La Signora del Lago solidale con le vittime del terremoto. Donata una parte dell’incasso nel giorno del lutto nazionale

Le società che gestiscono lo spettacolo La Signora del Lago a Nemoli, la Costruzioni generali di Angelo Mastroianni di Lagonegro e Opera prima di Gianpiero Francese di Melfi, hanno deciso di devolvere una parte dell’incasso dello spettacolo di sabato sera alla popolazione colpita dal terremoto.
«Questi giorni – ha dichiarato Gianpiero Francese, ideatore e regista dello spettacolo – abbiamo lavorato tutti con il dolore nel cuore per i fatti legati al terremoto e speriamo che il nostro piccolo contributo possa sommarsi alla solidarietà che mi pare non stia mancando, sia da parte dei volontari della nostra regione che dalla nostra gente. Solo chi ha vissuto certe pagine, può capire veramente come possono segnare certe calamità».
Con lo stesso spirito, l’organizzazione ha ospitato, allo spettacolo di venerdì sera, 12 piccoli rifugiati saharawi, che dal 9 al 29 agosto soggiornano a Rivello grazie all’associazione Auser e alla generosità dei cittadini. I bambini arrivano dai campi profughi allestiti dal 1976 nel deserto algerino da quando il loro territorio, il Sahara Occidentale, è stato invaso dal Marocco. «E’ questo – ha dichiarato Domenico Carlomagno, sindaco di Nemoli – un segnale di sensibilità e di vicinanza a questo popolo che pacificamente lotta per tornare nel proprio territorio».
Sugli spalti, venerdì, anche i dirigenti e gli atleti della Rinascita Volley Lagonegro che ad ottobre esordiranno nel campionato di Serie A2. E’ stato inoltre avviato uno «scambio di visite» con gli altri attrattori regionali che ha visto già coinvolti La Magna Grecia e il Parco della Grancia.
Ottima la partecipazione del pubblico con le tribune nelle repliche degli ultimi due weekend sempre piene. «Siamo molto felici per l’ affluenza che stiamo registrando e per il consenso che intercettiamo – ha evidenziato Francese – Non può che fare bene al progetto che sicuramente il prossimo anno sarà rilanciato con maggiore forza e convinzione da parte di tutti».

tribuna

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