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Nov 292018
 

Bonaventura Picardi anche conosciuto con il nome di Venturino (Lagonegro, 1º aprile 1911 – Roma, 20 aprile 1988), è stato tra le personalità più importanti del dopoguerra italiano. Si impegnò per la crescita della nazione così come del territorio locale, nel ruolo di senatore e sottosegretario (nei dicasteri di Tesoro, Industria e Commercio) in vari governi. Apprezzato e stimato dai leader democristiani, da Andreotti a Moro e a Colombo, è stato punto di riferimento per il mondo cattolico. Speciale fu la sua amicizia con Papa Montini e la sua famiglia.
In questa puntata di Babbilionia, grazie alle domande di Giuseppe Brigante, il professore Roberto Picardi, tra gli uomini di cultura lucani più illustri, ripercorre la brillante ed ispirata carriera politica del senatore oltre a tratteggiare il lato umano dello zio.

 

Ago 062018
 

Da un’idea di ETI l’8 e il 23 agosto un viaggio nel mondo dei racconti per bambini di tutte le età

C’era una volta… un borgo incantato dove le favole diventano realtà. Magia del teatro e di una felice intuizione di Giuseppe Ranoia ed Emanuele Asprella che hanno immaginato un nuovo fantastico viaggio nel mondo delle favole. Per bambini dai 0 ai 150 anni, l’8 e il 23 agosto, a Montalbano Jonico, dalle ore 21, sarà possibile immergersi nel fantastico mondo dei racconti.
Tra le vie della Terra Vecchia ad accogliere i visitatori un Cappellaio Matto. Ma è solo l’inizio del viaggio. Strada facendo, nel centro storico, si incontrano altre favole e altre fiabe; si medita sul valore di un’amicizia e sull’importanza di provare paura, come sano motore per la ricerca e scoperta del continuo viaggiare.

“Le Favole dal Borgo”, così si chiama il nuovo percorso teatrale a firma dell’Ensemble Teatro Instabile. Questa volta il tema del percorso è quello delle fiabe e delle favole, particolare forma di una funzione essenziale dell’essere uomo: il raccontare. “Nel racconto – spiega Giuseppe Ranoia- è custodita l’essenza vitale del genere umano ed è un testamento che ci giunge, quotidianamente, da tempi remotissimi. Ancor oggi combattiamo al fianco di Ettore e Achille, difendiamo le mura di Troia e il figlio Astianatte; amiamo come Ero e Leandro che Shakespeare consegnerà come Romeo e Giulietta (avendo conosciuto l’analoga storia di Masuccio Salernitano e di Bandello). Testamento sono ancora i racconti di Boccaccio, di Dante, il Pentamerone di Gian Battista Basile che racconta anche di favole lucane riprese poi dai grandi favolisti Perrault, Grimm e altri”.

“Le Favole dal Borgo” è la prima edizione della rassegna che intende consolidarsi come le altre iniziative a firma ETI, cercando di ampliare la collaborazione tra risorse locali ed extraterritoriali. La manifestazione, infatti, vede il coinvolgimento e la partecipazione di Pro loco, Casa dell’Arcobaleno e di numerose altre realtà montalbanesi e di altri paesi anche extraregionali.

L’intento comune è quello di innalzare l’offerta culturale attraverso la condivisione dei progetti. Un forte impulso, in quest’ottica, arriva dall’Amministrazione comunale e dall’Assessorato alla Cultura di Montalbano Jonico, sempre più indirizzato a divulgare le varie forme di racconto: lettura, narrazione interpretata, escursioni guidate nella Riserva Regionale dei Calanchi.

Allora pronti per farvi raccontare la prossima storia?

“Tutti gli adulti sono stati bambini almeno una volta”!

Lug 072018
 

Quest’anno l’Azione Cattolica regionale ha programmato al Santuario della Madonna del Pollino, Sabato 7 luglio, il “Percorso Frassati”, nel ricordo della morte del beato Pier Giorgio Frassati, avvenuta il 4 luglio 1925.

 

Nel suggestivo scenario del Parco Nazionale del Pollino, sabato 7 luglio, più di 200 giovani, provenienti da tutta la regione, si incontreranno per la consueta giornata di inizio luglio. Il pellegrinaggio partirà, in mattinata, da località Mezzana-Frida, nel comune di San Severino Lucano e si concluderà con l’arrivo al Santuario della Madonna del Pollino dopo una passeggiata di 3,9 km. Il pomeriggio di fraternità terminerà con la Celebrazione Eucaristica presieduta da monsignor Vincenzo Orofino, Vescovo di Tursi-Lagonegro.

 

Il “Percorso Frassati” unisce gli aspetti più caratterizzanti della vita del giovane Beato: la passione per la montagna, l’irrinunciabile devozione a Maria e l’amicizia come vincolo indissolubile. Ogni anno, durante la prima settimana di Luglio (in corrispondenza della memoria liturgica che si celebra giorno 4) gruppi di giovani e giovanissimi, in tutta Italia, si riuniscono per un’escursione “verso l’Alto”. Nella nostra regione viene scelto a rotazione nelle diverse diocesi lucane, un Santuario Mariano che fa da sfondo a questa giornata caratterizzata dalla preghiera del Rosario, meditazioni e contemplazione del creato.

 

La santità di Pier Giorgio Frassati è una santità originale, è più “straordinariamente ordinaria” fatta di impegno nello studio, nell’università, nella società, nel lavoro, nella politica, nella carità alle “periferie del mondo”: quelle dei più poveri, dei sofferenti, dei disagiati. Una santità eccezionale ma raggiungibile da qualsiasi giovane che si impegni “non a vivacchiare ma a vivere”.

 

Giovanni Lo Pinto

Giu 252018
 

Dopo la grande affermazione del progetto “SportAntenne”, durato 18 mesi e conclusosi a marzo scorso con una festa molto partecipata e che ci ha portato a creare una “carovana di mediazione itinerante”, il comitato UISP di Matera continua il suo impegno sul tema dell’inclusione ed integrazione attraverso lo Sport che ha dimostrato la sua efficacia mediatoria annullando tutte le distanze e incomprensioni.
Si riparte da Potenza con un torneo organizzato in collaborazione con la prefettura del capoluogo di regione.
L’appuntamento è per martedì 26 giugno con ritrovo alle ore 17,00 ed inizio torneo alle ore 17,30 presso il “Pala Pergola” in contrada Rossellino a Potenza.
Sono tante le comunità che hanno aderito all’iniziativa. In campo scenderanno circa settanta ragazzi (tra migranti ed italiani), che si ritroveranno a giocare insieme e a vivere una nuova giornata di sport ed amicizia contro ogni forma di razzismo e discriminazione. Riparte dunque la nostra carovana itinerante in Basilicata, un’occasione per far aggregare nuovi soggetti impegnati nel sistema di accoglienza, e così “prolungare” la nostra carovana che ci porterà alla fine di agosto ai “MONDIALI ANTIRAZZISTI in TOUR” al Sud, che avrà luogo in una località marina della Basilicata. È una sperimentazione affidata al Comitato UISP di Matera organizzatore dell’evento al Sud, sulla scorta della kermesse nazionale che da più di vent’anni si svolge in Emilia Romagna (www.mondialiantirazzisti.org;
www.facebook.com/MONDIALIANTIRAZZISTI/?fref=ts).
Sarà l’occasione per rafforzare sinergie locali sul tema dell’integrazione e della lotta contro ogni forma di discriminazione. L’appuntamento infatti, è per il giorno dopo mercoledì 28 giugno a Rionero in Vulture, dove dalle 17,30 ci sarà la tappa di avvicinamento ai “MONDIALI ANTIRAZZISTI”. Ancora una giornata di sport ed integrazione, in collaborazione con la “Fondazione città della Pace per i Bambini” di Basilicata. Anche qui più di cinquanta ragazzi si ritroveranno e giocheranno insieme in un torneo per affermare con forza l’idea di una società multiculturale e multietnica.

Mar 202018
 

E’ una storia bella e vera. Benito Vitale è di Lauria, Mohammad Nour Basmah ji di Aleppo. Si sono incontrati a scuola. E’ nata un’amicizia straordinaria che ci insegna tanto. Nell’intervista che vi proponiamo registrata dopo una bella manifestazione scolastica svoltasi a Lagonegro, emerge un’umanità fresca e sincera che supera ogni tipo di barriera.

Mar 112018
 

L’Arcivescovo emerito di Catanzaro mons. Antonio Cantisani ripercorre i momenti salienti della sua vita e del suo servizio alla Chiesa: dal Vaticano II, al Beato Lentini e al Cardinale Brancati, alla Fiorentina e alla sua passione per il calcio tanto da essere un buon portiere e chiamato dai compagni con il nome di Peruchetti numero uno dell’Ambrosiana Inter, a Padre Pio e a Natuzza, alle difficoltà sociali in Calabria, ai vescovi Pezzullo e Cammarota fino a Nolè e Sirufo, alle voci sul suo cardinalato, al rapporto con mons. Cozzi, all’amicizia col Cardinale Martini, fino alle riflessioni su Bergoglio e Ratzinger. Un’intervista da ascoltare e, soprattutto, da riascoltare.

Nov 242017
 

“Non amiamo a parole ma coi fatti”: uno slogan o forse un monito? Un sogno o una preghiera?
Ci sono luoghi dove non amare a parole ma coi fatti è solo la semplice realtà, quella ordinaria.
È così nella Caritas parrocchiale di Chiaromonte dove le mele, donate alla parrocchia, diventano torte da vendere per l’autofinanziamento, dove gli immigrati che arrivano “nudi” e “forestieri” vengono vestiti e ospitati, dove gli anziani creano gli addobbi per l’albero della solidarietà. È così a Lagonegro dove l’Episcopio è diventato “mensa dei poveri” e magazzino di viveri, la dispensa di chi ha fame e ancora a Colobraro, dove educare alla carità è uno stile di vita quotidiano, dove si cucina anche nei pentoloni da campo perché ci sia abbastanza cibo per tutti, dove le scuse di chi inventerebbe di tutto pur di non stare solo non sono “capricci” o a Sant’Arcangelo dove il povero che grida viene ascoltato e saziato, dove l’oratorio è anche scuola di danza gratuita, laboratorio dove usare le mani per costruire una relazione senza chiedere nulla in cambio, senza se, senza però e senza forse. Questi sono solo alcuni dei fatti raccontati al Convegno delle Caritas Parrocchiali che si è tenuto a Tursi domenica 12 novembre e che ha aperto la settimana di riflessione in preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per domenica 19 novembre.
Nel Messaggio per la Giornata il Papa aveva espresso un desiderio: le comunità cristiane si impegnino a creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto.
La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro ha accolto l’invito, si è lasciata invitare alla mensa dei poveri, alla festa di Dio dal 12 al 19 novembre, in un percorso di condivisione e riflessione.
Il Vescovo monsignor Vincenzo Orofino, don Giuseppe Gazzaneo, direttore della Caritas e vicario episcopale per la carità, l’equipe Caritas diocesana, il Laboratorio Caritas diocesano, le Caritas parrocchiali: uomini e donne di buona volontà, animati da un senso di responsabilità comune, dalla consapevolezza che i poveri “non sono un problema ma una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”, hanno accolto l’invito del Papa e si sono messi in cammino. Hanno intrapreso un viaggio attraversando la Diocesi, macinando chilometri e, partiti da Tursi domenica 12, martedì 14 novembre si sono incontrati a Policoro per ascoltare la voce incrinata dall’emozione di Ivan Sagnet. Ivan che, arrivato in Italia dal Camerun con un sogno e catapultato nell’incubo del caporalato a Nardò, nella Puglia della raccolta dei pomodori, non ha dimenticato che la dignità della persona è sacra e si è ribellato, inneggiando allo sciopero, facendo arrivare il suo grido alla Magistratura che ha arrestato 16 caporali e li ha condannati per riduzione in schiavitù. L’incubo, che Ivan ha vissuto, è tornato ad essere un sogno, è diventato legge contro il caporalato, un’associazione dall’emblematico nome “NO CAP” che diventerà presto una rete di supermercati dove si venderanno prodotti raccolti da mani che nessuno ha sfruttato. Alla voce tremante di Ivan ha fatto eco quella indignata di Gianni Fabbris di Altragricoltura a difesa della nostra terra, dei contadini, dei lavoratori in lotta contro la speculazione che crea crisi economica e inequità sociale.
Mercoledì 15 novembre il viaggio è proseguito verso Lagonegro per ascoltare i fatti della vita di Andrea Costantino che, dopo aver giocato d’azzardo ha capito che il gioco più bello è puntare sulla vita, per imparare da Angela Canzoniere, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa “Il pozzo di Sicar” di Tricarico, che il gioco può diventare un carcere e tramutarsi in malattia, ma anche che chi vive un dramma del genere può essere curato, facendosi carico della sua persona al di là dei dati e delle false probabilità. Piera Vitelli, della Comunità Exodus di Tursi, ha raccontato dei suoi ragazzi, quelli che hanno cercato i paradisi artificiali, che si sono persi per le strade senza meta della droga e dell’alcool, e ha rivolto il suo accorato appello ai 60 ragazzi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, che hanno partecipato al Concorso indetto dalla Caritas e dal Miur sulla Ludopatia con i loro disegni e le loro speranze, invitandoli a farsi testimoni e protagonisti nella lotta alle forme di dipendenza. Mons. Orofino ha consegnato una targa a una delle allieve del Pitagora, segno di ringraziamento per l’impegno e per cristallizzare il senso profondo di una battaglia che si può vincere.
La riflessione è passata per Francavilla in Sinni: giovedì 16 novembre si è tenuto un incontro in cui poter conoscere modi diversi di “essere abili”. Nicoletta Messuti ha presentato i ragazzi con disabilità di Casa Angelica con sede a Lauria, quelli del “Dopo di Noi”, le persone a cui la legge 112 del 22.06.2016 vorrebbe garantire il benessere, l’autonomia e la piena inclusione sociale, persone che hanno bisogno di Nicoletta e degli altri operatori come quelli di Casa Angelica per sentirsi a casa e in famiglia anche quando non ne hanno più una.
“La diversa abilità presuppone un diverso modo di essere, essere autistico presuppone un altro modo di sentire per cui un abbraccio può essere solo un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori”: le parole di Franco Addolorato, dette con la forza dell’esperienza, con l’autorità della conoscenza e dell’impegno, col sentimento di un padre che ha spesso bisogno delle sagge parole del figlio, Vincenzo, che con voce impostata ha ricordato al suo papà e a tutti i presenti che “solo chi sogna può volare”.
Riflettendo sui fatti e sui gesti siamo arrivati a San Brancato di Sant’Arcangelo per parlare di “immigrazione”. E da qui il cuore e la mente hanno spaziato a tutto tondo. Caterina Boca, avvocato e consulente del Coordinamento Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, coi dati nazionali ed europei sull’immigrazione, lei che da anni vive a Roma ma viene da Vena, paesino calabrese a cultura arbereshe che negli anni ‘90, quando gli albanesi sbarcarono in massa sulle coste pugliesi ha visto suo padre partire alla volta di Bari per andare ad accogliere i “compaesani” e portarli a Vena e dar loro un tetto e un sostegno… che sente ancora suo padre lamentarsi perché gli hanno messo fuori uso una lavatrice. A Caterina ha fatto eco don Giuseppe Gazzaneo che ha ricordato che “siamo uomini e non lavatrici… non abbiamo bisogno di separarci per colore!”. I presenti all’incontro di venerdì 17 novembre hanno ancora negli occhi il piccolo Hiab, figlio di una coppia di immigrati, ospite del Cas di Rotondella, che di fronte alla croce pettorale di Mons. Orofino ha mostrato, sollevando il suo maglioncino blu, la piccola croce di legno che aveva al collo e, in un gesto innocente, ha scritto un trattato sull’uguaglianza e la fratellanza in Cristo! Nessuno dimenticherà le parole dei due ragazzi immigrati che hanno voluto raccontarci i “fatti loro”, che a Senise e a San Brancato si sentono a casa, come se fossero nati qui, che pensano che l’immigrazione sia un movimento di persone alla ricerca di se stesse e non solo la ricerca affannosa e disperata di un posto dove stare. E nessuno scorderà le parole del sociologo Rocco Di Santo, che dopo aver dato i suoi numeri, ha guardato il piccolo Hiab ricordandoci che lui è il futuro.
Ma perché vi sia un futuro sereno è necessario che vi sia lavoro per tutti. Avevamo, dunque, l’obbligo di riflettere sulla crisi economica e sulla mancanza di occupazione. E lo abbiamo fatto a Senise, al Centro Parrocchiale, con gli imprenditori Franco Cupparo e Rocco Messuti e le loro storie: Cupparo che da ragazzo faceva l’acquaiolo in un cantiere a Ginosa e oggi da lavoro a cento persone, Messuti che, insieme a suo fratello Egidio, per amore del suo paese, è rimasto a Senise lanciandosi in un’avventura che oggi gli consente di dare lavoro a 60 occupati. Lo abbiamo fatto con Maria Grazia Tammone, psicologa e psicoterapeuta della Caritas di Tricarico, della Cooperativa “Il pozzo di Sicar”, nata dall’esperienza dei progetti in Caritas e in seno alla Chiesa che si occupa di nuove e vecchie dipendenze, di sostegno alle famiglie con grave disagio economico, e che offre lavoro a 16 persone. E ancora con Franco Marcone e la sua esperienza nel mondo sindacale, dalla parte dei lavoratori con uno sguardo attento e le mani protese ad offrire supporto e spesso conforto.
Su tutte la voce del Vescovo che ha ricordano come “ognuno di noi, quando viene al mondo, è accolto in una relazione, in una relazione d’amore. Le relazioni sono fatti, non sono solo parole o sentimenti! La carità è un fare, è un’azione! Le relazioni non sono funzionali a un qualche cosa ma sono qualificanti. La vita delle persone si determina dalle relazioni, le relazioni danno qualità alle persone. Le persone, davvero degne di questo nome, amano relazionarsi con gli altri. Ma qualcosa si è guastato nel cuore dell’uomo e invece di globalizzare la solidarietà stiamo globalizzando l’indifferenza e il rifiuto. Se rimaniamo fedeli alla nostra natura saremo naturalmente portati ad aprirci agli altri e più ci apriremo agli altri più saremo realizzati. Non c’è bisogno di essere eroi per stare accanto a chi porta con sé una povertà… basta essere normali”.
Domenica 19 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, la Caritas Diocesana con il Vescovo e il Direttore è arrivata a Lauria dove, realizzando il desiderio del Papa, ha diviso il pane coi poveri e coi poveri ha celebrato l’Eucarestia, ai piedi del Beato Lentini a cui quest’anno guardiamo in maniera particolare nel ricordo del 20mo anniversario della beatificazione.
E a tavola c’erano Enzo che tifa Juve, Domenica col suo sguardo timido e la sua collana di perle, Maria e il suo voler essere abbracciata, Gigino coi suoi occhi sorridenti… e tra loro la Caritas Parrocchiale, la Croce Rossa, i volontari, gli operatori delle caritas parrocchiali della diocesi, uomini e donne di buona volontà che tengono fisso lo sguardo su quanti gridano aiuto e chiedono solidarietà.
Una settimana ricca di fatti, di gesti di premura e cordialità, che lascia il segno nella vita di tanti: ci sta a cuore il benessere della nostra gente, la promozione della persona, la bontà dell’operato ordinario della Chiesa e delle istituzioni presenti nel territorio. Perché parlare di povertà non è questione di astrazione ma di attenzione concreta a uomini e donne che vivono problematiche di cui Caritas vuole farsi carico in vista di percorsi educativi strutturati e abituali.
In un mondo che ci suggerisce di imitare ciò che il marketing decide per noi, vogliamo farci imitatori della vita di Cristo, portarlo nelle nostre esistenze e far sì che pervada le nostre responsabilità sociali a garanzia della giustizia delle nostre decisioni e dei nostri gesti.

Maria Lucia Cristiano
Equipe Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

tavoloTursi

Set 292017
 

Lo scorso lunedì 18 settembre, a Salerno, è stato sottoscritto un accordo di cooperazione ed Amicizia al fine di
fortificare la relazione tra soggetti che, da sempre, pongono attenzione alle dinamiche sociali che interessano
la collettività. Nel corso della manifestazione, sono intervenuti i responsabili del “Circolo Sociale Carlo Alberto
1886”, dell’Associazione Lucana “Giustino Fortunato” e della Banca Monte Pruno, che anche stavolta non ha
voluto far mancare il suo supporto pur di favorire la nascita di questo interessante legame che unisce,
condivide e coordina valori, idee, iniziative e progetti. L’atto di gemellaggio è stato sottoscritto dal nostro
Presidente, Felice Tierno, dal Presidente della “Giustino Fortunato”, Rocco Risolia, e dal Direttore Generale
della Banca Monte Pruno, Michele Albanese, Presidente Onorario del Circolo.
Nello specifico l’obiettivo del gemellaggio è quello di favorire scambi nel campo della cultura, promozione ed
organizzazione di eventi nell’ambito sportivo, della tutela ambientale e delle politiche di sviluppo del turismo.
Per realizzare tali scopi, i due sodalizi culturali favoriranno contatti diretti tra associazioni, famiglie e singoli
cittadini delle rispettive comunità ed elaboreranno di comune accordo programmi di attività che si
svolgeranno sia a Padula che a Salerno con il pieno sostegno della Banca Monte Pruno.

Sabato 30 settembre 2017 – Ore 18,00 nel salone della sede sociale in Padula si è svolto il secondo appuntamento che sancirà ufficialmente il gemellaggio tra le due associazioni culturali salernitane, il “Circolo Sociale Carlo Alberto 1886” e l’Associazione Lucana “Giustino Fortunato”.
Dopo l’accoglienza degli amici lucani, il programma prevede i saluti dei presidenti Felice Tierno e Rocco
Risolia, e del Direttore Generale della Banca Monte Pruno, Michele Albanese, Presidente Onorario del Circolo
Carlo Alberto 1886.
A seguire, il giornalista Giuseppe D’Amico, Socio Onorario del Circolo, ha proposto alcune brevi riflessioni sul
tema Affinità socio-economiche e storiche-culturali nel territorio dell’ Antica Lucania
Momenti di cordiale ospitalità e di affettuosa amicizia e socialità hanno allietato la serata con gli amici della
“Giustino Fortunato”, sino al momento del loro rientro a Salerno.

carlo-alberto-emana-lo-statuto-albertino

Set 172017
 

I fiduciari lucani di “Fiat 500 Club Italia” Raffaele D’Angelo, Giuseppe Pellegrino, Domenico Bruno e Cinzia Lista hanno organizzato un evento motoristico teso a valorizzare il modello ‘500’ della Fiat; al tempo stesso si è anche promosso il territorio da un punto di vista turistico e culturale. I meeting motoristici sono utili anche a far incontrare e favorire l’amicizia tra gli appasionati delle auto d’epoca. Lo start è stato dato il 16 settembre 2017 a Pecorone di Lauria, nella stessa serata la lunga carovana ha raggiunto il porto di Maratea. Il raduno è stato a numero chiuso per una migiore gestione dell’evento: 150 sono stati gli iscritti da tutta Italia.

Set 142017
 

Lunedì 18 settembre 2017, una delegazione dell’antico e storico Sodalizio padulese farà visita agli amici dell’Associazione salernitana, nel primo dei due appuntamenti previsti.
I rappresentanti del “Circolo Sociale Carlo Alberto 1886” e dell’Associazione Lucana “Giustino Fortunato”, stipulano questo accordo allo scopo di iniziare la cooperazione in ambito culturale, sociale, sportivo, turistico e della tutela ambientale.

Padula veduta