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Mar 202015
 

L’IMU sui terreni agricoli è diventata legge. Alla Camera è stato approvato il testo già votato al Senato senza alcuna modifica ulteriore, per cui, per gli agricoltori parte questa ennesima patrimoniale. Perché si tratta di una patrimoniale bella e buona, maggiormente rivolta ai ceti medio e bassi, e applicata, al pari di tutte le leggi attuative in atto da 20 anni, per compensare la struttura clientelare del “sistema partito” del Paese. Cosa che Renzi & C. non intendono chiaramente smantellare perché finirebbe il loro consenso elettorale.

L’Imu sui terreni, infatti, non tiene conto dei redditi eventualmente prodotti né consente di dedurre gli investimenti necessari in agricoltura, ma punta solo alle superfici agricole di proprietà, anche di quelle con le quali il cittadino coltiva per sé un po’ di orto e di frutta, diventati ora onerosi da produrre. Lo Stato padrone e ladrone non dà tregua nella sua fame di tasse dirette e indirette.

D’ora innanzi, converrà andare a comprare ortaggi e frutta e vendersi, anzi, svendersi le proprietà, cosa che forse è anche nelle intenzioni secondarie del legislatore dell’IMU sui terreni: da qualche anno c’è un latifondo di ritorno alimentato da leggi sempre più restrittive e da un mercato sempre più in mano alla grande distribuzione, rossa o bianca che sia. A prezzi stracciati e con leggi e tassazioni che sfiancano le volontà degli agricoltori, si alimentano gli appetiti di banche, di finanziarie e di prestanomi di politici, i quali, con le grandi estensioni di terreno, pensano a loro volta di alimentare i loro patrimoni immobiliari. Per capitalizzare finanziamenti europei mica per produrre frutta e verdura, che oramai arrivano dalle estensioni agricole del Terzo Mondo, di proprietà di grandi imprese spesso italiane, avvantaggiate dai costi di manodopera bassissimi e dalla libertà di pesticidi delle zone fuori area euro.

Il paradosso italiano, tra l’altro, è duplice: le rendite catastali in agricoltura non sono state aggiornate e questo determinerà un’altra anomalia. Chi possiede un agrumeto, che oggi non rende nulla perché chi determina i mercati importa dal Sudafrica o dal Marocco e lascia deperire i nostri agrumi, pagherà una Imu elevata. Chi invece produce pesche e albicocche, che in qualche maniera hanno un loro mercato nazionale e danno ancora un po’ di reddito, pagherà un’imposta inferiore a quella dei proprietari degli agrumeti, gabbati due volte. L’esborso finale sarà, comunque, elevato per tutti e per una liquidità che attualmente nessuna azienda agricola di piccola e media dimensione possiede.

La legge è passata col voto del Pd e di Ncd, ma ha beneficiato del silenzio degli altri partiti, Forza Italia in testa, e delle categorie sindacali di settore. La tecnica è sempre la stessa: la legge viene prima fatta approvare al Parlamento, nel silenzio delle finte opposizioni e dei media, e poi, a legge approvata, si scatena il valzer delle contestazioni con una gara a chi si indigna, fintamente, di più. Le leggi vanno contestate mentre le si discutono al Senato e alla Camera, come fa il M5S, che invece, dai giornali e dalle televisioni di regime, viene fatto passare come facinoroso e folcloristico esempio di caciara. Guardandosi bene, però, dall’informare la gente dei motivi per cui il M5S contesta. In questo modo passano oramai tutte le leggi truffa nei confronti dei cittadini, con le forze politiche che a posteriori delle approvazioni, cercano di rifarsi una verginità ideologica per non perdere consensi elettorali.

È proprio il caso di dire che chi vota il Pd e Fi o altri partiti di questa marmellata ideologica e affaristica, si dà la zappa sui piedi.

Vito Petrocelli e Mirella Liuzzi Parlamentari M5S

movimento5stelle

Gen 232015
 

“Abbiamo nuovamente sollecitato il governo a rimediare all’ingiusta tassazione che graverebbe sui proprietari dei terreni agricoli situati in aree marginali prima esenti. Un pasticcio che ha causato il governo Renzi dovendo trovare una copertura di 300 milioni euro per sostenere il bonus di 80 euro di riduzione fiscale per i lavoratori dipendenti”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (FI). “ L’adempimento era stato sospeso per pronunciamenti dell’autorità giudiziaria, ma ora se non ci fossero atti legislativi del governo, i cittadini dovrebbero pagare l’imposta entro il 26 gennaio. L’aggravante sarà anche che questa ingiusta tassa sarà riscossa dai Comuni che si vedono tagliati dei trasferimenti ai loro bilanci ad esercizio concluso. Speriamo che il governo ed il Ministro dell’Agricoltura possano rimediare a questa ingiusta ed incredibile situazione”.

cosimo latronico3

Dic 032014
 

“Chiediamo al Parlamento e al Governo, e in particolare ai parlamentari e ai membri dell’Esecutivo lucani, di porre da subito rimedio a questo decreto sbagliato i cui criteri di scelta sono fortemente iniqui e immotivati, attraverso l’apertura di una discussione di merito sui criteri e sui parametri adottati, che rischiano di creare un ulteriore disagio alle popolazioni rurali, costringendole tra l’altro in brevissimo tempo a pagare l’IMU sui terreni agricoli, fino ad oggi esentati”.
Il Comune di Lauria non sta a guardare sulla questione dell’Imu agricola, e in particolare sul decreto del governo in via di perfezionamento, che esclude i Comuni che hanno la sede municipale in una località al di sotto dei 600m s.l.m dall’esenzione del pagamento dell’imposta.
Il Consiglio comunale all’unanimità approva infatti, nell’ultima seduta, un documento politico da inviare all’Anci nazionale e regionale in cui si esprime “netta perplessità verso il provvedimento, in quanto non è colpendo le categorie più deboli di territori già in difficoltà che risaniamo il paese e diamo spinta propulsiva allo sviluppo”.
Da qui l’appello del Comune valnocino ai rappresentanti istituzionali: “Nelle maglie di questo decreto – spiega l’assessore al Bilancio Fabrizio Boccia – ricadrebbe anche il Comune di Lauria che per paradosso ha circa l’80% del suo territorio al di sopra dei 600 metri. Si tratta – aggiunge il vicesindaco – di un provvedimento grave perché obbliga i Comuni a fare, ancora una volta, i “gabellieri” per conto dello Stato sulla base di calcoli che riteniamo sbagliati e sovradimensionati. Inoltre, mentre il taglio ai nostri danni è già avvenuto, l’introito per ora resta indefinito nella sostanza e nei tempi . E poi questo decreto esce in forte ritardo e soprattutto nel giorno in cui si dovrebbe fare l’assestamento dei bilanci rendendo impossibile una corretta gestione. Senza dimenticare – conclude Boccia – la confusione prevedibile per i proprietari di terreni che si troveranno a dover pagare a pochi giorni dalla scadenza del 16 dicembre. Mi auguro che nelle prossime ore esca quantomeno una circolare ministeriale che proroghi il versamento a un opportuno lasso di tempo, in modo tale da dare ai Comuni la possibilità di avvisare i contribuenti degli avvenuti cambiamenti”.

municipio

Ott 222014
 

E’ ben noto che, sul nostro territorio, da anni la coltivazione di antichi ecotipi locali di pero (Pyrus Communis, L.) ha consentito la produzione di frutti di alto valore, rappresentando una fondamentale forma di sussistenza per le popolazioni rurali negli scorsi decenni. Oggi, grazie all’impegno di alcuni contadini, molte piante di pera “Signora” risultano essere in produzione e nuovi impianti sono stati messi a dimora. La volontà di riscoperta è imputabile sia al valore storico-culturale che questa specie ha rappresentato nell’alimentazione delle famiglie contadine, in termini di “multi-utilizzo” del frutto, ma soprattutto alla micro-economia che tale prodotto, fresco e/o trasformato, riesce a generare. L’attuale coltivazione dell’ecotipo “Signora” interessa la maggior parte dei Comuni ricadenti nell’area del “Basso Sinni”. La sfida si concretizza nel recupero e salvaguardia capillare di un patrimonio frutticolo in via di estinzione, capace invece di generare ancora reddito in un area dell’entroterra, spesso marginale e dimenticata.
I frutti, a piena maturazione da metà luglio agli inizi di agosto, sono utilizzati per il consumo fresco ma anche per la trasformazione (confetture, nettare, sciroppi ed essiccati).
Nei mesi scorsi, il Gruppo di Azione Locale COSVEL S.r.l. (Consorzio per lo Sviluppo dell’Economia Locale – Piano di Sviluppo Locale “Le Terre del Silenzio”), quale Soggetto Sostenitore, coinvolgendo un nutrito gruppo di agricoltori, ha avviato e realizzato, di concerto con i tecnici di Slow Food Italia, il Presidio dedicato alla Pera “Signora” della Valle del Sinni.
Al contempo, i produttori (n. 20) hanno dato vita all’Associazione Culturale “S.E.I. sul SINNI” – Sostenibilità, Etica ed Integrazione-, soggetto aderente al progetto Presidi di Slow Food Italia, interessato alla salvaguardia delle biodiversità a rischio di estinzione, favorendo, inoltre, la tutela e valorizzazione di usi, costumi e tradizioni del mondo rurale locale.
Prima importante attività dell’Associazione è la partecipazione al Salone del Gusto di Torino, nei giorni dal 23 al 27 ottobre, per la presentazione ufficiale del nuovo Presidio.
Tra le iniziative in cantiere dell’Associazione di Presidio, afferma il Presidente Domenico Dimatteo, quella di avviare uno studio/progetto di ricerca di nutraceutica dell’ecotipo Signora, in modo da evidenziarne le proprietà distintive e soddisfare le richieste dei consumatori attenti alla qualità alimentare dei cibi.
Il Direttore del Gal, Salvatore Lobreglio, sottolinea come dietro piccoli progetti di innovazione culturale e sociale si nascondano, a volte, grandi risultati di partecipazione allo sviluppo locale che generano, insieme, passione, creatività ed economia.

Le aziende aderenti: DIMATTEO DOMENICO, MONTEMURRO FRANCESCO, IL PAGO DI BIANCO NICOLA, PARZIALE NICOLA MARCELLO, VIOLANTE GIUSEPPE, MELE DOMENICO, MONTESANO VINCENZO, MANOLIO ALBERTO, LA ROCCA CONCETTA, DONADIO PATRIZIA, TOSCANO GIUSEPPINA MARIA, AGRICOLA PITRELLI S.S. DI PITRELLI GIULIA, GERMANO PASQUALE, MASSERIA NIVALDINE DI SURIANO CARLO, LATEANA ALBERTO, TRUNCELLITO MARIO, MELE DOMENICO, LIGUORI FABIO, VIVIANO GIUSEPPE, BERNARDO TERESA.

logo SEI sul SINNI - Copia

Ott 072014
 

Si è svolto a Senise il Coordinamento locale del Circolo del Nuovo Centro Destra, alla presenza del Coordinatore Provinciale Antonio Amatucci. Dopo un’ampia relazione del Coordinatore cittadino Francesco Addolorato e una articolata discussione sul tema della reindustrializzazione del sito produttivo inattivo ex ME.COM. srl, è stato approvato, ad unanimità, il seguente documento:
Sono trascorsi ormai quasi cinque mesi dalla firma dell’accordo per la reindustrializzazione del sito produttivo inattivo Ex ME.COM. srl, ma l’iniziativa ha, invece, reso manifesta la volontà della Regione Basilicata di realizzare nel territorio di Senise un opificio di rifiuti, scelta sulla quale il Nuovo Centro Destra di Senise ha già espresso la propria netta contrarietà.
Tale posizione è dettata essenzialmente da considerazioni legate alle vocazioni del territorio ed alle politiche di sviluppo dell’area, e si è rafforzata ancora di più in seguito ai laceranti conflitti sociali che sono emersi in questi mesi tra la popolazione senisese, lacerazioni dalle quali non sono avulse le stesse formazioni politiche.
È necessario, secondo il N.C.D , tornare allo spirito e alla logica che hanno ispirato l’accordo base per la reindustrializzazione dell’Azienda ex ME.COM, siglato nel gennaio 2013, dal quale si evinceva la necessità di recuperare a un sano meccanismo produttivo l’impresa inattiva già individuata ed in crisi e di salvaguardarne ed implementarne i livelli occupazionali.
Tale prospettiva non può,tuttavia, essere disgiunta dalla necessità di riconvertire la produzione, nel rispetto della compatibilità col territorio e con la sua vocazione, che non è certo rappresentata dalla creazione di una filiera di rifiuti e tanto meno dalla produzione di CSS.
L’NCD di Senise non nasconde di nutrire serie preoccupazioni in merito alla scelta di favorire la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti e di produzione di CSS della portata di quello presentato dalla Nep Italy, considerando il valore strategico che un tale impianto avrebbe nella gestione regionale dei rifiuti, con la conseguenza di fare del territorio del Senisese un’area strutturalmente destinata a tale filiera. Tra l’altro, al momento, si agisce in regime di deregulation, essendo ancora in vigore il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato nel lontano 2002, di volta in volta derogato con provvedimenti legislativi estemporanei.
La strada da percorrere è, ad avviso del N.C.D, di tutt’altra natura. La Regione Basilicata è ancora in tempo per rimodulare il bando per favorire l’insediamento di un processo produttivo compatibile con la vocazione del territorio, che è principalmente quella turistica e agricola, con un tessuto produttivo legato essenzialmente alle piccole e medie imprese, come dimostrano le scelte della stessa Regione Basilicata con il Programma Speciale Senisese, caratterizzatio dalla sostenibilità ambientale dei sistemi produttivi. Questo anche alla luce del fatto che Senise è comune del Parco Nazionale del Pollino e sede dell’invaso di Monte Cotugno, la cui importanza strategica sul piano dell’approvvigionamento idrico e della valorizzazione turistica, sono ben noti, come dimostra il cospicuo investimento sul macroattrattore in fase di realizzazione sul lago.
La stessa ipotizzata delocalizzazione in contrada Santa Lucia, scartando l’area industriale, dimostra la conclamata incompatibilità dell’impianto dei rifiuti con un’area a cospicua presenza antropica e a forte presenza di attività commerciali e industriali di ridotte dimensioni, come quella di contrada Pianizzi.
Il problema dei rifiuti, del quale si comprende la drammatica criticità, non può essere affrontato con scelte illogiche, ma risolto con una programmazione oculata e rispettosa delle vocazioni territoriali e dei programmi di sviluppo già in essere, per cui l’aggiornamento del Piano Regionale del Rifiuti si rende ormai urgente ed improcrastinabile.
Per questi motivi l’NCD di Senise propone di riconsiderare la scelta operata dalla Regione, riportando l’iniziativa nei canoni corretti, abbandonando la logica che l’ha ispirata, indipendentemente,in questa sede, dalle valutazioni strettamente tecnico-scientifiche e giuridiche, che pur potrebbero essere svolte a sostegno della tesi della irrazionalità dell’iniziativa. Il partito, pertanto, invita la Regione Basilicata a porre in essere azioni volte a recuperare l’azienda inattiva piuttosto che a sostituirla. E’ possibile, infatti, destinare correttamente i fondi pubblici disponibili, favorendo la riconversione produttiva dell’impresa inattiva e recuperando all’attività lavorativa i lavoratori in mobilità, senza stravolgere la vocazione del territorio ed operare in contrasto con iniziative già programmate ed in corso di realizzazione nell’area.

senise

Ago 112014
 

La manifestazione, organizzata dall’Associazione A Castagna Ra Critica si svolgerà a Lagonegro il 13 e 14 agosto.
Per bissare il successo della prima edizione, “Il cavaliere errante” sarà portato in scena, ancora una volta, dalla compagnia Attiva-Mente, in un percorso itinerante per le vie di Lagonegro con atto finale davanti al castello.
La rappresentazione teatrale, testo di Milena Falabella, sceneggiatura e regia di Gianluigi Pagliaro, con Antonio Fraudatario, riprese cinematografiche di Cesare Ferzi, si basa su alcune leggende riportate in documenti storici di Lagonegro ed è nata dalla collaborazione dei sodalizi Attiva-mente e A Castagna ra Critica.

Il borgo antico tornerà a splendere con le antiche botteghe artigiane e gli stand enogastronomici, dove sarà possibile degustare prodotti tipici locali, preparati da diverse attività commerciali di Lagonegro – grazie anche alla collaborazione di alcune signore del luogo, suggeritrici di ricette – e con la cooperazione di A.L.S.I.A e Coldiretti.

L’associazione, presieduta da Lorenzo Vannata, in due anni di vita ha messo in campo diverse iniziative per raccogliere fondi necessari al restauro di opere d’arte del considerevole patrimonio storico artistico e religioso che Lagonegro vanta.
Dopo il restauro del sarcofago ligneo del ‘700 e di sei importanti calici per l’Eucaristia, quest’anno è la volta dell’affresco rupestre di San Michele Arcangelo, tornato alla luce dopo decenni – sempre grazie all’impegno del sodalizio – e del monumento ai caduti.
La cittadina di Lagonegro è candidata a essere inserita fra i borghi più belli d’Italia.

PROGRAMMA
Ore 20,00: Anfiteatro piazza S. Anna rappresentazione teatrale “Il cavaliere errante”, segue percorso tra le vie del borgo fino al castello. Il pubblico assisterà all’inizio dello spettacolo in piazza Sant’Anna e il corteo, seguendo il cavaliere guidato dai fantasmi, si muoverà verso il Castello per la scena finale.
Ore 21,30: Itinerario artistico-enogastronomico nelle vie del borgo con degustazione di ricette antiche; animazione a cura di musici e artisti di strada.
Per la realizzazione dei piatti saranno usate materie prime di produttori e distributori locali che usano marchio ALSIA e Coldiretti, quali – Azienda agricola Pecorelli Francesco, Società Campo dei Monaci, Cibarie food Consulting.
I piatti tipici saranno serviti da- Ristorante La Marea, Locanda da Federico, Ristorante La Stradella, La Gioconda Resort.
Hanno collaborato le signore Filuccia Riccio, Rosaria Iacovino, Giuseppina Fortunato, Maria Fortunato, Maria Belardi, Giuseppina Sabella, per la realizzazione delle antiche ricette; Nino Tortorella per la realizzazione grafica, e ancora l’Enoteca Perbacco e il locale produttore Torrefazione Caffe, Avis di Lagonegro, alcune associazioni locali, Alsia e Coldiretti.
Partner dell’evento l’azienda vinicola Gioia Al Negro.
L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Regione Basilicata Fondo Europeo di sviluppo regionale, Fesr Basilicata e con il patrocinio del Comune di Lagonegro.

Lorenzo Vannata
Presidente A Castagna Ra Critica
Info e Comunicazioni
Lucia Santoro 349 5124460
lucesant@tiscali.it
Milena Falabella 333 3638541
avv.falabella@live.it

LOCANDINA

Lug 032014
 

Riuso, raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, insieme alla riduzione in fase di produzione, sono gli unici pilastri di una gestione integrata dei rifiuti (la strategia delle “4R”) capace di dare una soluzione di lungo termine al problema, consentendo di risparmiare materie prime e ridurre l’uso delle discarica, e quindi anche lo sfruttamento e l’inquinamento del suolo. E’ per questo motivo che la Legambiente Basilicata e il Circolo Legambiente di Senise chiedono urgentemente alla Regione Basilicata di fare marcia indietro rispetto all’accordo di reindustrializzazione del sito produttivo inattivo della società “Me.Com Srl” di Senise (Pz). Il progetto prevede la realizzazione di un impianto multifunzionale per il trattamento di rifiuti solidi urbani con produzione di CSS (combustibile solido secondario) a partire da Rsu (rifiuti solidi urbani).
Per l’associazione si tratta di un metodo di smaltimento dei rifiuti del tutto inappropriato e fallimentare. Il trattamento meccanico del tal quale è una scelta primitiva e che non dà nessun contributo al raggiungimento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata stabilita dalla legge, obiettivo tra l’altro raggiunto dal Comune di Senise che nel 2012 è arrivata al 43,72% di raccolta differenziata proprio grazie al metodo del porta a porta.
Le più recenti Direttive europee al riguardo indicano che le discariche vanno via via chiuse, e gli inceneritori devono essere utilizzati in maniera sempre più residuale. Ma, soprattutto l’Unione europea (con la direttiva 2008/98/CE) si è data l’obiettivo di una “società del riciclaggio con un alto livello di efficienza”, cercando di limitare la produzione di rifiuti e di utilizzarli come risorse.
Agli Stati membri viene chiesto di impegnarsi affinché i materiali riciclabili non finiscano in discarica, ed entro il 2020 il riciclaggio dei rifiuti urbani (limitatamente a metalli, carta, vetro, plastica) dovrà essere cresciuto almeno del 50% in peso. Obiettivi, questi, impossibili da raggiungere se in Basilicata continuiamo a progettare impianti come quello di Senise, anche qualora utilizzasse le più moderne tecnologie.
Il progetto tecnico, da quello che si è potuto vedere, è ampiamente insufficiente, non contiene nessun riferimento ai codici CER, condizione minima per poter comprendere realmente le tipologie dei rifiuti che si vogliono trattare, condizione necessaria per valutare la sua pericolosità, anche in funzione della particolare collocazione dell’impianto, in zona agricola e nelle immediate vicinanze del lago di Monte Cotugno.
Alla luce di ciò, la Legambiente Basilicata e il Circolo Legambiente di Senise si augurano che il Comune e la Regione Basilicata facciano un repentino dietro front, puntando su una politica di raccolta e smaltimento dei rifiuti più lungimirante e duratura nel tempo, capace di garantire sviluppo economico e di salvaguardare l’ambiente, guardando al futuro e non al passato.

legambiente

Giu 042014
 

Le varietà locali o “landrace” di frumento sono popolazioni di piante di interesse agro-alimentare, costituitesi e affermatesi in determinate aree geografiche in conseguenza delle peculiari caratteristiche dell’ambiente naturale e delle tecniche colturali adottate dall’uomo.
Tali varietà sono dotate di notevoli capacità di adattamento e rappresentano una preziosa fonte di geni per caratteristiche di qualità e produttività in ambienti marginali.

Frumenti antichi e “dimenticati”, diffusi in passato nei territori dei comuni di Pignola, Vaglio, Potenza, Pignola, Avigliano, Atella, Rionero, Laurenzana, Abriola, e in altra località in provincia di Potenza ed oggi recuperate sia attraverso uno studio storico presso i documenti conservati presso la Biblioteca Provinciale di Potenza, sia attraverso la coltivazione nei campi madre di recupero dell’ALSIA presso la sua azienda sperimentale a Pantano di Pignola.

La coltivazione, non è che il primo passo, la scommessa è quella di avviare un percorso virtuoso che attraverso il coinvolgimento di imprenditori agricoli cerealicoli, aziende di trasformazione, e forni, porti alla costituzione di una filiera produttiva locale, dal seme fino alla prima trasformazione, adattando la tecnica di lavorazione alle caratteristiche di questi frumenti,che contengono poco glutine e bassa tenacia, e quindi sono particolarmente digeribili.

Oggi, la coltivazione di queste varietà antiche è praticamente scomparsa, sostituita da quella di più produttivi frumenti a taglia bassa, restando tuttavia in uso in piccole coltivazioni confinate principalmente nelle aree interne dell’Appennino meridionale, che alimentano piccole filiere legate alla produzione e commercializzazione di prodotti tipici.

Nel corso della giornata del 04 giugno con ritrovo alle ore 10.00, presso l’ALSIA – Azienda Agricola Sperimentale di Pantano, saranno illustrati dati elaborati dalla ricerca nonché tecniche di conservazione e caratterizzazione della biodiversità di interesse agrario. L’iniziativa dimostrativa prevede una prova agronomica nei campi dell’Azienda Sperimentale “Pantano” a Pignola, con il duplice scopo di reintrodurre nell’areale della montagna potentina tre ecotipi locali o “landrace” di frumento (nello specifico “Senatore Cappelli”, “Carosella” e “Risciola “), e di divulgare tecniche agronomiche innovative (minima lavorazione, semina a spaglio con seminatrice modificata, concimazione mirata e non a calendario) per un’agricoltura redditizia e sostenibile.
Le tematiche saranno sviluppate con il supporto del Centro di Ricerca per la Cerealicoltura “CRA CER” di Foggia e i ricercatori di ALSIA AGROBIOS, con l’obiettivo di coinvolgere aziende agricole e privati nella conservazione e valorizzazione della biodiversità di interesse agrario.
L’incontro è rivolto a studenti, ricercatori, imprenditori e tecnici agricoli.

alsia

Mag 142014
 

“Libera la natura” si rimette in corsa. Una staffetta sui beni confiscati, calpestando quello che un tempo era il potere economico dei mafiosi, oggi restituiti alla collettività.
Al via la quarta edizione di “Libera la natura” promosso da Gruppo Sportivo del Corpo Forestale dello Stato e Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Un viaggio nell’Italia “liberata” dalle mafie, dalla Toscana alla Sicilia con tappe nel Veneto e in Basilicata e conclusione a Lampedusa con il coinvolgimento di oltre 2000 ragazzi delle scuole medie italiane, dal nord al sud del nostro Paese, protagonisti in una giornata di sport e di educazione. Ogni tappa prevede una mattinata di sport, sui quei terreni strappati alla prepotenza criminale e mafiosa, la cui liberazione viene festeggiata con una staffetta di corsa. Prima dell’evento, gli studenti incontreranno gli uomini e le donne del Corpo Forestale per una preziosa lezione di educazione ambientale e successivamente i campioni del Gruppo Sportivo del Corpo forestale dello Stato che hanno scelto, insieme a tanti altri, la via pulita dello sport e che parleranno ai ragazzi del significato dell’importanza dell’etica sportiva e del valore di praticare lo sport pulito e di una sana alimentazione. Prima tappa il 4 aprile con la staffetta sui terreni dell’azienda agricola di Suvignano, a 15 km da Siena, sequestrata nel 1994 e confiscata nel 2007. Poi in Sicilia, in provincia di Catania presso i terreni della cooperativa sociale “Beppe Montana-Libera terra”. Poi il 16 maggio per la prima volta in Basilicata a Scanzano Ionico nell’ex lido “Lo squalo beach” sequestrato alla criminalità nel settembre 2011. Il viaggio di “Libera la natura” si concluderà in Veneto, ad Erbè in provincia di Verona, nella base scout Airone, bene confiscato nel 1993. Tappa finale obbligata a settembre con una iniziativa speciale all’insegna dello sport, integrazione, pace e legalità nell’isola di Lampedusa.

Calendario della tappa di Scanzano Jonico 14 – 15 – 16 Maggio:

14 Maggio
ore 9.30 sala consiliare del Comune di Scanzano Jonico
Incontro per le sole classi partecipanti al progetto degli istituti comprensivi di Scanzano Jonico e Nova Siri.
Saluto della Dirigente Prof.ssa Marciuliano
Interverranno gli atleti del Gruppo Sportivo Nazionale del Corpo Forestale dello Stato Guido Vianello (campione italiano supermassimi di pugilato), Flavia Arcioni (velocista ostacolista, medaglia d’oro ai campionati mondiali militari nella staffetta 4 x 400 metri) e Lucilla Andreucci (ex maratoneta azzura), rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato e la refente territoriale di Libera.

Ore 18.00 salone della Parrocchia di San Rocco, via Lucana Matera
Incontro pubblico dal tema “Libera lo Sport Pulito”
Ne parleremo con: gli atleti del Gruppo Sportivo Nazionale del Corpo Forestale dello Stato Guido Vianello (campione italiano supermassimi di pugilato), Flavia Arcioni (velocista ostacolista, medaglia d’oro ai campionati mondiali militari nella staffetta 4 x 400 metri) e Lucilla Andreucci (ex maratoneta azzura), il Primo Dirigente dottor Raffaele Manicone del Corpo Forestale e Marcello Travaglini (responsabile Libera Sport Basilicata)

15 Maggio
Ore 9.30 presso IC “Giovanni Paolo II” di Policoro
Incontro con le soli classi degli istituti comprensivi di Policoro “Don Milani” e “Giovanni Paolo II” e degli alunni di Craco dell’IC “Padre Pio da Pietralcina” di Pisticci.
Saluto dei Dirigenti Profssa Schettini e Prof. Dellorusso
Interverranno gli atleti del Gruppo Sportivo Nazionale del Corpo Forestale dello Stato Guido Vianello (campione italiano supermassimi di pugilato), Flavia Arcioni (velocista ostacolista, medaglia d’oro ai campionati mondiali militari nella staffetta 4 x 400 metri) e Lucilla Andreucci (ex maratoneta azzura), il Corpo Forestale e la refente territoriale di Libera.

Ore 18.00 presso Istituto Comprensivo “Albino Pierro” di Tursi – sede scuola primaria Via Roma
Incontro “Libera la Natura” con le classi partecipanti al progetto e le società sportive, aperto al pubblico
Saluto della Dirigente prof.ssa Liuzzi
Interverranno gli atleti del Gruppo Sportivo Nazionale del Corpo Forestale dello Stato Guido Vianello (campione italiano supermassimi di pugilato), Flavia Arcioni (velocista ostacolista, medaglia d’oro ai campionati mondiali militari nella staffetta 4 x 400 metri) e Lucilla Andreucci (ex maratoneta azzura), rappresentanti del Corpo Forestale e la refente territoriale di Libera

16 maggio
Ore 9.00 presso il Lido “Onda Libera” località Lido Torre a Scanzano Jonico
Staffetta per i 300 ragazzi degli Istituti Comprensivi di Scanzano Jonico, Policoro, Nova Siri, Craco e Tursi.
Interverranno I Campioni del Gruppo Sportivo Nazionale del Corpo Forestale, il Corpo Forestale, Libera, le Istituzioni locali.

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Mag 082014
 

Si è discusso presso il Centro Accoglienza L’Ulivo di Tortora, del progetto “Parentesi Aperta”, che sarà finanziato da “Fondazione con il Sud”. Uno dei dodici progetti selezionati in tutta Italia, l’unico scelto per le regioni della Calabria e della Basilicata.
Un’iniziativa che porterà all’apertura di due Centri Diurni, uno a Tortora e l’altro a Cetraro, per la presa in carico di minori dal momento dell’arresto, con azioni di mutuo-aiuto per i ragazzi detenuti e le loro famiglie, con attività di formazione scolastica e professionale.
Il Comune di Tortora ha aderito al progetto, assieme ad altre associazioni e al Comune di Cetraro, come ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Generoso Dulcetti.
“Abbiamo partecipato a questo progetto – ha sottolineato l’assessore nel corso dell’incontro- perché ne comprendiamo l’importanza e l’utilità per il nostro territorio. Abbiamo sempre sostenuto, come amministrazione, le politiche sociali, un settore su cui non ci sono stati tagli ma dove abbiamo creduto e investito molto. Questo nuovo progetto di cui il Centro Accoglienza L’Ulivo si è fatto capofila, sarà di sostegno a tanti minori che si trovano a dover vivere situazioni difficili e che permetterà loro anche un possibile inserimento lavorativo e quindi una seconda importante opportunità di vita”.
“Il Comune –ha concluso Dulcetti – metterà a disposizione dei terreni che serviranno per l’avviamento di un’attività agricola, dove saranno inseriti lavorativamente i minori. Verranno messe a disposizione inoltre due figure professionali, un sociologo e un pedagogista, che saranno di sostegno ai ragazzi. Il progetto sarà seguito per quello che concerne le nostre attività dalla dottoressa Nunzia Boccardo”.
Previsti percorsi di inserimento lavorativo dei minori attraverso stage e tirocini. Saranno inoltre realizzate attività promozionali e raccolta fondi. Per garantire la sostenibilità del progetto sarà avviata una filiera basata sulla coltivazione delle piante aromatiche.
Responsabile del progetto il Centro Accoglienza L’Ulivo di Tortora, che ha collaborato per la riuscita dell’iniziativa con: il Comune di Tortora, il Comune di Cetraro, l’associazione culturale di volontariato G. Serio, cooperativa sociale Esserci Tutti, Delfino lavoro società cooperativa sociale, E.D.I. cooperativa sociale, Oltre cooperativa sociale Arl, Parrocchia San Benedetto, Parrocchia Santo Stefano Protomartire, Parrocchia Stella Maris, Promidea cooperativa sociale, Università degli Studi della Calabria.

aPASQUALE LAMBOGLIA
Il Sindaco Lamboglia