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gen 132016
 

Gli episodi di domenica scorsa, allo stadio Viviani di Potenza, riportano per l’ennesima volta il calcio tra le colonne della cronaca piuttosto che dello sport.
Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie da tempo e su tutto il territorio nazionale guarda con attenzione al mondo dello sport, consapevole che come altri mondi è ricco di valori ma anche di malaffare e mafia. Il calcio è troppo spesso frequentato da personaggi che pur indossando casacche diverse, sono accumunati da un unico principio: sentirsi padroni del “pallone”, usarlo per i propri interessi, economici, politici o di immagine. Tanti gli esempi di dirigenti, presidenti, manager, allenatori, calciatori, tifosi che sfruttano il gioco del calcio per motivi più o meno loschi, senza disdegnare rapporti con la criminalità organizzata.

Chi ha aggredito la squadra del Potenza domenica sera?

Se sono stati i “tifosi”, ci si chiede perché si è arrivati ad usare una tale violenza di gruppo colpendo a sorpresa e dopo aver pianificato l’azione. La cronaca ci racconta di circa trenta persone che aspettano, all’ingresso dello stadio Viviani, il pullman della squadra del Potenza di ritorno dalla sconfitta nella trasferta di Manfredonia. Appena si aprono le porte del pullman entrano e cominciano a malmenare i giocatori e gli altri ospiti, senza risparmiare neanche il portiere di riserva di soli 16 anni, alla sua prima uscita con la squadra maggiore. In una dichiarazione rilasciata dall’allenatore del Potenza Salvatore Marra alla Gazzetta del Mezzogiorno, riportata tra virgolette, lo stesso Marra parla chiaramente di spranghe, bastoni e tira pugni e di persone che hanno urlato di tutto: che i giocatori dovevano sudarsi la maglia e che se avessero perso la prossima gara con il Picerno sarebbero stati guai seri per tutti (peggio di un pestaggio ci sono le lesioni permanenti o l’omicidio).

Se sono stati delinquenti organizzati prevenienti dall’esterno o elementi locali con il supporto di persone estranee alla città, ci si chiede quale possa essere il motivo dell’agguato. In questo caso le ipotesi potrebbero essere di carattere extracalcistico, legate ad interessi economici, al mondo delle scommesse o a ricatti verso la società sportiva Potenza Calcio.

Comunque sia, la descrizione della scena del reato e il fatto di aver picchiato selvaggiamente e indiscriminatamente, ci induce a collocare l’azione nell’alveo della punizione di stampo squadrista o dell’avvertimento di stampo mafioso, in ogni caso grave e intollerabile.

Noi speriamo che le indagini vadano fino in fondo sia rispetto ai colpevoli sia rispetto alle ragioni che stanno dietro a questo grave episodio di violenza.

La città di Potenza dovrà interrogarsi e trovare la capacità e la forza di fermare coloro che vogliono farla da padroni, che siano violenti, corrotti, mafiosi, di provenienza locale o “esterna”.

Per ridare dignità allo sport, e al calcio in particolare, non bisogna chiudere gli occhi e tacere. Chi sa qualcosa parli, chi ha subito una violenza ingiusta denunci. In una piccola città come Potenza ci si conosce, i giocatori aggrediti hanno visto, se hanno riconosciuto qualcuno o hanno qualcosa da dichiarare, per il bene della città e dei tanti cittadini che amano lo sport e vogliono legalità, non abbiano paura e riferiscano ciò che hanno visto e quant’altro possa servire alle forze dell’ordine per le indagini. Chi sa parli.

Libera non dimentica che il calcio a Potenza ha vissuto momenti poco dignitosi, era il 3 marzo 2011 quando su LaGazzettadelloSport.it, a firma degli inviati Francesco Ceniti e Maurizio Galdi, potevamo leggere: “… una squadra di calcio utilizzata per raggiungere gli scopi attraverso partite vendute e comprate con ogni mezzo, comprese minacce e aggressioni. Tutto questo è stato il Sistema Potenza: due anni di scorribande (dal 2007 al 2009), dove i valori del gioco più amato al mondo sono stati cancellati, calpestati e violentati…”.

Proprio per questo non può non preoccuparci quello che continua a ruotare attorno al mondo del calcio: troppo denaro, riciclaggio di denaro sporco, scommesse legali e non, corruzione, violenza e non raramente mafia.

Per aiutare le forze dell’ordine e la magistratura a fare piena luce sull’accaduto, non sottovalutiamo l’episodio, considerandolo semplicemente un’azione di esuberanza giovanile, guardiamoci attorno a trecentosessanta gradi con attenzione e costruiamo ovunque presidi di legalità.

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giu 212015
 

E’ partita il 19 giugno 2015 la nuova edizione della Coppa Pollino, un torneo giovanile nazionale di calcio che coinvolge club prestigiosi. L’evento è coordinato dal dottore Egidio Sproviero. La presentazione avvenuta presso l’Hotel Mercure di Castelluccio Inferiore ha visto tra gli altri la partecipazione del giornalista di Rai Sport Angelo Oliveto e dell’allenatore Luigi De Canio.

Le interviste: Egidio Sproviero, Gigi De Canio

lug 162014
 

Sono ancora vivi negli occhi e nel cuore le immagini della promozione della Rinascita Volley Lagonegro, eppure è già tempo di mettersi al lavoro. Per la stagione 2014-2015 il nuovo corso della Rinascita Lagonegro promossa in B1 e vice campione d’Italia riparte da Pasquale Bosco. Sarà il tecnico calabrese artefice dell’ottima stagione appena trascorsa, a guidare la panchina biancorossa che ormai è diventata la sua seconda casa. “I primi due anni di lavoro a Lagonegro sono stati bellissimi e sono contento che la Società abbia scelto me per iniziare questo nuovo progetto in B1- ha spiegato il tecnico calabrese: continuare l’avventura a Lagonegro era la mia priorità. Per questo non ho minimamente ascoltato le altre offerte che mi sono pervenute nelle scorse settimane – ha sottolineato Bosco-: quando ho avuto la chiamata della società lagonegrese non ho esitato per niente a rifiutare”.
Bosco ha firmato in questi giorni il rinnovo contrattuale di un anno, con l’obiettivo di entusiasmare i tifosi ed ottenere ancora risultati di alto profilo.
“Ringrazio Bosco per aver accettato di sposare nuovamente la nostra causa pur con un progetto differente rispetto a quello degli ultimi anni – ha dichiarato il Presidente Nicola Carlomagno – . Sarà una sfida importante, non semplice, ma sicuramente stimolante; ho la massima fiducia che Pasquale, potrà vincerla. Il suo primo obiettivo sarà creare l’ossatura di una nuova squadra al fianco del ds Tortorella che sappia regalare in futuro nuove soddisfazioni. Auguro ad entrambi buon lavoro, che non mancherà di certo”.
Per Bosco si tratta, di fatto, del terzo anno a Lagonegro e tornerà a svolgere il ruolo di primo allenatore avendo dalla sua una serie di esperienze importanti.
“Siamo contenti di Bosco – ha commentato il ds della Rinascita, Nicola Tortorella – la sua riconferma era giusta e dovuta dai successi avuti nella passata stagione che ci hanno visti vice campioni a Chiusi e artefici di una strepitosa finalissima di play off culminata nella promozione in B1”.

Dopo la storica stagione dello scorso anno “tanti allenatori si sono offerti per lavorare al mio fianco- ha dichiarato un entusiasta Bosco- a dimostrazione di quanto Lagonegro sia piazza ambita”. Pensa e programma dunque i prossimi impegni il tecnico biancorosso che come sempre è molto chiaro e determinato “quest’anno vivremo una stagione differente rispetto alle precedenti ma questo è comunque un punto di partenza importante e stimolante; deve essere la molla per ripartire con ancora maggiore convinzione.
Stiamo lavorando nell’allestimento della nuova squadra insieme al ds, tra conferme e nuovi arrivi dovremo fare i conti con tanti cambiamenti, anche più di quanti potessi immaginare: il nuovo gruppo sarà un mix fra giocatori, giovani e nuovi, ed altri che conoscono bene questa realtà. Sicuramente allestiremo una formazione che sarà capace di dare soddisfazioni. L’obiettivo sarà crescere assieme per cercare di essere subito competitivi- chiosa il tecnico calabrese- ci vorrà pazienza ma anche entusiasmo, coraggio e un tanto spirito di sacrificio”.
Non manca poi il richiamo del tecnico al sostenitore numero uno della Rinascita, ossia il caldo pubblico biancorosso che quest’anno è stato davvero l’arma in più nelle gare decisive. “Avere ancora l’appoggio del nostro pubblico sarà fondamentale e uno degli obiettivi primari, sono convinto che i nostri tifosi risponderanno ancora una volta alla grande. Mi auguro che non si perda lo spirito vincente e l’organizzazione che abbiamo avuto sin qui, perché sicuramente è stato un fattore determinante per i nostri successi; da questo punto di vista avere a disposizione uno staff di primo livello come il nostro è una bellissima rassicurazione e ringrazio personalmente tutti coloro che sono rimasti per la fiducia in questo progetto”. A breve ufficializzeremo lo staff tecnico che mi affiancherà alla guida di questa bellissima avventura: ci sarà da lavorare tanto ma garantisco il nostro massimo e totale impegno”.
Paola Vaiano

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