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ott 232015
 

Ancora un week-end coi “Sapori d’autunno” a Trecchina, in Basilicata, dove si celebra, per la seconda domenica consecutiva, “sua maestà” la castagna.
La sagra – giunta alla 17ma edizione – ha registrato un notevole afflusso di visitatori che – grazie al bel tempo – hanno potuto godere della tradizionale ospitalità, nella piazza-giardino, o raccogliere i frutti “dell’albero del pane” nei lussureggianti boschi del paese.
L’evento, nato per valorizzare una risorsa naturale del posto, ha destagionalizzato l’offerta turistica con un appetibile pacchetto, inteso a promuovere le bellezze storiche e paesaggistiche del comprensorio, Maratea, Valle del Noce, monte Sirino.
Per chiudere in bellezza, domenica 25 – dopo una passeggiata mattutina neIle selve trecchinesi e nel centro storico, fra gli stand agro-alimentari – il programma pomeridiano prevede un gran finale in compagnia di Gruppi musicali, a partire dalle ore 15,00.
Oltre alla bontà delle caldarroste, si possono gustare dolci, gelati, liquori, miele, pasta, marmellate alla castagna. Accanto una variegata esposizione di prodotti da forno, salumi, formaggi, vini e altre tipicità lucane. Presenti stand di manufatti artistici ed artigianali dalla pittura al legno alla ceramica.
L’appuntamento – organizzato dagli “Amici della castagna” – si svolge sotto il patrocinio dall’Amministrazione Comunale, Regione, Provincia, Alsia, Associazioni “Alla Corte del Duca Vitale” e “Pietrasassosport”. (SL)
Per informazioni www.amicidellacastagna.it, tel./fax 0973 826677 – 826198 – cell. 338.6368417 – 339 3154816.

Sagra20015

ott 042015
 

Il 3 ottobre 2015 si è svolta a Lauria una nuova edizione del Premio Cardinale Brancati nella sala a lui dedicata. Sono stati premiati l’Arcivescovo emerito di Catanzaro Antonio Cantisani, la professoressa Elisa Conte e l’avvocato Milena Falabella. Sono state evidenziate le belle esperienze associative di ‘Epicanto’ di Episcopia e ‘A castagna ra critica’ di Lagonegro. Molto interessante è stata una relazione sui conclavi che hanno visto protagonista il cardinale Brancati da parte del prof. Raffaele Papaleo. Apprezzato è stato l’intervento del prof. Vincenzo Labanca che ha preannunciato la presentazione del libro “Il conte di Montepesco” nella sala Brancati il 24 ottobre prossimo. Molto profonda è stata la riflessione del prof. Gerardo Melchionda sull’ambiente. Significativa e gradita è stata la presenza del sindaco di Episcopia Bagio Costanzo. Di qualità il tappeto musicale curato dalla maestra Angelica Sisti.

set 202015
 

I mesi di ottobre e di novembre vedranno una serie di iniziative culturali nella sala Cardinale Brancati promosse dall’associazione Magna Grecia in attesa che si possa completare l’ambizioso progetto dell’associazione Magna Grecia che intende favorire la cultura e l’aggregazione puntando sulla costanza e sulla solida esperienza ultraventennale.
Si partirà il 3 ottobre con la proposizione di una nuova edizione del Premio Cardinale Brancati. Quest’anno i riconoscimenti sono stati assegnati all’Arcivescovo emerito di Catanzaro mons. Antonio Cantisani, Milena Falabella presidente dell’associazione culturale A Castagna Ra Critica di Lagonegro, Elisa Conte scrittrice e presidente dell’associazione culturale “Epicanto” di Episcopia. Al prof. Raffaele Papaleo è stata affidato un approfondimento sul cardinale lucano ed in particolare sulla dinamica dei Conclavi ai quali partecipò ‘rischiando’ anche di diventare papa.
Il 7 ottobre l’associazione Magna Grecia, il parroco di San Giacomo don Franco Alagia ed il sindaco di Lauria Gaetano Mitidieri, si recheranno ad Assisi per ricevere l’ulivo della pace da parte del custode del Sacro Convento padre Mauro Gambetti. La pianta benedetta verrà piantumata nel cortile di palazzo Marangoni nelle settimane successive dall’arcivescovo di Cosenza mons. Francesco Nolè. In occasione della visita verrà scoperta una lapide commemorativa anche nella chiesa di San Giacomo.
Il 24 ottobre Vincenzo Labanca presenterà il libro “Il Conte di Montepesco” il romanzo sulla vicenda politica ed umana del Senatore Domenico Pittella.
Il 7 novembre verrà presentato il libro scritto da Mario Lamboglia “Naso di falco” riguardante la vita dell’inventore Nicola Santo che fu una figura decisiva nell’affermazione dell’aeronautica in Brasile.
Il 22 novembre vi sarà la doppia proiezione di un lungometraggio sul bombardamento di Lauria avvenuto il 7 settembre 1943. Dopo il libro edito dal direttore dell’Eco nel 2003, il film raccoglie testimonianze ed analisi di una delle pagine più buie della cittadina lucana.

locandina vivilauria2015

premio cardinale brancati

IL_CONTE_DI_MONTEPESCO

NASO_DI_FALCO

BOMBE_SU_LAURIA

lug 312015
 

Nella mattinata del 31 luglio 2015 si è riunito il Consiglio Comunale di Lauria. Ecco di seguito l’ordine del giorno:
1) Approvazione verbale seduta consiliare del 29 aprile 2015;
2) Approvazione Autonomo Piano Finanziario relativo ai lavori di estendimento della rete idrica nelle frazioni di Castagnara e San Giuseppe Inferiore. Variazioni al Piano triennale 2015(2017 ed elenco annuale 2015 al Bilancio 2015/2017.

giu 142015
 

L’associazione culturale A Castagna Ra Critica ha organizzato a Lagonegro il 13 giugno 2015 presso il Midi Hotel la presentazione del libro dell’avvocato Emilio Sarli “La decima musa del Parnaso Maria de Cardona”.
Il confronto culturale è stato introdotto dall’avvocato Milena Falabella e moderato dal giornalista Pietro Cusati. Pregnante e ricca di spunti è stata la relazione del prof. Roberto Picardi.
Tra gli altri sono interventi l’avvocato Giuseppe Sabella, il professore Vincenzo Labanca ed il professore Luigi Beneduci.

La conferenza

Le interviste: Pietro Cusati, Roberto Picardi, Emilio Sarli

mag 172015
 

A cura dell’associazione “A Castagna ‘Ra critica” di Lagonegro capitanata dalla dottoressa Milena Falabella, si è svolta il 16 maggio 2015 una conferenza dal titolo “Lagonegro città di chiese e cantine”. E’ stata analizzata l’evoluzione del vino e dei vigneti e le relazioni con la crescita sociale, culturale ed economica in particolare del territorio meridionale della Basilicata. Hanno preso, parte all’evento oltre al numeroso ed attento pubblico, il professor Stefano Del Lungo, la dottoressa Angela Cammisotto, gli avvocati Gennaro Lavitola e Lorenzo Cannata, l’azienda ” Compagnia del Cavatappi” rappresentata da Francesco D’Imperio, Giuseppemaria Ginnari e il ristorante “La Pergola”.

apr 272015
 

Lagonegro,”Naturarte”. Una due giorni (25-26 aprile 2015) con tante iniziative promosse dal Parco Nazionale Val D’Agri-Lagonegrese, dal Comune e dall’associazione A Castagna Ra Critica.Tanti momenti dedicati ad arte,visite, convegni,prodotti tipici. Nei filmati proposti l’incontro con esperti nutrizionisti e storici di cucina e di un celebre ricettario di un noto maestro di cucina, Antonio Camuria, lagonegrese, al servizio dei Carafa.

Le interviste: Milena Falabella, Salvatore Pezzella, Giuseppe Perruolo, Anna Lea Forastiero

Spunti dalla conferenza

apr 232015
 

Il 25 aprile 2015 a Lagonegro, a cura dell’associazione culturale “A Castagna Ra Critica”, partirà ufficialmente la raccolta fondi per restaurare il Catasto Onciario di Lagonegro, istituito nel lontano XVIII secolo da Carlo III.
Adottando lo slogan ‘NON È UN RIFIUTO, È ARTE’, l’associazione ha pensato bene di pianificare una raccolta di lattine di alluminio, coinvolgendo tutti i proprietari dei bar e ristoranti dei paesi limitrofi, e devolvere così il ricavato di questo materiale per il restauro del prezioso documento storico.

Ma scopriamo qualcosa in più su questo importante cimelio.

Il Catasto onciario, precursore degli odierni catasti, rappresenta l’attuazione pratica delle norme dettate da re Carlo di Borbone nella prima metà del XVIII secolo per un riordino fiscale del regno delle Due Sicilie.

Nonostante fosse un catasto descrittivo, poiché non prevedeva la mappatura dei luoghi, fu uno strumento utile ad eliminare i privilegi goduti dalle classi più abbienti che facevano gravare i tributi fiscali sempre sulle classi più umili e di fatto rappresenta uno dei più brillanti esempi del tempo di ingegneria finanziaria e di ripartizione proporzionale del peso fiscale.

Nella seconda metà del XVI secolo la Basilicata conobbe un periodo di relativa tranquillità e in quest’epoca si sviluppò un rigoglioso mercato dell’arte legato alla committenza delle grandi famiglie baronali e religiosa.

Nella vita sociale e politica della regione si ebbe l’emergere di una nuova classe intermedia, per lo più appartenente a importanti famiglie locali, ed impegnata a rappresentarei baroni, i vescovi e gli abati nell’attività di amministrazione e gestione dei feudi. Contemporaneamente al formarsi di questo nuovo corpo sociale si avviò un processo di autonomia delle comunità cittadine: attraverso una procedura complessa, i cittadini potevano riscattare la propria città pagando al potere regio la somma altrimenti versata dal barone: in questo modo le terre passavano al Regio Demanio e, senza l’intermediazione del barone, divenivano di possesso comune e quindi “universali” (motivo per cui queste comunità cittadine vennero all’epoca definite “Università”). Tali emancipazioni furono tuttavia poco frequenti in Basilicata: le città regie furono pochissime e non sempre il riscatto riusciva duraturo, poiché era molto costoso e comportava un notevole sacrificio economico da parte dei cittadini: fra queste, oltre a Saponara, che lo era già dal secolo precedente, ed a Matera che già si era riscattata più volte per liberarsi dal dominio feudale, ci furono Lagonegro, Maratea, San Mauro e Rivello.

La situazione non migliorava invece per le campagne e le zone interne i cui prodotti, quando riuscivano a superare la soglia del consumo personale, erano nei mercati sottoposti ad una forte stagnazione dei prezzi. A questo si aggiungeva un sistema fiscale basato essenzialmente sulle imposte indirette sui generi di consumo, quindi la farina, il vino, il formaggio, la carne continuavano ad essere fortemente tassati; per evitare conflittualità con i gruppi dirigenti mancava l’imposta diretta sui beni e i patrimoni, che venne introdotta solo nel 1742 con il catasto onciario istituito da Carlo di Borbone..

Nel 1749 Carlo III fece coniare una nuova moneta denominata oncia napoletana, del valore di sei ducati, che, tuttavia, ebbe scarsa diffusione, in quanto si continuarono ad usare il ducato ed i suoi sottomultipli: il carlino, che era la decima parte di un ducato, la grana, che era la centesima parte, ed il cavallo, che era la millesima parte.

1 ONCIA Napoletana = 6 Ducati

1 DUCATO = 10 CARLINI

1DUCATO = 100 GRANE

1 DUCATO = 1000 CAVALLI

c’è da distinguere che :

Oncia per reddito imponibile equivaleva a 3 Carlini

Oncia per redditi animali equivaleva a 6 Carlini.

in questo libro del 1753 si rileva che :

i capo fuochi venivano tassati per ( il loro lavoro ) Industria pari a 12 once

così tutti i componenti del nucleo famigliare se maschi da 18 anni in su = 12 once

e da 14 a 18 anni per metà tassa d’industria pari a 6 once.

non pagavano tasse sull’industria ( di fatto sul lavoro ) i maschi ” DECREPITI ” oltre i 75 anni

Le imposte previste dall’onciario erano di tre tipi:

il testatico, che gravava sui capifamiglia, ad eccezione di coloro che avevano compiuto i sessant’anni, ed era uguale per tutti (in genere ammontava ad un ducato per fuoco);( quì 12 once )

l’imposta sui redditi da lavoro – sull’industria – che gravava sui soli maschi a partire dall’età di quattordici anni (dai quattordici ai diciott’anni si pagava la metà), che era calcolata in base al reddito presuntivo previsto per i vari mestieri e non in base al reddito reale;

l’imposta sui beni, che gravava sugli immobili (case, terreni, mulini, frantoi, ecc.) sul bestiame e sui capitali dati in prestito ad interesse.

I proprietari sono divisi per categorie: i cittadini, le vedove e le vergini in capillis (vale a dire le nubili che non avevano preso i voti religiosi), i forastieri abitanti, i forastieri non abitanti bonatenenti (coloro che possedevano beni nel comune senza risiedervi), gli ecclesiastici secolari tanto cittadini che forestieri, le chiese e i luoghi pii, sia locali che forestieri.

Nell’ambito di ogni categoria i contribuenti sono elencati in ordine alfabetico per nome e non per cognome.
Il catasto fornisce dettagliate informazioni sui beni dei contribuenti: delle abitazioni è descritta la tipologia, l’ubicazione, spesso anche la grandezza (“casa palaziata”, “comprensorio di case di vani … soprani e sottani”); dei terreni sono indicati i confini, l’estensione e la natura delle colture; vi è quindi la descrizione degli eventuali capi di bestiame.

All’elenco dei beni segue quello dei pesi, costituiti, in genere, dal pagamento di censi e canoni agli enti ecclesiastici e al feudatario e da interessi su capitali presi in prestito. Il catasto fornisce altresì dettagliate informazioni sui nuclei familiari, indicando, per ciascuno di essi, il numero dei componenti, la loro età, l’attività svolta ed il rapporto di parentela con il capofamiglia.

Dal testatico e dall’imposta sul lavoro erano, esonerati coloro che vivevano more nobilium, cioè di rendita, o che esercitavano professioni liberali.

Il catasto si conclude con la collettiva delle once, vale a dire con l’elenco dei contribuenti, divisi per categoria, e delle rispettive rendite.

Il peso insostenibile delle imposte creava nella base del popolo un malcontento diffuso e cominciavano a verificarsi le prime manifestazioni di quel movimento antifeudale che pochi decenni più avanti avrebbe animato, con la “rivolta di Masaniello”, tutto il Mezzogiorno.

Carla Bottiglieri

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