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Lug 242018
 

L’assessore regionale esprime dispiacere per le condizioni di salute di Sergio Marchionne e ricorda l’importanza dell’accordo sottoscritto con il manager per la creazione di un Centro di eccellenza per la ricerca sui sistemi di produzione nello stabilimento lucano

“Nell’esprimere profondo dispiacere per le condizioni di salute di Sergio Marchionne, manager visionario che, in una stagione particolarmente difficile per il settore automobilistico, ha saputo traghettare il gruppo torinese verso nuovi orizzonti, l’auspicio della classe politica e del sistema produttivo della Basilicata è che il nuovo Amministratore delegato di Fiat Chrysler, Mike Manley, sappia riconoscere e valorizzare il ruolo strategico dello stabilimento di Melfi attraverso investimenti orientati all’innovazione dei prodotti e dei processi, salvaguardando i livelli occupazionali”.

Lo dichiara l’assessore alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata, Roberto Cifarelli.

“Tra Gruppo Fiat e Regione Basilicata – aggiunge – vi è sempre stata grande intesa e collaborazione, come testimoniano la realizzazione in tempi record, agli inizi degli anni ’90, di uno dei poli produttivi all’avanguardia nel Mezzogiorno, oltre che l’accordo sottoscritto nel 2008 per la creazione di un Centro di eccellenza per la ricerca sui sistemi di produzione nello stabilimento lucano. A quell’accordo, che porta, tra l’altro, proprio la firma di Sergio Marchionne, è necessario dare ulteriore linfa, per fare di Melfi il fiore all’occhiello della Fca in Europa”.

Mar 132018
 

Il 12 marzo 2018, alla fine di uno spigoloso Consiglio Comunale su materie economiche incandescenti, la sala consiliare di Lagonegro è stata la sede di un approfondito e vibrante confronto tra cittadini alla presenza degli amministratori della città.
Ha preso la parola il leader del Comitato pro-nuovo Ospedale di Lagonegro l’ing. Pietro Mango che senza giri di parole è andato subito al cuore del problema: la difesa della sanità a Lagonegro è una battaglia di civiltà. Da alcuni carteggi emerge che c’era chi già sapeva che l’Ospedale nuovo in località Cappella non si sarebbe mai costruito. Questa notizia occultata, ma presente nelle documentazioni ufficiali, è molto grave. Per Mango il sindaco Pasquale Mitidieri era a conoscenza della vicenda. L’esperto coordinatore del comitato ha utilizzato la metafora del ‘cavallo di Troia’ per spiegare al folto pubblico quello che è avvenuto a Lagonegro. “Vi è stato un vero e proprio tradimento. Ci hanno divisi, E’ stato un raggiro”. Mango ha rincarato la dose: “C’è chi ha avuto l’abilità di confondere le lingue, come in una gigantesca torre di babele”. Per l’ingegnere la cosa ancora più grave è che in un Piano Sanitario regionale confuso, ognuno sta cercando di portarsi via “una mollica”. Mango ha messo in evidenza la spoliazione della città. Anche gli uffici regionali presto verranno smantellati… e i giovani continueranno ad emigrare.
Pierino Mango ha poi salutato con soddisfazione l’inizio dei lavori legati alla ristrutturazione dell’Ospedale ma ha già ravvisato una incredibile contraddizione: si sta costruendo una paratia su una paratia preesistente, a dimostrazione di reiterate sottovalutazioni tecniche. Mango ha concluso il suo primo intervento auspicando l’unità della popolazione come unica arma per ridare a Lagonegro quello che ‘è’ di Lagonegro.
E’ intervenuto l’avvocato Raffaele Siervo che ha spiegato l’allarme degli ultimi giorni legato alla trasformazione di un servizio h24 alla “sola” reperibilità notturna. In pratica alcuni servizi tecnologici (caldaie ed impianti) avevano del personale sempre presente nell’Ospedale di Lagonegro. Ora, dalle 22 fino alla mattina successiva, le maestranze dovranno essere chiamate a casa se accadrà un’emergenza. Per Siervo, ma non solo per lui, questo è un altro segnale dell’allentamento dell’attenzione verso l’Ospedale di Lagonegro. Per l’avvocato bisogna smetterla di dividersi sulle etichette (“Io sono amico di Domenico Mitidieri e ne sono onorato, ma questo non significa nulla”) …bisogna essere uniti e compatti. Su questa impostazione Siervo ha chiesto, ed ha trovato, il massimo ascolto da parte del governo cittadino, soprattutto negli ultimi giorni. L’esperto professionista ha poi ‘toccato’ la questione del sindaco Pasquale Mitidieri che certamente con la presenza potrebbe dare maggiore autorevolezza alla battaglia (su questo aspetto, già nel corso della seduta del Consiglio Comunale, Domenico Mitidieri aveva criticato duramente e con ironia l’atteggiamento politico del dottor Mitidieri… “Si va al lavoro, si partecipa alle messe, al carnevale, alle riunioni politiche… ma poi si è impediti a partecipare ai Consigli Comunali!”) .
Siervo ha anche affrontato la questione delle Risonanza magnetica. E’ stato acquistato uno strumento per la struttura di Lauria del costo di 250 mila euro, ma oltre l’apparecchio quello che è pericoloso per Lagonegro è che si parla sempre meno della sua centralità rispetto proprio a Lauria.
La sensazione per Siervo è che alcune vicende si stanno consumando per “vendetta”. Perciò va presa una posizione forte: “Prima Lagonegro. Basta al torpore culturale nel quale siamo stati immersi! Non dobbiamo avere paura (citazione di Papa Giovanni Paolo II) , ce la possiamo fare!” ha affermato l’avvocato, riscaldando la platea.
L’altro tema evidenziato è stato l’’accorpamento’ dell’Ospedale di Lagonegro al San Carlo. Per tutti gli intervenuti è questo l’errore abissale commesso dalla classe politica e sanitaria. E’ stato davvero un frutto avvelenato. Mentre Lauria, Maratea e Chiaromonte non hanno più problemi e crescono, l’Ospedale di Lagonegro, insieme a quello di Villa d’Agri e Melfi, hanno difficoltà e ne avranno sempre di più perche verranno fagocitati, un pò per volta, dal San Carlo.
Il confronto si è arricchito anche della riflessione della dottoressa Leone che lavora proprio nell’Ospedale di Lagonegro. Per la professionista è difficile che si possa tornare indietro dal San Carlo, bisogna perciò difendere con i denti quello che si ha. Il reparto trasfusionale è stato al centro di alcuni passaggi preoccupati (sarà ridotto o chiuso?) nel corso del dibattito. Leone ha anche evidenziato che nella struttura lagonegrese mancano medici.
La professoressa Giuseppina Flora ha preso la parola evidenziando che la Regione deve tornare indietro; Lagonegro deve svincolarsi dall’abbraccio mortale del San Carlo. Bisogna rivedere il Piano che nel 2017 ha generato 5 milioni di euro di emigrazione sanitaria in più, dunque questa programmazione non sta dando grandi risultati.
Enrico Spera ha ribadito la debolezza nel non avere un sindaco eletto dal popolo accanto ai cittadini in un momento difficile come questo. Ha auspicato che ai documenti, che potrebbero anche non servire molto, debbano seguire azioni di lotta concrete.
Rodolfo Oranges, in modo accorato, ha spinto tutti all’impegno: Lagonegro è in crisi, vede la sanità arretrare cosi come la presenza scolastica. Per Oranges si sta cadendo in un precipizio. Bisogna dar vita ad una battaglia vera. Non va sprecato quello che è stato conquistato dalle generazioni precedenti con grandi sacrifici.
Per l’assessore Antonio Fiore non era una cattiva idea ipotizzare l’Ospedale di Lagonegro come un piccolo San Carlo, soprattutto se si pensa alla qualità. Purtroppo non è stato così. Lagonegro rischia la spoliazione. Occorre anche chiarirsi con Lauria dando vita ad un vero e proprio negoziato. Va ribadita la centralità di Lagonegro. Non si deve rimanere inermi. Per Fiore si sta facendo la politica del carciofo per Lagonegro: si toglie una foglia alla volta. Non è più possibile che ciò accada.
Domenico Mitidieri, già sindaco della città, è intervenuto evidenziando che il riordino sanitario ha creato tutta una serie di disparità. Il Distretto della Salute di Lauria doveva partire solo dopo la posa della ‘prima pietra’ del nuovo ospedale di Lagonegro. Così non è stato. Vi è stata una grande scorrettezza. La città di Lagonegro è baricentrica per natura, ora si vuole sovvertire questo principio. E’ Lagonegro che può frenare l’emigrazione sanitaria e può calamitare pazienti dalla Calabria e dalla Campania. L’avvocato Mitidieri ha ripercorso le grandi battaglie per il tribunale ed ha concluso: …“un tempo il collegio elettorale faceva riferimento a Lagonegro…ora è Lauria-Potenza. Non si può sopportare più quello che sta accadendo”.
Antonio Laino in modo chiaro ed esplicito ha evidenziato che la responsabilità di tutto è dei Pittella e della loro politica che sta mettendo in difficoltà Lagonegro. E’ ora di dire basta.
L’assessore Maria Di Lascio ha chiesto unità e l’impegno comune per la crescita ed il lavoro a Lagonegro.
L’intervento del vicesindaco Giuseppe Sabella è stato vibrante: basta alla spoliazione della città che sta andando avanti da 20 anni. Enel, Telecom, Carcere, Ufficio postale ridimensionato, Tribunale a rischio continuo che può creare problemi anche al mantenimento della Tenenza dei Carabinieri e della Polizia Stradale… non è più possibile assistere a tutto ciò. Bisogna ritrovare l’orgoglio di essere lagonegresi. Bisogna evitare i rancori e le spaccature. Nessun baratto si può fare sulla centralità della città. In tutte le altre strutture sanitarie si stanno spendendo milioni di euro. Occorre subito un Consiglio Comunale aperto. Bisogna vigilare su quello che si ha, mantenerlo e potenziarlo; al tempo stesso va continuata la battaglia per la costruzione del nuovo ospedale sul nuovo sito individuato.
L’ingegnere Mango ritorna sull’ospedale nuovo: il Comune deve velocizzare gli atti per la variante urbanistica, bisogna capire che ospedale si farà, reparto per reparto, specializzaizone per specializzazione. Cosa significa Ospedale di base? Ecco perché è importante che si ridiscuta il Piano sanitario. Sono stati ‘mossi’ sul territorio dei servizi sanitari… questi spostamenti possono creare dei nuovi equilibri tendenti ad escludere e a ridimensionare l’Ospedale di Lagonegro. Questo non dovrà avvenire, si è pronti, nell’unità, ad ogni battaglia.

Feb 232018
 

Il Comitato pro- nuovo ospedale chiede più impegno da parte del governo cittadino. Proposto un incontro con il Commissario del San Carlo Maglietta. Scintille a distanza tra Domenico e Pasquale Mitidieri. Gli operatori sanitari
chiamati a scendere in piazza: “Quando si difendeva il tribunale, gli avvocati erano in prima fila!”

Il Comitato civico pro-nuovo Ospedale di Lagonegro ha organizzato il 21 febbraio 2018 un importante incontro nella sala consiliare del Municipio. Sono stati invitati i vertici dei sindacati lucani (Lombardi, Gambardella e Summa) oltre al consigliere regionale Romaniello.
“Ospiti” ma anche “padroni di casa” gli amministratori comunali con in testa il vicesindaco Giuseppe Sabella.
Si può certamente dire che l’incontro è stato molto forte nei toni. Rigettate le accuse di aver organizzato un’iniziativa a ridosso delle votazioni, dopo l’introduzione di Giuseppe Di Novi, ha preso la parola il presidente del Comitato l’ingegnere Pierino Mango. L’esperto rappresentate ha fatto brevemente la storia della rivendicazione sanitaria che ha radici antiche; Mango ha poi criticato frontalmente la classe politica che non si è fatta carico dei tanti problemi delle comunità, in particolare quelli dell’area sud della Basilicata. Lo spopolamento continuo è frutto della mancanza di servizi e di opportunità…. “Non si può affidare il sistema sanitario agli elicotteri!”.
L’ingegnere Mango ha raccontato un episodio davvero grave riguardante un bambino con insufficienza respiratoria ricoverato a Lagonegro. In un primo momento, dopo una serie di cure, era stato dimesso dalla struttura. Il suo intervento ha fatto aprire gli occhi ai medici che, vedendosi arrivare anche i carabinieri, hanno deciso di mantenere in osservazione il ragazzo che, secondo Mango, poteva anche morire se non riceva cure continue nella struttura… “la sanità non può essere gestita in questo modo!”
Nel corso della conferenza, da più parti è stato lanciato un appello affinchè anche i medici e gli addetti ai lavori della struttura sanitaria di Lagonegro scendano in campo. Il vicesindaco Sabella si è spinto a dire che per quanto riguarda la vertenza del Tribunale, gli avvocati fecero il diavolo a quattro. Oggi si avverte un silenzio assordante dagli operatori. Gli organizzatori del confronto sul punto hanno sparato a pallettoni affermando che ormai la regola è che non bisogna disturbare il conducente (l’allusione non tanto velata è indirizzata al presidente Pittella). Per l’ingegnere Mango anche l’Amministrazione Comunale deve uscire dal guado e deve con forza chiamare a responsabilità tutti i protagonisti di una vicenda che è ormai trentennale.
Sulla tempistica è intervenuto Carmine Lombardi della Uil evidenziando che non è possibile che in Basilicata occorrano 30 anni per realizzare qualcosa.
Le lungaggini fanno parte di un sistema che induce alla rassegnazione. Il sindacalista ha fatto l’esempio della Tito-Brienza: in quel caso i cittadini sono sfiduciati e le comunità non partecipano più nemmeno alle manifestazioni. Il concetto “ma ancora credete alle favole?” è grave e va assolutamente combattuto.
Altra questione sollevata è stata la posizione dell’ospedale di Villa d’Agri che riceverebbe un finanziamanto di 200 milioni per il suo potenziamento. Questa scelta regionale, se diventerà realtà, per il Comitato è uno schiaffo alle ispirazioni di Lagonegro, il sistema è diventato ormai schizofrenico….ci sono o non ci sono i soldi?
Il sindacalista Enrico Gambardella in rappresentanza della Cisl ha affermato che è sbagliato fare una guerra tra le varie realtà. La concorrenza non serve; le strutture lucane devono essere in ‘competizione’ con gli altri ospedali delle altre regioni.
Un tema che ha arroventato la discussione ha riguardato l’ ‘annessione’ dell’Ospedale di Lagonegro a quello del San Carlo. Pur comprendendo le difficoltà di una norma superata con un riposizionamento delle strutture, l’Asp è una certezza perchè garantisce un controllo sulle prestazioni. Senza controllo finirà che gli ospedali fagociteranno tutte le risorse economiche a danno della Medicina sul territorio. Su questo passaggio chiave si è soffermato il consigliere regionale Romaniello che aupica una fase in cui si facciano scelte….”il governo regionale sembra solo impegnato a spostare in aventi le scadenze senza intervenire”.
Molto interessante è stato anche il dibattito. La professoressa Flora ha posto l’accento sulle liste d’attesa che sono ormai la piaga anche dell’Ospedale di Lagonegro: una visita urgente non può essere effettuata dopo 1 anno! Così come il rapporto con il San Carlo è rimasto solo sulla carta, non vi è stato arricchimento professionale, gli specialisti sono rimasti ben fermi a Potenza. Sul punto Angelo Summa della Cgil si è detto preoccupato di un San Carlo in caduta libera che non è più polo d’eccellenza.
Tornando all’Ospedale di Lagonegro, questi è stato paragonato ad una stalla, ai limiti della decenza.
Ha rincarato la dose Domenico Mitidieri, già sindaco della città che ha attaccato duramente il primo cittadino in carica Pasquale Mitidieri. Per Domenico, Pasquale non può continuare ad essere un non sindaco. Nel rispetto umano, la situazione va chiarita e risolta. Sabella non è legittimato dal popolo…. “Si è buoni per andare ai comizi e poi però non si partecipa ad incontri cosi importanti come quelli sulla sanità! Pasquale deve chiarire!”.
Il clima si è fatto incandescente perché Domenico ha spaziato sugli altri temi di Lagonegro evidenziando che in paese non vi è più un cantiere, l’Amministrazione Comunale è assente a partire dal Laudemio dove le certezze sono solo le promesse.
Il vicesindaco Sabella ha cercato di parare i colpi evidenziando che è l’unità l’arma vincente per avere la costruzione del nuovo ospedale. Sabella ha anche difeso l’operato della giunta e l’impegno quotidiano. Il Comitato ha evidenziato, alla fine dell’incontro, che chiederà un tavolo urgente con il Commissario del San Carlo Maglietta per capire il futuro dell’Ospedale di Lagonegro. Aver azzerato tutto, ritornare ad avviare le procedure per la costruzione del nuovo ospedale e per la ristrutturazioen del vecchio, genera due opposti sentimenti: da un lato uno scoramento, dal’altro una ferma volontà a lottare. Pierino Mango sul punto è stato chiaro: “Io sono certo che riusciremo a tagliare il nastro del nuovo ospedale, costi quel che costi, ma dovremmo essere tutti più attivi, a partire dal governo cittadino che deve uscire dal silenzio…il conducente si può e si deve disturbare!”.

Ago 252017
 

Sarà il giornalista Marco Esposito, caposervizio della redazione Economia de “Il Mattino”, il protagonista del nuovo appuntamento con la storia e la cultura in programma domani alle 18 al Parco Storico Rurale e Ambientale
della Grancia a Brindisi di Montagna, nell’ambito delle iniziative organizzate dal direttore del parco, Nicola Manfredelli. Esposito, nel corso di un incontro moderato da Giampiero Perri, racconterà del suo recente libro “Separiamoci”, (prefazione di Pino Aprile), attraverso il quale analizza le ragioni che potrebbero rendere inevitabile “dividersi“ dal Nord per ritornare ad un Sud indipendente. Esposito ripercorre nel saggio la storia dei vari governi che si sono succeduti dopo l’Unità d’Italia per soffermarsi sugli ultimi anni contraddistinti dal graduale abbandono del Mezzogiorno da parte delle banche e delle grandi aziende, dall’acuirsi della pressione fiscale sulle regioni meridionali, che non riescono più a garantire la sanità e i servizi. Esposito attribuisce il declino complessivo sociale ed economico del Paese ad oltre vent’anni di scelte pubbliche “nordcentriche” che hanno acuito il divario tra Nord e Sud e non hanno saputo sfruttare e distribuire le risorse. Il libro, dietro la provocazione scissionistica, contiene l’esortazione ai napoletani a reagire affinché tornino a credere in se stessi e a sognare: al contempo è un richiamo alla classe politica, una sfida a far ripartire il Paese a cominciare dalla
realizzazione di un nuovo patto sociale e più equo tra Nord e Sud.

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Apr 262014
 

Un cambiamento della “Politica” a livello comunale e un rinnovamento della “classe dirigente” che ha amministrato l’Ente Locale negli ultimi anni.
Questo chiede oggi il popolo di Bernalda secondo il questionario proposto dall’Associazione “Prima Persona Bernalda-Metaponto” che ha voluto promuovere in vista dell’elezioni comunali del 25 maggio prossimo, un sondaggio di opinione sulla situazione politico-amministrativa di Bernalda.
I risultati del sondaggio inoltre hanno messo in evidenza come sia negativo il parere della cittadinanza bernaldese, che ha partecipato all’iniziativa, sulle passate amministrazioni del Comune di Bernalda.
L’85,29% degli intervistati, infatti, ha risposto Negativamente alla domanda sul giudizio complessivo della classe politica che ha amministrato la città di Bernalda negli ultimi 20 anni.
Un risultato che non può certamente passare inosservato.
La sfiducia nei partiti è il risultato più evidente del sondaggio che evidenzia difatti che il 35,59% degli intervistati vorrebbe una classe politica espressione della società civile limitando peso ai partiti e il 26,27% solo espressione della società civile senza partiti, contro il 34% che la vorrebbe dei Partiti e della società civile e il 3,39% solo dei partiti.
Il Questionario ha inoltre dato la possibilità ai cittadini di dare un voto agli amministratori che nel corso degli ultimi 20 anni hanno guidato il Comune di Bernalda.
Ed il risultato non è certamente lodevole per gli amministratori che sono stati inequivocabilmente bocciati dagli intervistati che chiedono ai prossimi amministratori di favorire lo sviluppo delle attività economiche e produttive sul territorio (77%), rendere la città più vivibile sotto il profilo urbano, ambientale, infrastrutturale (74%), incrementare le opportunità di lavoro e di inserimento dei giovani e promuovere la crescita culturale, civile e sociale dei giovani dell’intera Comunità (72%), riorganizzare la macchina burocratica per migliorare l’efficienza dei servizi comunali (71%), rafforzare la vita democratica e la partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative (57%).
Risultati importanti, quelli del sondaggio che “Prima Persona Bernalda-Metaponto” ha voluto fortemente proporre ai cittadini che sono stati chiamati a dare un giudizio a chi li ha amministrati fin ora e che hanno potuto chiedere forse per la prima volta, cosa vorrebbero per il proprio Paese.
Sta ora a chi si affaccerà alla competizione elettorale cercare di capire davvero le esigenze del Cittadino e creare quella strada giusta che riporti la fiducia, ormai persa, verso la Politica.
Compito che l’ Associazione bernaldese , attraverso il confronto, il dialogo sta cercando di attuare affinché tutti i cittadini di Bernalda possano partecipare alla vita politica e civile del Paese in Prima Persona.

prima persona

Ago 242013
 

Albino Rossi, apprezzato scrittore e uomo di cultura lucano, ha presentato un libro nel quale ha ripercorso gli anni difficili della istituzone delle Terme di Latronico. Lo scrittore, in occasione del ventennale svoltosi il 22 agosto,
è andato oltre lanciando degli allarmi molto precisi e circostanziati sul futuro delle terme. Non ha risparmiato critiche ed ha chiamato a responsabilità la classe politica. All’incontro ha partecipato l’on. Boccia e il sindaco De Maria.

Ago 102013
 

Prosegue lo stato di agitazione a Lauria in seguito ad alcune azioni messe in campo dall’Anas che determinano di fatto il soffocamento delle aree di servizio locali. La preoccupazione tra i due imprenditori gestori degli impianti ed i lavoratori è molto alta. Il 9 agosto si è svolta una manifestazione alla presenza dei sindacati, della classe politica e di tanti cittadini.


La sequenza delle interviste. Michele Quagliano, Edoardo Costa, Nino Falotico, Antonio Deoregi, Rosario Sarubbi, Biagio Di Lascio, Gaetano Mitidieri, Mariano labanca, Vito Di Lascio, Angelo Lamboglia, Donato Zaccagnino, Giacomo Reale

Mar 272013
 

«Le istituzioni devono assolutamente trovare la quadra per far partire gli interventi su Carpineto, perché non si possono esporre i cittadini a ulteriore rischi». Angelo Lamboglia, capogruppo comunale di Lauria Libera, lancia l’allarme sulla stallo a proposito dei lavori sul sito di conferimento dei rifiuti chiuso da quasi due anni a seguito dell’accertamento di uno sforamento dei valori di contaminazione, a maggior ragione dopo che si è appreso in queste ore che il Comune ha rinunciato al finanziamento di un milione e mezzo di euro concessi dalla Regione per l’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza della vasca e di caratterizzazione dell’area dell’impianto di trattamento e smaltimento dei rifiuti, perché l’Ente non è nella condizione finanziaria di poter procedere alla restituzione dei fondi.

«Al di là del fatto che le casse comunali sono vuote e questo la dice tutta sulla cattiva gestione della cosa pubblica da parte di una classe politica lauriota avvicendatasi negli ultimi anni che, come abbiamo più volte denunciato, poteva evitare il pasticcio di Carpineto,  ora – sostiene Lamboglia – la priorità è quella di muoversi al più presto perché l’intervento da compiere sul sito è davvero urgente. E la mancanza di chiarezza non fa che aumentare la tensione. Ci lascia molte perplessità, per esempio, il fatto che a distanza di un mese e mezzo dalla presentazione, l’Amministrazione non abbia ancora risposto ad una interrogazione del consigliere Zaccagnino in cui si chiede cosa impedisce l’avvio del Piano di caratterizzazione ad ormai cinque mesi dall’approvazione dello stesso e per quale ragione non si va avanti con l’allontanamento e lo smaltimento dell’enorme quantità di percolato presente nella vasca. E soprattutto perché sembra andare a rilento qualsiasi procedura volta alla messa in sicurezza di emergenza del sito, alla bonifica del sito e alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei residenti.

Inoltre, dobbiamo constatare che si è perso ulteriormente tempo, dato che già dall’approvazione della delibera regionale del 13 novembre scorso con cui si concedeva il “prestito”, gli amministratori sapevano delle condizioni di cassa del Comune e hanno pensato bene di avviare un botta e risposta con la Regione provvedendo a presentare una variante (impianto di depurazione al posto del capping)  e procedendo all’approvazione di due piani finanziari in consiglio (relativi al piano di caratterizzazione ed alla realizzazione dell’impianto di depurazione). Perdita di tempo che ora potrebbe costare caro in termini di formazione di percolato. Ci chiediamo allora se non stiamo pagando, come abbiamo sollevato più volte, anche l’incompetenza tecnica di chi, nella macchina burocratica, affianca l’Amministrazione nella gestione tutt’altro che ordinaria di una materia che necessita di scelte precise, esponendo così la comunità al rischio di dover pagare economicamente il prezzo di decisioni non opportunamente vagliate dal punto di vista tecnico.

Ma pur ribadendo la nostra radicale criticità verso l’azione dell’Amministrazione Mitidieri – spiega il capogruppo di Lauria Libera – pensiamo che tutte le istituzioni debbano sentirsi coinvolte in questa crisi, perché anche dare solo l’idea di uno scollamento o, peggio, di uno scaricabarile fra livelli istituzionali genera ulteriore confusione rispetto a una questione che adesso va affrontata con efficacia ed efficienza, mettendo al centro la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini».

angelo lamboglia 1

Ott 072012
 

Il 6 ottobre scorso, presso il Midi Hotel   di Lagonegro, gli aderenti e i simpatizzanti al mvimento “Italia Futura” che fa capo all’imprenditore Luca di Montezemolo,  si sono dati appuntamento per approfondire l’attualità politica. Molteplici gli spunti  emersi durante il dibattito che ha sancito una bocciatura dell’intera classe politica lucana.

 

Le interviste: Vincenzo Fagiolo responsabile Area Sud Italia Futura, Tito Maggio presidente regionale If