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ago 312015
 

Un piano delle azioni da mettere in campo per lo sviluppo del territorio è stato concordato oggi nel corso di un incontro degli stati maggiori dei vari Dipartimenti regionali. Il tavolo si riunirà nei prossimi giorni per fare il punto sulle attività programmate nei diversi settori.

Un “manifesto programmatico” delle azioni da mettere in campo negli ultimi mesi del 2015 e per tutto il 2016, per consentire alla Basilicata “di compiere un ulteriore scatto in avanti dopo i significativi risultati già raggiunti nella prima fase di governo” è stato illustrato oggi a Potenza dal presidente della Regione, Marcello Pittella, nel corso di un incontro con gli stati maggiori dei vari Dipartimenti, con le tre Autorità di gestione, con gli assessori regionali e con l’amministratore unico di Sviluppo Basilicata.

Obiettivo della riunione, pianificare e a concordare una serie di interventi su tematiche ritenute strategiche per lo sviluppo e la crescita del territorio, ma anche individuare, in maniera condivisa, gli strumenti per affrontare determinate criticità. “Questo manifesto programmatico – ha spiegato Pittella – sarà naturalmente da discutere con la maggioranza che ci sostiene, ma anche da condividere con i sindacati e con le parti datoriali, soprattutto per quel che riguarda le tematiche occupazionali”.

Il presidente ha poi elencato una serie di “macro-punti” sui quali lavorare, partendo “dall’ambiente in tutte le sue articolazioni”, ed annunciando, tra i vari obiettivi, la volontà “di arrivare al 60-65 per cento di raccolta differenziata entro il 2016″. Il manifesto punterà inoltre su “efficientamento energetico, digitalizzazione”, con un occhio di riguardo nei confronti “del mondo della scuola”, ma anche sulla continuazione del processo di rivisitazione della governance. Nello specifico il presidente si è soffermato sul “ruolo di motore di sviluppo delle attività imprenditoriali del territorio che dovrà assumere Sviluppo Basilicata, in una nuova fase inaugurata con la nomina dell’amministratore unico”.

Tra le azioni fissate in agenda, la creazione “di un vero e proprio ponte fra le aziende e Bruxelles”, l’attenzione da mettere in campo “nell’ambito del Piano per il Sud e del Piano delle grandi opere da finanziare con il 30 per cento dell’Ires, lo studio della situazione del bilancio regionale per affrontare eventuali criticità”.

Pittella ha parlato inoltre della necessità “di attrezzare il territorio in vista del boom turistico che già si sta verificando con Matera 2019” e del progetto riguardante “la sede a Matera della Facoltà di Medicina in inglese dell’Università di Malta”.

Il tema dell’agricoltura è stato affrontato invece dall’assessore Luca Braia, che tra i punti principali ha evidenziato “la forestazione, l’efficientamento energetico, le biomasse, il biogas, la sostenibilità ed il tema del credito alle imprese”.

L’assessore alle Politiche per la Persona, Flavia Franconi, ha evidenziato invece “la necessità di promuovere l’internazionalizzazione e di favorire la sinergia fra i Dipartimenti e l’efficientamento nell’utilizzo delle risorse”.

“Da questo tavolo, che sarà aggiornato tra una decina di giorni – ha concluso Pittella – dovrà essere elaborato un piano strategico per la nostra regione”.

pittella

ott 152014
 

Dopo anni di trattative, approfondimenti e riflessioni, nel pomeriggio di oggi è stato firmato l’accordo di compensazione ambientale tra l’ENEL, le Regioni Calabria e Basilicata, l’Ente Parco del Pollino, le Confederazioni Sindacali CGIL CISL e UIL di Basilicata e Calabria ed i Comuni di Laino Borgo, Mormanno, Laino Castello, Papasidero, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore e Lauria. Per la CISL Basilicata hanno sottoscritto l’accordo il Segretario Generale Nino Falotico e il Responsabile del Settore Energia della Confederazione regionale Nicola Fiore.
L’accordo che, tuttavia, avrà efficacia solo dal momento dell’entrata in esercizio della nuova centrale elettrica del Mercure, alimentata a biomasse, prevede misure di compensazione per rafforzare i meccanismi di tutela ambientale e di salvaguardia della salute e sostenere iniziative infrastrutturali in favore delle comunità locali, agricole e turistiche nell’Area del Parco.

L’accordo prevede, altresì, specifici stanziamenti finalizzati a rafforzare l’impiego degli attuali lavoratori agricoli forestali per la manutenzione e lo sviluppo boschivo. Sul versante occupazionale, ENEL che già stima in circa 150 le unità attualmente impiegate per la gestione della Centrale, si è impegnata al rafforzamento dell’organico per un numero non inferiore a 30 unità privilegiando, a tal fine, le fasce di lavoro giovanile disponibili nell’ambito territoriale dei Comuni della Valle del Mercure. Sul positivo sviluppo della questione Mercure, il Segretario Generale della CISL Basilicata FALOTICO non ha nascosto la soddisfazione per il risultato raggiunto dopo anni di lavoro orientato, soprattutto, a fronteggiare le resistenze più svariate che nel tempo si sono frapposte all’insediamento produttivo più importante di un’area marginale della nostra regione.

castelluccio3Centrale del Mercure.

mar 312014
 

Ecco quanto ha diffuso alla stampa il Comitato per il Si sulle ultime vicende della Centrale del Mercure. “In questi ultimi giorni due consiglieri regionali lucani del M5S , Leggieri e Perrino, sono intervenuti, attraverso la stampa, sulle vicende della Centrale a biomasse del Mercure-
Lo hanno fatto con un intervento dai toni durissimi, di forte contestazione ad alcune personalità politiche e dal contenuto, contraddittorio, impreciso e opinabile sotto ogni profilo, ed è ciò che ci importa di più.
Non vogliamo entrare nelle strategie politiche che consigliano ai due esponenti del M5S di opporsi al Governatore Marcello Pittella, all’On. Domenico Pappaterra, e , per evidenti altre ragioni, anche al delegato all’Energia della Regione Calabria, Fausto Orsomarso.
Si tratta di personalità che certo risponderanno, nei modi e nei tempi che riterranno opportuni, alle quali in ogni caso, per il rispetto che si deve alle persone e alle Istituzioni, va la nostra piena solidarietà per le offese personali e politiche che risultano dalle affermazioni di Leggieri e Perrino.
Questi ultimi sono liberi di scegliere se avere rispetto per l’altro o non averlo, sono liberi di scegliere se piantare semi buoni o cattivi , se provare a disinnescare la spirale delle parole violente o meno. Così come sono liberi di scegliere se, da esponenti politici, vogliono limitarsi a cavalcare la “moda” dell’ambientalismo di maniera, fomentando un gruppuscolo di persone che non hanno modo di informarsi diversamente
Ciò che ci colpisce in modo particolare, però, è la pervicace ostinazione a disconoscere alcuni fatti incontestabili, partendo da un presupposto fittizio.
Cioè, da buoni ultimi, anche questi due esponenti politici, pretendono di intestarsi la rappresentanza della maggioranza dei cittadini residenti nel perimetro del Parco del Pollino, e quindi di parlare in suo nome.
Che si tratti di una pretesa senza mandato è del tutto evidente.
Quale sia l’opinione della quasi totalità dei cittadini che risiedono nel perimetro del Parco, sui temi dello sviluppo del LORO territorio è chiaro a tutti salvo che a Perrino a Liggieri e a un altro ristretto gruppo di signori del no a tutto.
Ed infatti la quasi totalità dei cittadini ha dichiarato un’opinione diversa dai due consiglieri regionali, e lo ha fatto con una pronuncia chiara ed esplicita nell’assemblea della Comunità del Parco del Pollino del 24 marzo 2014, approvando, con il voto libero dei loro sindaci, il documento che era stato siglato al MISE.
Piaccia o non piaccia a Liggieri e Perrino, questo è un fatto.
Se ne facciano una ragione, se ci riescono.
In ogni caso non sarà certo con le accuse, oltremodo diffamatorie, rivolte ai legittimi rappresentanti di queste comunità – accusati di essersi venduti per un “piatto di lenticchie” – che riusciranno a sovvertire questa fondamentale verità.
Ma, cosa ancora più seria, è che, in realtà Leggieri e Perrino, dimostrano di non conoscere le vicende sulle quali esercitano la loro abilità oratoria, abilità sorretta da affermazioni che non spiegano nulla, che lasciano intravedere solo una opposizione di principio, pretestuosa.
Nonostante il contesto parolaio e facinoroso alimentato da Perrino e Liggieri , non è superfluo affermare che qualunque posizione diversa dalla maggioranza ( stragrande) dei cittadini del territorio del Parco del Pollino – favorevoli ad una eventuale riapertura della centrale del Mercure – sono del tutto legittime, e se sostenute da dati obiettivi, sono degne del massimo rispetto.
Tuttavia, nelle espressioni utilizzate da Leggieri e Perrino è manifesta una insofferenza aggressiva, delle condanne senz’appello e un’opposizione a prescindere, che oltre che colpire i loro avversari politici, coinvolge anche centinaia di famiglie.
Famiglie che in questi sette mesi di funzionamento a pieno regime della centrale del Mercure, hanno visto che, le decine di ispezioni sull’impianto – effettuate da parte di tutti gli organi di controllo sanitario e di polizia – si sono risolte sempre con un nulla di fatto.
Hanno letto, e visto con i loro occhi, i rilievi ambientali eseguiti da ARPAB , su richiesta dei comuni di Rotonda e Viggianello, che hanno certificato che l’ambiente ha una rumorosità notturna e diurna molto al disotto della norma di legge, che la qualità dell’aria è eccellente. Hanno visto con i loro occhi che i dati ambientali rilevati dal sistema di controllo (senza pari per un impianto del genere) della centrale del Mercure, attestano che le emissioni della centrale solo assolutamente irrilevanti per l’ ambiente.
Hanno visto, che ogni giorno 130 persone varcano i cancelli della centrale e vanno a guadagnarsi lo stipendio che serve per mantenere la propria famiglia.
Hanno visto che per la sola fornitura della biomassa necessaria a far funzionare la centrale , lavorano oltre 1200 lavoratori boschivi, sia calabresi che lucani.
Hanno visto che una ventina di piccoli imprenditori boschivi della valle del Mercure si sono riuniti in consorzio e stanno facendo sforzi economici non trascurabili per espandere le loro imprese specializzandosi nella produzione di cippato.
Le stesse attività coinvolgono decine di aziende Lucane.
Questi sono fatti, non chiacchiere e contumelie. Fatti accertabili personalmente anche dai due esponenti politici, se solo avranno il tempo, e la pazienza, di fare una visita alla valle del Mercure.
E magari si renderanno conto, attraverso le testimonianze di commercianti, albergatori, ristoratori, anche della rilevanza dell’indotto.
Che Leggieri e Perrino, abbiano obiettivi diversi, e nessuna voglia di farsi carico di una discussione pacata e obiettiva sulla presenza della Centrale Enel nella valle del Mercure, lo dimostrano le parole di fuoco con le quali bollano il documento sottoscritto al MISE, parole arroganti e fuori luogo che fanno pensare ad una ignoranza o, peggio, ad una voluta distorsione del contenuto del documento ( oltre che della legislazione vigente in materia e delle pronunce giudiziali).
Secondo una interpretazione conforme alla legge e alle pronunce della magistratura, la sola finalità delle c.d. compensazioni previste nell’accordo sottoscritto al MISE il 14 gennaio 2014, non può che essere quella di dar corso ad interventi che creano valore sociale, capaci di generare ricadute positive sulla comunità, mirati a migliorare il valore territoriale in senso qualitativo. Questo significa interventi per lo sviluppo e la promozione di produzioni agricole di pregio, del turismo, per reale fruibilità dei boschi del Parco, per la riduzione delle devastazioni che derivano dagli incendi ecc. ecc . Questo si legge nel documento sottoscritto MISE , solo e soltanto questo. Le compensazioni dirette a far “digerire alle popolazioni locali gli irreversibili e permanenti danni all’ambiente ed al territorio” sono frutto della fantasia dei due esponenti del M5S, che rabbrividiscono scorgendo nell’accordo il “colpo grosso” di Enel che si sarebbe accaparrato il controllo dell’Osservatorio Ambientale previsto per la centrale.
Tutto ciò senza dimenticare che l’Osservatorio Ambientale si affianca ad una commissione tecnico scientifica per i controlli sulla attività della centrale che esiste già ( composta da ASL Cosenza, Ministero della Salute o Istituto Superiore di Sanita’, ARPACAL, Ente Parco, Ufficio di Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata- in questa commissione è presente anche Enel).
Ma di cosa parlano i due esponenti politici?
Di un fantomatico controllo su un’organismo fondato da Regione Basilicata, Regione Calabria, Ente Parco, Comuni della Valle del Mercure, OO.SS? Cioè di un controllo su un’organismo coordinato dall’Ente Parco, che insieme agli altri partecipanti potrà individuare esperti indipendenti per promuovere controlli, studi, proposte ecc.?
Questa mentalità complottarda – tutti insieme appassionatamente a discriminare chi non si piega- ci permettano i signori consiglieri regionali del M5S, ci fa rabbrividire a nostra volta, e pensiamo di averne tutte le ragioni, perché vecchi o “nuovi” , i metodi di una parte della politica sono sempre gli stessi e purtroppo temiamo che tra 40 anni saremo ancora qui a parlare di sviluppo del turismo, dell’agricoltura di tassi di disoccupazione scandalosi”.

castelluccio3Centrale del Mercure.

feb 142014
 

Il WWF sostiene le posizioni degli amministratori comunali di Rotonda e Viggianello e più in generale condivide pienamente le preoccupazioni delle amministrazioni, dei cittadini e delle associazioni per i danni alla salute ed all’ambiente che il funzionamento della centrale del Mercure potrà arrecare, posizioni più volte richiamate anche dal WWF nelle sedi istituzionali e giudiziarie investite del caso.

In relazione inoltre ai contatti istituzionali che già da qualche mese sono in corso nella ricerca di possibili mediazioni, il WWF sostiene che qualunque soluzione non possa prescindere dai paletti fissati dall’Ente Parco del Pollino con il provvedimento del 416 del 6.11.2012 di diniego dell’autorizzazione alla riattivazione della Centrale del Mercure; tale atto infatti individuava anche le seguenti caratteristiche come condizioni minime necessarie perché la Centrale possa svolgere la propria attività in un’area individuata come parco nazionale, SIC e ZPS, senza essere in contrasto con le normative vigenti e cioè:
1) avere una potenza non eccedente i 10 MW;
2) le biomasse devono provenire da attività agricole e forestali reperite entro un raggio di 50 km;
3) il progetto deve essere accompagnato da un’adeguata analisi socio economica, territoriale ed ambientale che consenta una reale determinazione degli impatti dell’impianto anche ai fini dell’individuazione di misure di compensazione e mitigazione;
4) definire misure di tutela delle produzioni agroalimentari di qualità;
5) definire e porre in essere adeguate misure di coinvolgimento dei cittadini ;
6) prevedere specifiche misure di recupero dell’energia prodotta;
7) prevedere e porre in essere misure di tutela della lontra.

Giova inoltre ricordare come sia opportuno, prima di avviare “trattative”, aspettare il giudizio del Consiglio di Stato che a breve dovrà esprimersi sui ricorsi presentati dalle amministrazioni, associazioni e dall’Ente Parco.

castelluccio3Centrale del Mercure.

feb 112014
 

Ecco il testo del documento nel quale i sindaci di Rotonda e di Viggianello manifestano sconcerto per la manifestazione in corso organizzata dai camionisti e dai produttori di legname. I primi cittadini evidenziano i gravissimi disagi delle valli del Lagonegrese.

COMUNE DI VIGGIANELLO
COMUNE DI ROTONDA

11.02.14
AL PREFETTO DELLA PROVINCIA DI POTENZA
AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE SEZIONE POLIZIA STRADALE DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE STAZIONE CARABINIERI DI LAURIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVUINCIA DI POTENZA
p. c. AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI ROMA
“ “ AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI CATANZARO
AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA BASILICATA
AL PRESIDENTE DELL’ENTE PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
AL MINISTRO DELL’ AMBIENTE
p. c. AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
“ “ AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
“ “ AL MINISTRO DELLA SALUTE
“ “ AL MINISTRO DELL’ AGRICOLTURA
“ “ AGLI ORGANI DI STAMPA.

da ieri assistiamo impotenti ad una occupazione della Valle del Mercure di stampo militare, sapientemente organizzata ed annunciata da tempo,finanche dagli organi di stampa.
Un gruppo di autotrasportatori,assolutamente estranei al territorio,provenienti da località calabresi distanti centinaia di km. ( come reso manifesto già dalle pubblicità aziendali riportate sui mezzi) protesta perché pretende di continuare a conferire biomasse alla Centrale del Mercure, un mega impianto insostenibile sotto qualsiasi profilo,ambientale e socio economico,radicalmente incompatibile con la vocazione del territorio ( è bene ricordare a qualcuno che siamo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino!) il cui progetto è stato portato avanti nonostante le gravi violazioni di legge dai nostri Comuni denunciate da anni e che,dopo che già con sentenza 4.400/12 il Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto rilasciata dalla Regione Calabria ,hanno condotto nuovamente (insuperate le criticità che minano l’iniziativa di grossolana speculazione) ad un pronunciamento dapprima del TAR Catanzaro, che con sentenza n. 1.180/13 ha annullato anche la nuova autorizzazione,e poi ancora del Consiglio di Stato che con ordinanza resa all’udienza del 21.01.14 ha revocato la sospensiva concessa inaudita altera parte in tal modo ripristinando la piena efficacia esecutiva della sentenza di primo grado.
Quel che sconcerta,tuttavia,sono le modalità e le finalità della protesta,atteso che,da un lato,essa non si svolge pacificamente (come tutte quelle organizzate negli anni dalla gente del Mercure) bensì con la consumazione di ipotesi di reato (è tale bloccare l’accesso autostradale di Galdo,sia in entrata che in uscita,nonché la stessa s.p. n. 4 nel tratto da Galdo a Lauria, come accade per l’appunto da ieri e senza che si intraveda alcuna desistenza) ,con toni minacciosi e voluta esibizione di forza (è stato dichiarato dagli organizzatori della protesta,che sono poi i datori di lavoro dei manifestanti, che non intendono lasciare il territorio fin tanto che non sarà stato risolto il loro problema).

Tutto questo è inaccettabile e nel denunciare formalmente i reati ancora in corso chiediamo ai responsabili delle forze dell’ordine di identificare gli autori e segnalarli alla Procura della Repubblica e,soprattutto,di intervenire immediatamente, rimuovendo il blocco stradale,ad evitare che vengano aggravate le conseguenze di un reato che,oltretutto,determina gravi disagi per gli utenti stradali dell’area,in specie i molti pendolari.
Del pari è inaccettabile che,con tali metodi,che a nostro avviso costituiscono precisa opzione di un’abile regia occulta, si vogliano esercitare indebite pressioni sulla Magistratura, a pochi giorni dall’udienza fissata per la discussione del merito ( 08.04.14) ottenendo facile sponda istituzionale dal Presidente della Regione Basilicata e dal Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino che, nel mentre per mesi non hanno inteso ricevere noi Sindaci, rappresentanti istituzionali,hanno immediatamente accolto già ieri gli imprenditori calabresi.
Peraltro,la stampa ha recentemente dato notizia di una indagine della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro che delinea scenari inquietanti sui soggetti che in Calabria stanno dietro al grande affare delle energie rinnovabili ed,in specie,delle biomasse,paventandosi il concreto rischio di consegnare un territorio integro ed indenne da certi fenomeni alla criminalità organizzata.
La realtà è che l’impianto dell’Enel è obsoleto,non impiega la migliore tecnologia, non tiene conto della mancanza di idonee infrastrutture ( su tutte quella viaria),non crea occupazione ed,anzi,arreca gravi danni al settore dell’agricoltura e del turismo, non genera alcun indotto (la migliore riprova è la provenienza dei manifestanti),e,soprattutto,è fortemente inquinante esponendo a gravi rischi la salute dei residenti.
Al riguardo,anzi,si chiede di conoscere in forza di quali elementi il GSE abbia potuto riconoscere all’ENEL i cd. certificati verdi il cui obbligato presupposto è la riduzione del livello di inquinamento laddove,nel caso che occupa, a fronte di una centrale dismessa ed inattiva da anni,dunque,con livello di inquinamento zero,si è determinata,nel periodo di effettivo esercizio, una condizione di gravissimo accumulo di sostanze tossiche.
Inoltre,poiché per lunghi periodi,vuoi per ragioni tecniche che per provvedimenti dell’ Autorità Giudiziaria,la centrale è rimasta inattiva,si chiede di conoscere se,nell’erogazione delle suddette agevolazioni,di tali forzati fermi si sia tenuto conto.
Del pari,se sia conforme a legge che,nel vano tentativo di sterilizzare la protesta delle collettività locali, si indicano tavoli di concertazione che prevedano misure di compensazione costituite da elargizione di somme di danaro,peraltro neppure vincolate,nella loro destinazione,a ridurre gli effetti negativi dell’impianto, a favore di enti lontani dal Mercure ma vicini ad Enel.
Aspetti tutti già segnalati anche alla Procura della Repubblica di Roma per ogni più opportuna valutazione.
Certo è che subiamo una vera e propria violenza che avvertiamo nelle carni e nell’anima ed alla quale continueremo a ribellarci con tutte le nostre forze,facendo appello all’onestà intellettuale ed all’integrità morale di tutte le persone per bene contro la protervia di una aggressione al nostro territorio che si vuole utilizzare per interessi di parte.
Per tale ragione,da oggi i nostri Comuni, in segno di protesta contro l’ennesimo,gravissimo strappo alla legalità,al diritto alla salute,all’integrità ambientale ,al rispetto della volontà popolare, chiuderanno sospendendo ogni attività, ad esclusione dei servizi essenziali,per volontà degli organi rappresentativi cui il personale tutto,spontaneamente,intende aderire.
Si chiede audizione urgente al signor Prefetto per la consegna simbolica delle chiavi dei Municipi e si anticipa che le collettività sono in stato di agitazione preparandosi ad organizzare manifestazioni di protesta eclatanti ( a quanto pare l’unico sistema per farsi ascoltare) ed,innanzitutto,un corteo sino a Galdo per celebrare la morte del nostro territorio.
Attendiamo ,con inguaribile fiducia,che qualcuno voglia darci ascolto e tutela.

IL SINDACO DI VIGGIANELLO IL SINDACO DI ROTONDA
PROF. VINCENZO CORRARO DR. GIOVANNI PANDOLFI

manifestanti

feb 102014
 

Come al solito, in prossimità delle scadenze giudiziarie, l’Enel torna a farsi sentire per interposta persona, cercando di esercitare indebite pressioni che, però, finora le hanno riservato solo cocenti delusioni. E a cercare il consueto, occasionale, protagonismo mediatico, sono i soliti noti, esterni e estranei all’area del Mercure, che sul trasporto delle biomasse sperano di lucrare, contribuendo, assieme all’azienda elettrica, al saccheggio dell’ambiente e dell’economia della Valle. Così, mentre le popolazioni continuano ed essere indifferenti ai richiami dell’Enel, mentre accorrono a migliaia alle manifestazioni contro la centrale del Mercure, un manipolo di “padroncini, cercano la ribalta televisiva con iniziative provocatorie e pericolose per gli automobilisti in transito sull’autostrada, perfettamente in linea, per altro, con il cinismo e l’arroganza del loro padrone. Nessuno si illuda, il territorio è di chi lo vive e di chi ci lavora: il Parco del Pollino e terra di turismo, di agro-alimentare di qualità, di sviluppo eco-compatibile, non certo degradata periferia industriale disposta ad accogliere uno degli inceneritori più grandi d’Europa. Intanto, Enel dia risposte sulla ancora irrisolta e misteriosa questione amianto, sulle deforestazioni, sui rischi di desertificazione, sui dissesti idrogeologici- con relative vittime e danni- che incombono sulle due regioni a causa anche della dissennata distruzione dei boschi ad uso incenerimento. Mentre sempre più inquietante si agita, sullo sfondo, l’ombra sinistra delle infiltrazioni criminali (la tristemente famosa e famigerata “mafia dei boschi”). In ogni caso, chi vive nella Valle non si stancherà MAI di difendere diritti e democrazia, sviluppo e legalità. Chi volesse continuare ad aggredire il territorio e magari “aprire” a interessi malavitosi la Valle del Mercure, troverà inesorabilmente la strada sbarrata dalla gente del posto e dai suoi legittimi rappresentanti. E noi al loro fianco.

FORUM “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del trerritorio

castelluccio3Centrale del Mercure.

feb 102014
 

Da stamane i produttori e i trasportatori del legno utilizzato dalla Centrale a biomasse del Mercure, sono in stato di agitazione. Decine di camion provenienti dalla vicina Calabria si sono posizionati sul raccordo dell’autostrada Lauria Sud e sul tratto che collega Lauria alla Valle del Mercure. Il flusso veicolare è dunque fermo. La manifestazione è pacifica, anche se gli automobilisti hanno espresso disappunto per il blocco del traffico. Sul posto vi sono i Carabinieri e la Polizia. Il questore di Potenza sta seguendo minuto per minuto l’evolversi della situazione. Nelle prossime ore dovrebbe esserci un tavolo con il presidente della Regione Basilicata. I manifestanti chiedono l’intervento decisivo del governo nazionale affinchè riapra la centrale.

Le immagini della manifestazione

Le interviste (registrate alle 13.45 del 10 febbraio 2014)

nov 262012
 

Chiediamo al Ministro Clini di farsi garante del rispetto della volontà dei cittadini, che NON VOGLIONO LA CENTRALE DEL MERCURE, espressa in maniera democratica fin dal 2009 dalla Comunità del Parco e ribadita dal Parco nazionale del Pollino con la non autorizzazione all’impianto del 6 novembre 2012. Auspichiamo un suo  intervento presso la Regione Calabria affinché la contrarietà espressa dal Parco nazionale del Pollino venga preso in considerazione nel giudizio finale che la Conferenza dei Servizi si appresta a formalizzare.

Eventualmente, sia lo stesso Clini, in seno al Consiglio dei Ministri, a farsi promotore di rivedere l’assurda decisione della Regione Calabria di autorizzare la riattivazione della sezione 2 della centrale del Mercure, che non tiene conto del parere contrario espresso dal Parco.

In questa battaglia di legalità e di sostenibilità, Legambiente supporterà il Parco nazionale del Pollino in tutte le sedi, in primis presso il Tribunale Amministrativo Regionale, affinché la volontà contraria alla Centrale espressa dal Parco e dalla Comunità del Parco venga rispettata.

La Centrale del Mercure è assolutamente incompatibile con l’area protetta più grande d’Europa e contrasta con le finalità istitutive del Parco e con le Direttive Europee, poiché il Piano del Parco ha stabilito che nella zona in cui ricade la Centrale del Mercure sono consentiti, previo nulla osta, solo impianti del tipo a generazione elettrica e termica o cogenerazione da biomasse secche, la cui potenza termica installata non potrà eccedere i 10MW termici, mentre quella proposta ha una potenza di 35 MW.

L’impianto a biomassa previsto, inoltre, non tiene conto di una ulteriore prescrizione del Piano del parco che ammette l’utilizzo di biomasse provenienti da attività agricole o forestali condotte entro un raggio di 50 km dall’impianto (filiera corta del Parco), mentre per la Centrale del Mercure è previsto l’utilizzo di biomassa proveniente da un raggio entro i 120 Km dalla centrale. In questo raggio sono coinvolte tutte le più importanti aree protette dell’Appennino meridionale (PN Pollino, PN Cilento, PN Appennino Lucano, PN Alta Murgia, PN Sila, PR Monti Picentini, PR Gallipoli Cognato, PR Murgia Materana, PR Serre) oltre a decine di siti della rete Natura 2000 (Siti di importanza comunitaria e Zone di protezione speciale sottoposte alle Direttive Comunitarie Habitat/92/43 e Uccelli/79/409), e comunque aree di estrema importanza per attuare la Strategia Europea per la biodiversità, e rendere efficaci le scelte fatte dal nostro Paese nel sostenere l’impegno della CBD dell’Onu per contenere la perdita di biodiversità.

Le foreste che insistono nelle aree protette in generale, e quelle dell’Appennino meridionale in particolare, sono un laboratorio dove sperimentare una gestione forestale sostenibile, puntando su percorsi di certificazione delle singole attività forestali e della filiera bosco-legno. Sono tutto questo e anche di più, ma non sono un serbatoio disponibile di biomassa vergine da bruciare per fini energetici, come si vuole fare con l’attivazione della Centrale del Mercure.

Legambiente Basilicata e Calabria

 

nov 072012
 

Ecco di seguito l’intervento del dottor Franco Fiore sulla centrale del Mercure.  “L’Ente Parco del Pollino, nei prossimi giorni, dovrà esprimere, in seno alla Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione Calabria, il proprio parere in merito al progetto di riattivazione della centrale del Mercure, il progetto che prevede nella valle del Mercure una centrale a biomasse della potenza di 35 Megawatt elettrici.

Il silenzio viene considerato assenso e diventa perciò indispensabile che gli organi tecnici dell’Ente esprimano il proprio parere.

Voglio ricordare che negli ultimi due, tre anni sia la Comunità del Parco, sia il Consiglio Direttivo hanno espresso parere negativo riguardo la riattivazione della centrale a biomasse del Mercure perché ritenevano la stessa, con tale potenza, altamente impattante dal punto di vista ambientale in un’area protetta ( si consideri che nel Piano del Parco adottato in Consiglio Direttivo nel 2011 viene descritta la criticità connessa alla riattivazione della centrale e ci si esprime in termini contrari a causa del dimensionamento eccessivo); perché vigeva la necessità di avere maggiori ragguagli sull’approvvigionamento dei materiali ( si consideri che il funzionamento dell’impianto richiede 350mila tonnellate di biomassa, pare biomassa vergine forestale, proveniente dalle regioni limitrofe e dall’estero); perché il trasporto pesante sulle strade dell’area dei materiali avrebbe creato problemi al traffico locale e anche problematiche legate all’inquinamento e quindi sarebbe stato indispensabile disporre di un piano trasporti ecc.

 

Il parere, quindi, espresso da questi due organismi, anche in relazione alla crescita negli anni di una opinione pubblica sostanzialmente contraria alla riapertura, è stato un parere sfavorevole alla riattivazione della centrale del Mercure.

Sulla base di queste considerazioni e anche perché credo che ogni scelta politica debba essere suffragata da senso di coerenza, dignità e responsabilità, risulta chiaro che il mio parere, riguardo il progetto di riattivazione della centrale di cui si discute nella Conferenza dei Servizi, è negativo e la mia posizione in merito risulta essere inequivocabile.

Esprimere oggi parere favorevole significherebbe invece autorizzare sul piano politico la direzione dell’Ente ad esprimersi favorevolmente in seno alla Conferenza dei Servizi e significherebbe dare avvio alla realizzazione di quel vecchio progetto di 35 megawatt davvero deleterio per la nostra area protetta. Su questo progetto esprimo il mio totale diniego.

Altra eventuale tipologia progettuale non rappresenta l’oggetto della Conferenza di Servizi convocata dalla Regione Calabria nella quale la Direzione dell’Ente dovrà esprimere il parere”.