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Mag 012018
 

Il 29 aprile a Francavilla Sul Sinni si é svolta per la prima volta “La festa della Primavera” organizzata e curata nei dettagli dalla Proloco.
Alle 11.00 si sono aperti i mercatini degli hobbysti sia locali ma anche provenienti da vari paesi della Basilicata (Potenza e Sant’Arcangelo in particolare).
Durante la mattinata si é proceduto all’allestimento floreale della villa comunale, sede della manifestazione… con fiori realizzati a mano di carta pesta e di lana.
Nel pomeriggio si sono alternati gli spettacoli di due scuole di ballo della zona : la ‘Mary dance accademy’ e la ‘Scuola di ballo della maestra Rosanna del Cineteatro Columbia’. Durante le esibizioni i bambini hanno potuto gustare lo zucchero filato. Il tutto è stato allietato da musica e tanto divertimento, con gli stand di gastronomia curati dalla Pro loco.
Il presidente Ferdinando Chiurazzi è stato piacevolmente sorpreso dalla presenze nella villa comunale di centinaia di persone.
La Pro loco ha ringraziato il Comune le autorita civile e militari, la Croce Rossa e tutti i cittadini che hanno partecipato alla manifestazione. I soci del sodalizio turistico hanno assicurato che l’anno prossimo vi sarà certamente la seconda edizione.
Alla fine della manifestazione abbiamo chietso al socio Manuel Caso un bilancio sull’evento.
Manuel come è stata vissuta questa esperienza?
Sono stato molto contento di partecipare e collaborare con la Pro loco di Francavilla. Sono particolarmente legato a questa città anche per motivi affettivi.
E’ la prima volta che offre il suo impegno ad un’associazione?
No, io faccio parte dalla Pro loco di Maratea. Con questa associaizone ho fatto molte iniziative. Mi permetta di ringraziare il presidente della Pro loco Ferdinando Chiurazzi per l’accoglienza e come si sono comportati nei miei confronti. Poi voglio ringraziare le signore dei mercatini che sono state davvero disponibili e generose.

Apr 282018
 

Ha parlato delle Parco Nazionale del Pollino, delle sue potenzialità e ricchezze, il vicepresidente
Franco Fiore agli studenti dell’istituto di Istruzione Superiore Carlo Levi di Sant’Arcangelo.
Il dirigente scolastico del Levi, la professoressa Lucia Lombardi, insieme al corpo docente ha
organizzato una tavola rotonda per parlare di aree protette, tra i relatori il vicepresidente del Parco
del Pollino che ha mostrato ai ragazzi le opportunità che offre un’area protetta ma soprattutto ha
parlato dell’importanza di un ambiente sano e del rispetto e valorizzazione di tutto quanto è
presente nei nostri piccoli comuni, comuni che seppur piccoli ricchi di tradizioni e modi di fare non
presenti altrove e per cui molto apprezzati.
Ha spiegato a cosa servono un parco naturale o un’area protetta, affermando che essi migliorano la
qualità delle nostre esistenze e, spesso, portano il valore aggiunto di uno sviluppo economico
qualitativo e basato su pratiche eco-sostenibili. Un parco conserva la biodiversità del pianeta Terra,
una specie di polizza sulla vita della nostra specie, che riuscirà a sopravvivere solo fintanto che
saranno garantite la varietà biologica e la sua evoluzione naturale.
Ha parlato poi di sviluppo sostenibile ossia ha detto quel tipo di sviluppo che permette alle nuove
generazioni di portare avanti lo sviluppo conservando il nostro patrimonio culturale e ambientale, o
meglio come viene definito nel Rapporto Bruntland del 1987, quello “sviluppo che risponde alle
necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le
proprie necessità”.

Apr 192018
 

Biodiversità: è questo il concetto che ha caratterizzato l’iniziativa svoltasi in contrada Acquafedda di Viggianello, nell’area di Piano Ruggio il 19 aprile 2018. Grazie all’Alsia, alcuni istituti agrari della provincia di Potenza (Villa d’Agri e Sant’Arcangelo) hanno potuto prendere parte alle operazioni di innesto di una serie di piante da frutta (in particolare il pero nero del Pollino).

Mar 282018
 

“Oltre 150 bambini a cui ho avuto l’onore, questa mattina, di consegnare personalmente l’attestato di mini assaggiatori di olio extravergine di oliva e conoscitori della dieta mediterranea. Sono i nostri piccoli ed entusiasti ambasciatori del mangiare sano e di uno stile di vita orientato al benessere e alla salute a partire dalla scuola e dalle loro stesse famiglie, da consumatori consapevoli”.

Lo rende noto l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia.

“Il riconoscimento per i bambini e le bambine arriva al termine di un percorso di educazione alimentare organizzato dalla Scuola Primaria Pascoli di Matera in collaborazione con il Dipartimento Agricoltura, Alsia/Agrobios e il panel di assaggio regionale. Venerdì scorso a Montescaglioso hanno ricevuto lo stesso riconoscimento anche gli alunni della scuola primaria locale.

Si tratta di una delle attività correlate al rilancio del Premio Regionale Olivarum, che proprio l’altro giorno ha visto premiare i migliori oli lucani e alla azione di valorizzazione dell’olio extravergine di oliva di Basilicata messa in campo.

Le attività formative si sono svolte in diversi Istituti di Scuola Primaria della Regione Basilicata, partendo quindi proprio dalle famiglie lucane per diffondere la tecnica e l’esperienza dell’assaggio dell’olio di oliva, comunicando la qualità dell’Olio Extra Vergine di Oliva e insegnando i principi della Dieta Mediterranea.

In una prossima tappa, saranno consegnati gli attestati ai mini assaggiatori della scuola primaria di Lavello, dove si è tenuta la stessa formazione.

Un progetto realizzato dal Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata e l’Agenzia Lucana di Sviluppo ed Innovazione in Agricoltura, già avviato nel 2017 coinvolgendo gli Istituti “Fabrizio De Andrè” di Scanzano, “Torraca” di Matera, che sta proseguendo presso l’Istituto “Granata” di Rionero in Vulture, la “Pascoli” di Matera e l’Istituto “Palazzo-Salinari” di Montescaglioso.

Come annunciato, infine, è già cominciato uno dei quattro corsi di primo livello di assaggio dell’olio destinato agli Istituti agrari della regione e successivamente agli Alberghieri, presso l’Istituto Professionale Agrario G. Fortunato di Sant’Arcangelo.”

Dic 192017
 

Sì è tenuta il 18 Dicembre a Missanello la quarta edizione di “Olio Missanello, valorizzazione delle produzioni olivicole del Sauro e della Val D’Agri”. L’iniziativa è stata organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con Prometa Servizi.

Il titolo dell’edizione 2017 era “The school oil tour” infatti hanno partecipato all’evento gli studenti dell’istituto professionale di stato per l’agricoltura di Sant’Arcangelo che hanno avuto l’opportunità di visitare i frantoi e gli uliveti del posto. E’ stato un ottimo modo per vedere dal vivo e sul campo quello che hanno studiato in classe. Il tour gli ha consentito di assistere in prima persona alla raccolta, alla molitura e all’analisi dell’olio. Inoltre grazie agli approfondimenti di Francesco Linzalone, esperto assaggiatore di olio e fiduciario condotta Slow Food Matera, hanno acquisito le nozioni per assaggiare e valutare la qualità dell’olio con il gusto, l’olfatto e la vista.

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Probabilmente nel centro lucano l’olivicoltura è stata introdotta dai monaci Basiliani nel X secolo d.c., a loro si deve l’introduzione della “Maiatica”, il cui areale di produzione pare sia stato rintracciato nei Balcani, luoghi di provenienza degli stessi monaci.

<>. I frantoi visitati sono stati quelli di Claps, Sagroli e Monaci Basiliani. Nel convento Santa Maria delle Grazie è stato offerto un rinfresco di prodotti tipici e piatti tradizionali preparati dai ristoratori e dalle aziende agricole di Missanello.

Rocco Perrone

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Nov 242017
 

“Non amiamo a parole ma coi fatti”: uno slogan o forse un monito? Un sogno o una preghiera?
Ci sono luoghi dove non amare a parole ma coi fatti è solo la semplice realtà, quella ordinaria.
È così nella Caritas parrocchiale di Chiaromonte dove le mele, donate alla parrocchia, diventano torte da vendere per l’autofinanziamento, dove gli immigrati che arrivano “nudi” e “forestieri” vengono vestiti e ospitati, dove gli anziani creano gli addobbi per l’albero della solidarietà. È così a Lagonegro dove l’Episcopio è diventato “mensa dei poveri” e magazzino di viveri, la dispensa di chi ha fame e ancora a Colobraro, dove educare alla carità è uno stile di vita quotidiano, dove si cucina anche nei pentoloni da campo perché ci sia abbastanza cibo per tutti, dove le scuse di chi inventerebbe di tutto pur di non stare solo non sono “capricci” o a Sant’Arcangelo dove il povero che grida viene ascoltato e saziato, dove l’oratorio è anche scuola di danza gratuita, laboratorio dove usare le mani per costruire una relazione senza chiedere nulla in cambio, senza se, senza però e senza forse. Questi sono solo alcuni dei fatti raccontati al Convegno delle Caritas Parrocchiali che si è tenuto a Tursi domenica 12 novembre e che ha aperto la settimana di riflessione in preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per domenica 19 novembre.
Nel Messaggio per la Giornata il Papa aveva espresso un desiderio: le comunità cristiane si impegnino a creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto.
La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro ha accolto l’invito, si è lasciata invitare alla mensa dei poveri, alla festa di Dio dal 12 al 19 novembre, in un percorso di condivisione e riflessione.
Il Vescovo monsignor Vincenzo Orofino, don Giuseppe Gazzaneo, direttore della Caritas e vicario episcopale per la carità, l’equipe Caritas diocesana, il Laboratorio Caritas diocesano, le Caritas parrocchiali: uomini e donne di buona volontà, animati da un senso di responsabilità comune, dalla consapevolezza che i poveri “non sono un problema ma una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”, hanno accolto l’invito del Papa e si sono messi in cammino. Hanno intrapreso un viaggio attraversando la Diocesi, macinando chilometri e, partiti da Tursi domenica 12, martedì 14 novembre si sono incontrati a Policoro per ascoltare la voce incrinata dall’emozione di Ivan Sagnet. Ivan che, arrivato in Italia dal Camerun con un sogno e catapultato nell’incubo del caporalato a Nardò, nella Puglia della raccolta dei pomodori, non ha dimenticato che la dignità della persona è sacra e si è ribellato, inneggiando allo sciopero, facendo arrivare il suo grido alla Magistratura che ha arrestato 16 caporali e li ha condannati per riduzione in schiavitù. L’incubo, che Ivan ha vissuto, è tornato ad essere un sogno, è diventato legge contro il caporalato, un’associazione dall’emblematico nome “NO CAP” che diventerà presto una rete di supermercati dove si venderanno prodotti raccolti da mani che nessuno ha sfruttato. Alla voce tremante di Ivan ha fatto eco quella indignata di Gianni Fabbris di Altragricoltura a difesa della nostra terra, dei contadini, dei lavoratori in lotta contro la speculazione che crea crisi economica e inequità sociale.
Mercoledì 15 novembre il viaggio è proseguito verso Lagonegro per ascoltare i fatti della vita di Andrea Costantino che, dopo aver giocato d’azzardo ha capito che il gioco più bello è puntare sulla vita, per imparare da Angela Canzoniere, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa “Il pozzo di Sicar” di Tricarico, che il gioco può diventare un carcere e tramutarsi in malattia, ma anche che chi vive un dramma del genere può essere curato, facendosi carico della sua persona al di là dei dati e delle false probabilità. Piera Vitelli, della Comunità Exodus di Tursi, ha raccontato dei suoi ragazzi, quelli che hanno cercato i paradisi artificiali, che si sono persi per le strade senza meta della droga e dell’alcool, e ha rivolto il suo accorato appello ai 60 ragazzi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, che hanno partecipato al Concorso indetto dalla Caritas e dal Miur sulla Ludopatia con i loro disegni e le loro speranze, invitandoli a farsi testimoni e protagonisti nella lotta alle forme di dipendenza. Mons. Orofino ha consegnato una targa a una delle allieve del Pitagora, segno di ringraziamento per l’impegno e per cristallizzare il senso profondo di una battaglia che si può vincere.
La riflessione è passata per Francavilla in Sinni: giovedì 16 novembre si è tenuto un incontro in cui poter conoscere modi diversi di “essere abili”. Nicoletta Messuti ha presentato i ragazzi con disabilità di Casa Angelica con sede a Lauria, quelli del “Dopo di Noi”, le persone a cui la legge 112 del 22.06.2016 vorrebbe garantire il benessere, l’autonomia e la piena inclusione sociale, persone che hanno bisogno di Nicoletta e degli altri operatori come quelli di Casa Angelica per sentirsi a casa e in famiglia anche quando non ne hanno più una.
“La diversa abilità presuppone un diverso modo di essere, essere autistico presuppone un altro modo di sentire per cui un abbraccio può essere solo un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori”: le parole di Franco Addolorato, dette con la forza dell’esperienza, con l’autorità della conoscenza e dell’impegno, col sentimento di un padre che ha spesso bisogno delle sagge parole del figlio, Vincenzo, che con voce impostata ha ricordato al suo papà e a tutti i presenti che “solo chi sogna può volare”.
Riflettendo sui fatti e sui gesti siamo arrivati a San Brancato di Sant’Arcangelo per parlare di “immigrazione”. E da qui il cuore e la mente hanno spaziato a tutto tondo. Caterina Boca, avvocato e consulente del Coordinamento Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, coi dati nazionali ed europei sull’immigrazione, lei che da anni vive a Roma ma viene da Vena, paesino calabrese a cultura arbereshe che negli anni ‘90, quando gli albanesi sbarcarono in massa sulle coste pugliesi ha visto suo padre partire alla volta di Bari per andare ad accogliere i “compaesani” e portarli a Vena e dar loro un tetto e un sostegno… che sente ancora suo padre lamentarsi perché gli hanno messo fuori uso una lavatrice. A Caterina ha fatto eco don Giuseppe Gazzaneo che ha ricordato che “siamo uomini e non lavatrici… non abbiamo bisogno di separarci per colore!”. I presenti all’incontro di venerdì 17 novembre hanno ancora negli occhi il piccolo Hiab, figlio di una coppia di immigrati, ospite del Cas di Rotondella, che di fronte alla croce pettorale di Mons. Orofino ha mostrato, sollevando il suo maglioncino blu, la piccola croce di legno che aveva al collo e, in un gesto innocente, ha scritto un trattato sull’uguaglianza e la fratellanza in Cristo! Nessuno dimenticherà le parole dei due ragazzi immigrati che hanno voluto raccontarci i “fatti loro”, che a Senise e a San Brancato si sentono a casa, come se fossero nati qui, che pensano che l’immigrazione sia un movimento di persone alla ricerca di se stesse e non solo la ricerca affannosa e disperata di un posto dove stare. E nessuno scorderà le parole del sociologo Rocco Di Santo, che dopo aver dato i suoi numeri, ha guardato il piccolo Hiab ricordandoci che lui è il futuro.
Ma perché vi sia un futuro sereno è necessario che vi sia lavoro per tutti. Avevamo, dunque, l’obbligo di riflettere sulla crisi economica e sulla mancanza di occupazione. E lo abbiamo fatto a Senise, al Centro Parrocchiale, con gli imprenditori Franco Cupparo e Rocco Messuti e le loro storie: Cupparo che da ragazzo faceva l’acquaiolo in un cantiere a Ginosa e oggi da lavoro a cento persone, Messuti che, insieme a suo fratello Egidio, per amore del suo paese, è rimasto a Senise lanciandosi in un’avventura che oggi gli consente di dare lavoro a 60 occupati. Lo abbiamo fatto con Maria Grazia Tammone, psicologa e psicoterapeuta della Caritas di Tricarico, della Cooperativa “Il pozzo di Sicar”, nata dall’esperienza dei progetti in Caritas e in seno alla Chiesa che si occupa di nuove e vecchie dipendenze, di sostegno alle famiglie con grave disagio economico, e che offre lavoro a 16 persone. E ancora con Franco Marcone e la sua esperienza nel mondo sindacale, dalla parte dei lavoratori con uno sguardo attento e le mani protese ad offrire supporto e spesso conforto.
Su tutte la voce del Vescovo che ha ricordano come “ognuno di noi, quando viene al mondo, è accolto in una relazione, in una relazione d’amore. Le relazioni sono fatti, non sono solo parole o sentimenti! La carità è un fare, è un’azione! Le relazioni non sono funzionali a un qualche cosa ma sono qualificanti. La vita delle persone si determina dalle relazioni, le relazioni danno qualità alle persone. Le persone, davvero degne di questo nome, amano relazionarsi con gli altri. Ma qualcosa si è guastato nel cuore dell’uomo e invece di globalizzare la solidarietà stiamo globalizzando l’indifferenza e il rifiuto. Se rimaniamo fedeli alla nostra natura saremo naturalmente portati ad aprirci agli altri e più ci apriremo agli altri più saremo realizzati. Non c’è bisogno di essere eroi per stare accanto a chi porta con sé una povertà… basta essere normali”.
Domenica 19 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, la Caritas Diocesana con il Vescovo e il Direttore è arrivata a Lauria dove, realizzando il desiderio del Papa, ha diviso il pane coi poveri e coi poveri ha celebrato l’Eucarestia, ai piedi del Beato Lentini a cui quest’anno guardiamo in maniera particolare nel ricordo del 20mo anniversario della beatificazione.
E a tavola c’erano Enzo che tifa Juve, Domenica col suo sguardo timido e la sua collana di perle, Maria e il suo voler essere abbracciata, Gigino coi suoi occhi sorridenti… e tra loro la Caritas Parrocchiale, la Croce Rossa, i volontari, gli operatori delle caritas parrocchiali della diocesi, uomini e donne di buona volontà che tengono fisso lo sguardo su quanti gridano aiuto e chiedono solidarietà.
Una settimana ricca di fatti, di gesti di premura e cordialità, che lascia il segno nella vita di tanti: ci sta a cuore il benessere della nostra gente, la promozione della persona, la bontà dell’operato ordinario della Chiesa e delle istituzioni presenti nel territorio. Perché parlare di povertà non è questione di astrazione ma di attenzione concreta a uomini e donne che vivono problematiche di cui Caritas vuole farsi carico in vista di percorsi educativi strutturati e abituali.
In un mondo che ci suggerisce di imitare ciò che il marketing decide per noi, vogliamo farci imitatori della vita di Cristo, portarlo nelle nostre esistenze e far sì che pervada le nostre responsabilità sociali a garanzia della giustizia delle nostre decisioni e dei nostri gesti.

Maria Lucia Cristiano
Equipe Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

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Mag 082017
 

XXXI escursione del gruppo ‘Più siamo meglio stiamo’ e V edizione del trekking-pellegrinaggio verso la Madonna del Perpetuo Soccorso di Trecchina. Nello stesso giorno la Statua della Madonna viene traslata dalla Chiesa Madre di San Michele Arcangelo di Trecchina al Monte del Santuario. Il percorso, quest’anno, è dedicato ai 39 Caduti del 7 settembre 1943, quando Lauria fu bombardata dall’aviazione anglo-americana.

Ritrovo alle ore 7.00 in Piazza del Popolo di Lauria borgo.

L’ escursione è impegnativa ed è adatta solo a chi ha esperienza di trekking e di lunghi percorsi fatti a piedi. Tra andata e ritorno verranno percorsi circa 29 km. Chi vuole può fare il solo percorso di andata (14,5 km), programmando autonomamente il rientro.
Il ritrovo è previsto alle ore 7.00 in Piazza del Popolo, presso il Monumento ai Caduti di Lauria borgo (nel piazzale antistante la scuola elementare). Il rientro a Lauria, sempre a piedi, è previsto intorno alle ore 19.30. Il Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso di Trecchina rappresenta un importante punto di riferimento della Valle del Noce. La posizione geografica e la storia del Santuario rendono interessante questa esperienza di trekking. I minori devono essere accompagnati da un adulto autorizzato. L’escursione é sconsigliata al di sotto dei 14 anni. Per partecipare è’ opportuno il parere del proprio medico curante poiché l’escursione e il tragitto sono molto impegnativi.
Ciascuno deve avere con sé : 1,5 litri di acqua ; vestiario adatto al trekking (scarpe non basse e calzini lunghi), pantaloni lunghi; cappellino ; ombrellino; un k-way; uno zainetto da portare a spalla; pranzo al sacco; telefonino, fischietto e tutto ciò che venga ritenuto utile e necessario per una escursione di oltre 12 ore.

Informazioni: RAFFAELE PAPALEO ( tel. 335.82.61.187 ; mail: papaleolauria@libero.it ).
Quello che segue è il programma di massima che potrà subire variazioni.

PROGRAMMA

Ritrovo alle ore 7.00 in Piazza del Popolo a Lauria borgo, nei pressi del Monumento ai Caduti (Scuole Elementari) ; partenza alle ore 7.10 da Piazza del Popolo di Lauria.

Percorso di andata: Via Caduti ; Malfitano ; Fiume Noce; Pietra Morta ; Villa Marotta (foto di gruppo) ; Trecchina (sosta di 30′) ; Forraina ; Sentieri di Serra Pollino ; Santuario Madonna del Perpetuo Soccorso (m. 1089; sosta di circa 2h).

Ritorno: partenza dal Santuario alle ore 15.00 ; Sentieri verso Trecchina (in parte diversi rispetto al percorso di andata) ; Castello del Duca Vitale e zona antica di Trecchina ; Trecchina centro (sosta di 15′); sentieri verso il Fondo Valle; Fiume Noce; Malfitano e poi Lauria (ore 19.30 circa).

La partecipazione è gratuita. BUON TREKKING A TUTTI !

PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO

01 Santuario Trecchina 2017 LOCANDINA

Apr 112017
 

Mantenimento dei servizi erogati e sostanziale blocco dei livelli di tassazione locale, utilizzo della fiscalità locale per opportunità sul piano culturale, ambientale e produttivo, infine misure per fronteggiare il dissesto idrogeologico e investimenti dal punto di vista della riqualificazione paesaggistica e tecnologica.

Sono questi alcuni dei punti politici essenziali del Bilancio di Previsione 2017-2019, approvato oggi nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Lauria.

«Nonostante le croniche difficoltà date dai vincoli di bilancio, dai tagli ai trasferimenti extra-comunali e dal persistere della crisi economica – commentano il sindaco Angelo Lamboglia e l’assessore al Bilancio Lucia Carlomagno – riusciamo a chiudere un bilancio in ordine, che non compromette le possibilità per i cittadini e che è in linea con il nostro programma politico.

La novità più importante riguarda la modifica al Regolamento IUC, con tre iniziative di rilievo: la prima è il cosiddetto “welfare culturale”, ovvero la riduzione del 50 per cento della TARI per le associazioni onlus registrate che si occupano ad esempio di attività museali, bibliotecarie, di culto. Questo per andare incontro alle esigenze del mondo delle associazioni e per incentivare quelle che vogliono emergere dal punto di vista formale. La seconda iniziativa di rilievo, compresa nella modifica IUC, è l’operazione “Adotta un cane” che non prevede più un incentivo fisso annuale ma un contributo dilazionato in tre anni con uno sgravio TARI che va da 100 a 300 euro. Infine, per rilanciare le attività produttive nel centro urbano, prevediamo per le nuove attività uno sgravio del 50 per cento della TARI per i primi tre anni.

Per quanto riguarda i servizi, abbiamo mantenuto inalterati tutti i servizi per i cittadini, sia dal punto di vista della qualità che della quantità, con i livelli di imposte (ad esempio, IMU, TASI, addizionale IRPEF) che restano invariati rispetto al 2016. Soltanto sulla TARI, c’è una variazione minima ma contenuta rispetto all’aumento delle tariffe dell’Eco-Tassa regionale e rispetto all’aumento dell’importo chiesto dal centro di conferimento di Sant’Arcangelo. Una variazione che, in ogni caso, abbiamo cercato di spalmare e livellare su tutti, in modo da avere un impatto equo sulla cittadinanza.

Ma il Bilancio che abbiamo approvato – concludono il sindaco Lamboglia e l’assessore Carlomagno – prevede soprattutto una serie di importanti investimenti: ad esempio, ci sono interventi sul dissesto idrogeologico dell’area San Paolo, interventi sulle tecnologie informatiche, interventi di riqualificazione del Rione Taverna e di illuminazione in località Tempa d’Elce. Nello stesso tempo, il documento di bilancio che abbiamo licenziato oggi rappresenta la base di partenza per valutare l’ipotesi di accensione di un mutuo relativamente alla viabilità, che risulta essere una delle maggiori criticità dal centro alla periferia».

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