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Giu 122018
 

Nemoli si prepara ai festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, patrona e protettrice del paese che quest’anno vedranno la sera della vigilia il concerto del celebre cantautore Pupo.
Secondo la leggenda la Madonna apparve ad una pastorella, in una giornata d’estate, indicando un punto in cui vennero ritrovate una statua della Madonna in legno policromo del 1300, una campanella dello stesso periodo e un’acquasantiera di Francisci De Sicignano del 1512, oggi custoditi nella chiesa Madre.
Il programma della parrocchia guidata da don Maurizio Giacoia, prevede il Solenne Novenario dal 23 al 30 giugno tutte le sere dalle 18:30 nella Chiesa Madre. La sera della vigilia, il primo luglio in collaborazione con L’amministrazione Comunale e la Proloco, alle 21.00 ci sarà il concerto di Pupo, nome d’arte di Enzo Ghinazzi, cantautore e paroliere, conosciuto anche per il suo ruolo di conduttore televisivo.
Il 2 luglio si terrà la Messa solenne alle 11, presieduta dal Vescovo Mons. Vincenzo Orofino. La processione per le vie cittadine si terrà nel pomeriggio, dopo la Messa delle 18. In serata si terra il Concerto Bandistico «Città di Bisceglie». Chiusura alle 24 con uno spettacolo pirotecnico.
«Ci siamo impegnati con la Parrocchia e la Proloco per portare a Nemoli il noto artista Pupo – ha dichiarato il sindaco di Nemoli Domenico Carlomagno – in onore della Madonna delle Grazie cui tutta la comunità è legata e per promuovere il nostro paese».

Mag 312018
 

PARROCCHIA SAN GIACOMO APOSTOLO MAGGIORE

Tesoro di San Giacomo

34° tour a cura di:

PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO

( IX tour in onore del Patrono San Giacomo Apostolo Maggiore)

TOUR FACILE CON I GIOVANISSIMI

Lauria, domenica 10 giugno 2018

Ritrovo: ore 8,10 in Piazza San Giacomo

Partenza ore 8:20. Percorso: Piazza San Giacomo, Via Palestro, Porta di San Gaetano, Via Cairoli, Palazzo Marangoni, Chiesa di San Giovanni Battista, Via del Precursore, Piazza Sanseverino, Convento dell’Immacolata, Monumento a San Pio, Via Fontana, antico stemma di Lauria (1787), area delle Sorgenti Mandarino, Via Pietragrossa, Via dell’Arancio, Chiesa Madre di San Giacomo Apostolo.

Santa Messa delle ore 11:00

Durante il percorso i ragazzi reciteranno delle poesie
scritte dalla Signora Teresa Mandarino.
I versi riguardano le vie attraversate ed i personaggi legati ai luoghi visitati.

Partecipazione libera e gratuita per tutti.
I minori devono essere accompagnati da un adulto autorizzato

Occorre avere: zainetto, cappellino per proteggersi dal sole, scarpette da ginnastica per i più piccoli, merenda, ½ litro di acqua.
La passeggiata, di 1,8 km circa, si svolge per vie e vicoli di Lauria.
.

Programma pomeridiano e serale con iniziative di gioco
e culturali in collaborazione con l’associazione

LauriAttiva

Programma (Più Siamo e LauriAttiva)

Ore 16.00 Sede di LauriAttiva in Piazza del Popolo
(discesa verso Via Ammiraglio Ruggiero)
Presentazione ai ragazzi della sede di LauriAttiva
e delle opportunità offerte dallo spazio biblioteca

Ore 16.15 Attività di gioco, quiz e indovinelli

0re 17.30 Tutti allo Stadio Comunale di Lauria per giochi ed attività varie.
Scarpette da ginnastica obbligatorie

Ore 18.00 Giochi a scelta: lancio del frisbee; palla avvelenata; palla prigioniera;
ti guido col walkie-talkie; la Campana; giochi di corsa a squadre
e staffette con quiz in relazione al percorso mattutino ed alla
storia locale

Si ringraziano: le Maestre del plesso Cardinale Brancati, l’Associazione Magna Grecia, l’Eco di Basilicata, il Club Atletico Lauria, i genitori e i parenti che accompagnano i ragazzi e TUTTI coloro che collaborano alla riuscita dell’evento.

Il Tesoro di San Giacomo 2018 è dedicato alla memoria del Mons. Nicola Curzio (Lauria 1877 – 1942), Sacerdote , archeologo e uomo di cultura che fu
Parroco nella Parrocchia di San Giacomo di Lauria dal 1930 al 1942

Info: RAFFAELE PAPALEO tel. 335.82.61.187
e-mail : papaleolauria@libero.it

Dic 102017
 

L’associazione “Mondi Lucani” esprime viva soddisfazione per la visita a Montescaglioso, nel giorno dell’Immacolata, di Adriana Tarulla, nipote del pittore Tomàs Ditaranto, nato a Montescaglioso nel 1904 ed emigrato con la famiglia in Argentina. Si sono finalmente riaccesi i riflettori su un lucano che ha dato lustro alla nostra Città e che nei prossimi mesi diventerà uno dei personaggi del Museo dell’Emigrazione di Castel Lagopesole Centro Nino Calice.
Il primo viaggio delle Radici per la nipote dell’artista a tutto tondo, scomparso nel 1985, che ha lasciato testimonianze del suo genio in tutto il mondo. La neurologa Adriana Tarulla è figlia della straordinaria musicista Haidè Ditaranto oltre che nipote del poeta e scrittore Hugo Ditaranto, già lucano insigne. Un ringraziamento all’Amministrazione comunale che nelle persone dell’assessore alla Cultura Francesca Fortunato, del vice sindaco Oliva e dell’assessore Monica Ditaranto, hanno accolto con tutti gli onori l’importante ospite. Non hanno fatto mancare la loro presenza Don Gabriele, parroco della Chiesa Madre, e alcuni esponenti delle famiglie Ditaranto e Balsebre. Visibile l’emozione della dottoressa che ha promesso di ritornare in occasione dell’evento che vedrà il nonno tra i personaggi del Museo. Messaggi sono giunti dalle Istituzioni regionali attraverso l’Associazione, tra i più significativi quelli del Presidente dei Lucani nel Mondo, Aurelio Pace, del Coordinatore del museo Luigi Scaglione e del Presidente del Consiglio Regionale Francesco Mollica. Adesso più che mai si rinnova l’impegno dell’Associazione “Mondi Lucani” che qualche mese fa ha proposto all’Amministrazione comunale di istituire la “Giornata dell’emigrante” che probabilmente sarà fissata per il 16 agosto. La cronaca della giornata e le dichiarazioni saranno affidate alla stampa nei prossimi giorni.

FOTO SUDITALIAVIDEO

Giu 202017
 

PARROCCHIA SAN GIACOMO APOSTOLO MAGGIORE

Il tesoro di San Giacomo

TOUR FACILE CON I GIOVANISSIMI

Lauria, domenica 25 giugno 2017

Ritrovo: ore 8,10 in Piazza San Giacomo

Partenza: ore 8.30 . Percorso: Piazza San Giacomo, Via Palestro, Porta e Cappella di San Gaetano, Via Cairoli, MUSEO di PALAZZO MARANGONI, Cappella di San Giovanni Battista, Piazzetta degli Operai, Piazza Ammiraglio Ruggero, Monumento ai Caduti, Monumento a San Giuseppe da Copertino, Santa Maria dei Suffragi (Purgatorio), Piazza San Rocco (sosta 10’), Via Casaletto, Via Santa Venere, Cappella Santa Veneranda, GROTTE DEL CERRUTO (Ricordo del bombardamento del 7.09.1943), Santa Maria della Sanità, Via Cerruto, Via Cairoli,

Chiesa Madre di San Giacomo Apostolo Maggiore

Santa Messa delle ore 11.00

Partecipazione libera e gratuita per tutti.
I minori devono essere accompagnati da un adulto autorizzato

Occorre avere:: zainetto, cappellino per proteggersi dal sole, scarpette da ginnastica per i più piccoli, merenda, ½ litro di acqua. La passeggiata, di 2,2 km circa, si svolge per vie e vicoli di Lauria.
.
PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO

XXXII tour di ‘PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO’
(VIII in onore del Santo Patrono San Giacomo)

La novità dell’edizione 2017 del Tesoro di San Giacomo è rappresentata anche dalla collaborazione con l’associazione
LauriAttiva
insieme alla quale sono progettate le iniziative di gioco e culturali della fase pomeridiana e serale dello stesso giorno

Programma (Più Siamo e LauriAttiva)

Ore 15.30 Sede di LauriAttiva in Piazza del Popolo
(discesa verso Via Ammiraglio Ruggiero)
Attestato di partecipazione a tutti i ragazzi
che hanno preso parte alla passeggiata mattutina

Ore 16.00 Presentazione ai ragazzi della sede di LauriAttiva
e delle opportunità offerte dallo spazio biblioteca

Ore 16.10 Il gioco del filetto (portare tre tappi di bottiglia dello stesso colore)
Ore 17.00 Giochi ed attività a sorpresa… e imprevedibili!
0re 17.30 Tutti allo Stadio Comunale di Lauria per giochi ed attività varie. Scarpette da ginnastica obbligatorie
Ore 18.00 Giochi a scelta: Lancio del frisbee; Palla Avvelenata; Palla Prigioniera; Ti trovo col walkie-talkie; la Campana.

Si ringraziano: le Maestre del plesso Cardinale Brancati, l’Associazione Magna Grecia, l’Eco di Basilicata, il Club Atletico Lauria, i genitori, i nonni e gli zii che accompagnano i ragazzi e TUTTI coloro che collaborano alla riuscita dell’evento

Info: RAFFAELE PAPALEO tel. 335.82.61.187
mail : papaleolauria@libero.it

Tesoro 2017 web

Mag 082017
 

XXXI escursione del gruppo ‘Più siamo meglio stiamo’ e V edizione del trekking-pellegrinaggio verso la Madonna del Perpetuo Soccorso di Trecchina. Nello stesso giorno la Statua della Madonna viene traslata dalla Chiesa Madre di San Michele Arcangelo di Trecchina al Monte del Santuario. Il percorso, quest’anno, è dedicato ai 39 Caduti del 7 settembre 1943, quando Lauria fu bombardata dall’aviazione anglo-americana.

Ritrovo alle ore 7.00 in Piazza del Popolo di Lauria borgo.

L’ escursione è impegnativa ed è adatta solo a chi ha esperienza di trekking e di lunghi percorsi fatti a piedi. Tra andata e ritorno verranno percorsi circa 29 km. Chi vuole può fare il solo percorso di andata (14,5 km), programmando autonomamente il rientro.
Il ritrovo è previsto alle ore 7.00 in Piazza del Popolo, presso il Monumento ai Caduti di Lauria borgo (nel piazzale antistante la scuola elementare). Il rientro a Lauria, sempre a piedi, è previsto intorno alle ore 19.30. Il Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso di Trecchina rappresenta un importante punto di riferimento della Valle del Noce. La posizione geografica e la storia del Santuario rendono interessante questa esperienza di trekking. I minori devono essere accompagnati da un adulto autorizzato. L’escursione é sconsigliata al di sotto dei 14 anni. Per partecipare è’ opportuno il parere del proprio medico curante poiché l’escursione e il tragitto sono molto impegnativi.
Ciascuno deve avere con sé : 1,5 litri di acqua ; vestiario adatto al trekking (scarpe non basse e calzini lunghi), pantaloni lunghi; cappellino ; ombrellino; un k-way; uno zainetto da portare a spalla; pranzo al sacco; telefonino, fischietto e tutto ciò che venga ritenuto utile e necessario per una escursione di oltre 12 ore.

Informazioni: RAFFAELE PAPALEO ( tel. 335.82.61.187 ; mail: papaleolauria@libero.it ).
Quello che segue è il programma di massima che potrà subire variazioni.

PROGRAMMA

Ritrovo alle ore 7.00 in Piazza del Popolo a Lauria borgo, nei pressi del Monumento ai Caduti (Scuole Elementari) ; partenza alle ore 7.10 da Piazza del Popolo di Lauria.

Percorso di andata: Via Caduti ; Malfitano ; Fiume Noce; Pietra Morta ; Villa Marotta (foto di gruppo) ; Trecchina (sosta di 30′) ; Forraina ; Sentieri di Serra Pollino ; Santuario Madonna del Perpetuo Soccorso (m. 1089; sosta di circa 2h).

Ritorno: partenza dal Santuario alle ore 15.00 ; Sentieri verso Trecchina (in parte diversi rispetto al percorso di andata) ; Castello del Duca Vitale e zona antica di Trecchina ; Trecchina centro (sosta di 15′); sentieri verso il Fondo Valle; Fiume Noce; Malfitano e poi Lauria (ore 19.30 circa).

La partecipazione è gratuita. BUON TREKKING A TUTTI !

PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO

01 Santuario Trecchina 2017 LOCANDINA

Lug 062016
 

La XXX passeggiata di ‘PIU’ STIAMO MEGLIO STIAMO’ offre ai giovanissimi una buona occasione per ascoltare dai più grandi notizie e ricordi dei luoghi visitati.
Per genitori, nonni e adulti il tour è l’occasione per trasferire alle nuove generazioni quei valori fondanti dei quali sono preziosi testimoni e custodi.
Lauria è ricca di cappelle e chiese: tesoro religioso e culturale da conoscere e valorizzare.
Ma il vero ‘TESORO DI SAN GIACOMO’ è rappresentato dai GIOVANISSIMI che, crescendo, si inseriscono nel tessuto sociale della comunità fino a divenirne i continuatori.
Percorrere INSIEME le strade del paese consente di collegare le generazioni per invitarle a collaborare per il BENE COMUNE. E’ compito degli adulti tramandare le tradizioni ed infondere nei giovani quella fiducia nel futuro utile a ridurre la nuova ondata migratoria che porta via dai paesi del Sud tante forze giovani e preziose.

PROGRAMMA:

Partenza: ore 8.30
Percorso: Piazza San Giacomo, Via Palestro, Porta e Cappella di San Gaetano, Via Cairoli,
Via Cerruto, Santa Veneranda, Via Casaletto, Santa Maria dei Suffragi (Purgatorio), Piazza del Popolo, Monumento S. Giuseppe da Copertino, Monumento ai Caduti, Piazza dell’Ammiraglio Ruggiero, Piazzetta degli Operai, Cappella di San Giovanni Battista,
Palazzo Sanseverino, Via del Precursore, Via San Severino, Casa del Cardinale Brancati, Chiesa e Convento dell’Immacolata, Largo di S. Pio (sosta 10’), Via Fontana, Via Giovanni da Procida, Via Mario Pagano, Chiesa Madre di San Giacomo Apostolo Maggiore. Santa Messa delle ore 11.00

Partecipazione libera e gratuita per tutti. Non è necessaria alcuna prenotazione
I minori devono essere accompagnati da un genitore o da un adulto autorizzato

Occorre portare: zainetto, cappellino per proteggersi dal sole, scarpette da ginnastica per i più piccoli, merenda, ½ litro di acqua.
La passeggiata, di 2,5 km, si svolge per vie e vicoli di Lauria borgo. Chi lo desidera può percorrere solo un tratto dell’itinerario e decidere di fermarsi in caso di necessità o stanchezza. L’itinerario si svolge tutto in ambito cittadino.

A cura di PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO

Info: RAFFAELE PAPALEO. Tel. 335.82.61.187 e-mail papaleolauria@libero.it

01 I  Tesoro di San Giacomo 2016 per Eco

Mag 212016
 

Don Francesco Sirufo è nato a  Castelluccio Inferiore nel 1961, in una contrada montana sul torrente Peschiera. Il padre, Antonio emigrò quando lui era ancora piccolo, la madre Luigina da sola portò avanti la famiglia. Ha conseguito la sua formazione vocazionale e gli studi classici nei seminari di Cassano ,Cosenza e Potenza, la formazione spirituale,sacerdotale, filosofica e teologica nel seminario dei Gesuiti a Posillipo, Napoli . Ha completato gli studi conseguendo la licenza e il dottorato in Diritto Canonico presso la pontificia Università Lateranense in Roma. Ordinato sacerdote ,nel 1985,a Castelluccio Inferiore, dopo un anno di collaborazione, va ad Agromonte e poi a Roma e Maratea. Nel 1986 viene nominato vicario nella parrocchia di “S. Nicola di Bari” a Lauria, nel 1989 parroco a Senise nella parrocchia di “S.Francesco d’Assisi” e nel 1994 di nuovo a Lauria. Nel Frattempo viene nominato professore di religione nei licei classici di Senise e Lauria, professore di Diritto Canonico all’Istituto di Scienze religiose di Chiaromonte e all’Istituto Teologico del seminario Maggiore di Potenza,nonché vicario giudiziale presso il Tribunale diocesano e negli uffici  di Curia a Tursi e in Diocesi ,membro del Consiglio Presbiteriale e del Collegio dei Consultori. E’ stato presidente del Comitato interparrocchiale “Beato Domenico Lentini” di  Lauria e assistente diocesano dell’Azione Cattolica. Attualmente è stato nominato dai vescovi  lucani Prefetto degli studi Teologici pressso il Seminario Maggiore di Potenza.Il 3 Agosto 2010 Don Francesco Sirufo festeggia i suoi 25 anni di sacerdozio nella comunità di Viggianello, nella chiesa di S. Caterina d’Alessandria.Don Francesco arriva a Viggianello ad Ottobre 2008 insieme a Don Mario Radesca che viene chiamato nella parrocchia della Beata Vergine del Carmelo di Pedali. A mezzogiorno del 20 Maggio 2016 le campane di Viggianello centro storico si sono sciolte a festa,la notizia che circolava da tempo è diventata reale. Monsignor  Francesco Sirufo,della parrocchia S.Caterina d’Alessandria di  Viggianello è stato nominato arcivescovo di Acerenza. Lo incontro nel centro interparrocchiale dopo la messa, nella antichissima cappella dell’Assunta,e dopo le tante manifestazioni di affetto ricevute.

 

Oggi il cuore è diviso fra tristezza e gioia. La tristezza di non poter più godere della quotidianità della Sua presenza e la gioia della Sua nomina ad arcivescovo della Diocesi più antica ,quella di Acerenza. Antica e misteriosa Ed è proprio il mistero che mi ha conquistata in questi anni. Il mistero che si palesa al cospetto della Vergine dell’Alto che Lei ritrova nella chiesa madre di Viggianello,il mistero della Sua vita spirituale  ed umana “ impressionato ”, da questo lembo di terra della Lucania, tra il Sinni  ,il Noce e il Mercure.Un piccolo ,grande mondo che ha scrutato e interrogato.

 

“Il sentimento è ambivalente anche per me,ovviamente. Da un lato la gioia dell’obbedienza al Sommo Pontefice ,Sua Santità Papa Francesco ,che mi chiama per bocca della Chiesa tutta, ad una nuova missione, la missione episcopale nella sede di Acerenza. Naturalmente ,sono in grande trepidazione per un fatto del genere,mai avrei immaginato una cosa per me. La mia vita sacerdotale è già tanto, tutto.Immeritato già essere sacerdote. Dio mi ha voluto sacerdote,prima. E’ già commovente.Nello stesso tempo anch’io provo una certa mestizia ,una certa sofferenza nel distacco dalla mia Diocesi di Tursi-Lagonegro e anche dalla parrocchia di Viggianello,come anche dall’ambiente in cui sono cresciuto ed ho operato a livello sacerdotale. Naturalmente, quando uno ha dedicato la propria vita alla vocazione sacerdotale ,si sa che è a disposizione  della Chiesa; ho fatto le mie resistenze ,come tutti sanno,forse anche un pò lagnose dal punto di vista dei superiori immediati e anche superiori di Roma, ho fatto del mio meglio per evitarmi questo nuovo incarico, ma quando ho capito che il Signore mi chiamava ,mi chiama anche a questo, non ho opposto più nessuna resistenza. Voglio e vorrò sempre bene al mio ambiente nativo,alle parrocchie che ho servito in questi anni,specialmente a questo ambiente della Valle del Mercure,in particolare a Viggianello ,come anche  a Castelluccio che è il mio paese natìo. Non è la prima volta nella mia vita che ho questo sentimento, lasciare e partire per una nuova missione che Dio mi affida. Ho vissuto questi momenti di prova ,di dispiacere;Lasciare volti noti,esperienze fatte,progetti ancora da realizzare…però, devo dire che il lasciare, seppur nella mestizia, è stato subito colmato da una nuova esperienza nella Chiesa che mi ha dato sempre soddisfazione, gioia ,coraggio. Una ricchezza ho lasciato in questa mia vita ,però un’altra grande ricchezza ho sempre trovato”.

 

Queste nostre montagne allle quali Lei è particolarmente legato,che ha sempre ascoltato e interpellato ,Lei ha detto che è il “paradigma con cui ho guadato il mondo intero,con la sua nobiltà e la sua bassezza,con l’esaltazione e il suo dramma ,e ho cercato di carpire il segreto di queste montagne e di queste genti”.Lo ha scoperto questo segreto?

 

“Amo  esprimermi in maniera sibillina. Ho vissuto l’infanzia nell’ambiente rurale di questi cari monti,naturalmente da ragazzo ho voluto capire anche il mondo più grande ,che sapevo oltre l’orizzonte a partire da quelle esperienze  che facevo con la gente ,con la mia famiglia,con le persone che incontravo sia da ragazzo che da adolescente ,anche in riferimento religioso della nostra gente,le sofferenze ,i sacrifici,le piccole gioie ,l’incedere delle stagioni che è molto bello da noi tra questi monti,perchè ogni stagione ha il suo ritmo,il suo clima,il suo colore. E allora ho fatto uno sforzo,ho immaginato questo ambiente come un laboratorio per capire anche quello che poteva succedere oltre,e ho scoperto che le dinamiche che ho vissuto nei primi anni della mia vita ,sociali ,umane ,religiose e interiori, a livello macroscopico si ritrovano sempre .Questo è quello che ho capito nella mia vita .In genere dico, che il mio primo seminario(sono entrato in seminario a tredici anni e mezzo dopo le scuole medie come si chiamavano all’epoca )  dalla nascita fino all’entrata nel seminario ecclesiastico, l’ho fatto nel mio ambiente,osservando studiando, pregando,ascoltando,meditando,scrutando, e questo mi è stato utile per capire me stesso e gli altri. Sembra una cosa strana che da un microcosmo si possa cercare di comprendere il macrocosmo ,però a me è capitato così ,e questo paradigma,come lo chiamo io,mi è servito e mi serve tutt’ora” .

 

Qual’è stato il momento,se esiste un momento preciso in cui Ha sentito quella forza che La chiamava alla Sua missione ?

 

“Sono figlio di una famiglia molto semplice ,di contadini,di emigranti,nell’agro rurale di Castelluccio Inferiore, già verso Agromonte . Nel mio ambiente di famiglia ho respirato un senso religioso anche semplice, ma indubbio,quindi mi sono ritrovato ad essere un ragazzo abbastanza religioso ,ovviamente non pensavo affatto ad una vita sacerdotale ,ho sempre detto però che dopo la celebrazione della Prima Comunione e la Cresima,  ( verso i dodici anni) ho sentito con certezza la chiamata a diventare sacerdote. Una chiamata e una vocazione che stupiva anche me,tant’è vero che ne ho parlato anche tardi con i miei genitori e i sacerdoti a cui facevo riferimento. Anch’io povero ragazzo ,ero abbastanza perplesso…non ci pensavo affatto,poi ad un tratto mi giunge quella voce interiore,il desiderio che è una vocazione ,poi piano piano la convinzione è diventata sempre più forte ,ho convinto gli adulti ,la mia famiglia e ho iniziato questo lungo cammino che mi ha portato al sacerdozio ,e a tutta l”esperienza fatta. Ne sono grato al Signore. Già da ragazzo ho visto questa vocazione come una grazia di Dio ,una vicinanza di Gesù Cristo..a me povero ragazzo che sapeva ben poco del mondo. A vedere oggi tutte le esperienze che ho fatto ,guardando all’indietro dico…ma guarda un po..chi se lo immaginava”!

 

 

Quando Lei è arrivato a Viggianello,ricordo che Le chiesi telefonicamente un’intervista. Disse che mi aspettava in canonica. C’era vento,ero in ritardo..sembrava un ‘intervista di routine ,però appena La vidi il mio istinto mi indirizzò verso un nuovo modo di guardare e di chiedere. Cercai risposte nuove,più profonde ,alla ricerca dell’animo umano ,quell’animo umano che sempre ho cercato di indagare e mi sembrava che Lei potesse,piano piano svelarlo,non solo per l’innata curiosità ma anche e soprattutto per la comunità di Viggianello. L’animo umano…cos’è.?Com’è che un attimo prima sembra felice della proposta della Chiesa e un attimo dopo non lo è più? Forse è proprio vero che la strada dell’inferno è lastricata di buoni propositi..

 

 

I”o sono abbastanza abituato all’introversione ,anche se poi mi piace tanto l’estroversione,stare con gli altri .L’esperienza giovanile , l’esperienza poi del seminario,dell’educazione ricevuta all’interno della Chiesa ,anche gli studi umanistici e classici mi hanno ,ancora di più,portato a questo sguardo interiore su me stesso. Questa esperienza mi dà la possibilità di scrutare,interpretare anche l’animo degli altri. Per chi guarda se stesso,è ben allenato ad incontrare spiritualmente gli altri o l’altro ,e anche l’altro con la A maiuscola ,cioè Dio,perchè come ha detto lapidariamente S. Agostino : “Dio abita nell’uomo interiore”. Lì incontriamo anche il Signore ,incontriamo Dio . E incontrando l’animo degli altri ,incontriamo anche quello che Dio vuole dire agli altri .L’animo umano resta,certamente, la realtà più misteriosa e più bella dell’Universo. Dio lo ha creato in vista dell’animo umano,cioè la nostra persona ,e Dio ama la nostra persona,la nostra interiorità,,la nostra coscienza,il nostro animo…lì ci vuole incontrare. Ecco perchè è affascinante questo pellegrinaggio ,(siamo anche nell’anno del Giubileo)non solo all’esterno per camminare per le vie del mondo ,ma camminiamo per le vie del mondo per incontrare noi stessi. E’ la ragione ultima  della nostra vita …Lui che ci ha creati….Io penso che nella mia vita sacerdotale mi sia sforzato di fare questo su me stesso incontrando gli altri,penso anche di poterlo continuare umilmente ,anche nella missione episcopale ,che la Chiesa mi affida tra pochi mesi, nella carissima Arcidiocesi di Acerenza ,di cui conosco parecchio e conosco tanti bravi sacerdoti”.

 

“Sei arrivato troppo tardi ma, si può fare. Sei arrivato troppo presto ma,si può iniziare”. Questa Sua frase ,resta per me nella sua complicata valenza una frase sempre da decifrare.

 

“Questa frase mi venne in mente contemplando la statua della Madonna dell’Alto ,nella chiesa parrocchiale di S. Caterina di Viggianello,che conoscevo e veneravo da ragazzo al Santuario del monte Alto. Ebbi poi il piacere di ritrovarla in chiesa e mi fermai a meditare . Una frase pensata in colloquio spirituale al cospetto della Madonna dell’Alto e a Gesù Bambino. Mi è venuta in mente,l’ho tenuta sempre nel cuore perchè ,forse, rappresenta la nostra vita. Tutta la nostra vita pare così….arrivare tardi,però si può fare qualcosa senza scoraggiarsi,oppure arrivare troppo presto da qualche parte ,in qualche situazione, ma è sempre utile darsi da fare”.

 

Lei è stato,è ancora parroco di Viggianello. La nostra è una comunità complicata, e quindi anche in una comunità che sembra in ginocchio quella frase…..arrivare in ritardo…arrivare troppo presto….sa di buono.

 

“ Forse è stato il leit-motiv che mi ha guidato per prendere in mano…non tutto,poichè non abbiamo potuto fare tutto, insieme. Ci vuole tempo,però quello che abbiamo fatto, forse è ispirato anche a questo motto. Io penso questo: i problemi sociali, culturali,umani, religiosi delle nostre comunità sono tanti . E’ un’analisi molto lunga da fare,però penso che stando accanto ,amando le nostre comunità,le nostre genti ,il nostro popolo,soffrendo inseme nelle varie vicende ,condividendo anche i momenti di gioia, di soddisfazione ,i traguardi raggiunti e quelli non raggiunti…amandoci .Amando.Naturalmente con un motivo alto ,che per me è quello della fede,del Vangelo,dell’adesione a Cristo ,e spinti da queste motivazioni profondissime di fede,spinti anche dalla comune umanità, è allora ,ecco, solo questo amore, questa vicinanza ,questa comprensione,questa condivisione fa molto per le nostre comunità,al di là dei grandi traguardi sociali-politici-economici che si riescono più o meno a raggiungere”.

 

La Sua è una visione Cristocentrica ,Lei lo ha sempre detto.Il Vangelo, è diventato la sua mentalità. Con il Vangelo(ha detto) “Giudico me stesso, anche nelle mie fragilità e difficoltà, do aiuto e consiglio agli altri, leggo gli avvenimenti del mondo”. Aver portato questa visione nella comunità di Viggianello se vogliamo semplificare potrebbe voler dire :Bisogna ancora continuare a portare la croce….

 

“Chi  mi vuol seguire rinneghi se stesso ,prenda la sua croce e mi segua,dice Gesù. Cristo è il centro della mia vita ,l’ho sempre detto,è stata sempre una mia convinzione ,un fascino. La figura di Cristo ,vero uomo e vero Dio,amico dell’umanità ,nostro Salvatore . Questo mi è piacuto perchè la Chiesa cattolica da secoli e secoli,nonostante varie vicende  anche difficili e negative, da più di duemila anni porta questo santo nome,portiamo la persona di Cristo. Per me quello è il centro. Devo dire, però, che mi rammarico sempre,mi spiace sempre di non essere all’altezza”.

 

L’amore profuso in questi anni per le chiese,per le cappelle del  borgo misterioso di Viggianello,come Lei lo definisce ,punto chiave di ogni  comunità . Quanto è importante avere un  riferimento così antico e forte?Perchè, come Lei scrive “ Onora tuo padre e tua madre”:Una comunità senza storia ,senza la coscienza della propria storia ,è una comunità senza volto, sfigurata,senza fisionomia ,senza futuro, non è una comunità”.

 

“Nella mia spiritualità ,va sempre di pari passo la costruzione dell’animo degli uomini,dei cristiani,del servizio religioso evangelico sacramentale , della parola di Dio. Tutto questo va di pari passo con la ricostruzione anche della struttura,come meglio si può fare con l’aiuto della gente,con l’aiuto anche delle istituzioni civili, diocesane,perchè ho sempre capito nel popolo nostro del Sud che, una chiesa, una cappella crollata diventa esempio di un crollo morale, sociale e religioso nell’animo.La ricostruzione ,invece, al contrario o l’abbellimento o il restauro di un edificio sacro ricco di storia e di arte ,già sacrificio dei nostri antenati ,diventa come un segno ,una resurrezione anche per lo spirito e per l’impegno e l’adesione religiosa”.

 

Lei ha festeggiato il suo 25°anno di sacerdozio ,qui a Viggianello ,dedicato alla Madonna . Com’è stato il Suo stare in mezzo a questa  comunità?

 

“Quello fu un momento edificante e commosso per me .Quel traguardo dei 25 anni di sacerdozio,che io avrei desiderato un po più modesto, fu invece per la comunità un momento di adesione, di commozione,un momento di confronto e di approfondimento della missione del sacerdote. A parte tutti i sacrifici ,lodevoli e senz’altro graditi alla popolazione ,per l’organizzazione della festa esterna,ma poi tutta la preparazione spirituale sulla missione del sacerdote e anche tutto ciò che organizzammo è stato  un momento centrale dell’esperienza fatta qui in Viggianello. Anche quella occasione fu un’opportunità per la comunità, di guardare alla Chiesa ,al sacerdote ,e anche all’esperienza cristiana sotto un’altra veste, senz’altro migliore”.

 

L’ultima domanda va ai Suoi ragazzi che ,in questi anni, si sono avvicinati alla Chiesa,hanno formato una famiglia in cui condividono i loro momenti di crescita. Oggi ,la notizia della Sua nomina,seppur lieta, li fa sentire più soli….

 

 

“In otto anni, troppo breve il tempo,si ha la possibilità di prendere in cura (in parrocchia con le famiglie)i ragazzi di scuola elementare e medie ,come dico ancora io,e di portarli alla maturità,fare un cammino difficile ,impegnativo che ha a che fare con quell’età dell’ultima infanzia,la prima adolescenza e poi l’adolescenza inoltrata ,più matura. La mia esperienza è questa …siamo stati insieme come una famiglia,non ci deve spaventare se arriva il momento del disorientamento, che poi è un momento di discernimento sia per i sacerdoti sia per le famiglie sia per i giovani stessi,i  quali si affacciano pure alla vita universitaria,oltre l’orizzonte,alla vita sentimentale più ampia con gli amici. Certamente, incontrarsi anche in questi momenti è educativo ,sia per loro che per gli adulti. Dobbiamo anche accettare i tempi in cui ci seguono di più e i tempi in cui non ci seguono,sperando che quello che abbiamo seminato possa diventare una buona radice poi, per il futuro prossimo o per il futuro più lontano,per rivedere,rientrare,riordinare ,un po’ ricordare quello che hanno ricevuto anche a livello di fede, e poi ritornare ancora più maturi”.

Maddalena Palazzo

maddluv@libero.it

viggianello Don_Francesco_Sirufo[1]

 

 

 

 

Mag 012016
 

PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO

Trekking di 26 km da Lauria
al Santuario della Madonna di Trecchina

Domenica, 8 maggio 2016

Ritrovo alle ore 7 in Piazza del Popolo di Lauria

XXIX escursione del gruppo di Lauria e IV edizione del trekking-pellegrinaggio verso il Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso di Trecchina.

Nello stesso giorno la Statua della Madonna viene traslata dalla Chiesa Madre di San Michele Arcangelo di Trecchina al Monte del Santuario.

Questa edizione del trekking-pellegrinaggio del gruppo ‘Più siamo meglio stiamo’ è dedicata a Sua Ecc. Vincenzo Orofino, Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro dal 28 aprile 2016

NOTE

L’escursione è impegnativa ed è adatta a chi ha esperienza di trekking. Tra andata e ritorno verranno percorsi oltre 26 km. Chi vuole può fare il solo percorso di andata (13 km), programmando autonomamente il rientro.
Il ritrovo è previsto presso il Monumento ai Caduti di Lauria borgo (nel piazzale antistante la scuola elementare). Il rientro a Lauria, sempre a piedi, è previsto intorno alle ore 19:30.
Il Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso di Trecchina rappresenta un importante punto di riferimento della Valle del Noce. La posizione geografica e la storia del Santuario rendono interessante l’ esperienza di trekking.
I minori devono essere accompagnati da un adulto autorizzato. L’escursione é sconsigliata al di sotto dei 14 anni. Ciascuno deve avere con sé : 1,5 litri di acqua ; vestiario adatto al trekking (scarpe non basse e calzini lunghi), pantaloni lunghi; cappellino ; ombrellino; k-way; zainetto da portare a spalla; pranzo al sacco; telefonino, fischietto e tutto ciò che venga ritenuto utile per una escursione di circa 12 ore. Per informazioni si può contattare:

RAFFAELE PAPALEO (tel. 335.82.61.187 ; mail: papaleolauria@libero.it).

PROGRAMMA

Ritrovo alle ore 7 in Piazza del Popolo a Lauria borgo, nei pressi del Monumento ai Caduti (Scuole elementari) ; partenza alle ore 7:10

Percorso di andata: Via Caduti ; Malfitano ; Fiume Noce; Pietra Morta ; Villa Marotta (foto di gruppo) ; Trecchina (sosta di 20′) ; Forraina ; Sentieri di Serra Pollino ; Santuario Madonna del Perpetuo Soccorso (m. 1089; sosta di circa 2h ).

Ritorno: partenza dal Santuario alle ore 15 ; sentieri verso Trecchina (in parte diversi rispetto al percorso di andata) ; castello del Duca Vitale e zona antica di Trecchina ; Trecchina centro (sosta di 15′); sentieri verso il Fondo Valle e poi Lauria (ore 19:30 circa). Il programma può subire variazioni.

Buona passeggiata e… più siamo meglio stiamo!

Santuario Trecchina 2016 Locandina 2.0

Ott 272015
 

La conferenza si è svolta a Grottole, sabato 8 agosto 2015, alle 19:30 nel chiostro della suggestiva Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore che ha stentato a contenere la gente accorsa. Oltre 250 persone hanno gremito il cinquecentesco spazio all’aperto che un tempo era Convento Domenicano. Sold out! Posti a sedere esauriti e alcuni hanno comunque seguito l’incontro in piedi. Presenza di pubblico eterogenea, dai bambini di scuola primaria, adolescenti come Maria Vezzuso (le tarantelle del suo organetto sono destinate a diffondersi nell’intero Mezzogiorno) e Samuele De Giacomo (la sua fisarmonica da ben sette anni si esibisce in diversi paesi lucani), adulti di cui alcuni emigrati al nord ma di ritorno per le vacanze nella terra di origine, e anziani.
Ad aprire i lavori è stato l’editore Timoteo Papapietro che per la Edizioni Magister ha spiegato il progetto di ricerca storica che ha visto la luce dopo diversi anni di meticoloso e attento lavoro. Un libro scritto da Paolo Frescura e impreziosito ulteriormente con illustrazioni del compianto Luigi Guerricchio e degli artisti Nisio Lopergolo e Franco Artese.
Il sindaco di Grottole e presidente della Provincia, Francesco De Giacomo, ha spiegato le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione a inserire questo evento nel cartello dell’estate grottolese dicendosi onorato del contributo storico che l’autore ha lasciato alla comunità per conoscere le proprie origini e servire da stimolo nel recupero delle attività artigianali smarritosi nel tempo. Ha inoltre inscritto questa ricerca in una traccia che la Regione Basilicata ha recentemente tracciato con la ferma volontà di recuperare quanto di buono vi era nell’artigianato ormai estintosi.
Particolarmente incoraggiante è stato il saluto di Francesco Carbone, “sindaco dei ragazzi” che ha voluto dare il benvenuto all’autore e al saggio.
L’intervento centrale di presentazione del libro è stato realizzato dal già Dirigente Scolastico Giacomo Amati che con chiarezza ha analizzato il saggio, fresco di stampa, pubblicato dalla materana Edizioni Magister atto a testimoniare i mestieri esistenti nel tessuto sociale di Grottole ma paritetici a tutto la provincia. In primis si mette in risalto il ruolo svolto dall’artigianato che ha rappresentato il simbolo della rinascita, non solo economica, ma anche sociale e culturale. Infatti l’artigianato era l’alternativa al faticolso lavoro bracciantile che si svolgeva nei campi; alternativa anche al lavoro della pastorizia che portava alla rinuncia della vita sociale nella comunità in cui si viveva; alternativa, per molti, all’emigrazione all’estero delineandosi sempre di più il pilastro del lavoro. Il secondo pregio del libro è assegnare all’artigiano una triplice dimensione: uomo “faber”, persona “sapiens” e di soggetto “creativo”. Ovvero, di colui che vuole essere protagonista della sua vita e artefice del suo destino. Ne esce che l’artigiano ha manualità e pensiero, ha scienza e arte, è un lavoratore formidabile, completo. Il terzo elemento distintive dell’opera va ricercato nella concezione di vita, nella visione dell’esistenza che indica al lettore: una delle ragioni d’essere della vita risiede nel lavoro, nella capacità di migliorarsi, nell’abilità di scoprire cose nuove, nel non arrendersi di fronte alle difficoltà, nel credere in se stesso e nel sapersi relazionare all’altro. I 64 mestieri sono descritti con un piacevole ritmo incalzante che stimola nel lettore la capacità d’attenzione e gli suscita un forte coinvolgimento emotivo. Leggere questo libro è un po’ come vedere delle belle foto: ti emozioni perché, per certi aspetti, è come rivedere una parte della nostra vita. Trattasi di un inno al lavoro: celebra la meraviglia del lavoro creativo. Giacomo Amati ha concluso il proprio intervento rendendo omaggio a Paolo Frescura per aver reso immortali questi 64 mestieri con un libro bello, prezioso e coinvolgente: tra i libri più belli che siano stati scritti in cui il lettore trova anche qualcosa di sé.
Nisio Lopergolo, noto scultore formatosi nella culla italiana delle arti “Accademia delle belle arti di Firenze”, nonchè stimato docente di arte nelle scuole materane e titolare di un laboratorio di ceramiche sito nel Sasso Barisano visitato da migliaia di turisti culturali di tutto il mondo, si è detto onorato di aver illustrato graficamente con un acquerello e diverse matite, il libro oggetto di presentazione. Il tentativo è stato quello di utilizzare anche le immagini per far rivivere e far conoscere alle nuove generazioni mestieri che sono ormai lontani, in un mondo completamente tecnologico. L’autore è riuscito a raccontare con linguaggio poetico, con brillanti prose che fanno vivere al lettore emozioni attraverso un affascinante viaggio nel tempo. Nel mondo sono milioni i lavoratori cancellati dal processo produttivo a causa dell’innovazione tecnologica, questo libro ci permette di non dimenticare e di riappropriarci della nostra identità. Il lavoro tradizionale era come una preghiera, un atto religioso; il lavoro più duro, più ripugnante comportava sempre “entusiasmo”. Oggi siamo privati di quel ruolo sacro, il lavoratore è ridotto a svolgere un ruolo meccanico in un mondo laicizzato, che deve bastare a se stesso. Ha concluso ricordando una frase di Lev Tolstoj “Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo”.
Il poeta Giacinto Ruzzi ha esortato i convenuti a leggere qualsiasi scritto dello scrittore Paolo Frescura perché sono linfa e refrigerio per una crescita culturale.
Le conclusioni affidate all’autore Paolo Frescura hanno voluto essere un ringraziamento per la testimonianza d’affetto alla numerosissima platea convenuta. Ringraziamenti all’indirizzo dei due artisti, Francesco Artese e Nisio Lopergolo, i cui lavori sono stati esposti sulla parete sinistra del chiostro per consentire al pubblico di apprezzarli direttamente. Riconoscimenti anche all’ins. Mario Ruzzi che ha affidato alla penna di Frescura i suoi personali ricordi legati all’esperienza d’insegnamento nella scuola di campagna, in contrada Matina soprana e al dott. Antonio Guerricchio per aver consentito di inserire in questa pubblicazione le opere di suo zio, il maestro Ginetto Guerricchio, e la foto dello speziale, suo bisavolo. Il libro è nato grazie al contributo di pensiero di Giacinto Ruzzi e di tanti concittadini avanti negli anni che sono stati la fonte su alcuni mestieri e hanno dissolto alcuni dubbi su quelli che l’autore aveva visto con i suoi, ma offuscati dal tempo.
Queste le parole Paolo Frescura:
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paolo