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Feb 082017
 

“Non è soltanto una questione di distanza geografica. È altro: è il silenzio quasi assordante di quest’aula di tribunale con i pochi presenti che bisbigliano appena; è la presenza discreta, e anche questa quasi silenziosa, dei pochi giornalisti presenti, quelli di sempre, quelli che ci sono sempre stati; è l’assenza della giungla di telecamere e riflettori a cui questa terribile storia è stata abituata da sempre; è la disattenzione e il silenzio che sull’intera vicenda sono calati a Potenza – forse definitivamente –, convinti probabilmente del fatto che una volta assicurato l’assassino alla giustizia tutto sia finito lì.

Poi entra il giudice e dice che il professor Pascali è colpevole, ha commesso un falso in perizia, ha omesso cioè volutamente di esaminare quella maglia sulla quale c’era il Dna dell’assassino di Elisa, quella che invece poi incastrerà definitivamente Danilo Restivo.

Penso che è stato ricomposto l’ennesimo tassello del grande mosaico di corruzione, omertà e depistaggi che hanno caratterizzato questa storia, penso che mamma Filomena e i suoi figli hanno ottenuto un’altra piccola vittoria, penso che c’è da essere soddisfatti di questa condanna visto che nella storia di Luca e Marirosa – i cosiddetti fidanzati di Policoro – il perito della Procura che commise un falso non fu neanche portato a giudizio mandando tutto in prescrizione senza che mai nessuno gli avesse potuto chiedere perché.

A pensarci bene, però, neanche questa condanna chiarisce un bel niente. Neanche questo tassello ci aiuta a capire finalmente i segreti che continuano a celarsi dietro questa lunga e triste storia. È vero, almeno il nome dell’assassino è stato definitivamente scritto: ma chi lo ha coperto? Perché è stato coperto? In questi anni quali altre verità bisognava coprire oltre il nome di Danilo? Perché questa grande catena di depistaggi e insabbiamenti? Perché il consulente Pascali ha falsato la perizia? Qualcuno glie lo ha chiesto? Perché le donne delle pulizie hanno dichiarato il falso? Qualcuno glie lo ha suggerito?

Una lunga catena di domande senza risposte che di questa vicenda ci restituiscono soltanto una serie di processi e di condanne alle seconde file, ma non a chi si è mosso nell’ombra, chi le ha manovrate e chi le ha sapientemente coordinate. Come è lontana Potenza dalla verità.
Come è lontana Potenza da qui”.
don Marcello Cozzi – Libera Basilicata

don marcello cozzi

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