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Mag 082018
 

“Lo avevamo annunciato già nell’ottobre scorso, a consuntivo della prima annualità del progetto ‘Comuninmare’, che i dati sulle acque di Balneazione della Costa lucana erano di ottima qualità ed eravamo fiduciosi sulla possibilità di ottenere la bandiera blu anche in altri comuni oltre quelli già insigniti con tale riconoscimento.”

É quanto afferma l’assessore all’Ambiente ed energia Francesco Pietrantuono.

L’assessore Pietrantuono si complimenta con i comuni di Bernalda e Nova Siri per il risultato ottenuto, oltre che Maratea e Policoro per aver saputo confermare gli standard di eccellenza della bandiera blu affermando che “rafforzeremo ogni azione utile affinché anche gli altri comuni della costa ionica possano ottenere analogo riconoscimento”.

“Un particolare ringraziamento – afferma Pietrantuono – va alla Fondazione Osservatorio Ambientale Regionale della Basilicata per il lavoro svolto con il progetto ‘Comuninmare’. I risultati del progetto avevano già evidenziato che Le acque costiere lucane risultano essere posizionate tra il buono e l’eccellente confermando la loro ottima qualità ai fini della balneabilità.

È in corso la seconda annualità del progetto che come condiviso con Arpab, Arma dei Carabinieri, Dipartimento Salute Regione Basilicata, Ministero della Salute, estenderà le analisi anche alle acque interne.

Un passo di straordinaria importanza che potrebbe arricchirsi nel prossimo anno dell’importante riconoscimento della bandiera blu anche per I restanti comuni della costa ionica.

Analogamente a quanto fatto per la certificazione della qualità ambientale delle località rivierasche per l’ottenimento della bandiera blu, è intenzione dell’Assessorato porre in essere azioni in grado di rafforzare la collaborazione con la FEE (Foundation for Environmental Education) per la certificazione anche delle aree interne attraverso le “Spighe verdi”.

Apr 252018
 

Ecco quanto ha dichiarato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianni Rosa: “Pittella non si è mai speso per rendere efficiente il sistema di monitoraggio e, oggi, fa finta di interessarsene. Quindi, quale migliore strumento per procrastinare la ricerca di responsabilità di una bella ed inutile commissione d’inchiesta?

Quando c’è un’emergenza, uno scandalo, la politica disattenta istituisce una commissione. È il risultato del fatto che avendo dormito negli anni, d’un tratto ci si sveglia e si immagina di poter fare tutto quello che non si è fatto precedentemente. Ed ecco che si istituisce una commissione.

La questione del divieto dell’uso di acqua potabile in diversi comuni del metapontino, che ha procurato allarme e forti disagi alla popolazione, è l’ennesima riprova di un sistema regionale di monitoraggio che non funziona. Un sistema che Pittella, in quattro anni e mezzo di legislatura, non solo non è riuscito a correggere ma che ha trasformato in uno stato emergenziale continuo.

In un rimpallo di responsabilità, Arpab, Asm e Acquedotto Lucano continuano a discutere rivendicando la bontà delle proprie analisi che, di fatto, hanno mostrato risultati contrastanti. Tre Enti, tutti predisposti al controllo e al monitoraggio, tutti e tre in capo alla Regione e che non riescono a dialogare tra di loro. E’ una situazione drammatica e paradossale, ancora più grave dello stesso episodio di sforamento dei valori soglia di trialometani nell’acqua.

È più grave perché ci dà la misura di quanto, in caso di incidente, può essere alto il conto di questa approssimazione. È come dire: se ci dovessimo ammalare non abbiamo idea del medico a cui rivolgerci.

E, in tutto questo, Pittella, per rassicurarci, afferma che istituirà “…una commissione di indagine per capire l’origine della discrepanza dei dati del monitoraggio, per accertare se ci sono responsabilità ed adottare le azioni conseguenti…”.

Ma quante commissioni d’indagine devono essere ancora istituite per avere delle risposte credibili? E a che scopo se, dopo anni, dopo inchieste e interventi della Magistratura, dopo annunciati e conclamati disastri ambientali o sanitari, come in questo caso, dopo un imponente e ‘rivoluzionario’ Masterplan, l’affidabilità e la credibilità degli Enti predisposti al monitoraggio e alla salvaguardia della salute pubblica sono al minimo storico?

Hanno provato a stravolgere tutto per non cambiare nulla. Senza mai toccare dirigenti e funzionari, senza mai intaccare la consolidata filiera del clientelismo. Solo la fine della legislatura, ormai, può rappresentare l’inizio del vero cambiamento”.

Apr 242018
 

Il Presidente della Regione, Marcello Pittella, ha incontrato i sindaci dei comuni del metapontino per illustrare gli esiti della riunione avvenuta ieri con gli enti preposti al monitoraggio e l’indirizzo consegnato loro.
“Ho la ferma intenzione di istituire una commissione di indagine per capire l’origine della discrepanza dei dati del monitoraggio. Voglio sapere se ci sono responsabilità ed adottare le azioni conseguenti”. Lo ha detto il Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, a margine dell’incontro svoltosi questa mattina in Sala Verrastro a Potenza, con i sindaci dei comuni del metapontino dove vige il divieto d’uso dell’acqua potabile a seguito della rilevazione del superamento dei valori di trialometani dei giorni scorsi. All’incontro erano presenti i primi cittadini dei comuni di Policoro, Bernalda, Scanzano Jonico, Nova Siri e l’assessore del comune di Pisticci.

Il Presidente ha illustrato quanto ieri è emerso dall’incontro avuto con Arpab, Asm ed Acquedotto Lucano, ossia gli enti preposti al controllo ed al monitoraggio. In particolare ha riferito che è fase di ultimazione la pulizia dei serbatoi e che le analisi effettuate nella giornata di ieri rilevano valori sotto la soglia di riferimento. Pittella ha spiegato che nelle prossime ore perverranno gli esiti degli ulteriori campionamenti che andranno a completare il quadro di riferimento sulla base del quale i sindaci, dopo comunicazione degli enti preposti, potranno revocare le ordinanze e ripristinare l’erogazione dell’acqua.

“Non ho intenzione, come pure da qualcuno chiesto, di chiedere nessuna deroga al limite di 30 per i trialometani” ha inoltre precisato il Presidente nel corso dei due incontri, in merito al tema della soglia di ‘tollerabilità’, fissata a 100 per l’Europa e a 90 per la Puglia, regione dove viene erogata la stessa acqua potabile utilizzata dai comuni della fascia jonica. “Finché ci sono io, non farò nessuna richiesta – ha aggiunto il governatore – Non serve lo specchietto per le allodole ma la certezza della qualità della nostra acqua.”

Il governatore ha infine manifestato la volontà di incontrare nuovamente i sindaci per comunicare loro con puntualità quanto emergerà dalle azioni messe in campo, al fine di dare una corretta informazione ai cittadini e conferire loro la tranquillità “che – ha detto Pittella – è assolutamente doverosa”.

Apr 232018
 

Il Comune di Pisticci pubblica i risultati delle analisi autonome effettuate sull’acqua potabile di
Pisticci e Marconia, in seguito ai campionamenti dello scorso venerdì presso le fontane pubbliche di
Piazza San Rocco e Piazza Elettra: “Viste le notizie di questi giorni e le ordinanze dei Comuni
limitrofi relativamente al divieto di uso di acqua per fini potabili e di cottura, pur non avendo avuto
nessuna segnalazione di criticità da parte di ARPAB e Acquedotto Lucano, l’Amministrazione
Comunale di Pisticci ha voluto effettuare analisi autonome per tranquillizzare la cittadinanza e
verificare la presenza di trialometani nell’acqua potabile del nostro territorio – commenta
l’Assessore all’Ambiente Salvatore De Angelis – I risultati ci confortano e permettono di
tranquillizzare la cittadinanza sull’utilizzo dell’acqua: a Pisticci, infatti, il valore dei trialometani è
di 3,50 microgrammi/l, mentre a Marconia è di 9,40 microgrammi/l, valori sono ben al di sotto del
limite stabilito dalla legge di 30 microgrammi/l, per cui non si riscontrano criticità. Ci auguriamo
che la problematica possa essere risolta nel breve tempo possibile nei Comuni limitrofi: da parte
nostra, continueremo a vigilare e a tenere alta la guardia su una tematica importantissima per il
Metapontino”.
I risultati delle analisi sono consultabili sul sito del Comune di Pisticci al seguente link
http://www.comune.pisticci.mt.it/cms/ufficio-stampa/85-generici/1554-analisi-acqua-potabile-sulterritorio-
comunale-ecco-i-risultati.html?format=html&lang=it

Apr 202018
 

Lo dichiara il consigliere di minoranza del Comune di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello.
“In questi ultimi giorni si è assistito ad un vero e prorio teatro del paradosso:
Si inizia con la città di Policoro, quando il sindaco emana, a puro scopo precauzionale, il divieto di utilizzare l’acqua per uso potabile.
Non c’è da preoccuparsi, dicono le istituzioni preposte ossia Comune e Acquedotto lucano, il caso è circoscritto solo a Policoro. Mense aperte dunque, si preparano i cibi a Nova Siri. Il giorno dopo, però è la volta di Nova Siri ad emanere l’ordinanza, il giorno dopo ancora a Scanzano Jonico ed ora a Bernalda. Quale sarà il prossimo comune colpito dal domino “Acqua non potabile”?”

Ed eccolo il paradosso: i sindaci continuano ad emanare le ordinanza di divieto, mentre Acquedotto lucano pubblica le sue analisi che risultano perfette senza alcun valore in eccesso.

L’Arpab effettua anch’essa le analisi ma il risultato degli ormai famossisimi trialometani risulta essere superiore della soglia. Esattamente 40 mentre la soglia è 30.”

Stessa acqua, enti diversi, risultati diversi.

“Chi ha ragione? Cosa succede? Possiamo stare tranquilli oppure dobbiamo preoccuparci? Perchè se Acquedotto lucano tranquilizza, la situazione si allarga a macchia d’olio?”

Credo – continua Cariello – che qualcosa non abbia funzionato e che si ora di fornire le esatte informazioni ai cittadini del metapontino che ormai non sanno più a cosa credere.

La situazione è stata gestita a mio modesto parere nel peggior modo possibile lasciando che il panico si iniettasse nelle famiglie e che la notizia si alargasse anche essa a macchia d’oilo provocando ovviamente danni anche di immagine al nostro terriotrio che prorio adesso vive uno dei momenti più difficili della sua storia.

Con la stagione estiva ormai alle porte, queste sitauzioni di criticità , vanno gestite in maniera impeccabile, sia per tranquilizzare i cittadini sia per non creare allarmismi, ma purtroppo devo constatare che siamo ormai in balia di una confusione che genera solo altra confusione.

Una volte per tutte – conclude Cariello – venga convocato un incontro con tutte le Istituzioni preposte affinchè la reale situazione venga descritta in modo chiaro ed inequivocabile fornendo ai cittadini tutte le risposte che essi hanno il diritto di avere.”

Mar 102018
 

In una nota il sindaco di Tortora Pasquale Lamboglia interviene su San Sago: “La querelle tra il Settore Ambiente della Regione Calabria e la ditta Ecologica 2008 Srl, che gestisce l’impianto per il “trattamento di rifiuti pericolosi e non”, ubicato in località San Sago del Comune di Tortora, si trasferisce al Tar Catanzaro.
In data 21.02.2018, infatti, i titolari dell’impianto suddetto hanno presentato, presso Tribunale Amministrativo Regionale di Catanzaro, un ricorso per chiedere e ottenere l’annullamento dei provvedimenti con i quali la Regione Calabria ha disposto al gestore di sottoporre l’impianto alla “Valutazione di Incidenza Ambientale”, prima della sua riattivazione, attesa la sua vicinanza al “sito d’importanza comunitaria” denominato “Valle Noce”.
Avverso tale ricorso, si è costituito anche il Comune di Tortora, nella sua qualità di controinteressato, affinché i provvedimenti suddetti non vengano annullati. Nelle proprie memorie difensive, il Comune di Tortora, dopo avere ricostruito l’iter logico, che negli oltre due anni di interlocuzioni tra gli Enti coinvolti, compreso il Ministero dell’Ambiente, e il soggetto gestore, ha portato all’adozione dei provvedimenti oggi impugnati, ha illustrato le
motivazioni che, in fatto e in diritto, impongono di sottoporre l’impianto a “Valutazione di Incidenza Ambientale”, e che addirittura renderebbe opportuna una revisione totale di tutte le autorizzazioni rilasciate per l’esercizio dell’attività in essere. Intanto, però, San Sago continua a essere una “terra di nessuno”, dove una ditta continua a operare
nonostante i divieti, come “denunciato” anche dai tecnici dell’Arpacal, a seguito di un sopralluogo
congiunto, compiuto in data 28/02/2018 insieme al comando della Polizia Locale di Tortora”.

Gen 082018
 

Il governatore della Basilicata ha tenuto oggi la conferenza stampa per fare un bilancio sui traguardi raggiunti lo scorso anno dall’amministrazione regionale, suddividendo le azioni in tre ambiti di intervento: Investimenti, Sanità, Ambiente.

“Rispetto al passato non vogliamo declinare numeri ed elenchi di attività svolte, ma intendiamo rappresentare una produzione programmatoria seguita da azioni amministrative, ponendo all’attenzione tre ambiti di intervento interdipartimentali: gli investimenti, la sanità e l’Ambiente”.

Lo ho detto oggi, a Potenza, il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, nel corso della conferenza stampa di bilancio delle attività svolte “in un 2017 – ha messo in chiaro – che si è concluso con la splendida manifestazione del Capodanno Rai a Maratea, vincente per la Basilicata in termini di ascolti e di visibilità”.

All’incontro con i giornalisti erano era presente l’intera giunta, con gli assessori Flavia Franconi, Francesco Pietrantuono, Roberto Cifarelli, Luca Braia e Carmine Miranda Castelgrande.

“Abbiamo raggiunto, per quanto riguarda gli investimenti – ha continuato il governatore – risultati positivi su mobilità e viabilità, sulla progettazione di opere strategiche, sull’utilizzo di fondi per misure infrastrutturali, coesione territoriale e sociale, sul reddito minimo di inserimento. Penso inoltre ai 117 milioni di euro per le aree interne, alle risorse messe in campo su legalità e sicurezza, all’Industria 4.0, alla Scuola 2.0, e ancora su banda larga e su ricerca e innovazione in agricoltura”. In merito al secondo ambito, quello relativo alla sanità, il governatore ha aggiunto: “Siamo stati coraggiosi a realizzare una riorganizzazione sanitaria, che altri gruppi dirigenti avrebbero evitato di affrontare. Non potevamo non fare i conti con la legge 261 o con i limiti imposti dalle leggi nazionali nella Sanità. Altre regioni -ha spiegato – hanno chiuso i presidi ospedalieri: noi, invece, abbiamo provato a mantenerli tutti aperti, ma riorganizzandoli, in modo da erogare in sicurezza l’offerta sanitaria con la distinzione fra acuzie, territorio ed emergenza-urgenza”. Numerosi gli obiettivi raggiunti nelle politiche sanitarie, come quelli relativi ad “elisoccorso notturno, radioterapia e risonanza magnetica al San Carlo di Potenza, maternità a Melfi, manuale socioassistenziale”. Soffermandosi sulle attività relativa all’ambiente, il presidente ha ricordato “il rafforzamento del sistema di protezione e di tutela nell’ambiente, in primis con l’accordo Ispra, ma anche il potenziamento dell’Arpab ed il rigore messo in campo sul versante del petrolio. I due provvedimenti di sospensione di attività estrattiva – ha continuato – sono stati simbolicamente emblematici di un approccio e di una forte determinazione. Ma bisogna evidenziare anche i quattro “no” rispetto a idrocarburi, permessi di ricerca o concessione, nei casi di Candela e Serra Pizzuta, La Cerasa, delle autocisterne Total per Tempa Rossa e di Masseria La Rocca”. “Abbiamo avviato – ha proseguito il governatore – il piano per il dissesto idrogeologico e proveremo ad elaborare un’ulteriore finestra di intervento per dare ristoro ad eventuali nuove criticità”. Il presidente ha parlato inoltre “dei risultati ottenuti sul versante dell’energia, del servizio idrico e integrato”, senza tralasciare “l’istituzione del parco regionale del Vulture ed il commissariamento dell’Eipli”. Pittella, rispondendo alla domande dei giornalisti ha ricordato quindi i risultati su occupazione e crescita dei consumi ed ha “ringraziato gli assessori, i dirigenti ed il personale tutto, per il grande lavoro compiuto in questi anni”.

conferenza stampa pittella

Ago 082017
 

E’ stata inaugurata il 7 agosto 2017 presso Palazzo De Lieto a Maratea la mostra “Dalla Val d’Agri al Tirreno”. In pimo piano l’Archeologia, l’Arte e Paesaggi lucani. Il progetto espositivo, che unisce reperti e territori, intende presentare alcune delle maggiori evidenze archeologiche, artistiche e paesaggistiche del territorio che dalla Val d’Agri si estende fino al mar Tirreno. All’iniziativa hanno aderito i Comuni di Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore, Grumento Nova, Guardia Perticara, Maratea, Rivello e Viggiano. Nel corso della presentazione si è esibito un gruppo di maestri dell’arpa di Viggiano.


La presentazione dell’evento


L’esibizione delle arpe di Viggiano


Le immagini all’interno di Palazzo De Lieto


Il tour con il dottor Francesco Tarlano


Le interviste al sindaco di Maratea Domenico Cipolla, al sindaco di Castelluccio Inferiore Paolo Campanella e al Soprintendente regionale Francesco Canestrini

mostra-Maratea-locandina

Apr 302017
 

I dati Eurostat e Istat lo attestano implacabilmente con puntigliosità disarmante ed aggravando il nostro stato d’animo, siamo gli ultimi, in tutto o quasi.

Che, in chissà quale tempo e luogo, gli ultimi saranno i primi non ci consola per nulla e forse mai come quest’anno il primo maggio è più amaro di sempre.

Ma siamo i primi in disoccupazione, quella giovanile, quella più odiosa che ci toglie il respiro che tarpa le ali all’avvenire.

Lo sappiamo bene e ne portiamo i segni sulla nostra pelle, la mancanza di lavoro toglie la dignità di uomini e donne libere ma anche la speranza ed il futuro.

I giovani li abbiamo persi o li stiamo perdendo, sempre più.

E allora che facciamo?

Continuiamo ad alienarci nelle analisi, in quello che non è stato e in ciò che dovrebbe essere?

Ripetiamo la solita litania contro la politica ed i politici tutti inetti ed incapaci?

Diamo spazio e sfogo all’antipolitica imperante che annienta ciò che di buono comunque è stato realizzato?

Lo spazio delle parole, seppur infinito, nella nostra realtà Calabrese sembra ormai trovare un argine nell’inconsistenza delle innumerevoli analisi e teorie, l’unica parola che deve risuonare in ogni dove è solo una: lavoro.

È chiesto l’urgente ricorso alla concretezza con atti immediati che incidano nella realtà ed accompagnate dalla consapevolezza che ogni delega in bianco è una personale assunzione di responsabilità e colpa.

Azioni da compiere da parte di tutti, indistintamente, ed ognuno secondo le proprie possibilità, competenze e ruoli per non essere ancora complici di una disfatta senza fine.

Non ne usciremo, nè noi, né i nostri giovani senza l’aver effettuato una decisa virata ai quotidiani comportamenti che dovrà comportare anche una rivoluzione culturale.

Rimbocchiamoci le maniche, diamo e pretendiamo responsabilità ad ogni livello istituzionale e politico.

Quanto fatto fino ad ora non basta più o non serve, la pubblica amministrazione non può più essere valutata sulla base dei servizi generici che fornisce ai cittadini, i Comuni non possono continuare ad essere considerati virtuosi sol perché puliscono e illuminano le strade o perché accompagnano i bambini a scuola.

L’azione sinergica di Enti diversi e Comuni che per territori ed aree omogenee propongono progetti di sviluppo, deve diventare una priorità assoluta che Regione, Province e Governo devono incentivare e stimolare.

Oggi è necessario un salto di qualità nelle diverse competenze, tutti devono impegnarsi quasi esclusivamente in un’unica direzione, produrre ricchezza, promuovere sviluppo, favorire occupazione e lavoro.

Va in questa direzione l’impegno continuo, instancabile e proficuo del Consigliere Regionale Orlandino Greco e dell’intero Movimento dell’Italia del Meridione.

Disegni di legge sono stati presentati da tempo e attendono solo l’approvazione dell’intero Consiglio per poter poi incidere in modo innovativo su territori ricchi di bellezze, possibilità e potenzialità.

Favorire l’export, incentivare il turismo sportivo, valorizzare i borghi storici ed i paesaggi, promuovere la dieta mediterranea, incoraggiare l’associazionismo, sono solo alcune delle iniziative proposte che daranno un volto nuovo alla nostra terra.

Ecco, la prima responsabilità è richiesta, oltre ogni schieramento, ai Consiglieri Regionali della Calabria, approvate questi provvedimenti, faranno un’altra Calabria e daranno un futuro di lavoro.

Raffaele Papa
Coord. Prov. Cs IdM

papa

Apr 182017
 

Chiusura COVA: atto dovuto e tardivo. E ora?

Dopo la chiusura delle attività del COVA disposta dalla Regione Basilicata a ridosso delle festività pasquali, non possiamo esimerci dall’esprimere tutta la nostra preoccupazione per un atto dovuto che è giunto in ritardo.

Non si tratta di un ravvedimento operoso della Giunta. La chiusura del Centro Olio di Viggiano rappresenta solo il primo atto di una ammissione di responsabilità della politica lucana che, per vent’anni, ha sottovalutato il problema. La delibera di Giunta regionale è solo una toppa, tardiva, che non centra il cuore del problema.

Non siamo disfattisti ma realisti. L’atteggiamento della politica lucana sulla questione petrolio è sempre stata quella di nascondere la testa sotto la sabbia. Se, dunque, si è giunti ad un tale atto, ci chiediamo cosa ci nascondono.

Sono passati due mesi dallo sversamento di petrolio dal pozzetto a valle dell’ENI. Ma da quanto tempo andava avanti? Nel comunicato della Giunta che annuncia il provvedimento di chiusura si parla di “migrazione della contaminazione”. Ci volevano due mesi per arrivare alla consapevolezza che un liquido sversato nel sottosuolo sarebbe ‘migrato’?

Anche uno sciocco sprovveduto se ne sarebbe reso conto e non possiamo pensare che l’ARPAB, che, sempre nel comunicato, ha effettuato una “costante vigilanza” (ci viene da ridere solo al pensiero), non lo sapesse.

Abbiamo seguito la conferenza stampa dello scorso 6 aprile di Pittella, dell’Assessore, dei Dirigenti regionali e dell’ARPAB. L’abbiamo seguita e già allora abbiamo espresso le nostre perplessità, che abbiamo messo nero su bianco con un’interrogazione.

Le risposte di Pittella, di Pietrantuono e dei tecnici erano vaghe ed inconcludenti. Fumo negli occhi per i non addetti ai lavori. E oggi? Chiudono il COVA. Chiudere il Centro è solo l’inizio. Il vero problema da affrontare è l’inquinamento, la bonifica in tempi certi. Saranno in grado? Non crediamo.

Non possiamo credere alla buona fede di chi, fino a qualche giorno fa, liquidava il problema ambientale con insofferenza. Insofferenza verso quei ‘quattro comitatini’ che sbraitavano per avere rispetto. Non possiamo credere alla buona fede di chi, fino a ieri, negava l’inquinamento in Val d’Agri.

Ci dispiace. Ma noi non crediamo alla buona fede di chi ha lasciato la nostra terra in balia dei petrolieri ed oggi si erge a paladino delle compagnie petrolifere. La chiusura del COVA è un atto che poteva essere evitato se la Regione avesse vigilato, se avesse fatto il suo dovere negli anni. La chiusura del COVA è un atto, tardivo, dovuto.

Non c’è da congratularsi. C’è da prendere atto che la Regione non ha potuto fare altrimenti. E la cosa è molto più allarmante che rassicurante.

Pittella, noi non dimentichiamo i tuoi discorsi sullo Sblocca Italia, il 4 a zero, le menzogne sulla riforma ARPAB. Non dimentichiamo che le istanze di ricerca alle quali oggi ci opponiamo sono diventate di competenza dello Stato, grazie alla complicità tua, del tuo partito e delle stampelle della tua Giunta.

Noi non dimentichiamo che, mentre dilapidavi i soldi destinati all’Osservatorio ambientale, mentre nominavi Direttori dell’ARPAB incompetenti, la Basilicata veniva inquinata.

Chi pagherà per questa tua inadeguatezza, incompetenza, superficialità? Chi pagherà per le falde inquinate, l’acqua non potabile e l’aria irrespirabile? È facile scaricare tutte le responsabilità sull’ENI. Ma noi, non ci caschiamo. Le responsabilità sono anche e soprattutto politiche e noi non lo dimenticheremo.

gianni rosa