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ago 312015
 

In occasione della visita a Lauria di una delegazione dell’Associazione Lauria a Montevideo, il Mov-Lucania, insieme al Comune e alla Pro Loco, organizzano, per mercoledì 2 settembre, “Figli d’Italia, fratelli per sempre”, la I Giornata del Migrante lauriota e lucano. Appuntamento in Piazza San Giacomo, dalle ore 17 fino alle 23.30.

Ricco il programma dell’evento: confronti, dibattiti, ricordi, musica, arte e poesia. Con grandi ospiti e tanto intrattenimento: per riflettere, ma soprattutto per divertirsi.

Quali sono i vantaggi di un dialogo con i nostri conterranei all’estero, ai fini di una crescita delle nostre comunità? Che opportunità concrete ci sono per coloro che vogliono instaurare un rapporto di scambio con altre realtà all’estero? Quali sono gli strumenti normativi, finanziari e istituzionali per fare ciò? Di questo, e di molto altro ancora, si parlerà con alcune delle figure istituzionali più importanti in questo settore: il diplomatico di origine lauriota, ambasciatore Eugenio D’Auria, e il presidente della Commissione per i Lucani all’estero del Consiglio regionale di Basilicata Nicola Benedetto, dopo i saluti del sindaco di ‎Lauria Gaetano Mitidieri e un intervento di Paolo Galante, in qualità di vicepresidente del Consiglio regionale lucano (partner dell’iniziativa).

La manifestazione riceverà un contributo al percorso che il Comune sta facendo a proposito di lucani all’estero anche dall’onorevole lauriota Gianni Pittella, presidente del gruppo S&D nel Parlamento europeo, e dalla senatrice uruguayana della Coalizione Frente Amplio Mónica Xavier Yelpo, di origini lauriote.

La manifestazione proseguirà con la parte più sentimentale dell’evento, che si svilupperà attraverso ricordi, testimonianze, storie di emigrazione, tenuti insieme dai romanzi di Nicola Viceconti. Scrittore di origini lauriote, Viceconti torna a ‎Lauria per presentare la seconda edizione della sua opera “Cumparsita”: una storia appassionante, che si snoda tra la Lucania e l’Argentina e che è fatta di nostalgia, di rimpianti, di identità perdute e memoria ritrovata.

Ospiti di questa seconda parte, tra gli altri, Luigi Scaglione, coordinatore del Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice”, e Carmine Cassino, coordinatore della rivista storica Basiliskos, e infine Elbia Pansardi, presidente dell’Associazione Lauria a Montevideo.

Momento clou dell’iniziativa, uno spettacolo musicale-teatrale sulle sensuali melodie del tango, con la cantante romana (ma di origini lucane) Isabel Panè e i ballerini della scuola di ballo All In Dance.

All’interno dell’evento, previsto uno stand gastronomico a cura dell’ALCA (Associazione commercianti e artigiani di Lauria) e una mostra pittorica del maestro Salvador Gaudenti.

locandina 2 settembre

giu 242015
 

Francescantonio Nolè nasce a Potenza il 9 giugno 1948; entra il 20 settembre 1959 tra i Frati Minori Conventuali di Ravello, dove inizia la sua formazione umana, spirituale, religiosa e culturale, che poi prosegue a Nocera Inferiore, Portici, Sant’Anastasia e Roma.
Presso la Facoltà Teologica Seraphicum di Roma compie gli studi filosofici e teologici, presso la Sezione S. Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli consegue la Licenza in Teologia Morale e presso l’Università Statale di Cassino la laurea in Pedagogia. Il 4 ottobre 1965 a Montella emette la professione temporanea e a Nocera Inferiore il 1º novembre 1971 la professione perpetua e viene ordinato sacerdote il 2 settembre 1973 a Potenza dal vescovo Vittorio Costantini, O.F.M.Conv. Viene subito destinato a Nocera Inferiore, nel Convento di Sant’Antonio, prima come vicedirettore e poi come rettore dei ragazzi delle scuole medie aspiranti alla vita
religiosa. Nel 1976 viene trasferito a Benevento, come direttore dei postulanti del Ginnasio-
Liceo, fino al 1982. Nello stesso anno durante il Capitolo Provinciale, è nominato vicario provinciale e guardiano-parroco di S. Antonio in Portici. Nel 1991 viene inviato nuovamente a Benevento come guardiano e direttore dei Postulanti. Nel giugno 1992 è chiamato a Roma a dirigere il Centro Missionario Nazionale fino al 28 aprile 1994.
Nello stesso anno, durante il Capitolo Provinciale tenuto a Nocera, è eletto ministro
provinciale della provincia di Napoli, che comprende Campania e Basilicata.
Il 30 aprile 1997 è confermato ministro provinciale per altri quattro anni.
Il 4 novembre 2000 viene eletto alla sede vescovile di Tursi-Lagonegro ed è consacrato
vescovo da S.E. Mons. Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i
Vescovi, a Pompei il 10 dicembre 2000. Attualmente oltre a guidare la diocesi di Tursi-Lagonegro è membro della Commissione episcopale per Clero e la Vita consacrata della Conferenza Episcopale
Italiana e delegato della Conferenza Episcopale di Basilicata per la Famiglia, la
Liturgia e per l’Economia della Provincia Ecclesiastica.
Il 15 maggio 2015 Papa Francesco lo ha destinato alla Diocesi di Cosenza-Bisignano. Il 4 luglio 2015 l’arcivescovo Nolè si è trasferito a Cosenza per il suo nuovo impegno pastorale.

giu 232014
 

Il 22 giugno 2014 è stato presentato a Lauria il primo numero della rivista culturale lucana “Basiliskos”. La conferenza è stata molto partecipata ed ha visto avvicendarsi nel confronto: Antonio Boccia, Nicola Timpone, Antonella Santarcagelo, Carmine Cassino e Marcello Pittella.

La conferenza di presentazione

Le interviste: Antonio Boccia, Antonella Santarcangelo, Carmine Cassino

giu 162014
 

Basiliskos, la rivista annuale di studi storico-umanistici edita da Edigrafema e promossa dall’Issbam (Istituto di Studi Storici per la Basilicata Meridionale), verrà presentata a Lauria domenica 22 giugno, ore 11 sala Cardinal Brancati (piazza Sanseverino). Prenderanno parte all’evento il direttore della pubblicazione Carmine Cassino, l’editrice Antonella Santarcangelo, il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella, il presidente dell’Issbam Antonio Boccia e il direttore del Gal “La cittadella del sapere” Nicola Timpone.
La singolare iniziativa editoriale, rivolta tanto agli addetti ai lavori quanto ai diversi appassionati della materia, include contributi che spaziano dalla storia medievale, moderna e contemporanea alla filosofia politica, sino alla letteratura, all’urbanistica e all’antropologia.
“Basiliskos rappresenta un vero e proprio esperimento partito dal basso per divulgare in modo nuovo la storia locale attraverso il coinvolgimento di giovani ricercatori e studiosi di lungo corso” ha detto Carmine Cassino. “Crediamo che questa pubblicazione rappresenti un’importante esperienza non solo per l’area della Basilicata Meridionale ma per la promozione culturale e territoriale dell’intera regione anche in vista del 2019, anno in cui auspichiamo che Matera possa essere capitale europea della cultura. Attendiamo un riscontro di critica e di pubblico – ha concluso il direttore – in modo da poter migliorare il nostro lavoro che speriamo possa essere lungo e proficuo”.

Carmine Cassino

mag 142014
 

BASILISKOS. È il nome della nuova rivista annuale di studi storico-umanistici riguardante prevalentemente tematiche e personalità della Lucania meridionale e rivolta tanto agli addetti ai lavori quanto ai diversi appassionati della materia. La singolare iniziativa culturale, messa in cantiere dall’Issbam (Istituto di Studi Storici per la Basilicata Meridionale), è stata accolta con entusiasmo dalla casa editrice Edigrafema anzitutto per la qualità degli interventi che spaziano dalla storia medievale, moderna e contemporanea alla filosofia politica, sino alla letteratura, all’urbanistica e all’antropologia.
“Obiettivo dichiarato dell’Issbam – hanno detto i responsabili dell’Istituto – è quello di promuovere la ricerca delle fonti storiche e la pubblicazione di documenti di particolare interesse, la ricostruzione biografica di personaggi di pubblico rilievo, anche al fine di pervenire alla costituzione di una banca dati e di un centro di documentazione”. A fargli eco l’editrice Antonella Santarcangelo: “Un sodalizio che guarda al futuro, quello tra Edigrafema e l’Issbam, con l’intento di promuovere e rafforzare la conoscenza delle radici storiche della Basilicata. Di più. Vogliamo estendere il campo di indagine e territoriale”. La rivista è stata pubblicata anche con il sostegno del Gal ‘La cittadella del sapere’.
Unidici i contributi del primo numero: Espressioni soggettive dell’appartenenza nell’obbligazione propter animam dell’ammiraglio Ruggero di Lauria di Rosanna Lamboglia – Per una storia longobarda del castello di Lauria di Gaetano Petraglia – Universitates e vita civica nel Mezzogiorno di età moderna (con richiami all’area occidentale calabro-lucana) di Saverio Napolitano – La ricostruzione storica: un dovere alla memoria di Nicola Carlomagno di Lauria (13 marzo 1761/13 luglio 1799) di Giovanni Celico/Biagio Moliterni – Frammenti di emigrazione ottocentesca: vicissitudini dei calderai trecchinesi nel Portogallo di inizio secolo di Carmine Cassino – Aspetti del Risorgimento nel Mezzogiorno: le “liste di proscrizione” nella Basilicata post-unitaria di Antonio Boccia – Fiat lux. L’arrivo dell’illuminazione elettrica a Castelluccio nel 1912 di Vincenzo Celano – La Basilicata nei ‘Quaderni del carcere’ di Antonio Gramsci: tra questione meridionale e fordismo di Gennaro Cosentino – La riforma agraria in Basilicata. Terra, contadini e politica (1947-1953) di Agostino Giordano – Le Terre del silenzio: luoghi dell’infinito sulle orme della fede. Sant’Arcangelo Convento di Santa Maria di Orsoleo di Anna Nica Fittipaldi – Al di là della soglia. La fondazione della chiesa di Sant’Anna a Lagonegro di Giuseppe Ielpo.

GLI AUTORI
Antonio Boccia (avvocato, consigliere per le camere penali di Basilicata, cultore di diritto del lavoro all’Università di Salerno e docente all’Università statale “Aleksan¬dër Moisiu” di Durazzo), Carmine Cassino (dottorando in Storia contemporanea all’Università di Lisbona e collaboratore dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale portoghese), Giovanni Celico (docente di Lettere, già Ispettore Onorario della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Arti¬stici e Storici della Calabria), Vincenzo Celano (Giornalista e scrittore), Gennaro Cosentino (laureato in Filosofia politica all’Università di Firenze con una tesi intitolata “La nozione di egemonia. La concettualizzazione di Anto¬nio Gramsci e alcuni sviluppi più recenti”, è animatore del sito di informazione e approfondimento L’Arrotino), Annanica Fittipaldi (laureata in studi storico-artistici, ha collaborato con riviste e curato eventi di promozione territoriale), Agostino Giordano (Laureato in storia contemporanea all’Università “Alma Mater Studio¬rum” di Bologna, città dove vive e lavora, si occupa di comunicazione politica), Giuseppe Ielpo (lau¬reato Storia e critica d’arte, ha collaborato alla realizzazione della mostra dal titolo Dipinti napoletani del Sei e Settecento dal Veneto allestita alla Pinacoteca Provinciale di Salerno e al relativo catalogo La fortuna del Barocco napoletano nel Veneto a cura di Mario Al¬berto Pavone), Rosanna Lamboglia (dottore di ricerca in Storia dell’Europa mediterranea dall’an¬tichità all’età contemporanea. È princi¬palmente una medievalista ed è stata tra i collabo¬ratori dell’olandese Encyclopedia of the Medieval Chronicle (emc), General Editor graeme dunphy, Leiden), Biagio Moliterni (si è dedicato a inves¬tigare la storia dell’alto Bruzio occidenta¬le, avente come epicentro l’antica colonia romana di Blanda Julia, sita sul Palecastro di Tortora), Saverio Napolitano, (laureato in Scienze politi¬che, vive da diversi anni a Sanremo. È socio della Deputazione di storia patria per la Calabria e dell’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia con¬temporanea di Cosenza, si interessa di storia socio-culturale della Calabria e del Mezzogiorno), Gaetano Petraglia (laureato in filosofia all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, si è specializzato in archivistica all’Università di Roma “Tor Verga¬ta” e all’Archivio di Stato di Roma).

Copertina_Basiliskos

set 132013
 

L’anno scorso il giudice Ferdinando Imposimato con il Procuratore della Repubblica di Lagonegro Vittorio Russo arrivarono al Banxhurna di San Paolo Albanese per parlare del caso Moro e delle indagini del giudice Imposimato titolare dei primi tre “processi Moro”. Il materiale raccolto durante l’incontro assieme a ricerche ulteriori e all’intervento del giudice Antonio Esposito, Presidente di Cassazione che di recente ha emesso la sentenza contro Silvio Berlusconi, è diventato uno spettacolo teatrale portato in scena da Ulderico Pesce che domani 14 settembre debutterà a San Paolo Albanese. L’evento già andato in scena in anteprima nazionale a Cassino e trasmesso in diretta streaming sul sito de l’Unità, dopo San Paolo Albanese sarà visto a Roma dal 3 dicembre e a seguito in giro per l’Italia. “E’ molto bella che l’idea di questo spettacolo –ha detto Ulderico Pesce- sia nato in uno dei Comuni più piccoli d’Italia, San Paolo Albanese, dove risiede il Centro per la creatività Banxhurna dove siamo riusciti a portare tra i maggiori rappresentanti della Magistratura italiana. Da San Paolo e dalla nostra terra parte un lungo viaggio grazie al quale porteremo in giro per l’Italia un pezzo importante e non ancora chiarito della storia della nostra Repubblica che deve servire da monito per la classe politica che ci governerà.”.

APPROFONDIMENTO SULLO SPETTACOLO
Il titolo dello spettacolo è “moro” con la “m” minuscola a voler sottolineare che nel cognome del grande statista c’è la radice del verbo “morire”. Come se la “morte” di “Moro” fosse necessaria per bloccare energie politiche alternative a quelle in auge e per lasciare spazio alle carriere di alcuni suoi colleghi. Moro sente che “altri” vogliono la sua morte e lo scrive in una delle ultime lettere che fanno da laight motive dello spettacolo: “Il mio sangue ricadrà su di voi, sul partito, sul Paese. Chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato, né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno voluto veramente bene e sono degni di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore”.
Il racconto scenico parte dai fatti del 16 marzo 1978 quando fu rapito Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della scorta: Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Oreste Leonardi.
Raffaele Iozzino, unico membro della scorta che prima di morire riuscì a sparare due colpi di pistola contro i terroristi, era di Casola di Napoli e proveniva da una famiglia di contadini. Raffaele, alla Cresima, aveva avuto in regalo dal fratello Ciro un orologio con il cinturino in metallo. Ciro, quella mattina del 16 marzo era a casa e casualmente in televisione vide l’immagine di un lenzuolo bianco che copriva un corpo morto. Spuntava da sotto al lenzuolo soltanto il braccio con l’orologio della Cresima. Questa è l’immagine emblematica che ricorre più volte nelle video proiezioni, questa immagine è la radice prima del dolore di Ciro, protagonista dello spettacolo. Questo dolore diventa rabbia, e questa rabbia lo spinge a rintracciare il giudice Imposimato titolare del processo al quale chiede di sapere la verità. Sarà il rapporto tra Ciro e il giudice, strutturato su questo forte desiderio di verità, a rendere chiaro al pubblico che ad uccidere Moro e i giovani membri della scorta furono i più alti esponenti dello Stato italiano con la collaborazione dei Servizi segreti americani.
Nello spettacolo assume una funzione altrettanto importante l’incontro e l’amicizia tra Ciro Iozzino e Adriana, la sorella del poliziotto Francesco Zizzi, altro membro della scorta di Moro, proveniente da Fasano in provincia di Brindisi, che quella mattina del 16 marzo era al suo primo giorno di lavoro sostituendo la guardia titolare che la sera prima, “stranamente”, era stata mandata in ferie. Francesco, diventato da poco poliziotto, aveva una grande passione per la chitarra e cantava le canzoni di Domenico Modugno, pugliese come lui e come lo stesso Aldo Moro che, in macchina, quella mattina, affrontava gli ultimi giorni della sua vita, ascoltando Zizzi che cantava “La Lontananza” di Modugno.

L’ingenuità e la leggerezza dei membri della scorta irrobustiscono la disperata determinazione di Ciro Iozzino nella ricerca della verità. Questa ricerca lo porterà di fronte a molte “stranezze” portate avanti da statisti come Giulio Andreotti e Francesco Cossiga. Tra le “stranezze” scoperte e denunciate da Ciro Iozzino nello spettacolo ne ricordiamo alcune: in genere un’ora dopo il rapimento di una persona le indagini venivano assegnate, come stabilito dal Codice di procedura penale, al giudice istruttore che a Roma, il giorno in cui avvenne la strage, era Ferdinando Imposimato. Invece le indagini, trasgredendo il Codice, rimangono nelle mani della Procura della Repubblica di Roma che le affida al giudice Imposimato solo il 18 maggio 1978 quando Aldo Moro è già stato ucciso da nove giorni.
Le “stranezze” denunciate nello spettacolo continuano. Il 31 gennaio del 1978, circa due mesi prima del rapimento Moro, nasce l’UCIGOS, un organismo di polizia speciale che va a lavorare alle dipendenze del Ministro dell’Interno che all’epoca era Francesco Cossiga. La famiglia di Iozzino non si spiega come mai nasca una squadra speciale di polizia investigativa senza l’autonomia che la Costituzione gli affida perché alle strette dipendenze di un ministero.
Qualche mese prima della strage di via Fani accade una cosa ancora più inspiegabile, viene smantellato l’Ispettorato antiterrorismo diretto da Santillo che aveva raggiunto risultati eccellenti contro i terroristi e contro la Loggia Massonica P2. Fatto fuori Santillo e la sua “squadra”, a indagare sul terrorismo, prima del rapimento di Moro, rimaneva solo l’UCIGOS, che era alle strette dipendenze del ministro Cossiga.
Altra cosa bizzarra scoperta da Ciro Iozzino nello spettacolo: uomini dell’ UCIGOS, ad agosto del 1978, erano già stati in via Montalcini nella prigione di Moro. Secondo alcuni documenti in possesso del giudice Imposimato è probabile che gli stessi uomini dell’UCIGOS sapessero della prigione di via Montalcini mentre Moro era ancora vivo. Perché gli stessi uomini dell’UCIGOS, che interrogano alcuni inquilini dello stabile dove è prigioniero Moro, non lo comunicano al giudice Imposimato anticipando la scoperta della prigione di due anni?
Ma la denuncia più consistente che Ciro Iozzino fa nello spettacolo riguarda le rivelazioni di Pieczenik, un esperto di terrorismo mandato segretamente in Italia dal governo USA per la gestione del caso Moro. Pieczenik fa delle rivelazioni di cui è in possesso il giudice Imposimato che diventano un momento importante dello spettacolo: “Quando Moro ha fatto capire attraverso le sue lettere che era sul punto di rivelare dei segreti di Stato e di fare i nomi di coloro che quei segreti detenevano, in quel momento mi sono girato verso Cossiga dicendogli che ci trovavamo a un bivio: se Moro potesse continuare a vivere o dovesse morire con le sue rivelazioni. La decisione di far uccidere Moro non è stata una decisione presa alla leggera. La decisione finale è stata di Cossiga, e presumo anche di Andreotti: Moro doveva morire.”

moro

apr 152012
 

Sala Cardinal Brancati a Lauria gremita di astanti, con spettatori e studiosi provenienti da tutti i centri della valle del Noce nonchè dai paesi vicini dell’alto tirreno cosentino: la presentazione, il 7 aprile scorso, del primo numero della nuova rivista di studi storici edita dall’Istituto di studi storici per la Basilicata meridionale, “Basiliskos “, ha quindi riscosso un notevole successo, forse addirittura inaspettato anche dagli stessi organizzatori, ossia l’avv. Antonio Boccia, il prof. Carmine Cassino ed il dott.Igor Papaleo, coadiuvati nell’occasione da Eco Channel.
Il titolo della rivista richiama l’animale mitologico ed è riportato nella copertina creata da Nicozazo, mentre la pubblicazione che è di carattere storico e che ha una vocazione semestrale, ha visto la luce a cura dell’Issbam.
Come è stato spiegato in sala, il primo numero comprende una raccolta di nove originali saggi storici non monotematici, con argomenti che vanno dalla storia cosiddetta “locale” delle piccole comunità (Cassino), al dibattito in due diversi articoli sui natali contesi di Nicola Carlomagno (I. Papaleo/A. Rinaldi), alle polemiche sulla figura dell’ammiraglio Ruggiero (R.Lamboglia), a un recente studio sui giovani garibaldini lucani (Celico/Moliterni), al decennio “francese” (L.Papaleo), a un saggio sulla emigrazione (Zizzari), a uno studio sulla stampa anglofila sulla nostra terra (Mc Gauley) e, per finire, ad un articolo sui cosiddetti centri-fantasma della lucania medievale (Boccia).
La lettura dei testi, accennata durante la serata, si presenta agevole: questo è senz’altro un vanto per gli autori, anche se gli argomenti trattati sono tutti studi specialistici; in tal senso la rivista è certamente uno strumento di studio, ma è volutamente agevole; anche perchè -come è stato argomentato dagli organizzatori- la riscoperta della storia dei nostri centri, per alcuni racchiusa all’interno della “storia locale “, oltre a suscitare un giusto orgoglio può e deve rappresentare, tra le altre cose, anche un nuovo fattore di crescita per il territorio, e rappresenta comunque una occasione di crescita culturale della società. In quest’ottica ha stupito, ed è stata stigmatizzata, la assenza degli amministratori del comune di Lauria, che ha fatto da rovescio della medaglia ripsetto alla riuscita dell’evento, nel corso del quale sono state anche vendute tutte le copie presenti della rivista, con gran sorpresa e giusta soddifasfazione da parte degli autori.
I rappresentanti dell’Issbam hanno infine chiarito che la collaborazione per i prossimi numeri di Basiliskos resta aperta agli studiosi del settore. (AB)

Prima parte

Seconda parte

dic 162011
 

L’avvocato Antonio Boccia non ci voleva credere. Allertato di buon mattino ha dovuto constatare lo scempio perpetrato nel quartiere Taverna di Lauria. Nei mesi scorsi l’antico rione aveva ospitato una cerimonia per esaltare l’avvenuta riqualificazione di una fontana in pietra costruita ai tempi di Ferdinando II.
L’indignazione è stata grande in particolare dell’Isssbam rappresentato anche dal professore Carmine Cassino. Questa sera nel tg di Italia 2 (ore 20, 22.30, 24) un servizio sull’accaduto.

dic 152011
 

A festeggiare i cento anni venerdì 11/11/2011, data veramente propizia, è stata Donata Mastrangelo, circondata dall’affetto di numerosi moliternesi che l’hanno salutata nel Cine Teatro Pino, dove, il Sindaco Ing. Giuseppe Tancredi, le ha consegnato una targa ricordo a nome della cittadinanza. Donatuccia, così è conosciuta da tutti in paese, arzilla e in forma come sempre, alzandosi in piedi ha ringraziato il Sindaco e tutti i presenti. A Donatuccia gli auguri di buon compleanno da parte di tutta la redazione dell’Eco di Basilicata. 100 candeline da spegnere resta sempre un traguardo invidiabile, non facile da raggiungere, ma sempre più a portata di mano considerato l’aumento della durata della vita e la longevità che contraddistingue positivamente il nostro centro. Ben due centenarie e quarantadue ultra novantenni, il dieci per cento sulla popolazione residente (4236 al 25/11/2011), per la precisione, e per gli amanti delle statistiche, trentacinque sono femmine e sette maschi. Due, ancora donne, con novantotto anni già compiuti sono le più vicine al traguardo dei cento. (Giuseppe Cassino)

Donata Mastrangelo con il Sindaco Tancredi