Carnevale-Sagra a Nemoli, forse la scelta di Tina Cipollari non è delle più azzeccate

Alcune premesse fondamentali. L’Amministrazione comunale di Nemoli guidata da Mimmo Carlomagno sta facendo molto sui temi del turismo e dell’accoglienza. Ciò è innegabile. Ovviamente c’è chi pensa che l’universo deve rimanere totalmente intatto…intonso, dunque qualsiasi elemento ‘aggiuntivo’ deturpa e metterebbe a rischio equilibri secolari. Questa posizione è rispettabile ma probabilmente ‘cozza’ con l’interesse di dare a Nemoli e all’intera valle del Noce strumenti attrattivi. Insomma: due correnti di pensiero legittime che con un pò di impegno potrebbero avere anche dei punti di contatto.
Altra premessa necessaria: chi lavora va sempre rispettato. Spesso si danno per scontato risultati che sono il frutto di un impegno pluridecennale….insomma: il mondo non è iniziato stamattina. Onore perciò ai mastri plentari e in generale all’ammirevole staff nemolese.
Nel leggere la locandina 2020 di presentazione della famosa ed attesa Sagra della polenta di Nemoli e del suo Carnevale, qualche perplessità è però venuta.
Andando al nocciolo: l’idea di una testimonial di per sé non è sbagliata (l’anno scorso Anna Falchi come madrina), ma forse andava valutato meglio il personaggio. Tina Cipollari è un’ottima intrattenitrice dei salotti tv, fa parte di un circuito mediatico che può essere apprezzato o meno ma trova spazio e consenso popolare su Canale 5. In un altro tipo di iniziativa poteva starci meglio, ma l’evento di Nemoli dovrebbe andare in un’altra direzione, ha radici storiche, ha un valore che oltre. Forse un altro tipo di guest star sarebbe stata più azzeccata: Licia Colò? Sveva Sagramola? Ingrid Muccitelli? Benedetta Rossi? Vissani, Borghese, chissà… questi nomi sono a caso ma rientrano in quei programmi tv che hanno un nesso con la tradizione, la gastronomia, con la natura.
Gli organizzatori legittimamente avranno fatto delle valutazioni che vanno rispettate. Andando oltre, un suggerimento ci permettiamo però di lanciarlo: più si affermerà l’originalità e la genuinità dell’evento, più il potere attrattivo della manifestazione si rafforzerà. Come si può rimanere indifferenti rispetto alla bella tradizione di distribuire, casa per casa, agli ammalati, la polenta nel giorno di Carnevale?
Il coinvolgimento dei media e del ‘personaggio’ non è sbagliato perchè permette di valorizzare ogni cosa, ma sarebbe anche interessante sviluppare gemellaggi e legami con altre realtà locali e nazionali che condividono percorsi tradizionali comuni. Sarebbe interessante proporre una conferenza culturale annuale nei giorni precedenti l’evento mettendo in risalto la storia, i prodotti tipici, i canti e le musiche, i costumi tradizionali di territori che hanno tanto da narrare al punto che anche la polenta acquisterà un gusto rinnovato.
In ogni caso: tutti a Nemoli per un’iniziativa che anche quest’anno farà grandi numeri!