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nov 092015
 

I soci e gli amici del Centro Anziani di Tortora hanno festeggiato le nozze d’oro del loro Presidente e signora.
Cinquanta anni di vita in comune vissuti all’insegna dell’amore reciproco e dell’accoglienza della Parola di Dio.
Armoniosa serata di gioia, allegria e straripante amicizia nella sede del Centro Anziani di Piazza Benedetto Croce a Tortora Marina: canti, balli, sorrisi, abbracci e ricco buffet offerto dai festeggiati. Commovente il taglio della torta.
Splendido omaggio floreale ed un prezioso quadro della Famiglia di Nazareth a Nicola e Lina da parte degli organizzatori.
I festeggiati avevano ricordato il giorno del loro matrimonio nel corso della messa celebrata domenica 2 ottobre dal Viceparroco di Tortora Marina, Don Francis EKKA, che ha partecipato alla festa.

auguri LA Torta

mar 282015
 

Sabato 28 marzo 2015, vigilia delle Palme, a Castelluccio Inferiore si è svolta la Giornata dei Giovani 2015 alla presenza del Vescovo di Tursi-Lagonegro mons. Francesco Nolè. Notevole è stata l’affluenza registrata e la qualità dei contenuti offerti. Precisa l’organizzazione da parte dei giovani sacerdoti della diocesi.

Prima parte

Seconda parte

Terza parte in via di caricamento

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ 2015
«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio»
(Mt 5,8)

Cari giovani,
continuiamo il nostro
pellegrinaggio spirituale verso Cracovia,
dove nel luglio 2016 si terrà la prossima
edizione internazionale della Giornata
Mondiale della Gioventù. Come guida del
nostro cammino abbiamo scelto le
Beatitudini evangeliche. L’anno scorso
abbiamo riflettuto sulla Beatitudine dei
poveri in spirito, inserita nel contesto più
ampio del “discorso della montagna”.
Abbiamo scoperto insieme il significato
rivoluzionario delle Beatitudini e il forte
richiamo di Gesù a lanciarci con coraggio
nell’avventura della ricerca della felicità.
Quest’anno rifletteremo sulla sesta
Beatitudine: «Beati i puri di cuore, perché
vedranno Dio» (Mt 5,8).
1. Il desiderio della felicità
La parola beati, ossia felici, compare
nove volte in questa che è la prima grande
predica di Gesù (cfr Mt 5,1-12). È come
un ritornello che ci ricorda la chiamata del
Signore a percorrere insieme a Lui una
strada che, nonostante tutte le sfide, è la
via della vera felicità.
Sì, cari giovani, la ricerca della felicità
è comune a tutte le persone di tutti i tempi
e di tutte le età. Dio ha deposto nel cuore
di ogni uomo e di ogni donna un desiderio
irreprimibile di felicità, di pienezza. Non
avvertite che i vostri cuori sono inquieti e
in continua ricerca di un bene che possa
saziare la loro sete d’infinito?
I primi capitoli del Libro della Genesi
ci presentano la splendida beatitudine alla
quale siamo chiamati e che consiste in
comunione perfetta con Dio, con gli altri,
con la natura, con noi stessi. Il libero
accesso a Dio, alla sua intimità e visione
era presente nel progetto di Dio per
l’umanità dalle sue origini e faceva sì che
la luce divina per measse di verità e
trasparenza tutte le relazioni umane. In
questo stato di purezza originale non
esistevano “maschere”, sotterfugi, motivi
per nascondersi gli uni agli altri. Tutto era
limpido e chiaro.
Quando l’uomo e la donna cedono alla
tentazione e rompono la relazione di
fiduciosa comunione con Dio, il peccato
entra nella storia umana (cfr Gen 3). Le
conseguenze si fanno subito notare anche
nelle loro relazioni con sé stessi, l’uno con
l’altro, con la natura. E sono drammatiche!
La purezza delle origini è come inquinata.
Da quel momento in poi l’accesso diretto
alla presenza di Dio non è più possibile.
Subentra la tendenza a nascondersi,
l’uomo e la donna devono coprire la
propria nudità. Privi della luce che
proviene dalla visione del Signore,
guardano la realtà che li circonda in modo
distorto, miope. La “bussola” interiore che
li guidava nella ricerca della felicità perde
il suo punto di riferimento e i richiami del
potere, del possesso e della brama del
piacere a tutti i costi li portano nel baratro
della tristezza e dell’angoscia.
Nei Salmi troviamo il grido che
l’umanità rivolge a Dio dal profondo
dell’anima: «Chi ci farà vedere il bene, se
da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo
volto?» (Sal 4,7). Il Padre, nella sua infinita
bontà, risponde a questa supplica
inviando il suo Figlio. In Gesù, Dio assume
un volto umano. Con la sua incarnazione,
vita, morte e risurrezione Egli ci redime
dal peccato e ci apre orizzonti nuovi, finora
impensabili.
E così, in Cristo, cari giovani, si trova il
pieno compimento dei vostri sogni di
bontà e felicità. Lui solo può soddisfare
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3
vostre attese tante volte deluse dalle false
promesse mondane. Come disse san
Giovanni Paolo II: «è Lui la bellezza che
tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con
quella sete di radicalità che non vi
permette di adattarvi al compromesso; è
Lui che vi spinge a deporre le maschere
che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge
nel cuore le decisioni più vere che altri
vorrebbero soffocare. E’ Gesù che suscita
in voi il desiderio di fare della vostra vita
qualcosa di grande» (Veglia di preghiera
a Tor Vergata, 19 agosto 2000:
Insegnamenti XXIII/2, [2000], 212).
2. Beati i puri di cuore…
Adesso cerchiamo di approfondire
come questa beatitudine passi attraverso
la purezza del cuore. Prima di tutto
dobbiamo capire il significato biblico della
parola cuore. Per la cultura ebraica il cuore
è il centro dei sentimenti, dei pensieri e
delle intenzioni della persona umana. Se
la Bibbia ci insegna che Dio non vede le
apparenze, ma il cuore (cfr 1 Sam 16,7),
possiamo dire anche che è a partire dal
nostro cuore che possiamo vedere Dio.
Questo perché il cuore riassume l’essere
umano nella sua totalità e unità di corpo
e anima, nella sua capacità di amare ed
essere amato.
Per quanto riguarda invece la
definizione di “puro”, la parola greca
utilizzata dall’evangelista Matteo è
katharos e significa fondamentalmente
pulito, limpido, libero da sostanze
contaminanti. Nel Vangelo vediamo Gesù
scardinare una certa concezione della
purezza rituale legata all’esteriorità, che
vietava ogni contatto con cose e persone
(tra cui i lebbrosi e gli stranieri), considerati
impuri. Ai farisei che, come tanti giudei di
quel tempo, non mangiavano senza aver
fatto le abluzioni e osservavano numerose
tradizioni legate al lavaggio di oggetti,
Gesù dice in modo categorico: «Non c’è
nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui,
possa renderlo impuro. Ma sono le cose
che escono dall’uomo a renderlo impuro.
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli
uomini, escono i propositi di male:
impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità,
malvagità, inganno, dissolutezza, invidia,
calunnia, superbia, stoltezza» (Mc 7,15.21-
22).
In che consiste dunque la felicità che
scaturisce da un cuore puro? A partire
dall’elenco dei mali che rendono l’uomo
impuro, enumerati da Gesù, vediamo che
la questione tocca soprattutto il campo
delle nostre relazioni. Ognuno di noi deve
imparare a discer nere ciò che può
“inquinare” il suo cuore, formarsi una
coscienza retta e sensibile, capace di
«discernere la volontà di Dio, ciò che è
buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2).
Se è necessaria una sana attenzione per
la custodia del creato, per la purezza
dell’aria, dell’acqua e del cibo, tanto più
dobbiamo custodire la purezza di ciò che
abbiamo di più prezioso: i nostri cuori e le
nostre relazioni. Questa “ecologia umana”
ci aiuterà a respirare l’aria pura che
proviene dalle cose belle, dall’amore vero,
dalla santità.
Una volta vi ho posto la domanda:
Dov’è il vostro tesoro? Su quale tesoro
riposa il vostro cuore? (cfr Intervista con
alcuni giovani del Belgio, 31 marzo 2014).
Sì, i nostri cuori possono attaccarsi a veri
o falsi tesori, possono trovare un riposo
autentico oppure addor mentarsi,
diventando pigri e intorpiditi. Il bene più
prezioso che possiamo avere nella vita è
la nostra relazione con Dio. Ne siete
convinti? Siete consapevoli del valore
inestimabile che avete agli occhi di Dio?
Sapete di essere amati e accolti da Lui in
modo incondizionato, così come siete?
Quando questa percezione viene meno,
l’essere umano diventa un enigma
incomprensibile, perché proprio il sapere
di essere amati da Dio
incondizionatamente dà senso alla nostra
vita. Ricordate il colloquio di Gesù con il
giovane ricco (cfr Mc 10,17-22)?
L’evangelista Marco nota che il Signore
fissò lo sguardo su di lui e lo amò (cfr v.
21), invitandolo poi a seguirlo per trovare
il vero tesoro. Vi auguro, cari giovani, che
questo sguardo di Cristo, pieno di amore,
vi accompagni per tutta la vostra vita.
Il periodo della giovinezza è quello in
cui sboccia la grande ricchezza affettiva
presente nei vostri cuori, il desiderio
profondo di un amore vero, bello e grande.
Quanta forza c’è in questa capacità di
amare ed essere amati! Non permettete
che questo valore prezioso sia falsato,
distrutto o deturpato. Questo succede
quando nelle nostre relazioni subentra la
strumentalizzazione del prossimo per i
propri fini egoistici, talvolta come puro
oggetto di piacere. Il cuore rimane ferito
e triste in seguito a queste esperienze
negative. Vi prego: non abbiate paura di
un amore vero, quello che ci insegna Gesù
e che san Paolo delinea così: «La carità è
magnanima, benevola è la carità; non è
invidiosa, non si vanta, non si gonfia
d’orgoglio, non manca di rispetto, non
cerca il proprio interesse, non si adira, non
tiene conto del male ricevuto, non gode
dell’ingiustizia ma si rallegra della verità.
Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto
sopporta. La carità non avrà mai fine» (1
Cor 13, 4-8).
Nell’invitarvi a riscoprire la bellezza
della vocazione umana all’amore, vi
esorto anche a ribellarvi contro la diffusa
tendenza a banalizzare l’amore,
soprattutto quando si cerca di ridurlo
solamente all’aspetto sessuale,
svincolandolo così dalle sue essenziali
caratteristiche di bellezza, comunione,
fedeltà e responsabilità. Cari giovani,
«nella cultura del provvisorio, del relativo,
molti predicano che l’impor tante è
“godere” il momento, che non vale la
pena di impegnarsi per tutta la vita, di fare
scelte definitive, “per sempre”, perché non
si sa cosa riserva il domani. Io, invece, vi
chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo
di andare controcorrente; sì, in questo vi
chiedo di ribellarvi a questa cultura del
provvisorio, che, in fondo, crede che voi
non siate in grado di assumer vi
responsabilità, crede che voi non siate
capaci di amare veramente. Io ho fiducia
in voi giovani e prego per voi. Abbiate il
coraggio di andare controcorrente. E
abbiate il coraggio anche di essere felici»
(Incontro con i volontari alla GMG di Rio,
28 luglio 2013).
Voi giovani siete dei bravi esploratori!
Se vi lanciate alla scoperta del ricco
insegnamento della Chiesa in questo
campo, scoprirete che il cristianesimo non
consiste in una serie di divieti che
soffocano i nostri desideri di felicità, ma
in un progetto di vita capace di affascinare
i nostri cuori!
3. … perché vedranno Dio
Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna
risuona continuamente l’invito del
Signore: «Cercate il mio volto!» (Sal 27,8).
Allo stesso tempo ci dobbiamo sempre
confrontare con la nostra povera
condizione di peccatori. E’ quanto
leggiamo per esempio nel Libro dei Salmi:
«Chi potrà salire il monte del Signore? Chi
potrà stare nel suo luogo santo? Chi ha
mani innocenti e cuore puro» (Sal 24,3-
4). Ma non dobbiamo avere paura né
scoraggiarci: nella Bibbia e nella storia di
ognuno di noi vediamo che è sempre Dio
che fa il primo passo. E’ Lui che ci purifica
affinché possiamo essere ammessi alla sua
presenza.
Il profeta Isaia, quando ricevette la
chiamata del Signore a parlare nel suo
nome, si spaventò e disse: «Ohimè! Io
sono perduto, perché un uomo dalle
labbra impure io sono» (Is 6,5). Eppure il
Signore lo purificò, inviandogli un angelo
che toccò la sua bocca e gli disse: «E’
scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è
espiato» (v. 7). Nel Nuovo Testamento,
quando sul lago di Gennèsaret Gesù
chiamò i suoi primi discepoli e compì il
prodigio della pesca miracolosa, Simon
Pietro cadde ai suoi piedi dicendo:
«Signore, allontanati da me, perché sono
un peccatore» (Lc 5,8). La risposta non si
fece aspettare: «Non temere; d’ora in poi
sarai pescatore di uomini» (v. 10). E
quando uno dei discepoli di Gesù gli
chiese: «Signore, mostraci il Padre e ci
basta», il Maestro rispose: «Chi ha visto
me, ha visto il Padre» (Gv 14,8-9).
L’invito del Signore a incontrarlo è
rivolto perciò ad ognuno di voi, in qualsiasi
luogo e situazione si trovi. Basta «prendere
la decisione di lasciarsi incontrare da Lui,
di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non
c’è motivo per cui qualcuno possa pensare
che questo invito non è per lui» (Esort.
ap. Evangelii gaudium, 3). Siamo tutti
peccatori, bisognosi di essere purificati dal
Signore. Ma basta fare un piccolo passo
verso Gesù per scoprire che Lui ci aspetta
sempre con le braccia aperte, in particolare
nel Sacramento della Riconciliazione,
occasione privilegiata di incontro con la
misericordia divina che purifica e ricrea i nostri
cuori.
Sì, cari giovani, il Signore vuole
incontrarci, lasciarsi “vedere” da noi. “E
come?” – mi potrete domandare. Anche
santa Teresa d’Avila, nata in Spagna
proprio 500 anni fa, già da piccola diceva
ai suoi genitori: «Voglio vedere Dio». Poi
ha scoperto la via della preghiera come
«un intimo rapporto di amicizia con Colui
dal quale ci sentiamo amati» (Libro della
vita, 8, 5). Per questo vi domando: voi
pregate? Sapete che potete parlare con
Gesù, con il Padre, con lo Spirito Santo,
come si parla con un amico? E non un
amico qualsiasi, ma il vostro migliore e
più fidato amico! Provate a farlo, con
semplicità. Scoprirete quello che un
contadino di Ars diceva al santo Curato
del suo paese: quando sono in preghiera
davanti al Tabernacolo, «io lo guardo e
lui mi guarda» (Catechismo della Chiesa
Cattolica, 2715).
Ancora una volta vi invito a incontrare
il Signore leggendo frequentemente la
Sacra Scrittura. Se non avete ancora
l’abitudine, iniziate dai Vangeli. Leggete
ogni giorno un brano. Lasciate che la
Parola di Dio parli ai vostri cuori, illumini
i vostri passi (cfr Sal 119,105). Scoprirete
che si può “vedere” Dio anche nel volto
dei fratelli, specialmente quelli più
dimenticati: i poveri, gli affamati, gli
assetati, gli stranieri, gli ammalati, i
carcerati (cfr Mt 25,31-46). Ne avete mai
fatto esperienza? Cari giovani, per entrare
nella logica del Regno di Dio bisogna
riconoscersi poveri con i poveri. Un cuore
puro è necessariamente anche un cuore
spogliato, che sa abbassarsi e condividere
la propria vita con i più bisognosi.
L’incontro con Dio nella preghiera,
attraverso la lettura della Bibbia e nella
vita fraterna vi aiuterà a conoscere meglio
il Signore e voi stessi. Come accadde ai
discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35), la
voce di Gesù farà ardere i vostri cuori e si
apriranno i vostri occhi per riconoscere la
sua presenza nella vostra storia,
scoprendo così il progetto d’amore che
Lui ha per la vostra vita.
Alcuni di voi sentono o sentiranno la
chiamata del Signore al matrimonio, a
formare una famiglia. Molti oggi pensano
che questa vocazione sia “fuori moda”,
ma non è vero! Proprio per questo motivo,
l’intera Comunità ecclesiale sta vivendo
un periodo speciale di riflessione sulla
vocazione e la missione della famiglia nella
Chiesa e nel mondo contemporaneo.
Inoltre, vi invito a considerare la chiamata
alla vita consacrata o al sacerdozio. Quanto
è bello vedere giovani che abbracciano la
vocazione di donarsi pienamente a Cristo
e al servizio della sua Chiesa! Interrogatevi
con animo puro e non abbiate paura di
quello che Dio vi chiede! A partire dal
vostro “sì” alla chiamata del Signore
diventerete nuovi semi di speranza nella
Chiesa e nella società. Non dimenticate:
la volontà di Dio è la nostra felicità!
4. In cammino verso Cracovia
«Beati i puri di cuore, perché vedranno
Dio» (Mt 5,8). Cari giovani, come vedete,
questa Beatitudine tocca molto da vicino
la vostra esistenza ed è una garanzia della
vostra felicità. Perciò vi ripeto ancora una
volta: abbiate il coraggio di essere felici!
La Giornata Mondiale della Gioventù
di quest’anno conduce all’ultima tappa del
cammino di preparazione verso il prossimo
grande appuntamento mondiale dei
giovani a Cracovia, nel 2016. Proprio
trent’anni fa san Giovanni Paolo II istituì
nella Chiesa le Giornate Mondiali della
Gioventù. Questo pellegrinaggio giovanile
attraverso i continenti sotto la guida del
Successore di Pietro è stata veramente
un’iniziativa provvidenziale e profetica.
Ringraziamo insieme il Signore per i
preziosi frutti che essa ha portato nella vita
di tanti giovani in tutto il pianeta! Quante
scoperte importanti, soprattutto quella di
Cristo Via, Verità e Vita, e della Chiesa
come una grande e accogliente famiglia!
Quanti cambiamenti di vita, quante scelte
vocazionali sono scaturiti da questi raduni!
Il santo Pontefice, Patrono delle GMG,
interceda per il nostro pellegrinaggio verso
la sua Cracovia. E lo sguardo materno
della Beata Vergine Maria, la piena di
grazia, tutta bella e tutta pura, ci
accompagni in questo cammino.

Papa Francesco

Dal Vaticano, 31 gennaio 2015
Memoria di san Giovanni Bosco

mar 142015
 

L’Associazione Magna Grecia di Lauria ha legato le proprie attività alla valorizzazione concreta del territorio da oltre un decennio. In questa fase è impegnata nella realizzazione dei contenuti legati all’istituendo palazzo Marangoni di Lauria.
Grazie alla lungimiranza della Regione Basilicata, della Parrocchia San Giacomo e del Comune di Lauria entro la fine dell’anno verrà inaugurata una struttura che diventerà un centro pulsante di eventi e di articolate iniziative tese all’approfondimento e alla ricerca nel campo della cultura e dell’arte (in questi mesi l’artista Emilio Larocca è impegnato nella realizzazione di un dipinto avente come soggetto il maestro Mariano Lanziani che sarà donato all’associazione Magna Grecia che provvederà ad esporlo stabilmente nella sala espositiva dedicata al celebrato pittore lauriota). Non mancheranno anche attività legate alla promozione turistica e sociale.
L’associazione Magna Grecia, da circa un anno è anche impegnata nella riscoperta di un personaggio che ha caratterizzato le attività nel campo aeronautico in Brasile. Nicola Santo, nacque a Lauria nel 1889, fu un illuminato ingegnere e venne considerato nella prima metà del ’900 tra gli inventori più ispirati ed arditi.
E’ stato Paolo Roncari, studioso ligure, a riaccendere con documenti provenienti dal Brasile, l’attenzione verso questo personaggio lauriota così importante.
Grazie alla proficua collaborazione dell’associazione con il sindaco di Lauria Gaetano Mitidieri, tra i protagonisti più entusiasti e sensibili di questa operazione culturale, si sono riannodati i fili di una storia che andava assolutamente valorizzata. Nei mesi scorsi vi è stato un significativo incontro con la nipote, signora Gilda Caimo, ancora in vita a Scalea.
Nell’estate scorsa anche l’associazione Mediterraneo ha contribuito, con il “premio” annuale, ad esaltare l’operato di un uomo schivo ma brillante e lungimirante.
L’illustre lauriota iniziò ad essere studiato dalla rivista lauriota “La vedetta Lucana” nel 1913 (una copia del giornale è ancora consultabile grazie all’archivio personale di Guerino Antonio Sarno) ed anche dal compianto ed illuminato storico Vito Pasquale Rossi.
L’Associazione Magna Grecia, convinta dello spessore e della personalità dell’inventore, ha inserito uno spazio all’interno di palazzo Marangoni che sarà dedicato proprio a Nicola Santo.
Al tempo stesso l’associazione si è impegnata a realizzare un libro dedicato all’intrepido ingegnere che sarà presentato nella prossima primavera. In questa cornice di eventi, l’onorevole Gianni Pittella e l’onorevole Fabio Porta parlamentare italiano eletto in Brasile, sono stati coinvolti nell’importanze operazione culturale ed hanno organizzato un incontro operativo con l’ambasciatore del Brasile in Italia Ricardo Neiva Tavares il 16 febbraio scorso.
All’incontro presso l’ambasciata di Piazza Navona, oltre ai due parlamentari e, ovviamente al capo della diplomazia brasiliana in Italia, hanno partecipato il sindaco di Lauria, una rappresenta della giunta comunale, le associazioni Magna Grecia e Mediterraneo.
Nel corso del proficuo e cordiale incontro l’ambasciatore Neiva Tavares è stato invitato a Lauria il 10, 11 e 12 luglio prossimi.
Nel corso del soggiorno lauriota, il diplomatico riceverà il Premio Mediterraneo e parteciperà a vari incontri alcuni dei quali riguarderanno il tema dell’emigrazione.
Nell’occasione, inaugurerà l’ala del palazzo Marangoni dedicata all’inventore lauriota.
Finalmente Nicola Santo avrà il giusto tributo dalla sua città natale che lo ha condiviso con la terra brasiliana d’adozione che il Santo amò fino alla fine dei suoi giorni dedicandogli tutto il suo ingegno.

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Ricardo Neiva Tavares: da Rio de Janeiro ai vertici diplomatici del Brasile
Nato a Rio de Janeiro il 16 agosto 1957, ha avuto una prestigiosa formazione accademica. Dal 1986 al 1989 è stato inviato presso l’Ambasciata a Parigi, nel ruolo Secondo e Primo Segretario; dal 1989 al 1993 ha svolto attività diplomatica presso l’ Ambasciata del Giappone a Tokyo, nel ruolo Primo Segretario; dal 1995 al 1998 ha lavorato a New York nella Missione del Brasile presso le Nazioni Unite, nel ruolo di Consigliere; dal 1998 al 2001 nel ruolo di Consigliere ha svolto attività diplomatica presso l’Ambasciata dell’ Australia a Camberra; dal 2008 al 2013 è stato Ambasciatore presso l’Unione Europea a Bruxelles; dal 2013 è Ambasciatore in Italia a Roma.

10-11-12 luglio 2015:la rivincita di Nicola Santo
La vita di Nicola Santo (1889-1963) è stata affascinante e per certi versi anche misteriosa. Il suo estro, la sua grande capacità non ha avuto in vita quel riconoscimento pieno che forse avrebbe meritato. La sua amicizia con Guglielmo Marconi, le sue intuizioni, i suoi tanti progetti, l’aver puntato con decisione sullo sviluppo delle macchine volonti e sulla logistica dei campi di volo ne fanno un personaggio di prima grandezza che forse avrebbe potuto trovare spazio anche nei libri di scuola se avesse avuto la capacità di autopromuoversi. La sua straordinaria passione per il volo ed il suo talento ingegneristico consegnano alla storia del XX secolo un ingegnere lucano di primissimo piano che emigrò prima in Francia, poi oltreoceano. Amò tanto il Brasile da dedicargli una vita intera. Non si sposò mai, visse il suo lavoro come una missione, proteso da vero lauriota, ad affermare il progresso. Tra qualche mese avrà un suo spazio nella sua Lauria in via Cairoli, a palazzo Marangoni, dove i suoi concittadini potranno ammirare quanto di buono ha fatto nel mondo.

dic 222014
 

Auguri a Giovanni Sassone, di Latronico, che lo scorso mercoledì 26 novembre 2014, presso la sede aziendale Enel di Via San Pietro Catania, a Lauria, ha salutato i colleghi in quanto nuovo pensionato a partire dal primo dicembre 2014. Prima di congedarsi dai colleghi Giovanni ha spedito a tutti la sua ultima mail aziendale che merita di essere letta dai nostri lettori: “E’ con commozione che scrivo queste poche righe di commiato ai tanti amici e colleghi che ho conosciuto nelle varie sedi di lavoro in cui sono stato in questi 31 anni e mezzo di servizio vissuti in questa grande azienda. Mi verrebbe la voglia di dire tante cose, ma la necessità di essere sintetico mi spinge ad esprimere solo poche parole: grazie per l’amicizia, la collaborazione e la stima che mi avete dato, ognuno a proprio modo. Il primo dicembre lascio l’azienda con nostalgia ma con una grande serenità che proviene dalla certezza di aver lavorato con serietà e di aver sempre rispettato tutti. Avrò sempre un GRANDE ricordo di questa azienda che non finirò mai di ringraziare per avermi fatto vivere insieme alla mia famiglia in tranquillità e serenità, sono e rimarrò fiero e orgoglioso di aver fatto parte di essa. Un affettuoso abbraccio a tutti voi.” Auguri Giovanni anche dalla redazione dell’Eco di Basilicata.

SALUTO GIOVANNI SASSONE 015

set 222014
 

Sono stati 77 gli appassionati che hanno partecipato, domenica 21 settembre 2014, a Melfi, alla decima edizione della 500 km della Basilicata, la gara di regolarità turistica nata nel 2004 come rievocazione storica della Coppa d’Autunno, una delle più antiche e famose corse per auto e moto della Basilicata e dell’Italia meridionale. L’evento, organizzato dall’Automobile Club Potenza, presieduto da Francesco Solimena, e dal Club Amici auto e moto d’epoca di Melfi, presieduto da Felice Mallano, ha visto sulla linea di partenza 15 motociclisti e 62 piloti a bordo delle proprie auto, storiche e moderne. Ad alzare la coppa l’equipaggio composto da Giuseppe e Salvatore Fiorellini, padre e figlio, che a bordo della loro Fiat 131 Supermirafiori TC del 1982 hanno occupato il gradino più alto del podio con 123 punti di penalità. Secondo si è classificato Mario Rignanese, dell’ASD Piloti Sipontin, a bordo della sua Fiat Barchetta del ’97, con 133 punti di penalità; terzi Nicola e Rocco Pisani (149 penalità) su Porsche Carrera Cabriolet del 1987.
“La 131 Supermirafiori è l’auto acquistata da mio padre, Salvatore Fiorellini, presso la concessionaria Procaccio di Potenza – ha raccontato il vincitore della decima edizione della 500 Km di Basilicata/Coppa d’Autunno – In realtà lui voleva comprare la Regata, ma io insistetti, fino alla morte, per la 131 Supermirafiori TC. La mia passione per i motori viene da molto lontano. Sin da bambino quando frequentavo, in Via Mazzini, la carrozzeria di Lorenzo Damone. In quel luogo, tra odori di vernice e fregi da smontare, ho avuto la possibilità di sedermi nelle auto più belle della città, sognando di poterle un giorno guidare”.
“Questo è il terzo anno consecutivo che partecipo alla 500 km di Basilicata, sempre con mio figlio Salvatore con il quale condivido la stessa sana passione – ha aggiunto Giuseppe Fiorellini – E’ un modo per stare vicini e vivere momenti sereni, di amicizia e di gioia come quello di ieri. Con Salvatore vorremmo fare buon uso di questa vittoria, conquistata tra l’altro a Melfi dove è nata mia madre. Vogliamo idealmente alzare questa coppa insieme a tutti coloro che in questi anni ci sono stati vicini e ci hanno incoraggiato. Un grazie particolare va all’Historic Club Lupi della Lucania che ci hanno adottati e coccolati”.
Per quanto riguarda le moto, invece, si è aggiudicato il primo posto Bartolomeo Zaccagnino della scuderia GDV Melfi su Harley Davidson, con 216 punti di penalità. Secondo e terzo classificato Roberto Mattera su Moto Guzzi e Salvatore Mauro del GDV Melfi su Yamaha, rispettivamente con 419 e 568 punti di penalità.
La gara, che si è svolta su strade aperte al traffico, è partita da Melfi, da via D’Annunzio ed ha attraversato diversi paesi del Vulture Melfese tra cui Rapolla, Lavello, Maschito, Atella, Rionero, Venosa e Barile.
La 500 km della Basilicata non è una gara di velocità bensì una gara di regolarità, dove l’elemento fondamentale per la classifica è rappresentato dalla precisione dell’equipaggio nel rispettare i tempi prestabiliti alla velocità media imposta. Il percorso, infatti, è stato suddiviso in cinque settori, ognuno con controllo orario di entrata e di uscita. Piloti e navigatori hanno avuto a disposizione, oltre che alla tabella delle distanze e dei tempi, anche un radar con le indicazioni del tragitto da percorrere.
Una gara quindi dove il maggior risultato non è solo vincere contro il cronometro ma arrivare fino in fondo, assaporando il gusto dell’avventura attraversando un meraviglioso paesaggio.

Comunicato_500 km Basilicata_Coppa d Autunno

set 222014
 

Il 20 settembre 2014 vi è stata una grande festa ad Agromonte Mileo di Latronico per accogliere un gruppo di rifugiati provenienti dall’Africa e dal Medioriente. L’iniziativa ha dimostrato come si può convivere nel rispetto, nella solidarietà e nell’amicizia.

Alcune immagini dell’inziativa

Le interviste: Fausto De Maria, Dario Maturo, gli operatori di Senise Hospice, gli ospiti, don Pino Marino

ago 262014
 

Nell’ambito delle iniziative legate al Premio Mediterraneo, a Lauria il 24 agosto 2014 è stato siglato il Patto di Amicizia tra le città di Caltabellotta e Lauria. Ricordiamo che i due centri condividono la figura valorosa dell’ammiraglio Ruggiero che favorì la pace tra gli angioini e gli aragonesi proprio nel centro agrigentino.

patto di amicizia

Immagini in presa diretta

giu 212014
 

Una piccola città, un pugno di giovani e la voglia di cambiare. Una storia di esaltanti vittorie, amare sconfitte, grandi intuizioni ma anche grandi contraddizioni. Ma soprattutto una storia umana, fatta di amore per la propria terra e di fiducia verso il futuro.
E’ il fenomeno Lauria Libera, movimento politico in grado di scardinare rapporti di potere consolidati e in apparenza immutabili, fino a diventare la prima forza cittadina. Ma anche gruppo di giovani che decidono di non cedere all’indifferenza e alla rassegnazione, e di riappropriarsi del proprio territorio, attraverso l’impegno politico.

Sembra un romanzo e invece è una storia vera quella raccontata dal giornalista Giuseppe Petrocelli nel suo instant-book “Senza Paura, una storia politica e di amicizia nel cuore del Mezzogiorno” (Zaccara Editore). Un racconto a più voci da cui emerge un possibile modello di innovazione politica, tra parole d’ordine “renziste” e suggestioni da “rivoluzione arancione”.
Succede nel cuore del Meridione, in Basilicata: in particolare, a Lauria, dove a dominare la scena nella città di Gianni e Marcello Pittella – rispettivamente, vicepresidente uscente del Parlamento europeo e Governatore della Basilicata – c’è anche un 37enne dallo stile informale e dallo sguardo da ragazzino furbo.

Questa è la storia di Angelo Lamboglia e dei suoi ragazzi, raccontata attraverso i gesti, le parole, i sentimenti, i volti dei protagonisti. Ed è anche il tentativo di superare l’incomunicabilità tra le generazioni, di ridurre la forbice tra istituzioni, partiti e società civile, di riscattare una terra bella e impossibile come quella lucana. Ma, prima di tutto, è il tentativo di ridare alla politica la missione che le compete: creare entusiasmo, suscitare speranza, migliorare il mondo. Non dimenticando mai l’aspetto più importante: cambiare se stessi. Senza avere paura.

Il libro sarà distribuito in una prima fase nelle edicole di Lauria. Per richiedere una copia è possibile rivolgersi all’editore (http://grafichezaccara.it/) oppure all’autore (giuseppepetrocelli79@gmail.com)

L’Idv Lauria Libera chiede un’alternativa politica a Lauria

feb 272014
 

Il consigliere comunale, Rocco Carrera, indipendente dal giugno 2013, ha maturato la decisione di entrare a far parte del gruppo di maggioranza “Impegno Comune”.

Il Gruppo quindi si avvarrà ora di quattro consiglieri, Giuseppe Ferrara capogruppo, Angelo Porsia, Antonello Lauria e Rocco Carrera e dal rappresentate in Giunta, il vice-sindaco, Enrico Bianco.

“Una scelta, quella di passare ad “Impegno Comune” – ha dichiarato Rocco Carrera – maturata nel corso di questo anno da indipendente che mi ha permesso di valutare il lavoro dei gruppi consiliari. Ho sin da subito, anche grazie all’amicizia che mi lega ai membri di Impegno Comune, notato che “Impegno Comune” mi rappresentava totalmente ed essendosi create le possibilità di poterne fare parte, ho deciso di entrare nel gruppo per poter dare il mio contributo attivo nell’esclusivo interesse della Città.

Lavorerò quindi fin da subito cercando di dare il mio apporto per affrontare e risolvere le grandi sfide che attendono l’Amministrazione Comunale in questi tre anni.”

Soddisfatto il gruppo Consiliare per la scelta di Rocco Carrera.

“Siamo felici – ha dichiarato il Capogruppo in consiglio Giuseppe Ferrara – per la scelta di Rocco, una scelta condivisa da tutti e che non potrà fare altro che farci crescere da un punto di vista umano e politico, poiché Rocco, rappresenta una generazione, quella dei ventenni, che mai prima d’ora si era affacciata in Consiglio Comunale.

La sua presenza sarà per noi – continua Ferrara – fonte di apertura poiché grazie al suo contributo potremo prendere visione in maniera concreta del punto di vista di una generazione, finora forse poco ascoltata.

Salutiamo quindi positivamente – conclude Ferrara – e parlo a nome di tutto il gruppo consiliare e del segretario cittadino, Paolo Castelluccio, il passaggio di Carrera nel nostro gruppo convinti che sin da subito darà un contributo all’azione amministrativa di questa maggioranza.”

carrera rocco