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Apr 212018
 

L’associazione “A Castagna ra critica”, l’Istituto per l’Agricoltura di Lagonegro e l’Alsia hanno dato vita ad un interessante confronto sulla valorizzazione dell’acqua di rose. Molti sono stati gli spunti emersi nel corso del seminario che si è svolto presso il Midi Hotel il 20 aprile 2018.


La conferenza


Le interviste:  Milena Falabella, Pino Morgia, Nicola Pongitore, Giuseppe Aromando

Apr 192018
 

Biodiversità: è questo il concetto che ha caratterizzato l’iniziativa svoltasi in contrada Acquafedda di Viggianello, nell’area di Piano Ruggio il 19 aprile 2018. Grazie all’Alsia, alcuni istituti agrari della provincia di Potenza (Villa d’Agri e Sant’Arcangelo) hanno potuto prendere parte alle operazioni di innesto di una serie di piante da frutta (in particolare il pero nero del Pollino).

Apr 122018
 

Un sondaggio rivela che attualmente in Italia sono oltre 46mila i casi di persone che i Testimoni di Geova hanno
aiutato a liberarsi da fumo, droga, alcolismo, gioco d’azzardo, violenza domestica e altre piaghe sociali
Con i suoi 255mila fedeli e gli altrettanti simpatizzanti, quella dei Testimoni di Geova rappresenta la seconda
confessione cristiana in Italia, se si contano i cittadini italiani. I Testimoni di Geova sono molto conosciuti per la loro
opera di evangelizzazione, ma spesso i benefìci sociali di tale opera passano inosservati. È possibile quantificare
l’influenza positiva che i Testimoni di Geova esercitano sul tessuto sociale?
I Testimoni di Geova hanno realizzato un sondaggio all’interno delle loro 3.592 comunità (2.592 sono italiane, 65
nella lingua dei segni italiana e altre 935 in 25 lingue straniere). Oggetto del sondaggio sono stati otto problemi che
incidono – a volte molto profondamente – sul tessuto sociale, non solo sulle persone ma anche sull’economia del
paese. I primi sei sono (1) droga, (2) alcolismo, (3) fumo, (4) gioco d’azzardo, (5) violenza domestica, (6) linguaggio
violento o volgare. Inoltre il sondaggio ha rilevato il numero di coloro che, grazie all’impegno dei Testimoni, (7)
hanno modificato comportamenti che in precedenza li avevano portati ad avere problemi con la legge e (8) hanno
superato crisi all’interno del matrimonio. In quanti casi i Testimoni di Geova sono riusciti ad aiutare le persone ad
abbandonare vizi e comportamenti nocivi come quelli summenzionati? Il numero è tanto sorprendente quanto
rilevante: oltre 46mila.
Analizziamo i dati nello specifico:
Droga: 2.592 – Rappresenta oltre l’un per cento della comunità dei Testimoni di Geova in Italia: si tratta – vale la
pena ribadirlo – di persone che, studiando la Bibbia con i Testimoni, hanno definitivamente chiuso con la dipendenza
dalla droga.
Alcolismo: 2.882 – Tanti sono coloro che in ossequio ai principi biblici si sono liberati dalla dipendenza dall’alcol (i
Testimoni di Geova non sono contrari, tuttavia, a un uso moderato di bevande alcoliche).
Fumo: 20.557 – È il numero di coloro che, grazie ai Testimoni di Geova, hanno smesso di fumare. Hanno preso
questa decisione per seguire il principio biblico che raccomanda di rispettare il proprio corpo e la santità della vita.
Gioco d’azzardo: 2.432 – Pensando agli effetti devastanti del comportamento del giocatore patologico sulla famiglia
e su ognuno dei suoi componenti, è incoraggiante pensare che, grazie agli insegnamenti della Bibbia e all’impegno
dei Testimoni di Geova, 2.432 persone, e forse altrettante famiglie, abbiano trovato rimedio a questo dramma.
Violenza domestica: 2.120 – Sono coloro che, conoscendo e mettendo in pratica i principi biblici, hanno
abbandonato comportamenti aggressivi e violenti: verbali, psicologici e fisici. Il benessere del partner (qualsiasi
religione professi), il rispetto reciproco e in generale la qualità di vita del nucleo familiare sono obiettivi inderogabili
per essere (o rimanere) Testimoni di Geova.
Linguaggio violento o volgare: 12.218 – Tanti sono coloro che, prima di diventare Testimoni, usavano un linguaggio
caratterizzato da aggressività e scurrilità, ma che sono riusciti nell’impresa di abbandonare tale modo di parlare.
Problemi con la legge: 1.545 – Sono coloro che, grazie all’operato dei Testimoni, si sono messi completamente alle
spalle precedenti problemi con la legge. Gli insegnamenti biblici ribadiscono più volte la necessità della coerenza. In
certi casi per conformarsi ai princìpi della Bibbia sono necessarie scelte drastiche, ma che possono essere alla portata
di tutti: lo dimostrano gli attuali 1.050 detenuti che all’interno delle carceri italiane stanno studiando con i ministri di
culto dei Testimoni di Geova. È già dal 1976 che i Testimoni di Geova operano gratuitamente nelle carceri, con egregi
risultati nel campo dell’integrazione e del recupero sociale, stando ai commenti dei responsabili degli istituti di pena.
Crisi matrimoniali: 2.368 – Sono le coppie all’interno della comunità italiana dei Testimoni di Geova che, grazie
all’aiuto dei princìpi biblici, si sono riunite dopo una precedente separazione o erano vicine alla separazione e hanno
deciso di rimanere unite. Per i Testimoni di Geova il matrimonio è sacro e va quindi difeso con ogni sforzo, anche se
uno dei coniugi non è Testimone.
La Torre di Guardia e Svegliatevi!, i periodici editi dai Testimoni di Geova, sono le riviste più tradotte e diffuse al mondo e trattano spesso argomenti socialmente educativi.

Mar 282018
 

“Oltre 150 bambini a cui ho avuto l’onore, questa mattina, di consegnare personalmente l’attestato di mini assaggiatori di olio extravergine di oliva e conoscitori della dieta mediterranea. Sono i nostri piccoli ed entusiasti ambasciatori del mangiare sano e di uno stile di vita orientato al benessere e alla salute a partire dalla scuola e dalle loro stesse famiglie, da consumatori consapevoli”.

Lo rende noto l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia.

“Il riconoscimento per i bambini e le bambine arriva al termine di un percorso di educazione alimentare organizzato dalla Scuola Primaria Pascoli di Matera in collaborazione con il Dipartimento Agricoltura, Alsia/Agrobios e il panel di assaggio regionale. Venerdì scorso a Montescaglioso hanno ricevuto lo stesso riconoscimento anche gli alunni della scuola primaria locale.

Si tratta di una delle attività correlate al rilancio del Premio Regionale Olivarum, che proprio l’altro giorno ha visto premiare i migliori oli lucani e alla azione di valorizzazione dell’olio extravergine di oliva di Basilicata messa in campo.

Le attività formative si sono svolte in diversi Istituti di Scuola Primaria della Regione Basilicata, partendo quindi proprio dalle famiglie lucane per diffondere la tecnica e l’esperienza dell’assaggio dell’olio di oliva, comunicando la qualità dell’Olio Extra Vergine di Oliva e insegnando i principi della Dieta Mediterranea.

In una prossima tappa, saranno consegnati gli attestati ai mini assaggiatori della scuola primaria di Lavello, dove si è tenuta la stessa formazione.

Un progetto realizzato dal Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata e l’Agenzia Lucana di Sviluppo ed Innovazione in Agricoltura, già avviato nel 2017 coinvolgendo gli Istituti “Fabrizio De Andrè” di Scanzano, “Torraca” di Matera, che sta proseguendo presso l’Istituto “Granata” di Rionero in Vulture, la “Pascoli” di Matera e l’Istituto “Palazzo-Salinari” di Montescaglioso.

Come annunciato, infine, è già cominciato uno dei quattro corsi di primo livello di assaggio dell’olio destinato agli Istituti agrari della regione e successivamente agli Alberghieri, presso l’Istituto Professionale Agrario G. Fortunato di Sant’Arcangelo.”

Mar 282018
 

“Le estrazioni petrolifere comportano rischi sanitari per la popolazione e gli studi epidemiologici esistenti indicano che l’incidenza di alcune malattie tumorali possono aumentare tra i cittadini che vivono nelle aree interessate dall’esplorazione e dallo sfruttamento di petrolio e gas”.

E’ questo, in sintesi, quanto affermano la Commissione europea e il suo comitato scientifico sui rischi sanitari e ambientali (Scheer) nel testo di presentazione che annuncia l’avvio di una consultazione pubblica per fare luce sull’impatto delle estrazioni petrolifere nelle aree della Ue in cui ci sono impianti di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi.

Per completare il parere, che per ora è preliminare, è stata aperta un’inchiesta pubblica rivolta all’esterno che mira a coinvolgere scienziati, studiosi, esperti, associazioni, comitati di cittadini e chiunque fosse interessato.

Tutti questi soggetti sono invitati a presentare osservazioni scritte sul parere preliminare entro il 6 maggio 2018 al fine di raccogliere commenti specifici, suggerimenti, spiegazioni o contributi scientifici, nonché qualsiasi altra informazione che possono consentire ai comitati scientifici di concentrarsi su questioni che devono essere ulteriormente esaminate.

La Commissione nota che sebbene più di 1300 sostanze chimiche diverse – alcune delle quali sono cancerogene conosciute – possano essere rilasciate nell’ambiente a seguito di operazioni petrolifere e di gas, fino ad oggi vi è stata una valutazione scientifica molto limitata dei possibili effetti sulla salute dei cittadini della Ue. Per questo motivo, è stato chiesto al comitato scientifico Scheer di valutare i rischi attraverso l’individuazione di riscontri, feedback e collaborazioni con tutta la comunità scientifica.

In particolare, il comitato scientifico Scheer ha raccomandato che l’inchiesta si sviluppi su quattro linee guida: un inventario centralizzato e armonizzato di tutti i siti di esplorazione e sfruttamento del petrolio e del gas presenti nei paesi della Ue; studi analitici che identificano, quantificano e caratterizzano le miscele dell’esposizione e i loro livelli nelle vicinanze di questi siti; studi mirati di biomonitoraggio su popolazioni potenzialmente a rischio; studi epidemiologici su larga scala con valutazione dell’esposizione accurata.

“Dopo anni di battaglie, sollecitazioni, interrogazioni, interventi in aula e in commissione ambiente e salute – ha commentato Pedicini – finalmente anche la Commissione Ue ha compreso che occorre indagare e fare piena luce sui rischi sanitari che corrono i cittadini lucani residenti nelle aree interessate dalle estrazioni petrolifere.

La fase che si è aperta è importantissima e consente a tutti coloro che si occupano di queste questioni di far sentire la propria voce e il proprio parere. Ora si potrà fare ulteriore chiarezza sulla situazione in Val d’Agri dove, com’è noto, già sono stati realizzati importanti studi epidemiologici che hanno dimostrato come i problemi per la salute pubblica sono gravissimi.

Con questa scelta della Commissione Ue – ha concluso Pedicini – viene evidenziato che era ed è giusto e necessario il lavoro di denuncia svolto da anni dal M5S, dai comitati di cittadini e dalle associazioni ambientaliste della Basilicata”.

Mar 232018
 

“Restituiamo dignità, non smettiamo di cercare verità e Giustizia” è la frase scelta da Libera Basilicata in memoria dei casi per i quali dovremmo urlare la non rassegnazione. Il non rassegnarsi anche alle verità giuridiche che risultino ben lontane dall’aver approfondito e chiarito senza dubbi alcuni, il cosa possa esser successo ai nostri cari che non ci sono più.
Non morti per morte naturale bensì per oscure circostanze e per mano di uomini capaci di impegnarsi solo nell’ insabbiare circostanze utili, nel mortificare le famiglie e le intelligenze altrui, nell’infangare il nome di persone scomparse o uccise che non possono più difendersi, violare e privare dunque della vita altri esseri umani.
Circa settanta i casi in Basilicata negli ultimi cinquant’anni.
Giuseppe Passarelli, di Policoro, aveva solo vent’anni quando è morto dopo lunghe ore di agonia perché attinto da un colpo di pistola alla testa .
Nel 1997 era carabiniere ausiliario presso la Caserma di Cassano allo Jonio (CS), comune noto per esser stato nel 2017 tra i Comuni italiani sciolti per mafia.
Gli unici a ricondurre la morte del ragazzo nei locali della Caserma in cui faceva servizio da soli venti giorni, sono stati gli altri commilitoni. Gli stessi che lo soccorreranno senza mai chiamare un’ ambulanza e che dichiareranno, a giustifica dei segni di trascinamento sui bordi dei tacchi delle scarpe e le imbrattature di terra sulla divisa, di averlo trascinato per metterlo nell’auto di servizio.
Il caso viene archiviato come suicidio ma mai chiarite e mai approfondite tutte quelle circostanze e prove che andrebbero nella direzione di un non suicidio.
Tra le più clamorose evidenze quella di non avere la certezza che a sparare fosse stata l’arma in dotazione di Giuseppe. La scheda di armamento (associa la matricola dell’arma con la matricola del militare) unico elemento a stabilire con certezza assoluta l’appartenenza di una pistola ad un militare, nel caso di Giuseppe non è mai stata ritrovata neanche negli archivi e né risulterebbe un confronto per esclusione delle altre armi in dotazione agli altri commilitoni.
Nel ventunesimo anniversario della sua morte Libera Basilicata rinnova la disponibilità ad accogliere qualsiasi segnalazione sul caso, invitando in particolare i cittadini di Cassano allo Jonio, i soccorritori presso l’ospedale di Castrovillari e di Cosenza a riferire elementi utili alla ricostruzione delle ultime ore in vita di Giuseppe. L’appello alla coscienza di chi sa e non ha ancora parlato : basilicata@libera.it – 0971/441549.

Mar 162018
 

Manca una settimana per poter partecipare alla prima edizione del concorso fotografico dedicato alle donne. A promuoverlo è stata la Consulta delle Donne di Sanza.
Il titolo è “DONNA…” e si tratta di un concorso con successiva mostra fotografica per descrivere, con lo scatto, la quotidianità, le emozioni e le storie, l’universo femminile in tutte le sue accezioni attraverso un’interpretazione creativa e insolita.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

La partecipazione al concorso è gratuita, aperta a tutti gli appassionati di fotografia e non, senza limiti di età e residenza. Ogni partecipante potrà inviare un massimo di due fotografie accompagnate dal modulo di iscrizione debitamente compilato e firmato da scaricare sul sito http://www.comune.sanza.sa.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_630_0_1.html

Tutte le immagini, di qualsiasi dimensione, dovranno essere stampate su carta fotografica.
Non sono ammesse opere interamente realizzate al computer. Le fotografie dovranno essere inedite.
Le fotografie dovranno essere accompagnate da un titolo e da una descrizione anche sotto forma di racconto o poesia che aiuti a sottolineare il significato che la fotografia vuole comunicare.

La consegna delle opere, unitamente alla scheda d’iscrizione e descrizione dovrà pervenire in busta chiusa entro le ore 14 del giorno 21 marzo 2018 al seguente indirizzo: Consulta delle donne di Sanza, C/O Comune di Sanza Piazza XXIV Maggio 84030 Sanza ( SA). E’ altresì facoltà del concorrente la consegna a mano del plico presso il Comune di Sanza entro la medesima data e ora.
Il plico dovrà riportare oltre alle indicazioni del mittente, anche la dicitura : Concorso Fotografico “ DONNA…”

PREMI
Le prime tre fotografie classificate saranno premiate con targa ricordo.
La premiazione avverrà, in data 24 marzo 2018, ore 17:00 presso il centro CEA in località Salemme, Comune di Sanza.

Il Concorso è patrocinato dal Comune di Sanza e dalla Bcc di Buonabitacolo

Info consultadonnesanza@gmail.com

Feb 112018
 

Il 10 febbraio 2018 nella sala consiliare del Comune di Castelluccio Superiore è stata presentata la “salsiccia di fegato”, un particolare prodotto suino che può rappresentare una grande oportunità per la cittadina famosa per le sue “misule”.


La conferenza


La preprazione della salsiccia al fegato. Commenti del Commissario Alsia Domenico Romaniello e del Sindaco di Castelluccio Superiore Egidio Salamone


L’intervista alla presidente della Proloco Marisa Cavallaro

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Gen 182018
 

Sabato 20 gennaio 2018, alle ore 10,00 presso l’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Pitagora” di Policoro (MT), si svolgerà il convegno, organizzato dall’Associazione Antiracket e Antiusura “Famiglia e Sussidiarietà”, dal titolo “Educare alla Legalità – Prevenzione Usura e Estorsione – Sinergie fra Istituzioni e Società civile”.

I lavori saranno introdotti da Marina Festa, Presidente dell’Adiconsum di Matera.
L’incontro prevede la partecipazione del Prefetto di Matera, Antonella Bellomo, Prefetto di Matera, Enrico Mascia, Sindaco di Policoro, Angelo Tortorelli, Presidente CCIAA di Matera, Angelo Castronuovo, Dirigente Scolastico Istituto Istruzione Superiore “Pitagora”, con interventi di Luigi Gay, Commissario Regionale Antiracket e Antiusura, Gennarino Macchia – Segretario Gen. Agg. Cisl, Gianni Fabbris, Presidente Altragricoltura, Basilio Gavazzeni, Presidente Fondazione Antiusura Mons. V.Cavalla, Marianna Bellino, Consulente Legale Adiconsum e di Pietro Mazzoccoli, Consulente Legale Associazione Famiglia e Sussidiarietà.
Concluderà i lavori Enrico Gambardella, segretario Generale USR Cisl di Basilicata, che saranno moderati da Filippo Mele, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.

In occasione del convegno sarà distribuito l’opuscolo “Liberi dai debiti” realizzato dall’Associazione Antiracket e Antiusura “Famiglia e Sussidiarietà”.

Con questa iniziativa vogliamo ribadire – ha affermato Angelo Festa, Presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura Famiglia e Sussidiarietà – che l’usuraio non è altro che uno sciacallo che approfitta della perda debole per azzannarla e il debitore si illude che continuando a pagare interessi usurai può estinguere il suo debito e risolvere così i suoi guai, che invece continueranno ad aggravarsi.
Nel caso in cui – ha continuato Festa – una persona è nelle mani degli usurai deve vincere la paura di eventuali minacce e estorsioni e presentare la denuncia presso l’Autorità Giudiziaria o presso qualsiasi presidio di Forza di Polizia. Solo dopo la denuncia è possibile accedere al fondo di prevenzione e di solidarietà previsti dalla normativa vigente.
L’Associazione Antiracket e Antiusura “Famiglia e Sussidiarietà porterà avanti ogni utile iniziativa di aiuto alle vittime di estorsione e usura con la costituzione di parte civile e di prevenzione per contrastare la piaga dell’usura.

Convegno a Policoro - associazione antiuusura

Dic 122017
 

Negli accoglienti locali dell’Hotel Sette e Mezzo di Castelluccio Superiore si è svolto un seminario promozionale della società Evra rivolto agli agricoltori del territorio. All’evento hanno partecipato agricoltori e rappresentanti delle categorie produttive, significativa anche la presenza della BCC del Cilento di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania e dell’Alsia.


La conferenza


Le interviste: Maria Pia Scalzo, Francesco Fanelli,  Giovanni Canora, Giovannino Fittipaldi, Luca Braia, Egidio Salamone

evra