo a tagliare il nastro del nuovo ospedale, costi quel che costi, ma dovremmo essere tutti più attivi, a partire dal governo cittadino che deve uscire dal silenzio…il conducente si può e si deve disturbare!”.

Feb 162018
 

METTIAMOCI IN GIOCO è l’Appello rivolto agli elettori e ai candidati in vista delle votazioni politiche del 4 marzo dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Tursi-Lagonegro, espressione del laicato associato che intende ispirare la propria azione ai principi della Costituzione e del Vangelo.
La Consulta guarda con preoccupazione al clima in cui arriviamo alle votazioni politiche per l’elezione dei parlamentari.
Un clima dominato fra i cittadini, soprattutto fra i giovani, da disaffezione crescente alla cosa pubblica e da dilagante tentazione di astenersi. Sarebbe molto pericoloso per la democrazia, perché verrebbe messa in discussione la sovranità del popolo, sancita dalla Costituzione, da parte dello stesso popolo. Quale futuro si prospetterebbe?
Un clima dominato nella campagna elettorale da toni sempre più alti e aggressivi per veicolare promesse di discutibile fattibilità, soprattutto sul piano della necessaria copertura finanziaria.
Senza programmi chiari e realistici fra i quali poter scegliere, quale speranza che dalle urne esca un responso che garantisca stabilità e governabilità? Quale futuro si prospetterebbe?
La Consulta dei Laici, pertanto, avverte il dovere di rivolgersi
– ai cittadini elettori, per richiamare il diritto-dovere di partecipare al voto, che tanto è costato e che non deve in modo alcuno essere svilito o calpestato, e il diritto-dovere di vigilare poi sull’operato degli eletti, richiamandoli a coerenza con programmi e promesse;
– ai candidati per richiamare il diritto-dovere di creare le condizioni affinché i cittadini tutti possano appassionarsi nuovamente alla politica e il diritto-dovere di formulare programmi chiari, credibili e fattibili, sui quali sia possibile agli elettori esercitare discernimento.
Lo fa attraverso un manifesto-appello in quattro punti che tracciano un itinerario ragionato:
perché andare a votare, come maturare un voto consapevole, quale profilo ha la politica che vogliamo rivolta al bene comune, perché il dopo voto conta ancora più del voto.
A chiunque abbia a cuore il futuro di regione e dell’intero Paese lancia la proposta di costituire insieme un contesto permanente per aiutarci reciprocamente a maturare scelte responsabili e ad esercitare opportuna vigilanza.

vescovo

Ott 052017
 

Il 4 ottobre 2017 è stata presentata la compagine di Calcio a 5 femminile Asd Venus Lauria. Il clima di festa ha infervorato le atlete e i dirigenti consci di una stagione che presenterà certamente difficoltà ma che regalerà a tutto l’ambiente anche belle soddisfazioni.

venus

Mag 152017
 

Il sodalizio “Più siamo meglio stiamo” di Lauria ispirato e guidato dal prof. Raffaele Papaleo ha riproposto per il quinto anno consecutivo l’ascesa al veneratissimo Santuario della Madonna del Soccorso di Trecchina partendo dal Monumento ai Caduti di Lauria. Molto bello è stato il clima che si è instaurato tra partecipanti alla iniziativa. Si sono registrati momenti di fraternità e di accoglienza da parte delle famiglie residenti lungo il percorso. Straordinaria è stata l’attenzione riservata ai camminatori da parte del parroco di Trecchina don Guido Barbella e del comitato del Santuario.

01 Santuario Trecchina 2017 LOCANDINA

Apr 182017
 

SALVIAMO IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

Il settore delle costruzioni in Basilicata ha bisogno di un rilancio reale, occorre passare dalla politica degli annunci all’apertura dei cantieri ,e, per far si che ciò avvenga occorre una seria e differenziata programmazione: messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, nuova progettazione di una viabilità che riduca il gup infrastrutturale tra il mezzogiorno d’Italia ed il resto del paese.
Il Governo investe poco al Sud e aldilà dei proclami o dei termini più o meno nuovi i cantieri non aprono e continuiamo ad assistere al lento declino del settore delle costruzioni, agli oltre 5.000 addetti persi in Regione nel periodo pre-crisi 2008-2015 vanno aggiunti altri 1000 posti di lavoro persi nel 2016 nella sola Provincia di Potenza.
Per quanto attiene la viabilità la regione sconta da anni un’arretratezza infrastrutturale non più sostenibile dalle popolazioni, le uniche opere realizzate risalgono agli anni 70, tutte quelle programmate successivamente risultano incompiute; i nostri centri vivono un isolamento , molte volte risulta difficile se non impossibile raggiungerli , altro che crescita culturale e industriale, qualsiasi iniziativa economica passa attraverso una infrastrutturazione efficiente e sicura, un territorio scarsamente infrastrutturato non è in grado di attrarre investimenti, è noto a tutti che le infrastrutture da sole non creano sviluppo , ma sono la pre-condizione.
La scelta scellerata del Governo Renzi di andare al superamento delle Province , scongiurata dal Referendum del 04 dicembre u.s. , ha determinato un vuoto amministrativo ed oggi siamo in attesa di capire con quali risorse le Province devono assolvere a funzioni importantissime come la viabilità, tutto ciò ha ulteriormente appesantito la già grave ed insostenibile situazione dello stato di tutte le arterie Provinciali, “ viabilità minori ”; in alcuni casa basta una caduta massi, o qualche metro di fango , che scendono sulla carreggiata e molti comuni restano difficilmente raggiungibili per anni , aumentando i disagi delle popolazioni ed accentuando il problema atavico di questa regione “ lo spopolamento”!
Ancora una volta la grande opportunità data dai fondi Europei è stata un’opportunità sprecata, anziché utilizzare quelli ingenti somme di danaro per il fine con il quale venivano assegnati “ Risorse Straordinarie destinate alle area meno sviluppate “, sono state utilizzate come investimenti ordinari e quindi non in grado di ridurre il gup infrastrutturale esistente tra le diverse aree del paese.
Da anni si aspetta l’inizio dei cantieri della circumvallazione dell’abitato di Brienza per evitare che il traffico veicolare e pesante passi nell’abitato , opera programmata agli inizi degli anni 80 , per collegarsi all’innesto dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e alla Val d’Agri , arteria finanziata che non si riesce a cantierizzare; le ultime notizie ci dicono che l’anno in corso sarà quello buono! Speriamo non sia come gli altri………….
Le grandi Stazioni Appaltanti continuano a non dedicare la dovuta attenzione al nostro territorio: non si programmano nuove opere, non si completano le incompiute, basti pensare che l’unica nuova opera che Anas realizzerà nei prossimi anni è la Galleria Acquafredda, nel comune di Maratea, sulla quale insiste già un finanziamento.
La situazione non migliora sul capitolo manutenzioni e messa in sicurezza delle arterie esistenti, pur riconoscendo il cambio di passo rispetto al 2013 ed il grande lavoro che sta svolgendo l’Osservatorio Regionale delle Opere Pubbliche; non possiamo immaginare per la nostra Regione un qualsiasi sviluppo, che possa andare dall’industria al turismo , a Matera 2019 con una viabilità così inefficiente, l’asse Basentano , ( l’arteria più utile per raggiungere la capitale della cultura Europea passando per il capoluogo di Regione, la vera porta di accesso dell’intera Regione ) è diventato meno sicuro , infatti le continue interruzione e restringimenti delle carreggiate e la restrizione all’altezza di Vietri di Potenza determinate dai cantieri aperti danno il segnale di quanto queste arterie hanno bisogno di essere rimodernate e messe in sicurezza; consegnando agli automobilisti , che la precorrono , un immagine di Regione chiusa , quasi a voler indicare un segnale di divieto di accesso alla Regione.
Anas deve rispettare il popolo lucano e per farlo dovrebbe chiedere scusa ai cittadini per quello che sta accadendo sul Raccordo Siggignano-Potenza, i lavori non possono durare un decennio e senza alcuna programmazione e rispetto per chi la percorre , così come è avvenuto nelle scorse settimane, con la chiusura dell’arteria all’altezza del bivio di Balvano : prima si è dirottato il traffico su una mulattiera piena di buche e priva di segnaletica e poi si è trovata la soluzione della Bretella lunga circa 600 m; non si poteva operare al contrario? Prima si realizzava la bretella e poi si procedeva alla chiusura del raccordo?
E’ diventato urgente oltre che improcrastinabile un piano di manutenzione straordinario che si basi essenzialmente su nuove tecnologie moderne di lavori pubblici e apre il fronte occupazionale anche a nuove figure di cui i nostri cantieri hanno assoluto bisogno, non possiamo continuare ad avere un numero elevato di lavoratori ultra 60 enni presenti nei cantieri , non in possesso più della completa idoneità fisica per svolgere un lavoro così gravoso; pensavamo che A.P.E. ( Anticipo Pensionistico ) fosse la risposta giusta al problema , ma i troppi vincoli per accedervi hanno reso vano quel provvedimento.
Occorre fare sinergia tra pubbliche amministrazioni, imprese, lavoratori , università, con l’obbiettivo di ridurre il numero delle stazioni Appaltanti e elevare la qualità delle progettazioni , non possiamo assistere che ogni lavoro che va in gara deve passare le forche caudine dei contenziosi giudiziari , ormai diventati prassi ordinaria, specie in questa regione nella quale i tempi di progettazione e realizzazione delle opere ha il triste primato della lentezza, dalla sua progettazione un’opera ha bisogna di oltre 900 giorni per andare in gara.

Tutti gli indicatori ci dicono che il settore non sarà più quello pre-crisi 2008, non ci saranno più le risorse sufficienti per la realizzazione di lavori pubblici, il fabbisogno mobiliare non sarà più quello di una volta, (abbiamo costruito troppo e male ), i continui cambiamenti climatici ci impongono zero consumo del suolo e quindi recupero del patrimonio edilizio esistente , a partire dai nostri centri storici.
Senza queste politiche attive e mirate il settore delle costruzioni sarà consegnato ad un inevitabile declino, accelerando il vero cancro di questa Regione lo spopolamento.

Sciopero generale della Cgil allo svincolo di Lauria Nord

Feb 152017
 

Il nuovo prefetto di Potenza, Giovanna Stefania Cagliostro, ha incontrato oggi, per una visita istituzionale, il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.

In arrivo da Lucca, Cagliostro da ieri, 13 febbraio, ha preso il posto di Marilisa Magno, nominata prefetto di Bari.

Nel corso dell’incontro, in un clima di massima cordialità, il Governatore lucano ha illustrato le criticità e le potenzialità della Basilicata soffermandosi sugli ultimi dati riguardanti la crescita della Basilicata sia in relazione al sistema produttivo che all’occupazione.

Il prefetto ha sostenuto, in particolare, di voler un continuare il proficuo rapporto di collaborazione istituzionale ed ha sottolineato la necessità di seguire da vicino gli enti locali, i comuni, che rappresentano il primo front office per i cittadini.

Il presidente Pittella e il prefetto hanno inoltre convenuto sulla necessità di rafforzare il dialogo istituzionale, a partire dal mondo della scuola, intesa come piattaforma per costruire un futuro migliore, anche riportando fra i banchi l’educazione civica.

“Nel rispetto dei ruoli sono convinto – ha concluso il presidente – che riusciremo a creare le condizioni per un percorso comune nell’interesse generale della nostra comunità”.

Il prefetto ha quindi salutato il presidente lasciando il seguente messaggio nel libro degli ospiti d’onore: “Grazie per l’accoglienza in questa bella terra”.

prefetto1

Gen 192017
 

Non sono passati inosservati all’attenzione dell’Amministrazione Comunale i disservizi patiti in questi giorni dagli abitanti delle contrade pisticcesi: la carenza del servizio idrico gestito da Acquedotto Lucano ha infatti coinvolto centinaia di famiglie residenti nelle zone rurali del territorio. Più di una settimana senz’acqua e i conseguenti disservizi hanno causato una vera e propria emergenza idrica nella comunità di Pisticci, mentre nel resto della Regione stampa ed opinione pubblica si interrogavano sulle evidenti criticità che hanno coinvolto la maggior parte dei comuni lucani: “Questa emergenza ha messo in luce la necessità di effettuare una seria riflessione sulla qualità delle strutture idriche della nostra Regione – afferma il Sindaco di Pisticci Viviana Verri – Si è trattato certamente di un evento straordinario rispetto agli standard climatici del nostro territorio, ma ha anche evidenziato alcune gravi lacune che hanno finito per gravare proprio sulla cittadinanza, lacune denunciate nei giorni scorsi da un’interrogazione del consigliere regionale M5S Gianni Leggieri.
Il numero elevato di contatori rotti, le condotte ghiacciate ed i guasti continui impongono la programmazione di interventi strutturali per evitare il ripetersi di queste criticità in futuro. Mi preme ringraziare gli operai e i tecnici di Acquedotto Lucano, che nei giorni dell’emergenza hanno lavorato in condizioni a dir poco difficili; un grazie va anche agli operatori della sede di Marconia di AQL, che in questi giorni critici sono stati in continuo contatto con noi per affrontare una situazione complicata. L’Amministrazione di Pisticci non può, però, ritenersi soddisfatta della gestione dell’emergenza da parte di AQL nelle campagne e nelle zone rurali: gli utenti delle contrade, infatti, hanno vissuto giornate di grande difficoltà poiché il ripristino del servizio idrico è avvenuto troppo lentamente e attualmente non sono ancora del tutto cessate carenze ed interruzioni della fornitura.
Noi, dal canto nostro, abbiamo messo in campo ogni azione possibile per alleviare le difficoltà, grazie alla collaborazione della Protezione Civile e della Polizia Locale, provvedendo anche alla distribuzione di acqua potabile nelle contrade e nel paese. Le problematiche che si presentano nelle zone rurali, anche se non densamente popolate, devono essere affrontate allo stesso modo con cui vengono affrontate le emergenze idriche del centro del paese: per questo sollecito Acquedotto Lucano a dare una soluzione definitiva all’insostenibile situazione degli abitanti delle contrade, ormai allo stremo per l’assenza di acqua e per i nuovi disservizi che si stanno ripresentando in queste ore. Una volta superata definitivamente l’emergenza – conclude la prima cittadina pisticcese – sarà tempo di programmare interventi che ci permettano di mettere in campo tutte le soluzioni per evitare il ripetersi di queste criticità: si tratta di tematiche molto importanti e delicate su cui Acquedotto Lucano dovrà fare una seria analisi per evitare il ripetersi di criticità già vissute e non del tutto imprevedibili”.

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