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Giu 202016
 

In questi anni ( 2008 – 2014), in cui il settore ha perso oltre il 33% di massa salari, siamo passati dai 112.331.727,00 di euro del 2008 ai 74.851.891,00 di euro del 2014; inoltre, si è ridotto del 40% il numero dei lavoratori occupati, in quanto siamo passati da 16.339 a 9.957 unità.
E ancora, sempre per lo stesso periodo di riferimento , il numero delle imprese ha subito una contrazione pari al 24% passando dalle 2.835 del 2008 alle 2.182 del 2014.
Solo dal 2015 si è registrata un’inversione di tendenza e si è arrestata quella che è considerata da tutti una vera e propria emorragia; infatti i dati 2015 su 2014 ci consegnano un quadro diverso poiché non si è continuato ad arretrare e, contrariamente, si è registrato un lieve aumento pari al 1,5% circa .
Apprendiamo con immensa soddisfazione che i primi mesi del 2016, stante ai dati forniti dalle Casse Edili, registrano una forte crescita pari al 8,22%; questo dato seppur provvisorio ci fa capire che anche il settore delle costruzioni inizia ad invertire una tendenza .
Tuttavia, questa tendenza è ancora scarsamente percepita dai lavoratori che continuano a non trovare occupazione; il dato sulla crescita, già di per se positivo e soddisfacente, diventerebbe interessante se alcune Opere Pubbliche programmate da decenni oltre a essere considerevoli progetti diventassero cantieri ( VI° lotto Tito-Brienza, Completamento Schema Irriguo, Matera- Pollino) con concrete ricadute sui lavoratori edili che potrebbero ritenere finalmente archiviata la crisi .
La positività dei dati è segnalata anche dalle ultime rilevazioni della Banca d’Italia e dall’aumento del numero dei mutui per l’ acquisto di casa.
E’ innegabile che l’edilizia ha uno straordinario effetto moltiplicatore per tutti gli altri settori: ogni milione investito in edilizia ne genera 3,374 in più; l’edilizia è l’unico settore che acquista bene e servizi per oltre il 90% da tutti gli altri settori merceologici di cui circa l’ 80% prodotto all’interno del territorio Nazionale.

Se riparte l’edilizia riparte tutta l’economia e in primis i materiali da costruzioni, settore direttamente collegato e che più di tutti , anche della stessa edilizia, ha subito gli effetti delle crisi
Le poche e fragili realtà industriali presenti nel nostro territorio hanno tutte subito le conseguenze negative della crisi dell’edilizia, conseguenze che in alcuni casi hanno decretato la chiusura delle azienda, quali la Cementi della Lucania, in concordato preventivo in cui hanno perso il lavoro oltre 50 dipendenti e la INPES Spa di Tito Scalo in cui, a seguito dell’ammissione della società alla proceduta di concordato preventivo e la conseguente cessazione dell’attività , hanno perso lavoro oltre 150 dipendenti.
La ripresa del settore non può che avere riflessi diretti ed immediati sulle aziende chiuse poiché è accertato che se parte l’edilizia c’è bisogno dei materiali da costruzioni.
In un contesto economico che comincia a dare piccoli segnali di risveglio dopo un lungo letargo durato oltre otto anni, ha abbiano appreso la notizia, che ben si concilia con questo quadro di confortante e lieve ripresa, che sono pervenute manifestazione d’interesse per la Inpes Spa da parte di un ‘azienda dello stesso settore e della vicina Campania.
E’ di tutta evidenza, quindi, che rivolgiamo richiesta all’azienda affinché coinvolga e e assuma ex dipendenti della Inpes e quale organismo a tutela dei diritti dei lavoratori, vigileremo e faremo le nostre battaglie affinché ciò accada.
A tal fine, abbiamo indetto un’iniziata per il giorno 17 giugno alle ore 17,00 a Potenza nel salone della Cgil in Via del Gallitello, 163 rivolta ad informare tutti i lavoratori circa le novità positive nonché per tenere alta la guardia sulle assunzioni che la nuova azienda dovrà fare nei prossimi mesi , in quanto, come ampiamente detto, sono generatore della ripresa e dello sviluppo economico della nostra regione.

Enzo Iacovino

cgil

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