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ago 192015
 

La tradizione continua: durante la “Settimana dell’Emigrante” il Borgo antico di Lagonegro animato grazie alla decima edizione della Festa dell’Emigrante.

Posticipata di qualche giorno rispetto all’anno scorso, i volontari della Pro Loco Kaleidos e dell’Associazione culturale “Per Lagonegro” organizzano la tradizionale “due giorni al Castello”.
L’impegno della Pro Loco – dichiara la presidente Donata Martina Manzolillo – è rivolto al recupero e alla valorizzazione delle tradizioni locali, puntando sul turismo religioso – culturale, ambientale ed enogastronomico.
Quest’anno la festa, giunta alla decima edizione, è stata preceduta da una serata dedicata al tema dell’emigrazione all’insegna di poesie dialettali, canti e filastrocche popolari e degustazione di prodotti tipici locali, tenutasi nel meraviglioso giardino di Palazzo Corrado, sede dei più importanti eventi culturali del lagonegrese (18 agosto).
La festa sarà aperta dalla ludoteca “La Mongolfiera” che impegnerà i bambini con “i iuochi r mammanonna e papanonnu”, gli antichi giochi di una volta.
Sarà possibile assistere all’esibizione del tiro con l’arco (22 agosto), partecipare alla seconda edizione dell’estemporanea di pittura/disegni artistici sul tema “L’Emigrante e il Borgo Antico” (23 agosto), visitare le Chiese del Centro storico (Chiesa del Castello – arricchita dalla presenza della preziosa statua in argento e oro del Santo Patrono, San Nicola di Bari San Nicola – Sant’Anna, San Giovanni, Candelora e Rosario) e i presepi artistici nonché acquistare i libri scritti dagli autori lagonegresi.
Non mancherà, ovviamente, il percorso enogastronomico e la buona musica popolare a cura di “Nicola Colombo e Gli Appassionati” (22 agosto) e di “Franco Falabella in cuore e fisarmonica” (23 agosto).

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ago 132015
 

Ancora un keniano sul primo gradino del podio della Coppa Avis. La ventisettesima edizione della gara di corsa su strada organizzata dal Gruppo Sportivo Avis di Lagonegro, l’11 agosto 2015, ha visto vincere, su un circuito di circa 10 km, diverso rispetto a quello degli anni precedenti, l’atleta William Kibor, che ha realizzato un tempo di 34’36’’. Al secondo posto invece Sylvain Rukundo, ruandese che corre con la Toscana Atletica Futura, giunto al traguardo dopo soli due secondi rispetto al vincitore. Terzo l’italiano Said El Otmani, classe 1991, che ha realizzato un tempo di 34’39’’. I tre atleti sono stati in testa sin dall’inizio della gara, distanziandosi l’uomo dall’altro per pochi millesimi di secondo, ma a fare la differenza, nell’ultimo giro, è stata la volata di Kibor che è riuscito ad avere la meglio sui due avversari. Ottima gara anche per Marco Macchia, classe 1997, il più giovane della gara, che si è classificato al quarto posto.

Tra le donne, invece, il primo posto è andato all’atleta maghrebina Meriyem Lamachi, che ha realizzato un tempo di 39’13’’; seconda classificata Jerotich Faith Kimutai arrivata al traguardo dopo 40’10’’. Ultimo gradino del podio per l’italiana Palma De Leo, con un tempo di 41’10’’. Al quarto posto la giovane atleta lagonegrese Lucia Mitidieri, classe 1995, già medaglia d’argento sui 1500 metri ai campionati nazionali juniores. Ottima gara anche per Matteo Viggiano, atleta lagonegrese giunto al settimo posto con un tempo di 36’27’’, seguito dal celebre Giorgio Calcaterra, vincitore per dieci volte consecutive della “100 km del Passatore”.

Per la prima volta quest’anno, la gara è stata aperta anche agli amatori; hanno infatti partecipato alla competizione, partita dallo stadio G. Rossi di Lagonegro, una cinquantina di atleti di tutte le età e di diversa provenienza, per una gara che è stata avvincente ed appassionante, nonostante le precarie condizioni climatiche.

Il gruppo sportivo Avis Lagonegro dà appuntamento all’anno prossimo, per l’attesa gara che ormai da diversi anni regala emozioni agli atleti e al numeroso pubblico che accorre per assistere alla manifestazione. (Federica Olivo)

lug 072015
 

Il 7 luglio 2015 ricorre il 4° anniversario della morte di Angelo Calderone ( in arte Engel von Eiche, poi ribattezzato Bergeiche), il poeta- scrittore originario di Ruvo del Monte (Pz), ma vissuto fuori regione per gran parte della sua vita (era nato nel 1941) e morto a Bologna.
Egli aveva trovato rifugio e conforto nella letteratura, divenendo scrittore di fiabe e racconti per ragazzi, nonché compositore di poesie in lingua, dopo essere rimasto invalido permanente a causa di un grave incidente automobilistico occorsogli in Germania, ad opera di un giovane alla guida, a folle velocità, sotto l’effetto di sostanze maledette che rovinano l’esistenza (rifletta bene, chi si batte per la loro liberalizzazione|). Bel giovane d’aspetto, alto di statura, fisico possente, era emigrato in cerca di lavoro e fortuna, ma il fato, in agguato nel grande Paese teutonico, si intromise per spezzare ogni sua velleità, tarpandogli le ali per sempre.
Così, dopo una lunga degenza ospedaliera ed un infruttuoso, dispendioso peregrinare , in cerca di miracoli medici per la riabilitazione, il povero Angelo, che aveva avuto l’unico torto di accettare una fatidica sera, un passaggio in macchina di amici, di ritorno dal lavoro in fabbrica, fu costretto ad accettare definitivamente il suo nuovo status di “invalido permanente” (oggi, eufemisticamente, si direbbe “diversamente abile”). Forse la seconda definizione non è del tutto sbagliata, alla luce di quella che sarebbe stata successivamente la “carriera” del futuro Engel. Infatti, egli si scoprì baciato dalle muse dell’arte e incominciò a rivelarsi buon scrittore e poeta sensibilissimo.
Le sue grandi raccolte di versi composti secondo lo stile del “blank verse”, pubblicate in diversi anni, hanno sempre evidenziato il modo garbato, semplice e misurato, con cui ha sempre esternato i suoi sentimenti umani, sfocianti in liriche contemplative dalla forte impronta verista, icasticamente rappresentative di una nostalgia per i tempi passati, i valori sani di una volta: il rispetto per i genitori, per la Scuola, per il prossimo etc.
Sotto l’insegna dell’altruismo e del rigore etico, Angelo era un profondo assertore dell’amore per il prossimo, per la natura, della “buona creanza”, come si diceva una volta. Egli soffriva molto per le ingiustizie perpetrate non solo ai suoi danni, ma anche degli altri. Tutta la sua poetica verte sulla critica alla secolarizzazione dell’uomo tecnologico della società dei consumi, e agli effetti pratici sul behaviour umano. Usando un registro linguistico di livello medio e modelli espressivi privi di sofismi, arzigogoli, termini altisonanti etc. quindi accessibile a tutti, l’interesse poetico di Engel von Bergeiche spaziava in tutte le direzioni e abbracciava ogni tipo di sentimento, dall’amore romantico, come nella lirica “Quattro quarti di luna” (dalla raccolta “Speranza tra sogno e realtà”, Book editore, Bologna, 1991): <> alla più cupa tristezza, come in “Quanta tristezza, per la scomparsa di mia madre” ( dalla raccolta “l’Obiettivo”, Seledizioni, Bologna, 1988):
<>
La morale della favola, che si trae da queste due semplici poesie, è che non bisogna mai arrendersi, nemmeno di fronte ad una grande sciagura, finché si è vivi. Chi l’avrebbe mai detto, nella fattispecie, che un figlio di poveri contadini, che per ristrettezze economiche, non di ingegno, non aveva potuto proseguire gli studi, un giorno, dopo una disgrazia, da “self -made-man” sarebbe diventato un personaggio noto della letteratura, vivendo una seconda vita pubblicando libri (con le copertine illustrate dalla figlia Rossella, in arte Roscal) e vincendo numerosi premi, tra cui: il 1° premio al “Città di Potenza, 1987”; 1° premio al “Lucania, 1988”; il “Lauro d’argento” al premio “La Torre, 1987”; finalista ex aequo con il compianto rabbino capo di Roma, Elio Toaff, per la poesia religiosa, al “PremioBasilicata, 1998” etc. ? E se aggiungiamo che Angelo Calderone, nonostante la sua infermità, è stato anche il referente per la Basilicata del “Comitato per la liberazione di Silvia Baraldini”, e, inoltre, ogni anno ( il prossimo 8 agosto saremo alla terza edizione), nel suo paese di nascita, Ruvo del Monte, si svolge un premio letterario nazionale a lui intitolato, a cui partecipano concorrenti da ogni parte d’Italia?
Professor Domenico Calderone

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ago 112014
 

Ospite della rassegna Enzo De Camillis che presenta “Il Vangelo secondo Matteo” (12 agosto) e il suo docufilm “Un intellettuale in borgata” (13)
CinemadaMare ricorda l’indimenticato Pier Paolo Pasolini con due speciali serate a lui dedicate. Si comincia con “Il Vangelo secondo Matteo” a cinquant’anni dalla sua uscita. La pellicola restaurata del film di Pasolini, capolavoro della cinematografia italiana, sarà proiettato in piazza Massimo Troisi, a Nova Siri Marina, martedì 12 agosto (ore 22) in occasione della seconda giornata del festival nel comune jonico. Il film, girato in Basilicata tra i Sassi di Matera e Barile (Pz) nel 1964, è stato definito dall’Osservatore Romano come “un capolavoro, e probabilmente il miglior film su Gesù mai girato”. Un film che ha fatto scuola in tutto il mondo ed è tra i primi, e più importanti, film girati in Basilicata, con una Matera trasformata in Gerusalemme e una scenografia naturale che l’ha resa immortale.

A introdurre la visone del film sarà il regista e scenografo italiano Enzo De Camillis, già collaboratore di Sergio Corbucci, Pasquale Squitieri, Steno, Giancarlo Giannini, Francesco Rosi e Giuseppe Tornatore. Il debutto alla regia di De Camillis però risale solo al 2009 con “19 Giorni di Massima Sicurezza”, a cui ha fatto seguito “Uno Studente di Nome Alessandro”, che ha vinto un premio speciale ai Nastri d’Argento 2012.

Nel 2013 De Camillis ha realizzato l’apprezzato docufilm “Un Intellettuale in Borgata”, dedicato a Pasolini, con Leo Gullotta, Stefano Rodotà e Pupi Avati. Il film a dicembre 2013 ha vinto il primo premio come miglior documentario al Festival Internazionale Omovies di Napoli e il 27 luglio 2014 ha conquistato il premio speciale della giuria “Libero Bizzarri” “per aver saputo ricreare un ritratto del Poeta attraverso una straordinaria commistione di immagini d’archivio e testimonianze”. E proprio il film su uno dei intellettuali italiani del XX secolo sarà presentato dall’autore e proiettato al pubblico di CinemadaMare mercoledì 13 agosto (ore 22).

Come ogni sera si comincia alle ore 21 con la proiezione dei film in concorso per la Main Competition. Martedì si contenderanno un posto per la serata finale del 16 agosto: “Pata de perro” di Diana Saray (Messico); “Examen” di Yury Sujhodaskij (Russia); “Les peres de noel” di Emmanuelle Michelet (Francia); “Next” di Aitor Arenas (Spagna). Subito dopo ci sarà l’esibizione del giovane Nicola Lerra, musicista e compositore di Nova Siri, che propone una sua “idea” musicale ispirata dal “Vangelo” di Pasolini.

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mar 152014
 

Nella giornata del 14 marzo 2014 l’ambasciatrice della Repubblica Moldova Stela STÎNGACI ha incontrato le autorità di Senise nel municipio. L’obiettivo è di dar vita ad un gemellaggio culturale e turistico tra Senise e una città della Moldova. Il progetto vede impegnati l’Amministrazione Comunale di Senise e l’associazione Argento Vivo guidata da Gabriella Policicchio. Dopo il momento istituzionale le delegazioni hanno gustato i sapori della tradizione gastronomica senisese presso l’accogliente e prestigioso Hotel Villa del Lago a due passi dall’invaso di Monte Cotugno.

Le interviste: Gabriella Policicchio, Stela Stìngaci, Giuseppe Castronuovo

ago 212013
 

Il 19 agosto scorso è stato assegnato il premio annuale legato al periodico “Il Sirino”. Il prof. Nicola Pongitore ha condotto la serata nella piazza di Nemoli intervistando il premiato: il maestro Antonio La Cava ed il suo bibliomotocarro. A tribitare il rpemio Salvaore Lovoi direttore responsabile del periodico.

Frammenti della serata

L’intervista a Salvatore Lovoi