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Ago 042016
 

Scherzi d’agosto.

Sarà il sole d’agosto o non si spiega diversamente.

Ci vogliono prendere in giro e pretendono pure l’applauso.

È bene che si sappia che l’alto tirreno cosentino sta facendo una lotta da anni e non certo per ottenere una casa della salute.

Accettare la Delibera del Direttore Mauro dell’Asp di Cosenza sull’organizzazione sanitaria significa:

1) Vanificare anni e anni di lotta;

2) Rinunciare a tutti i ricorsi presentati;

3) Rinunciare alla Sentenza che dispone la riapertura dell’Ospedale di Praia;

4) Non avere mai più la possibilità di allestire un pronto soccorso funzionante

completo di personale specializzato e mezzi.

Tutto questo per cosa?

Per lasciare libera manovra ad altri Presidi Sanitari ed altri Pronto Soccorso e per avere in cambio ciò che già il precedente Commissario alla Sanità e Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ci voleva dare, una Casa della Salute.

Se questo volete, complimenti.

Ora, se tutto ciò non è causato da un colpo di sole, la cosa è davvero seria e preoccupante.

Oltre a queste considerazioni ciò che colpisce è l’atteggiamento dell’Asp di Cosenza che non provvede ad inviare a Praia il personale sanitario necessario.

Infatti oltre gli annunci e proclami la situazione del PPI di Praia a Mare è da chiudere a causa del continuo e persistente abbandono.

Ci sono soltanto 4 medici e 6 infermieri a garantire l’intera turnazione, mattino, pomeriggio, notte ed a fare di tutto anche l’impossibile per dare assistenza e cure.

Personale a cui rendere plauso per l’impegno che giornalmente dimostra e che resiste eroicamente senza avere un cardiologo, ne un anestesista, nè alcun altro specialista.
Una condizione indecente che dura da mesi e che in questo periodo peggiora senza limiti.

Ma con tutto ciò non si trova niente di meglio che continuare a promettere ed a ripetere atti che come già in precedenza rimangono nei cassetti e mai eseguiti.

Una volta per tutte si decida cosa fare, questa agonia è il massimo dei mali che si continua a fare all’intera collettività dell’alto tirreno raggirata ed illusa da anni.

Chi deve, assuma la responsabilità di porre fine con urgenza a questo scempio che già troppi drammi ha causato.

Raffaele Papa

Raffaele-Papa

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