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nov 022015
 

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista,rende noto che l’Appenine Energy con sede legale a Matera, via XX Settembre 45, con istanza del 7 Ottobre scorso pubblicata sul BUIG dello stesso mese (Bollettino Ufficiale Idrocarburi e Geotermia) ha rinunciato all’istanza di permesso idrocarburi “Tardiano”.Essa riguardava 212,76 Kmq in gran parte situati nel parco nazionale dell’Appennino Lucano e quelli limitrofi ai parchi del Vallo di Diano e del Pollino, tra il Vallo di Diano (Campania) e la Val d’Agri (Basilicata). Un territorio che comprendeva ben 10 Comuni (2 nel Vallo di Diano: Montesano sulla Marcellana e Casalbuono; 8 in Basilicata: Grumento Nova, Lagonegro,Moliterno, Sarconi, Tramutola, Castelsaraceno, Spinoso e Lauria).

Nello stesso BUIG – informa la Ola – la società petrolifera materana ha invece acquistato le intere quote dei permessi idrocarburi “Monte Negro” provincia di Matera (Stigliano, Craco, Aliano, Tursi, San Mauro Forte, Ferrandina) e “Torrente Alvo” ( Tolve, Oppido L.,Vaglio di B. e San Chirico N.),in provincia di Potenza , in precedenza possedute dalla Società Apennine Oil & Gas S.r.l. a seguito della fusione mediante incorporazione di questa società all’Appenine Energy SpA. Nel permesso di ricerca “Torrente Alvo” Il progetto prevede l’approntamento della postazione sonda e la perforazione del pozzo esplorativo denominato “Strombone 3 Dir” situato nel comune di Tolve a poca distanza del centro abitato.

Sull’istanza”Tardiano” – fa rilevare la Ola – mentre si erano registrate le opposizioni dei comitati lucani e campani e quelle dei comuni del Vallo di Diano, non aveva ricevuto quella dei comuni lucani, rimasti in silenzio. Con la decisione assunta dalla società petrolifera materana per l’istanza idrocarburi “Tardiano”, l’interesse della stessa sembra dunque rivolgersi oggi verso altri permessi di ricerca idrocarburi di cui la società petrolifera risulta unica titolare in Basilicata.
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ago 012015
 

La prima edizione della Mtb Race del Monte Sirino è finalmente alle porte: l’Asd Sirino Bike si cala nella prima volta nelle vesti di società organizzatrice di un evento con il quale promuovere e valorizzare le bellezze del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese che patrocina la manifestazione assieme all’amministrazione comunale di Nemoli.

Il percorso granfondo misura 45 chilometri con dislivello di 1700 metri, quasi interamente su strade e tratturi sterrati. La partenza è prevista da lago Sirino, Nemoli, con arrivo allo stesso, dopo aver superato le sorgenti del fiume Torbido, aver guadato il fiume Sinni , oltrepassato il Bosco della Canicella, parco attrezzato in territorio di Lauria, scalato il fianco orientale del Sirino per raggiungere il Rifugio Conserva e aver superato, in un’ascesa mozzafiato, la pista da sci che lo collega al Lago Laudemio, a quota 1525 metri sul livello del mare; da qui, dopo il passaggio suggestivo sui sentieri siti sulle sponde del lago di origine glaciale, si prosegue scendendo verso il Lago Zapano e lungo il fianco nord occidentale della montagna. Giunti a valle si raggiungerà il lago Sirino percorrendo la ferrovia dismessa della Calabro Lucana fino alle sorgenti del lago che portano all’arrivo.

Per i meno allenati, è stato allestito un percorso escursionistico di 25 chilometri. Per iscriversi alla gara, dal 31 luglio la quota è di 25 euro fino al mattino della gara. La tassa di iscrizione comprende: pacco gara, ristori, pasta party e assistenza sanitaria ma senza il chip di cronometraggio a cura di Gsc Racing Time (costo 2 euro).

07:30 – 09:00 Ritrovo e Verifica Tessere – Nemoli (Loc. Lago Sirino)

09:30 Partenza

13:00 Pasta Party con tradizionale Polenta del Carnevale Nemolese a cura dei Mastri Polentari;

a seguire Premiazione

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lug 052015
 

Dopo l’inaugurazione del 26 maggio scorso nel capoluogo, dove si è tenuto l’evento Il Parco incontra Potenza, il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese sarà ancora protagonista nel panorama internazionale di Expo 2015. Da luglio ad ottobre infatti presenterà una rassegna di eventi realizzati tra la Basilicata, nell’ambito dell’iniziativa Expo&Territori promossa dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e Milano, nella sede del Mondadori Multicenter di via Marghera. E’ questa un’occasione straordinaria per promuovere le risorse del territorio del Parco in un contesto nazionale ed internazionale.

I riti ancestrali che caratterizzano la cultura lucana, la avvolgono di mistero, di simboli e di suggestioni rendendola sempre più riconoscibile a livello internazionale e che rappresentano l’humus culturale dell’antica Lucania, verranno presentati nell’evento dedicato del prossimo 7 luglio 2015 intitolato: Miti e Riti dell’Appennino Lucano: dall’Uomo Albero alla Transumanza.

Interverranno alla Tavola rotonda di approfondimento e discussione: l’antropologo e studioso dei riti della Basilicata, Enzo Alliegro; Michelangelo Frammartino il regista dell’ormai nota opera: Alberi; Vincenzo Giuliano, autore del libro Il riscatto di un popolo in maschera; il direttore del Gal A.Svi.R. Moli.Gal di Campobasso, Nicola Di Niro; il preside dell’Istituto Comprensivo di Bella, Mario Coviello. Per i saluti istituzionali saranno presenti il presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Domenico Totaro, il sindaco di Satriano di Lucania – patria del famoso ‘Rumit’, il protagonista della Foresta che cammina -,Vincenzo Pascale e il presidente del Gal Csr Marmo Melandro, Michele Miglionico. Sul tema della Transumanza, Nicola Di Niro presenterà il progetto promosso ed implementato dal Gal A.Svi.R. Moli.Gal: Vie e Civiltà della Transumanza Patrimonio dell’Umanità ponendo l’attenzione sulla candidatura UNESCO del rito arcaico.

Sempre sul tema, ad emozionare i visitatori l’illustrazione del concorso di idee Una fiaba per la transumanza. La Bella Narrazione a cui hanno partecipato una ventina di scuole materne, elementari, medie e superiori delle provincie di Potenza e Matera e 27 scrittori, musicisti, disegnatori della Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise. A presentare i due libri che raccolgono le fiabe dei bambini sarà l’ideatore del concorso, il preside Mario Coviello.

L’evento sarà arricchito da #Tabula | Degustazione di Origine Teatrale: uno spettacolo-degustazione dei sapori e dei saperi lucani. Ideato e interpretato da Antonella Iallorenzi della Compagnia Teatrale Petra di Satriano di Lucania, con luci e scene di Angelo Piccinni, è un percorso sensoriale durante il quale lo spettatore-commensale è condotto alla scoperta delle origini, del cammino e delle peculiarità dei prodotti tipici della Basilicata.

“Porre la natura al centro delle attività di promozione del territorio vuol dire per noi lucani fare leva su una delle nostre più grandi ricchezze che trova il suo valore aggiunto nell’intimo rapporto con l’uomo e nelle tante espressioni allegoriche e simboliche, peculiarità della nostra regione”, ha dichiarato Domenico Totaro – presidente del Parco Nazionale dell’Appennino lucano.

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apr 302015
 

E’ stato firmato oggi nella sede del Dipartimento Ambiente il protocollo d’intesa sulla Zona Speciale di Conservazione “Faggeta di Moliterno”. I soggetti firmatari: Regione Basilicata, Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, Comune di Moliterno e Centro di Educazione Ambientale “Oasi Bosco Faggeto”. Erano presenti l’Assessore Berlinguer, i dirigenti e i tecnici della Regione Basilicata che hanno lavorato al progetto, il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, Domenico Totaro, il Sindaco di Moliterno, Giuseppe Tancredi, e il responsabile del CEAS “Oasi Bosco Faggeto”.

Il territorio della Faggeta di Moliterno si estende su una superficie di circa 350 ettari nella parte occidentale della Basilicata, sul versante destro dell’Alta Val d’Agri, lungo il confine con la regione Campania. L’area occupa le pendici nord orientali del monte Calvarosa (1261 m), mentre la quota più bassa (970 m s.l.m.) si riscontra nel settore Nord/Nord-Est del territorio, in località “Petenella”. Sono ancora presenti all’interno del bosco esemplari di faggio che sfiorano i trenta metri di altezza.

Il contesto ambientale è di notevole interesse naturalistico e già nel 1979 veniva segnalato nel “Censimento dei biotipi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia”. Il territorio è quasi interamente di proprietà del comune di Moliterno e ricade all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese. E’ stato classificato come SIC attraverso il Progetto Bioitaly che ha individuato i Siti della Rete Natura 2000 Basilicata.

Difatti, il sito “Faggeta di Moliterno” rientra nella Rete Natura 2000 e nei suoi obiettivi legati al mantenimento in uno «stato di conservazione soddisfacente» degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica. Il SIC «Faggeta di Moliterno», insieme ad altri 19 della Rete Natura 2000 Basilicata, è divenuto Zona Speciale di Conservazione (ZSC), in attuazione del Decreto Ministeriale del 16 Settembre 2013 «Designazione di venti ZSC della regione biogeografica mediterranea insistenti nel territorio della Regione Basilicata, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357». (13A07755) (GU n.226 del 26-9-2013).

“Le azioni previste nel protocollo d’intesa – ha dichiarato l’Assessore Berlinguer – saranno utili ad implementare un piano più ampio di valorizzazione di un’area con grandi peculiarità ambientali e naturalistiche. Lo scopo – ha concluso l’Assessore – è quello di attivare azioni di comunicazione, informazione, educazione ambientale e fruizione sostenibile perché possa nascere una filiera imprenditoriale di settore che punti sull’economia verde e sull’uso sostenibile delle risorse”.

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apr 152015
 

Il Comune di Lauria, la Regione Basilicata, i parchi del Pollino e dell’Appennino Lucano hanno organizzato il 14 aprile 2015, nella sala consiliare di Lauria, un dibattito sulla fiscalità di vantaggio nelle aree protette, imprese verdi, ricerca ed innovazione. Presenti tra gli altri il sindaco di Lauria Mitidieri, i presidenti dei parchi Totaro e Pappaterra, gli esperti Domenico Nicoletti, Elio Manti ed Antonio Nicoletti. Ha concluso i lavori l’assessore regionale Aldo Berlinguer.

apr 092015
 

Si terrà il prossimo 25 Aprile 2015, a Satriano di Lucania, la terza edizione della Sagra dell’Asparago selvatico dell’Appennino Lucano organizzata dalla rivista Al Parco in collaborazione con l’associazione Orti del Melandro.

In questo periodo è molto gratificante unire un’escursione nei boschi alla raccolta di un prelibato alimento selvatico. Dopo la fatica della ricerca, si guarda il “mazzo” orgogliosi e si torna a casa felici per cucinare il proprio piatto preferito. Ci sono i fanatici della frittata, sono tipi rustici. Secondo loro qualsiasi altro utilizzo è un compromesso storico. Gli amanti del risotto, esteti dell’equilibro dei gusti, ne esaltano la delicatezza. La via di mezzo sono gli spaghettari: associano il profumo del bosco al sapore vellutato.

Escursione alla ricerca degli asparagi. L’appuntamento è alle 9:30 presso il maneggio comunale di Satriano. Lasciate le auto si procederà alla ricerca degli asparagi selvatici durante un’escursione didattica con descrizione tecnico-scientifico della specie spontanea nei suoi aspetti botanici e biologici a cura del dott. Felice Lapertosa. La camminata si apre con un assaggio di prodotti tipici a filiera corta.

Pranzo a base di asparagi. Al rientro dall’escursione, alle 13:00 circa, si consumerà un pasto completo presso il Crazy Horse a pochi passi dal maneggio comunale.

Il menu prevede un antipasto con frittata d’asparagi e bruschetta con crema di asparagi, due primi, risotto e pasta corta con asparagi, scaloppina di pollo con crema e dadini di asparagi come secondo.

Prima e dopo il pranzo è possibile acquistare asparagi selvatici freschi, asparagi selvatici sott’olio e tanti prodotti tipici a filiera corta forniti da Meladrino, associazione di produttori del Melandro.

Tramonto sulla Torre di Satriano. Dopo mangiato, in esclusiva, intorno alle 16:00 si potrà visitare il sito archeologico di Satrianum e fare una foto ricordo sul terrazzo della Torre Normanna. Il posto è da raggiungere in auto a pochi chilometri dal ristorante, segue breve camminata in salita ripida fino alla cima.

Consigli utili. Per le escursioni indossare scarpe da trekking, pantaloni lunghi (preferibilmente jeans), t-shirt a manica lunga (per non graffiarsi nella raccolta), cappellino. Portare acqua e t-shirt di ricambio.

E’ possibile partecipare alle singole attività.
Prenotazione obbligatoria entro il 22 Aprile.

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gen 222014
 

L’Università della Basilicata, in collaborazione con Total e Shell, ha attivato un Master annuale di secondo livello in “Petroleum geoscience” per preparare esperti nell’analisi geologica delle aree da cui si estrarrà il petrolio, con lezioni frontali esclusivamente in lingua inglese, l’utilizzo di software innovativi, seminari e campagne di studio nell’Appennino lucano e nei giacimenti locali.
Il Master è stato presentato oggi, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il prorettore alla Didattica dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole, i responsabili scientifici del corso, l’assessore regionale alla ricerca Raffaele Liberali, il direttore commerciale di Shell Italia E&P, Tom Kjolberg, e Giuseppe Cobianchi, direttore dell’ufficio di rappresentanza di Potenza di Total E&P Italia, e l’assessore regionale alla formazione e alle attività produttive, Raffaele Liberali.
Sarà fornita ai giovani laureati la formazione adatta a rispondere a una forte domanda del settore, che richiede figure professionali altamente qualificate, in questo caso esperti di sviluppo dei campi petroliferi (field development). Nelle fasi di sviluppo di un sito, infatti, il “Petroleum geoscientist” è di supporto al petrofisico e all’ingegnere dei giacimenti per la valutazione economica delle riserve e per lo studio di fattibilità industriale. Il corso sarà articolato in cinque moduli didattici, con lezioni ed esercitazioni in aula tenute da docenti universitari, su: Introduzione alle Geoscienze applicate agli idrocarburi, Stratigrafia e sedimentologia avanzata, Geologia strutturale avanzata, Proprietà dei giacimenti, Geologia dei giacimenti d’idrocarburi in Italia. L’ultimo modulo didattico consisterà in una campagna geologica. Sono anche previste attività seminariali tenute da tecnici delle compagnie sponsor del Master ed un training (team project) coordinata da Total e Shell. Tutte le attività didattiche e seminariali, escluso il “field course”, saranno svolte nella sede universitaria di Potenza. La campagna (field course) sarà basata in particolare sull’osservazione in affioramento della geologia dell’Appennino meridionale, con particolare attenzione alle rocce presenti nel sottosuolo dei campi petroliferi della Val d’Agri e di Corleto Perticara (Potenza). Al Master sono stati ammessi laureati magistrali in Scienze geologiche, geofisiche e in Ingegneria per l’ambiente e il territorio. Il corso prevede una frequenza obbligatoria dell’80%: le competenze acquisite potranno essere sfruttate anche in un ambito più generale delle georisorse, come nei settori dell’idrogeologia, della prospezione e sfruttamento dell’energia geotermica, dello stoccaggio dell’anidride carbonica e degli studi geologici a supporto delle grandi opere.
La Basilicata custodisce il più grande bacino petrolifero on-shore dell’Europa occidentale. Il legame tra il greggio e il territorio lucano prende il volo definitivamente negli anni Novanta e oggi si concretizza nei progetti della Val D’Agri, il cui giacimento è operato da Eni in partnership con Shell, e il progetto “Tempa Rossa” operato da Total in partnership con Shell e Mitsui. Il petrolio estratto in Val d’Agri, viene inviato a Taranto attraverso un
oleodotto, per la raffinazione o il trasporto via mare.
La Total, invece, ha acquisito successivamente la concessione per il progetto di “Tempa
Rossa”, nell’alta valle del Sauro: l’area si estende principalmente a Corleto Perticara
(Potenza), e a quattro chilometri dal sito verrà costruito il centro di trattamento (nel
comune di Guardia Perticara). Cinque pozzi si trovano a Corleto Perticara, mentre il sesto
pozzo è situato nel comune di Gorgoglione. Altri due pozzi sono in attesa di perforazione.
A regime l’impianto avrà una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di
petrolio, 230.000 metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di Gpl e 80 tonnellate di zolfo.
“Il Master – hanno detto i responsabili scientifici della didattica, il prof. Giacomo Prosser e il dott. Fabrizio Agosta, del dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata – ha molti punti d’innovazione: i corsi saranno svolti esclusivamente in lingua inglese, verrà dato ampio spazio alle esercitazioni pratiche attraverso l’utilizzo di software innovativi, la didattica sarà svolta sia da accademici con documentata attività scientifica nel settore che da esperti tecnici delle compagnie partner. Il Master si prefigge di formare esperti nel campo del ‘field development’, quel segmento di attività compreso tra l’esplorazione di un giacimento e l’effettiva produzione di greggio. Questa iniziativa di alta formazione, che sarà replicata nei prossimi anni, rappresenta un’arma fondamentale per avere opportunità di lavoro immediate in tutto il mondo”.
Per Cobianchi “la collaborazione con l’Università e le scuole, nelle aree di attività, rappresenta uno dei punti salienti della politica di sviluppo sostenibile di Total e si accompagna alla volontà di stringere relazioni di lungo termine con il territorio. Per Total la formazione costituisce un volano di sviluppo economico e sociale e, per questa ragione, abbiamo deciso di collaborare con l’Università della Basilicata. Gli studenti potranno usufruire dell’esperienza internazionale di colleghi del nostro gruppo e acquisire competenze professionali certamente investibili nel settore Oil & Gas, ma anche in diversi altri campi delle geoscienze”.
Shell “nel corso degli anni – ha invece spiegato Kjolberg – ha sempre avuto una fattiva collaborazione con l’Università degli studi della Basilicata, per lo sviluppo di diverse iniziative. Qui abbiamo avuto l’opportunità di incontrare giovani talenti lucani, e di offrire loro opportunità di crescita formativa per essere pronti e competitivi con la loro professionalità nel mercato del lavoro. Il Master va proprio in questa direzione, e rappresenta un’ottima opportunità di formazione sul territorio regionale, per acquisire competenze professionali rilevanti anche a livello internazionale”.
L’assesore Liberali ha infine evidenziato la necessità di “puntare sulla formazione rispettando le esigenze e le richieste del mercato del lavoro, investendo nella collaborazione con il mondo industriale e puntando a una visione globale di lungo periodo, in termini di ricerca e di innovazione. E’ necessario inquadrare, come punto di riferimento, i settori strategici della regione, non solo legati al territorio ma anche a una visione aperta del mondo, in modo specifico – ha concluso – sull’agroalimentare e sul controllo ambientale”.

Davide De Paola

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gen 072014
 

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, esprime una valutazione negativa sull’operato degli enti parco razionali e regionali in Basilicata alla vigilia della conferenza di Federparchi Basilicata programmata per domani, 8 gennaio.

Nello scorso anno, infatti, l’operato degli enti di gestione delle aree protette, istituiti per salvaguardare il territorio, non sempre hanno brillato per coerenza e per decisioni per la difesa della natura, dell’ambiente e dell’economia delle comunità. Tra i casi emblematici di “semaforo rosso” circa l’operato dei parchi in Basilicata, si ricordano le vicende, tutt’ora in itinere, della centrale Enel del Mercure e dei tagli boschivi nel parco nazionale del Pollino e le attività petrolifere che incidono in maniera distruttiva sui valori della biodiversità e sulle sorgenti nel parco dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

Questo parco, privo ancora del suo consiglio direttivo, ha affidato di recente la redazione del piano del parco, in modo non opportuno secondo la Ola, alla stessa società che ha progettato il centro olio di Corleto Perticara della Total. Si ricorda inoltre il tentativo di effettuare ricerche petrolifere, vietate in base alla L.R. 47/97, nel parco regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti lucane.

Le decisioni degli enti parco non sempre sono state coerenti, come le vicende del cementificio e delle pale eoliche a Matera, a ridorso del parco regionale della Murgia Materana. Spesso tali enti confondono il loro ruolo e la mission operando come doppioni delle agenzie di promozione turistica, oppure come promotori di ricerche scientifiche condotte solo grazie a sponsorizzazioni da parte delle compagnie interessate ad effettuare attività petrolifere nei territori protetti.

La Ola che, assieme alle comunità, è spesso dovuta intervenire per segnalare e/o denunciare comportamenti lesivi dei valori della biodiversità naturale, della Rete Natura 2000 e delle comunità che li abitano, auspica che in futuro i parchi e le aree protette regionali tornino ad esercitare con rappresentanti degni di ricoprire le funzioni di vertice ed in base alla loro mission, le finalità di cui le leggi n. 394/91 e L.R. n.28/94, per le quali sono in atto tentativi di stravolgimento attraverso un cambio della normativa di salvaguardia vigente.

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Alla presenza del Presidente nazionale dell’Accademia del Peperoncino, Enzo Monaco, è stata ufficialmente costituita la Delegazione Accademica del Peperoncino dell’Appennino Lucano. L’insediamento è avvenuto nel corso della prima edizione della manifestazione Satriano Peperoncino Fest, organizzata dal Gal Csr Marmo Melandro e dal Comune di Satriano di Lucania, nell’ambito del l’iniziativa promozionale “ Agricoltour”, un viaggio nelle agricolture del Marmo Melandro ..

La Delegazione Accademica avrà il compito di promuovere e valorizzare la cultura dell’oro rosso della tavola, che rappresenta l’ingrediente forse maggiormente utilizzato in assoluto, consumato da una persona su tre tra la popolazione mondiale.

In occasione dell’insediamento, il prof. Ettore Bove, che è stato eletto coordinatore della Delegazione Accademica dell’Appennino Lucano ha illustrato le caratteristiche di alta qualità del peperoncino dei territori della Basilicata facendo presente che esistono notevoli possibilità di sviluppo e di crescita economica del settore, dal momento che allo stato attuale ben il 70% del consumo è di importazione estera.

Con la costituzione della Delegazione Accademica, il peperoncino lucano entra a far parte dell’importante rete di promozione e valorizzazione del prodotto che allo stato attuale conta ottantacinque sedi dislocate in Italia e all’estero.

Il contestuale gemellaggio tra i Comuni di Satriano di Lucania e di Diamante, dove ha sede l’Accademia Nazionale del Peperoncino, rafforza l’iniziativa promossa dal Csr Marmo Melandro – affermano il Presidente e il Direttore del Gal, Michele Miglionico e Nicola Manfredelli – tesa a sviluppare una strategia di valorizzazione integrata del territorio per potenziare e promuovere il proprio patrimonio artistico, produttivo, culturale e paesaggistico.

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ago 112013
 

Si sono appena spenti i riflettori sulla prima dell’evento – organizzato dall’Associazione A Castagna Ra Critica all’inizio di luglio – e già il pubblico, a gran voce, ne richiede la replica.
Due giorni-11 e 12 Agosto-di Arte e Mistero, visitando il Borgo delle trentatré chiese. Per l’occasione saranno riaperte le botteghe artigiane dell’antico borgo e sarà possibile degustare prodotti locali negli stands enogastronomici. Particolarmente suggestiva “la cena con i fantasmi”, con intrattenimento musicale dei Fratelli Paduano.
La compagnia Attiva-Mente metterà in scena ancora una volta l’opera teatrale scritta da Milena Falabella e rielaborata in versi dal regista Gianluigi Pagliaro, ispirata ad un’antica leggenda.
L’Associazione A castagna Ra Critica, guidata dal presidente Lorenzo Vannata, ha come fine primario il recupero del patrimonio storico ed artistico della città di Lagonegro, con la possibilità di rendere fruibile l’itinerario turistico-religioso, da tempo approntato, anche da parte di soggetti diversamente abili, così come è avvenuto nella prima, con la partecipazione di componenti dell’ Associazione Disabili Gragnano: L’opera, in tale occasione, è stata tradotta in lingua LIS da Andrea Propato.
Interesse per l’iniziativa è stata dimostrata da istituzioni e privati, che hanno concesso patrocinio e contributi per il restauro in primis per il prezioso sarcofago del 700 della Chiesa della Candelora.
Particolarmente importante è stato il supporto del parroco don Mario Tempone, che ha consentito l’apertura delle Chiese previste nel percorso.
Partner e collaboratori dell’iniziativa: Comune di Lagonegro, Regione Basilicata Fondo europeo di sviluppo regionale, Azienda Vinicola Gioia Al Negro, Parco Nazionale Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, Fesr Basilicata 2007 2013, Agenzia di Sviluppo La Cittadella del Sapere, APT Basilicata, Ristorante La Stradella, Pizzeria Marea, Ristorante Drive Food, Pasticceria Paradiso, Società di autotrasporti S.L.A., Associazione di Promozione sociale Attiva-Mente, Erminio Truncellito, Cristian Paduano, Pierangelo Camodeca, I Fratelli Paduano e l’intera cittadinanza del borgo antico.
Info e comunicazioni
Lucia Santoro

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