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giu 232015
 

Nella sala Inguscio della Regione Basilicata è stato presentato il Manuale pratico dedicato ai diabetici tipo 1 per praticare attività fisica in sicurezza. La presentazione del manuale è stata voluta dall’ASP in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche della Persona della Regione Basilicata, realizzato dall’Gruppo di lavoro dell’ASP per le Endocrinopatie dell’età evolutiva con la U.O. di Medicina dello Sport ASP, la Rete Interaziendale di Pediatria della Basilicata e l’Associazione Lucana Diabetici. Durante la presentazione ci sono stati due momenti pratici quella dell’esperienza del diabetico tutor nelle giornate di terapia educazionale e il momento interattivo con i ragazzi e i genitori tenuto dal gruppo di lavoro dell’ASP.
Il diabete giovanile, che colpisce i giovani e i bambini fin dai primissimi anni di vita, non deve impedire ai piccoli pazienti e ai ragazzi che ne sono affetti di praticare uno sport; l’attività fisica, al contrario, ha un valore terapeutico perché tra i tanti benefici che apporta, è stato dimostrato che aiuta a regolare i valori della glicemia e il compenso metabolico. Per fortuna i diabetici che praticano attività sportive sono sempre più numerosi e in qualche caso raggiungono elevati risultati con performance che nulla hanno da invidiare ai loro coetanei non diabetici. Accanto alle motivazioni di ordine fisico vi è anche una motivazione psicologica che induce i giovani insulino-dipendenti ad impegnarsi nello sport; esso, infatti, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, riduce i livelli di ansia e di depressione, accresce la fiducia in sé stessi e la sensazione di poter gestire la malattia. Tuttavia non è assolutamente semplice gestire la terapia durante la pratica sportiva, poichè nel corso di essa possono verificarsi episodi di ipo o iperglicemia anche gravi,
tali da configurare delle vere emergenze cliniche; tali evenienze dipendono da una serie numerosa di fattori che il paziente (e i suoi genitori se si tratta di un bimbo) deve conoscere e saper gestire: il tipo di attività sportiva praticata (aerobica, anaerobica o mista), il livello di intensità dell’attività stessa (leggera, moderata o molto intensa), l’eventuale componente agonistica, il livello glicemico pre esercizio fisico, l’eventuale presenza di corpi chetonici nelle urine, la quantità di insulina iniettata, la supplementazione di carboidrati durante l’attività, la necessità di idratazione prima, durante e dopo l’attività sportiva. Pertanto un diabetico che voglia fare attività sportiva, agonistica o amatoriale, programmata o occasionale, deve conoscere molto bene che tipo di risposta glicemica ci si può aspettare dal tipo di attività sportiva scelta e dall’intensità con cui la si praticherà, quali controlli e quali misure terapeutiche o preventive mettere in atto prima, durante, al termine e anche a distanza di una o più ore dal termine dell’attività; deve conoscere gli sport sconsigliati e per quelli consigliati, deve saper riconoscere le situazioni in cui è prudente astenersi dall’attività fisica, disporre di tutto il materiale (e saperlo usare) che può essere utile per evitare l’insorgenza delle possibili complicanze metaboliche. E’ evidente che la corretta attuazione di queste misure richiede l’erogazione ai pazienti e ai loro familiari di percorsi formativi particolarmente avanzati nell’ottica di consentire anche ai pazienti più piccoli di integrarsi con i coetanei a scuola o nel tempo libero in occasione dei giochi o della pratica sportiva; l’alternativa consisterebbe nella esclusione sociale e nella perdita anche dei benefici clinici che derivano dalla pratica sportiva ovvero dall’esposizione al rischio di eventi ipo o iperglicemici che possono addirittura metterne in pericolo la vita qualora lo sport venisse praticato senza le conoscenze necessarie. Ogni ragazzo diabetico seguito dal nostro gruppo di lavoro è sottoposto ad un percorso educazionale finalizzato alla corretta gestione della terapia in rapporto all’attività fisica onde evitare che questo momento possa trasformarsi in una emergenza metabolica; tuttavia abbiamo ritenuto necessario elaborare anche una sorta di vademecum in grado di ricordare al paziente in ogni momento tutte le necessità per praticare in sicurezza la propria attività sportiva programmata o occasionale, agonistica o no. Il manuale è scaricabile dal sito dell’ASP www.aspbasilicata.it

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nov 092014
 

Un numero crescente di studi ha dimostrato l’importanza di una sana e corretta alimentazione nella prevenzione dei tumori. Secondo l’American Institute for Cancer Research, le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa 3 tumori su 10. Se ne è duscusso sabato 8 novembre a Lauria nel corso del secondo appuntamento della campagna di prevenzione ai tumori femminili, organizzato dal Cif provinciale di Potenza in collaborazione con il Comitato Airc Basilicata. L’evento si svolge in concomitanza con la campagna nazionale dell’Airc “I giorni della Ricerca” per far conoscere i progressi della ricerca sul cancro e sostenere il lavoro dei ricercatori. Anche a Lauria è stato possibile acquistare i “Cioccolatini della ricerca” che saranno accompagnati da una preziosa guida con informazioni utili sulla prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro. Il cioccolato fondente, con il 70 per cento di cacao, è stato inserito dall’American Institute tra i cibi protettivi contro i tumori, perché ricco di flavonoidi e con proprietà antiossidanti. E’ ricchissimo di polifenoli: un solo quadratino di cioccolato nero ne contiene due volte più di un bicchiere di vino rosso e altrettanto di una tazza di tè verde. Scegliere alimenti con proprietà protettive per un’alimentazione sana e svolgere anche una regolare attività fisica sono alcuni dei punti fermi emersi nel corso del primo seminario tenutosi il mese scorso a Lavello e che sono stati approfonditi a Lauria, insieme ai sintomi da non sottovalutare, ai controlli per una diagnosi precoce, ai passi in avanti e ai traguardi ottenuti dalla ricerca con le terapie oncologiche sempre meno invasive. L’appuntamento si è svolto nella Sala Atomium dell’Isis Miraglia. Al convegno, organizzato con il patrocinio della Regione, del Comune di Lauria e dell’Asp, hanno partecipato: Antonella Viceconti (presidente Cif provinciale di Potenza); Vincenzo Fusco, direttore radioterapia Crob di Rionero; Francesco Curzio, ginecologo Asp Lagonegro; Marcello Maggiolini dell’Università della Calabria e ricercatore Airc; Giuseppe Cugno, direttore Asp Potenza; Luigi Bradascio, Presidente IV Commissione regionale Politiche Sociali, Marcello Pittella presidente della Giunta regionale. Ha moderato il dibattito Lucia Serino, direttore del Quotidiano della Basilicata.

La conferenza integrale

ott 022014
 

Calendario degli incontri sulla menopausa.
L’Azienda Sanitaria di Potenza attraverso il Consultorio Familiare di Venosa ha disposto il calendario degli incontri su “Menopausa prima e dopo” tenuti da ginecologi, sociologi, psicologi, ostetriche, assistenti sociali, cardiologi, dietiste, reumatologi, fisioterapisti, gastroenterologi, radiologi-senologi. Gli incontri si terranno nei giorni 6-13-20-25 ottobre 2014 alle ore 16,30 presso l’Auditorium dell’Ospedale di Venosa per informazioni telefonare allo 0972 39297/39298.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI
6.10.2014 ore 16.30
1° INCONTRO
Questionario d’ingresso
Saluti dei Dirigenti Aziendali Responsabile Attivita’Consultoriali
Dott.ssa Battistina Pinto
Presentazione del progetto e
Aspetti Sociologici

Sindrome Climaterica ostetrica – Dott.ssa Gisella De Paolis
La Menopausa
La sessualita’ e terapia sostitutiva ginecologo – Dr.ssa Patrizia Napoli
Aspetti Psicologici psicologo – Dott. Gianfranco Lettini
Musica – video – interviste ostetrica
13.10.2014 ore 16.30
2° INCONTRO
Il Rischio Cardiovascolare cardiologo – Dr.Vincenzo Capogrosso
Screening Regionali del colon gastroenterologa –Dr.ssa Daniela Nigro
Dieta – stile di vita dietista – Dott.ssa M.Chiara Carlucci
20.10.2014 ore 16.30
3° INCONTRO
Osteoporosi reumatologa – Dr. Valeria Panetta
Attività Fisica preventiva
e cura dell’osteoporosi fisioterapista – Di Lucchio M.Luigia
25.10.2014 ore 16.30
4° INCONTRO
Video Autopalpazione del seno ostetrica
Screening Regionali del seno radiologa-senologa Dr.ssa Giuseppina Di Nardo
HPV e Screening Regionali della
cervice uterina ostetrica
Questionario d’uscita

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set 042014
 

“La gestione della terapia in corso di attività fisica” è il tema del corso teorico pratico per ragazzi con diabete giovanile che si terrà il 6 settembre 2014 dalle ore 8,30 presso il Centro Icaro in Località Pantano di Pignola (PZ). Il corso organizzato dal Gruppo di Lavoro ASP per le patologie endocrinometaboliche dell’età evolutiva, il cui Responsabile scientifico è il dott. Giuseppe Citro, con il contributo organizzativo dell’Associazione ALAD-FAND (PZ), dedica ogni anno una giornata ai bambini o adolescenti affetti da diabete mellito seguiti presso l’ASP, e ai loro genitori, per approfondire tematiche specifiche relative alla terapia della loro patologia. Presso il Centro di Diabetologia della ASP al Poliambulatorio Madre Teresa vengono seguiti circa 50 bambini/ragazzi in età evolutiva per i quali il percorso diagnostico terapeutico assistenziale prevede anche dei momenti educativi che riguardano la corretta gestione della terapia in corso di attività fisica; questo ha fatto si che un piccolo paziente (Giammarco Isoldi) in terapia insulinica con microinfusore partecipasse ad una selezione nazionale di un Torneo di calcio Europeo per giovani diabetici (Medtronic Diabetes Junior Cup). Infatti il tema di quest’anno sarà rappresentato dalla gestione della terapia in rapporto all’esigenze dell’attività fisica, programmata o non programmata. Pertanto nella giornata di terapia educazionale di gruppo di quest’anno, si terrà un vero e proprio corso di formazione per implementare la corretta pratica sportiva. I partecipanti saranno circa 40 pazienti (di età compresa tra 4 e 18 anni) e, per i più piccoli, anche i loro genitori, suddivisi in piccoli gruppi affidati ad un diabetico tutor esperto. Dopo una parte teorica tenuta nella mattinata dai medici della ASP dr. Armando Zampino, Rosa Sinisi, Maria Natale e Rossella Primola dovranno nel pomeriggio mettere in pratica quanto appreso impegnandosi in una serie di attività fisiche da loro stessi scelti in precedenza e che vanno dal calcetto, al nuoto, alla pallavolo, al ballo di gruppo, al pattinaggio dimostrando la capacità di gestire la terapia farmacologica e l’alimentazione in rapporto all’attività sportiva scelta evitando l’insorgenza di crisi ipo o iperglicemiche. I piccoli pazienti saranno supportati dal punto di vista dietistico dalle dietiste ASP Vita Salvatore e Maria Teresa Locoro e dal punto di vista infermieristico dagli IP Rocco Grano e Maria Giaculli. Durante la mattinata interverranno il Direttore Generale dell’ASP dott. Mario Marra, il Direttore Sanitario dott. Giuseppe Cugno, il Presidente ALAD-FAND, dott. Antonio Papaleo, il Direttore RiPed Basilicata dott. Michele Salata, l’Assessore regionale alle Politiche della Persona Prof.ssa Flavia Franconi, il Presidente della Giunta regionale dott. Marcello Pittella. Il programma è scaricabile dal sito dell’ASP www.aspbasilicata.it.

Diabete e Sport
del Dott. Giuseppe Citro*
I diabetici che praticano attività sportive sono sempre più numerosi, raggiungendo in qualche caso elevati risultati con performance che nulla hanno da invidiare ai loro coetanei non diabetici.
Accanto alle motivazioni di ordine fisico vi è anche una motivazione psicologica che induce i giovani insulino-dipendenti ad impegnarsi nello sport; esso, infatti, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, riduce i livelli di ansia e di depressione, accresce la fiducia in sé stessi e la sensazione di poter gestire la malattia. Tuttavia non è assolutamente semplice gestire la terapia durante la pratica sportiva, poichè nel corso di essa possono verificarsi episodi di ipo o iperglicemia anche gravi, tali da configurare delle vere emergenze cliniche; tali evenienze dipendono da una serie numerosa di fattori che il paziente (e i suoi genitori se si tratta di un bimbo) devono conoscere e saper gestire: il tipo di attività sportiva praticata (aerobica, anaerobica o mista), il livello di intensità dell’attività stessa (leggera, moderata o molto intensa), l’eventuale componente agonistica, il livello glicemico pre esercizio fisico, l’eventuale presenza di corpi chetonici nelle urine, la quantità di insulina iniettata, la supplementazione di carboidrati durante l’attività, la necessità di idratazione prima, durante e dopo l’attività sportiva. Pertanto un diabetico che voglia fare attività sportiva, agonistica o amatoriale, programmata o occasionale, deve conoscere molto bene che tipo di risposta glicemica ci si può aspettare dal tipo di attività sportiva scelta e dall’intensità con cui la si praticherà, quali controlli e quali misure terapeutiche o preventive mettere in atto prima, durante, al termine e anche a distanza di 1 o più ore dal termine dell’attività; deve conoscere gli sport sconsigliati e per quelli consigliati, deve saper riconoscere le situazioni in cui è prudente astenersi dall’attività fisica, disporre di tutto il materiale (e saperlo usare) che può essere utile per evitare l’insorgenza delle possibili complicanze metaboliche. E’ evidente che la corretta attuazione di queste misure richiede l’erogazione ai pazienti e ai loro familiari di percorsi formativi particolarmente avanzati nell’ottica di consentire anche ai pazienti più piccoli di integrarsi con i coetanei a scuola o nel tempo libero in occasione dei giochi o della pratica sportiva; l’alternativa consisterebbe nella esclusione sociale e nella perdita anche dei benefici clinici che derivano dalla pratica sportiva ovvero dall’esposizione al rischio di eventi ipo o iperglicemici che possono addirittura metterne in pericolo la vita qualora lo sport venisse praticato senza le conoscenze necessarie
*Direttore U.O. Endocrinologia e Diabetologia Poliambulatorio ASP Madre Teresa di Calcutta, responsabile scientifico Gruppo di lavoro ASP per le patologie endocrinometaboliche dell’età evolutiva.

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giu 042014
 

Sempre più spesso nelle società occidentali si tende ad associare l’idea di bellezza a quella di magrezza alimentando così stereotipi e mode sbagliate che conquistano giovani e giovanissimi. Ecco allora che il cibo diventa un’autentica ossessione e il rapporto conflittuale con esso l’anticamera di disturbi e disordini alimentari. E’ stato proprio questo l’argomento del quale si è discusso durante il convegno “La salute nell’età evolutiva: dalla prevenzione delle malattie metaboliche alla diagnosi precoce dei disturbi del comportamento alimentare” (Service del Distretto Lions 108YA) ospitato nell’aula magna dell’Istituto “G. Gasparrini” di Melfi. Dopo i saluti degli organizzatori, Filomena D’Amelio e Rosa Masi, presidenti rispettivamente delle sezioni cittadine della Fidapa e del Lions Club, e del dirigente scolastico dell’IIS “Gasparrini”, Michele Masciale, sono stati i ragazzi a prendere la parola sorprendendo per l’incisività e la meticolosità con cui hanno approfondito una tematica che li coinvolge in prima persona. Riproponendo il format del famoso tg “Medicina 33”, hanno ripercorso le fasi più salienti dell’evoluzione dell’alimentazione: dalla preistoria all’epoca preindustriale, dal boom degli anni ‘60 con l’introduzione dei prodotti industriali sino all’affermazione dei nuovi modelli alimentari, per poi focalizzare l’attenzione sulla società contemporanea caratterizzata da eccessi alimentari e dall’incremento di alcune malattie come diabete, tumori e ipercolesterolemia. L’aspetto più strettamente psicologo e sociale è stato invece approfondito con il contributo della psicologa Giusy Cappa che, dopo aver fornito stime significative su quella che ormai rappresenta una vera e propria piaga sociale, si è soffermata su alcuni dei principali disturbi alimentari. “Tra le patologie più conosciute – ha commentato la dottoressa Cappa – ci sono l’anoressia e la bulimia, entrambe caratterizzate dal rapporto ossessivo con il cibo con conseguenze devastanti sulla salute e nei rapporti interpersonali”. “Ma – ha aggiunto la dottoressa – il fenomeno che preoccupa maggiormente è la dilagante diffusione della drunkorexia, ossia una via di mezzo tra anoressia e l’ubriachezza. Nel nostro Paese se ne stimano 300.000 casi all’anno nella fascia d’età tra i 14 e i 17 anni”.
Strettamente correlato ad un errato stile di vita il diabete e il primato, tutt’altro che invidiabile, della nostra Regione dove si stima la maggiore percentuale di persone affette da questa malattia, silente ma dalle conseguenze nefaste. “Il diabete – ha spiegato l’endocrinologo Armando Zampino – è caratterizzato da un’iperglicemia, ovvero da un eccesso di glucosio nel sangue e tra sintomi più evidenti c’è la poliuria, ovvero la necessità di urinare continuamente e di conseguenza il bisogno di bere molto”. In futuro si prospetta una vera e propria epidemia che non risparmierà la nostra Italia, e allora come prevenirla? “L’adolescenza – ha risposto il dott. Zampino – è un periodo critico in cui si stabilisce il potenziale di obesità di un individuo, per cui è importante incoraggiare i nostri ragazzi a nutrirsi in maniera corretta e a praticare un’adeguata attività fisica”. Dal tavolo dei lavori si è poi passati ai piaceri della tavola. Nel Cortile delle Magnolie infatti, sono state degustate squisite pietanze preparate dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero, dai primi alla frutta, tutte ad equilibrato valore nutrizionale. Un trionfo della dieta mediterranea e una delizia per il palato, senza troppi sensi di colpa.

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mag 252014
 

Nel corso della riunione del Direttivo della ALAD-Fand Basilicata (Associazione Lucana Assistenza Diabetici) si è provveduto ad effettuare alcune cooptazioni ed a ridistribuire gli incarichi.
In particolare le cooptazioni hanno riguardato:
Assunta Fragnito che curerà l’attività dello “Sportello del microinfusore”;
Michele Ricci che opererà presso lo sportello dell’Ospedale San Carlo ed è preposto all’organizzazione;
Gerardo Cicchetti che seguirà l’attività del FQTS, del CSV, del rapporto con l’AVIS e responsabile della sede di Presidenza;
Vengono confermate le restanti responsabilità e precisamente:
Antonio Papaleo, Presidente che curerà i rapporti con le Istituzioni e gli stakeholders;
Nicola Sardone, Vice Presidente, Tesoriere e Volontario presso l’Ospedale San Carlo;
Ferdinando Napoletano, Segretario che curerà la gestione dei siti e del registro dei Soci e i rapporti con l’UNITRE ed altri partners;
Teresa D’Elia, responsabile dell’attività fisica e dei rapporti con l’ANSE;
Elisa Cassano, coordinamento femminile, con particolare attenzione alle madri dei ragazzi con diabete in età evolutiva;
Gianfranco Palese, responsabile della Sezione Giovani, gestione campo scuola e Giornata Mondiale del Diabete, opererà presso il Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta;
Egidio Coluzzi, opererà presso il Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta e collaborerà con Palese;
Carlo Lombardi, opererà presso il presidio sanitario di Muro Lucano.
Il Direttivo ha, inoltre ha affrontato lo “stato dell’arte” della diabetologia in Basilicata e i tanti freni che tuttora insistono per una migliore organizzazione dell’assistenza, a partire dall’implementazione della Legge Regionale 9/2010 e del Piano Nazionale Diabete, già da tempo recepito dall’Esecutivo Regionale, così come la necessaria ripartenza dell’Osservatorio Regionale sul Diabete.
Si è anche riflettuto sull’attività della Associazione e sul rilancio delle iniziative, predisponendo il calendario delle attività per i prossimi mesi.
Il Presidente Papaleo ha informato il Direttivo delle decisioni assunte dall’Assemblea Nazionale di Pesaro, dalla IV Conferenza Nazionale di Diabete Italia di Bologna e, particolarmente, dalle conclusioni cui si è pervenuti con l’incontro recentemente avuto dalle Associazioni dei Pazienti Diabetici con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e che ha riguardato l’autocontrollo nelle persone con Diabete per un buon equilibrio glicemico e finanziario, con un no deciso alla pratica indiscriminata delle gare per l’acquisto dei presidi e per il rispetto della libertà di scelta del paziente, garantendo il massimo della qualità.

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lug 012013
 

A cavallo per sentirsi liberi e abbattere il muro della diversità. E’ stato questo il senso della suggestiva passeggiata che si è snodata tra la natura incontaminata dei boschi e gli scorci più caratteristici di Melfi e delle sue contrade. A salire in sella cavalieri d’eccezione, ovvero i ragazzi ospiti del centro Aias di Melfi che hanno cavalcato con grande disinvoltura e sfilato, tra la curiosità e l’ammirazione dei presenti, con un pizzico di orgoglio fieri delle loro abilità sportive. Il rapporto con il cavallo, animale docile e mansueto, si conferma così un elemento straordinario per poter recuperare il senso del “reale” e la coscienza delle proprie capacità psicomotorie. Lo sanno bene i cavalieri del Centro Ippico Melfese, solida realtà sportiva presieduta da Michele Bagarozza e valido punto di riferimento della zona che, nel promuovere il progetto “Disabili a Cavallo”, hanno organizzato il “15° Viaggio a Cavallo”. All’aria aperta infatti, in spazi verdi che offrono la sensazione di libertà, il disabile vive un’esperienza “normalizzante“, di padronanza di sè, di indipendenza, di riappropriazione fisica e psicologica dell’ambiente circostante. L’attività fisica e, l’equitazione in particolare, diventa così un mezzo privilegiato di sviluppo individuale e di rieducazione per ragazzi così speciali. L’evento, patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Melfi e dalla Provincia di Potenza, si è concluso in un clima gioioso e festoso con la consegna delle targhe e delle medaglie ricordo ai giovani cavalieri. Cerimonia a cui ha partecipato tra gli altri l’Assessore allo Sport, Rosa Masi che ha ricordato il valore riabilitativo riconosciuto all’ippoterapia. “Il contatto con il cavallo unito all’aspetto ludico che questo può assumere – ha commentato l’Assessore Masi – disgrega quell’isolamento in cui si trovano molti ragazzi disabili che hanno difficoltà di comunicazione e scarse possibilità di interazioni sociali. Inoltre il cavallo riesce a sviluppare una relazione con il suo cavaliere diventando per lo stesso una forte spinta motivazionale”. Un contributo importante per la riuscita della manifestazione è stato offerto dall’intero staff del personale e dei collaboratori dell’AIAS di Melfi che, infaticabili e pazienti seguono quotidianamente i ragazzi nelle attività ludiche e ricreative. Preziosa anche la collaborazione del presidente dell’AIAS, Giulio Bagnale, del CRE – Centro Riabilitazione Equestre, del Centro Ippico “La Gabbianella”, dell’Associazione “Ronca Battista” e degli sponsor sempre sensibili a questa iniziativa.

1 Gruppo
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giu 162013
 

La “Passeggiata della salute” , promossa dall’Avis di Lauria in collaborazione con l’associazione “Natura e tradizioni lucane”, vuole sottolineare l’importanza dell’attività fisica intesa non solo come pratica motoria ma soprattutto come veicolo di socializzazione, benessere e prevenzione rispetto a diverse patologie e che uno stile di vita sano è fondamentale anche per poter diventare donatore di sangue e continuare ad esserlo. E’ per questo motivo che abbiamo disegnato un percorso adattato a tutti.

L’evento nasce con l’obiettivo di promuovere stili di vita salubri. Camminare fa bene, in ottima compagnia e all’aria aperta ancora meglio. Tre buoni motivi per partecipare. La passeggiata è estremamente piacevole e priva di qualsiasi difficoltà, quasi tutto il percorso, km. 10 circa, all’ombra. La parola d’ordine “Camminare fa bene: aiuta il fisico e l’umore meglio di una medicina”. Durante il percorso si può visitare la sorgente dell’acqua ferrosa, ammirare bellissimi faggi e per un breve tratto costeggiare il fiume Sinni.

Prima della partenza c’è l’opportunità di effettuare lo screening glicemico e il controllo della pressione arteriosa, controlli effettuati da personale della Croce Rossa e Volontari infermieri Avis.

A metà percorso il gruppo, in un’area attrezza consumerà la colazione a base di prodotti tipici preparati dai bravissimi cuochi dell’associazione.

Al rientro della passeggiata prima di consumare il pranzo il dott. Ferrari Giuseppe Nutrizionista ci parlerà degli alimenti e di una corretta alimentazione.

La giornata sarà allietata dagli StaffOra con canti e Karaoke

4^ Passeggiata della salute

mar 272013
 

E’ stata stilata la graduatoria  relativa all’Avviso Pubblico del 12 Febbraio scorso per l’assegnazione di 32 buoni sport – per un contributo regionale complessivo di 6400 euro –  riservati a minori, anziani e disabili appartenenti a famiglie residenti nel comune di Melfi che versano in condizioni di disagio socio economico. In particolare i voucher, ciascuno del valore di 200 euro, sono stati così ripartiti: 29 ai minori, 2 ai disabili e 1 alla categoria anziani. I buoni  devono essere utilizzati nell’anno 2013.  E’ quanto si legge in una nota dell’Assessorato allo Sport. “Un sostegno  – ha dichiarato l’Assessore allo Sport Rosa Masi – che permetterà a quanti  oggettivamente svantaggiati, di dedicarsi all’attività fisica e motoria che, come tutti sappiamo, è indispensabile per lo sviluppo e l’equilibrio della persona”. L’obiettivo è quello di favorire la pratica dello sport alla base di uno stile di vita corretto. “Ciascun individuo – ha aggiunto l’Assessore Masi – ha il diritto di esprimere tutte le potenzialità collegate alla propria sfera psico-fisica e pertanto ad ognuno deve essere offerta la possibilità e l’opportunità di valorizzarsi anche in questo campo”. Nei prossimi giorni i beneficiari riceveranno una lettera di notifica. Per ritirare il proprio buono sarà sufficiente rivolgersi, muniti della comunicazione, alla dott.ssa Anna Schiavone, dell’Ufficio Sport – ’Area Servizi alla Cittadinanza del Comune di Melfi. In alternativa dopo aver consultato la graduatoria ed essersi accertati di essere tra i beneficiari, sarà possibile ritirare il voucher anche se sprovvisti della lettera. La graduatoria definitiva, stilita in base ai requisiti previsti dalla legge regionale è esposta, e dunque visibile a tutti, nella bacheca dell’Area Servizi alla Cittadinanza del Palazzo di Città.

Foto Masi