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Feb 162017
 

Pittella: va risolto un problema di capienza e efficientemento dei percorsi di diagnosi, ricovero e cura all’interno di tale nosocomio

“Entro fine mese la Stazione unica appaltante della Regione Basilicata pubblicherà il bando di gara per l’affidamento del servizio di progettazione esecutiva propedeutico all’ampliamento dell’ospedale di Lagonegro”.

Lo ha annunciato questa mattina il governatore lucano, Marcello Pittella, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato il sindaco di Lagonegro, Pasquale Mitidieri, il direttore generale della Presidenza della Giunta, Vito Marsico, della Stazione Unica Appaltante, Raffaele Rinaldi, dell’Azienda ospedaliera San Carlo, Rocco Maglietta e dell’Azienda sanitaria del Potentino, Gianni Bochicchio.

“Lo stanziamento complessivo – ha spiegato Pittella – ammonta a 13 milioni di euro. E verrà utilizzato per risolvere un problema di capienza e efficientemento dei percorsi di diagnosi, ricovero e cura all’interno del nosocomio, attraverso la realizzazione di un nuovo padiglione. La Stazione unica appaltante – ha aggiunto – attraverso una gara pubblica affiderà il servizio di progettazione esecutiva per la realizzazione dei nuovi spazi a supporto del vecchio ospedale. Per cui da subito proviamo a decongestionare l’operatività dell’attuale nosocomio, affidando il controllo delle varie fasi progettuali alla direzione strategica di cui fanno parte i vertici della Presidenza della Giunta, della Suab oltre che di Asp e San Carlo di Potenza. Si tratta – ha concluso Pittella – di un importante risultato per Lagonegro e per l’intero territorio”.

Durante l’incontro è emerso, inoltre, che durante la fase di ampliamento sarà comunque assicurata tutta l’attività sanitaria presente attualmente nella struttura. La Stazione unica appaltante ha garantito, infine, priorità assoluta all’indizione dell’espletamento della gara che riguarda una questione di programmazione sanitaria dell’area Sud della regione particolarmente urgente, sensibile ed importante.

lagonegro

Dic 312016
 

Via libera al disegno di legge relativo al riordino del servizio sanitario regionale di Basilicata. Il provvedimento è stato approvato a maggioranza (con 11 voti favorevoli di Pd, Pp, Udc, Psi e Pace del Gm, 4 voti contrari di M5s, Lb-Fdi e Romaniello del Gm e 3 astensioni di Lacorazza e Santarsiero del Pd e di Napoli del Pdl-Fi) dal Consiglio regionale. Il processo di riordino del Servizio sanitario regionale è strettamente connesso all’evoluzione degli scenari sanitari, sociali, economici e normativi che interessano il sistema sanitario nazionale e quello regionale. Scenari che impongono un riposizionamento dell’intero sistema sanitario regionale, in grado di coniugarne la sostenibilità economica con la tutela dei livelli essenziali di assistenza, in una logica di difesa dell’identità regionale e di rispetto delle disposizioni normative vigenti.

Il provvedimento persegue l’obiettivo di uniformare la rete assistenziale regionale ai parametri di sicurezza, efficacia di cura ed efficienza gestionale, stabiliti dal decreto del Ministero della Salute n.70 del 2 aprile 2015 e dalle disposizioni improrogabili in tema di orari di lavoro e di riposo degli operatori sanitari al fine di garantire le condizioni di sostenibilità del sistema in una prospettiva di medio-lungo periodo ed avviare, conseguentemente, una riforma complessiva del Servizio sanitario regionale.

Il nuovo Piano regionale integrato della salute e dei servizi alla persona e alla comunità per il triennio 2018/2020 dovrà essere adottato dalla Giunta regionale entro il 30 giugno 2017 e il Consiglio regionale avrà sei mesi di tempo per approvarlo (entro il 31 dicembre 2017). Il Piano dovrà essere teso ad una riorganizzazione che distingua la committenza della produzione delle prestazioni sanitarie, ponendo in rete tutte le strutture sanitarie pubbliche e private che sono chiamate a soddisfare i bisogni di salute della popolazione regionale. Il testo normativo, inoltre, prevede che le Aziende e gli Enti del Servizio sanitario regionale concorrono a garantire gli obiettivi assistenziali ed operano secondo criteri di efficienza, qualità e sicurezza delle cure, nonché di riduzione dei tempi di attesa per la erogazione delle prestazioni, di efficienza e di centralità del paziente, in una logica di rete regionale.

Previsto lo scorporo degli ospedali di Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri dall’Asp e la contestuale incorporazione degli stessi nell’Azienda ospedaliera regionale “San Carlo” per costituire un’unica struttura ospedaliera articolata in più plessi. I presidi di Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri divengono articolazioni funzionali sul territorio delineando un’organizzazione della rete ospedaliera della provincia di Potenza basata su livelli gerarchici di complessità delle strutture che erogano prestazioni di ricovero a ciclo continuativo e diurno per acuti. L’ospedale di Pescopagano, invece, rimane inglobato all’interno del polo ospedaliero San Carlo di Potenza.

Per quanto riguarda la riorganizzazione funzionale degli ospedali per acuti dell’Asm, il Dea di I livello ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera e il “Giovanni Paolo II” di Policoro, sede di Psa, diventano una unica articolazione ospedaliera per acuti. Per quanto attiene l’Emergenza Urgenza, sempre dal 1 gennaio 2017, sarà coordinata da un’unica cabina di regia, attestata all’Azienda sanitaria locale di Potenza, in grado di assicurare maggiore flessibilità organizzativa e maggiore efficienza all’intero sistema. L’Asp, quindi, assume la competenza esclusiva, sia gestionale che economica ed organizzativa, sul sistema regionale dell’Emergenza Urgenza 118.

I direttori generali delle tre Aziende interessate dal riordino (Asp, Asm e Aor “San Carlo”) sono tenuti ad adeguare l’assetto organizzativo, contabile e ordinamentale delle loro aziende, in conformità agli standard dimensionali, qualitativi e di sostenibilità economico/finanziaria previsti dalle norme vigenti e ad attuare interventi di promozione della produttività e dell’efficienza a garanzia dell’erogazione dei Lea. “L’azienda ospedaliera regionale San Carlo (emendamento Spada approvato dall’Aula) e l’Azienda sanitaria locale di Matera definiscono le modalità di organizzazione e funzionamento dei servizi e delle attività rispettivamente sui plessi di Potenza, Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri per l’Azienda San Carlo e su entrambi i plessi di Matera e Policoro per l’Asm, assicurando, in tal modo, il potenziamento dell’offerta ospedaliera sull’intero territorio regionale e garantendo, altresì, l’uniformità, l’omogeneità e l’appropriatezza dei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali”. Un emendamento di Napoli, approvato dall’Aula, fa riferimento agli articoli 522 e 523 della legge n. 208/2015, che prevedono l’obbligo per gli enti del servizio sanitario di attivare un sistema di monitoraggio delle attività assistenziali erogate e della loro qualità, in coerenza con il programma nazionale di valutazione degli esiti, ed il mancato rispetto di queste disposizioni costituisce illecito disciplinare ed è causa di responsabilità amministrativa del direttore generale e del responsabile per la trasparenza e la prevenzione della corruzione.

Prevista l’istituzione dell’ Osservatorio regionale sui servizi alla persona, che sarà costituito dalla Giunta regionale entro 30 giorni e dovrà esprimere il proprio parere sul nuovo Piano regionale sanitario. Con cadenza trimestrale l’Osservatorio, “insieme ai direttori generali delle Asl” (emendamento Rosa e Cifarelli approvato dall’Aula), dovrà riferire alla Giunta regionale e alla competente Commissione consiliare sull’andamento del riordino del Servizio sanitario regionale. Entro 180 dall’entra in vigore della legge i direttori generali dell’Asp, dell’Asm e dell’Aor “San Carlo” dovranno adottare gli atti deliberativi finalizzati a dare applicazione alle disposizioni del Piano di riordino. Previsto, inoltre, che gli incarichi di direzione dei dipartimenti aziendali decadono con l’approvazione del nuovo Piano sanitario.

Nel dibattito sono intervenuti il presidente della quarta Commissione Bradascio (Pp), che ha illustrato il provvedimento, il presidente della Regione Pittella e i consiglieri Lacorazza, Santarsiero, Polese, Spada, Cifarelli e Robortella (Pd), Romaniello e Pace (Gm), Leggieri (M5s), Napoli (Pdl-Fi) e Rosa (Lb-Fdi).

ospedale

Dic 012016
 

La convenzione, per la collaborazione nell’ambito delle specialità pediatriche, tra la Regione Basilicata, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” è prossima alla scadenza, prevista per il 31 Dicembre prossimo. Da notizie informali, non sembra ci sia la certezza che venga rinnovata o, quanto meno, pare che le Parti interessate ne rimoduleranno i termini e le condizioni.
Sulla scorta di queste informazioni e raccogliendo le preoccupazioni avanzate da alcuni cittadini, abbiamo presentato, al Presidente della Giunta, un’interrogazione a risposta immediata in cui chiediamo informazioni precise su quanto succederà, nell’immediato futuro, ai rapporti di collaborazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’AOR San Carlo.
Ricordiamo che la Regione Basilicata, allo scopo di migliorare l’efficienza e l’economicità del Servizio Sanitario Regionale attraverso lo sviluppo di servizi sanitari pediatrici di eccellenza, nel 2011 ha istituito il “Centro Pediatrico Bambino Gesù” all’interno dell’Azienda Ospedaliera San Carlo, in virtù della convenzione stipulata, ai sensi della DGR n. 1115/2011, tra la Regione Basilicata, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza.
Questa convenzione sarebbe dovuta durare 5 anni, a decorrere dalla data di inizio attività, ma è stata rescissa dalla D.G.R. n. 1651 del 15/12/2015 che, contestualmente, approvava un nuovo schema disciplinante i rapporti di collaborazione nell’ambito delle specialità pediatriche.
I termini di questa nuova convenzione prevedevano il supporto dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù attraverso: a) attività di Screeening Neonatale Esteso delle Malattie Metaboliche; b) attività di consulenza specialistica, previa elaborazione di specifici protocolli approvati dalle rispettive Direzioni Sanitarie; c) attività di formazione presso l’OPBG previa elaborazione di specifici programmi approvati dalle rispettive Direzioni Sanitarie.
Ora apprendiamo che tutto potrebbe mutare nuovamente o, addirittura, che la convenzione potrebbe non essere rinnovata. Lo apprendiamo sotto scadenza e senza che, come sempre accade in questa Regione, nessuno sia veramente informato sullo stato dei fatti. In un comparto così sensibile e delicato, quale le prestazioni sanitarie in ambito pediatrico, riteniamo l’allarme lanciato dai cittadini giustamente motivato.
Cosa succederà ai rapporti di collaborazione tra il l’Ospedale San Carlo di Potenza e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma? Saranno ulteriormente rimodulati dalle parti interessate? E, se sì, come si intende sopperire alle attività e alle prestazioni eventualmente soppresse?
Il Governo regionale ci fornisca risposte precise e tempestive, nel rispetto dei sacrosanti diritti alla salute e all’informazione dei cittadini lucani.
Gianni Rosa, Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale

gianni rosa

Mag 282016
 

Dopo il grande successo di pubblico dell’iniziativa dello scorso novembre, ritorna l’open day per pazienti con psoriasi e artrite psoriasica al San Carlo di Potenza.
“La psoriasi è una dermatosi molto frequente, ne è colpita tra il 5 e il 7% della popolazione, ed è in costante aumento perché è legata alla civiltà del benessere: infatti l’obesità, il fumo, l’alcol, l’inattività agiscono fortemente sul peggioramento della malattia.
La psoriasi può essere accompagnata anche da problemi di artrite, per questo insieme al dermatologo, in occasione dell’open day, ai pazienti sarà data la possibilità di essere visitati anche da un reumatologo”, dichiara il Dottor Angelo Piccirillo, Responsabile della SSD di Dermatologia e MTS.

Nell’ambito delle patologie infiammatorie croniche, la psoriasi rappresenta una patologia inizialmente sottovalutata e occultata, così che il momento della diagnosi viene spesso rimandato: per questo è nato un progetto di sensibilizzazione sul pubblico che prende il via con un open day con visite gratuite all’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza.
Il progetto vuole favorire la diagnosi precoce e mettere il paziente al centro, con i suoi bisogni e la necessità di essere seguito e considerato non solo come malato ma anche come persona.
Durante la visita al Centro sarà offerta la possibilità di una valutazione gratuita completa della patologia e, al fine di poter garantire a ogni singolo paziente l’approccio terapeutico più appropriato alla singola condizione clinica, a seguito della valutazione fatta dal dermatologo sarà possibile avere un consulto specialistico immediato con uno specialista di reumatologia: infatti, alcuni dei sintomi iniziali quali dolori articolari possono essere il segnale dell’insorgere dell’artrite psoriasica.

Per prenotare una visita gratuita
chiamare l’Azienda Ospedaliera San Carlo al numero 0971 613511
lunedì/giovedì dalle 8.30 alle 18.00
venerdì dalle 8.30 alle 14.00

san carlo

Feb 282016
 

Ha un titolo che è tutto un programma. E parole d’ordine bene precise.
Si chiama “AMA, la grande Festa di (Prima)Vera rinascenza dei Valori. I giovani e l’arte di vivere una vita che vale” l’iniziativa che si realizzerà nel weekend tra il 19 e il 21 marzo prossimi e che vede il Comune di Lauria tra i maggiori protagonisti in rappresentanza dei municipi del lagonegrese.

“Territorio, arte, cultura e creatività sono il filo conduttore di un cammino che – spiega il coordinatore del progetto, Tomangelo Cappelli dell’Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Regione Basilicata – rappresenta un viaggio collettivo ed emozionale attraverso le bellezze della nostra terra ma anche una suggestione per un percorso di crescita personale, soprattutto per i nostri ragazzi. Lo faremo con un programma unitario, esteso a tutta la Basilicata, che faccia dei giovani e della scuola i protagonisti assoluti degli eventi”.

Tre i primi appuntamenti dell’iniziativa, inserita nell’ambito del progetto “Vivi una vita che vale” che realizza quanto stabilito in un Protocollo d’intesa tra Regione Basilicata, IN/ARCH Istituto Nazionale di Architettura e MiBACT.
Si parte sabato 19 marzo a Potenza, con la mostra “Bruno Zevi e l’Amore per Matera: l’Armonia dell’Architettura per l’Armonia dei Comportamenti” presso il Ponte Musmeci, già “adottato” da alcune scuole potentine.
Il giorno successivo si fa tappa a Lauria, dove ai partecipanti sarà raccontata l’essenza della città del Beato Lentini dall’alto del Campanile della Chiesa di San Nicola dove si gode di una veduta mozzafiato dell’intero Borgo.
Infine, lunedì 21, si arriva a Matera. Nella città dei Sassi, dopo la presentazione dei risultati e la consegna dei riconoscimenti (con attestati e pergamene) relativi al progetto “Mater@Mythos”, ci sarà la presentazione delle azioni del progetto “Vivi una Vita che Vale” nella programmazione regionale 2014/2020.

Agli eventi, saranno presenti, tra gli altri, allievi e scuole della regione, rappresentanti dell’Istituto Nazionale di Architettura, del MIBACT, di Regione Basilicata, dei Comuni di Matera, Potenza e Lauria, del Miur, del Circolo La Scaletta, della Consulta Giovanile delle Scuole, di ASI-Consorzio Industriale di Potenza, Camera di Commercio e Confesercenti di Matera, Azienda Ospedaliera San Carlo, Club UNESCO Potenza, Parrocchia San Nicola Lauria, Associazione Compagnia dei Leoni.

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Nov 122015
 

Sabato 14 novembre 2015, dalle ore 14:00 alle ore 19:00 l’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza – Divisione di Dermatologia dedica un open day ai pazienti con PSORIASI.

Nell’ambito delle patologie infiammatorie croniche, la psoriasi rappresenta una patologia inizialmente sottovalutata e occultata, così che il momento della diagnosi viene spesso rimandato: per questo è nato un progetto di sensibilizzazione sul pubblico in vista dell’open day con visite gratuite all’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza.

Per prenotare una visita gratuita chiamare l’Azienda Ospedaliera San Carlo al numero 0971 613511 – dalle ore 8,30 alle ore 14,00.

(Gabriella Casiraghi)

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Ott 022014
 

Circa 1 adulto su 5 soffre di dolore lombare cronico (mal di schiena che dura per più di 3
mesi) in circa il 3% degli adulti, il mal di schiena cronico è causato da un’infiammazione e, in
alcuni casi, può richiedere fino a 10 anni per essere diagnosticato correttamente

Il 4 ottobre anche la Basilicata ospiterà la campagna informativa “Non Voltargli La Schiena”, un’iniziativa europea che mira ad accrescere la consapevolezza sul mal di schiena infiammatorio e a ridurre i tempi necessari alla diagnosi.
Con il sostengo dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR), la collaborazione dei maggiori
esperti a livello europeo e il supporto di AbbVie, l’iniziativa arriva anche a Potenza per stimolare tutte le persone che hanno avuto un mal di schiena per più di tre mesi a non sottovalutare i sintomi.
Per questo motivo invitiamo i cittadini di Potenza a recarsi presso il gazebo informativo in Piazza Mario Pagano dalle ore 9 alle ore 19 dove oltre a del materiale informativo avranno a disposizione un medico del Dipartimento di Reumatologia – Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza che risponderà alle loro domande sul mal di schiena cronico e, se necessario, li invierà alla struttura di riferimento per eventuali esami di approfondimento.
All’interno del gazebo sarà inoltre possibile effettuare un test online di controllo dei sintomi utilizzando iPad a disposizione dei cittadini. Volontari dell’Associazione Lucana Malati Reumatici – Onlus (A.Lu.Ma.R.) di Potenza saranno presenti per fornire ulteriori informazioni.
Nella maggior parte dei casi, il mal di schiena cronico è di tipo meccanico, vale a dire è più spesso causato da uno strappo o da una lesione muscolare. In circa il 3% degli adulti, invece, il mal di schiena cronico è causato da un’infiammazione, che deve essere gestita in modo specifico. Ci sono diverse condizioni che possono causare un mal di schiena infiammatorio e, in alcuni casi, possono volerci fino a 10 anni per avere una diagnosi corretta. Questo ritardo nella diagnosi è preoccupante perché, nel tempo, le condizioni che provocano un mal di schiena infiammatorio possono limitare i movimenti e, nei casi più gravi, causare la fusione delle ossa della colonna vertebrale, trasformandosi in qualche forma di spondiloartrite, tra cui la spondiloartrite assiale.
“La spondiloartrite assiale è una patologia sottostimata che necessita di maggiori attenzioni perché viene diagnosticata, di solito, dopo tre/quattro anni dall’insorgenza della lombalgia infiammatoria quando sui radiogrammi del bacino compaiono segni indubbi di infiammazione articolare”, sottolinea il Prof. Ignazio Olivieri, Responsabile del Dipartimento di Reumatologia – Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza.
“Fondamentale per il precoce riconoscimento della malattia è la diagnosi differenziale tra lombalgia
infiammatoria e lombalgia meccanica. Un supporto in questo senso viene dal progetto ‘Non voltargli la
schiena’, un sito Internet in grado di fare informazione di base anche attraverso un questionario online che consente ai pazienti di riconoscere i diversi tipi di lombalgia.”
Il mal di schiena è troppo spesso sottovalutato o addiruttura ignorato dai pazienti, specialmente i più
giovani, con un conseguente ritardo nella diagnosi, fondamentale quindi per una correta e precoce
diagnosi delle malattie reumatiche ‘Non voltare la schiena ai propri sintomi’ grazie anche ai nuovi
strumenti messi a disposizione dall’iniziativa come il test di verifica dei sintomi, disponibile sul sito web Non Voltargli La Schiena (www.nonvoltarglilaschiena.it). Chi soffre di mal di schiena per più di 3 mesi è quindi invitato a fare il test e approfondire l’argomento parlandone con il proprio medico di base.
“È fondamentale capire la patogenesi del mal di schiena, perché quando questo si protrae per lungo
tempo, in genere per più di tre mesi, una buona percentuale può essere dovuta a una patologia tipo
reumatico, per questo motivo bisogna capire le cause o le concause” – afferma Luigi Berardi, Presidente
dell’Associazione Lucana Malati Reumatici – Onlus (A.Lu.Ma.R.) “Se ci sono delle cause certe come una
lombalgia, uno strappo muscolare o il classico colpo della strega, il mal di schiena è di natura meccanica ma quando il sintomo persiste senza una causa certa è necessario intervenire per capire se la patologia è di natura reumatica. Non bisogna lasciare niente di intentato, il mal di schiena infatti incide negativamente sulla vita sociale, affettiva e lavorativa delle persone creando nel tempo gravi difficoltà e disagi.”
Si tratta di un’iniziativa sviluppata in tutta Europa in stretta collaborazione con associazioni nazionali di pazienti e specialisti della schiena. Con il loro contributo l’iniziativa è stata costruita in modo che le persone con mal di schiena abbiano tutta l’attenzione di cui hanno bisogno.

Per maggiori informazioni:
ThinkTank Ufficio Stampa – 02 86465015
Gabriella Casiraghi
gabriella.casiraghi@thinktank-italy.it

volantino Potenza

Apr 022014
 

Domani si inaugura “La stanza di Elisa”: ci sarà anche “La vita in diretta”
Ci saranno anche le telecamere di “La vita in diretta” per raccontare la cerimonia di inaugurazione della “stanza d’Elisa”, cioè la decisione del San Carlo di dedicare a Elisa Claps una delle sale dello spazio protetto del codice rosa, inserito all’interno del Pronto soccorso e riservato alle vittime di violenza.
Una scelta dal forte valore simbolico che rientra nell’operatività del codice rosa: un progetto che il San Carlo ha attivato insieme a Procura, forze dell’ordine e con la rete del volontariato e dell’associazionismo, per garantire un percorso di massima tutela e sostegno alle vittime di violenza senza distinzione di genere o età. Soggetti che, a causa della loro condizione di fragilità, più facilmente possono diventare vittime di violenza. Il codice è assegnato insieme al codice di gravità, da personale addestrato a riconoscere segnali non sempre evidenti o dichiarati di una violenza subita.
Quando è assegnato un Codice Rosa, si attiva il la task force interistituzionale, composta da personale del San Carlo, da rappresentanti della Procura della Repubblica e dalle Forze dell’Ordine. Il gruppo operativo dà cura e sostegno alla vittima, avvia le procedure di indagine per individuare l’autore della violenza e se necessario attiva le strutture territoriali.
L’iniziativa nasce in occasione dell’anniversario del ritrovamento ufficiale, il 17 marzo del 2010, dei resti di Elisa Claps nel sottotetto della chiesa della SS Trinità, che ha spinto Assunta Basentini e Cristiana Coviello autrici del libro “Elisa tra cielo e terra – il romanzo di una storia vera” (L. Pellegrini Editore) a decidere di devolvere i proventi dei diritti di autore all’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, onorando l’impegno preso in occasione della pubblicazione del volume

nell’autunno del 2012. I fondi saranno destinati a finanziare le attività della rete “Codice Rosa”, alla quale le due professioniste del Foro di Potenza già collaborano.
“Ringrazio due volte Cristiana Coviello e Assunta Basentini”, ha commentato il direttore generale Giampiero Maruggi: “per aver deciso di devolvere al codice rosa i proventi del loro bellissimo lavoro su Elisa e ancora per aver lanciato l’idea di lasciare una traccia indelebile di questo connubio tra San Carlo e ‘società civile’. Abbiamo raccolto con entusiasmo la proposta, consapevoli che non si tratta di un ‘gesto riparatore’, perché la ferita che la vicenda della nostra giovane concittadina ha aperto non si rimarginerà mai nel cuore delle tante persone oneste che la piangono, ma di un ‘segno’ e di una risposta concreta, perché ciò che è accaduto non debba mai più accadere e perché all’indifferenza di pochi si sostituisca il monito di tanti”.
L’appuntamento è per il 2 aprile, alle ore 18, nel salone al piano terra della Palazzina degli Uffici. E’ prevista la presenza della famiglia Claps.

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Mar 282014
 

Presso il P.O. di Villa d’Agri U O di Ostetricia e Ginecologia, è possibile raccogliere il sangue del cordone ombelicale (SCO) essendo già attivo il progetto “Donazione Sangue Cordone Ombelicale”, grazie alla collaborazione con l’ Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza e la Banca Nazionale di Raccolta Sangue Cordonale del Policlinico Universitario Umberto I di Roma. Ad oggi il centro di Villa D’Agri ha una adesione al progetto di quasi il 100% da parte delle future mamme, risultando uno dei primi centro del Sud Italia in quando a numerosità di prelievi eseguiti e risultati ottenuti.I futuri genitori possono contattare personalmente il Reparto di Ginecologia ed Ostetricia di Villa d’Agri al n. 0975 312225 per esprimere il proprio desiderio di donare. Sarà cura del personale ostetrico raccogliere il consenso e successivamente al momento del parto raccogliere il SCO ed inviarlo alla Banca di riferimento. Il trapianto delle cellule staminali emopoietiche rappresenta ad oggi la sola possibilità di guarigione per molti pazienti affetti da leucemie ed altre gravi forme di malattie oncoematologiche. Il sangue cordonale rappresenta una preziosa alternativa al midollo osseo essendo ricco di cellule staminali.asp_potenza

Gen 072013
 

Il Consigliere Regionale del Pdl Mariano Pici ha chiesto di conoscere con un interrogazione urgente al Presidente della Giunta regionale “lo stato della procedura relativa al conferimento dell’incarico di Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza e quali azioni il Governo regionale intenda adottare affinchè sia individuato senza ulteriore indugio il responsabile dell’Unità Operativa”.

In premessa il Consigliere del Pdl riferisce che “l’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza con delibera n. 560 del 24 settembre 2010 aveva indetto avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica. In pari data – prosegue Pici – l’Azienda Ospedaliera aveva bandito, altresì, avviso per l’attribuzione degli incarichi di Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia d’Urgenza e di Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare. Gli incarichi di Direttore delle Unità Operative Complesse di Chirurgia d’Urgenza e di Chirurgia Vascolare sono stati conferiti mentre la procedura relativa all’Unità Operativa di Chirurgia Toracica non è stata ancora espletata. L’Unità Operativa di Chirurgia Toracica dell’A.O.R. “San Carlo” – sottolinea il Consigliere – offre le più avanzate procedure tecniche per il trattamento di tutta la patologia toracica d’interesse chirurgico con una particolare esperienza nella gestione dei tumori di polmone, esofago, pleura e della patologia del mediastino. La nomina dei responsabili delle Unità Operative è indispensabile per garantire un’adeguata ed appropriata organizzazione delle strutture e per tutelare l’efficacia assistenziale. E’ necessario pertanto – conclude Pici – procedere senza ulteriore indugio all’attribuzione dell’incarico di Direttore dell’U.O. di Chirurgia Toracica”.

 

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