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Una nuova riapertura al culto. La Chiesa di San

 

 Michele al castello rinnova la fede dei trecchinesi

 

 

 

Con grande gioia di tutti, il 24 giugno scorso è stata riaperta al culto la Chiesa di San Michele, sita nel rione Castello a Trecchina. Con una solenne cerimonia S.E. Monsignor Vincenzo Cozzi ha benedetto il tempio, alla presenza del Sindaco Corrado Morelli e dell'intera giunta, dei carabinieri e dell'arma forestale, dei rappresentanti della Soprintendenza.

"Le nostre radici culturali e storiche, sono racchiuse in questo luogo - ha detto il parroco Don Guido Barbella - perché attraverso queste mura è nato l'uomo trecchinese. Qui è nata la nostra fede, una fede che ha accompagnato la storia di questo popolo. Gli antichi greci dicevano che la città di un popolo si misura dalla bellezza e dalla maestosità dei suoi templi. Ammirando questo tempio restaurato possiamo misurare la fede che c'è stata tramandata tenacemente dai nostri antenati, le quali mura hanno custodito per secoli.

La storia di questa Chiesa si perde nella crescita della storia del nostro popolo. Monsignor Biagio Marotta ha voluto tramandare alcuni tratti della storia religiosa del nostro popolo. Si è detto che il popolo di Trecchina è stato nella storia prevalentemente laico: è assolutamente falso, perché forse pochi sono a conoscenza di quante chiese erano presenti in questa comunità. La Cappella che oggi è dedicata alla Vergine del Rosario con la sua Congrega era dedicata alla Madonna delle Grazie; in via Sant'Elena dove oggi si trova il Calvario vi era la Cappella della Madonna dei Fiori con la Congrega dell'Ordine di Malta cui appartenevano i nobili di Trecchina; le cappelle non più esistenti sono: la cappella di San Giovanni Battista, dove fu trovato un ninnolo pagano, una tra le prime sorte a Trecchina, e colgo l'occasione per sollecitare l'Amministrazione affinché si costruisca una piccola edicola che ricordi il sito della Chiesa. La cappella della Madonna di Loreto distrutta dalla frana; la cappella di Santa Caterina dove oggi sorge solo un'edicola; la cappella della Madonna della Neve, una cappella gentilizia della famiglia Iannini che andò in rovina in quanto abbandonata e per la pietà del popolo veniva riedificata e dedicata al culto della Madonna Addolorata; la cappella di San Nicola aperta a nuovo culto per la pietà di Biagio Iannini; la cappella di San Marco fin dal 1690 era già in rovina; la cappella di San Giacomo e la cappella della Beata Vergine del Soccorso. Basterebbero solo queste citazioni per sfatare che il nostro popolo è stato sin dalle origini orgogliosamente laico. 

Il titolo di questo tempio, San Michele, fu trasferito alla chiesa parrocchiale da S.E. Monsignor Cione nell'800, e da allora prese il nome di San Giovanni Battista.

Il Rettore Don Achille Schettini - prosegue il parroco - seppe accattivarsi i castellani che nel tempo hanno sempre tenuto un amore particolare per questa chiesa. Egli dimostrò tutto il suo zelo per la restaurazione, in seguito la chiesa fu affidata alla cura di alcuni sacerdoti. Successore del canonico Don Achille Schettini fu il sacerdote Don Prospero Vita, il quale resse per alcuni anni la vettoria, ma, conosciuta la scarsa necessità e la mancanza di retribuzione non ebbe modo di esistere, dunque la chiesa del castello fu abbandonata, gloria dell'antica tradizione del popolo trecchinese, memoria di tanti suoi figli sacerdoti e laici. "Nell'animo mio - recitava Monsignore Marotta - sento tutta la nostalgia dell'antico popolo trapassato, popolo fattivo, lavoratore e fecondo, e non sarà considerata mai abbandonata quella chiesa che rappresenta monumento grandioso in memoria dei trapassati. In mancanza di sacerdoti non è possibile fare altre funzioni all'infuori della festa di San Giovanni Battista, ma sarà loro cura mantenere viva la tradizione in memoria degli antenati nostri."Monsignor Biagio Marotta - conclude Don Guido - ci ha consegnato una memoria importante di questo tempio, perché sotto questo altare sono sepolti tutti i nostri antenati. Mi auguro che questa chiesa sia sempre per i trecchinesi il luogo della memoria, luogo in cui dobbiamo avere sempre un'attenzione particolare, per coloro che ci hanno preceduti. Ho desiderato che a questa chiesa ritornasse il titolo antico di "San Michele" , pur se conserva il titolo popolare di San Giovanni, anch'esso molto importante."  

   

 

 

Pina Pezzullo

 

Luglio  2005

 

 

 

 

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