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dic 132015
 

Egidio Mitidieri di San Severino Lucano, è il migliore agricoltore-custode della biodiversità agraria in Basilicata per il 2015. Si è perciò aggiudicato il Premio “Enzo Laganà” istituito dall’Alsia, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, in memoria del proprio funzionario che si distinse sempre per onestà, laboriosità e per l’attenzione al mondo agricolo. La premiazione è avvenuta nel corso della VII° Giornata della Biodiversità Regionale, tenutasi il 9 dicembre a Lagonegro presso il Centro sociale di contrada Cappella. Nella giornata si sono anche svolti un convegno su “La mappatura della biodiversità agricola del Lagonegrese”, una Mostra pomologica di circa 700 campioni di specie fruttifere, orticole e cerealicole, e un mercatino di semi antichi. La mappatura della biodiversità agricola nel lagonegrese è l’ultima tappa di un lavoro dell’Alsia che ha interessato l’intera area sud della Basilicata e, per il Lagonegrese, nei comuni di Lagonegro, Trecchina, Lauria, Nemoli e Maratea. In quelle aree, dopo il censimento di 37 specie fruttifere concluso nel 2012, sono state mappate negli ultimi 2 anni 40 specie orticole e cerealicole, per un numero di registrazioni poco inferiore a 2.000. Tutte queste segnalazioni saranno inserite in una banca dati elettronica delle risorse genetiche autoctone del Lagonegrese. Oltre alla realizzazione del data-base, il lavoro sulla biodiversità proseguirà – come sollecitato tra l’altro dagli intervenuti al convegno – con la caratterizzazione bio-agronomica delle specie agrarie autoctone reperite nell’area. Ciò al fine di tutelare e valorizzare la biodiversità, così minacciata anche su scala mondiale dall’impoverimento progressivo degli ecosistemi.

Uno stralcio della conferenza svoltasi il 9 dicembre 2015

lug 202015
 

Selezione di 12 imprenditori agricoli del Pollino/Lagonegrese per la realizzazione di campi dimostrativi e di una microfiliera di zafferano

Pubblicato sul sito dell’Alsia (l’Agenzia Lucana Sviluppo ed Innovazione in Agricoltura) all’indirizzo http://www.alsia.it/opencms/bandi/bando/REALIZZAZIONE-DI-UNA-MICROFILIERA-DELLO-ZAFFERANO/ il bando per la selezione di 12 imprenditori agricoli a titolo principale residenti nel Pollino/Lagonegrese per la realizzazione di altrettanti campi dimostrativi e di una microfiliera di zafferano.

Dopo due anni di sperimentazione realizzata dall’Alsia presso la propria Azienda agricola “Pollino” di Rotonda su tecniche di produzione e su confronti varietali, è stato quindi messo a punto uno specifico progetto di trasferimento delle più moderne tecniche di coltivazione di questa pregiata spezia, oltre che delle tecniche di lavorazione e di confezionamento. Scopo del progetto è quello di ampliare la gamma di specie coltivate nell’aree del Pollino e del Lagonegrese, di prolungare il calendario di produzione, oltre che di offrire agli imprenditori agricoli, nell’ambito delle filiere delle piante officinali e delle produzioni DOP, una occasione per incrementare il proprio reddito e di utilizzare manodopera in un periodo dell’anno altrimenti non produttivo.

Nello specifico il progetto prevede – con un parziale rimborso spese da parte dell’Agenzia – la realizzazione di 12 campi dimostrativi di mq 200 cadauno, il trasferimento delle tecniche di essicazione e di confezionamento del prodotto, oltre che la ricerca di un operatore della ristorazione e/o della commercializzazione interessato al ritiro del prodotto, previa stipula di un apposito contratto.

Le aziende selezionate saranno seguite dai tecnici dell’Alsia in tutte le fasi non solo del ciclo produttivo, ma anche in quelle della trasformazione, del confezionamento e della ricerca di eventuali operatori della ristorazione o del commercio.

Il bando scade il 3 agosto.

Info:
dottor Domenico Cerbino
e-mail domenico.cerbino@alsia.it
tel. 320.0241678

Avviso pubblico. Selezione di n. 10 imprese agricole operanti nei comprensori del versante lucano del parco nazionale del pollino e della valle del noce interessate a partecipare al progetto pilota-dimostrativo “realizzazione di una microfiliera dello zafferano”.
Art. 1 Generalità
L’Alsia, nell’ambito del Programma annuale dei Servizi di Sviluppo Agricolo della Regione Basilicata
ed in applicazione della determina dirigenziale n. 2015/I/00108 del 15.07.2015 bandisce una
selezione per 12 imprese agricole ricadenti nei comprensori del Parco Nazionale del Pollino -
versante lucano e della Valle del Noce interessate a realizzare un campo dimostrativo per la
coltivazione dello zafferano da conferire ad un operatore della ristorazione (ristorante e
agriturismo) regionale e/o operatore commerciale e/o trasformatore.
Specie Campi (n.) Superficie campo (mq)
Zafferano 12 200
1. Collegare la produzione dello zafferano con il mercato tramite la realizzazione di una
micro-filiera corta composta da aziende agricole produttrici e da operatori della ristorazione
(ristoranti e agriturismo) regionale e/o operatori commerciali e/o operatori della
trasformazione.
2. Collegare il materiale di scarto (fiori senza stimmi) alla trasformazione della filiera erbeofficinali
tramite la realizzazione di una micro-filiera composta da aziende agricole produttrici
e da Evra srl.
Art. 2 Finalità
La finalità del presente avviso pubblico è la divulgazione della coltivazione dello zafferano e la
realizzazione di una microfiliera con gli operatori turistici e/o commerciali interessati al ritiro
certo del prodotto a prezzi remunerativi.
Art. 3 Partecipanti
L’avviso pubblico è riservato alle imprese agricole ricadenti nei comprensori del Parco Nazionale
del Pollino – versante lucano (Rotonda, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Viggianello,
Latronico, San Severino lucano, Episcopia, Chiaromonte, Francavilla in Sinni, Senise, Teana,
Fardella, Carbone, Castronuovo S.A., Calvera, San Paolo Alabanese, San Costantino Albanese,
Noepoli, Terranova del Pollino, Cersosimo) e della Valle del Noce (Lagonegro, Lauria Maratea,
Rivello, Nemoli, Trecchina) registrate presso la CCIAA di Potenza ed in possesso dei seguenti
requisiti oggettivi di base:
1. coltivatore diretto o di imprenditore agricolo;
2. iscrizione alla Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura della Provincia di
Potenza;
Art. 4 Condizioni a partecipare
Gli imprenditori agricoli richiedenti di partecipare al presente Avviso, dovranno impegnarsi:
1. a realizzare un campo/prova dimostrativo di 200 mq. ;
2. ad osservare tutte le indicazioni di carattere tecnico-colturale o di processo che gli
verranno impartite dal tecnico/divulgatore agricolo dell’Alsia incaricato per la realizzazione
del campo dimostrativo e per l’intera durata della prova dimostrativa;
3. a fornire al tecnico/divulgatore agricolo responsabile della prova dimostrativa tutti i
parametri tecnici ed economici relativi alla prova stessa e collaborare alla loro rilevazione;
4. a consentire presso il “campo dimostrativo” visite guidate destinate a tecnici e/o operatori
agricoli interessati accompagnati dal tecnico/divulgatore agricolo dell’Alsia;
5. a sottoscrivere un contratto di filiera con almeno un operatore della ristorazione e/o della
commercializzazione e/o trasformazione.
6. a confezionare e etichettare il prodotto.
Art. 5 Modalità di presentazione della domanda
Gli interessati, a pena di esclusione, dovranno far pervenire la domanda di partecipazione,
corredata di tutti gli allegati previsti dal presente Avviso Pubblico, entro le ore 13.00 di lunedì 3
agosto 2015 all’ALSIA – AASD Pollino di Rotonda, c.da Piano Incoronata snc – 85048 Rotonda
(PZ), per posta o a mano, secondo il modello allegato al presente avviso pubblico (allegato 1).
Il modello di domanda può essere ritirato presso l’AASD Pollino di Rotonda, oppure essere
scaricato direttamente dal sito internet dell’Agenzia all’indirizzo: www.alsia.it, sezione Bandi.
Art. 6 Criteri di valutazione e priorità
Criterio di valutazione delle domande sarà l’età anagrafica dell’imprenditore richiedente. A parità
di anno di nascita, sarà prioritario il numero di protocollo della domanda.
Art. 7 Graduatorie
La valutazione delle domande sarà effettuata da un Gruppo di Lavoro formato da funzionari
dell’ALSIA che esaminerà le domande pervenute nei termini previsti dal precedente art. 5 e
procederà alla stesura di una graduatoria provvisoria.
In caso di richieste inferiori a quelle disponibili, il Gruppo di Lavoro attribuirà i posti disponibili.
Prima di ottenere l’autorizzazione all’impianto, gli imprenditori inseriti nella graduatoria
provvisoria dovranno produrre, su espressa richiesta dell’ALSIA, copia del contratto di filiera
sottoscritto con l’azienda di trasformazione e/o di commercializzazione partner del progetto.
Con atto dirigenziale sarà approvata la graduatoria definitiva.
Dopo l’approvazione della graduatoria definitiva, gli imprenditori sottoscriveranno con l’Agenzia
l’Accordo di Collaborazione per la realizzazione del progetto pilota “Realizzazione di campi
dimostrativi per la diffusione della coltivazione dello Zafferano nel Parco Nazionale del Pollino e nel
Lagonegrese”.
Art. 8 Partecipazione alle spese di impianto
A fronte della completa osservanza degli impegni di cui all’art. 4, l’ALSIA e di una spesa diretta
(acquisto di mezzi tecnici ed attrezzature) ed indiretta (lavoro proprio) prevista di circa
complessivi € 3.000,00 per la realizzazione di un campo di 200 mq, si rimborserà alle imprese
agricole aderenti al progetto e che realizzeranno il campo dimostrativo, un importo forfetario di
€ 1.000,00.
Per il riconoscimento delle spese effettuate e la liquidazione del rimborso spese forfettario,
l’imprenditore agricolo provvederà a produrre apposita richiesta corredata da una dichiarazione
di ritiro del prodotto da parte dell’impresa di trasformazione.
Il gruppo di lavoro dell’Alsia previsto dal progetto procederà all’istruttoria delle domande di
rimborso spese e provvederà a produrre tutti gli atti necessari alla loro liquidazione e pagamento.
Art. 9 Pubblicità
Il presente bando viene pubblicato sul sito dell’Agenzia all’indirizzo www.alsia.it e, tramite
manifesti, presso le sedi municipali dei Comuni di cui all’art. 3.
Matera, 16 luglio 2015
Il Dirigente
Area Servizi Sviluppo Agricolo Specialistici
f.to dott. Sergio Gallo

bando zafferano

Allegato 1

domanda di partecipazione

(da scrivere in stampatello o a macchina)

Spett.le ALSIA

AASD Pollino

C.da Piano Incoronata, snc

85048 Rotonda (PZ)

Il Sottoscritto …………………………………………………………….……….…………….…

nato a ………………………………………. il ……………………..

residente nel comune di ……………………..……… prov.….… via………………….….………….

cap……………..tel……………………..fax….…….…………

iscritto alla CCIAA di Potenza al n. ………………………………..

conduttore del fondo sito nel comune di ……………… (PZ) in località ………………..…………

chiede

di partecipare all’AVVISO PUBBLICO “Selezione di imprese agricole operanti nei comprensori del versante lucano del Parco Nazionale del Pollino e della Valle del Noce interessate a partecipare al progetto pilota-dimostrativo “Realizzazione di una microfiliera dello zafferano ” pubblicato in data 16.07.2015.

Il sottoscritto, ai sensi del DPR n. 445/2000, dichiara di aver preso visione dell’Avviso Pubblico e che quanto dichiarato nella presente domanda corrisponde al vero.

Data……………………

Il RICHIEDENTE

(firma leggibile)

Allega i seguenti documenti

Copia del documento di identità in corso di validità;
Planimetria e visura catastale della superficie interessata alla prova dimostrativa;
3. Dichiarazione d’impegno alla realizzazione di un campo dimostrativo di mq 200 e di accettazione di rimborso spese parziale (allegato 1a);

Dried saffron spice and Saffron flowers

giu 232015
 

Il presidente della Regione Basilicata ha annunciato al Consiglio regionale le novità che caratterizzeranno le politiche di accoglienza nei confronti dei lavoratori stranieri impegnati nelle campagne di raccolta nel settore ortofrutticolo. Nell’occasione il governatore ha anche fatto il punto sui risultati del piano 2014.

Il presidente, nel suo intervento in Consiglio regionale sul tema dei migranti, si è soffermato sulla “buona pratica posta in essere, a partire dallo scorso anno, dalla Regione Basilicata nell’accoglienza dei migranti impegnati nella raccolta del pomodoro” ed ha illustrato le novità che caratterizzeranno il piano che si sta predisponendo per il 2015, in previsione dell’arrivo dei lavoratori stagionali soprattutto nell’area Nord lucana.

“Ricorderete che per anni – ha affermato il presidente – puntualmente, ogni estate, la Basilicata finiva sulle prime pagine dei giornali e in televisione per le condizioni inumane, poco dignitose, in cui erano costretti a vivere centinaia e centinaia di uomini di colore, accampati nelle campagne, in ricoveri precari, se non addirittura pericolanti. Nel mese di giugno 2014 abbiamo inteso affrontare le problematiche legate al flusso di migranti impegnati nella raccolta del pomodoro nella zona del Vulture-Aldo Bradano con la costituzione di una Task force regionale, che ha coinvolto 22 tra strutture e Dipartimenti regionali, enti istituzionali, organizzazioni sindacali e datoriali, enti no profit, ed ha disegnato e realizzato su indicazione della giunta regionale, in via sperimentale, un progetto di accoglienza attraverso la organizzazione dei centri di ospitalità e la definizione di misure finalizzate alla regolamentazione del mercato del lavoro stagionale. Il modello immaginato – ha evidenziato il governatore lucano – ha risposto positivamente all’esigenza di supportare le sinergie ai vari livelli istituzionali, in un’ottica di stretta collaborazione, al fine di contrastare l’illegalità creata dal lavoro di intermediazione svolta dai caporali sia indigeni che extracomunitari nel reclutamento della manodopera stagionale. In tutto questo, naturalmente, c’è da ringraziare le forze dell’ordine per l’importante e fondamentale ruolo di coordinamento svolto”.

Pittella ha spiegato che “il piano operativo ha incontrato il favore delle altre regioni del Sud impegnate nell’accoglienza, fra cui la Calabria, che ha chiesto formalmente una collaborazione al fine di trasferire pratiche, metodologie e soluzioni organizzative messe in campo. Ma il riconoscimento della bontà del progetto regionale – ha detto ancora – si è avuto anche a livello nazionale, quando al tavolo tecnico Programma Fami del Ministero dell’Interno, nella riunione dello scorso 17 giugno, è stato ufficialmente espresso l’apprezzamento di molte Regioni in merito alla buona pratica messa in atto dalla Basilicata. Ma soprattutto – ha sottolineato – quando è stata fatta esplicita richiesta da parte del Ministro Alfano all’assessore Franconi, di fornire una relazione dettagliata sulle attività della task force regionale da assumere quale best practice a livello nazionale”.

Il progetto è iniziato con la sottoscrizione di un protocollo tra Regione Basilicata, Comuni di Venosa e Palazzo San Gervasio, Coldiretti, Croce Rossa Italiana, Provincia di Potenza e Asp di Potenza. La Regione – che ha appositamente stanziato 600 mila euro per un intervento pluriennale – ha svolto, per il tramite della Protezione Civile regionale, le verifiche delle condizioni di idoneità e di agibilità dei siti prescelti; la direzione generale del Dipartimento Presidenza, invece, ha svolto attività di supporto giuridico-amministrativo alle amministrazioni comunali ed ha predisposto gli atti amministrativi per la formalizzazione degli interventi. I Comuni di Venosa e di Palazzo San Gervasio, dal canto loro, hanno individuato con procedure ad evidenza pubblica le strutture adeguate per l’allestimento dell’accoglienza ed hanno affidato i lavori necessari a rendere fruibili i siti indicati, mentre la Croce Rossa ha gestito i due campi. Medicinali ed ogni forma di assistenza sono stati assicurati dall’Asp, e le parti sociali in collaborazione con i Centri per l’impiego hanno individuato il fabbisogno di manodopera.

“Gli ospiti delle due strutture – ha spiegato Pittella – sono stati oltre 400 per un periodo di due mesi. A seguito della istituzione delle liste si sono prenotati ben 923 lavoratori e ne sono stati assunti 916, sono state 212 le aziende che hanno effettuato assunzioni a fronte delle 172 dell’anno precedente. Dalle verifiche effettuate dagli ispettori del lavoro, sulla base di apposita convenzione con la task force, è emerso che su 37 aziende controllate , con circa 200 lavoratori in forza, solo 8 non sono risultate in regola . Questi sono dati significativi ed importanti che devono essere , però, consolidati e migliorati nella prossima stagione in quanto si prevede di estendere la liste di prenotazione anche all’area del Metapontino a forte vocazione agricola”.

Il presidente Pittella ha quindi illustrato le iniziative che l’Organismo di coordinamento per la politiche dell’immigrazione sta predisponendo nel nuovo piano del 2015. Tra gli obiettivi, eliminare i centri abusivi utilizzati negli anni passati dalla “industria del caporalato”; allungare il periodo di accoglienza; adottare concrete misure di incentivazione per i datori di lavoro che si avvalgono di manodopera legale. Il piano degli interventi già predisposto dal coordinamento si basa sul “riutilizzo delle strutture dello scorso anno alla luce del carattere pluriennale degli investimenti effettuati dalla Regione; sul maggiore coinvolgimento della Croce Rossa Italiana, individuata quale unico soggetto responsabile della gestione pure se supportato e coadiuvato da un “Comitato di gestione”; sulla riduzione delle spese; sull’estensione delle liste di prenotazione a tutto il territorio regionale e ad altre figure professionali , a partire dalla badanti”.

pittella 1

mar 202015
 

L’IMU sui terreni agricoli è diventata legge. Alla Camera è stato approvato il testo già votato al Senato senza alcuna modifica ulteriore, per cui, per gli agricoltori parte questa ennesima patrimoniale. Perché si tratta di una patrimoniale bella e buona, maggiormente rivolta ai ceti medio e bassi, e applicata, al pari di tutte le leggi attuative in atto da 20 anni, per compensare la struttura clientelare del “sistema partito” del Paese. Cosa che Renzi & C. non intendono chiaramente smantellare perché finirebbe il loro consenso elettorale.

L’Imu sui terreni, infatti, non tiene conto dei redditi eventualmente prodotti né consente di dedurre gli investimenti necessari in agricoltura, ma punta solo alle superfici agricole di proprietà, anche di quelle con le quali il cittadino coltiva per sé un po’ di orto e di frutta, diventati ora onerosi da produrre. Lo Stato padrone e ladrone non dà tregua nella sua fame di tasse dirette e indirette.

D’ora innanzi, converrà andare a comprare ortaggi e frutta e vendersi, anzi, svendersi le proprietà, cosa che forse è anche nelle intenzioni secondarie del legislatore dell’IMU sui terreni: da qualche anno c’è un latifondo di ritorno alimentato da leggi sempre più restrittive e da un mercato sempre più in mano alla grande distribuzione, rossa o bianca che sia. A prezzi stracciati e con leggi e tassazioni che sfiancano le volontà degli agricoltori, si alimentano gli appetiti di banche, di finanziarie e di prestanomi di politici, i quali, con le grandi estensioni di terreno, pensano a loro volta di alimentare i loro patrimoni immobiliari. Per capitalizzare finanziamenti europei mica per produrre frutta e verdura, che oramai arrivano dalle estensioni agricole del Terzo Mondo, di proprietà di grandi imprese spesso italiane, avvantaggiate dai costi di manodopera bassissimi e dalla libertà di pesticidi delle zone fuori area euro.

Il paradosso italiano, tra l’altro, è duplice: le rendite catastali in agricoltura non sono state aggiornate e questo determinerà un’altra anomalia. Chi possiede un agrumeto, che oggi non rende nulla perché chi determina i mercati importa dal Sudafrica o dal Marocco e lascia deperire i nostri agrumi, pagherà una Imu elevata. Chi invece produce pesche e albicocche, che in qualche maniera hanno un loro mercato nazionale e danno ancora un po’ di reddito, pagherà un’imposta inferiore a quella dei proprietari degli agrumeti, gabbati due volte. L’esborso finale sarà, comunque, elevato per tutti e per una liquidità che attualmente nessuna azienda agricola di piccola e media dimensione possiede.

La legge è passata col voto del Pd e di Ncd, ma ha beneficiato del silenzio degli altri partiti, Forza Italia in testa, e delle categorie sindacali di settore. La tecnica è sempre la stessa: la legge viene prima fatta approvare al Parlamento, nel silenzio delle finte opposizioni e dei media, e poi, a legge approvata, si scatena il valzer delle contestazioni con una gara a chi si indigna, fintamente, di più. Le leggi vanno contestate mentre le si discutono al Senato e alla Camera, come fa il M5S, che invece, dai giornali e dalle televisioni di regime, viene fatto passare come facinoroso e folcloristico esempio di caciara. Guardandosi bene, però, dall’informare la gente dei motivi per cui il M5S contesta. In questo modo passano oramai tutte le leggi truffa nei confronti dei cittadini, con le forze politiche che a posteriori delle approvazioni, cercano di rifarsi una verginità ideologica per non perdere consensi elettorali.

È proprio il caso di dire che chi vota il Pd e Fi o altri partiti di questa marmellata ideologica e affaristica, si dà la zappa sui piedi.

Vito Petrocelli e Mirella Liuzzi Parlamentari M5S

movimento5stelle

gen 232015
 

“Abbiamo nuovamente sollecitato il governo a rimediare all’ingiusta tassazione che graverebbe sui proprietari dei terreni agricoli situati in aree marginali prima esenti. Un pasticcio che ha causato il governo Renzi dovendo trovare una copertura di 300 milioni euro per sostenere il bonus di 80 euro di riduzione fiscale per i lavoratori dipendenti”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (FI). “ L’adempimento era stato sospeso per pronunciamenti dell’autorità giudiziaria, ma ora se non ci fossero atti legislativi del governo, i cittadini dovrebbero pagare l’imposta entro il 26 gennaio. L’aggravante sarà anche che questa ingiusta tassa sarà riscossa dai Comuni che si vedono tagliati dei trasferimenti ai loro bilanci ad esercizio concluso. Speriamo che il governo ed il Ministro dell’Agricoltura possano rimediare a questa ingiusta ed incredibile situazione”.

cosimo latronico3

dic 032014
 

“Chiediamo al Parlamento e al Governo, e in particolare ai parlamentari e ai membri dell’Esecutivo lucani, di porre da subito rimedio a questo decreto sbagliato i cui criteri di scelta sono fortemente iniqui e immotivati, attraverso l’apertura di una discussione di merito sui criteri e sui parametri adottati, che rischiano di creare un ulteriore disagio alle popolazioni rurali, costringendole tra l’altro in brevissimo tempo a pagare l’IMU sui terreni agricoli, fino ad oggi esentati”.
Il Comune di Lauria non sta a guardare sulla questione dell’Imu agricola, e in particolare sul decreto del governo in via di perfezionamento, che esclude i Comuni che hanno la sede municipale in una località al di sotto dei 600m s.l.m dall’esenzione del pagamento dell’imposta.
Il Consiglio comunale all’unanimità approva infatti, nell’ultima seduta, un documento politico da inviare all’Anci nazionale e regionale in cui si esprime “netta perplessità verso il provvedimento, in quanto non è colpendo le categorie più deboli di territori già in difficoltà che risaniamo il paese e diamo spinta propulsiva allo sviluppo”.
Da qui l’appello del Comune valnocino ai rappresentanti istituzionali: “Nelle maglie di questo decreto – spiega l’assessore al Bilancio Fabrizio Boccia – ricadrebbe anche il Comune di Lauria che per paradosso ha circa l’80% del suo territorio al di sopra dei 600 metri. Si tratta – aggiunge il vicesindaco – di un provvedimento grave perché obbliga i Comuni a fare, ancora una volta, i “gabellieri” per conto dello Stato sulla base di calcoli che riteniamo sbagliati e sovradimensionati. Inoltre, mentre il taglio ai nostri danni è già avvenuto, l’introito per ora resta indefinito nella sostanza e nei tempi . E poi questo decreto esce in forte ritardo e soprattutto nel giorno in cui si dovrebbe fare l’assestamento dei bilanci rendendo impossibile una corretta gestione. Senza dimenticare – conclude Boccia – la confusione prevedibile per i proprietari di terreni che si troveranno a dover pagare a pochi giorni dalla scadenza del 16 dicembre. Mi auguro che nelle prossime ore esca quantomeno una circolare ministeriale che proroghi il versamento a un opportuno lasso di tempo, in modo tale da dare ai Comuni la possibilità di avvisare i contribuenti degli avvenuti cambiamenti”.

municipio

ott 222014
 

E’ ben noto che, sul nostro territorio, da anni la coltivazione di antichi ecotipi locali di pero (Pyrus Communis, L.) ha consentito la produzione di frutti di alto valore, rappresentando una fondamentale forma di sussistenza per le popolazioni rurali negli scorsi decenni. Oggi, grazie all’impegno di alcuni contadini, molte piante di pera “Signora” risultano essere in produzione e nuovi impianti sono stati messi a dimora. La volontà di riscoperta è imputabile sia al valore storico-culturale che questa specie ha rappresentato nell’alimentazione delle famiglie contadine, in termini di “multi-utilizzo” del frutto, ma soprattutto alla micro-economia che tale prodotto, fresco e/o trasformato, riesce a generare. L’attuale coltivazione dell’ecotipo “Signora” interessa la maggior parte dei Comuni ricadenti nell’area del “Basso Sinni”. La sfida si concretizza nel recupero e salvaguardia capillare di un patrimonio frutticolo in via di estinzione, capace invece di generare ancora reddito in un area dell’entroterra, spesso marginale e dimenticata.
I frutti, a piena maturazione da metà luglio agli inizi di agosto, sono utilizzati per il consumo fresco ma anche per la trasformazione (confetture, nettare, sciroppi ed essiccati).
Nei mesi scorsi, il Gruppo di Azione Locale COSVEL S.r.l. (Consorzio per lo Sviluppo dell’Economia Locale – Piano di Sviluppo Locale “Le Terre del Silenzio”), quale Soggetto Sostenitore, coinvolgendo un nutrito gruppo di agricoltori, ha avviato e realizzato, di concerto con i tecnici di Slow Food Italia, il Presidio dedicato alla Pera “Signora” della Valle del Sinni.
Al contempo, i produttori (n. 20) hanno dato vita all’Associazione Culturale “S.E.I. sul SINNI” – Sostenibilità, Etica ed Integrazione-, soggetto aderente al progetto Presidi di Slow Food Italia, interessato alla salvaguardia delle biodiversità a rischio di estinzione, favorendo, inoltre, la tutela e valorizzazione di usi, costumi e tradizioni del mondo rurale locale.
Prima importante attività dell’Associazione è la partecipazione al Salone del Gusto di Torino, nei giorni dal 23 al 27 ottobre, per la presentazione ufficiale del nuovo Presidio.
Tra le iniziative in cantiere dell’Associazione di Presidio, afferma il Presidente Domenico Dimatteo, quella di avviare uno studio/progetto di ricerca di nutraceutica dell’ecotipo Signora, in modo da evidenziarne le proprietà distintive e soddisfare le richieste dei consumatori attenti alla qualità alimentare dei cibi.
Il Direttore del Gal, Salvatore Lobreglio, sottolinea come dietro piccoli progetti di innovazione culturale e sociale si nascondano, a volte, grandi risultati di partecipazione allo sviluppo locale che generano, insieme, passione, creatività ed economia.

Le aziende aderenti: DIMATTEO DOMENICO, MONTEMURRO FRANCESCO, IL PAGO DI BIANCO NICOLA, PARZIALE NICOLA MARCELLO, VIOLANTE GIUSEPPE, MELE DOMENICO, MONTESANO VINCENZO, MANOLIO ALBERTO, LA ROCCA CONCETTA, DONADIO PATRIZIA, TOSCANO GIUSEPPINA MARIA, AGRICOLA PITRELLI S.S. DI PITRELLI GIULIA, GERMANO PASQUALE, MASSERIA NIVALDINE DI SURIANO CARLO, LATEANA ALBERTO, TRUNCELLITO MARIO, MELE DOMENICO, LIGUORI FABIO, VIVIANO GIUSEPPE, BERNARDO TERESA.

logo SEI sul SINNI - Copia

ott 072014
 

Si è svolto a Senise il Coordinamento locale del Circolo del Nuovo Centro Destra, alla presenza del Coordinatore Provinciale Antonio Amatucci. Dopo un’ampia relazione del Coordinatore cittadino Francesco Addolorato e una articolata discussione sul tema della reindustrializzazione del sito produttivo inattivo ex ME.COM. srl, è stato approvato, ad unanimità, il seguente documento:
Sono trascorsi ormai quasi cinque mesi dalla firma dell’accordo per la reindustrializzazione del sito produttivo inattivo Ex ME.COM. srl, ma l’iniziativa ha, invece, reso manifesta la volontà della Regione Basilicata di realizzare nel territorio di Senise un opificio di rifiuti, scelta sulla quale il Nuovo Centro Destra di Senise ha già espresso la propria netta contrarietà.
Tale posizione è dettata essenzialmente da considerazioni legate alle vocazioni del territorio ed alle politiche di sviluppo dell’area, e si è rafforzata ancora di più in seguito ai laceranti conflitti sociali che sono emersi in questi mesi tra la popolazione senisese, lacerazioni dalle quali non sono avulse le stesse formazioni politiche.
È necessario, secondo il N.C.D , tornare allo spirito e alla logica che hanno ispirato l’accordo base per la reindustrializzazione dell’Azienda ex ME.COM, siglato nel gennaio 2013, dal quale si evinceva la necessità di recuperare a un sano meccanismo produttivo l’impresa inattiva già individuata ed in crisi e di salvaguardarne ed implementarne i livelli occupazionali.
Tale prospettiva non può,tuttavia, essere disgiunta dalla necessità di riconvertire la produzione, nel rispetto della compatibilità col territorio e con la sua vocazione, che non è certo rappresentata dalla creazione di una filiera di rifiuti e tanto meno dalla produzione di CSS.
L’NCD di Senise non nasconde di nutrire serie preoccupazioni in merito alla scelta di favorire la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti e di produzione di CSS della portata di quello presentato dalla Nep Italy, considerando il valore strategico che un tale impianto avrebbe nella gestione regionale dei rifiuti, con la conseguenza di fare del territorio del Senisese un’area strutturalmente destinata a tale filiera. Tra l’altro, al momento, si agisce in regime di deregulation, essendo ancora in vigore il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato nel lontano 2002, di volta in volta derogato con provvedimenti legislativi estemporanei.
La strada da percorrere è, ad avviso del N.C.D, di tutt’altra natura. La Regione Basilicata è ancora in tempo per rimodulare il bando per favorire l’insediamento di un processo produttivo compatibile con la vocazione del territorio, che è principalmente quella turistica e agricola, con un tessuto produttivo legato essenzialmente alle piccole e medie imprese, come dimostrano le scelte della stessa Regione Basilicata con il Programma Speciale Senisese, caratterizzatio dalla sostenibilità ambientale dei sistemi produttivi. Questo anche alla luce del fatto che Senise è comune del Parco Nazionale del Pollino e sede dell’invaso di Monte Cotugno, la cui importanza strategica sul piano dell’approvvigionamento idrico e della valorizzazione turistica, sono ben noti, come dimostra il cospicuo investimento sul macroattrattore in fase di realizzazione sul lago.
La stessa ipotizzata delocalizzazione in contrada Santa Lucia, scartando l’area industriale, dimostra la conclamata incompatibilità dell’impianto dei rifiuti con un’area a cospicua presenza antropica e a forte presenza di attività commerciali e industriali di ridotte dimensioni, come quella di contrada Pianizzi.
Il problema dei rifiuti, del quale si comprende la drammatica criticità, non può essere affrontato con scelte illogiche, ma risolto con una programmazione oculata e rispettosa delle vocazioni territoriali e dei programmi di sviluppo già in essere, per cui l’aggiornamento del Piano Regionale del Rifiuti si rende ormai urgente ed improcrastinabile.
Per questi motivi l’NCD di Senise propone di riconsiderare la scelta operata dalla Regione, riportando l’iniziativa nei canoni corretti, abbandonando la logica che l’ha ispirata, indipendentemente,in questa sede, dalle valutazioni strettamente tecnico-scientifiche e giuridiche, che pur potrebbero essere svolte a sostegno della tesi della irrazionalità dell’iniziativa. Il partito, pertanto, invita la Regione Basilicata a porre in essere azioni volte a recuperare l’azienda inattiva piuttosto che a sostituirla. E’ possibile, infatti, destinare correttamente i fondi pubblici disponibili, favorendo la riconversione produttiva dell’impresa inattiva e recuperando all’attività lavorativa i lavoratori in mobilità, senza stravolgere la vocazione del territorio ed operare in contrasto con iniziative già programmate ed in corso di realizzazione nell’area.

senise

ago 112014
 

La manifestazione, organizzata dall’Associazione A Castagna Ra Critica si svolgerà a Lagonegro il 13 e 14 agosto.
Per bissare il successo della prima edizione, “Il cavaliere errante” sarà portato in scena, ancora una volta, dalla compagnia Attiva-Mente, in un percorso itinerante per le vie di Lagonegro con atto finale davanti al castello.
La rappresentazione teatrale, testo di Milena Falabella, sceneggiatura e regia di Gianluigi Pagliaro, con Antonio Fraudatario, riprese cinematografiche di Cesare Ferzi, si basa su alcune leggende riportate in documenti storici di Lagonegro ed è nata dalla collaborazione dei sodalizi Attiva-mente e A Castagna ra Critica.

Il borgo antico tornerà a splendere con le antiche botteghe artigiane e gli stand enogastronomici, dove sarà possibile degustare prodotti tipici locali, preparati da diverse attività commerciali di Lagonegro – grazie anche alla collaborazione di alcune signore del luogo, suggeritrici di ricette – e con la cooperazione di A.L.S.I.A e Coldiretti.

L’associazione, presieduta da Lorenzo Vannata, in due anni di vita ha messo in campo diverse iniziative per raccogliere fondi necessari al restauro di opere d’arte del considerevole patrimonio storico artistico e religioso che Lagonegro vanta.
Dopo il restauro del sarcofago ligneo del ‘700 e di sei importanti calici per l’Eucaristia, quest’anno è la volta dell’affresco rupestre di San Michele Arcangelo, tornato alla luce dopo decenni – sempre grazie all’impegno del sodalizio – e del monumento ai caduti.
La cittadina di Lagonegro è candidata a essere inserita fra i borghi più belli d’Italia.

PROGRAMMA
Ore 20,00: Anfiteatro piazza S. Anna rappresentazione teatrale “Il cavaliere errante”, segue percorso tra le vie del borgo fino al castello. Il pubblico assisterà all’inizio dello spettacolo in piazza Sant’Anna e il corteo, seguendo il cavaliere guidato dai fantasmi, si muoverà verso il Castello per la scena finale.
Ore 21,30: Itinerario artistico-enogastronomico nelle vie del borgo con degustazione di ricette antiche; animazione a cura di musici e artisti di strada.
Per la realizzazione dei piatti saranno usate materie prime di produttori e distributori locali che usano marchio ALSIA e Coldiretti, quali – Azienda agricola Pecorelli Francesco, Società Campo dei Monaci, Cibarie food Consulting.
I piatti tipici saranno serviti da- Ristorante La Marea, Locanda da Federico, Ristorante La Stradella, La Gioconda Resort.
Hanno collaborato le signore Filuccia Riccio, Rosaria Iacovino, Giuseppina Fortunato, Maria Fortunato, Maria Belardi, Giuseppina Sabella, per la realizzazione delle antiche ricette; Nino Tortorella per la realizzazione grafica, e ancora l’Enoteca Perbacco e il locale produttore Torrefazione Caffe, Avis di Lagonegro, alcune associazioni locali, Alsia e Coldiretti.
Partner dell’evento l’azienda vinicola Gioia Al Negro.
L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Regione Basilicata Fondo Europeo di sviluppo regionale, Fesr Basilicata e con il patrocinio del Comune di Lagonegro.

Lorenzo Vannata
Presidente A Castagna Ra Critica
Info e Comunicazioni
Lucia Santoro 349 5124460
lucesant@tiscali.it
Milena Falabella 333 3638541
avv.falabella@live.it

LOCANDINA

lug 032014
 

Riuso, raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, insieme alla riduzione in fase di produzione, sono gli unici pilastri di una gestione integrata dei rifiuti (la strategia delle “4R”) capace di dare una soluzione di lungo termine al problema, consentendo di risparmiare materie prime e ridurre l’uso delle discarica, e quindi anche lo sfruttamento e l’inquinamento del suolo. E’ per questo motivo che la Legambiente Basilicata e il Circolo Legambiente di Senise chiedono urgentemente alla Regione Basilicata di fare marcia indietro rispetto all’accordo di reindustrializzazione del sito produttivo inattivo della società “Me.Com Srl” di Senise (Pz). Il progetto prevede la realizzazione di un impianto multifunzionale per il trattamento di rifiuti solidi urbani con produzione di CSS (combustibile solido secondario) a partire da Rsu (rifiuti solidi urbani).
Per l’associazione si tratta di un metodo di smaltimento dei rifiuti del tutto inappropriato e fallimentare. Il trattamento meccanico del tal quale è una scelta primitiva e che non dà nessun contributo al raggiungimento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata stabilita dalla legge, obiettivo tra l’altro raggiunto dal Comune di Senise che nel 2012 è arrivata al 43,72% di raccolta differenziata proprio grazie al metodo del porta a porta.
Le più recenti Direttive europee al riguardo indicano che le discariche vanno via via chiuse, e gli inceneritori devono essere utilizzati in maniera sempre più residuale. Ma, soprattutto l’Unione europea (con la direttiva 2008/98/CE) si è data l’obiettivo di una “società del riciclaggio con un alto livello di efficienza”, cercando di limitare la produzione di rifiuti e di utilizzarli come risorse.
Agli Stati membri viene chiesto di impegnarsi affinché i materiali riciclabili non finiscano in discarica, ed entro il 2020 il riciclaggio dei rifiuti urbani (limitatamente a metalli, carta, vetro, plastica) dovrà essere cresciuto almeno del 50% in peso. Obiettivi, questi, impossibili da raggiungere se in Basilicata continuiamo a progettare impianti come quello di Senise, anche qualora utilizzasse le più moderne tecnologie.
Il progetto tecnico, da quello che si è potuto vedere, è ampiamente insufficiente, non contiene nessun riferimento ai codici CER, condizione minima per poter comprendere realmente le tipologie dei rifiuti che si vogliono trattare, condizione necessaria per valutare la sua pericolosità, anche in funzione della particolare collocazione dell’impianto, in zona agricola e nelle immediate vicinanze del lago di Monte Cotugno.
Alla luce di ciò, la Legambiente Basilicata e il Circolo Legambiente di Senise si augurano che il Comune e la Regione Basilicata facciano un repentino dietro front, puntando su una politica di raccolta e smaltimento dei rifiuti più lungimirante e duratura nel tempo, capace di garantire sviluppo economico e di salvaguardare l’ambiente, guardando al futuro e non al passato.

legambiente