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dic 312016
 
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Via libera al disegno di legge relativo al riordino del servizio sanitario regionale di Basilicata. Il provvedimento è stato approvato a maggioranza (con 11 voti favorevoli di Pd, Pp, Udc, Psi e Pace del Gm, 4 voti contrari di M5s, Lb-Fdi e Romaniello del Gm e 3 astensioni di Lacorazza e Santarsiero del Pd e di Napoli del Pdl-Fi) dal Consiglio regionale. Il processo di riordino del Servizio sanitario regionale è strettamente connesso all’evoluzione degli scenari sanitari, sociali, economici e normativi che interessano il sistema sanitario nazionale e quello regionale. Scenari che impongono un riposizionamento dell’intero sistema sanitario regionale, in grado di coniugarne la sostenibilità economica con la tutela dei livelli essenziali di assistenza, in una logica di difesa dell’identità regionale e di rispetto delle disposizioni normative vigenti.

Il provvedimento persegue l’obiettivo di uniformare la rete assistenziale regionale ai parametri di sicurezza, efficacia di cura ed efficienza gestionale, stabiliti dal decreto del Ministero della Salute n.70 del 2 aprile 2015 e dalle disposizioni improrogabili in tema di orari di lavoro e di riposo degli operatori sanitari al fine di garantire le condizioni di sostenibilità del sistema in una prospettiva di medio-lungo periodo ed avviare, conseguentemente, una riforma complessiva del Servizio sanitario regionale.

Il nuovo Piano regionale integrato della salute e dei servizi alla persona e alla comunità per il triennio 2018/2020 dovrà essere adottato dalla Giunta regionale entro il 30 giugno 2017 e il Consiglio regionale avrà sei mesi di tempo per approvarlo (entro il 31 dicembre 2017). Il Piano dovrà essere teso ad una riorganizzazione che distingua la committenza della produzione delle prestazioni sanitarie, ponendo in rete tutte le strutture sanitarie pubbliche e private che sono chiamate a soddisfare i bisogni di salute della popolazione regionale. Il testo normativo, inoltre, prevede che le Aziende e gli Enti del Servizio sanitario regionale concorrono a garantire gli obiettivi assistenziali ed operano secondo criteri di efficienza, qualità e sicurezza delle cure, nonché di riduzione dei tempi di attesa per la erogazione delle prestazioni, di efficienza e di centralità del paziente, in una logica di rete regionale.

Previsto lo scorporo degli ospedali di Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri dall’Asp e la contestuale incorporazione degli stessi nell’Azienda ospedaliera regionale “San Carlo” per costituire un’unica struttura ospedaliera articolata in più plessi. I presidi di Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri divengono articolazioni funzionali sul territorio delineando un’organizzazione della rete ospedaliera della provincia di Potenza basata su livelli gerarchici di complessità delle strutture che erogano prestazioni di ricovero a ciclo continuativo e diurno per acuti. L’ospedale di Pescopagano, invece, rimane inglobato all’interno del polo ospedaliero San Carlo di Potenza.

Per quanto riguarda la riorganizzazione funzionale degli ospedali per acuti dell’Asm, il Dea di I livello ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera e il “Giovanni Paolo II” di Policoro, sede di Psa, diventano una unica articolazione ospedaliera per acuti. Per quanto attiene l’Emergenza Urgenza, sempre dal 1 gennaio 2017, sarà coordinata da un’unica cabina di regia, attestata all’Azienda sanitaria locale di Potenza, in grado di assicurare maggiore flessibilità organizzativa e maggiore efficienza all’intero sistema. L’Asp, quindi, assume la competenza esclusiva, sia gestionale che economica ed organizzativa, sul sistema regionale dell’Emergenza Urgenza 118.

I direttori generali delle tre Aziende interessate dal riordino (Asp, Asm e Aor “San Carlo”) sono tenuti ad adeguare l’assetto organizzativo, contabile e ordinamentale delle loro aziende, in conformità agli standard dimensionali, qualitativi e di sostenibilità economico/finanziaria previsti dalle norme vigenti e ad attuare interventi di promozione della produttività e dell’efficienza a garanzia dell’erogazione dei Lea. “L’azienda ospedaliera regionale San Carlo (emendamento Spada approvato dall’Aula) e l’Azienda sanitaria locale di Matera definiscono le modalità di organizzazione e funzionamento dei servizi e delle attività rispettivamente sui plessi di Potenza, Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri per l’Azienda San Carlo e su entrambi i plessi di Matera e Policoro per l’Asm, assicurando, in tal modo, il potenziamento dell’offerta ospedaliera sull’intero territorio regionale e garantendo, altresì, l’uniformità, l’omogeneità e l’appropriatezza dei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali”. Un emendamento di Napoli, approvato dall’Aula, fa riferimento agli articoli 522 e 523 della legge n. 208/2015, che prevedono l’obbligo per gli enti del servizio sanitario di attivare un sistema di monitoraggio delle attività assistenziali erogate e della loro qualità, in coerenza con il programma nazionale di valutazione degli esiti, ed il mancato rispetto di queste disposizioni costituisce illecito disciplinare ed è causa di responsabilità amministrativa del direttore generale e del responsabile per la trasparenza e la prevenzione della corruzione.

Prevista l’istituzione dell’ Osservatorio regionale sui servizi alla persona, che sarà costituito dalla Giunta regionale entro 30 giorni e dovrà esprimere il proprio parere sul nuovo Piano regionale sanitario. Con cadenza trimestrale l’Osservatorio, “insieme ai direttori generali delle Asl” (emendamento Rosa e Cifarelli approvato dall’Aula), dovrà riferire alla Giunta regionale e alla competente Commissione consiliare sull’andamento del riordino del Servizio sanitario regionale. Entro 180 dall’entra in vigore della legge i direttori generali dell’Asp, dell’Asm e dell’Aor “San Carlo” dovranno adottare gli atti deliberativi finalizzati a dare applicazione alle disposizioni del Piano di riordino. Previsto, inoltre, che gli incarichi di direzione dei dipartimenti aziendali decadono con l’approvazione del nuovo Piano sanitario.

Nel dibattito sono intervenuti il presidente della quarta Commissione Bradascio (Pp), che ha illustrato il provvedimento, il presidente della Regione Pittella e i consiglieri Lacorazza, Santarsiero, Polese, Spada, Cifarelli e Robortella (Pd), Romaniello e Pace (Gm), Leggieri (M5s), Napoli (Pdl-Fi) e Rosa (Lb-Fdi).

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