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giu 232015
 

Si terrà il prossimo 27 giugno, di sabato, alle ore 19:30 la presentazione del libro sulla figura dell’ex presidente del Consiglio Giovanni Goria, morto a soli 50 anni. La location è tra le più suggestive, piazzetta Caduti di via Fani a Maglie, sotto la casa natale di Aldo Moro, all’ombra della sua statua.

A presentare il libro, assieme al co-autore Francesco Marchianò, il figlio del presidente Goria, Marco, e il giornalista Tonio Tondo. Sono previste diverse testimonianze, da Mario Pendinelli a Loredana Capone, da Giacinto Urso a  Giorgio de Giuseppe a Lorenzo Ria.

L’organizzazione della serata è dell’associazione “Alcide De Gasperi Luigi Einaudi”, che da dieci anni organizza momenti di riflessione e approfondimento sui temi politici e sociali di maggiore attualità, con un occhio alla formazione della nuova classe dirigente, di ispirazione moderata. Partner del progetto anche la Fondazione Giovanni Goria di Asti.

Soffermarsi sulla figura e l’opera di Giovanni Goria significa approfondire la biografia di un uomo politico di grande valore che si pose come un alfiere del rinnovamento all’interno delle istituzioni e della Democrazia Cristiana, il partito in cui militò fin dalla sua giovinezza. Tutta la sua parabola si giocò sul tentativo, dopo la frattura del 1978, di una modernizzazione delle strutture amministrative dello Stato e su un complessivo ricambio dei quadri dirigenti all’interno della DC. Politico attento, determinato, capace, egli maturò la sua ascesa attraverso un lavoro intenso nelle aule parlamentari ed un grande rigore nella ricerca e nello studio. Fu dunque naturale, nel giro di pochi anni, guadagnarsi l’apprezzamento di gran parte del mondo politico e la stima dei colleghi in modo univoco e trasversale. La sua attitudine alla comprensione dei fenomeni del territorio e il suo slancio riformatore lo portarono all’assunzione di importanti incarichi di governo ed infine alla Presidenza del Consiglio nel 1987. Questa parabola umana e politica ci è oggi molto utile per capire le speranze e i limiti di quella stagione politica che si concluse fatalmente nella esperienza di Tangentopoli. Ma il passato non è solo il resoconto stanco di annali sepolti, è la freschezza degli “exempla” di uomini illustri che possono ancora costituire un modello per il presente. In questo Giovanni Goria rappresenta una fonte di ispirazione per quanti coltivano l’idea della nobiltà di una politica che non si piega alle angustie e alle mode del tempo ma sa configurare una relazione virtuosa e feconda tra il popolo e le istituzioni democratiche; ed è proprio la Democrazia ad avere bisogno di gruppi dirigenti che recuperino il senso di una missione. Solo attraverso la coerenza e uno stile esigente di impegno civile sarà possibile legittimare e riedificare quotidianamente il fragile e meraviglioso equilibrio della Democrazia: proprio come ha fatto Giovanni Gorìa.

Il segretario Generale Andrea Salvati

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mar 282015
 

Al San Carlo ritornano i volontari della Fondazione “Rosangela D’Ambrosio” onlus.
Colori, sorrisi, abbracci e tanta dolcezza, quella delle uova al cioccolato portate in dono ai piccoli pazienti del Centro Pediatrico Bambino Gesù Basilicata per la Santa Pasqua. Insieme alla testimonianza della grande attenzione alla persona rivolta ai bambini in cura presso l’A.O.R. San Carlo. Un gesto d’amore e di generosità compiuto dai volontari della Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus che in settimana hanno fatto visita ai piccoli del Centro Pediatrico Bambino Gesù del San Carlo. Un pomeriggio speciale promosso dalla fondazione (sorta in Basilicata oggi attiva in tutto il mondo) che in vista della Santa Pasqua, ha voluto donare un momento di gioia ai bambini in cura al San Carlo. “Abbiamo a cuore questo reparto della nostra regione, seppure la fondazione opera in tutta Italia, abbiamo deciso di portare il nostro sostegno anche alla Basilicata, ci veniamo sempre con grande piacere – hanno dichiarato i volontari- per offrire il nostro sostegno e la nostra vicinanza a questi piccoli come avrebbe fatto Rosangela. Il nostro obiettivo è quello di aiutare i bambini in difficoltà. Operiamo nella trasparenza, aiutando le pediatrie di alcuni ospedali italiani. Al Centro Pediatrico Bambino Gesù Basilicata abbiamo trovato un alto tasso di umanità, si respira un’aria d’amore, una forte attenzione per la persona”. Un gesto grande, quello dell’altro giorno, come grande era il cuore della giovane Rosangela D’ambrosio, scomparsa il 29 agosto del 2009 a soli 23 anni. Per ricordare il suo sorriso, la sua vitalità, la sua forza, il suo coraggio, il suo talento, la sua sensibilità umana, per onorare la sua memoria, è nata il 12 luglio 2010 la “Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus”. Rosangela era una giovane donna con un cuore e un progetto di vita votati al sostegno dei più deboli in particolar modo dei bambini. La Fondazione ha lo scopo di portare avanti la forza d’amore di Rosangela, ricordando e facendo conoscere al mondo la sua vitalità, attraverso i propri mezzi finanziari, con la realizzazione di interventi in favore di bambini che vivono in condizioni umane e sociali disagiate e hanno bisogno di essere aiutati per sopravvivere, curati, sostenuti nell’alimentazione, nella formazione e nella malattia. Tra i progetti portati avanti dalla Fondazione vi è la realizzazione di un orfanatrofio che ospita 100 bambini a Megalai in India, oltre ad una scuola a Mozabuka in Zambia. In Italia la fondazione ha permesso la creazione di un’area di degenza di Terapia post Intensiva per i bambini dell’ospedale Buzzi di Milano al quale hanno di recente donato un ecografo e un polisonnografo oltre al sostegno materiale offerto per la realizzazione di posti letto presso il presidio di Casalnoceto e presso il Centro Paolo VI. Nella mattinata di domenica 29 i volontari della fondazione saranno a Potenza in piazza Aldo Moro, per la vendita delle uova pasquali.

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nov 282014
 

Il 24 novembre verrà ricordato come il “digital day” lucano, giorno in cui si sono gettate le basi per digitalizzazione della nostra regione. Si è svolta, infatti, Go On Basilicata, la grande manifestazione promossa da Wikitalia con l’obiettivo di aumentare le competenze digitali dei cittadini, di imprese e della Pubblica Amministrazione. Nei 131 comuni della Basilicata si sono tenuti 148 eventi, che hanno coinvolto il mondo della scuola, dell’impresa e gruppi di cittadini, per un totale di 15.000 partecipanti.

Anche Policoro ha preso parte alla carovana digitale con l’organizzazione di un Coderdojo, presso la scuola media “Aldo Moro”, rivolto a circa 80 bambini tra i 6 e i 13 anni, provenienti anche da paesi limitrofi come Valsinni e Colobraro. Che cos’è il Coderdojo? È un movimento senza scopo di lucro che si occupa di istituire dei club e organizzare incontri gratuiti per insegnare ai giovani a programmare. Delle palestre per futuri sviluppatori. Nato in Irlanda nel 2011, si rivolge principalmente agli adolescenti e si sta espandendo a livello globale. Attraverso un programma chiamato Scracth i giovani imparano la programmazione informatica divertendosi. Creatività, gioco, condivisione, socializzazione e apprendimento: questi gli ingredienti e gli obiettivi dell’iniziativa.

Il pomeriggio policorese è cominciato con l’arrivo dei bambini, accompagnati dai genitori e muniti di pc portatili. Ad attenderli c’erano i mentori, giovani volontari che si occupano del coordinamento e del supporto didattico ai ragazzi, spiegando loro le basi per iniziare a programmare. Dopo aver preso posto la preside dell’isitituto Maria Carmela Stigliano e l’assessore Massimiliano Padula hanno rivolto loro un saluto di benvenuto sottolineando l’importanza della giornata dell’innovazione per il futuro della Basilicata e delle nuove generazioni. Il relatore dell’incontro, che ha il compito di spiegare cosa fare e come farlo, di solito un ingegnere o un esperto di nuove tecnologie, a Policoro, invece, è stato un bambino di nome Manuel, 10 anni, appassionato di informatica. Un coetaneo, quindi, che con il fare di un insegante navigato è riuscito nell’impresa di spiegare e far appassionare gli altri bambini al Coderdojo. “Mi è piaciuto molto, non sono molto legata alle cose informatiche, però è stata una bella cosa. Mi sono divertita a giocare sul computer. Insomma, è stato un modo per imparare giocando! Bye! Alla fine: formativo, divertente, piacevole”. Questo è solo uno dei tantissimi feedback positivi scritti dai bambini dopo aver imparato a costruire il loro videogioco o il personaggio animato. Entusiasti anche i genitori e i maestri, che hanno intuito l’aspetto formativo oltre che ludico dell’iniziativa.

Nell’occassione, infine, è stato presentato anche il Club Coderdojo Policoro, uno dei 400 in tutto il mondo, nato dalla passione di alcuni volontari cittadini appassionati di informatica e grazie all’impegno dell’assessore Padula e di Antony Rimoli. Obiettivo del club è è quello di iniziare un percorso che veda alte giornate come questa volte a promuovere la cultura scientifica e a insegnare ai ragazzi i linguaggi della programmazione. Al momento il Coderdojo Policoro è composto da circa 10 volontari ma l’iscrizione è aperta a chiunque e non è necessario essere programmatori.

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ago 242013
 

Dopo il grande successo della prima edizione, SENISE torna protagonista di un’altra scintillante serata di moda con “ La Notte Veste Senise “ il giorno 27 agosto ore 20:30 nell’affascinante scenario esterno del complesso monumentale francescano reso ancora più suggestivo dalla meravigliosa scalinata, opera appena realizzata e che sarà inaugurata per l’occasione.
A condurre la serata il noto attore Paolo Conticini protagonista assoluto della stagione appena passata sia televisiva che cinematografica (Tale e Quale Show –Provaci ancora Prof – un Medico in Famiglia – Come un Delfino- Buona Giornata regia Carlo Vanzina ), che con la sua bravura e la sua verve, illuminerà le scene quanto la bellezza delle giovanissime modelle.
Ospiti Canori il cantautore italiano Davide De Marinis e direttamente da Amici 10 Francesca Nicolì ( KEKKA) che attraverso i loro brani più famosi incanteranno i presenti.
L’idea di questa manifestazione nasce da lontano, la prima edizione si è svolta infatti a Roma nel 2010 nel meraviglioso scenario di p.zza Navona da un’intuizione di Pasquale Guidi, titolare di un agenzia di eventi nella Capitale. L’intenzione, perfettamente riuscita, era quella di valorizzare e proporre al pubblico stilisti, affermati ed emergenti, in un connubio perfetto tra arte e moda. In quella prima edizione di “La Notte veste Roma” si distinse il talento e la creatività di Antonio Extempore che incantò Piazza Navona con i suoi favolosi abiti e con la magia del suo “Instant Fashion”.
Protagonista assoluto sarà ovviamente Antonio Extempore, ormai affermato stilista salentino che, con il suo “Instant Fashion”, realizzerà dal vivo, con il solo ausilio di stoffe e spilli, abiti unici su favolose modelle, inoltre presenterà la sua nuova collezione 2013, capi esclusivi realizzati con drappi e cuciture a mano. Antonio Extempore è nel guinness dei primati per aver realizzato un abito/non abito da sposa il giorno stesso delle nozze. Vestito nuziale low cost, ma di grandissimo effetto agli occhi di tutti gli invitati al matrimonio.
Durante la manifestazione presenteranno le loro creazioni
la stilista lucana ANNA CALVIELLO originaria dei Sassi di Matera vive a Pomarico (MT) che presenterà le sue creazioni con raffinata sobrietà.
Ileana Colavitto
vincitrice DEL PREMIO RICCIONE MODA. Il disegno è una passione che ha sin da piccola, adora l utilizzo dei colori e dei tessuti preziosi come sete e pizzi : realizza a mano le sue creazioni arricchendole con pietre preziosi e swarovski, realizzando capi unici che fanno sognare.
Tiberia De Giorgi
che firma la sua collezione creando il brand TIMIDE … un nome provocatorio dedicato alla donna riservata e di classe, apparentemente introversa ma con tanto da dire, sempre sofisticata e attenta ai dettagli. TIMIDE sceglie innovazione ed eco-sostenibilità premiando l’utilizzo dei materiali naturali come la sfoglia di sughero.
Antonella Di Vita
giovane concept –designer, già protagonista ad Alta Roma presenterà la sua collezione Elements che nasce dall’unione tra arte e moda.
Emanuela Conte
La giovane designer ha sfilato ad Alta Roma in occasione del concorso “Man Pret à Porter” Ad agosto 2012 ha vinto il concorso “Moda e Vino” e il suo abito è stato esposto presso il Parlamento Europeo di Strasburgo. Emanuela Conte porterà in passerella i colori, i ritmi e il fascino dell’Africa con la sua collezione “Jungle Fever”.
Antonio Extempore by SPOSART
Antonio Extempore firma la sua prima collezione sposa avvalendosi della collaborazione con Sposart utilizzando tessuti importanti , pizzi pregiati e ricami fatti a mano .
Nel corso della serata inoltre si esibirà l’eclettico violinista Francesco Greco. La coreografia è curata da Matteo Giua, professionista riconosciuto a livello internazionale, profondo conoscitore delle passerelle e del mondo dello spettacolo. Trucco e Parrucco affidati a Enzo Cuccarese.

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mar 172013
 

Lo spettacolo parte da un interrogativo: chi li ha uccisi? Le recenti scoperte e rivelazioni del giudice Ferdinando Imposimato, titolare del primo processo Moro, finite in un libro pubblicato da Chiarelettere dal titolo: Doveva morire: chi ha ucciso Aldo Moro, vanno verso la costruzione di una nuova e chiara verità: Moro doveva morire, ad ucciderlo è stato lo Stato – spiega Ulderico Pesce – . Le rivelazioni del giudice Imposimato rappresentano la base contenutistica del testo che ho scritto dove però, le scoperte del giudice, sono state intrecciate con la vita di Iozzino, Ricci e Zizzi, tre membri della scorta. Raffaele Iozzino è il giovane della scorta che riuscì a sparare due colpi contro i terroristi. Domenico Ricci era l’autista di fiducia di Moro. Francesco Zizzi, poliziotto ma soprattutto grande chitarrista e cantante di piano bar, era al suo primo giorno di lavoro avendo sostituito, proprio quella mattina, la guardia titolare che aveva presentato un certificato medico. Credo che questo lavoro, che si intreccia con le rivelazioni del giudice Imposimato e dell’agente segreto americano Pieczenik contribuisca ad informare sulle ‘colpe’ di Francesco Cossiga e Giulio Andreotti che ‘non hanno voluto salvare Moro”.

 

Moro

scritto da

Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce

Interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato

musiche Domenico Modugno

interpretato e diretto da Ulderico Pesce

Prima Nazionale

sabato 16 marzo ore 21.00

AULA PACIS

Via Marconi 41 – Cassino (FR)

Info: cittacultura@libero.it – tel. 333.5218156

Interverranno Sandro Provvisionato, coautore con Ferdinando Imposimato del libro “Doveva morire

e Renzo Rossellini che per primo, il 16 marzo 1978, diede la notizia su Radio Città Futura del rapimento di Aldo Moro

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set 162012
 

Domani 16 settembre alle ore 19.00, nel Centro della Creatività della Val Sarmento, il giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi tre processi sul caso Moro, ricostruisce il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro e dei membri della sua scorta. Con Imposimato il Procuratore della Repubblica di Lagonegro Vittorio Russo, il Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo e Ulderico Pesce direttore artistico del Centro.
Il 16 marzo 1978 venne rapito Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della scorta. L’incontro di San Paolo parte da un interrogativo: chi li ha uccisi? Il giudice Imposimato mostrerà una serie di documenti che proverebbero una possibile verità su una strage che rimane una ferita insanabile per la nostra nazione.
Secondo il giudice Imposimato molte sono le “stranezze” sul caso Moro perpetrate da uomini importanti dello Stato italiano quali Giulio Andreotti e Francesco Cossiga. Tra le “stranezze” che saranno sottolineate a San Paolo vogliamo qui ricordare solo alcuni episodi eclatanti: in genere un’ora dopo il rapimento veniva assegnata l’inchiesta al giudice istruttore che a Roma, nel caso specifico, era proprio Ferdinando Imposimato. Invece le indagini, dopo il rapimento Moro, rimangono nelle mani della Procura della Repubblica di Roma. A Imposimato vengono affidate solo il 18 maggio 1978 quando Aldo Moro è già stato ucciso il 9 maggio. Perché la Procura di Roma, violando una procedura, trattiene a sé le indagini?
Altre cose “bizzarre” che saranno tema di discussione. Il 31 gennaio del 1978, circa due mesi prima del rapimento Moro, nasce l’UCIGOS, un organismo di polizia speciale che va a lavorare alle dipendenze del Ministro dell’Interno che all’epoca era Francesco Cossiga. Come mai nasca una squadra speciale di polizia investigativa senza l’autonomia che la Costituzione gli affida perché alle strette dipendenze di un ministero.
Qualche mese prima della strage di via Fani accade una cosa ancora più inspiegabile, collegata alla precedente, viene smantellato l’Ispettorato antiterrorismo diretto da Santillo che aveva raggiunto risultati eccellenti contro i terroristi e contro la Loggia Massonica P2. Santillo, per giunta, non lo fanno rientrare nell’UCIGOS. Fatto fuori Santillo e la sua “squadra antiterrorismo”, a indagare sul terrorismo, prima del rapimento di Moro, rimaneva solo l’UCIGOS, che era alle strette dipendenze del ministro Cossiga.
Il giudice mostrerà dei documenti che attesterebbero che uomini dell’ UCIGOS, ad agosto del 1978, erano già stati in via Montalcini nella prigione di Moro. Secondo alcuni documenti è probabile che gli stessi uomini dell’UCIGOS sapessero della prigione di via Montalcini mentre Moro era ancora vivo. Perché gli stessi uomini dell’UCIGOS non lo comunicano al giudice Iposimato anticipando la scoperta della prigione di due anni?
Ma la denuncia più grossa che il giudice Imposimato fa riguarda le rivelazioni di Pieczenik, un esperto di terrorismo mandato segretamente in Italia dal governo USA per la gestione del caso Moro e che affianca Cossiga e Andreotti. Nel 2006 Pieczenik rilascia un’intervista sconcertante alla stampa francese di cui in Italia non si è parlato. Uno stralcio dell’intervista, il cui passaggio più importante è quella che divulghiamo, sarà letta da Ulderico Pesce: “Quando Moro ha fatto capire attraverso le sue lettere che era sul punto di rivelare dei segreti di Stato e di fare i nomi di coloro che quei segreti detenevano… In quel momento mi sono girato verso Cossiga dicendogli che ci trovavamo a un bivio: se Moro potesse continuare a vivere o dovesse morire con le sue rivelazioni… La decisione di far uccidere Moro non è stata una decisione presa alla leggera. La decisione finale è stata di Cossiga, e presumo anche di Andreotti: Moro doveva morire.”
Durante la serata il Procuratore della Repubblica di Lagonegro e il Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo parleranno della “battaglia” per la conservazione del Tribunale di Lagonegro che oggi rappresenta un importante presidio della Legalità a cavallo tra Basilicata, Calabria e Campania.