BASILICATA Flash Feed Scroll Reader
CALABRIA Flash Feed Scroll Reader
CAMPANIA Flash Feed Scroll Reader
Mar 132018
 

Il 12 marzo 2018, alla fine di uno spigoloso Consiglio Comunale su materie economiche incandescenti, la sala consiliare di Lagonegro è stata la sede di un approfondito e vibrante confronto tra cittadini alla presenza degli amministratori della città.
Ha preso la parola il leader del Comitato pro-nuovo Ospedale di Lagonegro l’ing. Pietro Mango che senza giri di parole è andato subito al cuore del problema: la difesa della sanità a Lagonegro è una battaglia di civiltà. Da alcuni carteggi emerge che c’era chi già sapeva che l’Ospedale nuovo in località Cappella non si sarebbe mai costruito. Questa notizia occultata, ma presente nelle documentazioni ufficiali, è molto grave. Per Mango il sindaco Pasquale Mitidieri era a conoscenza della vicenda. L’esperto coordinatore del comitato ha utilizzato la metafora del ‘cavallo di Troia’ per spiegare al folto pubblico quello che è avvenuto a Lagonegro. “Vi è stato un vero e proprio tradimento. Ci hanno divisi, E’ stato un raggiro”. Mango ha rincarato la dose: “C’è chi ha avuto l’abilità di confondere le lingue, come in una gigantesca torre di babele”. Per l’ingegnere la cosa ancora più grave è che in un Piano Sanitario regionale confuso, ognuno sta cercando di portarsi via “una mollica”. Mango ha messo in evidenza la spoliazione della città. Anche gli uffici regionali presto verranno smantellati… e i giovani continueranno ad emigrare.
Pierino Mango ha poi salutato con soddisfazione l’inizio dei lavori legati alla ristrutturazione dell’Ospedale ma ha già ravvisato una incredibile contraddizione: si sta costruendo una paratia su una paratia preesistente, a dimostrazione di reiterate sottovalutazioni tecniche. Mango ha concluso il suo primo intervento auspicando l’unità della popolazione come unica arma per ridare a Lagonegro quello che ‘è’ di Lagonegro.
E’ intervenuto l’avvocato Raffaele Siervo che ha spiegato l’allarme degli ultimi giorni legato alla trasformazione di un servizio h24 alla “sola” reperibilità notturna. In pratica alcuni servizi tecnologici (caldaie ed impianti) avevano del personale sempre presente nell’Ospedale di Lagonegro. Ora, dalle 22 fino alla mattina successiva, le maestranze dovranno essere chiamate a casa se accadrà un’emergenza. Per Siervo, ma non solo per lui, questo è un altro segnale dell’allentamento dell’attenzione verso l’Ospedale di Lagonegro. Per l’avvocato bisogna smetterla di dividersi sulle etichette (“Io sono amico di Domenico Mitidieri e ne sono onorato, ma questo non significa nulla”) …bisogna essere uniti e compatti. Su questa impostazione Siervo ha chiesto, ed ha trovato, il massimo ascolto da parte del governo cittadino, soprattutto negli ultimi giorni. L’esperto professionista ha poi ‘toccato’ la questione del sindaco Pasquale Mitidieri che certamente con la presenza potrebbe dare maggiore autorevolezza alla battaglia (su questo aspetto, già nel corso della seduta del Consiglio Comunale, Domenico Mitidieri aveva criticato duramente e con ironia l’atteggiamento politico del dottor Mitidieri… “Si va al lavoro, si partecipa alle messe, al carnevale, alle riunioni politiche… ma poi si è impediti a partecipare ai Consigli Comunali!”) .
Siervo ha anche affrontato la questione delle Risonanza magnetica. E’ stato acquistato uno strumento per la struttura di Lauria del costo di 250 mila euro, ma oltre l’apparecchio quello che è pericoloso per Lagonegro è che si parla sempre meno della sua centralità rispetto proprio a Lauria.
La sensazione per Siervo è che alcune vicende si stanno consumando per “vendetta”. Perciò va presa una posizione forte: “Prima Lagonegro. Basta al torpore culturale nel quale siamo stati immersi! Non dobbiamo avere paura (citazione di Papa Giovanni Paolo II) , ce la possiamo fare!” ha affermato l’avvocato, riscaldando la platea.
L’altro tema evidenziato è stato l’’accorpamento’ dell’Ospedale di Lagonegro al San Carlo. Per tutti gli intervenuti è questo l’errore abissale commesso dalla classe politica e sanitaria. E’ stato davvero un frutto avvelenato. Mentre Lauria, Maratea e Chiaromonte non hanno più problemi e crescono, l’Ospedale di Lagonegro, insieme a quello di Villa d’Agri e Melfi, hanno difficoltà e ne avranno sempre di più perche verranno fagocitati, un pò per volta, dal San Carlo.
Il confronto si è arricchito anche della riflessione della dottoressa Leone che lavora proprio nell’Ospedale di Lagonegro. Per la professionista è difficile che si possa tornare indietro dal San Carlo, bisogna perciò difendere con i denti quello che si ha. Il reparto trasfusionale è stato al centro di alcuni passaggi preoccupati (sarà ridotto o chiuso?) nel corso del dibattito. Leone ha anche evidenziato che nella struttura lagonegrese mancano medici.
La professoressa Giuseppina Flora ha preso la parola evidenziando che la Regione deve tornare indietro; Lagonegro deve svincolarsi dall’abbraccio mortale del San Carlo. Bisogna rivedere il Piano che nel 2017 ha generato 5 milioni di euro di emigrazione sanitaria in più, dunque questa programmazione non sta dando grandi risultati.
Enrico Spera ha ribadito la debolezza nel non avere un sindaco eletto dal popolo accanto ai cittadini in un momento difficile come questo. Ha auspicato che ai documenti, che potrebbero anche non servire molto, debbano seguire azioni di lotta concrete.
Rodolfo Oranges, in modo accorato, ha spinto tutti all’impegno: Lagonegro è in crisi, vede la sanità arretrare cosi come la presenza scolastica. Per Oranges si sta cadendo in un precipizio. Bisogna dar vita ad una battaglia vera. Non va sprecato quello che è stato conquistato dalle generazioni precedenti con grandi sacrifici.
Per l’assessore Antonio Fiore non era una cattiva idea ipotizzare l’Ospedale di Lagonegro come un piccolo San Carlo, soprattutto se si pensa alla qualità. Purtroppo non è stato così. Lagonegro rischia la spoliazione. Occorre anche chiarirsi con Lauria dando vita ad un vero e proprio negoziato. Va ribadita la centralità di Lagonegro. Non si deve rimanere inermi. Per Fiore si sta facendo la politica del carciofo per Lagonegro: si toglie una foglia alla volta. Non è più possibile che ciò accada.
Domenico Mitidieri, già sindaco della città, è intervenuto evidenziando che il riordino sanitario ha creato tutta una serie di disparità. Il Distretto della Salute di Lauria doveva partire solo dopo la posa della ‘prima pietra’ del nuovo ospedale di Lagonegro. Così non è stato. Vi è stata una grande scorrettezza. La città di Lagonegro è baricentrica per natura, ora si vuole sovvertire questo principio. E’ Lagonegro che può frenare l’emigrazione sanitaria e può calamitare pazienti dalla Calabria e dalla Campania. L’avvocato Mitidieri ha ripercorso le grandi battaglie per il tribunale ed ha concluso: …“un tempo il collegio elettorale faceva riferimento a Lagonegro…ora è Lauria-Potenza. Non si può sopportare più quello che sta accadendo”.
Antonio Laino in modo chiaro ed esplicito ha evidenziato che la responsabilità di tutto è dei Pittella e della loro politica che sta mettendo in difficoltà Lagonegro. E’ ora di dire basta.
L’assessore Maria Di Lascio ha chiesto unità e l’impegno comune per la crescita ed il lavoro a Lagonegro.
L’intervento del vicesindaco Giuseppe Sabella è stato vibrante: basta alla spoliazione della città che sta andando avanti da 20 anni. Enel, Telecom, Carcere, Ufficio postale ridimensionato, Tribunale a rischio continuo che può creare problemi anche al mantenimento della Tenenza dei Carabinieri e della Polizia Stradale… non è più possibile assistere a tutto ciò. Bisogna ritrovare l’orgoglio di essere lagonegresi. Bisogna evitare i rancori e le spaccature. Nessun baratto si può fare sulla centralità della città. In tutte le altre strutture sanitarie si stanno spendendo milioni di euro. Occorre subito un Consiglio Comunale aperto. Bisogna vigilare su quello che si ha, mantenerlo e potenziarlo; al tempo stesso va continuata la battaglia per la costruzione del nuovo ospedale sul nuovo sito individuato.
L’ingegnere Mango ritorna sull’ospedale nuovo: il Comune deve velocizzare gli atti per la variante urbanistica, bisogna capire che ospedale si farà, reparto per reparto, specializzaizone per specializzazione. Cosa significa Ospedale di base? Ecco perché è importante che si ridiscuta il Piano sanitario. Sono stati ‘mossi’ sul territorio dei servizi sanitari… questi spostamenti possono creare dei nuovi equilibri tendenti ad escludere e a ridimensionare l’Ospedale di Lagonegro. Questo non dovrà avvenire, si è pronti, nell’unità, ad ogni battaglia.

Ago 012017
 

Un Consiglio Comunale straordinario, indetto per il 31 luglio 2017 ha sancito la definitiva archiviazione del sito di località Cappella quale sede della nuova struttura sanitaria. Il Presidente della Regione Pittella ha diffuso una delibera della giunta lucana nella quale si vincolano i soldi per la costruzione del nuovo ospedale in un sito diverso (con ogni probabilità adiacente alla struttura sanitaria attuale) ma sempre a Lagonegro. Si procederà anche alla costruzione del nuovo padiglione a servizio della “vecchia” struttura. Quindi: 76 milioni andranno al nuovo ospedale, 13 alla riqualificazione e all’ampliamento della struttura esistente.

www

Giu 202017
 

PARROCCHIA SAN GIACOMO APOSTOLO MAGGIORE

Il tesoro di San Giacomo

TOUR FACILE CON I GIOVANISSIMI

Lauria, domenica 25 giugno 2017

Ritrovo: ore 8,10 in Piazza San Giacomo

Partenza: ore 8.30 . Percorso: Piazza San Giacomo, Via Palestro, Porta e Cappella di San Gaetano, Via Cairoli, MUSEO di PALAZZO MARANGONI, Cappella di San Giovanni Battista, Piazzetta degli Operai, Piazza Ammiraglio Ruggero, Monumento ai Caduti, Monumento a San Giuseppe da Copertino, Santa Maria dei Suffragi (Purgatorio), Piazza San Rocco (sosta 10’), Via Casaletto, Via Santa Venere, Cappella Santa Veneranda, GROTTE DEL CERRUTO (Ricordo del bombardamento del 7.09.1943), Santa Maria della Sanità, Via Cerruto, Via Cairoli,

Chiesa Madre di San Giacomo Apostolo Maggiore

Santa Messa delle ore 11.00

Partecipazione libera e gratuita per tutti.
I minori devono essere accompagnati da un adulto autorizzato

Occorre avere:: zainetto, cappellino per proteggersi dal sole, scarpette da ginnastica per i più piccoli, merenda, ½ litro di acqua. La passeggiata, di 2,2 km circa, si svolge per vie e vicoli di Lauria.
.
PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO

XXXII tour di ‘PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO’
(VIII in onore del Santo Patrono San Giacomo)

La novità dell’edizione 2017 del Tesoro di San Giacomo è rappresentata anche dalla collaborazione con l’associazione
LauriAttiva
insieme alla quale sono progettate le iniziative di gioco e culturali della fase pomeridiana e serale dello stesso giorno

Programma (Più Siamo e LauriAttiva)

Ore 15.30 Sede di LauriAttiva in Piazza del Popolo
(discesa verso Via Ammiraglio Ruggiero)
Attestato di partecipazione a tutti i ragazzi
che hanno preso parte alla passeggiata mattutina

Ore 16.00 Presentazione ai ragazzi della sede di LauriAttiva
e delle opportunità offerte dallo spazio biblioteca

Ore 16.10 Il gioco del filetto (portare tre tappi di bottiglia dello stesso colore)
Ore 17.00 Giochi ed attività a sorpresa… e imprevedibili!
0re 17.30 Tutti allo Stadio Comunale di Lauria per giochi ed attività varie. Scarpette da ginnastica obbligatorie
Ore 18.00 Giochi a scelta: Lancio del frisbee; Palla Avvelenata; Palla Prigioniera; Ti trovo col walkie-talkie; la Campana.

Si ringraziano: le Maestre del plesso Cardinale Brancati, l’Associazione Magna Grecia, l’Eco di Basilicata, il Club Atletico Lauria, i genitori, i nonni e gli zii che accompagnano i ragazzi e TUTTI coloro che collaborano alla riuscita dell’evento

Info: RAFFAELE PAPALEO tel. 335.82.61.187
mail : papaleolauria@libero.it

Tesoro 2017 web

Nov 162016
 

Il 16 novembre 2016 è stata inaugurata a Lauria la nuova sede del Distretto Sanitario; al contempo è stata evidenziata la nuova ala dell’ospedale legata alla lungodegenza. Importanti infine sono stati i lavori terminati per riqualificare la sala mortuaria e la cappella dell’ospedale.


Prima parte: inaugurazione nuovi locali Distretto


Seconda parte: inaugurazione nuova ala lungodegenze

Nov 142016
 

Mercoledì 16 novembre presso la sede del Presidio Distrettuale di Lauria verrà inaugurata la nuova sede amministrativa del Distretto della Salute. La stessa si integrerà con le attività sanitarie già presenti nello stesso, che di fatto completato il quadro organizzativo della Casa della Salute.

Nella nuova sede saranno presenti oltre alla Direzione di Distretto e Dirigenza medica e veterinaria, anche i punti unici di accesso dell’Assistenza domiciliare (Adi ed area critica), dell’Assistenza primaria ( scelta revoca del medico, assistenza protesica, esenzioni per patologia, invalidità, ecc ), nonché lo sportello unico veterinario. Sarà presente anche uno sportello informativo e di protocollo.

La visita in presenza del presidente della Regione, Marcello Pittella, dell’assessore alla Salute Flavia Franconi, del sindaco di Lauria Angelo Lamboglia e della Direzione dell’Asp ( direttori generale Bochicchio, sanitario De Fino e amministrativo Mecca), proseguirà con la inaugurazione della Cappella del Presidio, anch’essa recentemente costruita negli spazi della Uoc Area Medica di Assistenza Post Acuzia ( Amapa ).

I presenti proseguiranno la visita sempre presso la Uoc Amapa con la valutazione “in progress” dello stato dei lavori inerenti l’ampliamento di n. 4 posti di Riabilitazione, ove ad integrazione di quelli già presenti la Regione ha previsto ulteriori investimenti al fine di ottimizzare l’assistenza anche per quei pazienti che necessitano di assistenza riabilitativa di alta intensità di cure.

ll Presidio di Lauria, infine, è stato interessato recentemente anche di ulteriori lavori, tra cui la costruzione della nuova “Mourge” finalizzata ad una più dignitosa accoglienza ai familiari dei soggetti deceduti nel Presidio.

ospedale

Set 082016
 

“Arte e Spiritualità : quando la Bellezza è Vita”
Casina Vanvitelliana – Bacoli (Napoli)

Inaugurazione Giovedì 8 settembre 2014

Ore 18.00
Benvenuto all’insegna de “Il Gioco … in Fabula” con:
Sua Altezza Serenissima Sua Eminenza il Principe di Aronne Admor di Malta, Sua Maestà Don Marcello Maria I Gentile, Re del Regno dei Santi Pietro e Paolo Principe di San Pietro.

Saranno presenti:
Padre Carmelo Vitrugno, Cappellano dell’Ospedale Pertini di Roma, Don Genny Guardascione, Monsignor Luigi Longobardo, Avv. Dott. Armando Subaashi Sindaco della città di FIER ( Albania) con delegazione, il Dirigente Scolastico Carolina Amato ( Oasi del Fanciullo/ Scuola Paritaria San Giorgio,
PastPresident ( AIC – Cinecitta’) Roberto Girometti
Dr. Francesco Attore ( Medico – Psicomotivatore)
Anna Calemme – voce elegante di Napoli nel mondo ( filo conduttore della fiaba di Pinocchio)
Dott.ssa Francesca della Valle giornalista, conduttrice, autrice.
Ospiti del mondo dello spettacolo
Arduino Speranza ( Attore)
Alessandro Dervisio (Regia)

“Il Gioco …in Fabula” sarà animato da:

Infinity Eventi
Scuola di Danza – Napoli
Vanessa Gangai “I Pasticci di Vanessa” direttamente dalla Trasmissione televisiva ” Il Bello della Medicina”
Co Conduttrici de “Il Gioco … in Fabula”
Assia Di Francia
Giulia Esposito
Immagini incantevoli de “Il mondo delle Meraviglie”
Coro “Voci Bianche del Divin Maestro” Quarto
Artisti di strada
Dr. Francesco Attore
La cantante attrice Anna Calemme
Rosario Scotti di Carlo ( Drum man)
Arduino Speranza (Attore )
Lele Sun ( Red Passion Concept)

Nella collettiva d’arte contemporanea saranno presenti:
Roberto Mancini (restauratore di quadri antichi)
Benny Mobilio (Lux gioielli)
Anna Zulla Ciardiello ( pittrice)
Mirella Zulla ( pittrice)
Justine Calibe’ ( pittore)
David Enea ( artista della plastica)

Venerdì 9 settembre

Ore 10.00 – Stage formativo cinematografico per i ragazzi a cura del
Past President AIC Cinecitta Roberto Girometti

Ore 19.00 – Performance sulla psico motivazione “Disegnami l’anima”
Dr. Francesco Attore ( medico psicologo sessuologo psicomotivatore )

Sabato 10 settembre

Ore 18.30 – Performance Street Music – reduci dall’impegno cinematografico con Alessandro Siani

Ore 19.30 – “Mens sana in corpore sano”
Cambio look
Lele Sun Red Passion Concept / H&M

20.30 – Perfomance:
Musica Jazz
Musica tradizionale dell’arte napoletana Anna Calemme (voce elegante di Napoli nel mondo)

Si ringraziano le Tv

Tg3
Rai3
Canale Italia 160.
Italia mia nazionale.
TVM2 (Rete Governativa Maltese)
TV Web Agora’ Magazine ( Piattaforma Caracas Italiani nel mondo)
WBE ( Florida/Orlando).
TV di Fier Albania.
TV 2000

Stampa
La Gazzetta del Mezzogiorno – Direttore Rino Daloiso
Piazza Italia ( Caracas Italia)
Agora’ Magazine
Eco della Basilicata – Direttore Mario Lamboglia
Web ANTV Milano
Uno Chanel del Lussemburgo
Uno Click Torino Redazionale Italia Roma
Gp Magazine
Annabella Ciardiello ( Addetto Stampa Caserta Nord)
Gabriele Mieli ( Roma)
Renzo Bevegnu’ (Reporter Torino)
Umberto Calabrese (Editore Caracas)

Per aver divulgato l’evento

Si ringraziano:
Comune di Bacoli ed il Commissario Prefettizio Dott.ssa Gabriella D’Orso per la concessione della Casina Vanvitelliana
Comune dei Monti di Procida
Comune di Grumo Nevano

Comandante Marialba Leone e lo staff della Polizia Municipale di Bacoli

Ufficio Stampa
Effe Elle Consulting & Communication Roma – Malta
Dott.ssa Francesca della Valle

Multiservice Event & Consulting
Management Gianfranco Unione

img_0792
Francesca Della valle

Set 012016
 

In occasione del 90° della incoronazione della Madonna di Trecchina, la parrocchia di don Guido Barbella ha organizzato nella chiesa di San Michele, il 31 agosto 2016, un riuscito concerto dell’Ensamble della Cappella dei fiorentini di Roma. Significative sono state le riflessioni preparate da Rino Sempiterno che non ha mancato di ricordare mons. Vincenzo Cozzi.


L’evento


Le interviste

Lug 062016
 

Si chiamerà FC LAURIA la nuova squadra di calcio a 11 lauriota. La nuova dirigenza ha puntato anche sulla casacca storica e cioè sull’arancione e sul nero. I nuovi dirigenti sono molto concentrati nell’allestire una squadra di talenti della valle del Noce. La rosa potrà contarre sui vivai in particolare delle scuole calcio lauriote. In effetti questa nuova esperienza completa un lavoro straordinario fatto in questi anni con i piccoli campioni laurioti. Nel rinnovato ambiente calcistico le bocche sono cucite sui ruoli sociali però possiamo dire che responsabilità dirigenziali dovrebbero averle Franco Atzori (futuro presidente?), Biagio Riccio, Rito Cassino, Saverio Miraglia. Sarebbe anche in animo della società di avere un cappellano della squadra che dovrebbe essere mons. Vincenzo Iacovino. Per l’allenatore si punterebbe ad una persona di esperienza del territorio. La squadra dovrebbe partire dalla Seconda Categoria, a dire il vero è stata fatta la domanda anche per l’accesso alla Promozione; con ogni probabilità però si partirà dalla Prima Categoria. L’obiettivo sarà una stabile permanenza nell’Eccellenza nel giro di 3-4 anni. Auguri e seguiremo con entusiasmo l’evoluzione del progetto che avrà un valore anche sociale.

pallone

Lug 062016
 

La XXX passeggiata di ‘PIU’ STIAMO MEGLIO STIAMO’ offre ai giovanissimi una buona occasione per ascoltare dai più grandi notizie e ricordi dei luoghi visitati.
Per genitori, nonni e adulti il tour è l’occasione per trasferire alle nuove generazioni quei valori fondanti dei quali sono preziosi testimoni e custodi.
Lauria è ricca di cappelle e chiese: tesoro religioso e culturale da conoscere e valorizzare.
Ma il vero ‘TESORO DI SAN GIACOMO’ è rappresentato dai GIOVANISSIMI che, crescendo, si inseriscono nel tessuto sociale della comunità fino a divenirne i continuatori.
Percorrere INSIEME le strade del paese consente di collegare le generazioni per invitarle a collaborare per il BENE COMUNE. E’ compito degli adulti tramandare le tradizioni ed infondere nei giovani quella fiducia nel futuro utile a ridurre la nuova ondata migratoria che porta via dai paesi del Sud tante forze giovani e preziose.

PROGRAMMA:

Partenza: ore 8.30
Percorso: Piazza San Giacomo, Via Palestro, Porta e Cappella di San Gaetano, Via Cairoli,
Via Cerruto, Santa Veneranda, Via Casaletto, Santa Maria dei Suffragi (Purgatorio), Piazza del Popolo, Monumento S. Giuseppe da Copertino, Monumento ai Caduti, Piazza dell’Ammiraglio Ruggiero, Piazzetta degli Operai, Cappella di San Giovanni Battista,
Palazzo Sanseverino, Via del Precursore, Via San Severino, Casa del Cardinale Brancati, Chiesa e Convento dell’Immacolata, Largo di S. Pio (sosta 10’), Via Fontana, Via Giovanni da Procida, Via Mario Pagano, Chiesa Madre di San Giacomo Apostolo Maggiore. Santa Messa delle ore 11.00

Partecipazione libera e gratuita per tutti. Non è necessaria alcuna prenotazione
I minori devono essere accompagnati da un genitore o da un adulto autorizzato

Occorre portare: zainetto, cappellino per proteggersi dal sole, scarpette da ginnastica per i più piccoli, merenda, ½ litro di acqua.
La passeggiata, di 2,5 km, si svolge per vie e vicoli di Lauria borgo. Chi lo desidera può percorrere solo un tratto dell’itinerario e decidere di fermarsi in caso di necessità o stanchezza. L’itinerario si svolge tutto in ambito cittadino.

A cura di PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO

Info: RAFFAELE PAPALEO. Tel. 335.82.61.187 e-mail papaleolauria@libero.it

01 I  Tesoro di San Giacomo 2016 per Eco

Mag 212016
 

Don Francesco Sirufo è nato a  Castelluccio Inferiore nel 1961, in una contrada montana sul torrente Peschiera. Il padre, Antonio emigrò quando lui era ancora piccolo, la madre Luigina da sola portò avanti la famiglia. Ha conseguito la sua formazione vocazionale e gli studi classici nei seminari di Cassano ,Cosenza e Potenza, la formazione spirituale,sacerdotale, filosofica e teologica nel seminario dei Gesuiti a Posillipo, Napoli . Ha completato gli studi conseguendo la licenza e il dottorato in Diritto Canonico presso la pontificia Università Lateranense in Roma. Ordinato sacerdote ,nel 1985,a Castelluccio Inferiore, dopo un anno di collaborazione, va ad Agromonte e poi a Roma e Maratea. Nel 1986 viene nominato vicario nella parrocchia di “S. Nicola di Bari” a Lauria, nel 1989 parroco a Senise nella parrocchia di “S.Francesco d’Assisi” e nel 1994 di nuovo a Lauria. Nel Frattempo viene nominato professore di religione nei licei classici di Senise e Lauria, professore di Diritto Canonico all’Istituto di Scienze religiose di Chiaromonte e all’Istituto Teologico del seminario Maggiore di Potenza,nonché vicario giudiziale presso il Tribunale diocesano e negli uffici  di Curia a Tursi e in Diocesi ,membro del Consiglio Presbiteriale e del Collegio dei Consultori. E’ stato presidente del Comitato interparrocchiale “Beato Domenico Lentini” di  Lauria e assistente diocesano dell’Azione Cattolica. Attualmente è stato nominato dai vescovi  lucani Prefetto degli studi Teologici pressso il Seminario Maggiore di Potenza.Il 3 Agosto 2010 Don Francesco Sirufo festeggia i suoi 25 anni di sacerdozio nella comunità di Viggianello, nella chiesa di S. Caterina d’Alessandria.Don Francesco arriva a Viggianello ad Ottobre 2008 insieme a Don Mario Radesca che viene chiamato nella parrocchia della Beata Vergine del Carmelo di Pedali. A mezzogiorno del 20 Maggio 2016 le campane di Viggianello centro storico si sono sciolte a festa,la notizia che circolava da tempo è diventata reale. Monsignor  Francesco Sirufo,della parrocchia S.Caterina d’Alessandria di  Viggianello è stato nominato arcivescovo di Acerenza. Lo incontro nel centro interparrocchiale dopo la messa, nella antichissima cappella dell’Assunta,e dopo le tante manifestazioni di affetto ricevute.

 

Oggi il cuore è diviso fra tristezza e gioia. La tristezza di non poter più godere della quotidianità della Sua presenza e la gioia della Sua nomina ad arcivescovo della Diocesi più antica ,quella di Acerenza. Antica e misteriosa Ed è proprio il mistero che mi ha conquistata in questi anni. Il mistero che si palesa al cospetto della Vergine dell’Alto che Lei ritrova nella chiesa madre di Viggianello,il mistero della Sua vita spirituale  ed umana “ impressionato ”, da questo lembo di terra della Lucania, tra il Sinni  ,il Noce e il Mercure.Un piccolo ,grande mondo che ha scrutato e interrogato.

 

“Il sentimento è ambivalente anche per me,ovviamente. Da un lato la gioia dell’obbedienza al Sommo Pontefice ,Sua Santità Papa Francesco ,che mi chiama per bocca della Chiesa tutta, ad una nuova missione, la missione episcopale nella sede di Acerenza. Naturalmente ,sono in grande trepidazione per un fatto del genere,mai avrei immaginato una cosa per me. La mia vita sacerdotale è già tanto, tutto.Immeritato già essere sacerdote. Dio mi ha voluto sacerdote,prima. E’ già commovente.Nello stesso tempo anch’io provo una certa mestizia ,una certa sofferenza nel distacco dalla mia Diocesi di Tursi-Lagonegro e anche dalla parrocchia di Viggianello,come anche dall’ambiente in cui sono cresciuto ed ho operato a livello sacerdotale. Naturalmente, quando uno ha dedicato la propria vita alla vocazione sacerdotale ,si sa che è a disposizione  della Chiesa; ho fatto le mie resistenze ,come tutti sanno,forse anche un pò lagnose dal punto di vista dei superiori immediati e anche superiori di Roma, ho fatto del mio meglio per evitarmi questo nuovo incarico, ma quando ho capito che il Signore mi chiamava ,mi chiama anche a questo, non ho opposto più nessuna resistenza. Voglio e vorrò sempre bene al mio ambiente nativo,alle parrocchie che ho servito in questi anni,specialmente a questo ambiente della Valle del Mercure,in particolare a Viggianello ,come anche  a Castelluccio che è il mio paese natìo. Non è la prima volta nella mia vita che ho questo sentimento, lasciare e partire per una nuova missione che Dio mi affida. Ho vissuto questi momenti di prova ,di dispiacere;Lasciare volti noti,esperienze fatte,progetti ancora da realizzare…però, devo dire che il lasciare, seppur nella mestizia, è stato subito colmato da una nuova esperienza nella Chiesa che mi ha dato sempre soddisfazione, gioia ,coraggio. Una ricchezza ho lasciato in questa mia vita ,però un’altra grande ricchezza ho sempre trovato”.

 

Queste nostre montagne allle quali Lei è particolarmente legato,che ha sempre ascoltato e interpellato ,Lei ha detto che è il “paradigma con cui ho guadato il mondo intero,con la sua nobiltà e la sua bassezza,con l’esaltazione e il suo dramma ,e ho cercato di carpire il segreto di queste montagne e di queste genti”.Lo ha scoperto questo segreto?

 

“Amo  esprimermi in maniera sibillina. Ho vissuto l’infanzia nell’ambiente rurale di questi cari monti,naturalmente da ragazzo ho voluto capire anche il mondo più grande ,che sapevo oltre l’orizzonte a partire da quelle esperienze  che facevo con la gente ,con la mia famiglia,con le persone che incontravo sia da ragazzo che da adolescente ,anche in riferimento religioso della nostra gente,le sofferenze ,i sacrifici,le piccole gioie ,l’incedere delle stagioni che è molto bello da noi tra questi monti,perchè ogni stagione ha il suo ritmo,il suo clima,il suo colore. E allora ho fatto uno sforzo,ho immaginato questo ambiente come un laboratorio per capire anche quello che poteva succedere oltre,e ho scoperto che le dinamiche che ho vissuto nei primi anni della mia vita ,sociali ,umane ,religiose e interiori, a livello macroscopico si ritrovano sempre .Questo è quello che ho capito nella mia vita .In genere dico, che il mio primo seminario(sono entrato in seminario a tredici anni e mezzo dopo le scuole medie come si chiamavano all’epoca )  dalla nascita fino all’entrata nel seminario ecclesiastico, l’ho fatto nel mio ambiente,osservando studiando, pregando,ascoltando,meditando,scrutando, e questo mi è stato utile per capire me stesso e gli altri. Sembra una cosa strana che da un microcosmo si possa cercare di comprendere il macrocosmo ,però a me è capitato così ,e questo paradigma,come lo chiamo io,mi è servito e mi serve tutt’ora” .

 

Qual’è stato il momento,se esiste un momento preciso in cui Ha sentito quella forza che La chiamava alla Sua missione ?

 

“Sono figlio di una famiglia molto semplice ,di contadini,di emigranti,nell’agro rurale di Castelluccio Inferiore, già verso Agromonte . Nel mio ambiente di famiglia ho respirato un senso religioso anche semplice, ma indubbio,quindi mi sono ritrovato ad essere un ragazzo abbastanza religioso ,ovviamente non pensavo affatto ad una vita sacerdotale ,ho sempre detto però che dopo la celebrazione della Prima Comunione e la Cresima,  ( verso i dodici anni) ho sentito con certezza la chiamata a diventare sacerdote. Una chiamata e una vocazione che stupiva anche me,tant’è vero che ne ho parlato anche tardi con i miei genitori e i sacerdoti a cui facevo riferimento. Anch’io povero ragazzo ,ero abbastanza perplesso…non ci pensavo affatto,poi ad un tratto mi giunge quella voce interiore,il desiderio che è una vocazione ,poi piano piano la convinzione è diventata sempre più forte ,ho convinto gli adulti ,la mia famiglia e ho iniziato questo lungo cammino che mi ha portato al sacerdozio ,e a tutta l”esperienza fatta. Ne sono grato al Signore. Già da ragazzo ho visto questa vocazione come una grazia di Dio ,una vicinanza di Gesù Cristo..a me povero ragazzo che sapeva ben poco del mondo. A vedere oggi tutte le esperienze che ho fatto ,guardando all’indietro dico…ma guarda un po..chi se lo immaginava”!

 

 

Quando Lei è arrivato a Viggianello,ricordo che Le chiesi telefonicamente un’intervista. Disse che mi aspettava in canonica. C’era vento,ero in ritardo..sembrava un ‘intervista di routine ,però appena La vidi il mio istinto mi indirizzò verso un nuovo modo di guardare e di chiedere. Cercai risposte nuove,più profonde ,alla ricerca dell’animo umano ,quell’animo umano che sempre ho cercato di indagare e mi sembrava che Lei potesse,piano piano svelarlo,non solo per l’innata curiosità ma anche e soprattutto per la comunità di Viggianello. L’animo umano…cos’è.?Com’è che un attimo prima sembra felice della proposta della Chiesa e un attimo dopo non lo è più? Forse è proprio vero che la strada dell’inferno è lastricata di buoni propositi..

 

 

I”o sono abbastanza abituato all’introversione ,anche se poi mi piace tanto l’estroversione,stare con gli altri .L’esperienza giovanile , l’esperienza poi del seminario,dell’educazione ricevuta all’interno della Chiesa ,anche gli studi umanistici e classici mi hanno ,ancora di più,portato a questo sguardo interiore su me stesso. Questa esperienza mi dà la possibilità di scrutare,interpretare anche l’animo degli altri. Per chi guarda se stesso,è ben allenato ad incontrare spiritualmente gli altri o l’altro ,e anche l’altro con la A maiuscola ,cioè Dio,perchè come ha detto lapidariamente S. Agostino : “Dio abita nell’uomo interiore”. Lì incontriamo anche il Signore ,incontriamo Dio . E incontrando l’animo degli altri ,incontriamo anche quello che Dio vuole dire agli altri .L’animo umano resta,certamente, la realtà più misteriosa e più bella dell’Universo. Dio lo ha creato in vista dell’animo umano,cioè la nostra persona ,e Dio ama la nostra persona,la nostra interiorità,,la nostra coscienza,il nostro animo…lì ci vuole incontrare. Ecco perchè è affascinante questo pellegrinaggio ,(siamo anche nell’anno del Giubileo)non solo all’esterno per camminare per le vie del mondo ,ma camminiamo per le vie del mondo per incontrare noi stessi. E’ la ragione ultima  della nostra vita …Lui che ci ha creati….Io penso che nella mia vita sacerdotale mi sia sforzato di fare questo su me stesso incontrando gli altri,penso anche di poterlo continuare umilmente ,anche nella missione episcopale ,che la Chiesa mi affida tra pochi mesi, nella carissima Arcidiocesi di Acerenza ,di cui conosco parecchio e conosco tanti bravi sacerdoti”.

 

“Sei arrivato troppo tardi ma, si può fare. Sei arrivato troppo presto ma,si può iniziare”. Questa Sua frase ,resta per me nella sua complicata valenza una frase sempre da decifrare.

 

“Questa frase mi venne in mente contemplando la statua della Madonna dell’Alto ,nella chiesa parrocchiale di S. Caterina di Viggianello,che conoscevo e veneravo da ragazzo al Santuario del monte Alto. Ebbi poi il piacere di ritrovarla in chiesa e mi fermai a meditare . Una frase pensata in colloquio spirituale al cospetto della Madonna dell’Alto e a Gesù Bambino. Mi è venuta in mente,l’ho tenuta sempre nel cuore perchè ,forse, rappresenta la nostra vita. Tutta la nostra vita pare così….arrivare tardi,però si può fare qualcosa senza scoraggiarsi,oppure arrivare troppo presto da qualche parte ,in qualche situazione, ma è sempre utile darsi da fare”.

 

Lei è stato,è ancora parroco di Viggianello. La nostra è una comunità complicata, e quindi anche in una comunità che sembra in ginocchio quella frase…..arrivare in ritardo…arrivare troppo presto….sa di buono.

 

“ Forse è stato il leit-motiv che mi ha guidato per prendere in mano…non tutto,poichè non abbiamo potuto fare tutto, insieme. Ci vuole tempo,però quello che abbiamo fatto, forse è ispirato anche a questo motto. Io penso questo: i problemi sociali, culturali,umani, religiosi delle nostre comunità sono tanti . E’ un’analisi molto lunga da fare,però penso che stando accanto ,amando le nostre comunità,le nostre genti ,il nostro popolo,soffrendo inseme nelle varie vicende ,condividendo anche i momenti di gioia, di soddisfazione ,i traguardi raggiunti e quelli non raggiunti…amandoci .Amando.Naturalmente con un motivo alto ,che per me è quello della fede,del Vangelo,dell’adesione a Cristo ,e spinti da queste motivazioni profondissime di fede,spinti anche dalla comune umanità, è allora ,ecco, solo questo amore, questa vicinanza ,questa comprensione,questa condivisione fa molto per le nostre comunità,al di là dei grandi traguardi sociali-politici-economici che si riescono più o meno a raggiungere”.

 

La Sua è una visione Cristocentrica ,Lei lo ha sempre detto.Il Vangelo, è diventato la sua mentalità. Con il Vangelo(ha detto) “Giudico me stesso, anche nelle mie fragilità e difficoltà, do aiuto e consiglio agli altri, leggo gli avvenimenti del mondo”. Aver portato questa visione nella comunità di Viggianello se vogliamo semplificare potrebbe voler dire :Bisogna ancora continuare a portare la croce….

 

“Chi  mi vuol seguire rinneghi se stesso ,prenda la sua croce e mi segua,dice Gesù. Cristo è il centro della mia vita ,l’ho sempre detto,è stata sempre una mia convinzione ,un fascino. La figura di Cristo ,vero uomo e vero Dio,amico dell’umanità ,nostro Salvatore . Questo mi è piacuto perchè la Chiesa cattolica da secoli e secoli,nonostante varie vicende  anche difficili e negative, da più di duemila anni porta questo santo nome,portiamo la persona di Cristo. Per me quello è il centro. Devo dire, però, che mi rammarico sempre,mi spiace sempre di non essere all’altezza”.

 

L’amore profuso in questi anni per le chiese,per le cappelle del  borgo misterioso di Viggianello,come Lei lo definisce ,punto chiave di ogni  comunità . Quanto è importante avere un  riferimento così antico e forte?Perchè, come Lei scrive “ Onora tuo padre e tua madre”:Una comunità senza storia ,senza la coscienza della propria storia ,è una comunità senza volto, sfigurata,senza fisionomia ,senza futuro, non è una comunità”.

 

“Nella mia spiritualità ,va sempre di pari passo la costruzione dell’animo degli uomini,dei cristiani,del servizio religioso evangelico sacramentale , della parola di Dio. Tutto questo va di pari passo con la ricostruzione anche della struttura,come meglio si può fare con l’aiuto della gente,con l’aiuto anche delle istituzioni civili, diocesane,perchè ho sempre capito nel popolo nostro del Sud che, una chiesa, una cappella crollata diventa esempio di un crollo morale, sociale e religioso nell’animo.La ricostruzione ,invece, al contrario o l’abbellimento o il restauro di un edificio sacro ricco di storia e di arte ,già sacrificio dei nostri antenati ,diventa come un segno ,una resurrezione anche per lo spirito e per l’impegno e l’adesione religiosa”.

 

Lei ha festeggiato il suo 25°anno di sacerdozio ,qui a Viggianello ,dedicato alla Madonna . Com’è stato il Suo stare in mezzo a questa  comunità?

 

“Quello fu un momento edificante e commosso per me .Quel traguardo dei 25 anni di sacerdozio,che io avrei desiderato un po più modesto, fu invece per la comunità un momento di adesione, di commozione,un momento di confronto e di approfondimento della missione del sacerdote. A parte tutti i sacrifici ,lodevoli e senz’altro graditi alla popolazione ,per l’organizzazione della festa esterna,ma poi tutta la preparazione spirituale sulla missione del sacerdote e anche tutto ciò che organizzammo è stato  un momento centrale dell’esperienza fatta qui in Viggianello. Anche quella occasione fu un’opportunità per la comunità, di guardare alla Chiesa ,al sacerdote ,e anche all’esperienza cristiana sotto un’altra veste, senz’altro migliore”.

 

L’ultima domanda va ai Suoi ragazzi che ,in questi anni, si sono avvicinati alla Chiesa,hanno formato una famiglia in cui condividono i loro momenti di crescita. Oggi ,la notizia della Sua nomina,seppur lieta, li fa sentire più soli….

 

 

“In otto anni, troppo breve il tempo,si ha la possibilità di prendere in cura (in parrocchia con le famiglie)i ragazzi di scuola elementare e medie ,come dico ancora io,e di portarli alla maturità,fare un cammino difficile ,impegnativo che ha a che fare con quell’età dell’ultima infanzia,la prima adolescenza e poi l’adolescenza inoltrata ,più matura. La mia esperienza è questa …siamo stati insieme come una famiglia,non ci deve spaventare se arriva il momento del disorientamento, che poi è un momento di discernimento sia per i sacerdoti sia per le famiglie sia per i giovani stessi,i  quali si affacciano pure alla vita universitaria,oltre l’orizzonte,alla vita sentimentale più ampia con gli amici. Certamente, incontrarsi anche in questi momenti è educativo ,sia per loro che per gli adulti. Dobbiamo anche accettare i tempi in cui ci seguono di più e i tempi in cui non ci seguono,sperando che quello che abbiamo seminato possa diventare una buona radice poi, per il futuro prossimo o per il futuro più lontano,per rivedere,rientrare,riordinare ,un po’ ricordare quello che hanno ricevuto anche a livello di fede, e poi ritornare ancora più maturi”.

Maddalena Palazzo

maddluv@libero.it

viggianello Don_Francesco_Sirufo[1]