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nov 022015
 

Si è inaugurata il 28 ottobre scorso, presso la Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, una grande mostra dedicata alle opere di Roberto Almagno, uno degli artisti italiani più originali del panorama nazionale. L’evento di eccezionale importanza, introdotto da Giuseppe Appella, ha portato, nel cuore della grande mela, un pezzo della nostra terra, la Lucania, luogo di ispirazione e di ricerca, ormai da diversi anni, per numerosi artisti.
La residenza che il Maestro Almagno, lo scorso luglio, per una settimana, con le sue tre assistenti e tanti volontari, ha tenuto nei boschi di Castronuovo Sant’Andrea, un piccolo paese della Lucania antica arroccato sulle montagne del Parco Nazionale del Pollino, dopo aver prodotto la mostra londinese nella Rosenberg Gallery, ha chiarito definitivamente la genesi di un lavoro che dalla natura parte e alla natura ritorna, nonostante i molteplici passaggi ai quali viene sottoposto il legno, matrice unica e irrinunciabile delle sue opere. Il bosco di Magrizzi, località amena di Sella del Titolo, situata nel territorio castronovese, ha sin da subito acceso la fantasia dell’artista. Le forme naturali dagli alberi, la loro disposizione sul suolo, le striature delle pietre, il gioco di luci creato dal movimento delle foglie e le linee tracciate dalle liane nello spazio, hanno suggerito ad Almagno, di volta in volta, sculture di Melotti, Calder, Chillida e molti altri, non escluse le sue, trasformando la ricerca del materiale utile al suo lavoro in un frenetico ripasso della storia dell’arte contemporanea.
Nate a livello del suolo, le liane si inerpicano sui tronchi degli alberi, spesso per oltre dieci metri, e con grovigli inestricabili, nella corsa verso la luce, si ingrossano entrando in competizione con gli stessi alberi. Mimano, in sostanza, la tensione dell’artista intento a vedere e a sentire le cose della terra premendovi il proprio corpo e conservandone le tracce. La forma naturale, in studio, viene del tutto cancellata, non a caso attraverso lo stesso processo di scorticamento e di abrasione che la liana esercita sulle altre piante. Il ciclo di rigenerazione dell’artefatto prelevato dal bosco, portato a farsi sistema plastico autonomo, ricomincia nell’istante in cui i vari elementi delle diverse composizioni assumono, per terra o sulle pareti, con libera inventiva, una nuova e insperata qualità estetica, e fissano nettamente i rapporti tra volumi e spazio. Come le liane, diventano corpo inglobando gli spazi vuoti dai quali sono circondati.
Sulla scia di Roberto Almagno, quest’anno, per tutto il mese di ottobre, anche il giovane scultore Giuseppe Capitano si è rifugiato nei boschi del Parco Nazionale del Pollino per cercare ispirazione. La sua ricerca, condotta nel territorio di Terranova del Pollino, ha ispirato numerosi disegni dei panorami del luogo, realizzati con i carboni prodotti dalla combustione di diverse tipologie di legnetti offerti dal bosco come il salice, la quercia e il pino. Le pietre, raccolte durante le interminabili giornate trascorse nel silenzio della natura interrotto soltanto dal fruscio del vento tra gli alberi, ripulite del loro strato superficiale, diventeranno piccole sculture che anche Capitano, come Almagno, collocherà al centro della prossima mostra presso La Nuova Pesa di Roma.
L’artista della canapa ha scoperto, durante questa sua esperienza lucana, nuovi materiali ugualmente congeniali al suo mondo espressivo e ritornerà, nei prossimi mesi, a Castrounuovo Sant’Andrea per nuove ricerche artistiche.
Come si vede, non è soltanto il mondo del cinema ad essere attratto dai paesi lucani ma anche quello dell’arte, da sempre attento ai luoghi incontaminati.

NOTIZIE BIOGRAFICHE
Roberto Almagno è nato ad Aquino nel 1954. A Roma, è allievo prima di Giuseppe Mazzullo, poi, all’Accademia di Belle Arti, di Pericle Fazzini, che avrà un peso determinante nel percorso della sua ricerca artistica e nello sviluppo del suo lavoro. Nel 1975 partecipa alla “X Quadriennale di Roma” e nel 1976, a Livorno, tiene la sua prima mostra personale. Nel 1994 partecipa al “46° Premio Michetti” vincendo il premio con la scultura Malena. Da questo momento, tiene numerose e significative mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Bruxelles, 2003; Colonia, 2006; Shangai e Pechino, 2007; Sarajevo, Sofia, Budapest, Sibiu, Bucarest, Varsavia, Santiago del Cile, 2007-2008). Nell’aprile 2009 espone l’opera Memoria al 798 di Pechino. Nel 2010 partecipa all’EXPO di Shangai nell’ambito dell’Esposizione Universale 2010. Nel 2011 prende parte, tra l’altro, alla Fiera Internazionale di Arte Contemporanea di Bologna ed espone l’opera Memoria presso la Galleria Rosenfeld di Londra nell’ambito della mostra “Memory. Contemporary International sculpture”. Nel 2012 tiene le mostre “Roberto Almagno. The perfection of form” presso la Galleria Rosenfeld di Londra e la doppia mostra personale “La luce oscura della materia. Roberto Almagno / Sandro Sanna” al Museo Carlo Bilotti di Roma. Nel 2014, con le liane di Castronuovo Sant’Andrea, è al centro della mostra “Wood”, nella Galleria Rosenfeld di Londra.

Nato a Campobasso nel 1974, Giuseppe Capitano vive e lavora a Roma. Si laurea in Ingegneria elettronica ma una serie di eventi lo portano a vivere la passione per l’arte, inventando, in un percorso solitario, un proprio linguaggio che lo ha reso uno dei più significativi artisti contemporanei italiani. Espone per la prima volta con una sua personale nel 2004, a cura di Fabio Sargentini, nella Galleria l’Attico, fulcro dell’arte contemporanea a Roma. In seguito è al Mart, il Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto nel 2008, con la personale dal titolo ”Giuseppe Capitano. Qualcosa di giallo”. Alle numerose mostre personali e collettive, si aggiunge, nel 2012, la sua partecipazione al “Periplo della scultura italiana contemporanea 3″ nelle Chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci a Matera.

mig

ago 062015
 

Dopo la pubblicazione del nuovo video “Clandestino” prosegue il tour estivo con una nuova tappa il 10 agosto Piazza Fontana Villa – Latronico
Ore 22.30 – Ingresso gratuito

Una nuova e lunga avventura musicale per I Nobraino, band principe della scena musicale indipendente, che sono partiti lo scorso 1 giugno con il tour estivo e tante novità in vista.
Lo scorso 27 maggio è stato pubblicato il nuovo singolo de “Lo Scrittore”, il cui video è la versione poetica della vita on the road del musicista, tra citazioni western di morriconiana memoria e l’omaggio sottinteso alla figura di Johnny Cash, un gigante della musica folk (e non solo) che anche delle proprie esperienze di vita ha fatto materia per le sue canzoni.
Con il nuovo tour la band proporrà nei concerti “L’ultimo dei Nobraino”, disco pubblicato nel febbraio 2014 per ColorSound / Warner Music Italy, e naturalmente tutto il loro vasto repertorio, canzoni ormai diventati dei classici del genere musicale.
La prossima tappa sarà lunedì 10 agosto a Latronico (PZ) (Piazza Fontana Villa – Ore 22.30 – Ingresso gratuito).
Quattordici tracce capaci di fondere l’indie rock al cantautorato con l’aggiunta di atmosfere folk e i testi ironici che da sempre caratterizzano la band. Oltre a “Bigamonista”, vi sono “Via Zamboni”, la via di Bologna sede delle principali facoltà dell’Università; “Jacques Pervert”, che rivolta il nome del grande poeta francese Jacques Prevert, riconsegnando un’idea di amore alternativa. “Bella polkona” gioco di parole che descrive la terra di origine del gruppo, mentre “Michè” è una sorta di omaggio-estensione de “La ballata di Michè” di Fabrizio de André.

CALENDARIO TOUR CLUB
25/07 Catania – Qubba
08/08 Gessopalena (Ch) – Piazza
09/08 Curinga (Cz) – Curinga Festival
10/08 Latronico (Pz) – Piazza
21/08 Sant’agapito (Is) – Sant’agapito Folk Festival
22/08 Castellalto (Te) – Castellalto Festival

NOBRAINO
I Nobraino sono una band indie rock italiana che nasce negli anni ’90 a Riccione e cresce nel circuito delle autoproduzioni e delle etichette indipendenti. Un gruppo che si è nutrito di concerti, oltre un migliaio, e che ha fatto della performance il suo punto di forza. Conosciuti ormai in tutta Italia per i loro live act dirompenti e fuori da ogni schema, propongono fondamentalmente una forma di cantautorato classico che non sacrifica l’esuberanza di una solida formazione rock. Un approccio che consente loro di muoversi tra vari generi con grande eclettismo senza mai perdere la loro identità.”
“L’ultimo dei Nobraino” è un disco che rappresenta in pieno questo spirito: impegnato e scanzonato al tempo stesso. Più che mai in questo lavoro si attraversano atmosfere dense di colore e significati alternate ad altre più immediate e stradaiole; testi, strutture e arrangiamenti variano di registro, in continuazione, in una ricerca continua e ambiziosa. Il tentativo è quello di trovare la propria cifra stilistica nell’eterogeneo, una sorta di ossimoro ben riuscito che declina in quattordici tracce il mondo Nobraino.
La storia discografica dei Nobraino vanta quattro dischi. Il 2006 è l’anno del primo album ufficiale “The best of Nobraino”, nel 2007 un live di pezzi inediti “Live al Vidia Club”, il 2008 è l’anno della svolta, vincono il Premio rivelazione dell’anno al MArteLive, che li porterà a firmare il contratto di management e produzione discografica con MArteLabel. Nel 2010 l’uscita dell’album “No USA! No UK! Nobraino”, con la direzione artistica di Giorgio Canali. Nel marzo 2012 esce il “Disco d’Oro” prodotto nuovamente da MArteLabel e registrato con Manuele “MaxStirner” Fusaroli.
Ma è proprio grazie ai numerosi concerti e al passaparola costante che i Nobraino sono riusciti a formarsi sul palco, a creare uno spettacolo, non solo un semplice concerto, a realizzare dischi ricchi di belle canzoni e sono arrivati sul divano televisivo della Dandini a “Parla con me” dove sono letteralmente esplosi a livello popolare tanto essere nominati la miglior indie-band dell’anno 2010 nel sondaggio di XL Magazine.
Nel novembre 2011 i Nobraino si sono esibiti al Teatro Ariston di Sanremo ospiti del Premio Tenco 2011 mentre nel 2012 e nel 2013 hanno suonato sul palco del Concerto del Primo Maggio.
In passato avevano ottenuto altri riconoscimenti come il DemoRai, il Sele D’oro e il premio speciale MEI “Miglior Tour dell’anno”.

Nobraino

lug 072015
 

Il 7 luglio 2015 ricorre il 4° anniversario della morte di Angelo Calderone ( in arte Engel von Eiche, poi ribattezzato Bergeiche), il poeta- scrittore originario di Ruvo del Monte (Pz), ma vissuto fuori regione per gran parte della sua vita (era nato nel 1941) e morto a Bologna.
Egli aveva trovato rifugio e conforto nella letteratura, divenendo scrittore di fiabe e racconti per ragazzi, nonché compositore di poesie in lingua, dopo essere rimasto invalido permanente a causa di un grave incidente automobilistico occorsogli in Germania, ad opera di un giovane alla guida, a folle velocità, sotto l’effetto di sostanze maledette che rovinano l’esistenza (rifletta bene, chi si batte per la loro liberalizzazione|). Bel giovane d’aspetto, alto di statura, fisico possente, era emigrato in cerca di lavoro e fortuna, ma il fato, in agguato nel grande Paese teutonico, si intromise per spezzare ogni sua velleità, tarpandogli le ali per sempre.
Così, dopo una lunga degenza ospedaliera ed un infruttuoso, dispendioso peregrinare , in cerca di miracoli medici per la riabilitazione, il povero Angelo, che aveva avuto l’unico torto di accettare una fatidica sera, un passaggio in macchina di amici, di ritorno dal lavoro in fabbrica, fu costretto ad accettare definitivamente il suo nuovo status di “invalido permanente” (oggi, eufemisticamente, si direbbe “diversamente abile”). Forse la seconda definizione non è del tutto sbagliata, alla luce di quella che sarebbe stata successivamente la “carriera” del futuro Engel. Infatti, egli si scoprì baciato dalle muse dell’arte e incominciò a rivelarsi buon scrittore e poeta sensibilissimo.
Le sue grandi raccolte di versi composti secondo lo stile del “blank verse”, pubblicate in diversi anni, hanno sempre evidenziato il modo garbato, semplice e misurato, con cui ha sempre esternato i suoi sentimenti umani, sfocianti in liriche contemplative dalla forte impronta verista, icasticamente rappresentative di una nostalgia per i tempi passati, i valori sani di una volta: il rispetto per i genitori, per la Scuola, per il prossimo etc.
Sotto l’insegna dell’altruismo e del rigore etico, Angelo era un profondo assertore dell’amore per il prossimo, per la natura, della “buona creanza”, come si diceva una volta. Egli soffriva molto per le ingiustizie perpetrate non solo ai suoi danni, ma anche degli altri. Tutta la sua poetica verte sulla critica alla secolarizzazione dell’uomo tecnologico della società dei consumi, e agli effetti pratici sul behaviour umano. Usando un registro linguistico di livello medio e modelli espressivi privi di sofismi, arzigogoli, termini altisonanti etc. quindi accessibile a tutti, l’interesse poetico di Engel von Bergeiche spaziava in tutte le direzioni e abbracciava ogni tipo di sentimento, dall’amore romantico, come nella lirica “Quattro quarti di luna” (dalla raccolta “Speranza tra sogno e realtà”, Book editore, Bologna, 1991): <> alla più cupa tristezza, come in “Quanta tristezza, per la scomparsa di mia madre” ( dalla raccolta “l’Obiettivo”, Seledizioni, Bologna, 1988):
<>
La morale della favola, che si trae da queste due semplici poesie, è che non bisogna mai arrendersi, nemmeno di fronte ad una grande sciagura, finché si è vivi. Chi l’avrebbe mai detto, nella fattispecie, che un figlio di poveri contadini, che per ristrettezze economiche, non di ingegno, non aveva potuto proseguire gli studi, un giorno, dopo una disgrazia, da “self -made-man” sarebbe diventato un personaggio noto della letteratura, vivendo una seconda vita pubblicando libri (con le copertine illustrate dalla figlia Rossella, in arte Roscal) e vincendo numerosi premi, tra cui: il 1° premio al “Città di Potenza, 1987”; 1° premio al “Lucania, 1988”; il “Lauro d’argento” al premio “La Torre, 1987”; finalista ex aequo con il compianto rabbino capo di Roma, Elio Toaff, per la poesia religiosa, al “PremioBasilicata, 1998” etc. ? E se aggiungiamo che Angelo Calderone, nonostante la sua infermità, è stato anche il referente per la Basilicata del “Comitato per la liberazione di Silvia Baraldini”, e, inoltre, ogni anno ( il prossimo 8 agosto saremo alla terza edizione), nel suo paese di nascita, Ruvo del Monte, si svolge un premio letterario nazionale a lui intitolato, a cui partecipano concorrenti da ogni parte d’Italia?
Professor Domenico Calderone

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feb 142015
 

In 207 nazioni nel mondo e in più di 100 città italiane il 14 febbraio 2015 si ballerà per dire basta alla violenza contro le donne e le bambine. In Basilicata le piazze ufficiali sono due: Piazza Prefettura a Potenza, a cura di Telefono Donna e Piazza del Popolo a Lauria, a cura del CIF, Centro italiano femminile.

L’appuntamento con il flash mob è alle 19, vestiti di rosso e di nero in segno di solidarietà a tutti gli attivisti del mondo, e alle donne e alle ragazze che non potranno esserci. Anche quest’anno al centro della manifestazione ci saranno la musica e la danza e le note dell’inno Break the Chain, per spezzare le catene della violenza e dimostrare che si può farlo con gioia e con il sorriso.

One billion rising, lanciato dalla scrittrice Eve Ensler, fondatrice del V-Day, è un movimento globale, laico, apartitico, aperto a ogni persona, gruppo e organizzazione che aderisca e si attenga al principio fondante che afferma che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo della propria salute e del proprio destino.

Le Nazioni Unite stimano che 1 donna su 3 sul pianeta sarà picchiata o stuprata nel corso della vita. Questo significa un miliardo di donne e bambine. Per chiedere di porre fine a questa violenza, la scrittrice statunitense Eve Ensler, fondatrice del movimento V-Day ha ideato la campagna One Billion Rising, dando vita, il 14 febbraio 2013, alla più grande manifestazione di massa nella storia dell’umanità: oltre 10.000 eventi in tutto il mondo.

Il 14 febbraio, a San Valentino, dunque, non fiori e cioccolatini, ma un vero atto d’amore, gioioso, celebrato dalle donne e dagli uomini che le rispettano, con la volontà di manifestare insieme per chiedere un mondo in cui le donne possano vivere al riparo dalla violenza e dall’abuso.

Nel mondo hanno aderito alla campagna 207 nazioni e in Italia saranno oltre 100 le città coinvolte: da Roma a Milano, da Genova a Bologna, da Lecce a Trieste, insieme a decine di realtà di provincia in tutto il Paese, da nord a sud, animate da una rete di associazioni e militanti che operano durante tutto l’anno sul territorio ma anche da scuole, università, istituzioni culturali.

flash mob

set 042014
 

Grazie all’impegno di alcuni studenti universitari tra i quali Patrizia Papandrea, la biblioteca dell’Università di Bologna ha ufficialmente acquisito il fumetto “Gianfrancesco” scritto ed illustrato da Mario Lamboglia e Fanca Iannuzzi. Il volume, diventato patrimonio della prestigiosa biblioteca (l’Alma Mater Studiorum è la più antica università del mondo occidentale), ripercorre per i più piccoli la vita straordinaria del Cardinale Lorenzo Brancati di Lauria. La redazione dell’Eco ringrazia i dottori Franco Pasti e Michele Catarinella per l’attenzione riservata. Ricordiamo che nella quadreria dell’università è conservato un dipinto del “quasi” papa lucano. Brancati insegnò a Bologna a metà del ’600.

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fumetto

ago 052014
 

Giovedì 7 agosto alle ore 21,30, nell’atrio del Castello di Pirro del Balzo di Venosa, debutta lo spettacolo “Il matrimonio di Paolino e Polla” di Riccardo da Venosa. Si tratta della prima assoluta di un’opera semisconosciuta che Teatro Reon, sotto la direzione del regista di origine lucana Fulvio Ianneo, ripropone al pubblico italiano, dopo otto secoli dalla sua prima rappresentazione in lingua latina, avvenuta nel XIII sec alla corte di Federico II proprio a Venosa. Per iniziare la tournee in Italia di un’opera così rara come “Il matrimonio di Paolino e Polla”, Teatro Reon sceglie di partire proprio dalla Basilicata ed in particolare da Venosa, in omaggio alla “sua gente” di cui parla l’autore e a tutti i lucani. Saranno presenti l’Assessore alla Cultura e Spettacolo del Comune di Venosa, Carmela Sinisi e il vice presidente del Consiglio Regionale della Basilicata Franco Mollica.
Dopo aver debuttato nella suggestiva cornice del Castello Aragonese di Venosa, lo spettacolo sarà presentato l’8 agosto alle ore 21, anche a Moliterno nell’atrio del Palazzo Comunale alla presenza del sindaco Giuseppe Manfredi e dell’assessore alla cultura Raffaele Acquafredda, successivamente nel Museo Civico Medievale di Bologna.
In scena Maurizio Cardillo, Gigi Monfredini e Veronica Cassiols introdurranno il pubblico in una storia molto divertente ed incredibilmente attuale. Scritto in onore di Federico II “De coniugio Paolini e Polle”, come recita il titolo originale, è una splendida commedia elegiaca che con umorismo realistico e raffinato racconta come due amanti stagionati coinvolgano il notaio Fulcone nella vicenda di un improbabile matrimonio. L’intreccio interroga il buon senso comune, le convenzioni, il pubblico stesso, per istigarlo alla benevolenza e al piacere. Fulcone per fare da sensale agli attempati futuri sposi andrà incontro a una lunga serie di maldestre peripezie che lo porteranno ad un passo dal patibolo. Polla, una vecchia donna che si rivela una vecchia coriacea e litigiosa, si presenta traballante su un bastone alla dimora di Fulcone e, dopo un lungo preambolo di divagazioni, battute, contrasti e contraddittori, propone all’avvocato di perorare le sue mire matrimoniali nei confronti di Paolino. Paolino appare recalcitrante e poco convinto, dubita della propria virilità, chiede rassicurazioni sul temperamento e sui natali di Polla.
Questo testo così sorprendente, restituito al pubblico dopo secoli, oltre a raccontare la ricchezza e l’attualità del medioevo, segnala l’importante ruolo che Riccardo da Venosa ha svolto nella cultura italiana attraverso le sue opere, dando un importante contribuito per traghettare l’antica commedia latina verso la nuova commedia europea, fiorita più tardi con la Commedia dell’arte.

INGRESSO LIBERO CON OFFERTA VOLONTARIA

Evento facebook https://www.facebook.com/events/297248553781205

invito web

lug 122014
 

Dall’11 al 16 luglio 2014, per iniziativa del MIG Museo Internazionale della Grafica – Biblioteca Comunale “Alessandro Appella”- Atelier “Guido Strazza” e con la collaborazione dell’amministrazione comunale e della Pro Loco, Castronuovo di Sant’Andrea darà il via al progetto “Residenze d’artista” ospitando, per la sua prima edizione, lo scultore Roberto Almagno.
L’artista di Aquino, da anni a Roma, già ospite del MIG in occasione di Carteggi d’amore, tenutosi lo scorso febbraio per la festa di S. Valentino, risiederà per una settimana nel bosco di Sella del Titolo, località amena di Castronuovo S. Andrea, per preparare, insieme a tre assistenti e a diversi collaboratori del posto, la mostra dal titolo “Wood”, che sarà inaugurata il prossimo ottobre nella Galleria Rosenfeld di Londra.
Definito da Lorenzo Canova creatore magico o demiurgo mitologico, Roberto Almagno è un cercatore e un costruttore del bosco, il luogo centrale, fisico e metaforico, della sua visione poetica incentrata sul legno, visto non solo come elemento materiale, ma anche come fulcro di una ricerca quasi mistica.
Il legno, materiale prediletto dallo scultore, viene lavorato da anni utilizzando acqua e fuoco, elementi che si uniscono all’anima della materia lignea scoprendone l’essenza, liberandola dal peso del mondo e trasformandola in un “medium” che genera un’intersezione particolare con la dimensione spirituale. Liane, rami, arbusti e tutti i molteplici materiali presenti nel bosco di Magrizzi che in febbraio avevano attirato la sua attenzione, saranno lavorati e utilizzati per ricreare, nelle sale della galleria londinese, una vera e propria jungla, così come suggerisce il titolo stesso della mostra, dove riecheggerà l’humus, il clima e il nome stesso di Castronuovo quale luogo di ispirazione e della Lucania antica che nel proprio nome porta il simbolo del “bosco sacro”. Proprio quella sacralità riscoperta dal gesto dell’artista che, in questa occasione, dal piccolo paese dell’entroterra, collabora a portare Matera e la Lucania tutta nel 2019
Sabato 12 luglio, inoltre, a partire dalle ore 18.00, sarà possibile vedere l’artista “all’opera”, nel laboratorio all’aperto allestito in località Sella del Titolo, e scoprire con lui, attraverso le domande e i racconti delle sue esperienze, come nasce e si prepara una mostra, perché le liane apparse lungo i torrenti di Castronuovo abbiano sollecitato un ritorno e la partecipazione di un intero paese alla costruzione di un evento nel cuore di Londra.
L’intero pomeriggio sarà in diretta sulla frequenza radio 93.5 di Basilicata Radio 2, con la possibilità per tutti gli ascoltatori di seguire l’evento live e poter interagire con Roberto Almagno chiamando al numero 0973 618428.

Roberto Almagno è nato ad Aquino nel 1954. A Roma, è allievo prima di Giuseppe Mazzullo, poi, all’Accademia di Belle Arti, di Pericle Fazzini, che avrà un peso determinante nel percorso della sua ricerca artistica e nello sviluppo del suo lavoro. Nel 1975 partecipa alla “X Quadriennale di Roma” e nel 1976, a Livorno, tiene la sua prima mostra personale. Nel 1994 partecipa al “46° Premio Michetti” vincendo il premio con la scultura Malena. Da questo momento, tiene numerose e significative mostre personali e collettive in Italia e all’estero : a Palazzo Venezia di Roma (con l’opera Sciamare), “Futuro italiano” (Bruxelles, 2003), “Araubiorum” (Colonia, 2006), “Cento anni di arte italiana alla Farnesina” (Roma, 2006), “Energie sottili della materia” (Shangai e Pechino, 2007), “Cento opere dalla Collezione Farnesina” (Sarajevo, Sofia, Budapest, Sibiu, Bucarest, Varsavia, Santiago del Cile, 2007-2008). Nell’aprile 2009 espone l’opera Memoria al 798 di Pechino. Nel 2010 partecipa all’EXPO di Shangai nell’ambito dell’Esposizione Universale 2010. Nel 2011 prende parte, tra l’altro, alla Fiera Internazionale di Arte Contemporanea di Bologna ed espone l’opera Memoria presso la Galleria Rosenfeld di Londra nell’ambito della mostra “Memory. Contemporary International sculpture”. Nel 2012 tiene le mostre “Roberto Almagno. The perfection of form” presso la Galleria Rosenfeld di Londra e la doppia mostra personale “La luce oscura della materia. Roberto Almagno / Sandro Sanna” al Museo Carlo Bilotti di Roma.

Mostre in corso:
29 giugno – 20 settembre 2014
Èmile Bernard, Les Fleurs du mal di Charles Baudelaire, xilografie, Ambroise Vollard Èditeur, Paris 1916
In controcanto: L’opera grafica di Antonietta Raphaël, 1948-1975.

mig

mag 252014
 

Nel corso della riunione del Direttivo della ALAD-Fand Basilicata (Associazione Lucana Assistenza Diabetici) si è provveduto ad effettuare alcune cooptazioni ed a ridistribuire gli incarichi.
In particolare le cooptazioni hanno riguardato:
Assunta Fragnito che curerà l’attività dello “Sportello del microinfusore”;
Michele Ricci che opererà presso lo sportello dell’Ospedale San Carlo ed è preposto all’organizzazione;
Gerardo Cicchetti che seguirà l’attività del FQTS, del CSV, del rapporto con l’AVIS e responsabile della sede di Presidenza;
Vengono confermate le restanti responsabilità e precisamente:
Antonio Papaleo, Presidente che curerà i rapporti con le Istituzioni e gli stakeholders;
Nicola Sardone, Vice Presidente, Tesoriere e Volontario presso l’Ospedale San Carlo;
Ferdinando Napoletano, Segretario che curerà la gestione dei siti e del registro dei Soci e i rapporti con l’UNITRE ed altri partners;
Teresa D’Elia, responsabile dell’attività fisica e dei rapporti con l’ANSE;
Elisa Cassano, coordinamento femminile, con particolare attenzione alle madri dei ragazzi con diabete in età evolutiva;
Gianfranco Palese, responsabile della Sezione Giovani, gestione campo scuola e Giornata Mondiale del Diabete, opererà presso il Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta;
Egidio Coluzzi, opererà presso il Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta e collaborerà con Palese;
Carlo Lombardi, opererà presso il presidio sanitario di Muro Lucano.
Il Direttivo ha, inoltre ha affrontato lo “stato dell’arte” della diabetologia in Basilicata e i tanti freni che tuttora insistono per una migliore organizzazione dell’assistenza, a partire dall’implementazione della Legge Regionale 9/2010 e del Piano Nazionale Diabete, già da tempo recepito dall’Esecutivo Regionale, così come la necessaria ripartenza dell’Osservatorio Regionale sul Diabete.
Si è anche riflettuto sull’attività della Associazione e sul rilancio delle iniziative, predisponendo il calendario delle attività per i prossimi mesi.
Il Presidente Papaleo ha informato il Direttivo delle decisioni assunte dall’Assemblea Nazionale di Pesaro, dalla IV Conferenza Nazionale di Diabete Italia di Bologna e, particolarmente, dalle conclusioni cui si è pervenuti con l’incontro recentemente avuto dalle Associazioni dei Pazienti Diabetici con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e che ha riguardato l’autocontrollo nelle persone con Diabete per un buon equilibrio glicemico e finanziario, con un no deciso alla pratica indiscriminata delle gare per l’acquisto dei presidi e per il rispetto della libertà di scelta del paziente, garantendo il massimo della qualità.

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mag 142014
 

BASILISKOS. È il nome della nuova rivista annuale di studi storico-umanistici riguardante prevalentemente tematiche e personalità della Lucania meridionale e rivolta tanto agli addetti ai lavori quanto ai diversi appassionati della materia. La singolare iniziativa culturale, messa in cantiere dall’Issbam (Istituto di Studi Storici per la Basilicata Meridionale), è stata accolta con entusiasmo dalla casa editrice Edigrafema anzitutto per la qualità degli interventi che spaziano dalla storia medievale, moderna e contemporanea alla filosofia politica, sino alla letteratura, all’urbanistica e all’antropologia.
“Obiettivo dichiarato dell’Issbam – hanno detto i responsabili dell’Istituto – è quello di promuovere la ricerca delle fonti storiche e la pubblicazione di documenti di particolare interesse, la ricostruzione biografica di personaggi di pubblico rilievo, anche al fine di pervenire alla costituzione di una banca dati e di un centro di documentazione”. A fargli eco l’editrice Antonella Santarcangelo: “Un sodalizio che guarda al futuro, quello tra Edigrafema e l’Issbam, con l’intento di promuovere e rafforzare la conoscenza delle radici storiche della Basilicata. Di più. Vogliamo estendere il campo di indagine e territoriale”. La rivista è stata pubblicata anche con il sostegno del Gal ‘La cittadella del sapere’.
Unidici i contributi del primo numero: Espressioni soggettive dell’appartenenza nell’obbligazione propter animam dell’ammiraglio Ruggero di Lauria di Rosanna Lamboglia – Per una storia longobarda del castello di Lauria di Gaetano Petraglia – Universitates e vita civica nel Mezzogiorno di età moderna (con richiami all’area occidentale calabro-lucana) di Saverio Napolitano – La ricostruzione storica: un dovere alla memoria di Nicola Carlomagno di Lauria (13 marzo 1761/13 luglio 1799) di Giovanni Celico/Biagio Moliterni – Frammenti di emigrazione ottocentesca: vicissitudini dei calderai trecchinesi nel Portogallo di inizio secolo di Carmine Cassino – Aspetti del Risorgimento nel Mezzogiorno: le “liste di proscrizione” nella Basilicata post-unitaria di Antonio Boccia – Fiat lux. L’arrivo dell’illuminazione elettrica a Castelluccio nel 1912 di Vincenzo Celano – La Basilicata nei ‘Quaderni del carcere’ di Antonio Gramsci: tra questione meridionale e fordismo di Gennaro Cosentino – La riforma agraria in Basilicata. Terra, contadini e politica (1947-1953) di Agostino Giordano – Le Terre del silenzio: luoghi dell’infinito sulle orme della fede. Sant’Arcangelo Convento di Santa Maria di Orsoleo di Anna Nica Fittipaldi – Al di là della soglia. La fondazione della chiesa di Sant’Anna a Lagonegro di Giuseppe Ielpo.

GLI AUTORI
Antonio Boccia (avvocato, consigliere per le camere penali di Basilicata, cultore di diritto del lavoro all’Università di Salerno e docente all’Università statale “Aleksan¬dër Moisiu” di Durazzo), Carmine Cassino (dottorando in Storia contemporanea all’Università di Lisbona e collaboratore dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale portoghese), Giovanni Celico (docente di Lettere, già Ispettore Onorario della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Arti¬stici e Storici della Calabria), Vincenzo Celano (Giornalista e scrittore), Gennaro Cosentino (laureato in Filosofia politica all’Università di Firenze con una tesi intitolata “La nozione di egemonia. La concettualizzazione di Anto¬nio Gramsci e alcuni sviluppi più recenti”, è animatore del sito di informazione e approfondimento L’Arrotino), Annanica Fittipaldi (laureata in studi storico-artistici, ha collaborato con riviste e curato eventi di promozione territoriale), Agostino Giordano (Laureato in storia contemporanea all’Università “Alma Mater Studio¬rum” di Bologna, città dove vive e lavora, si occupa di comunicazione politica), Giuseppe Ielpo (lau¬reato Storia e critica d’arte, ha collaborato alla realizzazione della mostra dal titolo Dipinti napoletani del Sei e Settecento dal Veneto allestita alla Pinacoteca Provinciale di Salerno e al relativo catalogo La fortuna del Barocco napoletano nel Veneto a cura di Mario Al¬berto Pavone), Rosanna Lamboglia (dottore di ricerca in Storia dell’Europa mediterranea dall’an¬tichità all’età contemporanea. È princi¬palmente una medievalista ed è stata tra i collabo¬ratori dell’olandese Encyclopedia of the Medieval Chronicle (emc), General Editor graeme dunphy, Leiden), Biagio Moliterni (si è dedicato a inves¬tigare la storia dell’alto Bruzio occidenta¬le, avente come epicentro l’antica colonia romana di Blanda Julia, sita sul Palecastro di Tortora), Saverio Napolitano, (laureato in Scienze politi¬che, vive da diversi anni a Sanremo. È socio della Deputazione di storia patria per la Calabria e dell’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia con¬temporanea di Cosenza, si interessa di storia socio-culturale della Calabria e del Mezzogiorno), Gaetano Petraglia (laureato in filosofia all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, si è specializzato in archivistica all’Università di Roma “Tor Verga¬ta” e all’Archivio di Stato di Roma).

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mag 052014
 

Mentre la Basilicata Film Commission sta per finanziare i primi lungometraggi “Made in Basilicata”, alcuni Attori Lucani hanno già trovato la loro collocazione nel panorama internazionale. Questo è il caso di Marika Frassino lucana d’origine che vive a Roma, dopo l’enorme successo personale al Bella Film Festival e domenica scorsa al Washington D.C. Festival e quello di Montreal dello scorso anno, sarà ora protagonista del film:
“Bologna 2 Agosto – i giorni della collera” dal 29 Maggio nelle sale della importantatissima catena U.C.I e nelle migliori multisale cinematografiche della nostra penisola italiana.
Ecco in anteprima il trailer e la trama:
www.youtube.com/watch?v=g40-lxW4YKk

Proprio a ridosso dell’abolizione del segreto di stato sugli atti relativi alle inchieste sulle stragi degli anni di piombo, arriva nelle sale italiane “Bologna 2 agosto …i giorni della collera” la prima ricostruzione cinematografica delle terribili vicende che sconvolsero l’Italia negli anni ’70. Il film, diretto da Giorgio Molteni, già autore di diversi lungometraggi e serie televisive, ripercorre la storia di un gruppo di ragazzi di destra che deciderà di uscire dall’MSI e fondare il gruppo armato N.A.R. (Nuclei Armati Rivoluzionari). Attraverso la messa in scena di uccisioni, rapine, pestaggi e crimini di estrema atrocità, il film ricostruisce l’atmosfera di terrore e di follia degli anni di piombo, fino ad arrivare a narrare la strage più efferata dal dopoguerra, quella della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 che causò la morte di 85 vittime innocenti e 200 feriti.
La pellicola di Molteni, prodotta e distribuita da Virginio Moro per la Telecomp Planet Film Production, giunge a colmare un vuoto e un silenzio che una società civile fondata su principi democratici non può permettersi di avere. Il suo scopo non è quello di dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, l’intento degli autori è quello di narrare alcune vicende, ricostruire il clima di terrore di quegli anni, affinché quei feroci avvenimenti non vengano dimenticati.

pellicola