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nov 022015
 

Non si placa la violenza dei detenuti ristretti nella Casa Circondariale “Antonio Santoro” di Potenza, dopo che ieri sera, intorno alle 21,00, il detenuto italiano D.G.S. , di anni 31, fine pena 2020 per , ha violentemente aggredito due Assistenti Capo della Polizia Penitenziaria.

E’ la terza aggressione a distanza di pochissimo tempo quella che è accaduta ieri sera, spiega il Segretario Regionale del S.A.P.Pe. – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – SAVERIO BRIENZA, l’Organizzazione sindacale più rappresentativa del Corpo di Polizia Penitenziaria, dopo che il carcerato aveva prima incendiato un lenzuolo del proprio letto e, puntando due bombolette di gas verso la fiamma, tentava di innescare uno scoppio pericolosissimo per destabilizzare la sicurezza di tutta la sezione detentiva.

Quanto fatto non è bastato ed il detenuto, continua il Segretario del sindacato, mentre i poliziotti erano intenti a spegnere l’incendio del lenzuolo per evitare conseguenze, lo stesso carcerato tentava di inalare del gas “butano” attraverso le due bombolette in suo possesso, calzando in testa una busta di plastica per la raccolta dei rifiuti, al fine di procurarsi una sensazione di “sballo”.

A questo punto i due Baschi Azzurri intervenivano per sottrarre le bombolette del gas ed evitare che lo stesso potesse assumere la sostanza tossica, ed è proprio a quel punto il detenuto sferrava pugni e calci con una violenza tale da procurare ad entrambi i poliziotti trauma cranio-facciale, tanto che si è poi reso necessario l’urgente invio al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo di Potenza di entrambi i Poliziotti, i quali uno ha riportato 20 giorni di prognosi s.c. per fratture al setto nasale e l’altro è rimasto ricoverato per danni all’occhio destro.

E’ bene sapere che la Polizia Penitenziaria opera disarmata all’interno delle sezioni detentive, mentre la normativa prevede che i detenuti possano avere numerosi oggetti atti ad offendere, come bombolette di gas – lamette da barba – bastoni e tanto altro ancora, che se utilizzati in maniera impropria diventano vere e proprie armi, così come l’aggressore di ieri sera, che per evitare di essere bloccato, il detenuto aveva con se anche un bastone di legno, procuratoselo attraverso il piede di un tavolo e brandendolo contro il personale cercava di colpirli ancora.

Per bloccare il detenuto non è stato facile, poiché soprattutto nelle ore serali e notturne il personale di Polizia Penitenziaria è ridotto ai minimi termini e, pertanto, si è reso necessario chiamare rinforzi da parte di personale libero dal servizio per intervenire e riportare la sicurezza alla normalità; Il S.A.P.Pe. plaude i poliziotti penitenziari intervenuti e augura una pronta guarigione ai colleghi feriti.

La Polizia Penitenziaria di Potenza non può più tollerare simili violenze, poiché solo nell’ultimo anno si sono registrati episodi in aumento esponenziale e che hanno messo a serio pericolo l’incolumità dei “Baschi Azzurri” di Potenza, poliziotti che in prima linea lavorano nelle sezioni detentive a stretto contatto con una popolazione detenuta sempre più aggressiva e senza scrupoli , nel tentativo quotidiano di compromettere la sicurezza del Penitenziario potentino in ogni modo.

Il sistema è al collasso, conclude BRIENZA, mentre le Autorità dell’Amministrazione Penitenziaria continuano a sottrarre le necessarie risorse umane ed economiche, i detenuti ne approfittano dell’attuale “debolezza” di uno Stato che non pensa a garantire maggiore sicurezza al proprio popolo; la Polizia Penitenziaria è rimasta sola a gestire un sistema carcerario eccessivamente garantista, subendo ogni tipo di violenza fisica e psicologica.

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ago 312015
 

Prossimo appuntamento a Tito il 4 settembre, poi l’11 a Pescopagano: intanto
in classifica Brienza soffia il primo posto alla squadra di Bella

Giro di boa per l’edizione 2015 delle Ruraliadi, le olimpiadi della ruralità nei 15 Comuni del Marmo Melandro. Domenica 30 agosto Picerno ha ospitato la tappa numero sette: ne restano altre sette, poi la quindicesima ed ultima a Vietri di Potenza il 26 settembre. Dopo qualche giorno di pausa, le Ruraliadi ripartiranno da Tito il 4 settembre. In ogni Comune che hanno fatto tappa le Ruraliadi hanno riscontrato una grande partecipazione di atleti e di pubblico, con i giovani e le varie comunità protagoniste nelle varie tappe. Le ultime tre tappe hanno visto il comune di Satriano di Lucania ospitare la gara sportiva “pane, olio e peperoncino”. A vincere la tappa –il 27.8.2015- Sant’Angelo Le Fratte, con oltre 230 grammi di peperoncino mangiato quasi a crudo (solo con l’ausilio di una fetta di pane e un po’ d’olio). Poi a Castelgrande il 28 agosto “La Maratona”, con un’altra grande partecipazione: circa 100 partecipanti e il trionfo di Tito. A vincere specialmente l’integrazione e la socializzazione: in gara anche diversi migranti ospitati nel Marmo Melandro, risultati decisivi per la vittoria e per i piazzamenti di diversi Comuni. A Picerno la tappa numero sette, domenica 30 agosto, con la gara sportiva “Il Palo della Cuccagna”, vinta dal comune di Brienza. In un anfiteatro stracolmo di gente ha trionfato la squadra burgentina, balzata al primo posto grazie alla vittoria. Brienza che quindi soffia la prima posizione alla squadra di Bella. Dopo la tappa di Picerno questa è la classifica generale: Brienza (95), Sant’Angelo Le Fratte (94), Bella (89), Ruoti (84), Baragiano (89), Balvano (80), Tito (79), Satriano di Lucania (67), Savoia di Lucania (66), Picerno (61), Sasso di Castalda (57), Vietri di Potenza (51), Muro Lucano (27), Pescopagano (19) e Castelgrande (18). Una classifica molto corta, e fino all’ultima tappa potrebbe davvero succedere di tutto. Ad animare le serate di Satriano di Lucania, Castelgrande e Picerno la band de “Il Terronista”. Per le Ruraliadi qualche giorno di pausa: si ripartirà da Tito con la tappa numero otto il prossimo 4 settembre e con la gara sportiva “L’Acquaiolo” in piazza del Seggio e il concerto dei Renanera, oltre a stand gastronomici con degustazione di prodotti locali. A seguire –dopo la tappa del 4 settembre a Tito- il prossimo appuntamento sarà a Pescopagano l’11 settembre. Ruraliadi è un evento ideato dal Gal Csr Marmo Melandro e realizzato da Iridia Soc. Coop. Fino al 26 settembre nei Comuni che ospiteranno le Ruraliadi si alterneranno, oltre a giochi, stand gastronomici ed escursioni, anche i concerti dei Renanera, Basiliski Roots, Cant’Ieri e Il Terronista. Tutte le info su www.ruraliadi.it o sulla pagina Facebook.

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mag 122015
 

Sappe, “Bene sottoscrizione a roma protocollo intesa ministero Giustizia, regione Basilicata a e Anci per potenziare misure alternative”
“Va indubbiamente nella giusta direzione l’intesa sottoscritta oggi a Roma da Ministero della Giustizia, Regione Basilicata e ANCI che consente l’attivazione di percorsi terapeutici adeguati per i detenuti tossicodipendenti, favorendo nel contempo la predisposizione di attività finalizzate al reinserimento sociale. Da tempo il SAPPE sostiene che vi è la necessità di riformare il sistema di giustizia criminale proprio nei confronti delle persone tossicodipendenti (e cioè affetti da una vera e propria malattia quale è la dipendenza da sostanze stupefacenti) che abbiamo commesso reati in relazione al loro stato di malattia. Questo per evitare la carcerazione attraverso interventi alternativi, da attivare già durante la fase del processo per direttissima, di cura e riabilitazione “controllate e gestite” in regime extracarcerario con l’ausilio dei servizi pubblici e delle comunità terapeutiche.”
Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, il Protocollo d’Intesa sottoscritto a Roma dal Ministro della Giustizia Orlando con i vertici della Regione Basilicata e dell’ANCI per potenziare l’accesso alle misure alternative alla detenzione per i detenuti con problemi legati alla tossicodipendenza.
Il Segretario Regionale SAPPE della Basilicata Saverio Brienza evidenzia che “gli ultimi dati in possesso del SAPPE indicano che la percentuale media dei tossicodipendenti tra i detenuti della Lucania è pari al 20%, ossia 90 ristretti, percentuale che si diversifica per ogni sede: a Matera raggiunge il 28% – 25 soggetti – e a Potenza il 25% – 42 – mentre a Melfi, con 22 detenuti interessati, scende all’11%” .
Capece sottolinea infine che “se si rimuovessero gli ”sbarramenti” che impediscono l’accesso alle misure alternative al carcere e si incentivassero gli interventi per il reinserimento sociale; se si introducesse l’obbligo del lavoro dei detenuti, anche in progetti di recupero ambientale del territorio lucano; se si procedesse a ”bonificare” l’ordinamento penitenziario dagli automatismi preclusivi e si desse maggiore margine di manovra alla magistratura di sorveglianza, le presenze stabili di detenuti all’interno delle carceri potrebbero scendere di ulteriormente, con un consistente aumento delle misure alternative alla detenzione in oltre 10mila casi in un anno. Potenziando anche l’espulsione per gli stranieri detenuti in Italia che devono scontare meno di tre anni di carcere. Queste sono le vere riforme strutturali sull’esecuzione della pena che servono: lavoro in carcere per i detenuti, espulsioni degli stranieri, detenzione in comunità e percorsi alternativi per i tossicodipendenti e alcooldipendenti che hanno commesso reato in relazione al loro stato di dipendenza.”

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dic 042014
 

E’ successo nella prima mattinata di oggi nei pressi di Tito. Una signora di 34 anni ha dato felicemente alla luce un maschietto assistita dall’equipe medica del servizio emergenza-urgenza 118. Mamma e figlio stanno bene, anche grazie agli operatori del pronto intervento che hanno saputo gestire con prontezza e professionalità il delicato evento.
La signora di Marsico Nuovo, alla seconda gravidanza, ha rotto le acque alla 38sima settimana di gestazione. Era in macchina con il marito per recarsi all’ospedale San Carlo, quando si è accorta che il parto era imminente. Per strada hanno chiamato il 118. E’ partita l’ambulanza più vicina, quella di Brienza, e subito dopo anche l’ambulanza medicalizzata di Potenza. Entrambe le postazioni mobili di soccorso sono riuscite a raggiungere la partoriente in brevissimo tempo. Il bambino è nato dopo pochi minuti.
Tutto è andato bene. L’evento conferma l’efficienza del servizio del trasporto materno che ha preso subito in carico la mamma, offrendo il supporto necessario nella fase del parto e garantendo così le migliori condizioni per la partoriente e il nascituro.

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ott 202014
 

Ancora un’altra aggressione di un detenuto ( M.G. ) ristretto nel Carcere di Potenza a danno di un Assistente Capo di Polizia Penitenziaria è accaduto questa mattina nel penitenziario del capoluogo lucano , dopo che lo stesso detenuto aveva dapprima tentato anche l’aggressione nei confronti dei familiari che erano andati a trovarlo in carcere, evitato proprio dal tempestivo intervento della Polizia penitenziaria, a denunciarlo è il Segretario Regionale del S.A.P.Pe. – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – della Basilicata Dr. Saverio BRIENZA, l’Organizzazione Sindacale più rappresentativa dei “Baschi Azzurri”.
Si assiste ormai in maniera sistematica alle continue aggressioni che i detenuti sviluppano nei confronti della Polizia Penitenziaria che, ricorda BRIENZA , svolge attività di sorveglianza nei reparti detentivi priva di ogni mezzo di protezione e/o di sicurezza.
E’ importante ricordare a tutti , infatti, che la Polizia Penitenziaria svolge servizio all’interno degli Istituti senza armi , mentre i detenuti , con oggetti consentiti dalla legge come ad esempio bombolette a gas (uso campeggio), posate , pentole , lamette da barba e bastoni procurati da suppellettili in uso ai reclusi, riescono a costruirsi delle vere e proprie armi da utilizzare contro la Polizia Penitenziaria e quindi contro lo Stato, oltre ad utilizzarle per eventuali risse tra detenuti stessi.
A Potenza, come negli Istituti di Melfi e Matera, la grave carenza di organico ci preoccupa perché costringe la Polizia Penitenziaria a svolgere servizio in condizioni a dir poco pericolose e massacranti, spiega il segretario regionale e, sebbene l’Italia ha sviluppato numerosi interventi rispetto alla sentenza Torreggiani della Corte europea per i diritti dell’uomo, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha soltanto sovraccaricato i compiti e l’operosità della Polizia Penitenziaria e , comunque, non ha affatto migliorato le condizioni di vivibilità dei detenuti, come ad esempio a Potenza e Melfi che le strutture non rispettano le condizioni previste dalle norme e quindi si assiste ad una sorta di illegalità da parte dello Stato in un ambito dove proprio la legalità è la stella polare di una istituzione come quella penitenziaria.
Una particolare attenzione va affrontata nei confronti della struttura penitenziaria di Melfi , che da qualche anno è stata completamente abbandonata dall’Amministrazione Penitenziaria tanto da causare una fatiscenza negli ambienti di lavoro senza limiti, comportando gravi rischi per la salute sia dei lavoratori che dei detenuti ristretti ed è proprio per questo che il SAPPE auspica che le Autorità competenti intervengano attraverso approfondite indagini e prendano gli opportuni provvedimenti .
Occorre dunque rivedere il sistema dell’esecuzione penale il prima possibile, altro che vigilanza dinamica nelle galere. E allora serve una nuova guida all’Amministrazione Penitenziaria, da mesi senza un Capo Dipartimento, capace di introdurre vere riforme all’interno del sistema a partire dal rendere obbligatorio il lavoro in carcere”.
Al Poliziotto Penitenziario aggredito , il quale ha ricevuto una prognosi di giorni cinque, va tutta la solidarietà del SAPPe , con l’augurio di una pronta guarigione e la nostra richiesta all’Amministrazione Penitenziaria è quella che il detenuto, non nuovo a queste forme comportamentali violente , venga allontanato con urgenza in altra sede in quanto riteniamo che si sia creata una grave e pericolosa incompatibilità ambientale in quella di Potenza .

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ott 052014
 

Lunedì 6 e martedì 7 ottobre 2014 il Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPe Dott. Donato CAPECE , unitamente al Segretario Regionale della Basilicata Dott. Saverio BRIENZA visiteranno le carceri della Basilicata e incontreranno i poliziotti in servizio a Potenza, Melfi e Matera.
“La situazione, in Basilicata e nelle carceri italiane, resta grave e questo determina difficili, pericolose e stressanti condizioni di lavoro per gli Agenti di Polizia Penitenziaria”, spiega il segretario generale del primo e più rappresentativo Sindacato dei Baschi Azzurri. “E sebbene l’Italia risulti di fatto inadempiente rispetto alla sentenza Torreggiani della Corte europea per i diritti dell’uomo, il rinvio al giugno 2015 per un’ulteriore valutazione sull’attuazione delle misure decise dal governo per affrontare il problema del sovraffollamento segna il fallimento delle politiche penitenziarie adottate dal DAP, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. In Basilicata, poi, il numero dei detenuti in un anno – nonostante l’approvazione di ben 4 leggi svuota carcere in poco tempo – è rimasto sostanzialmente lo stesso: siamo passati dai complessivi 485 del 31 agosto 2013 ai 462 del 2014. Il DAP non ha affatto migliorato le condizioni di vivibilità nelle celle, perché ad esempio il numero dei detenuti che lavorano è irrisorio rispetto ai presenti. Occorre dunque rivedere il sistema dell’esecuzione penale il prima possibile, altro che vigilanza dinamica nelle galere. E allora serve una nuova guida all’Amministrazione Penitenziaria, da mesi senza un Capo Dipartimento, capace di introdurre vere riforme all’interno del sistema a partire dal rendere obbligatorio il lavoro in carcere”.
Capece, lucano di Albano e Vice Presidente del Consiglio di Giustizia della Confederazione Europea Sindacati Indipendenti Cesi che ha sede a Bruxelles, visiterà lunedì le carceri di Potenza e Melfi e martedì quella di Matera. Capece e Brienza sulla riorganizzazione del ministero della Giustizia che prevede la soppressione del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria di Potenza, sostengono “che non è pensabile chiudere strutture importanti di raccordo tra carcere, istituzioni e territorio come i Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria a meno che non si voglia paralizzare il sistema, che il carcere non può continuare con l’esclusiva concezione custodiale che lo ha caratterizzato fino ad oggi. E fatelo dire a noi che stiamo tra i detenuti, in prima linea, 24 ore al giorno”.Roma, 3 ottobre 2014.

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lug 282014
 

Al via a Brienza la sesta edizione della manifestazione di rievocazione storica per la promozione del borgo lucano promossa dall’Associazione culturale locale «Musica vita mia».
Centinaia di comparse medioevali burgentine e provenienti da gran parte del meridione d’Italia si sono date appuntamento sabato 2 e domenica 3 agosto dalle 18.00 presso Piazza Guglielmo Marconi in Brienza, per un corteo storico che attraversando le strade del borgo conduca i visitatori all’imponente Castello Caracciolo, dimora della leggendaria Principessa Bianca.
Ospite d’eccezione quest’anno, il “Gruppo Trombonieri e Sbandieratori S. Anna”, reduce dalla vittoria nella trentottesima “Disfida dei Trombonieri” di Cava de’ Tirreni.
L’antico borgo di Burgentia, arroccato su un colle lambito da due torrenti e dominato dal Castello, come ogni estate tornerà ad immergersi in una suggestiva atmosfera medioevale fatta di luci, danze e profumi.
Non soltanto una rievocazione storica, bensì la possibilità di ingresso, per due notti, in un vero e proprio villaggio medioevale, articolato in sentieri stretti di botteghe artigiane e taverne, caratterizzato da piazze in festa con danze e giochi, tali da condurre alle sale alte del Castello dove assaporare la vita di corte di un tempo che fu.
All’ombra del maniero, tra squilli di trombe e rulli di tamburi, la città di Brienza, si illuminerà al calar della sera, di gentili dame e nobili cavalieri, mangiafuoco e giocolieri, curati e streghe, musici e cantastorie… alla riscoperta dei valori e delle problematiche di un’epoca passata mai troppo lontana.

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giu 172014
 

Domenica 22 giugno, a partire dalle 19.30, l’associazione “Arcipelago Eva”, con il patrocinio di Regione Basilicata e Comune di Rionero in Vulture e il sostegno dell’IRCCS Crob di Rionero, presso il Palazzo Giustino Fortunato presenterà la giornata-evento “il corpo: l’arte in movimento”, manifestazione orientata a promuovere la cura e il benessere di sé, in particolare presso quanti attraversano la difficile esperienza della malattia. “Arcipelago Eva” parte appunto dal corpo, un’opera d’arte in movimento, per parlare di sé e dei progetti futuri.
L’apertura di questa edizione è stata affidata al “Quasi Acustic Trio” che intratterranno gli spettatori con uno spettacolo di giocoleria, statue viventi e musica dal vivo. A seguire si apriranno i lavori del convegno di presentazione dell’Associazione “Arcipelago Eva” e dei partner solidali al quale parteciperanno tra gli altri il Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella, il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, il Direttore Generale dell’IRCCS Crob Dott. Pasquale Amendola e il Presidente di Acquedotto Lucano e Vice Presidente Nazionale di Confartigianato Rosa Gentile.
Al termine dei lavori si esibiranno le alunne dell’IIS Levi di Rionero con il quadro plastico “scuola di danza di Degas” e la rappresentazione di “Amore e Psiche” tratto dalle “Metamorfosi di Apuleio” . Dalle 21.30 spazio all’overture enogastronomica a cura del Bar Buffet Stazione e Cantine Eubea e allo spettacolo di fantasismo condotto dal maestro Cico Cuzzocrea. Il Palazzo Fortunato sarà poi travolto da una performance dal profumo etnico-orientale con lo spettacolo di fachirismo di Robert Po e Valentina Mori. Chiuderanno la giornata Donatella Zaccagnino, con una performance di tessuti aerei e trapezio in postazioni diverse, e Chiara Frigo, coreografa e performer nota in Italia e all’estero che porterà in scena lo spettacolo “post + takeya”.
L’intera serata si snoderà tra momenti di riflessione e d’incontro dove Arcipelago Eva dialogherà con le altre associazioni come IRIS con la quale continuerà il progetto “Riflessi di specchio” (sarà presente anche il noto visagista di Isadora Enrico Gambera) o l’Associazione “Maruzza”, con gli “amici” solidali che hanno creduto e sostenuto da subito la sua nascita, con l’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Levi” di Rionero e con le istituzioni che la stanno supportando.

Tutti gli ospiti del convegno:
Donatello Papa – Farmacia Papa Rionero
Pierangela Di Lucchio – Direttivo Associazione Arcipelago Eva
Antonio Lovaglio – Dipartimento Sanita’
Mario Polese – Consigliere regionale
Francesca Pischetola – Isadora
Antonella Ruggero -I.I.C.L. Rionero in Vulture
Rosa Gentile – Presidente Acquedotto Lucano e Vice Presidente Nazionale di Confartigianato
Marcello Pittella – presidente Regione Basilicata
Pasquale Francesco Amendola -direttore generale I.R.C.C.S. CROB
Roberta Martino – Crob di Rionero
Sergio Maria Molinari- Direttore Sanitario dell’IRCSS Crob
Maria Pia Brienza – IRIS onlus Basilicata
Maria Luisa Ferlin – Associazione Maruzza Basilicata
Vito De Filippo – Sottosegretario di stato alla sanità

Per altre info sull’evento.
Marianna Cappiello tel. 3208996071 (Presidente Arcipelago Eva)

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mag 252014
 

Si aprono domani la XVII edizione de La Cantina del Portatore e la IV edizione del Potenza Folk Festival, eventi organizzati dall’Associazione Culturale Portatori del Santo.

A partire da domani e fino al 29 Maggio, i Portatori animeranno il Centro Storico della città per onorare il nostro Santo Protettore, con un programma pieno di appuntamenti e di novità.

Si comincia con la Cantina del Portatore a Piazza Mario Pagano, uno stand con prodotti enogastronomici a chilometro zero in cui i volontari dell’associazione proporranno salumi, formaggi, taralli, vino e, da quest’anno, anche carne alla brace, anche grazie al contributo all’organizzazione di Confcommercio, a cui va il ringraziamento da parte dell’associazione. La Cantina sarà aperta dal 26 al 28 Maggio a partire dalle 19.30.
Parte domani anche il Potenza Folk Festival – manifestazione di musica folk che in sole quattro edizioni ha raggiunto ormai notorietà e importanza internazionali – con il gruppo inglese dei CC Smugglers che proporranno un repertorio country rock and roll: sonorità che abbracciano il countryblues accompagnato da un forte spirito rock’n roll.
Arrivano a Potenza dopo aver suonato on the road in tutto il Regno Unito e in Francia, e dopo essersi esibiti al Glasbury Festival, uno dei contest internazionali più importanti al mondo.

“Dal 2011, anno in cui è cominciato il Potenza Folk Festival con la presenza del gruppo scozzese Clan Wallace, – dichiara Gennaro Favale, Presidente dell’Ass. Cult. Portatori del Santo e direttore artistico del PFF – è stata immediata la percezione di quanto sia speciale ed unico l’evento che anima la festa del nostro Santo Patrono.
Dagli scozzesi in poi, abbiamo ospitato gruppi musicali di varie parti del mondo e ognuno di loro ci ha dato la conferma che, guardando la nostra festa e più in generale la nostra città con occhi “esterni”, si colgono sfumature che rendono unica la nostra comunità. Molti dei gruppi con cui siamo ancora in contatto ci raccontano di come l’esperienza sul palco del PFF sia andata ben oltre l’aspetto musicale grazie alla nostra accoglienza e ospitalità, al nostro modo di fare festa e stare insieme e l’amore che dimostriamo per la città”.

Per questo, per l’apertura del PFF, i Portatori del Santo stanno cercando di offire alla città una sorpresa musicale con la speranza che essa possa diventare una tradizione per gli anni a venire del Potenza Folk Festival per i gruppi ospiti.

“Quest’anno con il gruppo inglese dei CC SMUGGLERS, – spiega Dario Brienza, storico Portatore del Santo e musicista – ho voluto stabilire un contatto, ripescando una delle tante versioni de “Lu bracciale”, che ho rielaborato negli anni in cui ho animato La Cantina del Portatore con la Caravaggio Blues Band. E così, con il contributo di Renato Pezzano, stiamo cercando di proporre alla band inglese di presentare insieme sul palco, la sera del 26 Maggio, la mia traduzione in inglese della canzone, che i potentini hanno già ascoltato nel 2005.
Oltre al momento musicale, quello che ci sta a cuore è farli entrare nel clima della nostra festa e quindi dare loro la possibilità di conoscere il contenuto della canzone che sarà il tormentone di questi giorni. Non dico nulla di nuovo affermando che la musica non ha barriere, ma lo affermo sulla base di quello che ho vissuto quando occasionalmente ho suonato in jam con gruppi che si esibivano in Belgio, in Canada, o negli USA. I testi delle canzoni country e blues della tradizione anglosassone non sono per nulla diversi dalle nostre canzoni folk, narrano di situazioni ed emozioni semplici, a volta basiche, non dei massimi sistemi. Far cantare e suonare Lu Bracciale ai ragazzi di oltre Manica non è solo un esperimento musicale, è soprattutto un modo per promuovere e far conoscere un pezzo importante della nostra tradizione”.

Ecco, in anteprima, la versione inglese de Lu Bracciale che i Portatori cercheranno di far suonare alla band inglese:

I’m a country man now and forever
and i’m so happy and so satisfied
You know i’ll never leave… oh , never never
The hack the little hack and the straw pile
Now i’m working in the garden
then i’m working in the ranch
every year i’ll be sure
i will have a pig for lunch

i’ve got a lovely vine down to the river
it seems like a basket full of grape
i’ve got funny house behind the straw pile
that when your in everything seems all right
Inside is full of potatoes, good sausage and young wine
“chi la iasca e chi l’ ucciuol” you know i’m feeling fine

San Gerardo is the patron of the all Potenza town
if someone will disdain it he will surely fall him down …..

Oltre agli CC Smugglers, saliranno sul placo anche i Gatta Mammona e I Rutella, due dei quattro gruppi selezionati dalla giuria dei PFF Contest 2014, che proporranno il loro repertorio di musica folk locale.

locandina

mag 072014
 

Questa Mattina, 7 maggio 2014, nella Casa Circondariale di Potenza, non appena alcuni detenuti di etnia marocchina ed albanese hanno fatto accesso ai cortili per la permanenza all’aperto, hanno innescato una rissa tra loro e soltanto l’immediato intervento di tutto il personale di Polizia Penitenziaria in servizio ha evitato il peggio e, mettendo a rischio la propria incolumità, ha saputo egregiamente riportare l’ordine e la sicurezza nel reparto detentivo.
Questo è avvenuto soltanto a distanza di pochi giorni , dove altri detenuti , venendo alle mani , hanno colpito anche un Assistente Capo di Polizia Penitenziaria costringendolo alle cure presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo di Potenza.
E’ una situazione , quella del carcere di Potenza, che si fa sempre più incandescente, soprattutto da quando la popolazione detenuta da qualche mese è raddoppiata, nonostante la fortissima carenza di personale di Polizia Penitenziaria del capoluogo lucano.
A dichiararlo è Saverio Brienza , Segretario Regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, l’organismo sindacale più rappresentativo della categoria .
In effetti , dice Brienza, mentre l’Amministrazione Penitenziaria si inventa assurde teorie trattamentali nei confronti dei detenuti , del tutto lontane da quelle che dovrebbero, invece, tendere a garantire maggiore sicurezza all’interno dei penitenziari italiani , il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, come quello potentino, è costretto a fronteggiare continue emergenze che sfociano in violenze e atti turbativi alla sicurezza che vengono poste in essere da chi abitualmente delinque e non ha molto da perdere.
E’ noto a tutti che la famosa sentenza “Torregiani” decretata dalla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha condannato l’Italia a risarcire alcuni detenuti per la violazione dell’art. 3 della Convenzione e per il sovraffollamento delle carceri ; contestualmente la Corte Europea ha intimato questo Paese che entro il 28 maggio prossimo deve adottare misure idonee per rendere i penitenziari italiani idonei ad una detenzione che rispetti principi di umanità , altrimenti migliaia di altre sanzioni saranno comminate all’Italia per altrettanti procedimenti ancora pendenti.
I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma , però, vivendo in una realtà molto lontana dalla quella decentrata, dove non sono certamente loro a sostenere gli episodi di criticità, dove non sono certamente loro ad intervenire in situazioni di violenza e di pericolo, nella totale cecità sia per la carenza di organico della Polizia Penitenziaria, sia di risorse economiche che di mezzi , hanno predisposto che tutti gli istituti di pena devono creare reparti dove i detenuti devono avere la totale libertà di muoversi, pur essendo tali reparti privi di sistemi di allarme, privi di adeguata strumentazione di video sorveglianza, di antiaggressione e di antiscavalcamento murario.
In pratica i reclusi , vengono aperti dalle proprie celle ogni mattina e vengono rinchiusi la sera , trascorrendo le giornate nel dolce far niente o peggio , nell’organizzare risse , violenze sui più deboli , magari evasioni e tanto altro ancora.
Noi del S.A.P.Pe. non condividiamo tutto ciò e non crediamo che la Corte di Strasburgo intendesse questo per riportare le carceri italiane ad essere più vivibili ma pensiamo, invece, a riforme strutturali e legislative che diano maggiori strumenti per garantire la sicurezza degli Istituti penitenziari per i detenuti che appartengono ad un certo spessore criminale, mentre per coloro che non risultano essere pericolosi, risulterebbero certamente più efficaci mettere in pratica percorsi di recupero alternativi al carcere.
L’Istituto penitenziario di Potenza è una struttura del 1950, assolutamente non adeguata agli strandards previsti dalla vigente normativa e soffre una fortissima carenza di organico di Polizia Penitenziaria , dimezzato negli ultimi anni a causa di numerosissimi pensionamenti di personale senza ricevere il dovuto turn-over .
Noi chiediamo all’Amministrazione di fronteggiare l’emergenza penitenziaria di Potenza anche con altri provvedimenti come ad esempio quello di pensare alla costruzione di un nuovo istituto e quello di inviare con immediatezza personale di Polizia Penitenziaria per rinforzare l’attuale organico che non riesce più a gestire una situazione ormai al collasso.

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