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dic 122014
 

Il Centro di Salute Mentale di Venosa anche quest’anno nel periodo natalizio ha collaborato e condiviso insieme ad altre associazioni territoriali e con l’Amministrazione comunale di Venosa il progetto “ILLUMINIAMOCI” che consiste nell’animazione delle piazze del centro storico per il periodo natalizio. Consolidata è la collaborazione del servizio territoriale di Venosa con l’Associazione Familiari Anti-stigma “Alda Merini”che promuove attraverso le sue iniziative, i valori della solidarietà, dell’ inclusione e la lotta allo stigma, integrandosi con le politiche sociali del territorio. Il tutto è stato realizzato attraverso le attività de “La Bottega del riuso creativo” che quest’anno si è cimentata attraverso l’arte del riciclo negli addobbi natalizi utilizzando le bottiglie di plastica raccolte dai cittadini e dalle scuole di Venosa. Gli addobbi natalizi realizzati saranno installati in una delle piazze più suggestive del centro storico di Venosa, Piazza Ninni. Tale progetto è finalizzato alla cultura di un Natale eco-sostenibile e solidale rivolto alla valorizzazione del centro storico e alla promozione di una cultura della solidarietà, dell’ambiente e del protagonismo civico;oltre ad un messaggio di inclusione e di solidarietà quest’anno si è voluto dare voce alla tematica ambientale con la riflessione sulla importanza della raccolta differenziata.
Sono state raccolte più di 7000 bottiglie la maggior parte sono state utilizzate per la realizzazione di un albero di natale costruito con circa 5000 bottiglie di plastica montato su una struttura metallica insieme alla realizzazione di luminarie sempre realizzate con lo stesso materiale e illuminate con luci a led . “Non buttiamo via nulla ma recuperiamo” è la filosofia che contraddistingue “La Bottega del riuso creativo”che è uno spazio di idee aperto alla comunità, ha l’obiettivo di impegnare giovani, adolescenti, studenti, adulti e neofiti d’arte in un lavoro, insieme teorico e pratico, che utilizza materiale da scarto e oggetti in disuso creando opere di designer per ambienti domestici e spazi urbani con una progettualità artistica e architettonica.

foto luminarie venosa

apr 262014
 

In occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Giacinto Cerone (1957–2004), il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma celebra, dal 7 maggio all’14 settembre 2014, uno dei maggiori protagonisti del secondo Novecento italiano, con la mostra Il massimo dell’orizzontale, dedicata alla sua produzione di opere su carta, a cura di Benedetta Carpi De Resmini.
L’esposizione, che rientra nella sezione “Omaggi” – programma del Museo dedicato ai protagonisti che hanno formato le radici storiche dell’arte contemporanea – si snoda attraverso una selezione di oltre trenta disegni, molti dei quali inediti, provenienti da collezioni pubbliche e private.
La tensione emotiva e la fisicità espressiva tipiche delle sculture di Cerone, emergono con la stessa dirompenza nelle sue opere su carta, che rientrano a pieno titolo nel processo creativo dell’artista. I tagli, le torsioni, la lacerazione della materia plastica si trasformano sulla carta in segni nervosi, profili vibranti, grumi di colore, eseguiti impiegando tutto il corpo, steso a terra.
Liberandosi del peso della materia, Cerone spande sul piano orizzontale del foglio la potenza del segno. Opere di grandi dimensioni, come la serie delle Ofelie o degli Argonauti, manifestano una continua e incessante sperimentazione capace di trasformare un elemento naturale – la fioritura di un arbusto, i viluppi di un panno, le figure senza volto – in una visione alchemica. Per Cerone nel disegno le cose cessano di essere ciò che sono per divenire ciò che noi desideriamo che siano. Come un’alchimista lavora con entrambe le mani, disegna con potenza da destra verso sinistra, o viceversa, contemporaneamente.
Completa il percorso espositivo una nutrita documentazione costituita da fotografie, lettere, scritti, estratti di cataloghi e periodici, tutti provenienti dall’Archivio Giacinto Cerone che ha reso possibile, grazie alla sua collaborazione, la realizzazione della mostra.
Il MACRO inoltre pubblicherà un quaderno, edito da MACRO-Quodlibet, che comprende una serie di testi critici inediti accompagnati da una ricca documentazione iconografica.

Biografia
Giacinto Cerone (Melfi 1957 – 2004 Roma), dopo aver frequentato il Liceo Artistico, si trasferisce a Roma dove, presso l’amico Giuseppe Appella, frequenta lo Studio Internazionale di Arte Grafica l’Arco. Nel 1990, per iniziativa di Mauro Zammataro e Corrado Bosi (Galleria Graffiti Now), con la collaborazione di Roberto Monti, si trasferisce per un breve periodo ad Albisola dove presso le Ceramiche S. Giorgio realizza le prime opere di ceramica. Nel 1993, in occasione di una mostra alla Galleria Maurizio Corraini di Mantova, sposta il lavoro sulla ceramica presso la Bottega Gatti di Faenza, che rimane suo punto di riferimento durante tutta la sua carriera. Sempre nel 1993 realizza i primi grandi gessi per la mostra alla Galleria Bonomo di Roma. Negli stessi anni, dalla Lucania, gli vengono spedite placche di moplen che lavora in contemporanea alla vetroresina. Nel 1997 inizia la collaborazione con la stamperia Bulla di Roma. Tra il 1999 e il 2000 frequenta l’Associazione Incontri Internazionali d’Arte entrando nella collezione di Graziella Lonardi Bontempo. Nel 1999 realizza una grande installazione scultorea nello Spazio per l’Arte Contemporanea Tor Bella Monaca. L’anno successivo e poi nel 2003 è alla Galleria David Gill di Londra con due mostre personali. Del 2001 è la mostra al Palazzo delle Esposizioni di Faenza: qui incontra Emilio Mazzoli che gli commissiona i primi e unici marmi eseguiti nello Studio Nicoli di Carrara, entrati nella collezione permanente Mazzoli. Nel 2006 gli viene dedicata una sala al Museo della Scultura di Matera, nel 2007 una retrospettiva al Museo Pericle Fazzini di Assisi. Del 2011 è la prima retrospettiva alla GNAM, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Roma, aprile 2014

INFO PUBBLICO
MACRO
via Nizza 138, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e spazio Area.

MACRO Testaccio
piazza O. Giustiniani 4, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 16.00-22.00 (la biglietteria chiude 30 minuti prima)

INGRESSO
MACRO via Nizza
Tariffa intera: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €.
Tariffa ridotta: non residenti 10,50 €, residenti 9,50 €.

MACRO Testaccio
Tariffa intera: non residenti 7,50 €, residenti 6,50 €.
Tariffa ridotta: non residenti 6,50 €, residenti 5,50 €.

MACRO via Nizza + MACRO Testaccio
Tariffa intera: non residenti 14,50 €, residenti 13,50 €
Tariffa ridotta: non residenti 12,50 €, residenti11,50 €
Informazioni sugli aventi diritto alle riduzioni: www.museomacro.org

INFO: +39 06 67 10 70 400
www.museomacro.org
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INFO STAMPA
Ufficio Stampa MACRO
stampa.macro@comune.roma.it
Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura
Patrizia Morici / T. +39 06 82 07 73 71 / M. +39 348 54 86 548 / p.morici@zetema.it

Giacinto-Cerone-invito-mostra

giu 162013
 

“Pur non essendo stato un Renziano in occasione delle primarie, ho aderito al progetto perché va oltre la rottamazione proposta dal sindaco di Firenze. È arrivato davvero il momento di dire basta a questa politica che pensa solo per sé e non, come diceva Aldo Moro, a risolvere i problemi della gente”.

Così Canio Ceraldi, ad una settimana dalla nomina a presidente comunale provvisorio dell’associazione “Adesso Democratici Lucani di Pietragalla” spiega le motivazioni della sua adesione al progetto.

“Nonostante le ultime vicende giudiziarie –continua Ceraldi- nessuno vuole abdicare. Allora dov’è l’innovazione tanto millantata nella fase costituente del Partito Democratico? L’innovazione prescinde dall’età, dal genere e dalle esperienze personali. Occorre essere attuali e saper mettere a frutto il proprio bagaglio di conoscenza nell’affrontare situazioni di ogni genere e in qualsiasi momento. Faccio politica da ragazzo ed ho seguito i vari processi dalla DC al PD. L’ho sempre fatta per passione e con spirito di servizio, anche quando non ho raccolto i frutti dei sacrifici profusi negli anni, anzi, ho continuato con lo stesso impegno mettendomi a disposizione del partito. Ora, può dirsi democratico un partito che, a partire dalla base permette ancora che prevalgano gli schemi precostituiti e non ammette voci fuori dal coro?”

Secondo Ceraldi “purtroppo i veri rottamati sono i giovani, quelli che hanno voglia di fare e, in virtù del processo tecnologico e dello sviluppo dei nuovi modi di comunicare, dovrebbero essere loro ad insegnare a noi, meno giovani, come va il mondo”.

“Lungi da me ogni mania di protagonismo. Spero, infatti di potermi presto defilare dalla scena. Il mio intento è solo quello di mettere a disposizione la mia esperienza politica e professionale per contribuire ad un sano rinnovamento in cui i giovani siano i veri protagonisti e non eterni burattini o semplici ragazzi di bottega”.

canio ceraldi foto

feb 012013
 

Pepata presa di posizione del capogruppo del Pdl Mariano Labanca al Comune di Lauria. “Ad un anno e mezzo dall’insediamento della giunta Mitidieri, finalmente un’ammissione di responsabilità. Leggere le dichiarazioni, apparse oggi sulla Nuova di Basilicata, del segretario del PD lauriota, fra le altre cose dimissionario e “congelato”, ci rincuora rispetto alla nostra azione politica, ma ci addolora per i destini della  Città.

Sapevamo già di avere ragione  quando dai banchi dell’opposizione attaccavamo la maggioranza accusandola di essere inetta, sorda ai problemi dei laurioti, dormiente, distratta litigiosa e brava solo a mettere le mani nelle tasche dei laurioti.

Adesso è la maggioranza stessa che certifica ciò!

Purtroppo, quando in campagna elettorale dicevamo che costoro si erano uniti solo per vincere le elezioni e non per il bene del paese, non siamo stati creduti.

Oggi parlano di “frizioni”, ma quali frizioni dicano ai cittadini la verità: sono divisi su tutto e uniti solo per aumentare al massimo le tasse ai poveri cittadini-sudditi.

Invece dovrebbero lavorare per risolvere i problemi seri e concreti: non perdano più tempo in chiacchiere e soprattutto non facciano sceneggiate teatrali, il mandato di assessore va rimesso (perché a questo punto gli assessori -e non solo del Pd- si devono dimettere e basta, se vogliono dare dimostrazione di una qualche serietà), e  non in maniera simbolica nelle mani di un segretario politico, anch’esso dimissionario e “congelato”, ma nelle mani del segretario comunale, per siglare, di fatto, quello che è la realtà, poiché questa giunta ha ormai perso ogni residua credibilità.

Ma c’è qualcuno in grado di spiegare che senso ha che un assessore tecnico, ossia esterno, nominato dal Sindaco e non eletto dal popolo, rassegni il mandato al suo partito?

E’ un tecnico, o è un garzone di bottega?

Chi lo trattiene?  E’libero d’andarsene, di modo che, come cittadinanza almeno risparmiamo uno dei due compensi aggiuntivi della giunta Mitidieri, il che in tempo di crisi non guasta.

La verità, che ormai tutti hanno ben chiara, è che a costoro non interessa nulla del bene comune; loro hanno a cuore solo tre cose:

  1. Il potere
  2. La poltrona
  3. L’appannaggio economico di assessore

 

Perché, se così non fosse, non farebbero sceneggiate sulla pelle dei cittadini, ma si interesserebbero degli enormi problemi che ci sono, oppure si dimetterebbero, ma realmente, cioè andandosene finalmente a casa!!!

Intanto ci fanno pagare tasse a più non posso.

Tasse che, per colpe note, aumenteranno ancor di più.

Nel mentre  loro che fanno? Litigano, sulle poltrone.

Ma suvvia, siano seri, se non per loro stessi, almeno per questa Città che non merita di essere oltremodo presa in giro da politicanti di terz’ordine.

Mi rivolgo infine al Sindaco, per invitarlo a staccare la spina e consentire a Lauria di provare a cambiare questo destino di grave sofferenza e declino: ciò lo confermerebbe come un galantuomo, viceversa metterà anche la sua firma nel librone dei politici buoni solo a fare promesse mai mantenute.

Basta, è giunto il momento per Lauria di  uscire da una cappa che ormai la asfissia da troppo tempo”.

 

MARIANO

 

ago 182012
 

Domani sera 19 agosto alle 21 nel Castello del Malconsiglio di Miglionico (MT) Ulderico Pesce e Maria Letizia Gorga presentano “Carlo Levi un torinese del Sud”. Lo spettacolo racconta la vita e la ricerca artistica di Carlo Levi attraverso tre passioni. La prima quella tra Levi e Paola Olivetti, la moglie dell’industriale delle macchine da scrivere, che nel 1935 scende in Lucania, a Grassano, dove il fascismo ha confinato il pittore torinese. Insieme vivono presso la locanda Prisco per venti giorni. Testimone di questo incontro “illegale” di cui non si parla nel “Cristo si è fermato a Eboli”, i ritratti di Paola dipinta tra i calanchi ed alcune fotografie. Questa tresca amorosa determinerà il trasferimento di Levi in un paese isolato tra i calanchi: Aliano.
Seconda passione è quella tra Levi e il barbiere “Frischetto”, custode per undici anni delle tele dipinte durante il periodo del Confino dal maestro torinese. Il barbiere, che nel “Cristo” viene definito “il futuro segretario”, conserverà nella sua bottega e fino al 1945 buona parte delle tele dipinte da Levi dal 5 agosto 1935 fino al 5 maggio del 1936.
Ultima passione è quella tra Levi e Linuccia, figlia del poeta Umberto Saba, conosciuta a Firenze, a casa di Annamaria Ichino, durante l’occupazione nazista del 1943, dove la giovane si rifugiava con la famiglia e con altri ebrei antifascisti come Montale, Rossi-Doria, Luzi e lo stesso Levi.
A Firenze, scrivendo il “Cristo” scoppierà la passione tra lo scrittore torinese e Linuccia.
A far da cornice alla scena i quadri del confino di Levi realizzati dal Maestro Franco Artese e a rendere ancora più suggestiva la pièce canzoni degli anni trenta e musiche della tradizione contadina lucana eseguite dal vivo da Stefano De Meo.