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Dic 182017
 

Il 17 dicembre 2017 è andato in scena a Rivello lo spettacolo “Bene mio e core mio” nella suggestiva cornice del teatro San Michele.
Il 26 dicembre la rappresentazione verrà replicata a Potenza, presso il teatro Stabile, in occasione di una raccolta fondi a favore di MEDICI CON L’AFRICA CUAMM Basilicata.

Maria Francesca Rosa, Riccardo Manfredelli, Biagio Vincenzo Ruggiero, Elisa Ielpo, Giuseppe Carlomagno, Biagio Pettinato, Gina Fittipaldi, Nicolina Pierro, Flavia Martino. Antonio Manfredelli (sindaco)

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Ago 252017
 

Per il quarto anno consecutivo Rivello ospita un gruppo di bambini provenienti dall’Africa. Grazie all’impegno dell’Auser e ad un gruppo di volontari capitanati da Luigi Pecorelli, i giovanissimi ospiti hanno la possibilità di conoscere, apprendere…ed anche divertirsi. La permanenza si è svolta nell’agosto 2017.

Lug 102016
 

Reati ambientali in leggera flessione ma crescono gli arresti: primi segnali di una inversione
di tendenza dopo l’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale.
In Basilicata si conferma la tendenza nazionale con 477 reati accertati e 11 arresti
Ciclo dei rifiuti e cemento selvaggio i settori principi dell’illegalità
Aumentano gli incendi

Reati ambientali in leggera flessione con 477 infrazioni accertate (1,7 % sul totale nazionale) e arresti in crescita (11) principalmente nell’ambito del ciclo dei rifiuti (con 135 denunce 7 arresti e 14 sequestri e la Basilicata sedicesima tra le regioni italiane) e dell’abusivismo edilizio (151 sono gli illeciti legati al ciclo del cemento, con Potenza che si colloca al dodicesimo posto tra le province italiane). In aumento gli incendi dolosi-colposi (153 con ben 22 denunce) e i reati a danno del patrimonio boschivo. É questo il quadro che emerge per la Basilicata dal Rapporto Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat e che vede la regione posizionarsi al sedicesimo posto nella classifica generale dell’illegalità ambientale.

“Pur non rientrando tra le realtà più problematiche, la Basilicata è al quarto posto in Italia per numero di arresti e il dato ci preoccupa non poco perché se da un lato dimostra l’efficacia dell’azione di intervento delle forze dell’ordine, dall’altro evidenzia una lacuna nelle attività di prevenzione degli organi di controllo e tutela – afferma Alessandro Ferri, presidente di Legambiente Basilicata Onlus. La vicenda Val d’Agri, non citata in questo dossier perché si riferisce ai dati del 2015, è l’esempio concreto di come solo attraverso l’intervento del NOE si è scoperchiato un sistema poco trasparente di trattamento e gestione dei rifiuti speciali provenienti dall’attività del Centro Oli di Viggiano. La prevenzione deve essere la moneta buona che scaccia quella cattiva: è necessario creare lavoro attraverso nuovi filoni di sviluppo economico e produttivo nei territori più a rischio, puntando su qualità ambientale e legalità”

La nostra regione conferma quanto sta avvenendo a livello nazionale dove, nella lotta all’ecomafia e agli ecoreati, arrivano i primi segnali di un’inversione di tendenza dopo l’introduzione della legge sui delitti ambientali nel codice penale e un’azione più repressiva ed efficace. Nel 2015 diminuiscono gli illeciti ambientali accertati, sono 27.745. Per dirla in altro modo, più di 76 reati al giorno, più di 3 ogni ora. Salgono a 188 gli arresti, mentre diminuiscono le persone denunciate 24.623 e i sequestri 7.055. Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. In calo le infrazioni nel ciclo del cemento e dei rifiuti.

Crescono, invece, a livello nazionale gli illeciti nella filiera agro-alimentare, i reati contro gli animali e soprattutto gli incendi, con un’impennata che sfiora il 49%. Roghi che hanno mandato in fumo più di 37.000 ettari, più del 56% si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso. In calo il business delle ecomafie che nel 2015 è stato di 19,1 miliardi, quasi tre miliardi in meno rispetto all’anno precedente (22 miliardi). Un calo dovuto principalmente alla netta contrazione degli investimenti a rischio nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, che hanno visto nell’ultimo anno prosciugare la spesa per opere pubbliche e per la gestione dei rifiuti urbani sotto la soglia dei 7 miliardi (a fronte dei 13 dell’anno precedente).

Numeri e risultati che raccontano il lento ma grande cambiamento che ha preso il via nel 2015, con l’approvazione della legge sugli ecoreati, e continua nel 2016, anno in cui si cominciano a raccogliere i primi frutti di un’azione repressiva più efficace e finalmente degna di un paese civile che punisce davvero chi inquina. Nei primi otto mesi dall’entrata in vigore della legge sono stati contestati 947 ecoreati, con 1.185 denunce dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto e il sequestro di 229 beni per un valore di 24 milioni di euro. Sono 118 i casi di inquinamento e 30 le contestazioni del nuovo delitto di disastro ambientale. Ma per contrastare le ecomafie c’è ancora da fare, dato che la criminalità organizzata la fa ancora da padrone (sono 326 i clan censiti) e la corruzione rimane un fenomeno dilagante, è il volto moderno delle ecomafie che colpisce ormai anche il nord Italia. Senza dimenticare che la criminalità organizzata continua la sua pressione nelle aree boschive e agricole, e nel mercato illegale del legno, del pellet e della biodiversità. Per questo Legambiente, torna oggi a ribadire l’importanza di continuare a rafforzare il quadro normativo con leggi ad hoc che tutelino anche la filiera agroalimentare, i beni culturali e l’istituzione di una grande forza di polizia ambientale diffusa sul territorio.

Dati Ecomafia – Nonostante il calo complessivo dei reati nel 2015, cresce l’incidenza degli illeciti nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), dove se ne sono contati ben 13.388, il 48,3% sul totale nazionale (nel 2014 l’incidenza era del 44,6%). La Campania con 4.277 reati, più del 15% sul dato complessivo nazionale, è la regione con il maggior numero di illeciti ambientali seguita da Sicilia (4.001), Calabria (2.673), Puglia (2.437) e Lazio (2.431). Anche su base provinciale la Campania gode di un primato tutt’altro che lusinghiero: le province di Napoli e Salerno sono tra le due più colpite, rispettivamente con 1.579 e 1.303 reati, seguite da Roma (1.161), Catania (1.027) e Sassari (861).

La corruzione è un fenomeno sempre più dilagante nel Paese, è l’altra faccia delle ecomafie, e facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale in maniera formidabile. Dal 1 gennaio 2010 al 31 maggio 2016 Legambiente ha contato 302 inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 2.666 persone arrestate e 2.776 denunciate. La Lombardia è la regione con il numero più alto di indagini (40), seguita da Campania (39), Lazio (38), Sicilia (32) e Calabria (27). La pressione dell’abusivismo continua senza tregua e non si ferma nemmeno dinanzi alla crisi generale del settore edilizio. Secondo le stime del Cresme, se nel 2007 l’abusivismo edilizio pesava per circa l’8% sul totale costruito, nel 2015 la percentuale è pressoché raddoppiata e destinata in prospettiva a crescere anche negli anni a seguire. Detta in altro modo, nel 2015 sarebbero stati costruiti altri 18.000 immobili completamente fuori legge. Impressionanti anche i dati complessivi sul ciclo del cemento: nel 2015 sono stati accertati quasi 5mila reati, 13 al giorno, e sono stati effettuati 1.275 sequestri. La Campania si conferma regione leader, con il 18% delle infrazioni su scala nazionale, davanti a Calabria, Lazio e Sicilia. Anche su scala provinciale, quelle campane battono tutte le altre, con in testa Napoli (301 reati), poi Avellino (260), Salerno (229) e Cosenza (199).

Per quanto riguarda le attività organizzate di traffico illecito dei rifiuti, secondo quanto disciplinato dall’articolo 260 del d.lgs. 152/2006, al 31 maggio 2016 le inchieste sono diventate 314, con 1.602 arresti, 7.437 denunce e 871 aziende coinvolte in tutte le regioni d’Italia, a cui sia aggiungono 35 Stati esteri (14 europei, 7 asiatici, 12 africani e uno dell’America Latina), per un totale di oltre 47,5 milioni di tonnellate di rifiuti finiti sotto i sigilli. Solo nelle ultime 12 inchieste di quest’ultimo anno e mezzo (gennaio 2015-maggio 2016) le tonnellate sequestrate sono state 3,5 milioni, più o meno l’equivalente di 141 mila tir.
Preoccupano gli illeciti legati alla filiera dell’agroalimentare: nel corso del 2015 sono stati accertati 20.706 reati e 4.214 sequestri. Il valore complessivo dei sequestri effettuati ammonta a più di 586 milioni di euro. Il numero più alto di infrazioni penali è stato riscontrato tra i prodotti ittici con ben 6.299 illegalità accertate, mentre tra le tipologie specifiche di crimini agroalimentari la contraffazione è tra le più diffuse e colpisce principalmente i prodotti a marchio protetto, come l’olio extravergine di oliva, il vino, il parmigiano reggiano e così via. In espansione il fenomeno del caporalato: sono circa 80 i distretti agricoli, indistintamente da nord a sud, nel quale sono stati registrati fenomeni di caporalato. Nel 2015 le ispezioni sono cresciute del 59% ma con esiti davvero negativi, in pratica più del 56% dei lavoratori trovati nelle aziende ispezionate sono parzialmente o totalmente irregolari, con 713 fenomeni di caporalato registrati dalle autorità ispettive.

Le Ecomafie continuano i loro affari anche nel racket degli animali con 8.358 reati commessi nel 2015. A rischio anche i beni culturali: lo scorso anno ne sono stati recuperati o sequestrati dalle forze dell’ordine per un valore che supera abbondantemente i 3,3 miliardi. Un valore 6 volte superiore a quello registrato nell’anno precedente, quando si era “fermato” intorno ai 530 milioni. Invece per quanto riguarda i roghi, alla Campania va la maglia nera per il numero più alto di infrazioni, 894 (quasi il 20% sul totale nazionale), seguita da Calabria (692), Puglia (502), Sicilia (462) e Lazio (440).

Le proposte
Se il 2015 è stato un anno spartiacque grazie all’introduzione della legge 68/2015, come dimostra questo Rapporto, rimangono ancora molti fronti aperti sul piano normativo. Per questo l’associazione ambientalista torna a ribadire che per una corretta applicazione della legge sugli ecoreati è fondamentale che le procure sviluppino una prassi operativa comune e condivisa, magari seguendo l’esempio di quegli Uffici giudiziari che già si sono mossi in questa direzione. Tra le altre proposte che lancia oggi Legambiente:

– mettere in campo un’azione di formazione sulla nuova legge per tutti gli attori del sistema di repressione dei reati ambientali e definire linee guida nazionali per garantire una uniforme applicazione in tutto il paese della parte sesta-bis del Codice ambientale, quella che riguarda i reati minori che non rientrano tra i nuovi delitti previsti dalla legge 68, fino a oggi non completamente garantita (a tal proposito vale la pena segnalare l’accordo siglato in Emilia Romagna tra Procura generale, Procure della Repubblica, Noe dei Carabinieri e Corpo forestale dello stato che individua nell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia Romagna l’organo tecnico per l’asseverazione delle prescrizioni);

– una presa di posizione seria e unanime da parte delle classi dirigenti nazionali e locali contro l’abusivismo edilizio per dare nuovo vigore agli abbattimenti dei manufatti che ancora oggi sfregiano il territorio, con l’approvazione di una legge per snellire l’iter di abbattimento degli ecomostri;

– la rapida approvazione del ddl che tutela il Made in Italy enogastronomico, ora al vaglio delle competenti commissioni parlamentari. Un ddl che se approvato introdurrebbe nuovi delitti come il disastro sanitario e di agropirateria a tutela dei prodotti di qualità. In particolare si migliorerebbe il Codice penale per contrastare al meglio la contraffazione (con aggravante per i prodotti Igp e Doc), le frodi in commercio, la vendita di alimenti con segni mendaci anche con la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Inoltre sarebbe importante un nuovo intervento in tema di caporalato, odioso fenomeno che sta diventando sempre più esplosivo;

– una maggiore attenzione legislativa al patrimonio di biodiversità sotto attacco delle ecomafie, anche attraverso l’inserimento di un nuovo articolo nel Codice penale con adeguate sanzioni relative alle attività illecite inerenti fauna e flora protette;
– l’aggiornamento della legge per contrastare le archeomafie al fine di rendere sempre più adeguata la forza deterrente rispetto alla gravità dell’azione criminale su beni culturali e reperti archeologici. Se si esclude il delitto di ricettazione, che prevede pene fino a otto anni di reclusione, in generale le sanzioni previste a tutela dei nostri tesori sono davvero irrisorie;

– L’istituzione di una grande forza di polizia ambientale sempre più diffusa sul territorio nazionale, mettendo a sistema le migliori esperienze messe in campo dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato;

– un vero e proprio cambio di paradigma economico: l’economia ecocriminale si combatte promuovendo un’economia civile, fondata sul pieno rispetto della legalità, sui principi della sostenibilità ambientale e della solidarietà, capace di creare lavoro, soprattutto per le giovani generazioni, e crescita pulita; contribuire alla custodia dei patrimoni del nostro Paese, a cominciare dalle sue ricchezze naturali e paesaggistiche, e alla valorizzazione dei suoi straordinari talenti.

Il rapporto Ecomafia è stato realizzato, come ogni anno, grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine (l’Arma dei carabinieri, il Corpo forestale dello Stato e delle regioni e delle province a statuto speciale, la Guardia di finanza, la Polizia di Stato, le Capitanerie di porto), e gli altri organi di polizia giudiziaria l’Ufficio antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, le Polizie provinciali, la Direzione Investigativa Antimafia, la Direzione nazionale antimafia.

ECOMAFIA 2016, Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, è edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat. Il testo è in vendita nelle librerie. Collana: Saggistica. Formato: 15×23. 192 pagine, 22,00 euro
ISBN 978-88-6627-192-5

Le storie e i numeri del crimine ambientale, regione per regione, le notizie di attualità e numerosi approfondimenti sono disponibili sul portale www.noecomafia.it.

legambiente

Ott 202015
 

Il paese delle fiabe esiste, ed è in Basilicata. Si tratta di Rapone, conosciuto anche come “Rapone Paese delle fiabe”: nel Comune raponese c’è fermento per il “Rapone Fiaba Festival”, in programma i prossimi due sabati, il 24 e il 31 ottobre. La manifestazione sarà presentata giovedì mattina, alle 10.45, presso la “Sala A” del Consiglio Regionale della Basilicata, a Potenza. Alla conferenza stampa prenderanno parte Felicetta Lorenzo (sindaco di Rapone), Gianpiero Perri (direttore generale Apt Basilicata), Enzo Vinicio Alliegro (antropologo e docente dell’Università Federico II di Napoli) e Marco Pace (direttore artistico del “Rapone Fiaba Festival”). Saranno due giornate ricche di iniziative quelle del 24 e 31 ottobre a Rapone, piccola ma viva cittadina di circa mille abitanti del Vulture-Melfese. “In maniera diretta o indiretta –rende noto l’organizzazione- la popolazione raponese è coinvolta in questa importante manifestazione”. Sarà alquanto suggestiva e spettacolare la serata di sabato 24 ottobre: in programma c’è un grande spettacolo itinerante per le vie del paese. Non sarà da meno quella di sabato 31 ottobre, con “La Notte delle Masciare” e i “Racconti d’Africa”. Tante altri le attrattività nei due giorni del “Rapone Fiaba Festival”. “Queste iniziative – fa sapere il team organizzativo- devono essere il segnale di una ripresa sociale. Perché prima di quella economica, va cercata la ripresa umana, quella delle sensibilità delle comunità; e questa può facilmente dare il là ad una ripresa pure dell’economia locale, attorno al turismo ed alla valutazione del territorio. Quando l’anima è aperta a sentire la bellezza che la circonda, è spinta pure a condividerla. Rapone ha molto da offrire. E questa manifestazione ci darà modo di mostrarne una fetta”. Tutti i dettagli nella conferenza stampa di giovedì 22 ottobre nella “Sala A” del Consiglio Regionale a Potenza.

LOCANDINA EVENTO 24 e 31 OTTOBRE
Locandina dell’evento

Veduta di Rapone
Veduta di Rapone

Felicetta Lorenzo - Sindaco di Rapone
Il sindaco di Rapone Felicetta Lorenzo

Lug 062015
 

Giovedì 4 giugno 2015
Che spettacolo vedere oggi pomeriggio il preside dell’Isis Miraglia di Lauria Natale Straface con il professore Pino Sassano (un tempo insieme manager turistici) presentare un evento che caratterizzerà il prossimo autunno culturale nell’area sud della Basilicata. L’obiettivo è di avvicinare i giovani alla lettura dei libri. Il presidente dell’iniziativa è Andrea Camilleri. Bel colpo!
P.S. Ho scoperto questo bel brano per chiudere bene la giornata.

Venerdì 5 giugno 2015
Alici a scapici. Non capita spesso che nel leggere un articolo se ne avverta anche il profumo. L’ottima signora Teresa Mandarini ha preparato per il giornale un articolo che ripercorre la fiera di San Pietro a Lauria. Una fiera di bestiame ma anche di tanti sapori. Ricordo delle grandi ciarle dove venivano poste in bella mostra i pesci, l’aceto pungeva il naso. Non poche mosche facevano capolino nei dintorni di quelle signore che preparavano quei richiestissimi panini. Erano altri tempi. Ricordo la gioia di quella giornata. Ci si accontentava di poco.

Sabato 6 giugno 2015
Vi è un luogo incantevole nel territorio di Lagonegro. Santa Maria degli Angeli. Come ogni anno accoglie un’iniziativa tesa e valorizzare una figura eccezionale: il venerabile Nicola Molinari, vescovo cappuccino. Tra gli animatori delle attività l’infaticabile Salvatore Falabella che è anche un valente musicista. Sentirlo parlare del venerabile è una gioia. Mi specchio in lui quando parlo o rifletto sul Brancati. Quando faremo in autunno il premio dedicato al cardinale il gruppo del Molinari va invitato e premiato per un impegno magnifico. Un passaggio merita anche il prof. Roberto Picardi, un grande storico ed ottimo relatore, assolutamente da continuare a valorizzare. Ha offerto tanti spunti. Uno di attualità. Si parla di accoglienza, di sfruttamento di migranti. Nell’800 ben 150 milioni di africani vennero fatti letteralmente scomparire. All’epoca gli Usa sfruttarono oltre ogni limite queste povera gente. Secondo spunto Voltaire: “campione di modernità”, definiva i neri mostri immondi dall’aspetto disumano. Definiva così anche gli ebrei…
Per concludere vi propongo un bel dialogo, registrato il 6 giugno, con Salvatore Falabella uno dei pilastri dell’associazione legata al Molinari, persona ispirata ed entusiasta del frate.

Sabato 25 luglio 2015
Don Franco Alagia ha festeggiato oggi a Lauria 45 anni di sacerdozio. Fu ordinato prete dal vescovo Pezzullo proprio nel giorno del patrono del rione inferiore. Don Franco non avrebbe immaginato che dopo un pò sarebbe diventato la guida della parrocchia intitolata all’apostolo Giacomo. Segni. Nei giorni scorsi la signora Chiarelli dal Comune di lauria mi chiama e mi dice: ho trovato l’atto di nascita di Nicola Santo che cercavi, abitava in via Giovanni da Procida, al numero 34. Incredibile: di fronte alla casa della mia infanzia e della mia giovinezza. Abbiamo giocato nella stessa strada! Segni.

Mercoledì 29 luglio 2015
Pur nella tristezza di un pomeriggio rotondese nel quale ho portato il saluto a Silvestro Maradei, sincero compagno di strada dell’Eco, colpito dalla perdita della cara  mamma,  sono tornato soddisfatto di aver partecipato ad un incontro nel quale si è ricordato Rocco Mazza, politico ed imprenditore socialista. Il 1° settembre ceertamente dedicheremo una pagina a questo personaggio che mi ha stupito per la sua poleidricità: dalla vita amministrativa provinciale… ai kiwi. Molto belli sono stati gli aneddoti e i ricordi dei suoi amici e compagni: Gianni Pittella, Gabriele Di Mauro, Tonino Brando e tanti altri. E’ stata una bella serata che ha consolidato uno spunto che speriamo sarà presente in un evento politico di metà settembre al quale tengo molto.

Domenica 16 agosto 2015
E’ stata intitolata una strada a Castelluccio Superiore ad un sindaco che tanto si prodigò per la sua città. Castelluccio (sia Inferiore che Superiore) sono sempre molto ospitali. Si avverte un clima positivo ed accogliente. La storia del primo cittadino Aurelio Pennella è da approfondire, riporta all’attenzione generale uno stile che la politica come  la società hanno ormai smarrito.

Sabato 29 agosto 2015
Stiamo lavorando all’iniziativa di ottobre che vogliamo provare a consolidare….l’inaugurazione di palazzo Marangoni si sta avvicinando. L’Arcivescovo Cantisani sarà il premiato. Vi sono poi altre idee, vi è da presentare ufficialmente il libro su Nicola Santo… ne parleremo. Ieri mi stava venendo un colpo all’Eco… sento bussare ed apro: è Biagio Cantisani…ci sono buone notizie!

 

Domenica 30 agosto 2015
L’occasione di una manifestazione di atletica permette di evidenziare il radicamento a Lauria di una disciplina che ha sfornato tanti talenti. Con Raffaele Papaleo abbiamo ricordato le sfide in notturna, ìd’estate, del Club Atletico Lauria. Mi è venuta in mente la bellissima gara di Rito Lamboglia. Erano gli anni ’80,  crudo di tattica, Rito partì a razzo in una gara lunga. Scompaginò i piani degli atleti vere star di Lauria: pantaloncini alla moda, scarpette fiammanti, gel, ragazze bellisssime a fare il tifo.  Arrivò terzo con le Mecap mezze bucate… ma in fondo aveva vinto lui!

Lunedì 1° settembre 2015
Un’intervista casuale a Biagio Cantisani, autore di un fortunato libro su Lauria, sul terrazzo di Palazzo Marangoni, ci ha permesso di ricordare don Peppino Ginnari, scherzoso parroco di Lauria Inferiore per vari decenni. Ricordo la sorella anziana, donna Angelina (donn’angiulina) che abitava il palazzo antico. Il portone maestoso era la porta di calcio di interminabili partite dove si perdeva il conto dei gol. Nel quartiere di San Matteo vi era anche la figura mitica del “maggiore” una persona vulcanica che stimolava i giovani con manifestazioni di ogni tipo. Più giù, la dimora dell’ultima discendente di Amerigo Vespucci, Urania. Scorrono i fotogramminella amente di un film che sembra girato da Tornatore.

Sabato 5 settembre 2015
Rivedere dopo tanto tempo Davide Nesi, il grande esperto toscano di ferrovie e di treni. Grazie al suo lavoro realizzammo un libro “La ferrovia tradita” che ancora ci è richiesto. Abbiamo fatto una bella intervista, abbiamo annunciato importanti progetti per il 2016.
 

 

BLOG

Giu 112015
 

I ragazzi della struttura di accoglienza gestita da Auxilium sono stati a Roma per un’udienza da Papa Francesco, grazie ad un’iniziativa promossa dall’Arcidiocesi di Potenza. Per la delegazione una benedizione dal Santo Padre, che ha accolto in privato due giovani africani della delegazione E’ stata una giornata veramente speciale, per 31 ospiti di nazionalità nigeriana del Centro di accoglienza temporaneo di Rifreddo-Pignola, in provincia di Potenza. Partita in tarda serata dal cuore della Basilicata, la comitiva di giovani africani – per la maggior parte ventenni – è arrivata in mattinata a Roma, dove ha partecipato – grazie all’iniziativa e al gesto di generosità dell’Arcidiocesi di Potenza – all’udienza generale di Papa Francesco. Ma la visita al Santo Padre è andata ben oltre le aspettative; ed è stato così soprattutto per due ragazzi del gruppo, entrambi rifugiati politici (E.J.A. e I.I.), che hanno avuto l’onore di essere accolti in udienza privata dal Pontefice. I due giovani hanno così raccontato al Santo Padre la loro esperienza di vita, ed i motivi per cui sono stati costretti a fuggire dal proprio Paese d’origine. Ma non è tutto. Papa Francesco, dopo aver voluto conoscere le storie dei ragazzi africani, quasi tutti cristiani, del Centro temporaneo di accoglienza di Rifreddo, ha mandato una benedizione speciale anche ai musulmani del gruppo. «La benedizione mandata dal Papa, in particolar modo ai fratelli musulmani, è stata un momento molto emozionante», è il commento unanime della delegazione di Rifreddo, appena rientrata in Basilicata. I giovani ospiti del Centro di accoglienza temporaneo sono stati accompagnati a Roma da 15 operatori e dal fondatore della cooperativa Auxilium, Angelo Chiorazzo. A condurre i ragazzi in Vaticano, anche Don Gerardo Lasalvia, dell’Arcidiocesi di Potenza. «Il vescovo – racconta il sacerdote – ha voluto regalare questo viaggio ai ragazzi, che da novembre stiamo seguendo andando a celebrare la messa ogni sabato e domenica. Abbiamo contattato monsignor Stefano Sanchirico, viceprefetto della casa pontificia, che è lucano di Corleto Perticara e siamo riusciti ad ottenere l’udienza. Con enorme sorpresa, all’ingresso di piazza San Pietro, abbiamo capito che saremmo stati ospitati nel reparto speciale. E’ stata per noi una grande gioia: ma lo è stata ancora di più quando il Pontefice ci ha fatto sapere di voler salutare personalmente due ragazzi della nostra delegazione. Alla fine sono andati dal Papa un ragazzo cattolico, che ha chiesto asilo politico per motivi molto gravi in Nigeria ed un catecumeno, un giovane che aveva chiesto un battesimo cattolico e che proprio per questo è stato costretto a scappare dalla sua terra. Tutto questo – dice ancora Don Lasalvia – ci ha commosso: è stato uno dei regali più belli della nostra vita. Il Papa ha benedetto tutti noi, ma ha inviato una benedizione speciale anche agli amici musulmani. Sono contento di aver conosciuto la realtà di Rifreddo e Auxilium, che mi hanno fatto vivere un’esperienza indimenticabile. Ridevamo, scherzavamo, piangevamo per l’emozione. Cristiani, cattolici e musulmani insieme, in una marea di sentimenti».
UFFICIO STAMPA Auxilium

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Mar 202015
 

L’IMU sui terreni agricoli è diventata legge. Alla Camera è stato approvato il testo già votato al Senato senza alcuna modifica ulteriore, per cui, per gli agricoltori parte questa ennesima patrimoniale. Perché si tratta di una patrimoniale bella e buona, maggiormente rivolta ai ceti medio e bassi, e applicata, al pari di tutte le leggi attuative in atto da 20 anni, per compensare la struttura clientelare del “sistema partito” del Paese. Cosa che Renzi & C. non intendono chiaramente smantellare perché finirebbe il loro consenso elettorale.

L’Imu sui terreni, infatti, non tiene conto dei redditi eventualmente prodotti né consente di dedurre gli investimenti necessari in agricoltura, ma punta solo alle superfici agricole di proprietà, anche di quelle con le quali il cittadino coltiva per sé un po’ di orto e di frutta, diventati ora onerosi da produrre. Lo Stato padrone e ladrone non dà tregua nella sua fame di tasse dirette e indirette.

D’ora innanzi, converrà andare a comprare ortaggi e frutta e vendersi, anzi, svendersi le proprietà, cosa che forse è anche nelle intenzioni secondarie del legislatore dell’IMU sui terreni: da qualche anno c’è un latifondo di ritorno alimentato da leggi sempre più restrittive e da un mercato sempre più in mano alla grande distribuzione, rossa o bianca che sia. A prezzi stracciati e con leggi e tassazioni che sfiancano le volontà degli agricoltori, si alimentano gli appetiti di banche, di finanziarie e di prestanomi di politici, i quali, con le grandi estensioni di terreno, pensano a loro volta di alimentare i loro patrimoni immobiliari. Per capitalizzare finanziamenti europei mica per produrre frutta e verdura, che oramai arrivano dalle estensioni agricole del Terzo Mondo, di proprietà di grandi imprese spesso italiane, avvantaggiate dai costi di manodopera bassissimi e dalla libertà di pesticidi delle zone fuori area euro.

Il paradosso italiano, tra l’altro, è duplice: le rendite catastali in agricoltura non sono state aggiornate e questo determinerà un’altra anomalia. Chi possiede un agrumeto, che oggi non rende nulla perché chi determina i mercati importa dal Sudafrica o dal Marocco e lascia deperire i nostri agrumi, pagherà una Imu elevata. Chi invece produce pesche e albicocche, che in qualche maniera hanno un loro mercato nazionale e danno ancora un po’ di reddito, pagherà un’imposta inferiore a quella dei proprietari degli agrumeti, gabbati due volte. L’esborso finale sarà, comunque, elevato per tutti e per una liquidità che attualmente nessuna azienda agricola di piccola e media dimensione possiede.

La legge è passata col voto del Pd e di Ncd, ma ha beneficiato del silenzio degli altri partiti, Forza Italia in testa, e delle categorie sindacali di settore. La tecnica è sempre la stessa: la legge viene prima fatta approvare al Parlamento, nel silenzio delle finte opposizioni e dei media, e poi, a legge approvata, si scatena il valzer delle contestazioni con una gara a chi si indigna, fintamente, di più. Le leggi vanno contestate mentre le si discutono al Senato e alla Camera, come fa il M5S, che invece, dai giornali e dalle televisioni di regime, viene fatto passare come facinoroso e folcloristico esempio di caciara. Guardandosi bene, però, dall’informare la gente dei motivi per cui il M5S contesta. In questo modo passano oramai tutte le leggi truffa nei confronti dei cittadini, con le forze politiche che a posteriori delle approvazioni, cercano di rifarsi una verginità ideologica per non perdere consensi elettorali.

È proprio il caso di dire che chi vota il Pd e Fi o altri partiti di questa marmellata ideologica e affaristica, si dà la zappa sui piedi.

Vito Petrocelli e Mirella Liuzzi Parlamentari M5S

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Dic 082014
 

La notizia ha sconvolto la Basilicata e quanti in Italia amavano e stimavano un personaggio dello spettacolo di prima grandezza. Pino Mango nel corso del concerto svoltosi il 7 dicembre 2014 a Policoro ha avuto un malore dal quale non si è ripreso. Vano il trasporto in ospedale. L’artista di Lagonegro, sempre prodigo verso le associazioni di volontariato, era a Policoro proprio per sostenere un progetto teso alla realizzazione di scuole in Africa.

Nella sezione “Live web tv” si può ascoltare la testimonianza dell’assessore policorese Massimo Padula presente al concerto.

La redazione del nostro giornale aveva preparato, come ogni anno, un presepe nella piazza di Lauria. Una sezione della ricostruzione prevede la presenza di statuine raffiguranti personaggi noti. Quest’anno, tra i prescelti vi era anche Mango. Sotto la sua raffigurazione, stamane, abbiamo portato un fiore bianco.

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L’ultimo brano eseguito da Mango durante il concerto a Policoro

Ott 032014
 

La festa di San Francesco d’Assisi ha ispirato l’associazione Magna Grecia di Lauria che in collaborazione con la Cittadella del Sapere ha dato vita ad evento culturale interessante e ricco di spunti.
Sabato 4 ottobre nel complesso monumentale di San Bernardino a Lauria saranno presenti i frati cappuccini che racconteranno la loro esperienze. Seguirà poi una anticipazione davvero significativa. Infatti verrà proposto uno spicchio della rappresentazione teatrale sul cardinale Lorenzo Brancati, anch’egli frate e tra le figure più illustri del XVII secolo. Nel corso della serata verrà dato spazio all’importante incontro in corso di svolgimento in Vaticano che pone al centro le famiglie. Il parroco don Franco Alagia rifletterà sull’importanza di questo incontro. La serata si completerà con la presenza di un gruppo di camminatori che ha percorso l’antico “camino” di Santiago de Compostela. La prima giornata terminerà con una tradizione degli inizi del ‘900 a Lauria: un tempo i bambini, realizzavano e lanciavano delle mongolfiere in onore del movimento francescano ed in particolare di San Francesco di Paola.
Il 5 ottobre verrà si svolgerà la seconda edizione del Premio Cardinale Lorenzo Brancati. Verranno premiati: il prof. Franco Sisinni già direttore dei Beni Culturali, che svolgerà anche una relazione sulla presenza francescana in Basilicata e sull’antica biblioteca di Lauria; la professoressa Carla Geri, educatrice impegnata nel sociale e fondatrice di una casa famiglia a Lagonegro; la famiglia di suor Isabella Limongi di Lauria che tanto si è impegnata in vita per le popolazioni africane.
Nel corso della serata verrà presentato lo stato dell’arte, a livello di contenuti, della nuova istituzione culturale lauriota rappresentata da Palazzo Marangoni. Si parlerà anche dell’originale rapporto con Assisi grazie ad un video messaggio del custode del sacro convento padre Mauro Gambetti. Si valorizzerà anche il rapporto con alcune città che conservano segni legati al cardinale Brancati tra le quali Sassari.
All’evento parteciperà il vescovo di Tursi-Lagonegro mons. Francesco Nolè che ricordiamo è frate minore conventuale.
Per l’occasione verrà distribuito il calendario del 2015 messo a punto dall’associazione Magna Grecia.

manifesto san francesco

MANIFESTO FRANCESCO