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Gen 172019
 

Ricco di notizie ed approfondimenti, l’Eco ti aspetta in edicola al costo di 2 euro. Anche in questo numero sono state evidenziati fatti principali che hanno riguardato il nostro territorio. Grazie all’acquisto del giornale si sostiene anche questo sito e le presenze alle varie iniziative che si svolgono nei paesi documentate dai filmati e dalle interviste video.

Gen 162019
 

A cura dell’Asp di Potenza, della Regione Basilicata, dell’Azienda Santobono Pausillipon e del Comune di Lauria, è stato organizzato il 14 gennaio 2019 presso l’Happy Moments un seminario intenso e ricco di spunti. Significativa è stata la qualità degli esperti e l’apporto delle associazioni di volontariato. Riferimenti importanti sono stati riservati all’Hospice Pediatrico di Lauria che dovrebbe essere operativo nel 2019.


Il contributo delle associazioni e le interviste a Mario Marra e Giovanni Chiarelli

Gen 162019
 

“Condividendo la strategicità di rendere davvero operative le ZES e le Zone logistiche Semplificate, ho lavorato insieme ai Senatori del Movimento ad una proposta di emendamento al decreto legge semplificazioni, che attui in concreto la semplificazione burocratica per queste zone. La proposta è stata presentata e, ora, ne attendiamo la sua approvazione per consentire finalmente alle Zone economiche speciale ed a quelle semplificate di cambiare marcia.” Lo ha detto il ministro per il Sud Barbara Lezzi, rispondendo, durante il question time alla Camera dei Deputati, ad una interrogazione sulle ZES.

“Ho avviato subito un dialogo costante e diretto con le Regioni, che hanno presentato o che stanno per presentare delle proposte di istituzione delle ZES, al fine di garantire che siano messe in atto concrete strategie di sviluppo del tessuto imprenditoriale coinvolto nelle diverse zone economiche.”

Illustrando lo stato di avanzamento delle Zone Economiche Speciali nelle varie Regioni, il ministro ha ricordato che “sono state istituite le prime due Zone economiche speciali nella Regione Campania e nella Regione Calabria, che nelle scorse settimane hanno completato l’iter di istituzione, grazie alla nomina dei componenti dei rispettivi Comitati di indirizzo. Inoltre, è in via di definizione la richiesta di istituzione della ZES Ionica (interregionale) Puglia – Basilicata, mentre è all’esame degli Uffici competenti del Ministero dell’Economia e delle finanze e del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il Piano di sviluppo della ZES Sardegna. Segnalo, inoltre, che anche le Regioni Abruzzo e Molise stanno ultimando la stesura del Piano. La posizione del governo – ha concluso Lezzi – è proprio quella di favorire una politica volta a superare gli ostacoli e le numerose criticità che, fino ad oggi, hanno rallentato l’operatività di queste aree che rappresentano un’occasione di crescita e sviluppo per il nostro territorio.”

Gen 162019
 

La FP CGIL Potenza valuta positivamente e condivide l’ accordo sottoscritto l’11 gennaio da CGIL CISL e UIL Basilicata nonché da FP CGIL e FP CISL Basilicata nel quale è stato sancito il fondamentale e inderogabile principio del superamento del lavoro in somministrazione fino ad oggi massivamente utilizzato in Arpab nello svolgimento delle delicate funzioni e attività connesse al Masterplan.

Sin da subito la FP CGIL aveva evidenziato la non compatibilità di tali funzioni con il lavoro svolto in somministrazione, sottolineando che seppur in presenza di una limitata capacità assunzionale, il rimedio sostitutivo non poteva certo essere il ricorso al lavoro interinale che, oltre ad essere una procedura di reclutamento al di fuori dei principi di trasparenza e selettività che regolano le procedure concorsuali, pone in una condizione di precarietà e debolezza i lavoratori. Non a caso il testo unico sul pubblico impiego ne ammette l’utilizzo esclusivamente per rispondere ad esigenze di carattere temporaneo o eccezionale.

Nella convinzione che il ricorso a forme di lavoro interinale non può essere una soluzione a carenze strutturali dell’ente abbiamo da sempre chiesto e sollecitato di dare corso a procedure concorsuali.

L’accordo sottoscritto in Regione, sul quale hanno espresso condivisione nella odierna delegazione trattante la FP CGIL e la RSU CGIL, va esattamente in questa direzione in quanto consente la sostituzione del lavoro interinale con la più appropriata formula del contratto a tempo determinato, previo espletamento delle relative procedure concorsuali ai sensi del DPR 220/2001. Selezioni dunque aperte, trasparenti e conformi ai principi sanciti dalla normativa sul reclutamento di personale nella pubblica amministrazione a garanzia dell’ autonomia e della terzietà degli stessi lavoratori nello svolgimento delle loro attività.

È indubbio, infatti, che, a differenza del contratto in somministrazione, il contratto a tempo determinato alle dirette dipendenze dell’ente pubblico è la sola forma contrattuale che consente il pieno, autonomo e legittimo svolgimento delle funzioni che tale personale è chiamato a svolgere, in primis controlli, ispezioni e monitoraggi ambientali nonchè attività laboratoristiche e di accreditamento dei laboratori, attività che dovranno trovare priorità tra quelle declinate nel Masterplan.

La scelta di aderire alla possibilità di derogare al tetto del 20%, scelta espressamente prevista dal CCNL del comparto sanità 2016-2018, è pertanto subordinata all’effettivo azzeramento del lavoro interinale attraverso la sua sostituzione con i contratti a tempo determinato ed ha carattere temporaneo, in quanto legata all’espletamento delle procedure concorsuali e selettive per l’attivazione dei suddetti contratti nel periodo massimo di 60 giorni.

L’accordo sottoscritto l’ 11 gennaio segna un importante passo in avanti nella qualità del lavoro flessibile all’interno dell’ARPAB, sancendo il superamento del lavoro interinale e delle forme e modalità di assunzione discrezionali nella p.a. e riportando nell’alveo della trasparenza le relative procedure a garanzia di autonomia e terzietà nello svolgimento delle funzioni che l’ente è deputato a svolgere.

Gen 092019
 

“Registriamo con soddisfazione la convergenza di Cgil e Uil sulla posizione espressa nei giorni scorsi dalla Cisl sulla vicenda degli interinali Arpab e confidiamo che si possa sviluppare un’incisiva azione unitaria per dare stabilità ai lavoratori e alle attività dell’agenzia”. Lo dice il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, che chiede all’Arpab “l’avvio del confronto con le organizzazioni sindacali per superare l’attuale condizione di precarietà del masterplan e impostare un percorso concorsuale per inserire, secondo criteri di trasparenza e merito, le professionalità del masterplan nella pianta organica dell’ente in ragione delle aumentate esigenze di monitoraggio ambientale dei territori interessati dalle estrazioni petrolifere. L’obiettivo strategico è rendere l’agenzia pienamente operativa dal punto di vista delle risorse umane e della dotazione tecnologica e in grado di svolgere con la necessaria autorevolezza e indipendenza la propria mission istituzionale a tutela della salute dei cittadini lucani”.

Gen 012019
 

In una Casa Cava gremita di gente, è stato presentato Venerdì 28 dicembre 2018 a Matera il dossier con le
linee guida per una nuova stagione di politiche giovanili da attuare in Basilicata per la stagione 2019-2027.
Presenti molti giovani accorsi da diversi Comuni della Basilicata, giovani rientrati dalle università fuori sede
per le vacanze natalizie, esperti che operano nei settori dell’educazione e dell’orientamento, responsabili
del Terzo Settore e del mondo imprenditoriale e molti curiosi giunti anche da fuori Regione.
A cosa serve il dossier?
Grazie a Generazione Lucana, la Basilicata si sta muovendo in anticipo per attuare le direttive europee in
materia di politiche giovanili per il periodo 2019-2027. Molte iniziative descritte nel dossier si possono
attuare senza l’avvallo o l’ausilio della politica: “confidiamo che la Regione saprà recepire le nostre
indicazioni e recuperare gli enormi ritardi accumulati negli ultimi 10 anni, che hanno portato la Basilicata ai
dati negativi storici in materia di spopolamento giovanile e presenza di NEET, ossia i giovani inattivi fuori dal
mondo della scuola e dal lavoro”.
Quali contenuti sono descritti?
Il dossier è in parte una fotografia della Basilicata in materia di giovani, educazione, lavoro, imprenditoria,
attivismo civico, cura dei beni comuni e molto altro.
“In oltre 150 pagine, abbiamo cercato di spiegare la storia è la situazione attuale delle misure attivare per i
giovani in Basilicata, in Italia e in Europa negli ultimi anni, approfondendo il richiamo della Commissione
Europea su come le amministrazioni locali e regionali devono comportarsi nei confronti dei giovani nei
prossimi anni, ma soprattutto il ruolo attivo che questi ultimi devono assumere nei confronti della Pubblica
Amministrazione.
Quali proposte contiene il dossier?
È urgente far partire una nuova stagione di politiche giovanili mela nostra Regione, per rispondere alle
numerose problematiche che affliggono i giovani lucani (in sede e fuori sede).
Nel dossier abbiamo racchiuso quattro grandi proposte di Generazione Lucana per cominciare un processo
di innovazione sociale: la scuola lucana 3.0, il rinnovo del Forum regionale con la creazione del consiglio
regionale dei giovani, la ZEG (Zona Economica Giovanile) e la nascita della rete dei cervelli lucani.
Come ha risposto la politica?
Dalla serata del 28 è emerso un dato evidente: la politica è parecchio distratta in un momento storico come
questo, forse ha altre priorità che non riguardano le nuove generazioni lucane. “Siamo comunque
soddisfatti della presenza di due assessori regionali all’incontro. Ci aspettavamo di avere i candidati
presidenti che già da diversi mesi stanno facendo campagna elettorale e ci aspettavamo sindaci e assessori
alle politiche giovanili della Basilicata. Registriamo un’ assenza dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni
lucane”. Al contrario, ci sono stati dei rappresentanti responsabili delle politiche giovanili in Puglia, che
hanno partecipato all’evento lucano, segno di interesse e curiosità circa il lavoro prodotto dal
team Generazione Lucana.
Il dossier è completamente scaricabile gratuitamente dal sito www.generazionelucana.it
Maggiori informazioni le trovate sulla pagina facebook @Generazionelucana

Gen 012019
 

Basta rappresentazioni falsate. Inaccettabile l’uso strumentale dei lavoratori per far leva sul sindacato al fine di legittimare situazioni precostituite di dubbia rispondenza alle norme.

È singolare che il direttore generale dell’Arpab tanto “solerte” nel prorogare i contratti in somministrazione in scadenza già a luglio, e da ultimo nel mese di settembre, si sia ricordato solo il 20 dicembre di sottoporre alle organizzazioni sindacali, in sede di delegazione trattante, la questione dei lavoratori interinali dell’Arpab in virtù del ben noto Masterplan, chiedendo di sottoscrivere una deroga al tetto percentuale del 20% sul personale in servizio, previsto dal vigente contratto collettivo nazionale del lavoro per il ricorso al lavoro in somministrazione.

Sul punto la Cgil si è espressa in questi anni evidenziando che, in presenza di una limitata capacità assunzionale, il rimedio sostitutivo non può certo essere il ricorso al lavoro interinale che, oltre ad essere una procedura di reclutamento del tutto discrezionale e dunque al di fuori dei principi di trasparenza e selettività che regolano le procedure concorsuali, pone in una condizione di precarietà e debolezza chi opera con questa tipologia contrattuale.

D’altronde la necessità di garantire procedure selettive, oltre che per la ricerca delle migliori competenze, diventa garanzia di autonomia e di terzietà del personale, elemento fondamentale per la tipologia di attività svolte dall’ Agenzia e per le delicate funzioni ad essa attribuite.

Il masterplan, con i suoi 34 milioni di euro, ha rappresentato e rappresenta certamente uno strumento utile, ma non può essere sostitutivo di un’azione ordinaria che dovrebbe partire dal miglior ed efficiente impiego delle forze in campo e dall’utilizzo immediato dello spazio assunzionale disponibile per acquisire le figure professionali necessarie in materia di controlli e di analisi di matrici ambientali.

Nè è immaginabile che le attività istituzionali dell’Arpab vengano assicurate con i fondi comunitari, che sono fondi limitati nel tempo, e con contratti di lavoro che di per se hanno il carattere della temporaneità .

A fronte di un sistema costruito nel tempo in piena solitudine da parte del direttore dell’Arpab, fa davvero specie che oggi questi provi a ribaltare sulle organizzazioni sindacali la responsabilità di situazioni scaturite solo ed esclusivamente dal suo operato, a tratti discutibile.

Si è volutamente costruita una situazione di precarietà per poi cercare forme per legittimarne modalità e procedura ed ora si prova ad utilizzare i lavoratori per sanare precedenti violazioni imputabili solo ed esclusivamente al direttore generale.

Il sindacato ha chiesto trasparenza e rispetto delle regole e se oggi ci ritroviamo a discutere dei 58 lavoratori assunti con contratto di somministrazione vuol dire che tutte le perplessità e le critiche all’epoca espresse erano fondate e che ci avevamo visto giusto sulle problematiche che sarebbero derivate dalla scelta di ricorso al lavoro interinale. ponga fine a questo rimpallo e distorto uso dei lavoratori, si costruiscano azioni di programmazione nelle funzioni e compiti che deve svolgere l’agenzia e si bandiscano i possibili concorsi nel rispetto delle regole che sovrintendono l’accesso al lavoro pubblico valorizzando anche l’attività lavorativa fino ad oggi prestata.

Nel frattempo il direttore dell’Arpab spieghi ai 10 lavoratori il cui contratto non ritiene di poter prorogare come mai ad ottobre ha attivato altri sei contratti in somministrazione e a settembre ne ha prorogati altri cinque in scadenza.

Bene farebbe Iannicelli a dismettere i panni del rappresentante dei lavoratori somministrati nel maldestro tentativo di essere unicamente il “rappresentante sindacale” di se stesso.

Segretaria generale Fp Cgil
Giuliana Pia Scarano

Dic 182018
 

Ricco di notizie ed approfondimenti, l’Eco ti aspetta in edicola al costo di 2 euro. Anche in questo numero sono state evidenziati fatti principali che hanno riguardato il nostro territorio. Grazie all’acquisto del giornale si sostiene anche questo sito e le presenze alle varie iniziative che si svolgono nei paesi documentate dai filmati e dalle interviste video.

Dic 032018
 

On. Liuzzi….
…… È a lei che scriviamo,
siamo mamme libere che urlano da tempo giustizia per la propria terra e di conseguenza per la salute!
Lei forse non lo sa, ma qui si muore!…
…. si!… si muore d’infarto, di cancro, di leucemia, bambini malati ogni giorno!
Non siamo dei tecnici, siamo semplici mamme, che le chiedono semplicemente, perché le è venuto in
mente di pretendere soldi in più dalle aziende petrolifere? Serve a ridurre l’inquinamento? Serve a non far
ammalare più i nostri figli, a non far vivere ad un bambino, l’ultimo respiro, della propria mamma, rubato
dal cancro? A non vivere col terrore che il proprio marito muoia d’infarto?
Ma poi, questa iniziativa, che vuole adottare con il suo emendamento, deve essere supportata da uno
straccio di studio, che dimostri quale saranno le ricadute per le compagnie petrolifere ed i benefici per un
territorio martoriato da devastazione , malati e morti. Ce l’ha questa relazione, o è un modo per farci
morire prima? Ci dica, continueranno ad inquinare pagando di più, o cesseranno i disastri in atto?
Bonificheranno la Basilicata dai veleni che hanno sparso in questi ultimi decenni nelle nostre amate Terre?
Abbiamo bisogno di incontri pubblici, assieme ai suoi sodali di partito, compreso il ministro Costa che ci ha
promesso di non lasciarci sole, per affrontare le infinite crisi ambientali, sociali, dell’agricoltura e del
turismo nel metapontino. Una legislazione l’ha già conclusa ma non la conosciamo di persona, come non
abbiamo avuto il piacere di confrontarci con gli altri parlamentari 5 Stelle eletti, a parte le “comparsate”
strettamente elettorali. Prende i voti, e la trasparenza tanto “sbandierata” fino alla nausea, va a farsi
benedire, onorevole Liuzzi? Avete il coraggio di guardare negli occhi i vostri elettori o volete trascorrere in
questa maniera indecorosa altri 5 anni di mandato a spese nostre? Vi aspettiamo tutti, portavoce Liuzzi,
però dovete venire a prendere la voce per portarla in parlamento ed al Governo.
Ci dica! Ci risponda! A cosa serve questo emendamento? A noi cittadini, sicuramente, non interessa! A noi
interessa VIVERE!
Lei dichiarava, prima di essere eletta NO AL PETROLIO, ci sono anche dei video, è stata votata per questo!
Era dalla parte del cittadino, adesso, cosa vuole fare? Noi mamme cosa dovremmo fare? Ci volete far
perdere la speranza?! Così facendo, non siete diversi dai precedenti governi, ma dimostrate di essere la
solita forza politica VOLTAGGABBANA che tradisce il proprio popolo per interessi più grandi, vogliamo
risposte, vogliamo che continui a lottare insieme a noi, per il bene DELLA SUA TERRA E DEI SUOI
CONCITTADINI!! L’unico modo per essere dalla nostra parte è dire NO AL PETROLIO! NO AL
L’INQUINAMENTO di una terra meravigliosa e unica, di tutto il pianeta: ed è la nostra, anche la sua,
BASILICATA…
Altrimenti, si ricordi che ogni morto, bambino, padre, madre, saranno morti a causa sua/vostra, perché è
rimasta a guardare, anzi, avrà contribuito a far aumentare i morti dell’inquinamento! Anche con l’art 41 del
decreto Genova! Questo modo di agire, ci ricorda qualcuno! (“infilare”, un “articoletto” in un decreto che
non ha nulla a che vedere con il petrolio, per farlo passare inosservato) e chiedendo un pagamento
ingiustificato per poter continuare ad inquinare indisturbati il NOSTRO FUTURO!…e far riempire le casse
dello stato sulla vita delle persone! “Suona” male onorevole Liuzzi. È proprio disumano ciò che state
proponendo! Ciò che avete votato (art 41), speriamo, che si ravveda e continui a sostenere quello che
annunciava e la disgustava prima delle sue elezioni!
È il coro disperato di Mamme che non vogliono far politica, e non vogliono attaccare personalmente
nessuno, ma si oppongono al SISTEMA, quando, quest’ultimo minaccia la salute e il territorio, dove
vogliono continuare a crescere i propri figli con il semplice, ma tanto raro:
DIRITTO ALLA VITA!
Con molto rammarico e delusione (sempre pronte a ricredersi), aspettiamo sue notizie, per un incontro e
discutere tutti i punti suddetti.
MAMME LIBERE (per la tutela dei figli)
Policoro